Mercoledì 21 Novembre 2018 - 12:02

Pd, la cena a 4 si farà

La cena a quattro tra big del Pd a casa Calenda si farà. La conferma arriva, ancora una volta via Twitter, dall'artefice dell'invito il quale conferma che Matteo Renzi, Marco Minniti e Paolo Gentiloni hanno quindi accettato di sedersi a un tavolo tutti insieme per cercare di risolvere la crisi del partito e studiare le prossime mosse. "Ma la data è stata spostata, e per evitare l’ennesimo tormentone sul PD rimane riservata - scrive su Twitter l'ex ministro dello Sviluppo economico - Sono molto contento è un gesto di responsabilità di tutti i partecipanti. Bene così. Ottima notizia".

L'invito di Calenda è arrivato dopo le polemiche degli ultimi giorni e la proposta choc di Matteo Orfini di sciogliere e rifondare il Pd. "Il congresso si farà” ha replicato secco Maurizio Martina annunciando che il prossimo gennaio intanto ci saranno le primarie. "Più che discutere di rinvii del congresso noi dobbiamo lavorare. Altro che scioglimento del Pd, altro che rinvio del congresso, dobbiamo fare tutti insieme un passo in avanti per costruire il nostro futuro nel segno della giustizia sociale e della solidarietà", ha affermato il segretario del Pd da Genova. "Il nostro percorso che è già avviato - ha aggiunto Martina - vedrà nei prossimi passi la manifestazione del 30 settembre in piazza del Popolo a Roma, a fine ottobre il forum per l'Italia a Milano e le primarie il prossimo gennaio".

A pensare che la proposta di Orfini sia folle è il deputato Pd Francesco Boccia il quale in un'intervista a Radio Radicale dice: "Non esiste che il Pd si sciolga e che, a proporlo, sia addirittura un gruppo dirigente scaduto, deligittimato e protagonista di questo fallimento. Siamo tutti responsabili di questa condizione e nessuno di noi può pensare di proporre una soluzione così. Pensare di sciogliere il partito e fondarne un altro è semplicemente folle. Il Pd non ha proprietari, non è una S.p.a.". "Serve un congresso vero, che ci faccia riconnettere alla realtà e apra le porte, poi, a quelle forze civiche e politiche che vogliono ricostruire un grande centrosinistra", ha aggiunto Boccia.

Di Maio avverte: «M5S non voterà condoni»

"Il  Movimento 5 Stelle non è disponibile a votare nessun condono. Se stiamo parlando di pace fiscale, di saldo e stralcio siamo d'accordo, ma se parliamo di condoni non siamo d'accordo". Così il vice premier Luigi Di Maio, a proposito dell'ipotesi di un 'condono fiscale' fino a un milione di euro. "Abbiamo già visto per anni - aggiunge a margine di una visita al Micam - i Governi Renzi fare scudi fiscali che hanno creato solamente deterrenti a comportarsi bene e hanno fatto sempre pensare che in questo Paese una via d'uscita all'evasione ci potesse essere".

LEGGE DI BILANCIO - Per quanto riguarda la legge di bilancio, attualmente sotto la lente del governo, i prossimi giorni saranno "decisivi e importanti", dice il vicepremier, ma "non di scontro", perché "ognuno in questo Governo ha tanta voglia di fare bene". Interpellato sulla possibilità o meno che ci sia il reddito di cittadinanza, invece Di Maio chiarisce: "Qui bisogna mantenere le promesse, altrimenti è inutile che stiamo al governo. Abbiamo priorità, e non solo il reddito di cittadinanza. Ci sono temi importanti che abbiamo portato avanti per una vita e che bisogna affrontare come ad esempio il taglio agli sprechi".

Secondo il ministro, "questa deve essere una legge di bilancio che vede il Governo con in mano un paio di forbici a tagliare tutto quello che non serve. L'ho promesso agli imprenditori e ai cittadini. Non ci dovranno essere più sprechi in questo Paese: non abbiamo interessi loschi in questa legge di bilancio. Sarà la prima legge di bilancio che metterà al centro i cittadini e che lascerà un po' a casa quei personaggi che hanno mangiato sulla pelle degli italiani e sulle loro tasche", aggiunge.

PENSIONI - Sulle pensioni "dev'essere chiaro che vogliamo mantenere ogni promessa", compresa quella sulla pensione di cittadinanza, precisa il ministro del Lavoro. E di Alberto Brambilla, esperto di previdenza vicino alla Lega, che ha bocciato in un'intervista le pensioni minime, dice: "Parla a titolo personale". Secondo Di Maio, "superare la Fornero significa svecchiare la pubblica amministrazione mettendo nuove energie nella macchina della Pa. Quindi la riforma delle Pensioni è al centro", conclude.

PONTE DI GENOVA - In merito al commissario per la ricostruzione del Ponte di Genova, invece, "stiamo lavorando, non stiamo litigando", assicura Di Maio, "ci serve una persona preparata e onesta - continua - perché questa persona agirà in deroga su tante cose quindi per quanto mi riguarda dovremo trovare una persona preparata".

Regeni, Fico in Egitto: «Adesso servono i fatti»

Al Sisi "mi ha assicurato che è una priorità per l'Egitto fare luce" sulla vicenda di Giulio Regeni, "però allo stesso tempo io sono stato molto chiaro nel dire che adesso servono i fatti, serve una soluzione". Lo ha detto al Cairo il presidente della Camera, Roberto Fico, al termine dell'incontro con il presidente egiziano Al Sisi sul ricercatore italiano ucciso in Egitto nel 2016.

"C'è stato solo un punto all'ordine del giorno nel mio colloquio con il presidente Al Sisi", ovvero "la questione di Giulio Regeni. Sono venuto qui perché siamo a un punto di stallo", ha spiegato il presidente della Camera. Ad Al Sisi "ho detto che Giulio Regeni è come se fosse morto per la seconda volta perché ci sono stati dei depistaggi", ha aggiunto Fico, augurandosi che vengano trovate soluzioni immediate e che inizi un vero processo". "Ho ricordato al presidente che Giulio Regeni è un ricercatore italiano che è stato sequestrato, torturato e ucciso. Ed è stato torturato per 7 giorni: ho detto al presidente - ha sottolineato Fico - che non è stato certo torturato da cittadini comuni perché c'è stata una sofisticazione nelle torture che non appartiene a cittadini comuni".

"Dopo due anni e mezzo dobbiamo arrivare a un processo - ha ribadito la terza carica dello Stato - senza questo passo in avanti - ha rimarcato - è chiaro che anche i rapporti tra i Parlamenti sono molto complicati. Senza passi avanti seri e sostanziali in un processo in cui si arrivi a una verità definitiva per prendere gli uccisori di Regeni e il sistema che si muoveva dietro gli esecutori materiali, i rapporti sono sempre complicati, poco sereni, tesi".

"Io fascista? Lui ignorante", Salvini replica ad Asselborn

Jean Asselborn? "E' un ignorante". Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ha definito il ministro degli esteri lussemburghese, che oggi è tornato ad attaccarlo, definendolo "un fascista che usa toni da anni Trenta". "E' un ignorante - ha detto, intervistato da Barbara D'Urso a Domenica Live - Io mi arrabbio ogni volte che persone come queste paragonano l'emigrazione dei nostri nonni, dei nostri bisnonni, che andavano a lavorare nelle miniere, in giro per il mondo, ai clandestini che fanno casino, spacciano, rubano...". "E' ignorante, nel senso che ignora", ha aggiunto Salvini, riferendosi al battibecco di due giorni fa a Vienna con il ministro degli Esteri lussemburghese e poi alle nuove accuse di oggi. "Continua a dimostrarsi ignorante - ha accusato ancora - Quando qualcuno non ha argomenti, dice che sono fascista, razzista, nazista, populista".  Matteo Salvini "usa metodi e toni dei fascisti degli anni '30" aveva detto il ministro degli Esteri lussemburghese, Jean Asselborn, tornando sulla lite avvenuta con il mistro dell'interno italiano a Vienna. Lo scontro, sul tema dell'immigrazione, è stato documentato da un video. "E' stata una provocazione calcolata", dice Asselborn nelle dichiarazioni riportate dall'edizione online del magazine tedesco Der Spiegel. Secondo il ministro lussemburghese, lo staff di Salvini "riprende sistematicamente ogni cosa" e se bisogna fare i conti con la presenza di telecamere che filmano all'insaputa di altri interlocutori, "allora non ci può più essere una discussione trasparente". Asselborn, in sostanza, non sarebbe stato informato sulla presenza di una persona incaricata di documentare il dibattito con un video. Der Spiegel riferisce che un portavoce del governo austriaco, interpellato sull'argomento, ha dichiarato che i padroni di casa "non erano al corrente di una registrazione". L'eventuale presenza di una telecamera, però, non rappresenterebbe un problema per Vienna: in un meeting informale tra ministri, secondo il portavoce, "non ci sono le regole dell'Unione Europea".

Orfini: «Sciogliamo il Pd e rifondiamolo»

ROMA. "Stracciamo lo statuto del Pd, sciogliamolo e rifondiamolo. Non serve cambiare nome". Lo ha detto Matteo Orfini, presidente del Pd, in diretta streaming alla sesta festa di Left Wing in corso alla 'Città dell'altra economia' di Roma.

"Mettiamo insieme un pezzo di Paese che non condivide le politiche di questo governo: dobbiamo costruire una risposta dopo la sconfitta che sia all'altezza della sfida. Il partito com'è oggi non funziona. Mi rivolgo a tutti, basta questa distinzione con la società civile, decidiamo insieme la linea politica e la leadership", conclude Orfini.

Legittima difesa, Salvini contro l'Anm

Matteo Salvini contro l'Anm. "Il sindacato dei magistrati (Anm) oggi ha attaccato le proposte di legge della Lega sulla legittima difesa perché inutili e rischiose. Invasione di campo? Tutto normale? Io tiro dritto, la difesa è sempre legittima", scrive il ministro dell'Interno e vicepremier in un post su Facebook. La replica di Salvini arriva dopo l'intervento al comitato direttivo centrale del presidente dell'Anm Francesco Minisci. Non serve una nuova legge sulla legittima difesa, ha sottolineato Minisci. Del ddl all'esame del Parlamento "non avevamo bisogno" e anzi "può essere molto rischioso", ha aggiunto esprimendo anche "allarme per una eventuale 'liberalizzazione' della vendita di armi".

"La legge regolamenta già in maniera adeguata tutte le ipotesi di legittima difesa. Nel 2006 - ha ricordato Minisci - sono stati già attuati alcuni interventi di modifica prevedendo ipotesi particolari nel caso di legittima difesa all'interno del domicilio. Non vediamo quali possano essere gli ulteriori interventi. Si vuole eliminare il principio di proporzionalità. Questo però è un principio cardine dal quale non possiamo prescindere", ha ammonito.

Uno degli 8 disegni di legge presentati sulla materia "se approvato, rischierebbe addirittura di legittimare reati gravissimi, fino all'omicidio. Non si può prescindere dal principio della proporzionalità fra offesa e difesa e dalla valutazione, caso per caso, del giudice - ha spiegato - se un soggetto minaccia di schiaffeggiarmi o di sottrarmi un bene, io non posso reagire sparandogli; se, da fuori casa, vedo un tizio che si arrampica sul mio balcone, non posso essere autorizzato a sparargli".

Mattarella: «Libertà di stampa fondamento della democrazia»

«L’incondizionata libertà di stampa costituisce elemento portante e fondamentale della democrazia e non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalismo». Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un passaggio del messaggio inviato all'amministratore delegato della Società Editrice Sud Spa, Pasquale Morgante.

«Una stampa credibile, sgombra da condizionamenti di poteri pubblici e privati, società editrici capaci di sostenere lo sforzo dell'innovazione e dell'allargamento della fruizione dei contenuti giornalistici attraverso i nuovi mezzi, sono strumenti importanti - sottolinea - a tutela della democrazia. Questa consapevolezza deve saper guidare l'azione delle istituzioni».

Gaffe Toninelli su Instagram, è polemica

Nuovo scivolone del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, dopo le polemiche per la foto con sorriso dallo studio di "Porta a Porta" con il plastico del Ponte Morandi tra le mani. Stavolta, ad accendere il dibattito, dando il via ai commenti al vetriolo in Rete, una foto che lo ritrae su Instagram al fianco dei suoi bambini con un nuovo taglio di capelli e il barbiere che fa capolino alle sue spalle. "Ho revocato la revoca della concessione al mio barbiere" aveva inizialmente scritto il ministro nella didascalia che accompagnava lo scatto - didascalia poi prontamente rimossa - con un riferimento ironico al tema delle concessioni autostradali, diventato centrale dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.

CRITICHE - Le parole di Toninelli hanno incassato subito commenti di aperta critica da parte dei follower: "Meno male che ti diverti almeno tu... scherza... scherza" aveva postato, tra gli altri, un utente. E così Toninelli ha provveduto a sostituire la didascalia della discordia: "Assieme ai miei piccoli - si legge ora - Un momento di relax in mezzo a tanti impegni e tante sfide. Almeno con i capelli sono riuscito a darci un taglio". Ma la rettifica non basta a placare le polemiche. "Fate pena... se hai le palle rimetti la didascalia di prima" si legge in uno dei tanti commenti piccati che appare ora sul profilo Instagram del ministro.

Salvini: «Primi nei sondaggi? Non li guardo»

"Non guardo i sondaggi, non vivo a pane e sondaggi. Sono contento dell’affetto che gli italiani ci stanno dimostrando, più mi indagano e più mi attaccano e più mi danno forza". Lo afferma il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, a margine dell'evento ‘Piccolo festival dell’essenziale’ a Milano.

"Non mi ritengo un uomo forte, ma questa è l'immagine. Sono tutt'altro che l'uomo forte che qualcuno paventa, anzi mi piacerebbe esserlo. Da sempre dentro il partito mi accusano di essere troppo buono. In politica un po' di sana cattiveria positiva serve. Se ci fosse una scuola per essere più forte, irruente e più positivamente violento la frequenterei" replica il ministro dell'Interno a chi gli chiede se si sente un uomo forte. 

FORZA ITALIA -"Per fare il ministro non ci vuole coraggio ma onestà e un po' di competenza. Lascio credere a Moscovici che sono un emule di Mussolini. La forza la lascio ad altri, mi accontento di ridare dignità a questo Paese che l'aveva persa" chiosa durante il suo intervento a Milano. E a chi gli chiede se domenica incontrerà il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il segretario leghista replica: "Penso di sì".

M5S - "Stiamo facendo un bel lavoro di squadra: sono contento tre mesi fa di aver fatto questa scelta, di aver dato un futuro al Paese. Al di là dell'isteria di qualche lussemburghese a livello internazionale, in molti sono tornati a vedere nell'Italia un capofila e un baluardo che può far rinascere questa Europa" ha poi detto Salvini replicando alla domanda se la Lega ha offuscato gli alleati del M5S. "Magari non lo dicono davanti alla telecamera ma in sede riservata parlamentari, ministri, presidenti, commissari europei mi dicono 'finalmente è arrivato un governo che governa in Italia'. Finalmente c'è stato uno scossone, magari l'Europa si sveglia, nasce un dibattito sui principi e non su spread e banche, sul futuro e non solo sul presente".

De Luca: «A Napoli c'è il Vasto, abbiamo un pezzo di terzo mondo»

NAPOLI. «Abbiamo gruppi di immigrati che vengono in Italia e cominciano a fare spaccio di droga, occupare militarmente i territori, sfruttare le prostituzione. A Napoli c'è il Vasto, attorno alla stazione Garibaldi, dove si ha paura a camminare anche di giorno. Abbiamo un pezzo di quarto mondo. Nelle prossime settimane solleciteremo il Comune di Napoli e le forze dell'ordine a prendere in mano la situazione. È intollerabile». Così, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, intervenuto a LiraTv. «Quando - spiega - hai una realtà con gruppi di migranti che pretendono di mettere i tappeti per vendere materiale di contrabbando di provenienza camorristica quando decidono loro. Quando hai l'accattonaggio molesto davanti alle colonnine per distribuirre i biglietti del parcheggio e al nord bande violente che infastidiscono le donne. Di fronte a questa realtà chiudiamo gli occhi o decidiamo di difendere le condizioni di vita delle nostre famiglie? Io dico che dobbiamo reagire e usare il pugno di ferro. Se vieni in Italia per dare fastidio alle nostre donne e famiglie, te ne devi andare. Dobbiamo approvare leggi più stringenti, dopo la prima volta che ti trovo che hai fatto accattonaggio molesto vai in galera se ti ritrovo».

«MONETE FARLOCCHE». «La Regione Campania paga in euro, non ha deciso di stampare monete farlocche, noi siamo tradizionalisti. E pagheremo le imprese quando ci saranno gli stati di avanzamento». Così De Luca che ha lanciato un chiaro riferimento ironico alla proposta del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, di realizzare una moneta aggiuntiva all'euro per Napoli, nell'ambito di un progetto di una criptovaluta. «Da ottobre - aveva esordito De Luca a LiraTv - partiranno le gare regionali per le strade e i porti. Abbiamo fatto un bando da 450 milioni. E abbiamo selezionato progetti esecutivi immediatamente appalatabili. Ci aspettiammo cantieri per mezzo miliardo entro l'inizio del 2019. Sollecito i Comuni a muoversi: a loro abbiamo dato respiro finanziario con la legge 51, con la quale la Regione cosnente loro di accendere mutui e paga gli interessi. Ovviamente la regione paga in euro». 

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