Giovedì 15 Novembre 2018 - 23:11

Riforme, Lega e Sel ritirano gli emendamenti

ROMA. Colpo di scena al Senato dove le opposizioni ritirano gli emendamenti al ddl riforme. Per la Lega L'annuncio è stato fatto dal senatore leghista Roberto Calderoli in Commissione Affari costituzionali, dove è presente anche il ministro Maria Elena Boschi. Calderoli ha specificato che conferma appena dieci dei circa 500mila emendamenti da lui presentati. Hanno trovato così conferma tramite un tweet del senatore dem Francesco Russo, le voci che si erano diffuse stamattina a Palazzo Madama circa una mossa a sorpresa del vicepresidente del Senato che a questo punto cambia lo scenario rispetto alla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama convocata per le 15. L'urgenza di un approdo in aula a questo punto potrebbe venire meno e si potrebbe riaprire, riferiscono fonti parlamentari, il confronto in Commissione.

Anche Vito Crimi e Loredana De Petris «per @Mov5Stelle e @sinistraelib annunciano ritiro emendamenti #1commissione». Lo scrive su twitter il senatore Pd, Francesco Russo. Ma è lo stesso Crimi a puntualizzare: «Non abbiamo ritirato gli emendamenti. Ho dichiarato che ne abbiamo presentati meno di 200 e, con le inamissibilità, ridotti già della metà. Non abbiamo nulla da ritirare», dice all'Adnkronos il senatore M5S in commissione Affari costituzionali. Sulla riforma della legge elettorale, con il premio alla coalizione, «c'è un dibattito nel partito. Alfano ha riconosciuto che il tema esiste e credo verrà posto in tempi successivi, ma non c'è uno stretto legame tra il voto sulle riforme e il cambiamento della legge elettorale», dice intanto il presidente dei senatori Ap (Ncd-Udc ) Renato Schifani, parlando con i giornalisti al Senato.

«Io credo che sia necessario portare a compimento, in tempi certi e rapidi, dopo la prima lettura della Camera e del Senato e dopo 30 anni di discussioni, il percorso della riforma costituzionale. Resto convinta che ci siano le condizioni politiche e tecniche, anche sulla scorta del regolamento, per arrivare ad un testo ampiamente condiviso nel mio partito e nell'aula del Senato», aveva detto in mattinata la senatrice del Pd Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali, conversando con i giornalisti a palazzo Madama.

Intanto il segretario Matteo Renzi ha convocato la Direzione del partito per lunedì prossimo. All'Odg della riunione, discussione sui politica ma anche deliberazioni. Una direzione sul cui esito interviene Vannino Chiti, esponente della minoranza, che all'Adnkronos dice: «L'esito della Direzione di lunedì? Servirà solo a ribadire la linea della maggioranza Pd» e non avrà conseguenze sul piano parlamentare perché «sulla Costituzione c'è libertà di voto». «Si possono fare anche venti direzioni ma se non c'è la volontà di arrivare a un accordo... Quando avevo visto la proposta di Tonini - sottolinea Chiti - mi ero illuso che finalmente potessimo trovare un punto di intesa e invece quella proposta è sparita dal tavolo ma se Renzi ha a cuore l'unità del partito quella resta la strada. Poi se questo interesse non c'è...». Roberto Speranza invece si rivolge a Renzi, «chiedendogli di evitare prove muscolari in Direzione».

Per Forza Italia Renzi al Senato non ce la può fare: «Al Senato, ormai è chiaro, Renzi non ha i numeri, non ha i voti per approvare la sua riforma costituzionale». Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

Immigrati, Squinzi: ridare
il lavoro prima
agli italiani

MILANO. «Gli immigranti non sono per noi una risorsa perchè chi viene in Italia ha come destinazione altri Paesi. In questo momento non è quindi l'immigrazione che può risolvere i nostri problemi, la nostra vera priorità è dare lavoro agli italiani, visto che abbiamo un tasso di disoccupazione del 13 per cento e sul fronte giovanile del 40 per cento». È quanto afferma il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine della presentazione della Fondazione E4Impact a Milano. «Sarà una visione un po' egoistica la mia -aggiunge- ma dobbiamo cominciare a dare un futuro ai nostri giovani e una velocità al Paese. In ogni caso - ha poi tenuto a precisare - le immigrazioni alla lunga sono sempre fenomeni positivi. Per quanto ci riguarda però l'oviettivo di chi viene da noi è quello di andare, poi, in altri Paesi».

Salvini: un tetto agli alunni stranieri in classe

ROMA. «Serve un tetto agli alunni stranieri nelle class. Lo ha detto Matteo Salvini, commentando a 'Porta a Porta' il caso delle classi a Brescia composte esclusivamente da bambini di nazionalità straniere. «Nella scuola un tetto ai bimbi di nazionalità straniera in classe insieme ai bimbi italiani va messo, altrimenti non è buona scuola», ha sottolineato il leader della Lega. «Se ci sono delle scuole ghetto dove i genitori dei bimbi italiani scappano, è perché lo Stato deve garantire l'inserimento di alcuni bimbi immigrati tra i bambini italiani», ha sottolineato Salvini.

Renzi: la crescita prevista passa
da 0,7% a 0,9%. Arriva la digital tax

ROMA. «Io sono quello della rottamazione. Massimo faccio due mandati poi, se vengo eletto, la volta successiva vado a casa». Lo ha detto Matteo Renzi ospite di 'Otto e mezzo' su La7. Il premier ha inoltre assicurato che «non ci sarà nessuno sforamento dei conti. Anzi, dal prossimo anno scenderà il debito. Faremo una manovra da quasi 27 miliardi di euro». Non solo. «L'Italia ha previsto una crescita del Pil dello 0,7 per il 2015. Ma nell'aggiornamento del Def, che avremo al prossimo Consiglio dei ministri», la previsione «passerà dallo 0,7 allo 0,9» ha detto Renzi.

Sul Pil è intervenuto a Skytg24, intervistato da Sarah Varetto, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: «Penso che faremo meglio dello 0,7%, che è già acquisito». Quindi ha aggiunto: «Il Jobs Act ha cambiato l'insieme dei contratti disponibili e le agevolazioni fiscali temporanee hanno accelerato le assunzioni, c'è maggiore robustezza dell'occupazione, insomma ci sono le premesse per una ripresa più robusta».

Ospite di 'Otto e mezzo', Renzi ha anche difeso a spada tratta la scelta di togliere la tassa sulla casa a partire dal prossimo anno. «La tassa sulla casa vale 3 miliardi e mezzo - ha rimarcato - L'ha tolta Berlusconi? Beh, avrà fatto qualcosa di buono anche lui. Del resto anche un orologio rotto due volte al giorno azzecca l'ora». Quindi ha annunciato la digital tax: «Dopo aver aspettato per due anni una legge europea, dal 1 gennaio 2017 immaginiamo una digital tax che vada a colpire con meccanismi diversi per far pagare tasse nei luoghi in cui sono fatte transazioni ed accordi».

Parlando dei migranti, il presidente del Consiglio ha lamentato di non aver «mai visto l'Europa unita eppure ci ho fatto nottate intere. A luglio l'Italia era, con poche partnership come Malta, a dire di smettere di pensare che fosse solo il problema di pochi Paesi». «Sembra che finalmente - ha aggiunto il premier - i colleghi Ue si siano convinti di tre cose insieme: centri di identificazione, politica di rimpatrio e cooperazione internazionale».

Quanto alla segreteria, Renzi ha messo in chiaro: «Escludo di lasciare il timone del Pd. Il Pd ha scelto, come ad esempio la Germania, che il capo del governo sia anche a capo» del principale partito. «Lo stesso avviene anche con Angela Merkel che oltre a essere la cancelliera è anche la capa del Spd».

Rispondendo a una domanda sui dubbi sollevati da Massimo D'Alema, «D'Alema sì - ha risposto il premier ironico - che è un argomento che interessa gli italiani...». E dopo aver rivendicato anche i successi portati a casa dal Pd, Renzi ha spiegato che «secondo D'Alema il Pd va male perché, secondo i sondaggi, è al 34%», ovvero «il doppio della percentuale con cui D'Alema ha lasciato i Ds. Con tutto il rispetto che ho per D'Alema e per coloro che mi trattano come un usurpatore - ha ricordato il premier - ho vinto le primarie, quando ci saranno le prossime vedremo chi vincerà...».

Il Pd è pronto ad accogliere nelle sue file esponenti di Ncd? «Se sono nell'Ncd, li vedrà alle elezioni come Ncd. Ognuno alle elezioni si candida con il partito suo. Già nel Pd, dove siamo tanti, abbiamo problemi figuriamoci se chiamiamo altri - ha scandito - Il Pd porterà quelli del Pd, Ncd quelli di Ncd, Fi quelli di Fi».

Poi, a chi gli chiedeva della richiesta di Ncd di modificare l'Italicum, Renzi ha risposto: «Mi sta facendo una domanda su una legge approvata il 29 aprile 2015, dunque cinque mesi fa. Domandi a loro piuttosto perché hanno cambiato idea dopo che hanno votato quella legge elettorale».

Portici, consigliere Pd passa con la maggioranza

PORTICI. La maggioranza che sorregge l'amministrazione comunale di Portici può contare su un nuovo consigliere: si tratta di Ciro Esposito, che ha deciso di lasciare il Pd e schierarsi con il sindaco, Nicola Marrone. Il Pd ed il suo gruppo Consiliare hanno espresso profonda amareza per la scelta di Esposito: «Le motivazioni addotte da Esposito, infatti, sono inesistenti ed irrilevanti sotto il profilo politico, nonché sconfessate dai vertici nazionali di Possibile. Il Consigliere Esposito, tradendo il mandato degli elettori e del suo ex partito che gli hanno consentito di sedere in consiglio comunale - tuona il Pd - corre così in soccorso di una maggioranza di destra allo sbando»

Renzi a New York per la finale di tennis, Lega e FI: «Spot elettorale»

ROMA. Renzi vola a New York per assistere alla finale degli Us Open di tennis tra Flavia pennetta e Roberta Vinci. Il premier, a New York con il presidente del Coni Giovanni Malagò, ha annullato gli impegni di oggi a Bari e Verona per poter seguire di persona l'evento. Assisteranno alla prima finale Slam tutta azzurra della storia anche il presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi e i vicepresidenti Raimondo Ricci Bitti e Gianni Milan.

Polemiche politiche. La decisione di Renzi incontra le critiche dell'opposizione. «È una vergogna, se vuoi guardare una partita di tennis o te la guardi in televisione o non fai il premier». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine del tradizionale appuntamento di settembre al Monviso. «Mi auguro -ha aggiunto- che Renzi abbia tanto tempo per seguire lo sport e il tennis non facendo più il premier. Io sono felice della finale tutta italiana delle Us Open ma oggi avrei preferito che il premier si occupasse di problemi del lavoro ma evidentemente è più importante la partita di tennis».

«Che la finale Vinci-Pennetta a New York sia un grande momento per l'Italia è evidente. Che il Presidente del Consiglio voli li per l'ennesimo spot pubblicitario a spese del contribuente, disertando un impegno istituzionale al Sud, è tipico del personaggio. Il turismo sportivo è un vecchio vizio. Mesi fa Gentiloni e Alfano andarono con voli di Stato a Berlino e non portarono bene alla Juve che perse la finale Champions con il Barcellona. Renzi, il furbo esibizionista, vola in America dove l'Italia con due finaliste vince comunque. Il Sud può attendere. Lo spot continua», dice da Forza Italia Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato.

Renzi a New York? «Avrei voluto vedere in Renzi la stessa prontezza nell'andare in India dai marò Latorre e Girone o a Palagonia per incontrare la figlia dei coniugi Solano». Lo afferma Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia-An. «Ma lui -aggiunge- non mette mai la faccia sui problemi: le uniche cose che fa è mettere cappello sulle vittorie degli altri e i selfie con i vip. Renzi è il 'Paolini' dei successi altrui».

A Salvini replica su Twitter Ernesto Carbone, della segreteria nazionale del Partito democratico: «Salvini, noto statista con felpe 'Padania is not Italy', preferisce però i viaggi in Corea del Nord. Non sa che cosa sia l'orgoglio italiano».

«Il presidente Renzi onora la Puglia andando a rendere omaggio a New York a Flavia Pennetta e Roberta Vinci», dice all'Adnkronos il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano commentando il cambio di programma del premier, atteso a Bari nel primo pomeriggio per l'inaugurazione della 79° edizione della Fiera del Levante. «Il Governo - osserva - è impersonale, quindi verrà sostituito da un altro membro dell'esecutivo. Noi siamo contenti alla stessa maniera. La felicità per la vittoria di Flavia e Roberta supera ogni altra considerazione».

Berlusconi: «Intervenire militarmente
in Libia»

ROMA. «Sono qui, convinto di essere nel giusto, per collaborare alla nascita di una grande coalizione internazionale per sconfiggere l'Isis, una grande coalizione che veda coinvolti Ue, Usa, Nato, Federazione Russa sotto la bandiera Onu». Lo ha detto Silvio Berlusconi dalla Russia in collegamento con Fiuggi, all'iniziativa Fi di Antonio Tajani. «Se non saremo capaci - ha aggiunto - di respingere la grande offensiva lanciata dal terrorismo islamista l'11 settembre di 14 anni fa non riusciremo neppure a risolvere il drammatico problema dell'immigrazione. Dobbiamo riuscire a mettere insieme una grande coalizione che utilizzi la forza del bene contro la violenza del male». Sul fronte dei migranti, ha continuato l'ex premier, «la situazione oggi è diventata drammatica e dico che l'Europa dalle radici cristiane non può voltare le spalle di fronte a ciò che sta succedendo in Siria e in altri Paesi». «Dobbiamo da un lato accogliere e distribuire in tutti i Paesi Ue i cristiani perseguitati e i profughi in fuga dalla guerra e che sono già entrati nei nostri confini», ha proseguito. «L'Europa - ha ribadito - non può voltare la testa dall'altra parte. Le nostre radici cristiane ci impongono la solidarietà verso chi ha bisogno». «E quindi - ha affermato - dobbiamo mettere a disposizione somme considerevoli per allestire in Giordania e in altri Paesi del Medio Oriente dei campi di accoglienza vivibili», con tutto il necessario in termini di viveri e medicinali. Secondo Berlusconi, «in Libia bisogna intervenire con un contingente militare, naturalmente sotto l'egida dell'Onu, per bloccare le organizzazioni dei trafficanti di esseri umani, cominciando dal blocco delle imbarcazioni, privandole dei motori».

Berlusconi si è poi rivolto ai giovani azzurri mutuandone il linguaggio, con un inusuale, per lui, ricorso alla 'parolaccia'. L'ex premier parla ai ragazzi e alle ragazze come «grande speranza» e «futuro del centrodestra che deve allargarsi, coinvolgendo anche tutte le altre formazioni e movimenti civici e soprattutto quel 50% di italiani che non è andato a votare e che ancora oggi nell'ultimo sondaggio è aumentato al 54% e non vuole andare a votare». «Questi italiani - ha detto - non sono italiani arrabbiati, come direste voi 'inc....', perché gli italiani 'inc...' se sono di destra vanno a votare Salvini, se sono di sinistra vanno a votare per Grillo. Questi sono italiani delusi e sfiduciati verso la classe politica che ritengono non sia capace di fare nulla e pensano che il loro voto non serva a niente, sono rassegnati».

Us Open, Renzi a New York per le azzurre

NEW YORK. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà oggi a New York per assistere alla finale degli Us Open di tennis tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci, in programmma alle 21 ora italiana. Il premier, che si recherà a New York con il presidente del Coni Giovanni Malagò, ha annullato gli impegni odierni (visite a Bari e Verona) per poter seguire di persona l'evento. Assisteranno alla prima finale Slam tutta azzurra della storia anche il presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi, insieme ai vicepresidenti Raimondo Ricci Bitti e Gianni Milan.

«Il presidente Renzi onora la Puglia andando a rendere omaggio a New York a Flavia Pennetta e Roberta Vinci», dice all'Adnkronos il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano commentando il cambio di programma del premier, atteso a Bari nel primo pomeriggio per l'inaugurazione della 79° edizione della Fiera del Levante. «Il Governo - osserva - è impersonale, quindi verrà sostituito da un altro membro dell'esecutivo. Noi siamo contenti alla stessa maniera. La felicità per la vittoria di Flavia e Roberta supera ogni altra considerazione».

Grillo: «Di Maio leader? Deciderà la rete»

ROMA. Il leader ovvero il candidato premier del M5S «si sceglierà in rete, come abbiamo sempre fatto. Presenteremo una squadra di governo con un programma deciso dagli iscritti». Lo dice Beppe Grillo lasciando l'Hotel Forum di Roma, rispondendo ai cronisti che gli domandano delle polemiche interne al movimento dopo la battuta su Di Maio leader.

 

Il capo politico del M5S non risparmia una critica ai giornalisti per i titoli di questi giorni. «Inventatevi qualcos'altro, per piacere - afferma - cercate di conservare un'informazione obiettiva perchè se fate così il Paese ne soffre. Cercate dei titoloni...».

 

MIGRANTI. Il superamento di Dublino per risolvere l'emergenza migranti chiesto a gran voce dal premier Matteo Renzi? Grillo strabuzza gli occhi, preferirebbe non parlare del presidente del Consiglio. Ma, incalzato dai cronisti, gli riserva una stilettata: «Farà anche lui il reddito di cittadinanza e lo chiamerà in un altro modo».

Il sindaco non vuole la festa di CasaPound: «La faremo lo stesso»

MILANO. CasaPound insiste. La festa nazionale, sostiene in una nota, si aprirà ugualmente oggi a Castano Primo, malgrado il sindaco Giuseppe Pignatiello, a capo di una giunta di centrosinistra, abbia revocato ieri l'autorizzazione all'utilizzo di una tensostruttura. «Si apre oggi, nella tensostruttura di Castano Primo, la festa nazionale di CasaPound Italia, Direzione Rivoluzione 2015 - comunica il movimento di estrema destra - l'associazione sportiva La Focosa, che avrebbe dovuto ospitare l'evento all'interno delle proprie attività, invece ha deciso di annullare qualsiasi iniziativa in segno di protesta dopo gli ostacoli posti dall'amministrazione comunale, verso la quale si riserva azioni legali». «Alle 18 - continua CasaPound - il primo appuntamento in programma: "Italia, Europa, quale sovranità?", con il vicepresidente di Cpi Simone Di Stefano e il senatore della Lega Nord Raffaele Volpi. L'incontro sarà moderato dal giornalista di Libero Francesco Borgonovo. Seguiranno uno spettacolo di burlesque, un concerto di musica acustica e un dj set». «La festa nazionale di CasaPound Italia - afferma il presidente nazionale Gianluca Iannone - si svolgerà regolarmente, chi ne ha dubitato o chi ha cercato di impedirlo con intimidazioni e metodi mafiosi non ha capito nulla del movimento e del nostro modo di fare politica». «Mi ha fatto molto piacere leggere oggi su Libero - prosegue Iannone - che il direttore Maurizio Belpietro ci verrà a trovare in questa giornata inaugurale. Il suo gesto, come la partecipazione di Vittorio Feltri alla nostra conferenza stampa, conferma che in questo Paese esistono ancora uomini liberi, italiani che non si arrendono, per i quali i nostri spazi sono sempre aperti».

 

«Un ringraziamento però - aggiunge Iannone - lo vogliamo rivolgere anche a chi, pur essendo ostile al confronto aperto, ha contribuito a dare visibilità a Direzione Rivoluzione 2015. Fra tutti, voglio ricordare il sindaco di Castano Primo e alcuni illuminati esponenti del Pd, che si sono rivelati i nostri migliori alleati dal punto di vista mediatico. Se vogliono, anche per loro l'invito resta valido: venite a trovarci, CasaPound - conclude - è sempre felice di essere d'esempio».

 

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