Mercoledì 23 Gennaio 2019 - 20:13

Unioni civili: è caos al Senato, slitta il voto

ROMA. Unioni civili, l'esame slitta a dopo l'approvazione del Milleproroghe che andrà in aula martedì prossimo . Si riparla del ddl Cirinnà , quindi, mercoledì pomeriggio o giovedì della prossima settimana. Questo è quanto deciso dalla capigruppo del Senato, dopo la sospensione della seduta. In Aula, inoltre, il presidente Pietro Grasso ha comunicato che ci sarà una seduta unica fino alle 22 mercoledì prossimo, 24 febbraio, e fino alle 18 nella giornata di giovedì sulle unioni civili. In mattinata è stato il caos, scoppiato al momento dell'intervento in aula della capogruppo 5 Stelle, Nunzia Catalfo: grida dai banchi del Pd e tensione tra dem e grillini alle stelle dopo il clamoroso sgambetto con il "no al canguro" espresso ieri dal MoVimento. Ma anche gli ex M5S strepitano contro la capogruppo. Il presidente Pietro Grasso ha cercato di riportare l'ordine ma poi la bagarre si è scatenata nuovamente quando ha preso la parola Manuela Repetti di Ala difendendo il 'super canguro' Marcucci. "Vuoi il canguro? Vaff...", si è sentito distintamente riecheggiare in aula. L'effetto del no dei 5 Stelle al 'super canguro' ha fatto deflagrare il Pd: le varie posizioni, discordanti, sulla legge delle unioni civili ora sono tutte cristallizzate nelle dinamiche interne ai dem. Ma la soluzione può passare solo attraverso il partito di Matteo Renzi. I cattodem spingono per lo stralcio delle stepchild e l'accordo con i centristi della maggioranza. La sinistra Pd non ne vuole sentire parlare. Per i 'giovani turchi', per dire, già il ddl Cirinnà è considerato un compromesso. E dalla minoranza Roberto Speranza mette in chiaro che la legge va approvata per intero. Insomma, al momento, qualunque soluzione vede i numeri in bilico: si parla appunto dello stralcio ma la sinistra dem non ci starebbe; si parla di spacchettare il canguro, come si diceva nei giorni scorsi: un 'cangurone' che porterebbe in salvo la legge sulle unioni civili e un 'cangurino' con le stepchild col rischio che venga bocciato dall'aula. Per questo stamattina nella riunione dei vertici Pd con il ministro Maria Elena Boschi si è valutato di prendere tempo: un rinvio per valutare una strategia.

In mattinata, di fatti politici nuovi che impongono una riflessione per capire come andare avanti sulla legge per le unioni civili ha parlato in apertura di seduta il presidente del gruppo Pd Luigi Zanda. Ma i 5 Stelle hanno detto no al rinvio dell'esame del ddl Cirinnà. "Ritirate tutti gli emendamenti inutili" e gli "emendamenti canguro" ha detto la capogruppo Catalfo "per portare la legge qui in aula senza rimandare oltre". "Il Pd - ha affermato Zanda - continua a pensare che sia necessario fare una buona legge sulle unioni civili. Pensiamo che sia una traguardo sia alla nostra portata, che noi fortemente vogliamo ma dobbiamo registrare che ieri si è verificato un fatto politico nuovo". Zanda, senza nominarla, ha fatto riferimento alla decisione del M5S di non votare l'emendamento Marcucci che, se approvato, avrebbe assorbito gli emendamenti presentati dalla Lega Nord e dai centristi.

Sulla scelta dei Cinque Stelle, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha criticato apertamente la linea e, in particolare, la decisione dei senatori del MoVimento di smarcarsi dal 'super canguro': "Ddl Cirinnà, un'occasione persa. 'A che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca'. Don Milani, frase che si adatta spesso bene" ha scritto il sindaco su Twitter. Anche le associazioni Lgbt hanno qualcosa da dire ai pentastellati: "Il Movimento Cinque Stelle, in poche settimane, è passato da un sì incondizionato alla legge Cirinnà alla libertà di coscienza sulla stepchild adoption per poi arrivare, ieri, agli applausi del centrodestra" quando è stato annunciato che i senatori pentastellati non avrebbero votato l'emendamento Marcucci, "l'unica strada, al momento, che può assicurare l'approvazione della legge senza stravolgimenti". "La vostra coerenza - proseguono le associazioni in una nota è un lusso a 5 Stelle che pagheremo solo noi". E ricordano: "Le regole democratiche vanno rispettate e applicate per tutelare i cittadini, non contro di loro".

Nomine Rai, scelti i direttori di Rete

ROMA. Manca poco alle nuove nomine delle reti Rai . Domani infatti, a quanto si apprende, il dg Antonio Campo Dall'Orto porterà in consiglio questi nomi: per Rai1 Andrea Fabiano (attuale vice direttore della rete), per Rai2 Ilaria Dallatana (cda Magnolia), per Rai3 Daria Bignardi, per Rai Sport Gabriele Romagnoli e per Rai 4 Angelo Teodoli. Scelte autonome, sottolineano ambienti del settimo piano, basate sul merito e sull'esperienza, così come sul rinnovamento attraverso la competenza. Per la prima volta, inoltre, ci sarebbero due direttrici donna a Rai2 e Rai3 e con Andrea Fabiano la rete ammiraglia sarebbe guidata dal direttore più giovane ad oggi mai avuto.

Unioni civili, slitta il voto al Senato

ROMA. L'aula del Senato ha votato a favore di una sospensione dei lavori sul ddl Cirinnà, avanzata dalla senatrice Loredana De Petris di Sel. Una richiesta arrivata dopo l'annuncio dei 5 Stelle sul no al 'super canguro' Marcucci. "Riflettiamo a mente pacata", ha detto De Petris. I lavori riprenderanno domani.

A palazzo Madama si è arrivati senza l'accordo tra Pd e Lega sul ritiro degli emendamenti. Una netta riduzione che è stata invece annunciata in aula dal capogruppo del Carroccio, Gian Marco Centinaio. "Non è nostra intenzione fare ostruzionismo a questo provvedimento. Abbiamo presentato 5000 emendamenti di merito perché questo provvedimento non ci piace e lo vogliamo mandare a casa. Però lo vogliamo fare in aula non con l'ostruzionismo, ma con i nostri emendamenti. Sento colleghi che dicono dobbiamo portare avanti il 'super canguro' Marcucci contro l'ostruzionismo della Lega, io allora sfido il Pd: ecco questi sono i nostri emendamenti rimasti", ha detto Centinaio sventolando un foglio con solo il 10% dei 5000 presentati. "Ora però il Pd ritiri il 'super canguro'".

'Super canguro' che ha tenuto banco nella discussione. Il capogruppo di Ap, Renato Schifani, ha chiesto "al presidente Grasso di riunire la giunta del regolamento per valutare l'ammissibilità dell'emendamento" Marcucci.

Analogamente il capogruppo di Fi, Paolo Romani, si è rivolto così a Grasso: "Una conferenza dei capigruppo o una giunta del regolamento o la sede che ritiene più opportuna ma si affronti" la questione 'canguro' Marcucci.

Alle critiche ha replicato in aula il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda: "La vulgata è che l'emendamento Marcucci elimini la discussione, vorrei rassicurare l'aula, non è così. Con il 'canguro' voteremo comunque la legge in tutti i suoi articoli, compreso il 5, e se richiesto con voto segreto. Perché un emendamento non può cancellare un articolo di un ddl. Avremmo preferito una discussione sul merito, limitata a un massimo di due/trecento emendamenti e a un numero molto ristretto di voti segreti, 10-20-30 voti segreti".

"Il Partito democratico vuole questa legge - ha sottolineato Zanda - è una legge sui diritti, sull'estensione di importanti diritti civili, sul riconoscimento di diritti inviolabili a una minoranza di cittadini italiani". "Ma c'è anche un'altra necessità che ci riguarda in quanto senatori. Questa legge ce la chiede la Corte costituzionale e l'Ue - ha rimarcato - Mi sento a disagio a ricevere queste sollecitazioni e mi sento a disagio perché, oggi, in assenza di una legge decidono i giudici eppure legiferare è il nostro lavoro. Non dobbiamo lasciare ancora ai giudici supplenza per fare quel che noi non abbiamo fatto. È giunto il momento che in queste materie il Parlamento onori le funzioni che la Costituzione gli assegna e le eserciti con la responsabilità necessaria. E' giunto il momento che il Parlamento faccia quel che deve: il legislatore".

In aula a nome dei 5 Stelle è intervenuto Alberto Airola. "Se ci trovassimo a decidere della libertà di un popolo mediante un piccolo trucco, un artificio incostituzionale e antidemocratico come un 'canguro', io ci penserei" ha scandito l'esponente M5S. "Qui si gioca sulla pelle delle persone e quindi io mi trovo nella posizione di dover dirvi: andiamo avanti con i 500 emendamenti", quelli che restano dopo il taglio della Lega, "e facciamolo a voto palese. Io non me la sento di costringere il mio gruppo a tradire la possibilità di discutere. Ora se finirà che è colpa nostra, io me ne assumo la responsabilità, ma i cittadini sapranno come è andata".

"Dai 5 Stelle c'è un atteggiamento strumentale perché il mio emendamento serve a salvare questa legge. Ora vedremo chi la vuole e chi no - ha commentato Andrea Marcucci con i cronisti al Senato - Non ritiro il mio emendamento. Non è neanche stato proposto".

Sulla questione è intervenuto anche il Guardasigilli Andrea Orlando. "Il governo non esprime valutazioni politiche - ha premesso - Da osservatore però non posso non vedere come" il no dei 5 Stelle al 'canguro' Pd "renda ancora più impervia la strada già complicata della legge".

GRASSO: CHI LASCIA AULA PORTI CON SÉ TESSERA VOTO - Non si possono consentire "forme surrettizie di degenerazione" nelle fasi di votazione in aula a palazzo Madama e da oggi i senatori presenti che si allontanano dall'assemblea sono tenuti a portare con sé il tesserino. E' la decisione comunicata dal presidente del Senato Pietro Grasso per mettere fine alla pratica dei 'pianisti' sui generis, non quelli che votano per altri, ma quelli 'fantasma', che risultano, cioè, presenti solo perché la scheda è inserita nello scranno.

Resta impregiudicata la possibilità di essere presenti senza partecipare al voto, e quindi senza far rilevare la propria presenza ai fini del numero legale. Ma chi si allontana deve portare con sé la tessera, perché non si può lasciare "a indici di verifica aleatori la puntuale sanzionabilità di abusi o condotte elusive - ha detto Grasso - che sottraggono al principio della trasparenza e della responsabilità comportamenti palesemente impropri".

In conclusione, "i senatori che si allontanano dall'aula sono tenuti a portare con sé la propria tessera" e se la "reale presenza" del senatore non risulta, ai sensi della delibera del Consiglio di presidenza del 2011, "le tessere stesse saranno in via cautelare ritirate", ferma restando la possibilità per la presidenza, una volta accertati i fatti, "di ordinare la restituzione della tessera al senatore, nonché disporre 'che nei confronti dei senatori responsabili si applichi per la giornata in cui è avvenuto il fatto riscontrato, la detrazione della diaria'".

M5S CONTRO NAPOLITANO. Giorgio Napolitano finisce nel 'radar' M5S a palazzo Madama durante il dibattito sulle unioni civili. Succede poche ore dopo la comunicazione del presidente del Senato Pietro Grasso circa l'obbligo per i senatori che si assentano di non lasciare il tesserino per le votazioni elettroniche inserito nello scranno. Ma il senatore pentastellato Vincenzo Santangelo ha 'pizzicato' proprio la postazione 'sguarnita' del presidente emerito della Repubblica: "C'è la tessera del presidente Napolitano, ma il presidente non c'è...". A quel punto è stato Pier Ferdinando Casini, presidente di quella commissione Esteri di cui Napolitano è componente, a ritirarla e a consegnarla ad un assistente parlamentare.

Grillo espelle i 36 “contestatori" napoletani

NAPOLI. Sono 36 gli attivisti del meetup di Napoli espulsi dal Movimento Cinque Stelle per aver partecipato al gruppo "Napoli libera" su Facebook, secondo il Movimento "realizzato allo scopo di manipolare il libero confronto per la formazione del metodo di scelta del candidato sindaco e della lista per le elezioni amministrative" di Napoli. Tra gli espulsi anche attivisti che, nella presentazione della disponibilità alla candidatura a consigliere comunale, avevano dato anche la disponibilità ad essere scelti come candidato sindaco. Alcuni attivisti erano impegnati in uno sciopero della fame e, in occasione di diversi sit-in a piazza Municipio e al Centro direzionale, avevano chiesto di incontrare Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Utero in affitto, idea sanzioni penali

ROMA. "Una sanzione penale per scoraggiare l'utilizzo dell'utero in affitto". E' la nuova proposta del ministro della salute Beatrice Lorenzin dai microfoni di 'Maggioranza Assoluta', il nuovo game talk di Video News, in onda giovedì prossimo su Italia uno. Rispondendo sul tema delle Unioni civili, il ministro dopo aver ribadito di essere contraria all'adozione del figliastro "poiche' favorisce la pratica dell'utero in affitto", spiega: "Da questa impasse se ne esce in due modi. O con lo stralcio dell'articolo 5, quello sulle adozioni, pensando per esempio ad un istituto ad hoc per le adozioni speciali. Oppure - aggiunge la Lorenzin - in un modo molto forte e duro. Vale a dire dichiarando la pratica dell'utero in affitto reato universale perseguendolo anche se fatto all'estero con una sanzione penale". Non solo. "Oltre alla sanzione penale, si puo' impedire l'adozione da parte del convivente del bambino concepito con l'utero in affitto". "Se fatto per le nuove nascite - conclude il ministro Lorenzin - si scoraggia certamente l'utilizzo di questa pratica".

Salvini su Mussolini: per vent'anni tante cose buone

MILANO. "Mussolini fece tante cose buone in vent'anni prima delle leggi razziali e dell'alleanza con Hitler". Lo dice Matteo Salvini ai microfoni de 'La Zanzara'. Il leader della Lega elogia il Duce, il primo a introdurre la pensione di reversibilità: la "previdenza sociale l'ha portata lui, non l'hanno portata mica i marziani!". Parole al miele sul dittatore fascista, che ricordano quelle pronunciate da Silvio Berlusconi a fine gennaio 2013, quando arrivò a sorpresa alla stazione di Milano per la 'Giornata della memoria' e sentenziò: "Il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene".

Il presidente azzurro quasi giustificò la scelta di Mussolini di schierarsi accanto al nazismo: "E' difficile mettersi nei panni di chi decise allora", ma "certamente il governo di allora per timore che la potenza tedesca vincesse, preferì essere alleato alla Germania di Hitler piuttosto che opporvisi". Il Cav fu costretto a correggere il tiro più tardi ma la sostanza del suo ragionamento non cambiò.

Anche Umberto Bossi rievocò la figura di Mussolini, ma per lanciare un attacco proprio a Berlusconi, un tempo suo alleato più fedele, che però, in vista delle amministrative del marzo 2012, aveva invitato gli elettori a non disperdere il consenso votando la Lega. "Berlusconi dice che gli italiani disperdono i voti con noi? Fare un accordo tra le forze maggiori e cancellare le forze minori è un ragionamento che, prima di lui, aveva fatto Mussolini...", fu la replica al veleno del Senatur.

Comune, si dimette l'assessore Pace

NAPOLI. L'assessore al Personale del Comune di Napoli, Caterina Pace, ha rassegnato le dimissioni. Pace, di Italia dei Valori, ha rispettato la richiesta del partito, che alle amministrative di Napoli si collocherà nello schieramento di centrosinistra e con il Partito democratico, che le ha chiesto un passo indietro. Per il sindaco Luigi de Magistris si è trattato di un "gesto di coerenza" e si dice "convinto che verrà con noi, come tanti altri di Italia dei valori". Il partito di oggi, per de Magistris, è solo lontano parente di quello che lo ha sostenuto nel 2011: "Alle europee aveva preso l'8,5% - ricorda - oggi Idv è un partito che quasi non esiste più  L'unica esperienza che potevano portare come medaglia al valor civile era quella napoletana, ora sono curioso di vedere come, dopo aver governato con noi e contro il sistema del Pd, i dirigenti spiegheranno di schierarsi con Bassolino e Valente". De Magistris si dice "certo che l'elettorato dell'Idv verrà con noi, così come anche militanti e consiglieri".

Unioni civili, Alfano pronto all'asse con cattodem e grillini

ROMA. "Abbiamo informazioni che ci spiegano che il rischio è altissimo". È quanto afferma il ministro dell'Interno Angelino Alfano che, durante il programma 'In mezz'ora' su Raitre, specifica: "Siamo in un rischio molto alto, esattamente come i Paesi che hanno già subito attentati".

 

Spiega Alfano: "Informazioni e analisi ci dicono che dalla guerra in Siria e dalla instabilità in Libia continuano a venire pericoli per tutta l'Europa, ma non abbiamo notizie di un allarme concreto, perché altrimenti interverremmo specificamente su quell'allarme. Questo - aggiunge il titolare del Viminale - non ci fa stare tranquilli, perché siamo assolutamente e adrenaliticamente 'sul pezzo'. Fin qui, le cose hanno funzionato bene".

 

Il ministro dell'Interno ricorda poi "i rischi che abbiamo dovuto subire con l'Expo e l'avvio del Giubileo. Il lavoro di prevenzione ha funzionato. Il rischio è alto, abbiamo elevato il livello di allerta, abbiamo individuato obiettivi sensibili e fatto un lavoro di prevenzione, notte e giorno, che serve a diminuire il quoziente di rischio: ma nessun Paese - ribadisce Alfano - è a rischio zero".

MIGRANTI - "Sconsigliamo la chiusura di Schengen. Chiudere Schengen non risolve il problema'', continua Alfano, che aggiunge: "Abbiamo la fondata preoccupazione che ci sia la possibilità che Schengen salti".

UNIONI CIVILI - "Spero che i cattodem abbiano il coraggio per votare no alla stepchild adoption e che numerosi grillini votino 'no', in modo tale che la stepchild salti. Poi, se fossi il leader del Pd, io la stralcerei". Così il ministro sul ddl Cirinnà.

Se la stepchild adoption dovesse essere approvata, ci saranno ripercussioni nella maggioranza e nel governo? "Non sono sicuro, ma non faccio minacce" e "proporrò il referendum". "Io - continua - non sono per il cupio dissolvi della legge" sulle unioni civili. "Quindi - spiega - non tifo perché salti tutto, ma tifo perché, se fossi il leader del Pd io direi 'signori, io sono il Pd e guido questo Paese e questo è un Paese che rifiuta il tema delle adozioni e io mi colloco in linea con la sensibilità del paese".

BANCHE - Riguardo il provvedimento sulle Bcc "nel suo complesso sono d'accordo. Su questa norma in particolare", cioè quella sulla soglia dei 200 milioni, "dobbiamo sentire le associazioni del credito cooperativo e poi se ne discuterà in Parlamento", ha sottolineato il ministro dell'Interno

"Reputo ingiustificate - ha aggiunto - le polemiche contro Renzi su questo punto. Mi sembra un modo di provincializzare un dibattito che invece ci collega all'Europa. Sono contrario ad aprire fronte di scontro dentro il governo".

RENZI - "Non so se Renzi userà il nuovo aereo" per andare in Argentina, ma è "pretestuoso ogni dibattito di questo genere, è un discorso specioso", commenta il ministro parlando delle polemiche sul nuovo aereo presidenziale del premier. "Siamo un grande paese" ed è normale, come avviene anche in Francia e negli Stati Uniti, che ci sia "l'aereo del presidente dl consiglio", precisa.

ROMA - Il ministro ha poi annunciato il sostegno di Ncd alla candidatura a sindaco di Roma di Alfio Marchini: "Abbiamo visto sempre con favore la candidatura di Marchini. Ci riuniremo nei prossimi giorni per decidere. Marchini è un candidato civico, siamo assolutamente orientati su questo nome''.

MILANO - A Roma con Alfio Marchini e a Milano con Stefano Parisi. Angelino Alfano ha infatti indica la sua strategia politica per le amministrative in due città chiave, confermando il gradimento al manager di 'Chili-tv', candidato anche di Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni: ''E' una bravissima personalità che conosco da tempo".

E alla domanda se il sostegno di Ap a Parisi potrebbe segnare un riavvicinamento a Forza Italia, il ministro risponde: "Sulle alleanze per le amministrative decidono i territori. A Milano c'è un fatto importante: Parisi è una personalità brillante, non un tecnico algido". Nel capoluogo lombardo c'è "una sfida tra due city manager, quello della Moratti", ovvero il candidato Pd Giuseppe Sala, e "quello di Albertini: questo è il grande lascito della sinistra". A "Bologna, invece, abbiamo presentato una candidatura autonoma", sottolinea Alfano spiegando che anche a Torino potrebbe avvenire la stessa cosa.

Renzi vede Schulz, il premier: «L'Italia non fa polemiche ma proposte»

ROMA. "Non vogliamo essere quelli che aprono polemiche ma siamo altrettanto chiari nel dire che Italia è ripartita, l'Italia ha fatto le riforme di cui si è discusso per anni e che non sono mai state fatte. Quella dell'Italia non è la voce di chi porta fastidi ma di chi porta proposte". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella sala stampa di Palazzo Chigi al termine dell'incontro con il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz.

 

"L'Europa - ha detto ancora il premier durante la dichiarazione congiunta - è chiamata a una grande sfida. Noi siamo europeisti convinti ma siamo anche convinti che la Ue debba cambiare la dimensione di politica sociale ed economica. Siamo convinti che l'Europa debba occuparsi un po' meno di cambiare sempre le regole sulle banche e di preoccuparsi un po' di più dell'occupazione e delle difficoltà delle persone. Un po' più sociale e un po' meno finanziaria, anche perché non sempre le regole finanziarie hanno funzionato bene".

 

"Siamo convinti del fatto che, insieme, dobbiamo lavorare per un'Europa che mostra il suo volto più bello, per un'Europa che sia luogo di investimento sul futuro", ha ribadito il premier.

"L'Italia - ha aggiunto il presidente del Consiglio - sta al tavolo europeo con la volontà di dare una mano ma anche un cuore all'europeismo. L'Italia non chiede ma offre, con la volontà di dare una mano, sapendo che se la politica economica di questi anni non ha funzionato forse dovremmo fare una riflessione comune".

"L'Europa si deve muovere insieme, altrimenti il rischio di scollamento con i cittadini aiuterà la vittoria delle forze demagogiche e populiste. Non mi riferisco all'Italia, dove, dopo tanti anni la stabilità non è più in discussione ma ad altri grandi Paesi, dove la disoccupazione e la crisi producono questo tipo di reazioni, ha concluso Renzi.

Per il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, "l'Italia non è soltanto un Paese fondatore" dell'Unione Europea, ma "è soprattutto e veramente un pilastro fondamentale dell'Europa" e ha "il governo più stabile di tutta la zona mediterranea". "Vorrei dare atto a tutti i passi coraggiosi che fa l'Italia", ha proseguito Schulz, secondo il quale l'Italia merita "rispetto" per il suo operato.

"Il vantaggio" quando si parla con il presidente del Consiglio italiano, ha aggiunto Schulz, "è che si parla chiaro, perché con Matteo non si può prenderla alla larga, si parla subito chiaramente di quello che ci interessa e questo è molto importante e di grande aiuto in politica". Un incontro, ha detto ancora, "molto buono, in cui abbiamo dimostrato che praticamente in tutti i punti c'è intesa di vedute per quanto riguarda la situazione internazionale"

Ranieri resta fuori dalle primarie, il Pd dice no
al ricorso

NAPOLI. Niente da fare per Umberto Ranieri. L'ex sotosegretario agli Esteri resta fuori dalla competizione per le primarie del centrosnistra a Napoli. La commissione di garanzia del centrosinistra, infatti, ha respinto il ricorso presentato dalla rete civica «Per Napoli» che chiedeva l'ammissione della candidatura di Ranieri che era stata presentataanche con firme di non iscritti al Pd.

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