Giovedì 21 Febbraio 2019 - 16:08

Folla all’Augusteo, Bassolino: aspetto ricorso e decido

"Passo dopo passo, aspettiamo l'esito del ricorso e poi vediamo". Così Antonio Bassolino al termine della manifestazione da lui promossa al Teatro Augusteo di Napoli, a chi gli ha chiesto della possibilità di una lista civica.

Dal palco Bassolino ha spiegato: "A chi mi chiede cosa faccio, la mia risposta è la stessa dei mesi scorsi. Abbiamo vinto moralmente e politicamente e, con la verità su quei seggi, anche numericamente. Voglio ascoltare di nuovo la città, se c'è ancora a sinistra e nel Pd un sussulto di serietà, di onestà e di verità".

Bassolino ha spiegato di attendere "fiducioso l'esito del nostro ricorso" e ha invitato "a una riflessione anche i vertici del partito e di Palazzo Chigi. Mi aspetto che venga resa giustizia alla domanda di trasparenza, annullando i seggi dove ci sono state violazioni delle regole".

"La città - ha aggiunto l'ex sindaco - si è impoverita e incattivita ma noi abbiamo in Napoli la possibilità di reagire e combattere. Per questo nei mesi scorsi cercavo di fare la mia parte, altro che guerre interne e rese dei conti che non mi interessano".

Intanto questa mattina, prima dell'inizio della manifestazione, c'è stata una rissa all'esterno del Teatro Augusteo. Con maschere di Pulcinella e sacchetti della spazzatura in mano, quattro aderenti al "Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat" hanno cantato cori contro l'ex sindaco urlando "Napoli non ti vuole e non dimentica". Alcuni supporter di Bassolino hanno tentato di allontanarli con la forza; il gesto ha generato una breve rissa subito sedata. Dopo alcuni ulteriori momenti di tensione l'intervento di alcuni agenti di Polizia ha riportato la calma.

Milano, la candidata sindaco M5S Bedori fuori dalla corsa

MILANO. Patrizia Bedori sarebbe ormai fuori dalla corsa a sindaco di Milano. La candidata M5S, che ieri ha comunicato in una riunione, davanti a una quarantina di attivisti, la volontà di fare un passo indietro, anche se dovesse ripensarci e decidere di andare avanti verrebbe esclusa automaticamente dalla corsa, riportano fonti qualificate all'Adnkronos.

Bedori ha preso 48 ore di tempo per schiarirsi le idee, negli ultimi giorni non ha sentito i vertici e starebbe valutando sola, assieme ai suoi più fidati collaboratori, il da farsi. Ma ormai, viene spiegato, è considerata ai piani alti del Movimento "inaffidabile", visto che è la seconda volta in pochi mesi che la 52enne tentenna, fiaccata anche dallo scarso entusiasmo dei vertici, Casaleggio in primis. A questo punto, viene inoltre rivelato all'Adnkronos, non è esclusa la possibilità di ripetere le 'comunarie', stavolta con un voto online.

Le consultazioni che avevano visto primeggiare Bedori erano infatti state fatte in modo anomalo per i 5 Stelle, ovvero con tanto di urna fisica e penna con cui segnare il nome prescelto. Una metodologia comune per i partiti ma non per il Movimento, e che, già all'epoca, aveva generato parecchi mal di pancia tra gli attivisti milanesi. Ora viene valutata la possibilità di ripartire da zero, scegliendo il candidato con la classica consultazione sul blog di Grillo.

Benché Bedori non abbia mai convinto i vertici del Movimento -lo stesso Dario Fo, vicino ai 5 Stelle e molto stimato da Grillo e Casaleggio, aveva espresso pubblicamente dubbi sulla sua candidatura- questa volta dietro il ripensamento della candidata sindaco grillina non ci sarebbero pressioni dai piani alti ma dissidi locali, una mancanza di sostegno da parte degli stessi attivisti milanesi che al principio le avevano dato pieno appoggio.

La notizia del passo indietro è piombata anche sui vertici stellati, cogliendo di sorpresa Grillo, Casaleggio e direttorio. Nessun chiarimento, al momento, con Bedori. "Ma a questo punto, il dado è tratto - spiega una fonte qualificata all'Adnkronos - abbiamo bisogno di candidati che sappiano bene quel che vogliono: andare al governo della città. Bedori tentenna per l'ennesima volta. Che ci ripensi o meno, ormai per noi è fuori".

Bedori, 52enne, disoccupata, si era aggiudicata le primarie grilline l'8 novembre scorso, con 74 voti all'attivo. Aveva avuto la meglio per un solo voto su Livio Lo Verso, secondo classificato, che aveva annunciato tuttavia di non volersi più candidare per il consiglio comunale per 'motivi personali'. Terzo classificato si era piazzato Gianluca Corrado, legale 39enne all'epoca dato per favorito tra i 5 Stelle.

Bassolino verso la candidatura: «Sabato tutti al teatro Augusteo»

NAPOLI. «Sabato ore 10,30 al teatro Augusteo ‪#‎napoliriparte‬». Questo l'annuncio su facebook di Antonio Bassolino all'indomani della bocciatura del suo ricorso per il risultato delle primarie. Bassolino si è visto respingere ieri il ricorso con il quale chiedeva l'annullamento dell'esito del voto in 5 dei 78 seggi delle primarie, per presunte irregolarità mostrate dal video di Fanpage.it, e ha 48 ore di tempo per ricorrere alla decisione del Comitato per le primarie che ha proclamato vincitrice, e candidata del centrosinistra a sindaco di Napoli, Valeria Valente. L'appuntamento di sabato annunciato da Bassolino dà forza alle voci che vorrebbero l'ex sindaco, ex presidente della Regione Campania ed ex ministro vicino all'annuncio di una lista civica con la quale candidarsi autonomamente.  L'ipotesi che Bassolino si candidi in maniera autonoma dal Pd preoccupa Valeria Valente, che dai microfoni di radio radicale fa unappello all'unità: «Faccio un appello ad Antonio Bassolino, lui ha sempre detto che ha a cuore Napoli, io lo conosco e so che è vero, adesso lavoriamo insieme per costruire un'alternativa seria e credibile per Napoli, nell'interesse esclusivo dei napoletani». «Ho apprezzato lo straordinario lavoro che Bassolino - ha aggiunto - ha svolto nelle primarie, io mi sono candidata in alternativa a lui perché credo sia giusto che ci sia il protagonismo di una nuova classe dirigente e di una nuova generazione. Lui la sua occasione l'ha avuta e l'ha giocata fino in fondo».

A frenare sulla candidatura di Bassolino è la moglie, Anna maria Carloni: «Se mio marito Antonio si candiderà a sindaco anche senza il Pd? Non lo so, lui ha avuto molte sollecitazioni in questo senso, ma c'è ancora tanto tempo per decidere. Ora è prematuro parlarne», dice la deputata del Pd ai microfoni di Rai Radio2.

Intanto Gianni Lettieri, candidato sindaco a Napoli per il centrodestra, spiega: «Non capisco perché in maniera così frettolosa il Pd abbia archiviato il caso. Credo che Bassolino abbia diritto a far valere le sue ragioni, a fare ciò che vuole fare». E aggiunge: «Ciò che ho visto nel servizio di Fanpage mi ha fatto venire il voltastomaco - ha aggiunto - viene calpestata la dignità di tanti cittadini».

 

 

Pianura e Soccavo, in tanti ai gazebo delle idee di Forza Italia

Grande iniziativa del coordinamento della città metropolitana di Napoli in questo week-end. Sabato  a Pianura e domenica a Soccavo alcuni dei gazebo più attivi sui 26 presenti nella città di Napoli. Tantissime persone che si sono fermate ed hanno avuto la possibilità di poter esprimere proposte per la città, illustrare problematice del proprio quartiere. In mattinata sono arrivati, per condividere le problematiche e ascoltare i cittadini, il coordinatore cittadino di forza Italia Paolo Russo, il coordinatore provinciale Antonio Pentangelo e il vice coordinatore Regionale Severino Nappi. “Siamo vicini ai cittadini per raccogliere le richieste e le problematiche anche le più piccole, per interagire e finalmente con la vittoria di Lettieri ridare la vivibilità a questa splendida città" quanto dichiarato dal vice coordinatore cittadino di forza Italia Claudio Ciotola, la mia certezza è quella che da pensionato della politica, De Magistris certamente troverà il tempo di raccontarci cosa ha fatto in questi cinque anni di amministrazione comunale.

De Magistris: la Valente non è una novità

"Non consideriamo Valente espressione di una novità politica. Rispettiamo gli avversari, ma Valente e Lettieri rappresentano il tipico schema della politica che abbiamo contrastato in questi anni". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris commenta l'esito delle primarie del centrosinistra che hanno individuato in Valeria Valente uno degli avversari che sfiderà alle amministrative. Valeria Valente, aggiunge de Magistris, "nasce con Bassolino, in quella stagione politica che ancora paghiamo sulla nostra pelle dal disastro dei rifiuti al commissariamento della sanità e dei trasporti, e si consolida e si afferma come assessore della giunta Jervolino, quella che ci ha consegnato il disastro più grande con 1,5 miliardi di debito e 850 milioni di disavanzo. Tra l'altro era assessore al Turismo all'epoca in cui, in città, si contavano i sacchetti della spazzatura ma non i turisti". 

Analizzando il risultato delle primarie, de Magistris sottolinea come "Bassolino non esca sconfitto da queste primarie, perché nonostante le forze messe in campo per Valente è stato un testa a testa. Non siamo davanti a un'ondata popolare enorme, nonostante il Pd sia in campagna elettorale per queste primarie da due anni, Bassolino abbia cominciato a parlare nell'estate del 2014 e con Valente per la quale è sceso in campo il partito". Se si voterà a giugno "la mia campagna elettorale inizierà il 2 maggio - annuncia de Magistris - fino ad allora per me non cambia niente, la mia agenda di lavoro non cambia. Aspettiamo però anche la rosa completa dei candidati per fare una valutazione complessiva. Mi sento molto motivato perché siamo convinti di poter vincere, ma non mi sento favorito perché so cosa metteranno in campo. Con Valente scenderà in campo il presidente del Consiglio con tutta la sua forza, il partito nazionale e le risorse economiche. Lettieri ha già dimostrato con i manifesti che tipo di potenza economica metterà in campo. Abbiamo la forza di credere che si possa raggiungere l'obiettivo - conclude - ma non ci sentiamo favoriti in questo cammino".

Libia, il clamoroso dietrofront di Renzi: «Con me l'Italia non andrà in guerra»

ROMA. "In Libia a fare la guerra con 5mila uomini con me presidente del Consiglio l'Italia non ci va". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, ospite di Domenica live su Canale 5, precisando che un'operazione sarà possibile solo nel caso di una iniziativa internazionale richiesta dal governo libico che "ci chiama".
"Su questa cosa bisogna andarci con i piedi di piombo - sottolinea poi - E che è un videogioco? È una cosa seria. L'Italia farà la sua parte, ma la Libia non è a questo livello".

 
Quanto agli italiani rimasti uccisi in Libia, "dovremo capire le responsabilità", che erano entrati "quando c'era un esplicito divieto". "Non sappiamo cos'è successo: ci sarà il sostegno alle famiglie delle vittime", ha poi aggiunto il premier.

Unioni civili - "Sì, siamo certi che le unioni civili saranno approvate anche alla Camera. Se ci sarà bisogno metteremo la fiducia anche alla Camera. Spero che entro maggio possa diventare un'altra legge da firmare".

Reggia Caserta - "Mi son caduti gli occhi quando ho visto questa notizia sul giornale", ha detto Renzi a proposito della protesta dei sindacati verso il direttore della Reggia di Caserta, che, ha ricordato, in un anno ha fatto aumentare del 70% il numero di visitatori e del 105% gli incassi.

Pensioni - "Non si tagliano le pensioni. Non si tocca la reversibilità", ha assicurato il premier.

Da Bolzano a Napoli, primarie Pd in sei città

ROMA. Sei città capoluogo al voto oggi per le primarie 2016 del centrosinistra, che sanciranno i candidati per le elezioni amministrative 2016. Ecco le sfide dal nord al Sud.

Bolzano. Quattro i candidati: Renzo Caramaschi, Alessandro Huber, Sandro Repetto, Cristina Zannella. Cinque i seggi, uno per ogni Circoscrizione, dove, dalle ore 8 alle ore 20, ci si potrà recare per votare in base alla propria residenza. Il regolamento in questo caso prevede la preiscrizione per stranieri e 16enni e il pagamento di una quota di un euro.

Trieste. Sfida a due tra il sindaco uscente Roberto Cosolini e il senatore Pd Francesco Russo. Quattordici i seggi aperti per sette circoscrizioni, dove si vota dalle ore 9.00 alle ore 21.00, sulla base della propria residenza. In questo caso il contributo minimo è di 2 euro che saranno usati unicamente per coprire i costi organizzativi delle primarie. Alle ore 12, fa sapere il Pd del Friuli Venezia Giulia in una nota, i votanti sono stati complessivamente 2.323.

Grosseto. Il confronto è tra Paolo Borghi, Lorenzo Mascagni, Franscesco Giorgi. Diciassette i seggi allestiti, dove si potrà votare dalle 8 alle 22. Il contributo richiesto è di due euro.

Roma. Sfida a sei tra Chiara Ferraro, Roberto Giachetti, Gianfranco Mascia, Roberto Morassut, Stefano Pedica, Domenico Rossi. Si vota dalle 8 alle 22 presso il seggio collegato alla propria residenza. Il contributo è di 2 euro e i 16enni e gli stranieri per poter votare devono aver effettuato la preiscrizione entro le 12 di sabato 5.

"Alle 9.30, dopo appena un'ora e mezza - scrive su Twitter il commissario del Pd di Roma Matteo Orfini - avevamo già superato i partecipanti alle consultazioni grilline. #6marzo6tu".

Per le primarie della capitale, infatti, si registrano file ai gazebo. Sono circa 20mila alle 11.00, secondo le stime fornite dal Comitato Organizzatore, i romani che si sono recati a votare per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra. In fila per votare anche Giampiero Mughini.

Unico inconveniente della giornata al seggio del VI Municipio, dove ignoti durante la notte hanno bloccato la porta del circolo mettendo del silicone nella serratura e imbrattando l’ingresso con dei manifesti. Nonostante l’atto vandalico, i volontari hanno riaperto il seggio e le operazioni di voto sono riprese regolarmente.

Benevento. Due i candidati, entrambi Pd: Raffaele Del Vecchio e Cosimo Lepore. Si potrà votare dalle ore 8.00 alle ore 21.00 al seggio ubicato presso l'Hotel President a Benevento in via Perasso. Il contributo è pari ad almeno 2 euro. Per votare dovevano pre-registrarsi entro il 1 marzo 16enni, stranieri e fuori sede.

Napoli. Sfida a quattro tra Antonio Bassolino, Marco Sarracino, Valeria Valente e Antonio Marfella. Si vota dalle 8 alle 21 negli 83 seggi allestiti. Per 16enni e immigrati era necessaria la preiscrizione entro il 28 febbraio. Il contributo è di un euro. Alle ore 12, sono 7.000 i votanti alle primarie.

Libia, Renzi: «No forzature e un intervento avrebbe passaggio in Parlamento»

ROMA. "I media si affannano a immaginare scenari di guerra italiana in Libia che non corrispondono alla realtà". Lo scrive il premier Matteo Renzi nella sua enews che sottolinea: "Questo non è il tempo delle forzature, ma del buon senso e dell'equilibrio. A maggior ragione dopo ciò che è accaduto a Sabrata dove due nostri connazionali, in ostaggio di milizie irregolari ormai da mesi, hanno perso la vita in circostanze tragiche, ancora da chiarire completamente».

La "tragica vicenda" degli italiani sequestrati in Libia, "per la quale ci stringiamo insieme a tutti gli italiani alle famiglie delle vittime, dimostra una volta di più che la guerra è una parola drammaticamente seria per essere evocata con la facilità con cui viene utilizzata in queste ore da alcune forze politiche e da alcuni commentatori", sottolinea il premier. "Prudenza, equilibrio, buon senso: queste le nostre parole d'ordine, ben diverse da chi immagina di intervenire in modo superficiale e poco assennato. Quando ci sono vicende del genere mi piace pensare che l'Italia risponda tutta insieme, senza volgari strumentalizzazioni di parte, ma con la consapevolezza di essere prima di tutto una comunità. Le singole divisioni partitiche vengono dopo", aggiunge Renzi.

"La situazione in Libia infatti è sempre molto delicata. Il lavoro delle Nazioni Unite per raggiungere un accordo solido e stabile sul governo è ancora in pieno svolgimento -prosegue il premier-. Abbiamo bisogno di una soluzione equilibrata e duratura. Solo a quel punto potremo valutare, sulla base della richiesta di un governo legittimato, un impegno italiano, che comunque avrebbe necessità di tutti i passaggi parlamentari e istituzionali necessari. Dunque questo non è il tempo delle forzature, ma del buon senso e dell'equilibrio".

L’omicidio stradale è legge

Il Senato ha approvato il ddl omicidio stradale sul quale il governo aveva posto la questione di fiducia. Il provvedimento, che diventa legge, ha ottenuto 149 voti a favore, 3 contrari, e 15 astensioni.

"Per Lorenzo, per Gabriele, per le vittime della strada. Per le loro famiglie. L’omicidio stradale è legge. #finalmente", scrive su Twitter il premier Matteo Renzi.

Ad annunciare la decisione di porre la fiducia sul ddl era stata oggi la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. "Credo che il governo non solo non si debba vergognare - ha sostenuto di fronte alle proteste in particolare di Carlo Giovanardi - ma debba essere orgoglioso di mettere la prosecuzione della propria attività e carriera e politica a tutela delle vittime della strada, per riconoscere diritti a loro e alle loro famiglie. Quindi sicuramente il governo non si vergogna per mettere la fiducia su un provvedimento così sentito dai cittadini".

 

 

Il testo è stato oggetto di un "ampio approfondimento", ha sottolineato Boschi, ricordando i quattro passaggi in Parlamento. "Oggi arriviamo alla fine di un percorso che per la prima volta riconosce delle misure molto più stringenti che tuteleranno i soggetti più deboli e che cercheranno di evitare che si possano ripetere episodi come quelli che anche la cronaca purtroppo recentemente ci ha ricordato, di soggetti che restano impuniti a fronte di vittime che purtroppo invece non avranno più possibilità di avere un futuro".

"Tutto si può dire di questa legge, tranne che restino impuniti coloro che fuggiranno, perché per la prima volta è prevista una pena molto severa per coloro che fuggono in caso di omicidio stradale".

Con il via libera del Senato diventa legge il provvedimento che introduce il reato di omicidio stradale. Un reato che viene 'graduato' su tre varianti: resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell'ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi: chi infatti uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe rischia ora da 8 a 12 anni di carcere.

Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l'omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l'incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). In via speculare, stretta anche per le lesioni stradali.

Ipotesi base invariata ma pene al rialzo se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se comunque ha bevuto (soglia 0,8 g/l) o l'incidente è causato da manovre pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.

Conducenti mezzi pesanti. L'ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l. Fuga conducente. Se il conducente fugge dopo l'incidente scatta l'aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l'omicidio e a 3 anni per le lesioni.

Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. E' inoltre stabilito il divieto di equivalenza o prevalenza delle attenuanti su alcune specifiche circostanze aggravanti.

La pena è invece diminuita fino alla metà quando l'incidente non è conseguenza esclusiva dell'azione del colpevole. Revoca patente. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente.

Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l'omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. Qualora la patente sia di un altro Stato anziché la revoca vi sarà l'inibizione alla guida in Italia per un periodo analogo.

Raddoppio prescrizione. Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l'arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta 'pesante' e droga). Negli altri casi l'arresto è facoltativo, restando però espressamente escluso, limitatamente alle lesioni, se il conducente presta subito soccorso. 

Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari.

Perizie coattive. Il giudice può ordinare anche d'ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.

Ricerca, Renzi: «Partirà un piano di investimenti da 2,5 miliardi»

ROMA. "Nelle prossime settimane partirà un Piano nazionale d'investimento nella ricerca da 2,5 miliardi. Finalmente l'Italia torna a investire sulla ricerca". Lo ha detto il premier Matteo Renzi che ha visitato l'Irbm Science Park SpA di Pomezia, centro di eccellenza nel campo della ricerca biologico-molecolare, che ha isolato il virus Ebola.

"Io non faccio una contro narrazione per negare problemi ma l'Italia quando si mette in moto può essere leader mondiale. Negli ultimi anni ci siamo autofustigati. C'è ancora molto da fare ma questo non è un paese finito, un museo ma un paese infinito", aggiunge il premier replicando a chi da ultimo ieri la minoranza Pd, lo accusa di una 'narrazione' troppo ottimistica.

"Io non nego i problemi ma questo è un paese in cui accadono cose straordinarie come qui" ribadisce riferendosi all'Irbm. "Nel 2010 qui lavoravano 22 persone, due squadre di calcio, adesso oltre 250", sottolinea Renzi (il fatturato e passato da 1 a 40 milioni, ndr). Il presidente e ad, Pietro di Lorenzo, ha spiegato che molte delle ultime assunzioni sono state fatte con il jobs act, "una vera manna per gli imprenditori", ha detto di Lorenzo.

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