Martedì 19 Febbraio 2019 - 13:02

Sì del Senato al ddl sulle Unioni civili

Il Senato ha votato la fiducia sul maxi emendamento alle unioni civili con 173 sì e 71 no sul testo senza stepchild adoption e obbligo di fedeltà . Il ddl Cirinnà passa ora all'esame della Camera. "La giornata di oggi resterà nella cronaca di questa legislatura. E nella storia del nostro Paese" scrive il premier Matteo Renzi su Facebook. "Abbiamo legato la permanenza in vita del governo a una battaglia per i diritti, mettendo la fiducia. Non era accaduto prima, non è stato facile adesso. Ma era giusto farlo". "Leggo critiche, accuse, insulti. Rispetto tutti e ciascuno, dal profondo del cuore. Ma quel che conta è che stasera tanti cittadini italiani si sentiranno meno soli, più comunità. Ha vinto la speranza contro la paura. Ha vinto il coraggio contro la discriminazione. Ha vinto l'amore", aggiunge il premier. "Se l'Italia sarà un Paese un po' più giusto con le unioni civili, sarà anche grazie all'ostinazione di Luigi Zanda" scrive su Twitter il senatore del Pd Andrea Marcucci. "Questo voto non lo certifica" ha detto ai cronisti a proposito delle polemiche per il sì di Ala alla fiducia come passo dei verdiniani verso l'ingresso in maggioranza. "Ieri i senatori di Ala non hanno votato la fiducia" sul Milleproroghe, quindi il sì di oggi "non ha alcuna implicazione politica". Il ministro dell'Interno e leader dell'Ncd Angelino Alfano, parlando stamattina a Bruxelles delle unioni civili, ha detto: "E' stato un bel regalo all'Italia avere impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio. Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica, e credo che l'averlo impedito sia stato un nostro risultato". Per Alfano, con l'accordo raggiunto nella maggioranza sulle unioni civili "ha vinto il buonsenso, perché è assolutamente di buon senso dare più diritto anche ai soggetti dello stesso sesso che compongono una coppia, un'unione, e nello stesso tempo l'istituto giuridico del matrimonio è ben distinto da quello dell'unione".

Unioni civili, stasera il voto di fiducia

ROMA. Definiti i contenuti del maxiemendamento, si attende il passo decisivo per il ddl Cirinnà sulle unioni civili. A palazzo Madama è iniziata la discussione generale sulla questione di fiducia. Stasera alle 19 al Senato è previsto il voto di fiducia sul testo che dovrebbe sancire l'approvazione del provvedimento, senza stepchild adoption e obbligo di fedeltà.

Da verificare, sul piano politico, le reazioni della minoranza del Pd e soprattutto gli equilibri che potrebbero crearsi all'interno della maggioranza con il sì alla fiducia del Gruppo di Denis Verdini. Il ministro dell'Interno e leader dell'Ncd Angelino Alfano, parlando a Bruxelles delle unioni civili afferma: "E' stato un bel regalo all'Italia avere impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio. Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica, e credo che l'averlo impedito sia stato un nostro risultato".

Per Alfano, con l'accordo raggiunto nella maggioranza sulle unioni civili "ha vinto il buonsenso, perché è assolutamente di buon senso dare più diritto anche ai soggetti dello stesso sesso che compongono una coppia, un'unione, e nello stesso tempo l'istituto giuridico del matrimonio è ben distinto da quello dell'unione".

Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha dichiarato: "Credo che oggi dovrebbe prevalere il buon senso anche nelle dichiarazioni". "Il regalo all'Italia è dire che non ci sono cittadini di serie B. E questa legge va nella direzione giusta'', ha aggiunto il ministro. "Il regalo all'Italia - ha continuato - è consentire alla Costituzione di trovare piena applicazione e di affermare finalmente che il progetto di vita tra due persone dello stesso sesso non vale meno di quello tra un uomo e una donna".

Critiche arrivano dalla minoranza dem. "Il Pd ha sbagliato a scegliere la strada a ribasso con Alfano'', ha scritto su Facebook Roberto Speranza. ''Certo - ha continuato - ci sono responsabilità pesanti dei 5 Stelle. Le loro ambiguità hanno pesato moltissimo. Eppure serviva più coraggio. Il risultato di introdurre le unioni civili in Italia, che pure è un passo in avanti, purtroppo è macchiato dall'aver rinunciato alla stepchild. Continuo a pensare che si poteva e doveva andare in Aula e difendere integralmente le nostre idee. Ora non bisogna fermarsi. La battaglia per l'uguaglianza dei diritti - ha concluso Speranza - è solo iniziata''.

Primarie Pd, Sarracino: troppi seggi, rischio brogli

NAPOLI. È sontro sul rischio brogli alle primarie del centrosinistra. A denunciare il possibile inquinamento del voto è uno dei candidati targati Pd, Marco Sarracino, per il quale «la proposta della maggioranza di fissare in 85 il numero dei seggi per le primarie del 6 marzo è spropositata, se si considera che, meno di un anno fa, per le regionali, i seggi in città furono la metà (45). Un numero elevato che rende difficile il controllo democratico del voto, ed in alcuni casi praticamente impossibile, visto che sono state proposte sedi risultanti come caf, studi professionali privati, bar o pizzerie: luoghi nei quali, secondo il regolamento delle primarie, non è possibile insediare seggi. Alcune di queste sedi, inoltre, sono in zone difficilmente raggiungibili». Di qui la richiesta di Sarracino che la commissione sia davvero garante della competizione e fissi non solo un numero ragionevole di seggi, ma li insedi in luoghi “istituzionali”: sedi del partito, scuole private, associazioni note e unanimamente riconosciute come vicine al Partito democratico. E al centrosinistra. Solo così sarà possibile ridurre al minimo i tentativi di inquinamento del voto. Se invece, si dovesse procedere su questa strada, il Partito Democratico napoletano e nazionale si assumesse la responsabilità di replicare quanto accaduto nel 2011». A Sarracino replica Giovanni Iacone, presidente della commissione per le primarie del centrosinistra a Napoli: «La commissione per le primarie del centrosinistra ha fatto uno sforzo notevole per garantire la massima partecipazione dei cittadini alle imminenti consultazioni.  dichiara Iacone. Che aggiunge: «Abbiamo fatto un lavoro che ha innanzitutto logica. Considerando le prospettive di voto, infatti, abbiamo calcolato voteranno tra le 40.000 e le 50.000 persone, per questo motivo la suddivisione su circa 80 seggi comporterà che in ciascun seggio potranno recarsi a votare circa 500
persone, il limite minimo per garantire la regolarità del voto. Non esiste alcun bar, ristorante o pizzeria in cui siano stati previsti
nostri seggi. In ogni caso - conclude Iacone - ho chiesto al candidato Sarracino di incontrarci domani per verificare con lui il lavoro fatto e le criticità che lamenta. La regolarità del voto non si misura di certo in base al numero dei seggi, ma solo organizzando ogni cosa a dovere».

Unioni civili, raggiunto l’accordo

"Abbiamo chiuso". Il senatore del Pd, Andrea Marcucci, risponde così ai cronisti che gli chiedono se sia stato definito l'accordo di maggioranza sul testo del maxiemendamento alle unioni civili. A chi gli chiede se sia stato sciolto anche il nodo sul ruolo del giudice per quanto riguarda le adozioni, il senatore si limita a rispondere: "Abbiamo chiuso e va molto bene".

A quanto viene riferito, dal testo originario del ddl Cirinnà scompaiono le stepchild e l'obbligo di fedeltà, contenuto nell'art.3. Non ci sarebbero altre modifiche rispetto al testo del ddl. Compreso il ruolo del giudice a cui viene confermata l'ultima parola per quanto riguarda le adozioni dei figli del partner.

"L’accordo sulle unioni civili è un fatto storico per l’Italia. È davvero #lavoltabuona" scrive su Twitter il premierMatteo Renzi.

Parolin: stanno lavorando per no equiparazione con matrimoni - "Il punto fondamentale è che non si equipari in nessun modo il matrimonio alle unioni civili, che siano due discipline completamente distinte: mi hanno detto che stanno lavorando proprio per evitare il più possibile questo". E' quanto ha affermato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, in riferimento al tema affrontato ieri a Palazzo Borromeo, sede dell'ambasciata italiana presso la Santa Sede, in occasione della celebrazione della ricorrenza dei Patti Lateranensi e della revisione del concordato fra Stato e Chiesa.

Corte Costituzionale, Paolo Grossi eletto presidente

ROMA. Il collegio dei giudici della Corte costituzionale ha eletto Paolo Grossi all'unanimità come nuovo presidente della Consulta. Grossi è giudice della corte dal 23 febbraio 2009. Giorgio Lattanzi è stato eletto vicepresidente vicario, vicepresidenti sono Aldo Carosi e Marta Cartabia. Grossi è stato eletto con 14 voti e una scheda bianca.

Berlusconi intercettato, aperta un’inchiesta

Un fascicolo di indagine intestato "atti relativi" è stato aperto dalla procura di Roma sulle presunte intercettazioni di conversazioni telefoniche di Silvio Berlusconi nel 2011. Secondo notizie di stampa, a intercettare le conversazione sarebbe stato lo Special Collection Service. Allo stato il fascicolo, senza ipotesi di reato e indagati, contiene articoli di stampa.

Il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Mark Toner, a proposito delle nuove rivelazioni di Wikileaks, ha affermato: "Come abbiamo detto in passato, non intraprendiamo nessuna attività di intelligence all'estero senza un motivo specifico e valido per la sicurezza nazionale. Questo si applica ai cittadini ordinari ed ai leader mondiali".

E riguardo all'Italia, il portavoce americano ha ribadito come con gli Stati Uniti "abbia da tempo un'amicizia basata sui valori comuni e una storia di cooperazione per far avanzare i nostri reciproci interessi in tutto il mondo. Come alleati e partner - ha poi aggiunto - continueremo a lavorare a stretto contatto con l'Italia per proteggere la sicurezza collettiva dei nostri due Paesi e dei nostri cittadini".

Toner infine ha ricordato quanto già "messo in chiaro dal presidente Obama, cioè che a meno che non vi sia uno stringente motivo di sicurezza nazionale, noi non monitoriamo le comunicazioni di capi di stato e di governo dei nostri più stretti amici ed alleati".

Nella vicenda delle conversazioni di Silvio Berlusconi ascoltate dall'Nsa americana, dopo aver convocato l'ambasciatore Usa alla Farnesina, ci saranno "ulteriori approfondimenti attraverso canali tecnici in collaborazione con gli Stati Uniti" e "tutti gli elementi saranno riferiti dal governo anche in sede parlamentare". Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschial question time fa il punto sulla vicenda Wikileaks, sulle attività di monitoraggio ed intercettazioni telefoniche effettuate nell’autunno del 2011, in prossimità delle dimissioni del quarto governo Berlusconi. "Sarebbe inaccettabile immaginare una attività intercettativa degli Stati Uniti verso un governo alleato", ha detto ancora Boschi. "In passato - ha ricordato - non erano emerse violazioni della privacy di cittadini italiani né delle comunicazioni istituzionali". "Per fare chiarezza ieri è stato convocato l'ambasciatore americano", ha concluso la ministra.

Ma la bufera non sembra placarsi: sul versante politico si muove Forza Italia, con Renato Brunetta e Paolo Romani che hanno incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai servizi segreti, Marco Minniti, mentre domani lo stesso Minniti è atteso al Copasir. Minniti, ai due esponenti azzurri che hanno parlato di "attacco alla nostra sovranità nazionale" ha riferito in merito alle richieste di chiarimento avanzate all’ambasciatore statunitense, John Phillips, convocato ieri alla Farnesina.

Sulla vicenda si muove anche la Procura di Roma: un fascicolo di indagine intestato 'atti relativi' è stato aperto sulle presunte intercettazioni di conversazioni telefoniche di Berlusconi premier. Secondo notizie di stampa, a intercettare le conversazione sarebbe stato lo Special Collection Service. Allo stato il fascicolo, senza ipotesi di reato e indagati, contiene articoli di stampa.

Unioni civili, Lorenzin: stralcio stepchild non basta

Lo stralcio della stepchild adoption non è sufficiente, occorre evitare ogni equiparazione tra le unioni civili e il matrimonio. Lo ha affermato la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, presente oggi all'incontro del presidente della Repubblica con i pazienti e il personale della Fondazione Santa Lucia.

Lo stralcio della stepchild adoption dal maxiemendamento sul ddl sulle unioni civili domani in Senato per il voto di fiducia "è sicuramente un fatto importantissimo, un elemento di grande buonsenso perché nella stepchild c'era il tema dell'apertura alla maternità surrogata e all'utero in affitto, un tema oggettivamente insopportabile. Ora i membri del Pd e del mio partito stanno lavorando per cercare di vedere come costruire questo emendamento, in modo tale che non ci siano quelle equiparazioni al matrimonio che riteniamo incostituzionali".

Poco dopo però Lorenzin precisa: "Sono contenta del lavoro fatto in questi giorni e per lo stralcio della stepchild adoption. Spero si stia lavorando anche a limare quelle parti che possono portare a elementi di incostituzionalità. Non ci sono strappi da consumare. Sono fiduciosa''.

Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Luciano Pizzetti, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama, ha assicurato che si procederà così come era previsto e non ci sarà "nessun altro cambiamento a parto lo stralcio delle adozioni".

"Nessun slittamento rispetto al termine per la presentazione del maxiemendamento sulle unioni civili, rispetto a quanto si era prospettato, cioè per questo pomeriggio. Il voto della fiducia e del provvedimento avverrà entro domani", ha spiegato Pizzetti. "L'emendamento affronta il tema delle adozioni cosi come era previsto - ha sottolineato Pizzetti - ma non introduce altri argomenti, come quelli proposti dal ministro Lorenzin". "Non c'è alcun allargamento del fronte degli espungimenti al testo. La Lorenzin non deve chiedere altro", ha concluso il sottosegretario.

Candidato sindaco a Roma la “grillina” Raggi

Virginia Raggi è stata scelta dal voto online come candidato sindaco del M5S a Roma. L'avvocato civilista non ancora 38enne, già consigliere comunale cinquestelle a Roma, ha ottenuto 1764 voti, pari al 45,5% dei votanti. Secondo più votato alle 'primarie' on line del movimento è stato Marcello De Vito (35%, pari a 1.347 voti), poi Enrico Stefano (9,5%, pari a 369 voti), Paolo Ferrara (6% pari a 233 voti) e infine Teresa Maria Zotta (4%, pari a 149 voti). Alla consultazione del M5S, dalle 10 alle 19, come informa il blog di Beppe Grillo, hanno partecipato 3.862 iscritti certificati.

Unioni civili, si lavora a maxiemendamento senza la stepchild

ROMA. Un emendamento che taglia via ogni riferimento alle stepchild all'art. 5 e all'articolo 3 del ddl Cirinnà e che inserisce le modifiche agli art. 1 e 2 formulate dal pacchetto Lumia. Questo il testo a cui si sta lavorando in vista della ripresa dell'aula, mercoledì al Senato, sulle unioni civili. Oggi il premier Matteo Renzi ha fatto il punto nel consueto incontro settimanale a palazzo Chigi con i capigruppo di Camera e Senato, Ettore Rosato e Luigi Zanda.

 
L'ultima parola, come ribadito anche oggi dal presidente del Consiglio, spetterà all'assemblea del gruppo dem domani alle 13 a palazzo Madama. Ma la strada sembra ormai imboccata e non ci sarebbe spazio per ulteriori mediazioni come la proposta, ipotizzata ieri dalla sinistra Pd, di lasciar votare l'aula sulle stepchild. Ma per le adozioni sembra non ci sia alcun margine. Almeno in questa fase. Un ddl ad hoc potrebbe riaprire il tema a Montecitorio.

La volontà di Renzi di non aprire ad altre soluzioni rispetto al maxiemendamento è racchiusa nella determinazione a portare a casa subito le unioni civili. "Per quello che ci riguarda l'importante è chiudere velocemente", ha detto oggi alla stampa estera. E lo si potrebbe fare entro questa settimana. Lasciando l'aula votare a parte sul punto delle adozioni, insomma spacchettare in qualche modo la legge, aprirebbe la via a tempi molto più lunghi. "Basta rinvii", è la posizione del premier.

Domani all'assemblea del gruppo al Senato ci sarà anche Renzi e le previsioni sono quelle di una discussione accesa, ma senza strappi. Insomma, obtorto collo, la sinistra Pd dovrebbe accettare la strada del maxiemendamento. Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice potrebbero essere gli unici a prendere in considerazione un voto contrario. Ma la 'gabbia' del voto di fiducia imbriglia il dissenso.

Un voto di fiducia che per Angelino Alfano potrebbe anche non essere necessario: "Se con il presidente del consiglio di dovesse raggiungere un accordo su un emendamento che riscriva il testo della legge, senza adozioni e simil matrimoni, allora lo si potrebbe votare con la fiducia. Ma io credo che un testo cosi' si possa votare con il consenso di altri settori del Parlamento, andando oltre la maggioranza di governo: credo che ampi settori di Forza Italia voterebbero una legge così".

Ma dal Pd dicono che è difficile ipotizzare di riuscire a blindare il voto senza la fiducia. "Troppe le incognite". Anche perché ci sono settori dei centristi che comunque non sono d'accordo su altri punti della legge, come la reversibilità della pensione per le coppie omosessuali. E se ci sarà la fiducia tra i sì dovrebbero esserci anche quelli di Ala.

Intanto dai 5 Stelle continuano ad arrivare 'sirene' per il voto in aula sul provvedimento senza emendamento. Ma anche oggi Renzi è tornato sull'inaffidabilità del M5S. "Il Pd non ha vinto le ultime elezioni, di conseguenza bisogna avere un accordo con altri partiti. Su questa linea c'era una prova d'intesa con i 5 Stelle che si è tirato indietro all'ultimo dopo aver detto 'voteremo, voteremo, voteremo'. Si dice che cambiare idea sia segno intelligenza, allora i 5 Stelle sono geni assoluti visto che cambiano idea in modo costante", ha detto il premier.

"La mia preoccupazione è che non si vada avanti con un dibattito bloccato, che sia la strada di un emendamento del governo, che finora era rimasto fuori, o che sia la strada di un accordo parlamentare, quello che conta è avere la certezza che questa legge sia faccia davvero. Vediamo cosa accadrà al gruppo del Pd, spero che nel giro di qualche giorno si chiuda", aggiunge il presidente del Consiglio.

Domani non è detto che il gruppo si chiuda con un voto. "Vediamo che piega prende la discussione", si dice in ambienti parlamentari del Pd. Sono attesi interventi di senatori vicini a Renzi per sostenere la soluzione del maxiemendamento con il richiamo al realismo come stella polare. Il premier lo ha ricordato anche oggi: "Non si tratta di concedere qualcosa ad altri, ma avere la consapevolezza che bisogna arrivare a 161 voti e un accordo con qualcuno va fatto".

Rossi sfida Renzi: «Mi candido alla segreteria del Pd»

ROMA. "Mi candido alla segreteria nazionale del Pd". Lo ha annunciato il governatore della Toscana, Enrico Rossi, parlando con i giornalisti a Pisa. Rossi intende raccogliere le firme per partecipare al congresso del partito che si svolgerà entro la fine del 2017. "Io non sono renziano, sono convintamente rossiano", ha detto.

"Io faccio sul serio - ha dichiarato il presidente della Regione Toscana - Mi candido con l'idea di superare una contrapposizione tra renziani e antirenziani che non mi sembra faccia bene al partito. Io non sono renziano e mi candido in alternativa a Renzi".

"Diversamente da altri, come gli amici 'turchi' che fanno parte della maggioranza, io mi candiderò, se avrò i numeri, in alternativa a Renzi. Ma non condivido neanche certe posizioni della sinistra, con cui ovviamente dialogo e penso che in questo partito bisogna starci con le proprie posizioni con serenità".

"Stasera a Pontedera, che considerò un po' casa mia, dove mi conoscono, dove non devo spiegare chi sono, annuncio ufficialmente che mi candiderò alla segreteria nazionale del Pd e quindi lavorerò per raccogliere le firme necessarie per farlo", ha precisato Rossi.

"La mia sarà una candidatura - ha spiegato - alternativa a Renzi ma con l'ambizione di superare la dinamica tra renziani e antirenziani. Per questo mi definisco convintamente rossiano".

Già nel settembre scorso il governatore Rossi aveva manifestato la sua volontà di correre alla segreteria nazionale del Pd. "E' mia personale convinzione che lo devo fare ora, una convinzione che si è fortemente rafforzata - ha spiegato - guardando alla politica nazionale, al partito democratico, andando in giro per la Toscana e l'Italia".

Secondo Rossi, è "bene" che ci sia "una selezione anche dal basso della classe dirigente del partito democratico: e quale migliore occasione per presentarsi in vista del congresso nazionale?"

"Non essendo io renziano, ma rossiano, convintamente rossiano, esporrò le mie posizioni, poi vedremo i numeri che raccoglierò - ha detto Rossi - io non nessuna squadra, esprimo solo le mie opinioni. Ora non vedo altro modo di fare politica in questa fase se non propormi come candido alla segreteria nazionale del Pd. Infine il presidente della Regione Toscana ha osservato: "Siamo un partito plurale, dove è giusto che si dibattano posizioni diverse. Se mi riconoscessi in quella dei 'giovani turchi' sarei diversamente renziano: ho stima e fiducia in loro, ma non esprimono le mie posizioni".

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