Mercoledì 14 Novembre 2018 - 4:46

Campania in rivolta: «Governo da commedia, pagherà solo il Sud»

di Mario Pepe

NAPOLI. Dalla Campania arriva un sonora bocciatura per il Governo. «Mi sembra evidente che ci sia un grave momento di crisi istituzionale ed economica nel nostro Paese - dice il sindaco diNapoli, Luigi de Magistris-.Evidentemente si sono fatti molti annunci, molta propaganda e alla prova dei fatti stiamo all’apparente gioco delle tre carte nei luoghi di vertice del Governo.Questa immagine un po’ tragedia, un po’ commedia di cosa è accaduto a Palazzo Chigi sul condono la dice tutta non tanto sulla dialettica politica ma sul crollo dell’immagine istituzionale del nostro Paese». Sarcastico il governatore Vincenzo De Lucache, prima del Consiglio dei ministri, commenta: «Siamo tutti nella trepidante attesa di conoscere fra i due ministri chi è il mentitore e chi lo scemo. Uno lo acchiappiamo». Dure critiche anche da Forza Italia. «Tutta la tensione si scaricherà contro il Mezzogiorno. Basti vedere che i fatti. Su una cosa di buonsenso come la Rc auto uno propone e l’altro stoppa. E così come sulla vicenda del condono. Questo è il peggiore governo per il Mezzogiorno» dice Paolo Russo, responsabile per le Politiche del Mezzogiorno del partito di Berlusconi. Mara Carfagna, parlamentare e consigliere comunale di Napoli, parla di «surreale rissa che paralizza il Paese, ne scredita pesantemente la reputazione e getta nel cestino i sacrifici fatti dagli italiani in questi anni. Sono inadeguati e pericolosi. Uno spettacolo così indecente è inaccettabile». 

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Italia 5 stelle, Fico: «Mai alleanza con Lega»

Sono circa 30mila i presenti oggi al Circo Massimo per la kermesse di Italia 5 Stelle. Lo fanno sapere gli organizzatori della festa M5S. L'obiettivo è chiudere la serata a quota 50mila presenze, viene spiegato. "Abbiamo battuto il record di presenze di sempre a Italia 5 Stelle già da stasera", ha detto Luigi Di Maio dal palco. "Siamo al governo - ha aggiunto - e riempiamo ancora le piazze. Vi voglio bene, grazie per quello che ci avete dato in questi anni".

"Continueremo a inondare le istituzioni di persone oneste", ha promesso il vicepremier. "Nel corso di quest'anno - ha spiegato - ho cercato di tenere sempre alti i valori del M5S. Finché li abbiamo rispettati ci hanno fatto crescere sempre di più. Ogni mattina l'unica cosa che mi passa per la testa è: come devo tenere fede ai valori per cui ci sostiene tanta gente". "Negli ultimi giorni mi avete visto un po' arrabbiato", ha aggiunto, ma l'intento non era "combattere contro qualcuno" ma "tenere alto un principio che gridavamo nelle piazze: l'onestà".

"La commissione di inchiesta sulle banche - ha poi detto intervenendo di nuovo dal palco- sta per partire e tirerà fuori le follie fatte dalle banche in combutta con la politica. Spero che Paragone possa essere il presidente di quella commissione". Insieme al vicepremier e a Paragone, sul palco della kermesse sono salite alcune persone truffate dalle banche, tra cui la signora Giovanna, che contestò Matteo Renzi durante un comizio.

"Non perché siamo al governo abbiamo vinto. Il sistema è vivo e lotta contro di noi e prova a riprendersi lo Stato", ha sottolineato Di Maio. "Qui - ha poi assicurato - nessuno si è montato la testa. Quando torno al mio paese e mi chiedono 'ora che sei due volte ministro e vicepremier, come ti dobbiamo chiamare?' Io dico 'Luigi... se un giorno chiederò di essere chiamato ministro, prendimi a calci nel sedere'". "Dei venti punti" contenuti nel contratto di governo "dieci - ha fatto notare - sono nella manovra del popolo".

Oggi è intervenuto a Italia 5 Stelle anche Roberto Fico . "E' una grande emozione - ha detto - salire su questo palco da Presidente della Camera. Sembrava impossibile fino a qualche anno fa che questo percorso ci portasse ad arrivare fino a qui in questo modo e con questa forza". Il taglio dei vitalizi "sembrava impossibile, un obiettivo irraggiungibile. Abbiamo lavorato fino in fondo e alla fine siamo arrivati al risultato. Non è solo una questione economica, ma di senso. E stata riparata una ferita tra le istituzioni e i cittadini", ha sottolineato. "Non ci dobbiamo mai dimenticare - ha sottolineato Fico - di chi eravamo ieri. Spesso si arriva nei palazzi e ci si dimentica. Io non me lo dimentico mai. Oggi Montecitorio deve essere una istituzione vicina ai cittadini".

Questo governo "nasce su un contratto, non su un'alleanza - ha ricordato -. Perché l'alleanza la fai sui valori, su un patrimonio che condividi. Abbiamo fatto un'operazione che è un contratto, cerchiamo di operare in quel contratto. Ci sono cose che piacciono e altre che non piacciono. Ma si sta lavorando su quel filo". "Non è che alle elezioni ci sarà un'alleanza con la Lega... lavoreremo finché sarà possibile", ha avvertito il Presidente della Camera.

Fico ha poi posto l'accento sulla centralità del Parlamento e auspicato un dialogo tra le forze politiche di maggioranza e opposizione: "Il dialogo porta al miglioramento delle leggi. Dobbiamo riuscire a far diventare il Parlamento centrale". "Siate saldi sui nostri valori, sui nostri principi e su tutto quello che abbiamo costruito dal 2005 ad oggi. Forza e coraggio", ha detto Fico chiudendo il suo intervento.

Alessandro Di Battista, collegato via Skype dal Sud America con la piazza di Italia 5 Stelle, ha detto: "I panni sporchi vanno lavati in famiglia? E dipende, io voglio sapere cosa succede in Cdm, se c'è qualcosa che non va. Mi auguro" che le ultime questioni "siano state risolte in Cdm". "Con genuinità - ha proseguito l'ex deputato - Di Maio ha dimostrato ancora una volta da che parte sta, dalla parte dell'onestà intellettuale". "Viva la faccia", ha sottolineato Di Battista.

La finanziaria varata dal governo "è un'ottima legge - ha osservato -, garantisce diritti sociali a persone che ne erano state private". "Credo che la battaglia del presente e del futuro - ha continuato - è tra chi si vuole riprendere fette di sovranità e chi continua a ritenere che per svilupparsi dobbiamo cedere sovranità a organismi internazionali. Il Movimento lo sostengo ancora di più perché - ha concluso Di Battista - sta conducendo un battaglia contro il capitalismo finanziario, che è il nemico numero uno".

Condono annacquato

Accordo in Consiglio dei ministri sulla querelle sorta sul decreto fiscale. Ora c'è la "stesura definitiva" e "pieno accordo", ha detto il premier Giuseppe Conte al termine del Cdm.

SCUDO PER I CAPITALI ALL'ESTERO E NON PUNIBILITÀ PENALE - Via la non punibilità penale e lo scudo per i capitali all'estero. "A scanso di equivoci abbiamo valutato - ha spiegato - che tutto sommato poteva prestarsi a equivoci qualche causa di non punibilità, che avrebbe consentito di stimolare contribuenti ad aderire ma avrebbe dato un segnale di fraintendimento, quindi non ci sarà nessuna causa di non punibilità".

IL TETTO DI 100MILA EURO - I vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei cronisti a Palazzo Chigi, hanno precisato che la dichiarazione integrativa varrà "solo su base annua, sui 100mila euro di imponibile. Non per singola imposta", dunque non verrà consentito di cumulare lo 'sconto'.

NIENTE SCONTI AGLI EVASORI - Non ci saranno sconti neanche per gli evasori. Delle misure di pax fiscale "beneficeranno solo coloro che hanno fatto dichiarazione dei redditi", ma che "per difficoltà" non sono riusciti a saldare i conti con lo Stato, ha spiegato Salvini. "Finalmente - ha sottolineato - si chiudono due-tre giorni surreali, nessuno aveva voglia di scudare, condonare o regalare a nessuno". "Le polemiche di questi giorni invece di portare a un passo indietro, hanno portato a un passo avanti", ha sottolineato.

SALDO E STRALCIO - "Chiudiamo questa settimana con serenità, fiducia, compattezza con l'impegno, qui ci sono tre uomini di parola, che - ha spiegato - in sede di conversione di decreto troverà spazio il 'saldo e stralcio' per chi si trova in oggettive e certificate difficoltà economiche". "Abbiamo concordato che in sede di conversione del decreto legge - ha confermato Conte - troveremo una formulazione adeguata a tutti i contribuenti che versano in situazioni di oggettiva difficoltà economia". "In sostanza - ha aggiunto - consentiremo un ravvedimento operoso" per "andare incontro a chi si trova in oggettive e comprovante difficoltà economiche".

"Sono molto contento - ha detto Di Maio - perché potenziamo lo strumento di saldo e stralcio delle cartelle Equitalia per tutte le persone in difficoltà, ribadendo all'unanimità in Cdm che non c'è nessuna volontà di favorire chi ha capitali all'estero". "Grazie a questo decreto - ha sottolineato - nasce oggi uno Stato amico che aiuterà la parte più debole dei contribuenti".

NESSUNA PATRIMONIALE - Di Maio, rispondendo a una domanda in conferenza stampa, ha anche precisato che nel governo non c'è intenzione di varare "nessuna patrimoniale".

IL CASO DELLA 'MANINA' - Tornando su quanto avvenuto nel Cdm di lunedì scorso, Conte ha detto: "Essendo io anche il garante, ci tengo" a fare chiarezza sulla storia dell'ormai famosa 'manina', "anche perché siamo il governo non solo del cambiamento ma anche della trasparenza". "E' stato raggiunto un accordo politico in zona Cesarini, poco prima di entrare in Cdm - ha spiegato -. E' successo spesso in passato che non ci fosse nemmeno un testo scritto. Questa volta sull'articolo 9, che non era presente nell'articolato originale con cui siamo entrati in riunione" il testo non c'era inizialmente. "Mi è stato portato questo foglio con l'articolo 9. Ovviamente se anche faccio leggere una norma di natura fiscale a un commercialista è molto complessa, ho preferito dunque io riassumere i termini dell'accordo politico raggiunto, riservandoci poi di valutare la trascrizione tecnica. Il problema è nato perché, dopo le opportune verifiche, ci siamo resi conto che non rispecchiava l'accordo politico, quindi c'è stato bisogno di questo passaggio che ha portato a un'ulteriore deliberazione del Cdm".

LA LETTERA DELL'UE - Riguardo all'altro punto all'ordine del giorno del Cdm, ovvero la lettera dei commissari europei, Conte ha sottolineato: "In Europa c'è un clima di disponibilità al dialogo". Da una previsione di deficit dello 0,8% "ci trovavamo già all'1,2% e se aggiungiamo le clausole di salvaguardia che valgono lo 0,7% finiamo vicini al 2%. Sembra che - ha osservato - siamo balzati al 2,4% con una manovra arrischiata, ma la verità è che puntiamo sugli investimenti che non stiamo auspicando in modo fideistico ma che sono supportati da riforme strutturali".

"In questo momento la cosa più importante è spiegare come e perché è stata impostata questa manovra" e per questo "raggiungerò Juncker nelle prossime settimane". C'è stata comunque, per il premier, "molta attenzione da parte dei leader europei, abbiamo delineato una prospettiva ambiziosa, perché stiamo varando il piano riforme strutturali più ambizioso" di sempre. Con l'Europa - spiega - "dobbiamo confrontarci e spiegare perché siamo convinti di non avere gonfiato" il deficit: se la nostra manovra "non fosse stata meditata avremmo dovuto dire 'avete ragione' ma qui si tratta di comprendere i contenuti della manovra e interloquire". "La nostra posizione è che siamo in Europa, ci siamo molto comodi, vogliamo esercitare le nostre prerogative di stato per l'indirizzo economico ma riconosciamo gli interlocutori europei, e ci siederemo al tavolo per un dialogo leale e un confronto costruttivo e sereno".

EURO - Salvini da parte sua ha ribadito: "Non c'è e non ci sarà nessun proposito di uscire dall'Unione europea o dal sistema della moneta unica. Stiamo bene in un continente, tranne - ha aggiunto richiamando lo scontro con la Francia sul respingimento dei migranti - ai confini della Francia". Anche Di Maio ha sottolineato: "Non c'è nessuna volontà di lasciare" l'Unione europea, "i prossimi 6-7 mesi sono importanti perché arriveranno dalle istanze di cambiamento" per "cambiare l'Europa". Su questo, "decideranno i cittadini con le prossime elezioni". "Riconosciamo le istituzioni europee e ci sederemo al tavolo per discutere le istanze di questa manovra", ha concluso.

Salvini contro la Francia: «Da oggi polizia al confine»

Scontro Roma-Parigi sui migranti. Dopo gli episodi di sconfinamento di migranti a Claviere denunciati dall'Italia, il ministro dell’Interno Matteo Salvini annuncia l'invio da oggi di pattuglie di polizia per presidiare il confine. “La Francia - riferisce il vicepremier - ha comunicato di voler consegnare un gruppo di immigrati alle 9,49 di ieri, peccato - sottolinea - li avesse già abbandonati in territorio italiano".

"Non solo - continua -. Non c’è alcun accordo bilaterale Italia-Francia, scritto e ufficiale, che consenta questo tipo di operazioni. Se Parigi parla di 'prassi' ne deve rispondere il governo precedente: ora l’aria è cambiata e non accettiamo che vengano portati in Italia degli extracomunitari fermati in territorio francese, senza che le nostre forze dell’ordine possano verificarne l’identità".

"L'ennesimo abuso transalpino, che ha approfittato anche della buonafede della nostra polizia, avrà conseguenze: per nostra iniziativa a Claviere sono già state inviate delle auto di pattuglia per controllare e presidiare il confine. Dalle parole ai fatti”, conclude Salvini.

Quando Grillo urlava al pericolo spread

"Spettabile presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quasi tutto ci divide, tranne il fatto di essere italiani e la preoccupazione per il futuro della nostra Nazione". Inizia così la lettera che Beppe Grillo scrisse all'allora presidente della Repubblica quando lo spread superò quota 330, come accaduto anche ieri. Era il 29 luglio 2011: al governo c'era Berlusconi, pochi mesi dopo sarebbe arrivato Mario Monti.

"L’Italia è vicina al default, i titoli di Stato, l’ossigeno (meglio sarebbe dire l’anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati", scriveva Grillo aggiungendo: "Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni. Un’impresa impossibile senza una rivolta sociale". Poi l'attacco al governo "squalificato", che "ha perso ogni credibilità internazionale" e "non è in grado di affrontare la crisi che ha prima creato e poi negato fino alla prova dell’evidenza".

Quindi l’invito al capo dello Stato a non restare inerte: "Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti, con un l’unico mandato di evitare la catastrofe economica e di incidere sulla carne viva degli sprechi. Gli italiani, io credo, sono pronti ad affrontare grandi sacrifici per uscire dal periodo che purtroppo li aspetta, ma solo a condizione che siano ripartiti con equità e che l’esempio sia dato per primi da coloro che li governano". E ancora: "Credo - scriveva Grillo - che lei concordi con me che con questo governo l'Italia è avviata al fallimento economico e sociale e non può aspettare le elezioni del 2013 per sperare in un cambiamento".

Al via Italia 5 Stelle

Al via l'edizione 2018 di Italia 5 Stelle. Al Circo Massimo cominciano ad animarsi gli stand della manifestazione M5S, dove stasera interverrà il capo politico del Movimento e vicepremier Luigi Di Maio. Attivisti da ogni parte d'Italia, muniti di bandiere e magliette con il vessillo pentastellato, stanno arrivando nell'area dell'evento per partecipare alle attività in programma.

Già sul posto il presidente dell'Associazione Rousseau Davide Casaleggio. Girano tra gli stand i parlamentari M5S, i quali per l'occasione indossano una maglietta gialla con la scritta "Il portavoce che ti ascolta". I cittadini potranno incontrare gli eletti M5S alle Agorà (Parlamento, Regioni/Europa e Sindaci) e ai padiglioni tematici dove si svolgeranno i workshop. Allestita anche un'area bimbi. A partire dalle 18 circa sono previsti i primi interventi politici dal palco principale. Parleranno, tra gli altri, i ministri Giulia Grillo, Sergio Costa, Riccardo Fraccaro, Danilo Toninelli e il presidente della Camera Roberto Fico. Alessandro Di Battista sarà in collegamento via Skype.

Dalle aree merchandising "Ricordi a 5 Stelle" al padiglione Rousseau, dall'area ristoro (che quest'anno contempla anche cucina vegetariana e vegana) ai punti vendita dei "bicchieri a rendere" (l'evento è plastic free): molti gli stand allestiti per l'occasione. Tre padiglioni raccontano la storia del Movimento 5 Stelle, con tanto di linea del tempo: le origini, le stelle nelle istituzioni e le stelle al governo. I volti di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo campeggiano sulla facciata di alcuni tabelloni.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, stando a quanto viene riferito da fonti dell'organizzazione, dovrebbe prendere parte domani alla manifestazione. Per quanto riguarda gli artisti, Edoardo Bennato - che domani si sarebbe dovuto esibire sul palco con Grillo - probabilmente darà forfait a causa di problemi di voce.

Alta tensione nel Governo, Di Maio e Salvini ai ferri corti

ROMA. Al vice premier Salvini non è piaciuta la “sparata" di Di Maio sulla “manina" che avrebbe modificato il testo della manovra approvata nel Consiglio dei ministri e neanche l'annuncio di una nuova riunione dello stesso Consiglio. "Il decreto resta. «Non possiamo approvare un decreto e modificarlo il giorno dopo tuona il leader leghista - Non si può costruire di giorno e smontare di notte. Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni oppure scie chimiche. Questo è un governo che non ha complotti contro. Io quello che abbiamo discusso per ore ed ore in Consiglio dei ministri l'ho trovato scritto».

Fondi Lega, l’ex segretaria di Bossi: Salvini sapeva tutto

MILANO. "A Salvini segnalai tutto, lui era vice segretario federale, e con lui avevo un rapporto cameratesco. Era uno di noi. Gli dissi di fare qualcosa perché stavano sparendo tutti i soldi. Ma non si sbilanciò molto quando glielo dissi". Lo dice Daniela Cantamessa, ex dipendente e storica ex segretaria di Umberto Bossi a The Post Internazionale a proposito dei fondi del Carroccio.

"Tutto cominciò dopo il 2012", riferisce. "Quando Bossi si è dimesso aveva lasciato nelle casse del partito circa 40 milioni di euro", poi con la "gestione Maroni" le cose cambiarono nell'organizzazione. "Maroni, invece di usare la struttura storica della Lega, utilizzava strutture esterne che avevano dei costi molto alti" nonostante "la Lega avesse la sua struttura contabile che funzionava". Cantamessa dice inoltre di aver avvertito Salvini, allora vice segretario federale della Lega, di quanto stava accadendo: "A Salvini segnalai tutto".

Europee, de Magistris: mi candido se ci sono condizioni, non lascio Napoli

NAPOLI. "Stiamo lavorando per capire se ci sono le condizioni per candidarci, mi sembra che i motivi che ci spingono a candidarci aumentino. Ovviamente però abbiamo alzato molto il livello delle condizioni. Entro Natale sapremo se ci saremo". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, fondatore del movimento politico Dema, a chi gli chiede un'eventuale partecipazione del suo movimento alle elezioni europee. "E' chiaro - spiega de Magistris - che se si dovesse mettere in campo un'opzione europeista che punti a un'Europa dei popoli, dei diritti, della giustizia, dell'umanità e che vuole fare argine non solo alle destre estreme ma anche alle oligarchie liberiste, noi saremmo in prima linea. Ma questo si deve capire da qui a breve, come Dema siamo tra i protagonisti di un evento che stiamo per lanciare entro Natale e che si terrà a Roma. Il cambiamento che abbiamo in mente e la capacità di intercettare un consenso che oggi sfugge molto verso destra sono cose che riescono solo mettendo in campo un'opzione credibile", conclude. ''Se ci sono tutte le condizioni che abbiamo posto, io ci sarò. Sono disponibile a mettere il mio corpo anche a capo di una coalizione politica che non significa lasciare la carica di sindaco ma significa esserci per costruire un'Europa che sia utile a Napoli. Ma se anche una sola delle condizioni poste non si dovesse realizzare, allora non metterei a disposizione la mia carta d'identità".

Condono, Lega contro Di Maio: "Tutti sapevano"

Si alimenta di ora in ora lo scontro tra M5S e Lega sul condono contenuto nel decreto fiscale. Il sottosegretario all'Economia della Lega Massimo Garavaglia questa mattina ha sostenuto che il testo era noto a tutti. "E' evidente, ma tutti lo sapevano", ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se fosse a conoscenza dei provvedimenti sulla pace fiscale contestati dal vicepremier Luigi Di Maio. Anche Di Maio sapeva? "Non lo so, chiedete a lui...", ha replicato il leghista, incalzato dai cronisti.

Parole quelle del sottosegretario che hanno mandato su tutte le furie i vertici del Movimento. La viceministra all'Economia Laura Castelli dice all'Adnkronos: "Lunedì prima del Consiglio dei ministri c'è stato un tavolo politico in cui l'accordo raggiunto prevedeva nessun condono penale e niente scudo fiscale sui capitali esteri. Adesso Garavaglia e la Lega ci dicono che approvano una norma che introduce condoni penali e scudi fiscali per capitali all'estero? Allora - sottolinea - c'è un problema politico".

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