Sabato 22 Settembre 2018 - 2:30

Grillo choc: Renzi schianterà l'Italia

ROMA. Post choc di Beppe Grillo, che prende in prestito la tragedia del volo Germanwings per attaccare il premier Matteo Renzi. "Ci sono inquietanti analogie tra Andrea Lubitz, il copilota dell'Airbus A320 della Germanwings che si è schiantato sulle Alpi francesi, e Matteo Renzie che sta schiantando l'Italia. Si tratta in entrambi casi di uomini soli al comando", scrive il leader M5S che accompagna il suo messaggio con un fotomotaggio: Renzi nei panni di Lubitz alla guida di un boing Germanwings.
Grillo segnala delle analogie. "Entrambi - scrive - si sono chiusi dentro eliminando ogni interferenza esterna. Dall'interno della cabina di pilotaggio Lubitz ha azionato il cockpit door, Renzie ha eliminato il Senato e ogni opposizione interna e ridotto il Parlamento a un ratificatore di decreti legge. I passeggeri dell'Airbus hanno capito solo all'ultimo che il copilota li stava portando al disastro, dopo otto lunghi minuti. L'Italia lo capirà anch'essa all'ultimo, quando non ci sarà più niente da fare". E attacca ancora: "Un uomo solo al comando lo si è già visto in passato e non è stato un bello spettacolo. In Francia si è notata la commozione della Merkel abbracciata a Hollande, due personaggi che piangeranno in futuro lacrime di coccodrillo se l'Italia andrà in default per pagare gli interessi sui titoli pubblici comprati dai loro Paesi. L'Airbus Italia ha un copilota chiuso in cabina, non soffre di depressione, ma la fa venire agli italiani, ha un ego ipertrofico. Si è chiuso dentro e ogni due minuti spara cazzate attraverso l'interfono per rassicurare i passeggeri che cominciano ad avere dei dubbi più si avvicina il massiccio".

 

Popolari,
sì al decreto
con la fiducia

ROMA. Grazie ad un nuovo voto di fiducia il decreto che riforma le banche Popolari è legge. L'ultimo via libera, quello definitivo, lo ha dato il Senato, che con 155 voti a favore e 92 no ha votato la fiducia che il Governo aveva messo stamattina sul provvedimento. Il decreto rivoluziona il sistema delle Popolari, portando le maggiori di esse verso la trasformazione in società per azioni. Resta la soglia degli 8 miliardi, per l'obbligo di trasformare in spa le vecchie Bp. Mentre il governo ha accolto le richieste del parlamento, di introdurre misure per evitare eventuali scalate. Viene limitato il diritto di voto, dando la possibilità agli istituti di inserire nel proprio statuto il tetto del 5%. Modifiche sostanziali, invece, sono state introdotte al capitolo sulla portabilità dei conti correnti. Il nuovo articolo 2 diventa più dettagliato sulle regole che dovranno essere rispettate dal sistema creditizio, stabilendo che il prestatore di servizi di pagamento dovrà eseguire il trasferimento entro 12 giorni lavorativi, altrimenti potranno essere inflitte delle sanzioni che vanno da 5.160 euro e arrivano fino a 64.555 euro.

EX POPOLARI. Le ex popolari che diventano spa potranno inserire nello statuto un tetto del 5% al diritto di voto. Rispetto alla normativa vigente, che già consente limitazioni di questo tipo, cambiano le regole per approvare le variazioni all'interno dello statuto: basterà la maggioranza semplificata.

INDENNIZZO C/C. Gli istituti di credito dovranno trasferire i conti correnti dei clienti entro 12 giorni lavorativi. In caso di inosservanza delle norme i dipendenti e dirigenti potranno essere sanzionati, con multe che vanno da 5.160 euro a 64.555 euro.

EXPORT. Cambia l'articolo 3 del decreto che attribuiva a Sace la competenza a svolgere attività creditizia per favorire l'internazionalizzazione dell'economia italiana. Con le modifiche introdotte sarà Cassa depositi e prestiti a erogare il credito tramite Sace e attraverso una diversa società controllata. Viene quindi autorizzato l’utilizzo dei fondi provenienti dalla gestione separata di Cdp per tutte le operazioni volte a sostenere l'internazionalizzazione delle imprese.

PMI INNOVATIVE. Diverse le novità che riguardano questo capitolo: anche le società di capitale e le coop potranno rientrare nella categoria della piccola e media impresa innovativa. Inoltre non è più richiesta l'assenza di possesso di azioni quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, previsto nella versione originale, ma che le proprie azioni non siano quotate su un mercato regolamentato. Dalle spese per ricerca e sviluppo, necessarie per poter ottenere le agevolazioni, sono escluse le spese per la locazione di beni immobili. Tra le informazioni necessarie per poter ottenere il bollino di pmi "innovativa" si chiedono anche la ragione sociale e il codice fiscale, nonché il numero dei dipendenti, l’indicazione dei titoli di studio e delle esperienze professionali dei socie e del personale. Le aziende saranno esonerate dal versamento di alcuni diritti di bollo e di segreteria. Gli incentivi fiscali, per chi investe nel capitale sociale delle Pmi innovative, saranno riconosciuti saranno riconosciuti imprese che operano sul mercato da meno di sette anni dalla loro prima vendita commerciale. Per le attività che hanno superato i 7 anni gli incentivi saranno riconosciuti in seguito alla presentazione di un piano di sviluppo dei prodotti, servizi o processi nuovi nel settore interessato. Viene infine istituita una modalità alternativa, rispetto all’ordinaria disciplina civilistica e finanziaria, per la sottoscrizione e la circolazione di quote di start up innovative e Pmi innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata.

PATENT BOX. Diventa rinnovabile l’opzione per il regime di tassazione dei redditi derivanti da beni immateriali.

SOCIETA' RISTRUTTURAZIONE IMPRESE. Gli enti previdenziali potranno entrare nel capitale della Società di servizio per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese. L'intervento della società per la patrimonializzazione e la ristrutturazione potrà riguardare anche altre imprese, oltre a quelle industriali. Si precisa inoltre che la struttura dovrà favorire, in particolare, processi di consolidamento non solo industriale, ma anche occupazionale.

C/C TRANSFRONTALIERI. Diventa più facile aprire un conto transfrontaliero per i consumatori. Con l'introduzione dell'articolo 2-bis viene recepita la direttiva Ue sulla comparabilità delle spese dei conti correnti e sui trasferimenti. In particolare l'istituto di credito che riceve la richiesta di trasferimento verso un istituto bancario di uno Stato membro comunitario, dovrà fornire una specifica assistenza.

IIT. Fondazione Istituto italiano si potrà costituire o partecipare a startup innovative e altre società anche con soggetti pubblici e privati, italiani e stranieri, anche rivolte alla realizzazione di progetti in settori tecnologici strategici.

FONDO GARANZIA PMI. L’operatività del Fondo viene estesa alle imprese di assicurazione per le attività di finanziamento, diverse dal rilascio di garanzia, verso soggetti diversi dalle persone fisiche e dalle microimprese. Dovranno essere rispettati i limiti stabiliti dal codice delle assicurazioni private e dagli organismi di investimento collettivo del risparmio.

FONDO CENTRALE GARANZIA. Con una delibera del Cipe dovranno essere emanate specifiche direttive, per assicurare il più ampio accesso delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno agli interventi del Fondo di garanzia, anche tramite l'individuazione di eventuali priorità di accesso alla garanzia tenuto conto dei soggetti beneficiari e delle operazioni finanziarie ammissibili. Il diritto alla restituzione nei confronti del beneficiario finale e dei terzi prestatori di garanzie delle somme liquidate a titolo di perdite dal Fondo di garanzia, costituisce credito privilegiato e prevale su ogni altro diritto di prelazione.

ILVA. Viene riconosciuta priorità di istruttoria e delibera, alle richieste di accesso al Fondo centrale di garanzia, per le Pmi legate all'Ilva. Per semplificare ulteriormente l’accesso al Fondo per le predette imprese, si specifica che il Consiglio di gestione del Fondo deve pronunciarsi entro 30 giorni dalle richiesta e che decorso tale termine la richiesta si intende accolta.

Pirati della strada, si rischia fino a 12 anni

ROMA. È in commissione Senato e introduce reato omicidio stradale, «Chiunque ponendosi alla guida di un autoveicolo o di un motoveicolo o di altro mezzo meccanico in stato di ebbrezza alcoolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope cagiona per colpa la morte di una persona, è punito con la reclusione da 8 a 12 anni». È quanto prevede il testo unificato che introduce il reato di omicidio stradale presentato oggi in commissione Giustizia di Palazzo Madama dal senatore del Pd Giuseppe Cucca. Nella norma che introduce il reato di omicidio stradale (589 bis) si prevede anche una condanna da 6 a 9 anni per chi, «procedendo ad una velocità pari al doppio di quella consentita», determini un incidente mortale. E stessa pena rischia il pirata che, dopo aver ucciso qualcuno, si dia alla fuga. Nel caso in cui le vittime siano più d'una la condanna potrà essere aumentata sino al triplo, ma non potrà superare i 18 anni. Dopo aver modificato varie norme del codice penale, il testo unificato messo a punto da Giuseppe Cucca (Pd) introduce anche il delitto di "lesioni personali stradali". Il caso è del guidatore che, sotto effetto di alcool o di sostanze stupefacenti, cagioni alla vittima non la morte, ma una lesione personale dalla quale derivi una malattia. La condanna in questo caso andrà da uno a 4 anni. Se la colpa, invece, è dell'alta velocità, la reclusione sarà da sei mesi a due anni. Stessa sorte toccherà al conducente che si dia alla fuga, rendendosi irreperibile, dopo aver provocato un sinistro «dal quale sia derivata una lesione personale che abbia causato una malattia ad una persona». Nel caso in cui le vittime con lesioni siano più d'una «si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentate sino al triplo», ma senza che si superi il tetto massimo dei 7 anni. Se le lesioni sono "gravi", la pena aumenterà da un terzo alla metà, se sono "gravissime" dalla metà a due terzi. Il delitto sarà punibile a querela della persona offesa, se la malattia non durerà più di 20 giorni. In più non si potrà tener conto delle attenuanti a meno che non si tratti di quelle della minore età e della speciale tenuità del fatto.

Milano, Salvini pronto
a candidarsi

MILANO. «Dipende da ciò che scelgono i cittadini, io sono a disposizione. I sondaggi dicono che i progetti della Lega piacciono. A Milano c'è voglia di ripartire dopo quattro anni di Pisapia. Se i milanesi volessero, sarei a disposizione». Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, in una intervista al Gr1, spiegando di essere pronto ad una eventuale candidatura a sindaco di Milano. Inoltre, il leader della Lega ha anche annunciato che «entro la settimana» incontrerà Silvio Berlusconi, «perché ci sono parecchie verifiche da fare soprattutto sui lavori parlamentari: sull'immigrazione, sulle tasse, sulle pensioni, sull'Imu e sulle Regioni perché non mi accontento di vincere in Veneto ma voglia dar fastidio a Renzi nelle regioni rosse di casa sua».

«Noi - aggiunge Salvini riferendosi alle elezioni regionali - siamo aperti a tutti dialoghiamo con tutti non escludiamo nessuno tranne chi è al governo con Renzi come Alfano. E quindi le nostre porte non sono aperte ma spalancate». Quanto al voto in Francia, secondo Salvini l'esito elettorale «mi dice che la sinistra filo-immigrati e filo-Bruxelles è allo sbando e ai minimi storici. Che Marine Le Pen ha raddoppiato i suoi consensi nell'arco di 4 anni. E che le idee chiare e coraggiose, determinate senza inciuciare vengono premiate. Quindi -conclude Salvini- io vorrei solo copiare dal modello di Marine Le Pen».

Infrastrutture, Renzi un'ora
da Mattarella

ROMA. Appuntamento alle 10 per Matteo Renzi al Quirinale, dal presidente Sergio Mattarella. Al centro del colloquio tra premier e capo dello Stato il nodo del ministero delle Infrastrutture, dopo le dimissioni di Maurizio Lupi. L'incontro tra premier e Presidente è durato circa un'ora. Da qualche minuto al Colle sono giunti i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Lupi in aula:
mi dimetto

ROMA. «Lascio il Governo a testa alta guardandovi negli occhi. Non ho commesso nulla di illecito. Sento il dovere di assumermi responsabilità politica ma anche di spiegare in Parlamento». Non si «può cancellare in 3 giorni» il «lavoro» fatto e «rivendico di aver fatto» in «22 mesi» al ministero. Lo ha detto Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, alla Camera. «Le accuse che mi sono state mosse sono immotivate e strumentali». Così il ministro Maurizio Lupi, in aula alla Camera. «So che il tempo sarà galantuomo, spero che lo sarà anche con chi ha speculato sul nulla», assicura Lupi. «In questi giorni, in un confronto leale, franco, serio, il presidente del Consiglio Matteo Renzi "non mi ha mai chiesto di dimettermi, ma ha affidato, come è giusto che fosse, alla mia scelta personale questa decisione». «Sono qui per rivendicare il ruolo decisivo della politica nella guida del nostro Paese - ha esordito Lupi nella sua informativa nell'aula di Montecitorio - Non sono qui per difendermi da accuse che non mi sono state rivolte, non invoco garantismo nei miei confronti, perché non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Ciò che mi chiama qui non è una responsabilità giudiziaria ma giustamente una responsabilità politica».

Ad Ercole Incalza «non è stato affidato alcun ruolo di consulenza - ha riferito ancora Lupi - Occupava il suo ruolo di capo della struttura tecnica di missione a seguito di procedura selettiva pubblica e con scadenza il 31 dicembre 2015 e ho potuto verificare che nei vari procedimenti penali che lo hanno interessato non ha subito alcuna decisione di condanna, nè per i casi in cui questi si sono conclusi per prescrizione del reato, alcun procedimento disciplinare sotto la responsabilità dei ministri che mi avevano preceduto. Incalza ha poi rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico con nota del 17 dicembre 2014», un anno prima della scadenza del suo incarico.

Regionali, Caldoro a Salvini: «Io difendo il Sud»

NAPOLI.«Lega Nord, @matteosalvini ma quale schifo, rispetto per tutti. Tu però difendi il Nord, noi il Sud». Su Twitter il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, replica così ad alcune affermazioni del leader della Lega Nord, Matteo Salvini che aveva detto: «C'è il signor Caldoro che in Campania schifa la Lega». Il tutto mentre il sindaco di Verona, Flavio Tosi, sottolinea che «al di là dei tira e molla, dell'alzare la posta e mettere in mezzo la Campania, e altre alleanze in altre regioni, credo che sia nell'ordine delle cose che Berlusconi si allei con la Lega e con Salvini. È sempre stato così», sottolinea. Del resto, ricorda, «sono 4 anni che non vedo e non sento il Cavaliere» che «sicuramente sente e vede di più Matteo Salvini». Nonostante questo, Tosi ha incontrato Mariarosaria Rossi, senatrice di Forza Italia, molto vicina a Silvio Berlusconi: «Una chiacchierata che non vuol dire nulla - assicura Tosi - se non per capire qual è la situazione in Veneto, probabilmente». 

L'Anm frena:
il tema sono
le riforme

ROMA. «Bisogna andare oltre le polemiche, che rischiano di mettere in ombra il tema fondamentale, che è il tema della corruzione e delle buone riforme». Lo ha detto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, ospite di "Agorà". «Le riforme sbagliate in tema di corruzione come in tema di falsità in bilancio unite alla delegittimazione della magistratura sono un cocktail che produce frutti avvelenati di cui anche oggi vediamo gli effetti. Per questo noi chiediamo un'inversione di tendenza», ha aggiunto Sabelli.

Tornando su quanto denunciato ieri, gli «schiaffi» alla magistratura, il presidente dell'Anm ha ricordato «quando i magistrati sono stati definiti disturbati mentali o metastasi della democrazia», come «è stato fatto da autorevoli rappresentanti delle istituzioni». Sabelli ha poi rivendicato di avere fatto «un'analisi indiscutibile» su quanto fatto negli ultimi anni in tema di giustizia: «Vogliamo tornare sul decreto che vietò la custodia cautelare in carcere per chi era imputato di reati contro la pubblica amministrazione, o sul dimezzamento dei termini di prescrizione o sulla sostanziale depenalizzazione del falso in bilancio? Discutiamone, valutiamo se queste siano buone riforme o riforme sbagliate che hanno prodotto una serie di effetti».

Peculato, chiesto rinvio a giudizio per otto consiglieri della Regione Campania

 NAPOLI. Otto richieste di rinvio a giudizio sono state avanzate dalla Procura di Napoli nei confronti di otto tra consiglieri ed ex consiglieri della Regione Campania. La richiesta, firmata dal pm Giancarlo Novelli e dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, è stata trasmessa oggi all'ufficio gip. Per tutti l'accusa contestata è di peculato. I consiglieri sono: Mario Casillo, Angela Cortese, Corrado Gabriele, Enrico Fabozzi, del gruppo Pd, Rosaria Anita Sala e Nicola Marrazzo dell'Idv, Carmine Mocerino e Pasquale De Lucia, dell'Udc

Regionali, Tosi: «Mi candido governatore in Veneto»

VERONA. «Il Veneto è laboratorio politico da qui può partire vera prospettiva di centrodestra che può allargarsi su scala nazionale, una vera alternativa al centrosinistra mettendo insieme il centro e la destra e questo è il modello per il Veneto e per questo Paese». Lo ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi candidato alla presidenza della Regione Veneto dal palco della convention della sua fondazione “Ricostruiamo il Paese" a Verona. «A chi dice che potremmo favorire altri - ha sottolineato Tosi - rispondo che non sono abituato a correre per arrivare a secondo, corriamo per arrivare primi». 

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