Giovedì 20 Settembre 2018 - 15:53

Migranti, Conte: «L'Italia non ha dato disponibilità a centri»

Per l'ubicazione dei centri sorvegliati per i migranti "vedremo: qualche Paese informalmente ha già dato la disponibilità, non l'Italia. Vedremo, ovviamente è un po' difficile pensare ai Paesi scandinavi, ma non è escluso nessun Paese, neanche la Francia". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio Europeo.

"E' inesatto - ha continuato Conte - dire che l'accordo si basa su basi volontarie: è un accordo integrato, come avevamo richiesto, su un nuovo approccio per affrontare il problema. Se vi riferite all'articolo 6, che fa riferimento ai centri di accoglienza che sono installati su base volontaria sul territorio degli Stati membri, ovviamente non si può imporre a nessuno di creare un centro di accoglienza ed è normale che fosse su base volontaria: o forse volevate un centro di accoglienza coatto", ha aggiunto con una punta polemica.

"L'articolo 6" delle conclusioni del Consiglio sulle migrazioni "parla di centri di accoglienza. E' qualcosa che si va ad aggiungere alla regolamentazione attuale dei flussi migratori, quindi è un'ulteriore opportunità che viene offerta, ovviamente su base volontaria, e non poteva essere diversamente, per i Paesi che si offriranno. Il che significa un modo un po' rivoluzionario di gestire, perché vuol dire che con risorse europee, con personale europeo si gestiranno questi centri di accoglienza".

Il presidente francese Emmanuel Macron, quando ha affermato che i centri sorvegliati per i migranti menzionati nelle conclusioni del Consiglio Europeo dovranno essere ubicati nei Paesi di primo arrivo, "era stanco, lo smentisco - dice il premier Conte -. Ieri abbiamo finito tutti tardi, alle cinque. In realtà quello che mi dite non è scritto né nell'articolo 6 né nell'articolo 12". "Nell'articolo 6 non si fa riferimento ad un Paese di primo o secondo transito. E non è scritto nell'articolo 12, dove si parla della riforma del regolamento di Dublino, su cui tutti siamo d'accordo, e che abbiamo sottoscritto", conclude.

Assessore veneto contro De Luca: pronti a insegnare il nostro metodo ai campani

NAPOLI. «Raccolta differenziata dei rifiuti: Veneto al 72,9%, Campania al 51,6% con Napoli al 31,3%. Costi della raccolta differenziata: al nord 179 euro/abitante, al sud 229 euro/abitante, ovvero oltre il 27% in più». È citando i dati certificati da Ispra in materia di rifiuti, settore nel quale il Veneto eccelle a livello nazionale, che l'assessore regionale all'Ambiente del Veneto, Gianpaolo Bottacin, replica alle dichiarazioni del presidente della Regione Campania De Luca con le quali ha sostenuto essere la Campania più virtuosa del Veneto. L'assessore veneto ribatte, dati alla mano, ricordando che «a Treviso la differenziata sfiora l'88% e una provincia montana come Belluno, pur con tutte le difficoltà di un territorio vasto e in quota, raggiunge comunque l'80,4%». «Nella sua amata Salerno, dove ha avuto inizio la sfolgorante carriera di De Luca, mi pare che siamo lontani da questi dati - incalza Bottacin - Il capoluogo salernitano rappresenta certamente il dato migliore della regione campana, con un dignitoso 61,3%, ma mi sembra un risultato comunque scarso rispetto alle medie in generale del Nord e soprattutto del Veneto». «Dunque, chi sarebbero i virtuosi?» si domanda Bottacin. «Se il presidente De Luca, dopo un'attenta analisi dei dati reali, lo ritenesse utile - conclude - mi metto fin da ora a disposizione per andare in Campania a spiegare come funziona il modello Veneto». 

De Magistris: bene incontri a Roma, risposte entro luglio

NAPOLI. «Sono molto soddisfatto degli incontri avuti ieri con Di Maio, Castelli, Spadafora e Costa. Se questo è l'inizio della cooperazione istituzionale tra la città di Napoli e il Governo, allora è stato davvero un buon inizio». Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, riferendo ai cronisti degli incontri avuti ieri a Roma con gli esponenti del Governo. «Con il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Di Maio - ha detto de Magistris - abbiamo discusso circa un'ora di molte cose. È il nostro primo incontro da quando è ministro e su alcune questioni siamo entrati nel dettaglio. Sono molto soddisfatto di questo incontro così come di quello con il viceministro Castelli, con la quale siamo entrati nel dettaglio della questione autonomie ed enti locali. Ora attendiamo fatti su alcuni punti e credo che già nel mese di luglio ci saranno risposte normative sugli enti locali». De Magistris ha spiegato di avere «buone ragioni di ritenere che hanno la sensibilità e la volontà politica giusta per affrontare questo tema. Se così sarà, da Napoli avranno il più alto livello di collaborazione possibile». 

De Magistris incontra Di Maio: mi reputo molto soddisfatto

NAPOLI. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha incontrato oggi a Roma il vice presidente del Consiglio e ministro per lo sviluppo economico e del lavoro Luigi Di Maio, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il vice ministro dell’Economia Laura Castelli ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Vincenzo Spadafora. Nei vari incontri si è parlato di numerosi argomenti riguardanti i rapporti tra la Città ed il Governo. Incontri che sono stati proficui e che delineano un livello di massima cooperazione istituzionale tra la città di Napoli ed il Governo. «Mi reputo molto soddisfatto dell’esito degli incontri» ha commentato il primo cittadino, rientrando in città.

Conte a Bruxelles: «Vertice spartiacque»

Il Consiglio Europeo che inizia oggi a Bruxelles "sarà uno spartiacque, per quanto ci riguarda. E per quanto mi riguarda sono disponibile a trarne tutte le dovute conseguenze". Lo sottolinea il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, arrivando nella sede del Consiglio a Bruxelles per il vertice dei 28 capi di Stato e di governo dell'Ue.

Alla domanda se il nostro Paese sia pronto a mettere il veto, se i partner non dovessero ascoltare le nostre richieste sulla gestione dei flussi migratori, Conte replica: "E' una possibilità che non voglio considerare, ma se dovessimo arrivare a questo, sicuramente per parte mia non arriveremmo a conclusioni condivise" del Consiglio Europeo.

"L'Italia ha elaborato una proposta che porta a questo Consiglio Europeo", una proposta "che riteniamo assolutamente ragionevole - sottolinea il premier - perché è pienamente conforme allo spirito e ai principi su cui è fondata l'Ue. In tutti questi anni e io stesso, negli incontri avuti con i leader degli altri Stati membri, ho ricevuto molte manifestazioni di solidarietà. Oggi è un giorno molto importante: aspettiamo che queste parole si traducano in fatti. E d'altra parte l'Italia non ha più bisogno di segni verbali e di attestazioni, ma ha bisogno di fatti concreti. Questa è l'occasione giusta".

Vitalizi, 5S contro Casellati. Ma Fico: «Nessuna polemica»

"Una giravolta che ha dell'incredibile". E ancora "uno schiaffo ai cittadini". Il giorno dopo la presentazione da parte di Roberto Fico della delibera per il superamento dei vitalizi presso l'ufficio di Presidenza della Camera, il M5S, in pressing perché anche Palazzo Madama acceleri sul taglio, va all'attacco della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati. A gettare acqua sul fuoco è lo stesso Fico che assicura: "Non c'è nessuna polemica" con Casellati. "Sa che avremmo proceduto con la delibera - spiega - . Io faccio quello che avevo promesso, proseguo su questa strada senza alcun problema e alcuna paura". Con il Senato, ribadisce il presidente della Camera, "nessuno scontro istituzionale. Con la presidente del Senato lavoriamo bene, ma in questo momento la Camera - conclude - procederà sul taglio dei vitalizi".

Tra i 5 Stelle dure parole contro la presidente del Senato arrivano dal senatore Nicola Morra: "Quella della Presidente Casellati sul taglio dei vitalizi degli ex senatori - dichiara in una nota - è una giravolta che ha dell'incredibile". "Quando il Presidente della Camera ha comunicato che avrebbe agito con celerità per mettere un freno a questo odioso privilegio riservato ancora oggi a tanti ex parlamentari, la Presidenza del Senato, in tempi fulminei - afferma -, fece sapere che anche Palazzo Madama avrebbe fatto la sua parte". "Ma - continua - proprio quando dagli annunci si è passati ai fatti", da Casellati "si sono levati appelli alla prudenza su questa materia, invocando addirittura il principio della condivisione". "Invitiamo la Presidente -conclude - a ricordarsi di ciò che lei stessa auspicava poche settimane fa dando un'accelerazione alla norma. La avvisiamo: noi del Movimento 5 Stelle non faremo sconti".

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Laura Bottici, senatrice del Movimento 5 Stelle e Questore di Palazzo Madama. "In un Paese che fa segnare il record di poveri c'è ancora chi, come Casellati - afferma in una nota -, parla di diritti acquisiti dei politici. Un fatto incredibile, soprattutto perché, come la presidente sa benissimo ma finge di ignorare, proprio la Camera che presiede paga ricchi vitalizi anche a chi nel Palazzo non ha nemmeno mai messo piede. Uno schiaffo in faccia - prosegue - ai tanti cittadini che in questi anni più volte hanno visto mettere mano ai propri trattamenti pensionistici". "Basta perdere tempo: dopo la Camera adesso tocca al Senato fare la sua parte", conclude.

Senato a sorteggio, l'idea di Grillo

Stop ai politici di professione. Il futuro delle assemblee rappresentative sta in una parola: "sortition”. Beppe Grillo rilancia dal suo blog "l'intuizione" di Brett Hennig, che teorizza la "selezione casuale" come mezzo per rinnovare e rendere davvero democratico l'esercizio della politica. "Sembra assurdo - riflette - ma pensateci un attimo". La selezione "dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese. Il 50% sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbero gente comune".

"Sarebbe un microcosmo della società. Tuttavia, ci sarebbe un importante effetto collaterale: se sostituissimo le elezioni con il sorteggio e rendessimo il nostro parlamento veramente rappresentativo della società, significherebbe la fine dei politici e della politica come l’abbiamo sempre pensata. Non è così pazza come idea. La selezione casuale è stata un elemento chiave del modo in cui si è svolta la democrazia nell’antica Atene", dove le elezioni erano considerate dei "dispositivi aristocratici" e "i politici di carriera erano una cosa da evitare".

Il 'laboratorio' per l'applicazione di questa teoria, potrebbe essere il Senato. "Forse - azzarda il garante del M5S - il primo passo sarebbe una seconda camera nel nostro parlamento (...) un senato dei cittadini, se volete".

Conte-Macron, ieri incontro segreto a Roma

Un incontro a Roma, avvenuto ieri nella centralissima casina Valadier al Pincio, tra il premier Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron, giunto in Italia con la moglie Brigitte per un incontro con il pontefice. I due, a quanto si apprende da fonti governative, avrebbero parlato a lungo, affrontando il tema migranti.

Mattarella: «Solidarietà è nel Dna degli italiani»

"Qui si respira solidarietà e questo è un patrimonio del nostro popolo. Nel Dna degli italiani vi è la solidarietà. La nostra cultura, la nostra storia, la bellezza del nostro Paese non sarebbero così grandi, né così apprezzate nel mondo senza il valore della solidarietà". Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un passaggio del discorso pronunciato alla Comunità di San Patrignano, in occasione del 40° anniversario dalla fondazione.

"San Patrignano - ha aggiunto il presidente - con i suoi risultati, con tutta la sua storia è una prova che la vita di comunità, quando mette al centro la dignità di ogni persona, unica, non ripetibile, mai eguale a nessun altro, e mette al centro il diritto di ognuno a diventare artefice del proprio futuro, è capace di sconfiggere l'egoismo, l'indifferenza, la paura, la solitudine".

"Il tessuto solidale in un Paese e, al suo interno, di ciascuna comunità, è un bene comune prezioso, e questo va sempre considerato, a partire da chi ha responsabilità pubbliche".

"Qualche volta, di fronte alle difficoltà della vita, della convivenza, a mutamenti così tumultuosi, grandi, profondi, del nostro tempo, si rischia di pensare - ha detto ancora Mattarella - che chiudersi in se stessi, scivolare nella solitudine, possa essere addirittura un rifugio. Questo è un pensiero debole e triste".

"Le preoccupazioni vanno comprese. Nessuno ha il diritto di ignorarle. Ma non ci si può arrendere alla paura. La vostra esperienza di solidarietà, e altre analoghe alla vostra, dimostrano che si può vincere l'individualismo, l'egoismo, l'apatia, la solitudine, per coltivare invece una fiducia che ricostruisce rapporti e rafforza ciascuno. Per questo le vostre attività sono un segno e una testimonianza di unità", ha sottolineato il presidente della Repubblica.

In un passaggio del suo discorso Mattarella ha poi rimarcato che chi ricopre incarichi politici ha il compito e la responsabilità di salvaguardare l'unità. "Il compito principale del Presidente della Repubblica - ha evidenziato - come dice la nostra Costituzione, è rappresentare l'unità dell'Italia. Unità non è soltanto nel senso territoriale del nostro Paese, è anche l'unità di vita del nostro Paese, la sua coesione, il suo modo di sentire tutti i cittadini legati da un destino comune: questa è l'unità vera del Paese, l'aspetto che indica costantemente, in tutto il suo tessuto, la nostra Costituzione".

"Rafforzare l'unità del nostro Paese, della sua società, delle sue persone nella vita in comune è un compito che riguarda ciascuno di noi. Certo, riguarda anzitutto chi ha responsabilità politiche, ma anche ciascuno di noi, nel costruire il tessuto relazionale che rende la vita gradevole, più positiva e migliore per tutti", ha concluso Mattarella.

Di Maio: «Mezz'ora di internet gratis per tutti»

"Immagino uno Stato che garantisca almeno 30 minuti di connessione a internet a chi non può permetterselo. Siamo al lavoro su questo, l'accesso a internet è un diritto primario di ogni singolo cittadino". E' quanto dice il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, nel suo discorso all'Internet Day 2018 in corso alla Camera.

DIRETTIVA UE - In merito alla direttiva sul copyright al Parlamento europeo, si tratta di un provvedimento che "ci riporterebbe indietro di vent'anni - sostiene Di Maio - Il governo italiano non lo può accettare passivamente. Le nostre soluzioni non passano per i bavagli". L'Italia farà tutto "ciò che è nel suo potere per contrastare la direttiva sul copyright al Parlamento europeo", ribadisce Di Maio, che avverte: "Qualora dovesse passare, decideremo se recepirla o meno". "La rete - spiega Di Maio - sta correndo un grave pericolo. E il pericolo si chiama riforma del copyright. La scorsa settimana, nonostante i nostri eurodeputati abbiano provato ad opporsi in tutti i modi, è passata una linea che maturava dopo almeno due anni di contrattazioni", aggiunge il ministro.

FAKE NEWS - L'Europa "vuole mettere il bavaglio alla rete inserendo la link tax, un diritto per gli editori di autorizzare o bloccare l'utilizzo digitale delle loro pubblicazioni. Soprattutto, vorrebbero garantire un controllo ex ante sui contenuti che i cittadini vogliono condividere", sostiene Di Maio, parlando del contrasto alle fake news. "Praticamente - spiega il vicepremier - deleghiamo a delle multinazionali che spesso nemmeno sono europee, il potere di decidere cosa debba essere o meno pubblicato".

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