Giovedì 24 Gennaio 2019 - 8:31

La Camera respinge
la sfiducia alla Boschi, 373 no alla mozione

ROMA. L'aula della Camera ha respinto la mozione di sfiducia individuale presentata dal M5S contro il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi per la vicenda della Banca Etruria, dove il padre per qualche mese ha rivestito il ruolo di vice presidente. Il testo ha ottenuto 123 sì e 373 no. "Una campagna politica contro la mia famiglia e il governo", ha detto il ministro in aula riguardo alla mozione di sfiducia nei suoi confronti. "Ci sono stati atti che hanno favorito mia famiglia? C'è stato un favoritismo, una corsia preferenziale? Se la risposta fosse sì sarei io la prima a ritenere necessarie le mie dimissioni", ha sottolineato Boschi.

"Amo mio padre, non mi vergogno a dirlo. E' una persona perbene e sono fiera di lui", ha affermato. "Se mio padre ha sbagliato deve pagare, non ho dubbi. Nell'Italia che stiamo costruendo non c'è spazio per due pesi e due misure. Ma questo non lo giudica il tribunale dei talk show o l'opposizione che strumentalizza vita e morte delle persone", ha aggiunto.

"Sono la prima nella famiglia Boschi a essersi laureata, ricordo la gioia e la commozione di mio padre. Noi figli sappiamo cosa ha fatto per farci studiare, lui figlio di contadini che per andare a studiare faceva chilometri e 40 minuti di treno", ha detto Boschi. "Questa è la storia semplice, umile e forte della mia famiglia, non quella delle maldicenze e delle meschinità che sono state scritte", ha spiegato ancora.

"Io posseggo, o sarebbe meglio dire possedevo, 1557 azioni di banca Etruria, 1500 euro il valore iniziale. Ora valgono zero", ha detto. "E' suggestiva l'idea che io fossi proprietaria della banca Etruria, o che la mia famiglia, 5 soci su 60mila in totale, fosse proprietaria della banca - ha aggiunto il ministro -. Dire che banca Etruria è della famiglia Boschi è una cosa che poco corrisponde alla realtà dei fatti". Il ministro ha spiegato anche: "Né io né i membri della mia famiglia hanno acquistato azioni mentre io ero al governo. L'ultimo acquisto è del luglio 2013".

"Dov'è il favoritismo nell'aver fatto perdere l'incarico a mio padre? Dov'è il favoritismo nella sanzione di Banca d'Italia verso mio padre?", ha chiesto Boschi. "Io come ministro sono sempre stata dalla parte delle istituzioni, non ho mai favorito la mia famiglia o i miei amici", ha ribadito. "Non c'è conflitto di interessi, alcun favoritismo o corsia preferenziale. Chi ha sbagliato paga e pagherà. Non ho tutelato la mia famiglia, questo governo ha tutelato le istituzioni", ha aggiunto il ministro.

"Giudichino i firmatari della mozione se le informazioni che ho dato sono sufficienti a ristabilire la verità, se sono venuta meno ai mei doveri, se ho favorito la mia famiglia o tratto vantaggi", ha continuato. "Mi rendo conto che fare il ministro a 34 anni con un ruolo di responsabilità attira maldicenze e invidie. Non mi fanno paura, sento l'amicizia e l'affetto di tanti colleghi e cittadini che mi incoraggiano ad andare avanti", ha aggiunto il ministro. "Voglio sfidare i firmatari: mi si dica se sono venuta meno ai miei doveri e sarò la prima a lasciare, mi si dimostri che ho favorito qualcuno e non aspetterò l'esito del voto, mi si dica che non sono all'altezza. Ma non vi consento di mettere in discussione i miei principi, non ve lo consento".

"Se volete attaccare il governo lasciate perdere. Questo governo è attrezzato per subire attacchi e per portare a termine il cambiamento. Continueremo ad andare avanti con libertà e il coraggio di chi sa di dare all'Italia una nuova opportunità", ha detto Boschi.

Davide Crippa (M5s), illustrando in aula la mozione di sfiducia al ministro delle Riforme, ha detto che c'è "un gravissimo e palese conflitto di interessi che si districa intorno alla ministra Boschi e alla sua famiglia". Il deputato grillino ha parlato della "santa famiglia Boschi di Arezzo. Il padre, il fratello e la cognata del ministro hanno avuto rapporti con la banca. Una bella banca di famiglia".

Ripercorrendo la vicende della banche secondo tre decisioni del Cdm, la riforma delle Popolari, il salva banche e il bail-in, Crippa ha parlato di "rilevanti speculazioni finanziare" tirando in ballo, tra le altre cose, il fondo Algebris di Davide Serra.

"Lei era presente al Cdm del 10 settembre del 2015, quando fu recepita la direttiva su 'bail-in' con il salvacondotto sui dirigenti delle banche: stiamo parlando di un salvacondotto per il babbo? Sembra proprio così", ha detto Crippa. Secondo l'esponente del M5S, "i fatti gettano una pesante ombra sulla sua figura di ministro e sulla funzione istituzionale con riguardo alla cura degli interessi pubblici, al principio di assoluta imparzialità, alla tutela costituzionale e non del suo guadagno personale. Sarebbe onesto che lei facesse un bel passo indietro".

Banche, Renzi lancia Cantone: «Vorrei l'Anac a gestire gli arbitrati»

ROMA. Sulla questione banche c'è la volontà di massima trasparenza e chiarezza e, se possibile, vorrei che gli arbitrati siano gestiti dall'Anac di Raffaele Cantone, un autorità terza, autorevole, per la massima trasparenza". Lo ha detto Matteo Renzi al Tg5. "Le critiche al governo sono incomprensibili", ha rimarcato ancora il premier. "Il governo ha salvato un milione di correntisti, poi le regole che ci sono hanno impedito di intervenire su azionisti e obbligazionisti - ha spiegato il premier - Ma meno male che abbiamo fatto un decreto che ha salvato la gente. Nelle prossime ore faremo tutto il possibile perché chi è stato truffato possa riavere i soldi, faremo gli arbitrati. Ma meno male che il governo ha fatto il decreto".

 
Dunque, alla fine, si torna a Cantone. Il presidente dell'Anac è l'uomo del governo per la trasparenza, la legalità e, soprattutto, la credibilità. Per questo, scartata l'ipotesi Consob per evidenti ragioni di opportunità, spetterà al magistrato la 'supervisione' sugli arbitrati con i risparmiatori colpiti dagli effetti del decreto 'salva banche'. La scelta è caduta su un giudice terzo rispetto alle altre due autorità coinvolte Bankitalia e Consob, e, soprattutto, un giudice che per definizione ha la patente di arbitro imparziale.

 

 

Banca d'Italia, che vigila sugli istituti di credito e sulla stabilità del sistema, ha un ruolo chiave nell'intera operazione di risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, essendo al suo interno istituita l'Autorità di risoluzione . Via Nazionale ha indicato alla presidenza delle nuove 4 banche Roberto Nicastro e partecipato, come previsto dalla direttiva Ue, a tutte le fasi di lavoro precedenti e successive al decreto approvato dal Cdm e poi confluito nell'emendamento alla legge di stabilità che ha istituito il fondo da 100 mln per i rimborsi.

Consob, che controlla trasparenza e correttezza delle comunicazioni al mercato, era stata indicata in un primo momento come candidata principale a vestire i panni dell'arbitro. Poi lo stesso Renzi ha valutato che non fosse la soluzione migliore, perché sarebbe stato incoerente che 'un player' della vicenda che ha portato al salvataggio delle banche si ergesse a 'giudice' per dirimere controversie. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, comunque, è intervenuto per chiarire la posizione ufficiale del Governo: "Le istituzioni sono solide e forti, il governo ha piena fiducia in Banca d'Italia e in Consob".

Crac banche, Renzi si difende: «Nessun favore»

ROMA. "Nessun favoritismo il nostro non è più il governo delle leggi ad personam. Il conflitto di interessi che si attribuisce al ministro Boschi è del tutto falso. Su questo tema noi non accettiamo lezioni di trasparenza da nessuno". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi in diretta su Rtl 102.5.

"Se c'e' un conflitto di interessi, allora io dico è bene che il ministro Boschi si dimetta. Se non c'e', e' evidente che la mozione sara' respinta. Ripeto: se c'e' conflitto interessi lo dimostrino, la realtà dice il contrario", sottolinea ai microfoni delal radio, commentando l'offensiva delle opposizioni nei confronti del ministro delle Riforma per la vicenda della Banca Etruria.

Legge stabilità: ecco tutte le novità

ROMA. Pacchetto sicurezza-cultura da 2,6 miliardi di euro, con 500 euro per i giovani e 960 per le forze dell'ordine; misure per il salvataggio di quattro banche e fondo per i risparmiatori da 100 milioni di euro; più tasse sui giochi e meno pubblicità; incentivi ad hoc per le imprese del mezzogiorno; anticipo al 2016 della no tax area a 8.000 euro per gli over75 e cancellazione degli effetti negativi legati ai conguagli; sanatoria degli errori fatti dai contribuenti, con il 730 precompilato. Cambia così la legge di stabilità 2016, dopo le modifiche approvate dalla commissione Bilancio della Camera.

Per terminare le votazioni, e dare il mandato ai relatori, la seduta prosegue da oltre 30 ore, con un'interruzione obbligata, per votare i 3 magistrati della Corte costituzionale. Da domani la manovra è attesa in aula, che dovrebbe approvarla con voto di fiducia entro il fine settimana, per poi trasferire il testo al Senato, che dovrà dare il via libera definitivo.

Governo e relatori hanno presentato, a più riprese, pacchetti di emendamenti sui capitoli attesi ma anche su temi nuovi (l'ultimo è arrivato questa poco fa, sulle assunzioni di medici e infermieri); numerose proposte in un secondo tempo sono state ritirate o dichiarate inammissibili, creando non poca confusione nel corso delle votazioni.

SICUREZZA: Bonus da 80 euro al mese per le forze dell'ordine, per un totale di 960 euro nel 2016. Le risorse vengono distribuite su diversi fronti: viene istituito un fondo di 250 milioni, presso il ministero della Difesa, per sostenere interventi straordinari per la sicurezza; 16 milioni vanno al finanziamento dell'Istituto nazionale di fisica nucleare e per i piccoli satelliti; mentre 500 milioni vanno al fondo per l'attuazione del programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie.

CULTURA: Card di 500 euro per i giovani, da utilizzare nel 2016 per teatri, cinema e libri. I contribuenti potranno destinare il due per mille dal reddito a un'associazione culturale. Inoltre a partire dal 2016, per gli studenti di conservatori, gli studenti avranno diritto a un bonus di 1.000 euro per l'acquisto di strumenti musicali.

DEFICIT: Per coprire le spese del pacchetto sicurezza-cultura è previsto l'aumento dell'indebitamento al 2,4% del pil. Le misure previste hanno effetti complessivi di maggiore spesa nel 2016 sul saldo netto da finanziare pari a circa 2,6 miliardi e pari a circa 3,1 miliardi sui saldi di fabbisogno e di indebitamento netto.

MEZZOGIORNO: Credito d'imposta modulato, per quattro anni, e decontribuzione per le nuove assunzioni vincolata ad eventuali fondi pac 2007-2013 non utilizzati. Il bonus sarà del 20% per le piccole imprese (con tetto per gli investimenti di 1,5 mln), del 15% per le medie (con tetto di d mln) e del 10% per le grandi (con tetto di 15 mln).

PENSIONI: Si anticipa al 2016 l'incremento della no tax area per i pensionati. In particolare, per gli over 75, l'esenzione fiscale sale a 8.000 euro. Vengono inoltre sterilizzati i possibili effetti della deflazione sull'adeguamento delle pensioni al costo della vita, chiarendo che gli assegni non saranno comunque ridotti. E non saranno applicati i conguagli della perequazione relativi al 2014, evitando così effetti negativi sulle pensioni più basse.

SALVA BANCHE: Vengono costituiti quattro enti ponte degli istituti di credito di: cassa di risparmio di Ferrara, banca della Marche, banca popolare dell'Etruria e del Lazio, cassa di risparmio di Chieti. Per risarcire, almeno in parte i clienti, che hanno perso i risparmi perchè investiti in obbligazioni secondarie, viene istituito un fondo interbancario di tutela dei depositi con una dotazione massima fino a 100 milioni di euro.

CASA IN LEASING: Arriva il leasing per le case. Le banche potranno finanziare l'acquisto o la realizzazione dell'abitazione principale, che alla fine del pagamento potrà essere riscattata o lasciata all'istituto di credito.

730 PRECOMPILATO: Chi ha sbagliato il 730 precompilato, solo per quest'anno‎, non sarà punito. La sanatoria interessa esclusivamente gli errori contenuti nella dichiarazione dei redditi 2015.

ADDIO PAESI BLACK LIST: Addio all'elenco dei paesi della Black list. L'intervento "è complementare e coerente con la nuova disciplina in materia di fiscalità internazionale" che prevede norme per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese.

OPZIONE DONNA: La proroga di 'opzione donna', dopo il 31 dicembre 2015, sarà possibile se dal monitoraggio sull'utilizzo della misura emergeranno risparmi di spesa.

IRES BANCHE: Viene cancellato il taglio ires di 3,5 punti percentuali, che scatterà dal 2017. Gli istituti di credito saranno sottoposti a un'imposta del 27,5% e in cambio, per 'recuperare' il mancato vantaggio fiscale rispetto alle altre attività, avranno un incremento della deducibilità degli interessi passivi che passerà dal 96% al 100%.

SPIAGGE: Slitta al 30 settembre 2016 il termine entro cui procedere al riordino della disciplina dei canoni demaniali marittimi. Di conseguenza i contenziosi pendenti sono sospesi.

MONETA ELETTRONICA: Utilizzo della moneta elettronica anche per i piccoli pagamenti, sotto i 5 euro, come il giornale. Il tetto per i costi delle operazioni di pagamento tramite Pos non potranno superare i 7 millesimi di euro a transazione. Per agevolare ulteriormente l'utilizzo della moneta elettronica, inoltre, viene eliminata la possibilità, da parte dei commercianti, di rifiutare pagamenti con bancomat e carta di credito per importi al di sotto dei 30 euro. La norma non sarà applicata "nei casi di oggettiva impossibilità tecnica".

DELIBERE COMUNI: Stop alla sanatoria, che consentiva ai comuni ritardatari di applicare le delibere con le variazioni di Imu e Tasi relativi al 2015. Viene così cancellata la norma inserita nel passaggio parlamentare della manovra al Senato.

BARCHE: Addio alla tassa di possesso sulle imbarcazioni. La gabella era stata introdotta dal governo Monti, e prevedeva il versamento di un tributo in proporzione alle dimensioni dello scafo.

CAMPER: Gli incentivi per sostituire le case a quattro ruote inquinanti (fino a euro 2), con nuovi mezzi arrivano fino a 8.000 euro.

SICILIA: La regione avrà 900 milioni ‎nel 2016, per adeguare l'ente alle modifiche intervenute nella legislazione tributaria. Le maggiori risorse vengono stanziate ''alla luce dell'adempimento nel 2015 da parte della regione degli imegni in materia di contenimento delle spese e a condizione di un aggiornamento dell'intesa Stato-regione siciliana in materia di contenimento della spesa 2016".

REGIONI: Aumenta di 600 milioni il contributo per la riduzione del debito delle regioni a statuto ordinario. Le risorse attribuite agli enti nel 2016 passano da 1,3 miliardi a 1,9 mld.

GIOCHI: Aumento del preu sulle awp sale del 2,5%, che arriva al 17,5%; mentre ‎il payout passa dal 74% al 70%. La pubblicità potrà essere ‎trasmessa dalle 22.00 alle 7.00 sia in tv e radio.

SISMA 2012: Vengono concessi ulteriori finanziamenti ai territori colpiti dal sisma in Lombardia, Veneto ed Emilia del 2012 e istituite zone franche nei centri storici di alcuni comuni della Lombardia. Vengono estese le norme che riguardano il settore agricolo e aumentate le risorse per la messa in sicurezza delle strutture.

AUTOTRASPORTO: Stop alle agevolazioni sulle accise per i vecchi veicoli utilizzati nell'autotrasporto (fino a euro 2).

PROVINCE: Gli enti potranno rinegoziare i mutui, per il prossimo anno, ed i possibili risparmi potranno essere utilizzati i risparmi di rata, "nonche' quelli provenienti dal riacquisto dei titoli obbligazionari emessi senza vincoli di destinazione".

CINEMA: Arrivano nuove agevolazioni fiscali per il settore del cinema, e in particolare le produzione cinematografica. In particolare si dà la possibilità di modulare le aliquote del tax credit interno produzione, tax credit esterno produzione e tax credit distribuzione. Sarà quindi possibile delineare diversi mix tra le misure di incentivazione e le relative aliquote.

Terrorismo, Renzi: «L'Italia non si chiude
in casa»

ROMA. "È importante che l'Italia si faccia sentire, ma accanto alla risposta diplomatica e militare serve una risposta che tenga insieme cultura, valori e sport. Per ogni centesimo investito in sicurezza serve un investimento in cultura ed educazione. E serve la tutela dei nostri valori anche nelle nostre periferie. Lo sport è il più straordinario veicolo di socialità". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione della cerimonia del Coni di consegna dei Collari d'oro agli atleti italiani.

Il premier ha sottolineato che "L'Italia non vuole rassegnarsi a chiudersi in casa per la paura" ma comunque il governo è all'opera per fronteggiare l'emergenza e per questo si è scusato per il leggero ritardo con cui è arrivato alla cerimonia: "Avevamo una riunione abbastanza importante, di quelle fisse che abbiamo con le massime autorità rispetto alla questione libica e alla sicurezza in Iraq".

Banche, Padoan: «Boschi ne uscirà alla grande»

ROMA. "La ministra Boschi uscirà alla grande dalla questione, perché non c'è nulla da nascondere". Lo ha affermato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ai microfoni di Radio anch'io su Radio Uno, riferendosi alla vicenda della Banca Etruria. "Non so se il governo sarà indebolito - ha risposto - ma sta facendo tutto quello che è nelle sue possibilità per salvare un milione di clienti, miliardi di depositi, per rimettere in carreggiata quattro banche e salvare 6.000 posti di lavoro". "Il sistema delle banche è forte e solido" ha ribadito Padoan.

 
"Presto per parlare di soglie, non bisogna dare numeri" - "Noi ci preoccuperemo di salvaguardare soprattutto le persone più deboli sia da un punto di vista della oggettiva conoscenza del rischio cui andavano incontro e sia da un punto di vista patrimoniale" comunque, "è ancora presto per parlare di soglie", ha detto Padoan. "E' una questione complessa - ha continuato - bisogna, tra l'altro, mettere in moto un meccanismo di tipo arbitrale, cosa che faremo. Quindi vorrei pregare di non dare numeri" si è raccomandato. "L'unico numero su cui adesso siamo sicuri è che ci sono 100 milioni di finanziamento che vengono dal sistema bancario per questo strumento" ha precisato. "L'elemento risarcitorio - ha spiegato il ministro - ha a che fare con un'eventuale colpa da parte di chi ha indotto ad investire persone fisiche, imprese individuali, investimenti che non corrispondevano al cosiddetto profilo di rischio, erano investimenti con rendimento elevato quando sono stati collocati a cui corrispondeva un rischio elevato. Nel frattempo sono cambiate le regole europee e questo rischio è diventato più acceso".

Banca Etruria, Boschi: «Mozione di sfiducia? Vedremo chi ha la maggioranza»

ROMA. "La mozione di sfiducia? Ne parlerò in aula a tempo debito". Lo ha detto all'Adnkronos il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi commentando l'annunciata presentazione di tre diverse mozioni di sfiducia per la vicenda della Banca Etruria. "Discuteremo in aula, la voteremo e poi vedremo chi ha la maggioranza". ha aggiunto Boschi.

 
In un post dei gruppi M5S di Camera e Senato, pubblicato oggi sul blog di Beppe Grillo, si legge: "Il conflitto di interessi del ministro Boschi è inaccettabile. Il governo deve fare gli interessi di tutti i cittadini non dei parenti e degli amici di premier e ministri. Il M5S presenterà a breve una mozione di sfiducia. Fai sentire la tua voce: #SfiduciamoLaBoschi!".

"Non c'è stata imparzialità nell'azione di governo. Non c'è stata politica nell'interesse dei cittadini ma solo per parenti e amici. È ora di dire basta. La Boschi deve andare a casa e per questo il M5S presenterà una mozione di sfiducia in Parlamento. Vedremo se gli altri partiti apparentemente scandalizzati ci metteranno la faccia e la voteranno", conclude la nota dei gruppi M5S.

Leopolda, ovazione per la Boschi. Ma i grillini chiedono le dimissioni

FIRENZE. "Purtroppo tutti i problemi che ci sono stati in questi giorni, in queste ore hanno ottenuto un po' l'effetto di non farci più parlare della legge di Stabilità. Invece dobbiamo essere orgogliosi del lavoro che stiamo facendo". Lo ha affermato la ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, parlando alla Leopolda. "Tornare alla Leopolda è tornare a casa, vi voglio bene oggi ancora di più e in modo particolare".

L'esponente dell'esecutivo ha poi voluto replicare a chi ha sottolineato la sua assenza di ieri sera: "Ero semplicemente a fare il mio lavoro, stiamo discutendo la legge di Stabilità che è una bella battaglia in Parlamento e il ministro per i Rapporti con il Parlamento sta lì. Ero lì a Roma fino a due ore fa e ci ritornerò domani, quando finirà la Leopolda, a raggiungere i miei colleghi che anche in queste ore stanno continuando a lavorare".

Parlando della legge elettorale, Boschi ha sottolineato: "L’Italicum è una buona legge, perché dà la certezza del vincitore consegnandola nelle mani dei cittadini e dopo cinque anni saranno i cittadini a decidere” se coloro che hanno governato "meritano ancora fiducia o se bisogna cambiare". "Non vedo pericoli per la nostra democrazia -ha aggiunto- perché sono i cittadini a scegliere, perché c’è una legge che funziona bene, perché c’è una Costituzione che garantisce tutti noi".

Pungente il commento il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che parlando ai militanti in un incontro a Torino ha chiesto: "Pensate se al posto della Boschi ci fosse stato un ministro della Lega: che fine avrebbe fatto? I giornali cosa ne avrebbero scritto?". "Poi c'è l'altro fenomeno del ministro dell'Economia - ha detto Salvini - che parla di 'aiuti umanitari'...a 130mila derubati?! Ci manca che gli diano i 35 euro al giorno. Gli italiani non reagiscono neanche con il badile, ma tanta gente finalmente si sta svegliando".

Il crack delle quattro banche, tra cui l'Etruria ai cui vertici per un periodo sedette anche il padre della ministra Maria Elena Boschi, investe la titolare del dicastero delle Riforme, con le polemiche che si accendono dopo la presa di posizione di Roberto Saviano che ne ha chiesto le dimissioni. Fanno quadrato il Pd in tutte le sue componenti e la maggioranza di governo, mentre il M5S chiede un passo indietro dell'esponente dell'esecutivo.

"Il ragionamento di Saviano e' giusto e condivisibile ma le sue conclusioni sulla Boschi sono esagerate", afferma Pier Luigi Bersani. "Sottoscrivo quanto detto da Bersani", fa eco il vicesegretario Dem Lorenzo Guerini. "Il governo è impegnato a trovare le forme per venire incontro alle difficoltà delle famiglie coinvolte. Non c'è nessuna ombra sulla Boschi, lo trovo un dibattito sbagliato inutile".

E anche i colleghi di governo della ministra si schierano al suo fianco: "Sono convinto che sul tema del salvabanche si stia esagerando. Si vuole individuare Maria Elena Boschi come capro espiatorio di una vicenda drammatica, che ha coinvolto tanti risparmiatori, e nella quale il governo, di cui il ministro Boschi fa parte, si è schierato dalla parte dei risparmiatori", puntualizza il ministro dell'Interno e presidente del Nuovo centrodestra Angelino Alfano. "Non riesco a capire dove sia il conflitto di interessi, perché quello che ha fatto il governo è stato salvare 4 banche. Non le dirigenze, ma coloro che ci lavorano e tutti i correntisti", ricorda la ministra della Difesa Roberta Pinotti. Sulla stessa lunghezza d'onda il titolare del dicastero ai Beni culturali, Dario Franceschini: Boschi è "una persona rigorosa e trasparente. Il conflitto di interessi è una cosa precisa, quindi mi sembra assolutamente fuori luogo associare l'autorevolezza acquisita in altri campi per emettere sentenze senza fondamento. Non c'è nessun conflitto di interessi".

Di parere diametralmente opposto l'opposizione: "Il ministro Boschi deve dimettersi e il Paese ha diritto di sapere se le misure del governo su Banca Etruria abbiano favorito suoi parenti", tuona dal Movimento 5 stelle Alessandro Di Battista. "In queste banche avevano ruoli importanti, anche apicali, persone vicine a esponenti del centrosinistra, addirittura parenti stretti di esponenti del governo, per cui non si può fingere che questo esecutivo non abbia un rapporto particolare con queste quattro banche", aggiunge il leghista Roberto Calderoli. "Al di là dei conflitti di interesse della Boschi, che sono evidenti, Renzi appare inadeguato di fronte alle emergenze", chiosa da Forza Italia Maurizio Gasparri.

Lettieri: i napoletani sanno scempi del sindaco

NAPOLI. "Nichi Vendola viene a Napoli a snocciolare le sue 'perle di saggezza' e beatifica de Magistris, ma non posso fare a meno di chiedermi cosa ne sappia davvero. I napoletani invece sanno, conoscono gli scempi compiuti in questi 5 anni dall'attuale sindaco e sono stanchi di essere stritolati dalle beghe interne di una parte politica, che non ha nulla di nuovo da offrire". Lo dichiara Gianni Lettieri, capo dell'opposizione in Consiglio comunale di Napoli e candidato sindaco. "I cittadini ricordano i 24 assessori cambiati, la giunta dell'illegalità con il record di indagati e condannati compreso il sindaco e il fratello, l'immobilismo di una amministrazione incapace di governare. Il Mezzogiorno soffre, la Campania soffre, Napoli soffre e per riparare a tutti gli errori compiuti da de Magistris serve lavoro, dedizione e abnegazione. Impegno che già sto mettendo in campo con tutte le mie forze. Basta con gli slogan - conclude Lettieri - i cittadini hanno bisogno di fatti e non di promesse a vuoto".

Vendola: rispetto Bassolino, ma sosteniamo Luigi de Magistris

NAPOLI. "Rispetto" per Bassolino ma "noi sosteniamo de Magistris". Così Nichi Vendola, a Napoli per un'iniziativa di Sinistra Italiana. "Bisogna parlare con molto rispetto di Bassolino - ha detto Vendola - quando è diventato sindaco di Napoli è stata un'esperienza straordinaria di una stagione irripetibile. Noi sosteniamo de Magistris perché al Comune è un punto di riferimento di alternativa alla Campania dei cosentiniani, delle camorre, della monnezza". "Con de Magistris - ha aggiunto Vendola - si è posto il problema della risposta alla crisi sociale. Naturalmente Napoli non è solo un problema di Napoli, il Mezzogiorno da 20 anni è occultato, smarrito oggetto perduto della politica".

"Oggi alcuni vogliono proporre per il 2016 un nuovo recinto di centrosinistra. Noi siamo contro i recinti, il filo spinato e le mura, vogliamo aprire partendo sicuramente da sinistra ma guardando molto oltre, parlando a tutto il popolo". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, a un'iniziativa organizzata in città da Sinistra Italiana. "Quella del 2011 - ricorda de Magistris - fu un'esperienza che mise assieme diversi sindaci con storie completamente diverse, perché Pisapia, Zedda e altri, con i quali ho un ottimo rapporto, sono stati eletti nell'ambito del centrosinistra. Napoli fu un esperienza completamente autonoma, sicuramente la più a sinistra di tutte queste e con la maggiore capacita di connettersi con una mobilitazione popolare senza precedenti".

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