Mercoledì 21 Novembre 2018 - 11:53

Riforme, il Pd prepara emendamento per il listino

ROMA. «A chi dice che facciamo troppo veloce, non per cattiveria, rispondo che che questa riforma è attesa da 70 anni» e che «se sei mesi a lettura è andare troppo di fretta...». Il premier Matteo Renzi, è intervenuto mentre in Senato è arrivato il ddl Boschi. Con la tensione che anche oggi resta altissima. «Ai cittadini basta dire che questa riforma riduce il numero dei politici e aumenta il livello della politica. Meglio di così che si può volere dalla politica?», ha detto Renzi, durante l'incontro con il premier lussemburghese, Xavier Bettel, ricevuto oggi a Palazzo Chigi. «Si può cambiare opinione dopo una doppia lettura conforme solo se si è tutti d'accordo. Mai è accaduto di una modifica senza questi elementi», sottilinea. Spiegando ancora che «se Grasso riaprirà la questione dell'articolo 2 ascolteremo le motivazioni per cui ha riaperto e decideremo di conseguenza». Il premier ha poi sintetizzato poi così la questione della riforma del Senato: «Con il nuovo Senato ci sono meno politici, le regioni hanno poteri più chiari, i consiglieri regionali prendono meno e il procedimento di legge è più semplice. Che questo avvenga con un articolo o un altro è indifferente».

 

Al momento, nessuno vuole scoprire le carte. Ma, a quanto apprende l'Adnkronos, la maggioranza Pd starebbe valutando una mossa per 'imbrigliare', o almeno, mettere in difficoltà il fronte dei 'dissidenti' dem sulle riforme. Ovvero presentare un emendamento (il termine per farlo scade appunto mercoledì) con cui si inserisce nel ddl Boschi il famoso listino alle regionali con cui i cittadini potranno scegliere i rappresentanti al nuovo Senato. Ovviamente, in un articolo diverso dal 2. Se il presidente Grasso dovesse dichiarare inammissibili gli emendamenti all'art.2, come auspica la maggioranza dem, a quel punto il tema dell'elettività rientrerebbe con l'emendamento in questione e «vedremo se la minoranza non lo vota...», è la valutazione che si fa in ambienti Pd.

L’Ufficio stampa della presidenza del Consiglio intanto ha smentito la frase «abolisco il Senato e ci faccio un museo», attribuita oggi al presidente del Consiglio da un quotidiano. «Una frase volgare e assurda che Renzi non ha mai pronunciato né pensato o riferito», ha sottolineato Palazzo Chigi.

Riforme, al via l'esame in Aula. Opposizioni
in rivolta

ROMA. Avanti con il ddl Boschi e poi, una volta ottenuto il parere della commissione Bilancio, avvio dell'esame del ddl sulle missioni militari. È la decisione assunta dalla conferenza dei capigruppo del Senato. Alla lettura delle conclusioni della riunione da parte del presidente del Senato Pietro Grasso, Loredana De Petris ha protestato per il «cambiamento surrettizio del calendario». Grasso ha precisato, anche rispetto alle proteste M5S, che non si tratta di una variazione del calendario perché era previsto l'inizio dell'esame delle missioni una volta ottenuto il parere prescritto. Si è quindi iniziato formalmente l'esame del ddl Boschi con la relazione tecnica, in veste di presidente della commissione Affari costituzionali, di Anna Finocchiaro, e con l'illustrazione delle pregiudiziali.

Il presidente del Senato, dopo la richiesta in aula da parte della Lega, aveva convocato la conferenza dei capigruppo per decidere sul prosieguo dei lavori. La questione è emersa in quanto il primo punto all'ordine del giorno, il ddl sulle missioni internazionali, non si è potuto affrontare perché ancora non è pronto il parere della commissione Bilancio.

Ciotola (FI): “Inaccettabili le parole della Bindi”

Inaccetabili le parole del Presidente della Commissione Parlamentare antimafia  l’onorevole Rosy Bindi "La camorra è un dato costitutivo della città partenopea". La città di Napoli ed i napoletani si sono sempre distinti nel tempo, in tutto il mondo, per la  loro grossa umanità, per la cultura, la storia, il teatro e tanto altro. Il vice coordinatore di Forza Italia della città Metropolitana di Napoli Claudio Ciotola ritiene inaccettabile, per Napoli e i napoletani, quanto dichiarato dell’onorevole Bindi. Pienamente d’accordo con quanto ribadito  dal Procuratore di Napoli 'la camorra non è nel Dna dei napoletani che non hanno una propensione al crimine, la criminalità rappresenta una minima percentuale della popolazione rispetto ai cittadini che vogliono vivere in pace”.

 

Portici, nuovo assessore al Commercio

PORTICI. Il Comune di Portici ha un nuovo assessore al Commercio e al Turismo: è Carla Picardi. A nominarla è stato il sindaco della città, Nicola Marrone: «Con la nomina dell'assessore Picardi si completa la Giunta in un momento strategico dell’azione amministrativa per il rilancio del territorio», ha detto il primo cittadino.

Riforme, domani il testo in Aula

ROMA. La capigruppo al Senato ha deciso «a maggioranza» di far iniziare la discussione generale sul ddl riforme già domani prevedendo che i lavori proseguano anche nella giornata di venerdì. Lo riferisce Loredana De Petris al termine della capigruppo. Una decisione «grave - attacca la senatrice di Sel - una procedura forzata e non ordinaria voluta dal Pd dopo il diktat arrivato ieri da Palazzo Chigi». Nella capigruppo al Senato è stato muro contro muro tra maggioranza e opposizione sulla calendarizzazione immediata in aula chiesta innanzitutto dal Pd sul ddl riforme. Le opposizioni chiedevano di dilatare i tempi per permettere la riunione di un comitato ristretto sulle riforme che provasse a sciogliere i nodi politici attorno al testo Boschi. «Ci hanno detto di no. Siamo di fronte ad una forzatura inaccettabile», rivela il capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani.

Riforme, Lega e Sel ritirano gli emendamenti

ROMA. Colpo di scena al Senato dove le opposizioni ritirano gli emendamenti al ddl riforme. Per la Lega L'annuncio è stato fatto dal senatore leghista Roberto Calderoli in Commissione Affari costituzionali, dove è presente anche il ministro Maria Elena Boschi. Calderoli ha specificato che conferma appena dieci dei circa 500mila emendamenti da lui presentati. Hanno trovato così conferma tramite un tweet del senatore dem Francesco Russo, le voci che si erano diffuse stamattina a Palazzo Madama circa una mossa a sorpresa del vicepresidente del Senato che a questo punto cambia lo scenario rispetto alla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama convocata per le 15. L'urgenza di un approdo in aula a questo punto potrebbe venire meno e si potrebbe riaprire, riferiscono fonti parlamentari, il confronto in Commissione.

Anche Vito Crimi e Loredana De Petris «per @Mov5Stelle e @sinistraelib annunciano ritiro emendamenti #1commissione». Lo scrive su twitter il senatore Pd, Francesco Russo. Ma è lo stesso Crimi a puntualizzare: «Non abbiamo ritirato gli emendamenti. Ho dichiarato che ne abbiamo presentati meno di 200 e, con le inamissibilità, ridotti già della metà. Non abbiamo nulla da ritirare», dice all'Adnkronos il senatore M5S in commissione Affari costituzionali. Sulla riforma della legge elettorale, con il premio alla coalizione, «c'è un dibattito nel partito. Alfano ha riconosciuto che il tema esiste e credo verrà posto in tempi successivi, ma non c'è uno stretto legame tra il voto sulle riforme e il cambiamento della legge elettorale», dice intanto il presidente dei senatori Ap (Ncd-Udc ) Renato Schifani, parlando con i giornalisti al Senato.

«Io credo che sia necessario portare a compimento, in tempi certi e rapidi, dopo la prima lettura della Camera e del Senato e dopo 30 anni di discussioni, il percorso della riforma costituzionale. Resto convinta che ci siano le condizioni politiche e tecniche, anche sulla scorta del regolamento, per arrivare ad un testo ampiamente condiviso nel mio partito e nell'aula del Senato», aveva detto in mattinata la senatrice del Pd Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali, conversando con i giornalisti a palazzo Madama.

Intanto il segretario Matteo Renzi ha convocato la Direzione del partito per lunedì prossimo. All'Odg della riunione, discussione sui politica ma anche deliberazioni. Una direzione sul cui esito interviene Vannino Chiti, esponente della minoranza, che all'Adnkronos dice: «L'esito della Direzione di lunedì? Servirà solo a ribadire la linea della maggioranza Pd» e non avrà conseguenze sul piano parlamentare perché «sulla Costituzione c'è libertà di voto». «Si possono fare anche venti direzioni ma se non c'è la volontà di arrivare a un accordo... Quando avevo visto la proposta di Tonini - sottolinea Chiti - mi ero illuso che finalmente potessimo trovare un punto di intesa e invece quella proposta è sparita dal tavolo ma se Renzi ha a cuore l'unità del partito quella resta la strada. Poi se questo interesse non c'è...». Roberto Speranza invece si rivolge a Renzi, «chiedendogli di evitare prove muscolari in Direzione».

Per Forza Italia Renzi al Senato non ce la può fare: «Al Senato, ormai è chiaro, Renzi non ha i numeri, non ha i voti per approvare la sua riforma costituzionale». Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

Immigrati, Squinzi: ridare
il lavoro prima
agli italiani

MILANO. «Gli immigranti non sono per noi una risorsa perchè chi viene in Italia ha come destinazione altri Paesi. In questo momento non è quindi l'immigrazione che può risolvere i nostri problemi, la nostra vera priorità è dare lavoro agli italiani, visto che abbiamo un tasso di disoccupazione del 13 per cento e sul fronte giovanile del 40 per cento». È quanto afferma il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine della presentazione della Fondazione E4Impact a Milano. «Sarà una visione un po' egoistica la mia -aggiunge- ma dobbiamo cominciare a dare un futuro ai nostri giovani e una velocità al Paese. In ogni caso - ha poi tenuto a precisare - le immigrazioni alla lunga sono sempre fenomeni positivi. Per quanto ci riguarda però l'oviettivo di chi viene da noi è quello di andare, poi, in altri Paesi».

Salvini: un tetto agli alunni stranieri in classe

ROMA. «Serve un tetto agli alunni stranieri nelle class. Lo ha detto Matteo Salvini, commentando a 'Porta a Porta' il caso delle classi a Brescia composte esclusivamente da bambini di nazionalità straniere. «Nella scuola un tetto ai bimbi di nazionalità straniera in classe insieme ai bimbi italiani va messo, altrimenti non è buona scuola», ha sottolineato il leader della Lega. «Se ci sono delle scuole ghetto dove i genitori dei bimbi italiani scappano, è perché lo Stato deve garantire l'inserimento di alcuni bimbi immigrati tra i bambini italiani», ha sottolineato Salvini.

Renzi: la crescita prevista passa
da 0,7% a 0,9%. Arriva la digital tax

ROMA. «Io sono quello della rottamazione. Massimo faccio due mandati poi, se vengo eletto, la volta successiva vado a casa». Lo ha detto Matteo Renzi ospite di 'Otto e mezzo' su La7. Il premier ha inoltre assicurato che «non ci sarà nessuno sforamento dei conti. Anzi, dal prossimo anno scenderà il debito. Faremo una manovra da quasi 27 miliardi di euro». Non solo. «L'Italia ha previsto una crescita del Pil dello 0,7 per il 2015. Ma nell'aggiornamento del Def, che avremo al prossimo Consiglio dei ministri», la previsione «passerà dallo 0,7 allo 0,9» ha detto Renzi.

Sul Pil è intervenuto a Skytg24, intervistato da Sarah Varetto, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: «Penso che faremo meglio dello 0,7%, che è già acquisito». Quindi ha aggiunto: «Il Jobs Act ha cambiato l'insieme dei contratti disponibili e le agevolazioni fiscali temporanee hanno accelerato le assunzioni, c'è maggiore robustezza dell'occupazione, insomma ci sono le premesse per una ripresa più robusta».

Ospite di 'Otto e mezzo', Renzi ha anche difeso a spada tratta la scelta di togliere la tassa sulla casa a partire dal prossimo anno. «La tassa sulla casa vale 3 miliardi e mezzo - ha rimarcato - L'ha tolta Berlusconi? Beh, avrà fatto qualcosa di buono anche lui. Del resto anche un orologio rotto due volte al giorno azzecca l'ora». Quindi ha annunciato la digital tax: «Dopo aver aspettato per due anni una legge europea, dal 1 gennaio 2017 immaginiamo una digital tax che vada a colpire con meccanismi diversi per far pagare tasse nei luoghi in cui sono fatte transazioni ed accordi».

Parlando dei migranti, il presidente del Consiglio ha lamentato di non aver «mai visto l'Europa unita eppure ci ho fatto nottate intere. A luglio l'Italia era, con poche partnership come Malta, a dire di smettere di pensare che fosse solo il problema di pochi Paesi». «Sembra che finalmente - ha aggiunto il premier - i colleghi Ue si siano convinti di tre cose insieme: centri di identificazione, politica di rimpatrio e cooperazione internazionale».

Quanto alla segreteria, Renzi ha messo in chiaro: «Escludo di lasciare il timone del Pd. Il Pd ha scelto, come ad esempio la Germania, che il capo del governo sia anche a capo» del principale partito. «Lo stesso avviene anche con Angela Merkel che oltre a essere la cancelliera è anche la capa del Spd».

Rispondendo a una domanda sui dubbi sollevati da Massimo D'Alema, «D'Alema sì - ha risposto il premier ironico - che è un argomento che interessa gli italiani...». E dopo aver rivendicato anche i successi portati a casa dal Pd, Renzi ha spiegato che «secondo D'Alema il Pd va male perché, secondo i sondaggi, è al 34%», ovvero «il doppio della percentuale con cui D'Alema ha lasciato i Ds. Con tutto il rispetto che ho per D'Alema e per coloro che mi trattano come un usurpatore - ha ricordato il premier - ho vinto le primarie, quando ci saranno le prossime vedremo chi vincerà...».

Il Pd è pronto ad accogliere nelle sue file esponenti di Ncd? «Se sono nell'Ncd, li vedrà alle elezioni come Ncd. Ognuno alle elezioni si candida con il partito suo. Già nel Pd, dove siamo tanti, abbiamo problemi figuriamoci se chiamiamo altri - ha scandito - Il Pd porterà quelli del Pd, Ncd quelli di Ncd, Fi quelli di Fi».

Poi, a chi gli chiedeva della richiesta di Ncd di modificare l'Italicum, Renzi ha risposto: «Mi sta facendo una domanda su una legge approvata il 29 aprile 2015, dunque cinque mesi fa. Domandi a loro piuttosto perché hanno cambiato idea dopo che hanno votato quella legge elettorale».

Portici, consigliere Pd passa con la maggioranza

PORTICI. La maggioranza che sorregge l'amministrazione comunale di Portici può contare su un nuovo consigliere: si tratta di Ciro Esposito, che ha deciso di lasciare il Pd e schierarsi con il sindaco, Nicola Marrone. Il Pd ed il suo gruppo Consiliare hanno espresso profonda amareza per la scelta di Esposito: «Le motivazioni addotte da Esposito, infatti, sono inesistenti ed irrilevanti sotto il profilo politico, nonché sconfessate dai vertici nazionali di Possibile. Il Consigliere Esposito, tradendo il mandato degli elettori e del suo ex partito che gli hanno consentito di sedere in consiglio comunale - tuona il Pd - corre così in soccorso di una maggioranza di destra allo sbando»

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