Domenica 18 Novembre 2018 - 18:26

Ribelli 5S a rischio espulsione

I ribelli 5 Stelle hanno tirato dritto non votando il dl Sicurezza e ora rischiano l'espulsione. A quanto apprende l'Adnkronos dai vertici pentastellati, i senatori Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura - sui quali è stata avviata un'istruttoria dai probiviri del Movimento - rischierebbero di fatto il 'cartellino rosso'.

"Non parteciperò al voto e lascerò l'aula", aveva detto il senatore M5S De Falco annunciando l'assenza in Aula e sfilandosi così dal voto di fiducia al decreto. Stesso discorso per le colleghe senatrici pentastellate Nugnes e Fattori, oltre che per il senatore Mantero.

Assente al momento della votazione anche la senatrice M5S Virginia La Mura che in un post su Facebook ha spiegato le ragioni della sua scelta: "Anche io sono uscita dall'aula al momento del voto perché ho fiducia nell'azione di questo governo, ma non potevo dare il mio voto al decreto Sicurezza". "Se mi si vuole costringere a votare un decreto attraverso la fiducia - scrive ancora La Mura - non posso fare altro che uscire dall'aula. Questo decreto non mi appartiene e ritengo vada anche contro i principi del Movimento 5 Stelle stesso". Secondo la senatrice 5 Stelle "questo decreto che chiamano sicurezza in realtà crea repressione e maggiori rischi sociali. Con l'abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari avremo migliaia di nuovi migranti irregolari senza alcuna tutela e senza alcuna possibilità di integrazione, e non essendo possibili i rimpatri, cosa faranno queste persone senza diritti?".

De Falco aveva spiegato che "permane il rapporto di fiducia" instaurato il 6 giugno, ma il decreto, a suo giudizio, apporta "gravi lesioni all'ordinamento", rispetto alle quali "il Parlamento non può limitarsi a un grigio compito di ratifica". Il senatore aveva quindi concluso con un monito: la libertà e la democrazia non sono conculcate dai nemici "ma dalla resa degli amici". Mentre secondo Paola Nugnes il dl sicurezza "aumenterà il numero degli irregolari, saranno 120mila in più nel 2019, non spariranno per decreto queste persone, che non saremo in grado di riportare in casa loro".

"In qualità di capogruppo ho segnalato ai probiviri il comportamento tenuto in Aula dai senatori Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura, che hanno avviato un'istruttoria nei loro confronti", si legge in una nota del capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Senato, Stefano Patuanelli che aggiunge: "Si tratta di un comportamento particolarmente grave visto che si trattava di un voto di fiducia al Governo".

"Ne prendo atto...", si è limitata a dire all'Adnkronos Elena Fattori commentando l'avvio dell'istruttoria.

Curriculum 'fantasma', grillino si autosospende

L'europarlamentare M5S Marco Valli, al centro di un'inchiesta del Sole24ore online su cv e laurea 'spariti' dalla Rete chiede scusa e si autosospende. Ad annunciarlo è lui stesso su Facebook. "In merito alle notizie sul mio curriculum pubblicate sulla stampa - scrive nel post - desidero scusarmi prima di tutto con il MoVimento 5 Stelle, coi cittadini, gli attivisti e i miei colleghi al Parlamento europeo per l’errore commesso e me ne assumo le responsabilità". "Ho comunicato ai probiviri la mia autosospensione dal MoVimento e attendo le loro decisioni a riguardo" conclude Valli.

Dl Sicurezza, ok del Senato

Via libera dal Senato al dl Sicurezza. Palazzo Madama ha votato la questione di fiducia posta dal governo sul maxi emendamento sostitutivo del decreto: i sì sono stati 163, 59 i no e 19 gli astenuti. A favore hanno votato i senatori della maggioranza M5S-Lega, contro il Pd, Leu, Autonomie. Fratelli d'Italia si è astenuto mentre Forza Italia non ha partecipato alla votazione. Quattro senatori M5S (De Falco, Fattori, Montero, Nugnes) avevano preannunciato che si sarebbero allontanati dall'aula al momento del voto e non hanno partecipato alla votazione. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera, il cui esito potrebbe avere risvolti inaspettati. Nei giorni scorsi infatti il dl sicurezza è finito al centro del braccio di ferro tuttora in corso tra Lega e M5S sulla prescrizione. Vertici M5S avrebbero fatto trapelare che se slitta il ddl anticorruzione, calendarizzato alla Camera il 12 novembre, non verrà votato nemmeno il decreto sicurezza.

Dl sicurezza, governo chiede la fiducia

Va avanti ormai da giorni il braccio di ferro tra M5S e Lega, con una vera bomba a orologeria pronta a esplodere nella maggioranza. Al centro delle polemiche il nodo sulla riforma della prescrizione contenuta nel ddl anticorruzione e ormai legato al dl sicurezza. Per tutta la giornata di oggi si sono succeduti rinvii e sospensioni sul decreto sicurezza fino a quando, il governo, per bocca del ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, ha posto la questione di fiducia al Senato sul maxi emendamento integralmente sostitutivo del decreto. Domani mattina, a partire dalle 9 e 30, si terranno le dichiarazioni di voto. A seguire, la chiama dei senatori per l'espressione del voto, mentre la discussione generale si esaurirà stasera, una volta pervenuto il parere della commissione Bilancio.

Intanto Matteo Salvini non intende arretrare di un millimetro sulla riforma della prescrizione e fa slittare il disegno di legge anticorruzione fortemente voluto dai grillini, lanciando il guanto di sfida a Luigi Di Maio, furente anche per la decisione di rimuovere senza preavviso Roberto Battiston a capo dell'Agenzia spaziale italiana. Il segretario di via Bellerio non vuole 'scambi' con il dl sicurezza e nel tardo pomeriggio, proprio mentre deflagra la mina Asi, blinda con un post Fb il 'suo' provvedimento che disciplina anche l'emergenze immigrati: "Dopo mesi di lavoro, arriva oggi, il voto finale al Senato sul decreto sicurezza e immigrazione, con il quale vorrei regalare a questo Paese un po' di regole e un po' di ordine".

Alla vigilia dell'approdo della manovra economica in Parlamento, nella maggioranza gialloverde si aprono molte falle. "Troppe mine vaganti pronte ad esplodere, urge un chiarimento tra i leader'', avverte un big del Carroccio, preoccupato dall'escalation dello scontro tra M5S-Lega. Convinti tutti della necessità di fare un tagliando al 'contratto di governo', a complicare il quadro è l'incertezza pure su quando i due vicepremier (al rientro da missioni all'estero) si dovranno vedere.

Fonti leghiste fanno sapere che il vertice per il chiarimento ci sarà domani pomeriggio (con Salvini, Di Maio, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il presidente del Consiglio Conte nella veste di mediatore) e all'ordine del giorno ci sarà non solo il nodo prescrizione ma anche il caso Asi e, naturalmente, la legge di bilancio. Ma ambienti Cinque stelle assicurano che nulla è ancora in agenda, e che il nodo prescrizione vada risolto prima, anche nella tarda serata di oggi, visto che domani alle 14, nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera si inizierà a votare gli emendamenti al ddl anticorruzione e necessariamente per allora il nodo dovrà essere sciolto.

Le opposizioni, intanto storcono il naso. ''Il decreto sicurezza? Si trasformerà nel suo opposto, nel decreto insicurezza - spiega Marco Minniti ai microfoni di Fuorigioco su Radio 1 -. Perché fa due scelte gravi: cancella la protezione umanitaria, che consentiva l'avvio di un percorso di integrazione, e poi cancella l'accoglienza diffusa, dei piccoli centri. Con queste scelte si produce più clandestinità e più illegalità". Mentre Forza Italia conferma che non parteciperà al voto.

Battiston via dall'Asi, furia 5S

Venti di guerra nel governo sulla rimozione di Roberto Battiston a capo dell’Agenzia Spaziale Italiana. L'allontamento "non era concordato e ci saranno conseguenze", assicurano vertici del M5S all'Adnkronos. Anche su questo tema verterà l'incontro di stasera tra il vicepremier Luigi Di Maio, ministri M5S e capigruppo: Di Maio, viene assicurato, sarebbe furente per la decisione di rimuovere Battiston dall'Asi. "La ricerca non è terreno di scorribande" scandiscono. La scelta di chi succederà a Battiston "deve essere condivisa e al di sopra delle parti, nessuna nomina di colore politico", avvertono l'alleato di governo i 5 Stelle.

A dare l'annuncio della revoca dall'incarico è stato lo stesso Battiston su Twitter. "Oggi il Ministro Bussetti con mia sorpresa mi ha comunicato la revoca immediata dall'incarico di Presidente Asi - ha scritto nel tweet - E' il primo spoil system di Ente di Ricerca. Grazie alle migliaia di persone con cui ho condiviso quattro anni fantastici di spazio Italiano".

Nato nel 1956, a Trento, ordinario di Fisica Sperimentale all'Università di Trento, Battiston era al secondo mandato come presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. Era stato infatti nominato dal ministro per l'Istruzione, Università e Ricerca, per il quadriennio 2018-2022.

M5S e Lega ai ferri corti

M5S e Lega ai ferri corti sulla prescrizione nel ddl anticorruzione. Un summit al ministero di via Arenula tra i parlamentari pentastellati e quelli del Carroccio alla presenza del Guardasigilli Alfonso Bonafede, e una lunga riunione congiunta della commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera durata fino a sera, non sono bastati ieri a trovare un compromesso. Ognuno resta sulle sue posizioni, è stallo.

Spetterà ai leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini sbrogliare la matassa che col passare delle ore si fa sempre più ingarbugliata. I due vicepremier, però, sono entrambi impegnati all'estero (il ministro del Lavoro in Cina, quello dell'Interno nel Ghana) e questo rende tutto più difficile. Non c'è tempo da perdere. Oggi pomeriggio si voterà sugli emendamenti e bisognerà correre ai ripari. Il premier Giuseppe Conte proverà a mediare ancora una volta.

A fine giornata ieri si è fatto sentire il segretario di via Bellerio, che mantiene il punto: "Riforma della giustizia, e anche della prescrizione, sono nel contratto di governo e diventeranno realtà: mettere in galera mafiosi e corrotti è una priorità della Lega. L'importante è farle bene queste riforme, evitando che i processi durino all'infinito anche per gli innocenti, altrimenti è una sconfitta per tutti".

La grana scoppia in commissione, a Montecitorio, durante la riunione nella sala del Mappamondo. L'emendamento 'incriminato' è quello che prevede lo stop alla prescrizione dopo il primo grado, a prescindere dalla sentenza di assoluzione o condanna: viene ritirato e poi riformulato da M5S per sfuggire alle forche caudine dell'inammissibilità.

La Lega, per bocca di Igor Iezzi, non ci sta: ''Serve una legge ad hoc, non si può ottenere una riforma con un emendamento di solo tre righe cui è stato cambiato solo il titolo...''. Anche le opposizioni puntano i piedi (''Non sanno che pesci prendere, litigano su tutto'') e chiedono di chiarire il giallo tecnico sull'ammissibilità o meno dell'emendamento grillino. I relatori Cinque stelle Francesca Businarolo e Francesco Forcinit ne presentano altri tre. Di fronte all'impasse la presidente della Giustizia, Giulia Sarti, è costretta a riaggiornare i lavori a questa mattina. "L'ufficio di presidenza è convocato per le 9.-9.30'', annuncia. Il nervosismo è palpabile tra i parlamentari grillini e quelli leghisti.

Iezzi è sconsolato: ''Non dovevamo arrivare a questo punto". Il Pd, per bocca di Emanuele Fiano, non ha dubbi: ''Non c'è una questione tecnica ma politica che blocca tutto. In corso c'è un forte scontro politico tra M5S e Lega che sono in totale disaccordo, fanno a cazzotti su tutto, sia al Senato che alla Camera. Naturalmente, come sempre capita in questi casi, ci vanno di mezzo gli italiani perché questa è una bomba atomica sui processi...''. ''Questo emendamento prima ritirato poi ripresentato -insiste- è una vera e propria presa per i fondelli...". Enrico Costa e Giusi Bertolozzi di Fi, Giovanni Donzelli di Fdi, considerano l'emendamento pentastallato un "escamotage" per ''prendere tempo'' e contestano con forza la scelta di rinviare ogni decisione a oggi.

"Non sono arrabbiato per la prescrizione. Quando si tocca la giustizia bisogna essere sempre molto attenti. La Lega - ha poi rimarcato stamane Salvini ai microfoni di 'Non stop news' su Rtl 102.5 - è nata per combattere corrotti e corruttori. Quello che vorrei evitare sono i processi infiniti. La riforma della prescrizione c'è nel contratto e si farà. Vogliamo tempi certi per chi entra nei tribunali".

Elezioni, de Magistris lancia coalizione: se mi candido, resto sindaco di Napoli

NAPOLI. Il sindaco di Napoli e presidente del movimento politico Dema, Luigi de Magistris, lancia la sfida "per una nuova coalizione politica". Lo fa con un appello pubblico "rivolto alla società civile, al mondo dei movimenti, delle associazioni". Scrive de Magistris: "E' giunta l'ora della costruzione di un fronte popolare democratico, senza confini politici predeterminati, senza recinti tradizionali. Non è un quarto polo, non si deve ricostruire il collage delle fotografie già viste e sconfitte. E' il luogo questo in cui l'ingresso è vietato solo a mafiosi, corrotti, corruttori, fascisti e razzisti. Per il resto è vietato vietare".  Il leader di Dema sottolinea come "la nuova coalizione non sarà la sommatoria delle esperienze della vecchia sinistra, ma si apre a un campo molto più largo: persone che ogni giorno sono in lotta per i diritti, che lottano per la difesa dei territori dalle distruzioni ambientali e dalle opere pubbliche dannose, che resistono contro le organizzazioni criminali e contro le mafie di Stato. Organizzazioni di base, associazioni, comitati, movimenti, militanti politici, sindaci, amministratori, eletti dal popolo che provano ogni giorno, pagando anche sulla propria pelle il prezzo di ogni forma di violenza, da quella fisica a quella istituzionale, a rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione dell'uguaglianza e della giustizia", si legge nell'appello. Lo sguardo più immediato è a ciò che sta accadendo in Europa: "Siamo per un'Europa dei diritti e dei popoli - scrive de Magistris - per fermare l'Europa dei fascismi, degli egoismi, delle mura e del filo spinato, per cambiare anche l'Europa delle oligarchie e delle tecnocrazie". De Magistris da appuntamento a sabato 1° dicembre alle ore 10 al Teatro Italia a Roma per un incontro nazionale: "Per costruire una coalizione pronta per ogni sfida per realizzare libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia. Da qui si parte uniti per un lungo viaggio per consolidare la resistenza e per organizzare il contrattacco", conclude il sindaco di Napoli. 

RESTO SINDACO DI NAPOLI. Anche in caso di candidatura in prima persona alle europee "non lascerò il ruolo di sindaco di Napoli". Lo assicura Luigi de Magistris, che oggi ha lanciato un appello per la costruzione di "un'ampia coalizione, un fronte democratico e popolare nuovo". De Magistris spiega che "anche se si dovesse registrare un entusiasmo talmente contagioso da metterci anche il mio corpo e la mia carta d'identità, lo farei per guidare una coalizione ma non per lasciare Napoli". Sabato 1° dicembre, al Teatro Italia di Roma, si terrà un incontro nazionale proprio per discutere della proposta di coalizione. Entro quella data, sottolinea de Magistris, "bisognerà sciogliere molti nodi. Se anche un solo nodo resterà sciolto, noi non ci saremo. Le condizioni che mettiamo per esserci sono molto alte - aggiunge - non ci piacciono volti già visti, persone che hanno tradito, non ci interessa creare un quarto polo della sinistra. Parliamo a tutti quelli che hanno la voglia di lottare non più solo per difendere la Costituzione, ma per attuarla e per dimostrare che il laboratorio Napoli può essere un punto di riferimento per il nostro Paese e per la nostra Europa". 

Prescrizione, continua il braccio di ferro

Il M5S non arretra ma tira dritto sulla riforma della prescrizione. Il testo dell'emendamento presentato al ddl anticorruzione è stato ritirato dalla relatrice Francesca Businarolo, del M5S, ma per essere riformulato "nella forma, non nella sostanza che resta invariata. Dunque obiettivo dei grillini resta quello di bloccare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio". E' quanto spiegano all'Adnkronos fonti di governo M5S. Nel testo riformulato, infatti, dopo le parole 'pubblica amministrazione' viene semplicemente inserita la dicitura 'nonché in materia di prescrizione del reato'.

"Io spero che si trovi un accordo - dice Igor Iezzi, deputato della Lega in Affari costituzionali - Ne devono discutere i leader. A livello parlamentare non abbiamo raggiunto" un'intesa. "Non è possibile modificare la prescrizione con sole due righe" aggiunge Iezzi, criticando la scelta dei 5 Stelle di riformulare l'emendamento sulla prescrizione: "Il testo è identico, hanno solo cambiato il titolo...".

Salvini-Isoardi, è finita

Le voci di una crisi si rincorrevano da mesi. E alla fine la conferma l'ha data lei. Con un post pubblicato su Instagram Elisa Isoardi fa sapere che con Matteo Salvini è finita. "Non è quello che ci siamo dati a mancarmi, ma quello che avremmo dovuto darci ancora" scrive la conduttrice citando il cantautore e poeta Gio Evan. "Con immenso rispetto dell'amore vero che c'è stato. Grazie Matteo" aggiunge Isoardi postano una foto che li immortala insieme sul letto.

Dl Sicurezza, il governo mette la fiducia

Alla fine la decisione è arrivata. Secondo fonti M5S infatti, il governo porrà la fiducia sul decreto legge su sicurezza e immigrazione, oggi all'esame dell'Aula del Senato. Il dl voluto da Matteo Salvini è da giorni al centro delle polemiche interne al M5S, con una fronda di 'ribelli' che si oppongono apertamente al decreto minacciando di votare contro. Un problema per il governo, con la maggioranza che in Aula conta sulla carta su un margine appena discreto: sei voti in più rispetto ai 161 della maggioranza assoluta.

E il primo colpo all'esecutivo e alla tenuta del M5S arriva già a metà mattinata, con l'annuncio della senatrice pentastellata Paola Nugnes decisa ad astenersi sul decreto: "Non permettere un regolare dibattito dell'Aula, voler mettere insieme il giudizio su un provvedimento con un giudizio complessivo sul governo e sulle sue funzioni future non è il modo più opportuno di procedere. Alla fiducia - spiega all'Adnkronos - non posso in coscienza votare no, ho ancora molte aspettative in questo esecutivo soprattutto sulla legge di bilancio espansiva che si sta approntando. Ritengo che mi asterrò dal votare". "Vediamo...", si limita invece a rispondere all'Adnkronos il senatore Gregorio De Falco, alla domanda se voterà a favore della fiducia. "Non è un'apertura, ma un'attesa", precisa l'ex capitano di fregata. "Devo leggere il maxi-emendamento", è invece il commento della collega Elena Fattori.

Nella lotta tutta di governo per l'approvazione, potrebbe però arrivare in soccorso di Salvini e Di Maio l'opposizione, con Fratelli d'Italia e parte di Forza Italia in aiuto 'da destra'. Un supporto che potrebbe consentire al Movimento di neutralizzare la fronda ribelle, che, per ora, oltre a Fattori, contempla Paola Nugnes, Gregorio De Falco e Matteo Mantero, ma potrebbe allargarsi. Non ha ancora sciolto le riserve Virginia La Mura, la senatrice che ha firmato una parte degli emendamenti presentati da Nugnes in Commissione. "Mi riservo di valutare in aula quello che accadrà - dichiarava il 2 novembre scorso all'Adnkronos -. Ho una mia opinione in merito: se ho firmato quegli emendamenti vuol dire che sono d'accordo con i miei colleghi" ma "sono una persona libera, nel senso che osservo gli eventi. Andrò in Aula a fare il mio lavoro. Non possiamo svuotare il Parlamento del suo significato". Oggi la battaglia in Senato.

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