Lunedì 24 Settembre 2018 - 18:28

Fondi Lega, che succede ora?

Sequestro dei fondi della Lega fino al raggiungimento di 48.969.617 milioni di euro, cifra pari al denaro che sarebbe stato sottratto allo Stato. Questo quanto disposto ieri dal Tribunale del Riesame, che ha deciso di bloccare e congelare preventivamente "conti correnti e depositi bancari intestati o comunque riferibili alla Lega Nord" in attesa della sentenza definitiva del processo sui rimborsi elettorali ricevuti dal Carroccio tra il 2008 e il 2010. Rimborsi che, secondo l'accusa, sarebbero stati prelevati dalle casse del partito e utilizzati per spese personali durante la gestione Bossi-Belsito. Ma cosa succede ora?

Di certo, finora, c'è solo il fatto che la sentenza del Riesame non avrà ripercussioni sul governo: nella giornata di ieri, infatti, sia il ministro Di Maio che il presidente del Consiglio Conte hanno rassicurato gli elettori sulle sorti dell'esecutivo. "I fatti riguardano il periodo antecedente alla gestione della Lega da parte di Matteo Salvini", ha spiegato il titolare del dicastero del Lavoro, precisando che "non ci sono ricadute sul governo da parte nostra". Per Conte, si tratta invece di "una partita giudiziaria che purtroppo ha oggettive implicazioni, pregiudica a un partito di poter svolgere a pieno le sue attività".

Tra le ipotesi in campo, intanto, quella che vede il Carroccio impugnare la decisione e ricorrere in Cassazione dopo la sentenza del Riesame. Ma mentre il leader Salvini assicura che non mollerà e si dice "sorridente e incazzato", nelle parole di Giancarlo Giorgetti solo qualche giorno fa l'ipotesi di una sentenza in tal senso - poi effettivamente arrivata ieri - avrebbe decretato la fine della Lega: "Il problema - aveva infatti spiegato alla festa de 'Il Fatto Quotidiano' - è che se il 5 settembre tutti i futuri proventi che fondamentalmente sono i versamenti dei parlamentari e dei consiglieri che affluiscono nelle casse della Lega vengono requisiti, allora è evidente che a quel punto lì un partito politico non può più esistere, perché non ha più i soldi...". In ogni caso, sottolineava, "se dovesse essere questa l'interpretazione da parte della magistratura, per noi questa sentenza sarebbe definitiva", senza che "il procedimento su Bossi e Belsito" sia passato in giudicato. E questo, assicurava, ''noi lo contestiamo''.

Un'altra 'ancora di salvezza' per il Carroccio potrebbe essere quella rappresentata dalla chiusura della Lega e la contestuale creazione di un nuovo partito. A parlarne esplicitamente in un'intervista al Corriere della Sera, il capo della Procura della Repubblica di Genova, Francesco Cozzi, che aveva spiegato come "di fronte a un nuovo soggetto giuridico completamente autonomo, non potremmo fare nulla rispetto ai versamenti futuri. Anche se il neonato partito è erede del precedente dal punto di vista ideologico e politico. Bisogna sempre valutare la continuità giuridica per procedere e in questo caso salterebbe". Nuovo partito, quindi, e niente sequestro preventivo delle entrate future.

Ma 'Il Capitano' non intende mollare la presa sul 'brand storico' Lega e studia le contromosse. Tra gli scenari possibili, anche quello di far 'traslocare' il partito sul web. Mettere a regime una piattaforma online della Lega, che permetta agibilità politica, bypassando costi e investimenti, per ora non più sostenibili. In ogni caso si punterebbe a un profilo web forte "che funzioni per il livello nazionale, mentre le segreterie regionali potranno continuare ad avere la struttura territoriale tipica dei partiti".

Uno spostamento sulla Rete che non coglierebbe di sorpresa il Carroccio, ormai abilissimo con la comunicazione social, già fiore all'occhiello di 'Salvini premier'. Solo per dare un dato, la pagina Fb del leader conta oltre tre milioni e 200mila utenti. Con tantissimi di questi pronti a dare un contributo, anche economico, per tenere vivo il partito.

Intanto, a breve scadenza - anzi subito - serve capire come "mantenere viva l'operatività della Lega" per pagare stipendi e fornitori, fare attività politica, organizzare iniziative e anche per i manifesti, come spiega un dirigente di Via Bellerio. Evitare poi che il sequestro possa 'estendersi' anche alle realtà periferiche legate alla Lega, è, invece, il secondo obiettivo a breve termine: "Ci rifacciamo al precedente della Cassazione - spiega un'altra fonte - che ci ha dato ragione sulla non procedibilità di confisca dei beni per la Lega Toscana", ricordano dal Carroccio.

"Ma la situazione non è chiara, perché in caso analogo, nei confronti della Lega nord Federale, i giudici, invece, ci hanno risposto picche. Vogliamo far considerare le realtà locali come enti terzi", ricordano i tecnici di via Bellerio.

Proprio la via di dar più peso ai soggetti terzi, già attivi, potrebbe essere un'escamotage percorribile. La realtà nata tre anni fa, l'associazione 'Noi con Salvini', creata per sfondare al Sud, è stata la prima tappa di un percorso per arrivare al partito nazionale.

"Perché - si ragiona - è un percorso già avviato da tempo, che non si interseca con le vicende giudiziarie, tutte a carico della Lega Nord, e che soprattutto, dovrà essere sempre più autonomo", ma "in grado di rappresentare la galassia leghista 'salvando' idee, militanti e patrimonio".

L'ipotesi di un congresso che sancisca il cambio del nome della Lega, invece non sembra percorribile: "Se cambi nome - si interrogano a via Bellerio - siamo sicuri che venga meno la continuità giuridica?". Resta in bilico l'opzione di puntare tutto sul movimento 'Lega - Salvinipremier", perché in questo caso dubbi sulla continuità giuridica di un soggetto con lo stesso segretario e nome nel simbolo della 'vecchia' Lega non ce sarebbero molti.

Ma quanti soldi ci sono effettivamente nelle casse del? Ad oggi, i fondi sequestrati ammontano a circa 3 milioni, mentre nelle casse del partito, secondo gli ultimi bilanci della Lega Nord visionati dall'AdnKronos, sono 41.868,49 euro i fondi presenti nei conti del Carroccio, tra depositi bancari e postali. Ci sono invece 30.431,40 euro di liquidità disponibile nel primo bilancio del movimento politico confederale 'Lega per Salvini Premier' che, almeno fino ad oggi, coesiste con il movimento Lega Nord.

Universiadi, Moretto: «Mancano 10 mesi, sono molto preoccupato»

NAPOLI. «Ormai mancano solo 10 mesi all'inizio delle gare e sono molto preoccupato». Così Vincenzo Moretto, presidente della Commissione per il monitoraggio delle Universiadi del Consiglio comunale di Napoli. Moretto ha convocato per questa mattina una seduta della Commissione per il monitoraggio delle attività fin qui svolte, ma ha registrato l'assenza del direttore generale del Comune, Attilio Auricchio, e dell'assessore allo Sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello, motivata con «l'assenza di variazioni rispetto all'ultima seduta». In una lettera fatta pervenire a Moretto, Auricchio e Borriello chiedono di riconvocare la Commissione in altra data per poter dare conto dell'esito della cabina di regia che si terrà domani. «Chi sfugge al confronto - ha spiegato Moretto - evidentemente non ha le idee chiare su come ci si deve muovere e cosa si deve fare affinché le Universiadi si facciano. Alcuni tentano di non interloquire con la Commissione ma non ha capito che, pur non essendo una Commissione di indagine, sicuramente indicherà i responsabili in caso di disastro delle Universiadi». Moretto ha ricordato che «mancano 10 mesi alle gare. Il Ministero ha ritenuto di dare un mese in più per la conclusione dei lavori che dovevano essere ultimati il 30 aprile 2019 e ora dovranno essere consegnati tutti i cantieri entro il 31 maggio. Al momento non si hanno notizie di quali gare siano state fatte, vanno affrontate tante cose come la questione trasporti con la città piena di cantieri e quindi mobilità a rischio e difficoltà sul fronte della sicurezza. Vorremmo confrontarci anche su questo», ha concluso Moretto. 

Milleproroghe: sì a emendamento salva Napoli

Le Commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera hanno approvato un emendamento dei relatori sui Comuni in dissesto che riguarda, in particolare, Napoli e Catania. A favore della proposta hanno votato non solo i gruppi della maggioranza, ma tutto il centrodestra. 

Berlusconi: «Mai parlato di partito unico»

No al partito unico, va rilanciata Fi. Con una nota Silvio Berlusconi mette a tacere le indiscrezioni di questi giorni sull'Opa della Lega su Fi. «Continuo a leggere su molti giornali - scrive il Cav - notizie sulla nascita di un ipotetico 'Partito unico del centro-destra'. Non ho ritenuto neppure necessario smentirle, fino ad oggi, perché la realtà dei fatti mi pareva sufficiente a renderne evidente l'assoluta mancanza di fondamento».

«Da mesi - assicura il Cav - stiamo lavorando in tutt'altra direzione, per un rilancio, una riorganizzazione, un rinnovamento profondo di Forza Italia. Naturalmente la nostra prospettiva politica rimane il centro-destra, che anzi vogliamo far ripartire, ma abbiamo ben chiaro il nostro ruolo politico - ben diverso da quello di altre forze della coalizione - e soprattutto i nostri valori di riferimento, la nostra identità, la nostra storia orgogliosamente liberale, la nostra concezione dell’impresa come nucleo vitale della società, i nostri programmi che hanno dettato quello della coalizione con cui ci siamo presentati agli elettori pochi mesi fa».

La moneta di de Magistris è virtuale: in 200 per studiare la “criptovaluta"

di Dario De Martino

NAPOLI. Ci si è scherzato su moltissimo in questi giorni. Le immagini di Luigi de Magistris come un novello Totò ne “La banda degli onesti” o stampato sulla vecchia cara 2mila lire. Si è ripreso il vecchio progetto del “Napo”, lanciato nel 2012 ma fallito in poco più di una notte, quella “bianca” del Vomero, probabilmente l’unica volta in cui le banconote ideate dal primo de Magistris sono circolate per davvero. Ironia più che legittima, perché la proposta lanciata dal sindaco «realizzazione di una moneta aggiuntiva all’euro per dare forza a Partenope» nel suo post di lunedì desta perplessità e curiosità. In verità, però, immaginare de Magistris davanti alla “Bordini e stocchetti di Torino” della tipografia di Lo Turco, per restare sull’ironia social con il film di Totò, è lontana dalla realtà. Così come è lontano il progetto del “Napo”, perché non sarà disegnata alcuna banconota, né sarà coniato il “Giggino d’oro”, come aveva scherzato qualcuno pensando ad una moneta. La valuta che ha in mente il sindaco è virtuale: una criptovaluta. 

LE CONFERME DELL’AMMINISTRAZIONE. Il progetto era già partito ad aprile e già nei giorni scorsi, dopo il post del sindaco de Magistris, qualcuno aveva ricordato quel progetto e avanzato l’ipotesi che potesse essere quella la vera idea del sindaco. Ed in effetti è così. A confermarlo sono alcuni membri dell’amministrazione del primo cittadino. L’assessore ai trasporti Mario Calabrese, riprendendo qualche nome circolato ironicamente su Facebook per la nuova moneta, chiarisce: «N-euro o NAPu? In ogni caso, criptovaluta e non valuta! Solo per la precisione». E non solo. Nei commenti Calabrese specifica: «dell'idea di realizzare un circuito elettronico di scambi con l’utilizzo di moneta digitale virtuale (complementare) si è discusso in Comune a fine giugno - sempre nell'ambito dei lavori del gruppo - con il contributo di alcuni colleghi dell’Università Vanvitelli (ex Sun) - che, ovviamente, ritengono la cosa promettente - il professor Massimo Rubino De Ritis, ordinario di diritto commerciale e l’avvocato. Mario Passaretta, dottorando di ricerca. Se sono rose fioriranno». E pure la delegata all’autonomia Flavia Sorrentino, che avrà sicuramente un ruolo da protagonista nelle tre delibere per l’autonomia proposte dal sindaco, spiega che quando il sindaco parlava di valuta si riferiva alla «sperimentazione della blockchain».

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Migranti, ecco il decreto Salvini

Il governo prepara il giro di vite sul fronte immigrazione. E' ormai pronto il decreto migranti voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini che reca "disposizioni urgenti in materia di rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale, di immigrazione e di cittadinanza". Il provvedimento, come si legge nella relazione illustrativa in possesso dell'Adnkronos, abroga di fatto "l'istituto del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari" introducendo "una tipizzazione delle tipologie di tutela complementare".

PERMESSO SOGGIORNO UMANITARIO - Lo schema del decreto (composto da 15 articoli) "elimina la possibilità per le Commissioni territoriali e per il Questore di valutare, rispettivamente, la sussistenza dei 'gravi motivi di carattere umanitario' e dei 'seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano'".

La relazione che accompagna il decreto fortemente voluto dalla Lega di Salvini (che presto dovrebbe approdare in Cdm, dopo una riunione dei ministri competenti in calendario domani) parla di una "sproporzione tra il numero di riconoscimenti delle forme di protezione internazionale espressamente disciplinate a livello europeo (nell'ultimo quinquennio, status di rifugiato: 7%; protezione sussidiaria: 15%) e il numero dei rilasci del permesso di soggiorno per motivi umanitari (25%, aumentato fino al 28% per l'anno in corso)".

La tutela umanitaria "pur essendo stata introdotta nell'ordinamento interno quale forma di protezione complementare e residuale - da utilizzare in ipotesi di eccezionale e temporanea gravità - rappresenta, di fatto, il beneficio maggiormente riconosciuto nel sistema nazionale", viene spiegato per giustificare il giro di vite.

Tuttavia, "l'abrogazione dell'istituto del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari" determina "l'esigenza di individuare e dotare di apposita copertura normativa ipotesi eccezionali di tutela dello straniero". Esigenze che, recita la relazione, "sono individuate nelle condizioni di salute di eccezionale gravità e nelle situazioni contingenti di calamità naturale nel Paese di origine che impediscono temporaneamente il rientro dello straniero in condizioni di sicurezza. A tali casi si aggiunge una ipotesi con finalità premiale per il cittadino straniero che abbia compiuto atti di particolare valore civile".

RIMPATRIO - Il decreto reca inoltre "misure necessarie ed urgenti per assicurare l'effettività dei provvedimenti di rimpatrio di coloro che non hanno titolo a soggiornare nel territorio nazionale, con nuove disposizioni in materia di trattenimento". 500mila euro per l'anno 2018 e 1,5 milioni per ciascuno degli anni 2019 e 2020 - è scritto nella bozza del provvedimento in possesso dell'Adnkronos - saranno destinati al Fondo rimpatri istituito presso il Viminale.

PROTEZIONE INTERNAZIONALE - In materia di protezione internazionale, "si interviene poi per ampliare il catalogo di reati che, in caso di condanna definitiva, comportano il diniego o la revoca della protezione internazionale, inserendovi ipotesi delittuose di particolare gravità che destano allarme sociale" come "le fattispecie base dei reati di violenza sessuale e dei reati di produzione, traffico e detenzione ad uso non personale di stupefacenti, nonché di rapina ed estorsione".

Fanno parte di questo elenco anche reati come violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e gravissime, reato di mutilazione degli organi genitali femminili nonché i reati di furto e furto in abitazione aggravati dal porto di armi o narcotici.

GESTIONE PROCEDURE - "Per assicurare una efficace e più rapida gestione delle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale - si legge ancora nella relazione illustrativa del decreto -, si introducono alcune disposizioni intese a contrastare il ricorso strumentale alla domanda di protezione, intervenendo, nel rispetto delle norme europee, sulle domande reiterate al solo scopo di impedire l'esecuzione imminente di un provvedimento di allontanamento o comunque reiterate più volte, pur dopo una decisione definitiva di inammissibilità o di rigetto nel merito".

"Sempre al fine di ottimizzare e velocizzare le procedure", si prevede "la possibilità di istituire, presso alcune prefetture, articolazioni territoriali dell''Unità Dublino' già operante presso il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, deputata ad individuare lo Stato UE competente all'esame della domanda ai sensi del regolamento UE n. 604/2013". Allo scopo di "razionalizzare le risorse impiegate per l'integrazione", si riservano "esclusivamente ai titolari di protezione internazionale nonché ai minori stranieri non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale attivati nell'ambito del Sistema di protezione".

CITTADINANZA - Il provvedimento studiato da Salvini introduce anche norme più severe in tema di concessione della cittadinanza alla luce "dell'accresciuta minaccia terroristica internazionale e dei preoccupanti fenomeni di contraffazione dei documenti dei Paesi d'origine prodotti dai richiedenti".

Tra le misure adottate, il decreto "incide sul riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, che attualmente opera senza limiti di generazione, e che negli ultimi anni ha determinato un incremento esponenziale di domande", limitando "la trasmissione della cittadinanza ai discendenti in linea retta di secondo grado che possono documentare lo status civitatis italiano del loro ascendente".

Allo stesso tempo "si provvede a colmare le lacune normative residue in applicazione del principio costituzionale di parità tra uomo e donna, cancellando il trattamento discriminatorio che aveva colpito le donne che avevano perduto la cittadinanza avendo contratto matrimonio con un cittadino straniero, in virtù di disposizioni della legge n. 555/1912 censurate dalla Corte Costituzionale (sentenze n. 87/1975 e n. 30/1983)".

REVOCA CITTADINANZA - Sempre in materia di cittadinanza, viene introdotto "l'istituto della revoca della cittadinanza italiana concessa ai cittadini stranieri che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale, avendo riportato condanne per gravi reati commessi con finalità di terrorismo o eversione". L'intervento normativo "che mira a consentirne l'allontanamento dal territorio nazionale, altrimenti precluso dall'acquisizione dello status di cittadino italiano, si rende necessario ed urgente nell'ambito delle politiche di prevenzione della minaccia terroristica anche connessa al fenomeno dei cosiddetti foreign fighters", sottolinea la relazione.

GIUSTIZIA - Il decreto introduce alcune novità anche sul fronte giustizia. In particolare "si allinea la disciplina prevista per il processo civile a quella già in vigore per il processo penale escludendo che il difensore della parte ammessa al gratuito patrocinio abbia diritto all'anticipazione di spese ed onorari a carico dell'erario quando l'impugnazione è dichiarata improcedibile o inammissibile". Una misura che mette in atto i propositi più volte dichiarati da Salvini, secondo il quale "bisogna fermare il business degli avvocati d'ufficio che fanno i milioni sulla pelle degli immigrati".

Rousseau hackerato, online lista donatori

Nuovo attacco hacker ai danni della piattaforma Rousseau. Rogue0, il pirata informatico che lo scorso anno ha 'bucato' il sistema operativo del Movimento 5 Stelle, è tornato in azione, condividendo sul suo profilo Twitter, alcune ore fa, due link che conducono al sito Privatebin.net, dove sarebbero stati pubblicati dati relativi al database della piattaforma M5S.

Uno dei due link rimanderebbe a una lista di donazioni effettuate lo scorso luglio con nomi, cognomi, importi e email dei donatori in chiaro. L'altro link condiviso da Rogue0 porterebbe a una lista di tabelle recenti presenti all'interno del database di Rousseau. "Ovviamente non possiamo avere la controprova, ma le tabelle rsu_academy_proponi_corso e rsu_candidati_2018 fanno sospettare che non stia bluffando", scrive su Twitter Marco Canestrari, blogger ed ex dipendente della 'Casaleggio Associati'.

In un altro tweet l'hacker pubblica quello che secondo il debunker ed esperto informatico David Puente potrebbe essere "il probabile username dell'amministratore del database in possesso del blackhat". "Se confermati questi dati, per i gestori della piattaforma non sarà una bella notizia. Oltre a dover rivedere la sicurezza dell'intera struttura, dovranno comunicare in tempi brevi al Garante e agli utenti coinvolti su quanto accaduto", scrive Puente sul suo blog. Proprio oggi su Rousseau sono in programma alcune votazioni, come le 'regionarie' per la scelta del candidato alla presidenza della regione Abruzzo e il voto per eleggere il nuovo membro del collegio dei probiviri M5S.

 

 

Fondi Lega, sì al sequestro

Il tribunale del riesame di Genova, a quanto apprende l'Adnkronos, ha confermato il sequestro dei beni della Lega al fine di recuperare i 49 milioni di euro di rimborsi elettorali relativi alla truffa per cui è stato condannato in primo grado l'ex segretario Umberto Bossi e l'ex tesoriere Francesco Belsito. "Se vogliono toglierci tutto, facciano quello che credono: abbiamo gli italiani con noi", ha commentato il ministro dell'Interno e leader leghista, Matteo Salvini. "Sono vicende del passato - ha aggiunto il vicepremier - io spero che la procura di Genova impegni il suo tempo sul disastro autostradale. Sono assolutamente tranquillo e sto attivamente lavorando sul tema dei migranti, i processi alla Storia non mi affascinano".

L'INCHIESTA - Il procedimento si riferisce ai rimborsi elettorali ricevuti dal Carroccio tra il 2008 e il 2010 che sarebbero stati prelevati dalle casse del partito e utilizzati per spese personali durante la gestione Bossi-Belsito. Nell'aprile del 2012 Bossi, travolto dallo scandalo, si è dimesso dalla segreteria di via Bellerio e poi l'anno scorso è stato condannato, assieme all'ex tesoriere del Carroccio per truffa ai danni dello Stato. Al partito sono stati sequestrati inizialmente circa due milioni di euro ma nel settembre scorso la procura di Genova ha chiesto di procedere con ulteriori sequestri anche per le somme che sarebbero state in seguito depositate sui conti del Carroccio. Il tribunale del Riesame ha respinto l'istanza e così i pm hanno fatto appello alla Cassazione, che ha accolto il ricorso contro la Lega. Ora il Tribunale del riesame di Genova ha confermato il sequestro dei 49 milioni di euro.

Conte a Ischia: decreto ad hoc per il terremoto. E incontra Ciro, il bimbo-eroe

ISCHIA. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è sull'isola d'Ischia, per una visita alla "zona rossa" nel comune di Casamicciola, quello maggiormente colpito dal terremoto del 21 agosto 2017 e dove si registrarono le due vittime del sisma. Conte, giunto sull'isola a bordo di un elicottero, è stato accolto al varco della zona rossa dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dal prefetto di Napoli Carmela Pagano, dal questore di Napoli Antonio De Iesu e dal comandante provinciale dei Carabinieri Ubaldo Del Monaco. 

A CASAMICCIOLA. «Sono qui per chiudere il cerchio. La settimana prossima andiamo in Consiglio dei ministri e porterò personalmente un decreto per le emergenze e su Ischia» ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al suo arrivo nella zona rossa di Casamicciola, parlando con alcuni abitanti. «Vigilare sulla gestione corretta dei fondi per il terremoto? Le aggiungo che, prima di portare il vostro decreto, nel pomeriggio approviamo il decreto anticorruzione» ha poi risposto a un cittadino che gli ha chiesto di vigilare sulla gestione dei fondi per la ricostruzione da parte delle amministrazioni locali. «Sono qui per alimentare la vostra speranza di tornare nelle vostre case e per darle concretezza» ha continuato Il premier, che ha ascoltato i cittadini presenti per circa 10 minuti. «Vi darò la giusta attenzione che meritate - ha poi assicurato - e mi scuso per i ritardi che si sono accumulati anche se non dipendono da questo Governo».

INCONTRO CON I SINDACI E CON CIRO. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta incontrando nel municipio di Lacco Ameno i 6 sindaci dei Comuni dell'isola d'Ischia. È la seconda tappa della sua visita sull'isola. Nel municipio di Lacco Ameno il premier ha anche incontrato Ciro, il 12enne che un anno fa fu estratto vivo dalle macerie insieme ai fratellini. 

Ex Iena Giarrusso controllerà i concorsi universitari

"Oltre che svolgere il ruolo di manager della comunicazione e mantenere i rapporti istituzionali tra il mio ufficio, il parlamento e gli altri ministeri, Dino dirigerà il nostro 'osservatorio' sui concorsi nell'università e negli enti di ricerca". Ilsottosegretario all’Istruzione Lorenzo Fioramonti, in un post su Facebook, parla della squadra di collaboratori che lo "affiancheranno nel tanto lavoro da fare".

Ad approdare al ministero è il Dino Giarrusso, ex Iena, che lo scorso 4 marzo si era candidato alle Politiche, ma non era stato eletto, con il Movimento 5 Stelle. "Laureato in Scienze della Comunicazione", ricorda Fioramonti, "ha insegnato per vari anni all'Università di Catania, prima di diventare noto in tutto il Paese come giornalista investigativo per lo show televisivo Le Iene". Il sottosegretario fa sapere: "Da quando sono entrato in servizio - meno di due mesi fa - ho ricevuto oltre trenta segnalazioni di concorsi sospetti!".

"In attesa che si riesca ad attivare presso il Miur un vero e proprio ufficio di Ombudsman (Difensore Civico) che svolga questa attività in modo regolare ed istituzionale (un obiettivo che ci proponiamo di realizzare a breve), Dino e il suo team saranno il punto di riferimento privilegiato per tutti coloro che volessero aiutarci a difendere e diffondere una cultura di trasparenza e meritocrazia nel mondo accademico italiano", sottolinea Fioramonti che conclude: "Chi meglio di una ex-Iena per farlo!".

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