Martedì 19 Febbraio 2019 - 4:33

Primarie, bocciato il ricorso di Bassolino. Valente proclamata vincitrice

NAPOLI. La Commissione di garanzia per le primarie del centrosinistra di Napoli ha bocciato il ricorso presentato da Antonio Bassolino con il quale si chiedeva l'annullamento del risultato di 5 seggi delle primarie. La Commissione ha votato a maggioranza il dispositivo disposto dal presidente della Commissione, Giovanni Iacone, con 7 voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto.

"Il nostro modo di fare politica è alternativo alla corruzione politica, alle cricche, agli affarismi e da quello che si è visto in quei due video, che riguardano tanto Bassolino quanto Valente perché il ceto politico è esattamente lo stesso". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. " Sono candidato a sindaco in modo completamente diverso alla fotografia delle primarie - ha aggiunto - che non ci appartiene, è una politica che abbiamo lasciato fuori da Palazzo San Giacomo in questi cinque anni e lo faremo anche nei prossimi cinque, perché sono convinto che vinceremo le elezioni".

Affondo di Renzi: chi oggi vuole darmi lezioni ha distrutto l’Ulivo

"In questi giorni tutta la discussione politica è al nostro interno, ma il mondo fuori da qui non è interessato alle nostre discussioni. Vuole sapere se può avere risposte dall'Italia". Lo ha detto Matteo Renzi a Classe democratica.

"Il mondo fuori da qui non è preoccupato del nostro ombelico", ha sottolineato Renzi. Poi a chiare lettere ha scandito: ''Quelli che oggi chiedono rispetto della storia del centrosinistra e dell'Ulivo sono quelli che hanno distrutto centrosinistra e Ulivo, consegnando l'Italia a Berlusconi".

"L'Italia - ha avvertito Renzi - ha vissuto per 20 anni come sotto un sortilegio: 'non si può far niente. E' tutto già scritto'. E questo incantesimo lo abbiamo prodotto anche noi quando siamo andati a governare come centrosinistra. Perché oltre a fare cose belle, dal giorno dopo hanno cominciato a dividersi e a litigare, tanto è vero che quelli che oggi mi vogliono dare lezioni e chiedono più rispetto per la storia dell'Ulivo sono quelli che hanno distrutto l'Ulivo consegnando per 20 anni l'Italia a Berlusconi. Quando tocca a noi governare bisogna governare".

E "chi vuole mandarmi a casa fa bene a fare questa battaglia dentro il partito. Se perdo il congresso, resterò lealmente a dare una mano a chi lo vince. Se lo vinco, mi aspetto la stessa lealtà".

Il premier è anche tornato a difendere lo strumento delle primarie. "Non si usino questi ricorsi'' alle primarie del Pd di Napoli "come scusa per chi ha perso per dire che ha vinto... - ha detto - L'alternativa alle primarie sono i capibastone di una volta... Farne a meno, significa fare un passo indietro. Mettere in discussione il principio delle primarie offende non il Pd ma la democrazia".

"Esiste un disegno per screditare le primarie come strumento... - ha denunciato Renzi - Se io sono qui è perché ho vinto le primarie del 2013. Ma se sono qui è perché ho saputo perdere quelle del 2012. Poi sento dire che se ci vanno troppe persone votano i cinesi, se ce ne vanno poche sono un fallimento... ma fatevele voi le primarie".

Folla all’Augusteo, Bassolino: aspetto ricorso e decido

"Passo dopo passo, aspettiamo l'esito del ricorso e poi vediamo". Così Antonio Bassolino al termine della manifestazione da lui promossa al Teatro Augusteo di Napoli, a chi gli ha chiesto della possibilità di una lista civica.

Dal palco Bassolino ha spiegato: "A chi mi chiede cosa faccio, la mia risposta è la stessa dei mesi scorsi. Abbiamo vinto moralmente e politicamente e, con la verità su quei seggi, anche numericamente. Voglio ascoltare di nuovo la città, se c'è ancora a sinistra e nel Pd un sussulto di serietà, di onestà e di verità".

Bassolino ha spiegato di attendere "fiducioso l'esito del nostro ricorso" e ha invitato "a una riflessione anche i vertici del partito e di Palazzo Chigi. Mi aspetto che venga resa giustizia alla domanda di trasparenza, annullando i seggi dove ci sono state violazioni delle regole".

"La città - ha aggiunto l'ex sindaco - si è impoverita e incattivita ma noi abbiamo in Napoli la possibilità di reagire e combattere. Per questo nei mesi scorsi cercavo di fare la mia parte, altro che guerre interne e rese dei conti che non mi interessano".

Intanto questa mattina, prima dell'inizio della manifestazione, c'è stata una rissa all'esterno del Teatro Augusteo. Con maschere di Pulcinella e sacchetti della spazzatura in mano, quattro aderenti al "Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat" hanno cantato cori contro l'ex sindaco urlando "Napoli non ti vuole e non dimentica". Alcuni supporter di Bassolino hanno tentato di allontanarli con la forza; il gesto ha generato una breve rissa subito sedata. Dopo alcuni ulteriori momenti di tensione l'intervento di alcuni agenti di Polizia ha riportato la calma.

Milano, la candidata sindaco M5S Bedori fuori dalla corsa

MILANO. Patrizia Bedori sarebbe ormai fuori dalla corsa a sindaco di Milano. La candidata M5S, che ieri ha comunicato in una riunione, davanti a una quarantina di attivisti, la volontà di fare un passo indietro, anche se dovesse ripensarci e decidere di andare avanti verrebbe esclusa automaticamente dalla corsa, riportano fonti qualificate all'Adnkronos.

Bedori ha preso 48 ore di tempo per schiarirsi le idee, negli ultimi giorni non ha sentito i vertici e starebbe valutando sola, assieme ai suoi più fidati collaboratori, il da farsi. Ma ormai, viene spiegato, è considerata ai piani alti del Movimento "inaffidabile", visto che è la seconda volta in pochi mesi che la 52enne tentenna, fiaccata anche dallo scarso entusiasmo dei vertici, Casaleggio in primis. A questo punto, viene inoltre rivelato all'Adnkronos, non è esclusa la possibilità di ripetere le 'comunarie', stavolta con un voto online.

Le consultazioni che avevano visto primeggiare Bedori erano infatti state fatte in modo anomalo per i 5 Stelle, ovvero con tanto di urna fisica e penna con cui segnare il nome prescelto. Una metodologia comune per i partiti ma non per il Movimento, e che, già all'epoca, aveva generato parecchi mal di pancia tra gli attivisti milanesi. Ora viene valutata la possibilità di ripartire da zero, scegliendo il candidato con la classica consultazione sul blog di Grillo.

Benché Bedori non abbia mai convinto i vertici del Movimento -lo stesso Dario Fo, vicino ai 5 Stelle e molto stimato da Grillo e Casaleggio, aveva espresso pubblicamente dubbi sulla sua candidatura- questa volta dietro il ripensamento della candidata sindaco grillina non ci sarebbero pressioni dai piani alti ma dissidi locali, una mancanza di sostegno da parte degli stessi attivisti milanesi che al principio le avevano dato pieno appoggio.

La notizia del passo indietro è piombata anche sui vertici stellati, cogliendo di sorpresa Grillo, Casaleggio e direttorio. Nessun chiarimento, al momento, con Bedori. "Ma a questo punto, il dado è tratto - spiega una fonte qualificata all'Adnkronos - abbiamo bisogno di candidati che sappiano bene quel che vogliono: andare al governo della città. Bedori tentenna per l'ennesima volta. Che ci ripensi o meno, ormai per noi è fuori".

Bedori, 52enne, disoccupata, si era aggiudicata le primarie grilline l'8 novembre scorso, con 74 voti all'attivo. Aveva avuto la meglio per un solo voto su Livio Lo Verso, secondo classificato, che aveva annunciato tuttavia di non volersi più candidare per il consiglio comunale per 'motivi personali'. Terzo classificato si era piazzato Gianluca Corrado, legale 39enne all'epoca dato per favorito tra i 5 Stelle.

Bassolino verso la candidatura: «Sabato tutti al teatro Augusteo»

NAPOLI. «Sabato ore 10,30 al teatro Augusteo ‪#‎napoliriparte‬». Questo l'annuncio su facebook di Antonio Bassolino all'indomani della bocciatura del suo ricorso per il risultato delle primarie. Bassolino si è visto respingere ieri il ricorso con il quale chiedeva l'annullamento dell'esito del voto in 5 dei 78 seggi delle primarie, per presunte irregolarità mostrate dal video di Fanpage.it, e ha 48 ore di tempo per ricorrere alla decisione del Comitato per le primarie che ha proclamato vincitrice, e candidata del centrosinistra a sindaco di Napoli, Valeria Valente. L'appuntamento di sabato annunciato da Bassolino dà forza alle voci che vorrebbero l'ex sindaco, ex presidente della Regione Campania ed ex ministro vicino all'annuncio di una lista civica con la quale candidarsi autonomamente.  L'ipotesi che Bassolino si candidi in maniera autonoma dal Pd preoccupa Valeria Valente, che dai microfoni di radio radicale fa unappello all'unità: «Faccio un appello ad Antonio Bassolino, lui ha sempre detto che ha a cuore Napoli, io lo conosco e so che è vero, adesso lavoriamo insieme per costruire un'alternativa seria e credibile per Napoli, nell'interesse esclusivo dei napoletani». «Ho apprezzato lo straordinario lavoro che Bassolino - ha aggiunto - ha svolto nelle primarie, io mi sono candidata in alternativa a lui perché credo sia giusto che ci sia il protagonismo di una nuova classe dirigente e di una nuova generazione. Lui la sua occasione l'ha avuta e l'ha giocata fino in fondo».

A frenare sulla candidatura di Bassolino è la moglie, Anna maria Carloni: «Se mio marito Antonio si candiderà a sindaco anche senza il Pd? Non lo so, lui ha avuto molte sollecitazioni in questo senso, ma c'è ancora tanto tempo per decidere. Ora è prematuro parlarne», dice la deputata del Pd ai microfoni di Rai Radio2.

Intanto Gianni Lettieri, candidato sindaco a Napoli per il centrodestra, spiega: «Non capisco perché in maniera così frettolosa il Pd abbia archiviato il caso. Credo che Bassolino abbia diritto a far valere le sue ragioni, a fare ciò che vuole fare». E aggiunge: «Ciò che ho visto nel servizio di Fanpage mi ha fatto venire il voltastomaco - ha aggiunto - viene calpestata la dignità di tanti cittadini».

 

 

Pianura e Soccavo, in tanti ai gazebo delle idee di Forza Italia

Grande iniziativa del coordinamento della città metropolitana di Napoli in questo week-end. Sabato  a Pianura e domenica a Soccavo alcuni dei gazebo più attivi sui 26 presenti nella città di Napoli. Tantissime persone che si sono fermate ed hanno avuto la possibilità di poter esprimere proposte per la città, illustrare problematice del proprio quartiere. In mattinata sono arrivati, per condividere le problematiche e ascoltare i cittadini, il coordinatore cittadino di forza Italia Paolo Russo, il coordinatore provinciale Antonio Pentangelo e il vice coordinatore Regionale Severino Nappi. “Siamo vicini ai cittadini per raccogliere le richieste e le problematiche anche le più piccole, per interagire e finalmente con la vittoria di Lettieri ridare la vivibilità a questa splendida città" quanto dichiarato dal vice coordinatore cittadino di forza Italia Claudio Ciotola, la mia certezza è quella che da pensionato della politica, De Magistris certamente troverà il tempo di raccontarci cosa ha fatto in questi cinque anni di amministrazione comunale.

De Magistris: la Valente non è una novità

"Non consideriamo Valente espressione di una novità politica. Rispettiamo gli avversari, ma Valente e Lettieri rappresentano il tipico schema della politica che abbiamo contrastato in questi anni". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris commenta l'esito delle primarie del centrosinistra che hanno individuato in Valeria Valente uno degli avversari che sfiderà alle amministrative. Valeria Valente, aggiunge de Magistris, "nasce con Bassolino, in quella stagione politica che ancora paghiamo sulla nostra pelle dal disastro dei rifiuti al commissariamento della sanità e dei trasporti, e si consolida e si afferma come assessore della giunta Jervolino, quella che ci ha consegnato il disastro più grande con 1,5 miliardi di debito e 850 milioni di disavanzo. Tra l'altro era assessore al Turismo all'epoca in cui, in città, si contavano i sacchetti della spazzatura ma non i turisti". 

Analizzando il risultato delle primarie, de Magistris sottolinea come "Bassolino non esca sconfitto da queste primarie, perché nonostante le forze messe in campo per Valente è stato un testa a testa. Non siamo davanti a un'ondata popolare enorme, nonostante il Pd sia in campagna elettorale per queste primarie da due anni, Bassolino abbia cominciato a parlare nell'estate del 2014 e con Valente per la quale è sceso in campo il partito". Se si voterà a giugno "la mia campagna elettorale inizierà il 2 maggio - annuncia de Magistris - fino ad allora per me non cambia niente, la mia agenda di lavoro non cambia. Aspettiamo però anche la rosa completa dei candidati per fare una valutazione complessiva. Mi sento molto motivato perché siamo convinti di poter vincere, ma non mi sento favorito perché so cosa metteranno in campo. Con Valente scenderà in campo il presidente del Consiglio con tutta la sua forza, il partito nazionale e le risorse economiche. Lettieri ha già dimostrato con i manifesti che tipo di potenza economica metterà in campo. Abbiamo la forza di credere che si possa raggiungere l'obiettivo - conclude - ma non ci sentiamo favoriti in questo cammino".

Libia, il clamoroso dietrofront di Renzi: «Con me l'Italia non andrà in guerra»

ROMA. "In Libia a fare la guerra con 5mila uomini con me presidente del Consiglio l'Italia non ci va". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, ospite di Domenica live su Canale 5, precisando che un'operazione sarà possibile solo nel caso di una iniziativa internazionale richiesta dal governo libico che "ci chiama".
"Su questa cosa bisogna andarci con i piedi di piombo - sottolinea poi - E che è un videogioco? È una cosa seria. L'Italia farà la sua parte, ma la Libia non è a questo livello".

 
Quanto agli italiani rimasti uccisi in Libia, "dovremo capire le responsabilità", che erano entrati "quando c'era un esplicito divieto". "Non sappiamo cos'è successo: ci sarà il sostegno alle famiglie delle vittime", ha poi aggiunto il premier.

Unioni civili - "Sì, siamo certi che le unioni civili saranno approvate anche alla Camera. Se ci sarà bisogno metteremo la fiducia anche alla Camera. Spero che entro maggio possa diventare un'altra legge da firmare".

Reggia Caserta - "Mi son caduti gli occhi quando ho visto questa notizia sul giornale", ha detto Renzi a proposito della protesta dei sindacati verso il direttore della Reggia di Caserta, che, ha ricordato, in un anno ha fatto aumentare del 70% il numero di visitatori e del 105% gli incassi.

Pensioni - "Non si tagliano le pensioni. Non si tocca la reversibilità", ha assicurato il premier.

Da Bolzano a Napoli, primarie Pd in sei città

ROMA. Sei città capoluogo al voto oggi per le primarie 2016 del centrosinistra, che sanciranno i candidati per le elezioni amministrative 2016. Ecco le sfide dal nord al Sud.

Bolzano. Quattro i candidati: Renzo Caramaschi, Alessandro Huber, Sandro Repetto, Cristina Zannella. Cinque i seggi, uno per ogni Circoscrizione, dove, dalle ore 8 alle ore 20, ci si potrà recare per votare in base alla propria residenza. Il regolamento in questo caso prevede la preiscrizione per stranieri e 16enni e il pagamento di una quota di un euro.

Trieste. Sfida a due tra il sindaco uscente Roberto Cosolini e il senatore Pd Francesco Russo. Quattordici i seggi aperti per sette circoscrizioni, dove si vota dalle ore 9.00 alle ore 21.00, sulla base della propria residenza. In questo caso il contributo minimo è di 2 euro che saranno usati unicamente per coprire i costi organizzativi delle primarie. Alle ore 12, fa sapere il Pd del Friuli Venezia Giulia in una nota, i votanti sono stati complessivamente 2.323.

Grosseto. Il confronto è tra Paolo Borghi, Lorenzo Mascagni, Franscesco Giorgi. Diciassette i seggi allestiti, dove si potrà votare dalle 8 alle 22. Il contributo richiesto è di due euro.

Roma. Sfida a sei tra Chiara Ferraro, Roberto Giachetti, Gianfranco Mascia, Roberto Morassut, Stefano Pedica, Domenico Rossi. Si vota dalle 8 alle 22 presso il seggio collegato alla propria residenza. Il contributo è di 2 euro e i 16enni e gli stranieri per poter votare devono aver effettuato la preiscrizione entro le 12 di sabato 5.

"Alle 9.30, dopo appena un'ora e mezza - scrive su Twitter il commissario del Pd di Roma Matteo Orfini - avevamo già superato i partecipanti alle consultazioni grilline. #6marzo6tu".

Per le primarie della capitale, infatti, si registrano file ai gazebo. Sono circa 20mila alle 11.00, secondo le stime fornite dal Comitato Organizzatore, i romani che si sono recati a votare per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra. In fila per votare anche Giampiero Mughini.

Unico inconveniente della giornata al seggio del VI Municipio, dove ignoti durante la notte hanno bloccato la porta del circolo mettendo del silicone nella serratura e imbrattando l’ingresso con dei manifesti. Nonostante l’atto vandalico, i volontari hanno riaperto il seggio e le operazioni di voto sono riprese regolarmente.

Benevento. Due i candidati, entrambi Pd: Raffaele Del Vecchio e Cosimo Lepore. Si potrà votare dalle ore 8.00 alle ore 21.00 al seggio ubicato presso l'Hotel President a Benevento in via Perasso. Il contributo è pari ad almeno 2 euro. Per votare dovevano pre-registrarsi entro il 1 marzo 16enni, stranieri e fuori sede.

Napoli. Sfida a quattro tra Antonio Bassolino, Marco Sarracino, Valeria Valente e Antonio Marfella. Si vota dalle 8 alle 21 negli 83 seggi allestiti. Per 16enni e immigrati era necessaria la preiscrizione entro il 28 febbraio. Il contributo è di un euro. Alle ore 12, sono 7.000 i votanti alle primarie.

Libia, Renzi: «No forzature e un intervento avrebbe passaggio in Parlamento»

ROMA. "I media si affannano a immaginare scenari di guerra italiana in Libia che non corrispondono alla realtà". Lo scrive il premier Matteo Renzi nella sua enews che sottolinea: "Questo non è il tempo delle forzature, ma del buon senso e dell'equilibrio. A maggior ragione dopo ciò che è accaduto a Sabrata dove due nostri connazionali, in ostaggio di milizie irregolari ormai da mesi, hanno perso la vita in circostanze tragiche, ancora da chiarire completamente».

La "tragica vicenda" degli italiani sequestrati in Libia, "per la quale ci stringiamo insieme a tutti gli italiani alle famiglie delle vittime, dimostra una volta di più che la guerra è una parola drammaticamente seria per essere evocata con la facilità con cui viene utilizzata in queste ore da alcune forze politiche e da alcuni commentatori", sottolinea il premier. "Prudenza, equilibrio, buon senso: queste le nostre parole d'ordine, ben diverse da chi immagina di intervenire in modo superficiale e poco assennato. Quando ci sono vicende del genere mi piace pensare che l'Italia risponda tutta insieme, senza volgari strumentalizzazioni di parte, ma con la consapevolezza di essere prima di tutto una comunità. Le singole divisioni partitiche vengono dopo", aggiunge Renzi.

"La situazione in Libia infatti è sempre molto delicata. Il lavoro delle Nazioni Unite per raggiungere un accordo solido e stabile sul governo è ancora in pieno svolgimento -prosegue il premier-. Abbiamo bisogno di una soluzione equilibrata e duratura. Solo a quel punto potremo valutare, sulla base della richiesta di un governo legittimato, un impegno italiano, che comunque avrebbe necessità di tutti i passaggi parlamentari e istituzionali necessari. Dunque questo non è il tempo delle forzature, ma del buon senso e dell'equilibrio".

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