Mercoledì 19 Settembre 2018 - 14:03

San Giorgio a Cremano, il Pd prende tempo

SAN GIORGIO A CREMANO. Nuovo rinvio per la scelta del candidato sindaco del Pd a San Giorgio a cremano. Il vertice tenuto ieri sera, infatti, non ha sciolto i nodi di un centrosinistra che stenta a ritrovare l'unità. Sullo sfondo le primarie che si allontanano sempre di più. Le segreterie locale e provinciale del partito, infatti, hanno chiesto tempo su tutti e tre i principali problemi politici sul tavolo: l'alleanza con gli altri partiti del centrosinistra, il possibile allargamento all’Udc e un  programma politico condiviso. L'unica cosa certa è che il partito locale è fermamente deciso a scegliere il candidato in città. «Il segretario provinciale - afferma Mario Baggio, segretario cittadino del Pd - ha riconosciuto piena autonomia alla sezione cittadina nella scelta dell’alleanza elettorale e nell’individuazione del candidato sindaco». Sarebbe scongiurata, quindi, l'ipotesi di un candidato esterno.

La Camera approva le riforme, ora al Senato

ROMA. La Camera ha approvato in seconda lettura le riforme costituzionali, che ora tornano in Senato.
    357 i sì e 125 i no. Sette gli astenuti. Gli azzurri hanno votato no, pagando lo scotto di una lacerazione pesante. Da 18 verdiniani è stato firmato un documento indirizzato al leader Berlusconi che parla di dissenso. «Caro Presidente, desideriamo rappresentarTi il nostro profondo disagio e dissenso rispetto alla decisione di votare contro le riforme istituzionali all’esame della Camera». Nel testo si critica fortemente la gestione sia del gruppo della Camera che dell’intero partito. I deputati rivendicano il lavoro sulle riforme e annunciano il loro no solo per «affetto» verso il Cavaliere. «Siamo infatti convinti della bontà del percorso che era stato avviato con il cosiddetto “patto del Nazareno”, un percorso che ci aveva rimesso al centro della vita politica del Paese e che ci aveva consentito di partecipare ad un processo di riscrittura della Costituzione che per la logica fisiologia della politica non poteva che avere natura `compromissoria´. Siamo quindi convinti della bontà del lavoro fatto prima di noi dai colleghi del gruppo parlamentare del Senato, cui va la nostra solidarietà nel momento in cui ne viene messo così pesantemente in discussione l’operato, così come dal lavoro che è stato fatto in Commissione Affari Costituzionali Camera e - prima della rottura con il Partito Democratico - in Aula alla Camera. Non abbiamo votato norme mostruose né partecipato ad una svolta autoritaria del Paese, ma semmai abbiamo contributo a migliorare norme che nell’altro ramo del Parlamento il nostro gruppo aveva già approvato anche su Tua indicazione».

Caldoro: «Alle Regionali con la stessa coalizione»

MILANO. La coalizione è unita perché l'alleanza non è solo legata alla politica ma alla grande voglia di costruire programmaticamente le cose da fare, dal lavoro all'ambiente. Con il centrodestra, Udc e Ncd, abbiamo sempre avuto un percorso programmatico che ci ha tenuto insieme in questi anni. Dobbiamo rilanciarlo sulle stesse basi. Siamo convinti di aver raggiunto risultati straordinari e per il futuro c'e' tanto fare. Dobbiamo lavorare, come in questi 5 anni, per risposte concrete». Lo ha detto il governatore della Campania, Stefano Caldoro, a margine della presentazione di "Panorama d'Italia", iniziativa della rivista Panorama, a Milano. Sì, assolutamente» ha detto Caldoro ai giornalisti che gli chiedevano se verrà confermata alle a Regionali la coalizione che lo sostiene in Campania, di cui fa parte anche Ncd. «Abbiamo governato bene insieme, come un unico corpo e un'unica mente. Non abbiamo registrato mai contrapposizioni vecchia maniera - ha concluso il presidente della Campania - perché la coalizione era molto unita, legata dalla voglia di costruire cose concrete».

De Luca: «La Severino non mi tocca. Saviano? S'innamora della propria immagine»

ROMA.  Non ci sarà una modifica della legge Severino, almeno fino alle prossime amministrative. Vincenzo De Luca - alle prese con il rischio di una sospensione per la condanna per abuso d'ufficio, qualora vincesse le Regionali in Campania - è sicuro che non la faranno «parlamentari invigliacchiti e intimiditi». Anche in caso di applicazione della norma, subito dopo sarà il Tar, «senza alcun dubbio», a rimetterlo al suo posto. E nel giorno in cui riconosce «il grande coraggio» di Renzi che ha fatto svolgere comunque le Primarie in Campania «in una situazione oggettivamente difficile» risponde direttamente allo scrittore Roberto Saviano che aveva invitato a non recarsi alle urne. «È uno dei testimoni civili di questo Paese. Lo rispetto, sinceramente, e sono pronto a incontrarlo ma gli dico di stare attento a un pericolo, quello di innamorarsi della propria immagine». Intervistato da Lucia Annunziata su Rai tre, De Luca ha detto senza mezzi termini: la legge Severino «non mi fa né caldo né freddo. Se interviene la Severino, un minuto dopo interviene il Tribunale amministrativo che, come si è visto a Napoli e a Salerno reinsedia nei poteri gli eletti». Peraltro, contesta la sentenza nei suoi confronti: «Io sono l'unico al mondo condannato per reato linguistico: aver utilizzato otto anni fa l'espressione project manager anziché coordinatore di un gruppo di lavoro. Si pensa che di fronte a questa demenzialità giudiziaria, a questa idiozia, mi fermi?".

L'omaggio
di Mattarella
alle donne

ROMA. «Senza le donne, l'Italia sarebbe più povera e più ingiusta. Siete il volto prevalente della solidarietà. Il volto della coesione sociale. A voi, una società non bene organizzata affida il compito, delicato e fondamentale, di provvedere in maniera prevalente all'educazione dei figli e alla cura degli anziani e dei portatori di invalidità. Lo fate silenziosamente, a volte faticosamente». Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando al Quirinale la Giornata internazionale della Donna. «Su di voi - ha detto ancora il Capo dello Stato - grava il peso maggiore della crisi economica». In occasione della cerimonia il Capo dello Stato e il ministro dell'Istruzione hanno premiato i vincitori dell'VIII concorso nazionale "Terra è donna", bandito dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per le scuole di ogni ordine e grado. Per l'occasione l'ingresso del Quirinale è ornato da mimose e la guardia d'onore è costituita da personale femminile del Corpo forestale dello Stato.

Boldrini contro Renzi: difendo le prerogative dell'Aula

ROMA. «Ritenere opportuno vengano tenuti in considerazione i pareri delle Commissioni e si limiti all' essenziale la decretazione d' urgenza «non significa uscire dal mio perimetro istituzionale». Intervistata da Stampa e Secolo XIX, la presidente della Camera Boldrini replica alle critiche del premier Renzi: «Al contrario, difendere l'Aula - dice - è il mio primo dovere di presidente della Camera». Perché, spiega, il Parlamento è il cuore della democrazia. Boldrini rifiuta l'ipotesi che le sue parole possano essere l' affermazione di un ruolo politico di parte: «La mia realtà da presidente della Camera è già molto piena. Non facciamo voli pindarici»

Ed è sempre caos nella Lega. Il segretario Salvini dice che la questione è chiusa: non ci sarà alcun consiglio federale e per quanto riguarda il Veneto ora si parte con Zaia, essendo stato dato fin troppo tempo per pensare e risolvere le cose. Il sindaco di Verona Tosi replica annunciando che se il consiglio non torna indietro lui potrebbe dimettersi e con un 'liberi tutti' potrebbe candidarsi a governatore.

 

Cesare Battisti sarà espulso dal Brasile

BRASILIA. L' 'ex terrorista del gruppo eversivo "Proletari armati per il comunismo", condannato in Italia per omicidi commessi negli anni di piombo, sarà espulso dal Brasile, dove nel 2009 ottenne lo status di rifugiato politico. Lo riferisce il sito brasiliano 'Estadao 'sottolineando che lo ha stabilito un tribunale federale brasiliano, in risposta ad una azione del ministero Pubblico federale, secondo quanto riporta il quotidiano brasiliano 'O Globo', nella sua versione online. Battisti potrebbe essere espulso in Francia o Messico e potrà ricorrere in appello contro la sentenza. Prima di fuggire in Brasile Battisti ha abitato per diversi anni proprio in Messico e poi in Francia. Il pronunciamento della Corte federale brasiliana annulla lo status di rifugiato politico dell'ex terrorista, considerato uno straniero irregolare sul territorio del Brasile. 

Manuela Repetti lascia Forza Italia

ROMA. «Forza Italia sta vivendo una profonda crisi per diversi motivi, l'azzoppamento del nostro leader, il presidente Silvio Berlusconi, con la conseguenza di un centrodestra senza più un punto di riferimento; l'arrivo di Renzi a capo del Pd, ma con una personalità politica ricca di sfumature e difficilmente incasellabile a sinistra, riuscendo dunque ad attirare consenso anche al centrodestra; una vera e propria guerra interna a Forza Italia per la successione". Lo scrive la senatrice Emanuela Repetti in una lettera al Corsera nella quale annuncia di abbandonare Fi e spiega le ragioni di "dissenso politico nei confronti del partito". Repetti sottolinea che quello che sta succedendo "è una vera e propria distruzione, con faide interne il cui unico fine è quello di spartire l'eredità politica di Berlusconi". «La rivoluzione liberale è stata intrapresa solo in parte e per questo abbiamo perso consenso», dice e rintraccia le ragioni del "fallimento", oltre che nell'accanimento giudiziario contro Berlusconi, nei "condizionamenti degli alleati che, tuttavia, continuiamo a inseguire nonostante ci siano evidenti, abissali diversità». «È ormai difficile per me riconoscermi in una classe dirigente che di fatto oggi controlla Forza Italia» e, conclude, «ho deciso di lasciare il gruppo parlamentare di Forza Italia e di iscrivermi al Gruppo misto del Senato».

Il pacchetto scuola in Consiglio dei ministri

Il 'pacchetto scuola' approda oggi in Consiglio dei ministri, dove sarà varato un disegno di legge e non un decreto come annunciato in precedenza dal governo. "E vedremo le opposizioni", sottolinea il premier Matteo Renzi ai suoi collaboratori.

Sulla scuola, ha spiegato sempre il presidente del Consiglio al suo entourage, voglio dare un messaggio al Parlamento, riprendendo lo spirito delle dichiarazioni delle opposizioni e del presidente della Repubblica. Non faremo, dunque, subito un decreto legge. Proporremo un disegno di legge, chiedendo tempi certi al lavoro parlamentare. Se tutti saranno rispettosi e attenti, se non ci sarà ostruzionismo, allora le ragioni di urgenza saranno rispettate dal normale dibattito parlamentare. Una sfida in positivo. Sui contenuti ma anche sul metodo.

Ambienti vicini al premier raccontano anche di un riferimento alle dichiarazioni recenti di alcuni leghisti e di Renato Brunetta: basta con questa storia di noi 'dittatorelli'. Stiamo lavorando a un cambiamento radicale, ma vogliamo coinvolgere maggioranza e opposizioni.

Il fulcro del provvedimento dovrebbe essere il maxipiano assunzioni annunciato nel settembre scorso dal ministro dell'Istruzione Stefania Giannini sulle cui reali cifre regna la confusione. Il piano per stabilizzare i 'precari storici' (circa 140mila precari delle gae, graduatorie ad esaurimento) ha subito, infatti, importanti modifiche. Dovrebbero, e il condizionale è d'obbligo visto il continuo aggiornamento delle cifre, restare dentro le gae (graduatorie ad esaurimento), circa 30mila persone, quelle che "non insegnano più da anni" cui sarà data la possibilità di accedere al nuovo concorso, circa 60mila posti, nel triennio 2016-2018.

Altro nodo da sciogliere la questione paritarie. Nel decreto dovrebbe essere inserita la possibilità di una detrazione fiscale per le famiglie che affidano la formazione dei propri figli alle scuole paritarie. Questione molto delicata che pone su due fronti contrapposti coloro che richiedono l'applicazione, senza se e senza ma, del dettato costituzionale - che all'articolo 33 assegna ai privati il diritto "di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato" - e coloro che, considerando la scuola paritaria facente parte del sistema di istruzione pubblico, rivendicano finanziamenti ad hoc per consentire la libera scelta educativa delle famiglie. Gli studenti sono sul piede di guerra definendola "una vergogna indicibile". "I fondi alle scuole paritarie private - dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli studenti - oltre a essere un vero e proprio spreco, sono uno schiaffo alla dignità alla scuola pubblica e alle migliaia di studenti, insegnanti e famiglie che le frequentano. La scuola pubblica vive una situazione drammatica, massacrata dai tagli degli ultimi sei anni e pensare di equiparare sulla scala delle priorità il finanziamento delle private - tagliano corto gli studenti, che promettono battaglia nelle piazze - è offensivo "chiedendo una legge sul diritto allo studio e sostegno alle famiglie in difficoltà. Lo stesso Pd sul punto si è diviso. Una trentina di parlamentari ha infatti firmato insieme ad altri colleghi quali Rocco Buttiglione e Paola Binetti una lettera a favore.

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, presentando oggi le proposte sulla riforma della scuola, ha assicurato che "non ci sarà alcuna battaglia ideologica" sulla questione delle scuole paritarie, anche se nelle proposte è stata inserita la possibilità della detrazione fiscale della retta.

Berlusconi
a Salvini: divisi
si perde

ROMA. All'indomani della manifestazione tenuta dalla Lega a Roma, i fedelissimi di Berlusconi recapitano un messaggio chioaro a Matteon Salvini: «Solo con un centrodestra unito nel modo più ampio possibile e con una piattaforma politica condivisa, si può contendere alla sinistra renziana il governo delle Regioni», dicono in coro. I toni "duri e puri" degli esordi di Salvini ieri nela Capitale con tanti "vaffa", anche contro Angelino Alfano, vanno bene per la campagna elettorale, ma poi deve prevalere la realpolitik e senza Forza Italia difficilmente il Carroccio può farcela, sarebbe il ragionamento di Berlusconi, che parlando con i suoi in queste ore, a quanto apprende l'Adnkronos, insiste sul timore che così facendo Salvini possa solo fare un grande regalo a Renzi, consegnandogli tutti i voti dei moderati.

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