Mercoledì 14 Novembre 2018 - 2:40

Scuola, 277 sì
alla Camera: la riforma è legge
I prof: vergogna

ROMA. La riforma della scuola è legge. Dopo il disco verde del Senato, anche la Camera ha detto sì al ddl con 277 voti favorevoli. Mentre l'Aula della Camera approvava in via definitiva il provvedimento, da piazza Montecitorio si è levato il coro dei docenti e dei sindacati che protestano al grido di «vergogna, vergogna».

Cartelli da Lega e Sel. Mattinata di tensione in aula, con ripetuti richiami del presidente Roberto Giachetti e una breve sospensione della seduta, per la protesta di Lega Nord e Sel che hanno esposto dei cartelli contro il ddl. Nel mirino dei leghisti la «possibilità di introdurre la cultura gender nelle nostre scuole - ha detto il deputato Stefano Borghesi - È inaccettabile che si tenti di far passare subdolamente questa norma che spalanca le porte delle nostre scuole alla cultura gender». I parlamentari del partito di Nichi Vendola hanno annunciato il voto contrario, mostrando cartelli con i colori della bandiera greca -bianco e blu- e la scritta «Oxi alla "buona scuola" di Renzi».

M5S legge art.3 della Costituzione. Proteste anche dal M5S. Al termine dell'intervento del deputato Gianluca Vacca, i grillini si sono alzati in piedi leggendo tutti insieme l'articolo 3 della Costituzione, nonostante i richiami di Giachetti. «Questo è lo spirito democratico che avete - li ha rimproverati il presidente di turno - questo è il vostro modo di essere democratici, è bene si conosca». Con la riforma della scuola «state assassinando la scuola pubblica», ha accusato Vacca durante la dichiarazione di voto, prima di dare il via alla protesta. «Ci avete sempre sbattuto la porta in faccia», ha rimproverato il grillino al governo accusandolo di essersi fatto la riforma da solo per «una scuola a vostra immagine a somiglianza» per una scuola in cui «la corruzione trova terreno fertile» e in cui «uno solo comanda», dove «ci saranno le scuole da ricchi e per tutti gli altri briciole. Obbedire e corrompere sin da piccoli, questo è il vostro insegnamento», ha concludo accusando i membri della maggioranza di essere gli «odierni assassini della scuola pubblica».

Faraone: «Cambiamento rivoluzionario». Altri i toni del sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone. «La Buona Scuola è legge. Da settembre nelle aule italiane si verificherà un cambiamento rivoluzionario. Avremo istituti veramente autonomi grazie all’investimento di risorse economiche e professionali. Oggi è stato premiato l’impegno di questi mesi del governo e del Parlamento per approvare rapidamente questa legge. Nell’interesse degli studenti, obiettivo principale di questo provvedimento», ha commentato Faraone. «Il percorso della Buona Scuola si è concluso in Parlamento. Ma il bello - ha detto ancora - deve ancora cominciare nelle scuole. Andiamo avanti per il futuro dei nostri ragazzi. Che poi è anche il nostro».

Compravendita di senatori, condannato Berlusconi

NAPOLI. L'ex premier Silvio Berlusconi e l'ex direttore de l'Avanti Valter Lavitola sono stati condannati alla pena di 3 anni di reclusione dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Napoli. Si chiude così il processo sulla presunta compravendita di senatori che sarebbe stata messa in atto da Berlusconi per far cadere il Governo Prodi nel 2008. Per entrambi gli imputati l'accusa era di corruzione. I pm della Procura di Napoli avevano chiesto la pena di 5 anni di reclusione per Berlusconi e di 4 anni e 4 mesi per Lavitola.

"Un processo politico, nato come tale e portato avanti con un teorema precostituito si conclude nel peggiore dei modi. Questa non è giustizia ma il suo esatto contrario. Quello che accade da vent'anni a questa parte al presidente Berlusconi è inaccettabile e non smetteremo mai di denunciarlo". Lo afferma, in una nota, la deputata e responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini. 

'Non c'e' stata corruttela, semmai si e' trattato di un finanziamento' Napoli, 8 lug. (Adnkronos) - "Siamo convinti che in appello e in Cassazione ci sarà l'assoluzione nel merito. Decideremo se rinunciare alla prescrizione quando questa maturerà, il prossimo 6 novembre". Questo il primo commento di Niccolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi, dopo la lettura della sentenza che condanna l'ex premier e Valter Lavitola a tre anni di reclusione per corruzione. "Non c'è stata corruttela", ha aggiunto Ghedini riferendosi ai soldi che sarebbero stati elargiti a Sergio De Gregorio per passare al centrodestra e far cadere il Governo Prodi nel 2008, "semmai -ha concluso- si è trattato di un finanziamento". 

Riforme costituzionali, Boschi: «Possibile fare prima delle ferie»

ROMA. «Ci sono margini per fare un buon lavoro prima della pausa estiva». Lo ha detto il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi arrivando in commissione Affari costituzionali del Senato per l'avvio dell'iter del ddl sulle riforme costituzionali. Alla domanda se sia confermato l'orientamento perché il referendum confermativo si tenga nel giugno 2016, il ministro ha replicato che il referendum nel 2016 «rimane l'obiettivo politico». Un appuntamento, quello del referendum, che lo stesso matteo Renzi ha oggi ribadito da Ginevra, parlando ai giovani del Cern, servirà «per capire che riforme piacciono o no ai cittadini». «La speranza è che ci sia la capacità di costruire consenso attorno al testo», spiega la presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Anna Finocchiaro, al termine della seduta che ha avviato l'iter delle riforme. Finocchiaro ha spiegato che «se troviamo un consenso ampio su un testo, l'esame si può esaurire in due o tre settimane: ci vuole molto rispetto verso il dibattito ed è importante rendere il meno strumentale possibile questo terreno". Domani in ufficio di presidenza verrà fissato il calendario, anche con audizioni mirate sugli aspetti specifici all'esame di palazzo Madama dopo le modifiche operate dalla Camera. Sarà difficile nominare uno o più relatori? «Ho visto cose più complicate della scelta di un relatore» ha concluso Finocchiaro.

«Non deduco dal passaggio dedicato da Anna Finocchiaro alla questione che ci sta a cuore, il Senato elettivo, alcun elemento per una valutazione» nuova sul ddl riforme, dice dopo aver ascoltato la relazione 'tecnica' della presidente il senatore Miguel Gotor, della minoranza Pd. Si attendono le decisioni dell'ufficio di presidenza con il calendario dei lavori e i tempi per il dibattito, ma in ogni caso, Gotor auspica che ci sia tempo per gli approfondimenti del caso: «La gatta frettolosa fa i gattini ciechi...», avverte.

«Come sapete i lavori delle commissioni sono aperti alla partecipazione di tutti i senatori. Non c'è nulla di strano...», ha detto il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano ai cronisti che notavano la sua partecipazione, essendo componente della commissione Esteri, ai lavori della commissione Affari costituzionali sul ddl riforme.

«Sulle riforme, più la maggioranza è larga meglio è», fa sapere il senatore Gaetano Quagliariello, coordinatore Ncd, al termine dei lavori.

Renzi: «Atene farà di tutto
per l'accordo»

ROMA. «La Grecia non uscirà dall'Euro, farà di tutto per fare l'accordo» ma «se ciò non avvenisse l'Italia non avrebbe problemi economici particolari, ma sarebbe una sconfitta politica per tutti». Lo ha detto il premier Matteo Renzi al Tg1. Qualunque sia l'esito del voto del referendum, «la Grecia dovrà tornare al tavolo in ogni caso e trattare un programma di aiuti», ha aggiunto il presidente del Consiglio.

 

LAVORO. Dopo gli ultimi segnali positivi, «sulla disoccupazione dobbiamo fare di più: lavoro, lavoro, lavoro è la vera priorità in Italia. Lo stiamo facendo e spero che i segnali positivi nelle prossime settimane continueranno ad arrivare», ha detto ancora.

 

TERRORISMO. «Tutto il mondo occidentale, e non solo, è sotto attacco. Eppure stanotte Obama mi ha detto che l'Italia è in prima linea sulla capacità di sgominare le cellule, mi ha fatto i complimenti per questo lavoro - ha affermato il presidente del Consiglio -. Stiamo dimostrando di essere un Paese solido, per questo mi piacerebbe si smettesse con la polemica quotidiana su questo».

Morta la sorella di Mattarella

TRAPANI. È morta oggi pomeriggio, intorno alle 17, all'ospedale Sant'Antonio Abate di Trapani, la sorella del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Caterina Mattarella, 81 anni, era stata ricoverata domenica per una grave emorragia celebrale nel reparto di rianimazione del nosocomio. Ieri il capo dello Stato era giunto a Trapani per far visita alla sorella. Unanime il cordoglio di tutto il mondo politico, che ha espresso vicinanza al dolore del Presidente della Repubblica.

Roma. colica renale per Marino

ROMA. Una colica renale dovuta alla presenza, già nota, di un calcolo. È questo l'esito degli accertamenti sul sindaco di Roma Ignazio Marino, colpito da un lieve malore nella notte e ricoverato al Policlinico Gemelli. Il sindaco potrebbe essere dimesso già in giornata. Nel corso del pomeriggio Marino farà il punto con i medici per decidere se trattenersi una notte in ospedale o uscire. A quanto fa sapere il Gemelli in una nota, il sindaco di Roma Ignazio Marino è giunto questa notte intorno alle ore 2 al Policlinico Universitario «per una colica renale sinistra». «Precedenti indagini diagnostiche - sottolinea la nota - avevano evidenziato la presenza di un calcolo renale la cui discesa giustifica il recente quadro clinico. Sulla base delle indagini radiologiche effettuate al Gemelli il calcolo sembra essere stato espulso». 

Renzi: «Accogliere chi richiede asilo, rimpatrio per gli altri»

ROMA. «I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso del vertice a Palazzo Chigi con i presidenti delle Regioni sull'emergenza migranti. «Rinfacciarsi il passato, vedi Dublino II, non porta a niente», ha scandito il premier secondo quanto si è appreso, ma sul tema dei migranti c'è anche un altro modo di procedere, quello «di provare insieme a risolvere un problema». Ha sottolineato Renzi: «Per noi gli immigrati in mezzo al mare si salvano» e «siamo orgogliosi e grati per quello che ha fatto l'Italia». Però è indispensabile "condivisione in Europa» e sotto questo profilo «più il Paese è compatto meglio è».

Nel corso del suo intervento il presidente del Consiglio ha ribadito il concetto che «la Sicilia è frontiera non solo d'Italia ma d'Europa», di un'Europa che «finalmente riconosce il problema» e quindi «si apre una finestra di opportunità». In ogni caso in tema di accoglienza «ci vogliono soluzioni che rispondano a requisiti etici e a criteri di ragionevolezza», per cui «i richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati». «Siamo un Paese serio - ha sottolineato Renzi - solido, la cui risposta sul tema dell'immigrazione deve essere condivisa e congiunta».

Arrivando a Palazzo Chigi per l'incontro con sull'immigrazione, il governatore del Veneto, Luca Zaia, aveva invitato i prefetti a «ribellarsi ‎e rispettare le istanze dei territori, rappresentare nel mio caso i veneti fino in fondo, e non rispondere neanche più al telefono al governo».

Poi, al termine dell'incontro, ha ribadito: «Da parte nostra continuiamo a dire no. Dal vertice di oggi non sono emerse grosse novità, ci aspettavamo di sentire di avere relazioni internazionali forti per aprire nuovi campi per la prima accoglienza direttamente in Africa e risolvere il problema alla fonte». Zaia contesta «l'approccio nel dire che a causa della Lombardia e del Veneto l'Italia è meno forte in Europa. Io penso che le polemiche di mafia capitale abbiano indebolito il governo sul fronte della trattativa europea, al di là di questo il nostro intento è aiutare gli immigrati a casa loro».

«È positivo che questa riunione sia stata convocata - ha affermato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - ma non possiamo definirla soddisfacente. Renzi ha detto che ci relazionerà dopo il Consiglio europeo. Il tema, dal nostro punto di vista, resta quello dell'esecutività dei rimpatri e la questione dei flussi: c'è molto da fare». Toti ha precisato che sul cosiddetto piano B «non ci sono dettagli».

Si è trattato invece di un «incontro positivo» per il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino. «Abbiamo ribadito le nostre posizioni a cominciare dalla necessità di accorciare i tempi per le persone che chiedono asilo - ha spiegato - Abbiamo dato la disponibilità a costruire insieme gli hub regionali e abbiamo già fatto avere al Viminale alcune disponibilità».

A Palazzo Chigi, all'inizio del vertice sui migranti tra governo ed enti locali, c'è stato un siparietto tra Renzi e Zaia, con il premier che ha chiamato il presidente del Veneto «compagno Zaia». Il governatore della Liguria Giovanni Toti è arrivato in ritardo, a riunione iniziata, e si è seduto al posto della Provincia autonoma di Trento. Il governo è presente, oltre che con il premier, con il ministro Alfano, i sottosegretari Gozi, De Vincenti e Bressa.

Scuola, il Governo pone fiducia su maxiemendamento

ROMA. Il ministro Maria Elena Boschi ha annunciato, in Aula al Senato, la fiducia sul maxiemendamento al ddl sulla buona scuola. La seduta è stata sospesa e riprenderà al termine della riunione dei capigruppo.

Blocco dei contratti statali illegittimo, ma solo d'ora in poi

ROMA. La Consulta giudica «illegittimo» il blocco dei contratti nel pubblico impiego. Ma la pronuncia della Corte non riguarda il passato e non ha quindi effetto retroattivo. La Corte Costituzionale, si legge in una nota, in relazione alle questioni di legittimità costituzionale sollevate, «ha dichiarato, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, l’illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico, quale risultante dalle norme impugnate e da quelle che lo hanno prorogato». La Corte ha respinto le restanti censure proposte. La pronuncia viene sostanzialmente promossa dai costituzionalisti interpellati dall'Adnkronos. Una sentenza, argomentano, equilibrata, che non apre un buco di bilancio e non comporta oneri automatici per le casse dello Stato. Sono passati quasi sei anni, dall'ultimo rinnovo del contratto del pubblico impiego. Riguarda più di tre milioni di dipendenti, un numero che si è ridotto di 300mila unità dal 2002 al 2013. La sentenza della Consulta sul blocco imposto dal governo Berlusconi, nel 2010, e poi confermato da Monti, Letta e Renzi, impone di interrompere una prassi ormai consolidata.

Roma, il centrodestra apre a Marchini

ROMA. «Marchini non lo conosco abbastanza per poter dare un giudizio, sarei ingeneroso a dire sì o no. L'importante è che Marino tolga il disturbo». Così Matteo Salvini commenta all'Adnkronos le dichiarazioni di Alfio Marchini sull'ipotesi di alleanze che vadano oltre gli schieramenti di centrodestra o centrosinistra, «schema politico superato» secondo l'imprenditore prestato alla politica.

«Marino è un uomo disperato - dice Salvini commentando la bufera politica in Campidoglio dopo l'inchiesta mafia capitale - posso umanamente capirlo ma Roma non ha bisogno di umana comprensione, ha bisogno di qualcuno che la governi. Non l'ho mai vista ridotta così. E la cosa assurda è che in Consiglio comunale abbiano il tempo parlare di Olimpiadi: siamo alle barzellette».

D'accordo con Salvini, il senatore leghista Raffaele Volpi, vicepresidente di Noi con Salvini, il movimento leghista che opera da Roma in giù. «Conosco abbastanza la realtà romana e va fatta un'analisi seria, innanzitutto mandando a casa Marino. Sul nome e sulle candidature credo ci sia ancora molta strada da fare. Siamo stanchi di proposte di candidature senza programmi veri: non bastano i nomi, a Roma serve un grande e vero programma di rilancio all'altezza di una città metropolitana».

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