Giovedì 15 Novembre 2018 - 3:53

Salvini contro la Francia: «Da oggi polizia al confine»

Scontro Roma-Parigi sui migranti. Dopo gli episodi di sconfinamento di migranti a Claviere denunciati dall'Italia, il ministro dell’Interno Matteo Salvini annuncia l'invio da oggi di pattuglie di polizia per presidiare il confine. “La Francia - riferisce il vicepremier - ha comunicato di voler consegnare un gruppo di immigrati alle 9,49 di ieri, peccato - sottolinea - li avesse già abbandonati in territorio italiano".

"Non solo - continua -. Non c’è alcun accordo bilaterale Italia-Francia, scritto e ufficiale, che consenta questo tipo di operazioni. Se Parigi parla di 'prassi' ne deve rispondere il governo precedente: ora l’aria è cambiata e non accettiamo che vengano portati in Italia degli extracomunitari fermati in territorio francese, senza che le nostre forze dell’ordine possano verificarne l’identità".

"L'ennesimo abuso transalpino, che ha approfittato anche della buonafede della nostra polizia, avrà conseguenze: per nostra iniziativa a Claviere sono già state inviate delle auto di pattuglia per controllare e presidiare il confine. Dalle parole ai fatti”, conclude Salvini.

Quando Grillo urlava al pericolo spread

"Spettabile presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quasi tutto ci divide, tranne il fatto di essere italiani e la preoccupazione per il futuro della nostra Nazione". Inizia così la lettera che Beppe Grillo scrisse all'allora presidente della Repubblica quando lo spread superò quota 330, come accaduto anche ieri. Era il 29 luglio 2011: al governo c'era Berlusconi, pochi mesi dopo sarebbe arrivato Mario Monti.

"L’Italia è vicina al default, i titoli di Stato, l’ossigeno (meglio sarebbe dire l’anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati", scriveva Grillo aggiungendo: "Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni. Un’impresa impossibile senza una rivolta sociale". Poi l'attacco al governo "squalificato", che "ha perso ogni credibilità internazionale" e "non è in grado di affrontare la crisi che ha prima creato e poi negato fino alla prova dell’evidenza".

Quindi l’invito al capo dello Stato a non restare inerte: "Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti, con un l’unico mandato di evitare la catastrofe economica e di incidere sulla carne viva degli sprechi. Gli italiani, io credo, sono pronti ad affrontare grandi sacrifici per uscire dal periodo che purtroppo li aspetta, ma solo a condizione che siano ripartiti con equità e che l’esempio sia dato per primi da coloro che li governano". E ancora: "Credo - scriveva Grillo - che lei concordi con me che con questo governo l'Italia è avviata al fallimento economico e sociale e non può aspettare le elezioni del 2013 per sperare in un cambiamento".

Al via Italia 5 Stelle

Al via l'edizione 2018 di Italia 5 Stelle. Al Circo Massimo cominciano ad animarsi gli stand della manifestazione M5S, dove stasera interverrà il capo politico del Movimento e vicepremier Luigi Di Maio. Attivisti da ogni parte d'Italia, muniti di bandiere e magliette con il vessillo pentastellato, stanno arrivando nell'area dell'evento per partecipare alle attività in programma.

Già sul posto il presidente dell'Associazione Rousseau Davide Casaleggio. Girano tra gli stand i parlamentari M5S, i quali per l'occasione indossano una maglietta gialla con la scritta "Il portavoce che ti ascolta". I cittadini potranno incontrare gli eletti M5S alle Agorà (Parlamento, Regioni/Europa e Sindaci) e ai padiglioni tematici dove si svolgeranno i workshop. Allestita anche un'area bimbi. A partire dalle 18 circa sono previsti i primi interventi politici dal palco principale. Parleranno, tra gli altri, i ministri Giulia Grillo, Sergio Costa, Riccardo Fraccaro, Danilo Toninelli e il presidente della Camera Roberto Fico. Alessandro Di Battista sarà in collegamento via Skype.

Dalle aree merchandising "Ricordi a 5 Stelle" al padiglione Rousseau, dall'area ristoro (che quest'anno contempla anche cucina vegetariana e vegana) ai punti vendita dei "bicchieri a rendere" (l'evento è plastic free): molti gli stand allestiti per l'occasione. Tre padiglioni raccontano la storia del Movimento 5 Stelle, con tanto di linea del tempo: le origini, le stelle nelle istituzioni e le stelle al governo. I volti di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo campeggiano sulla facciata di alcuni tabelloni.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, stando a quanto viene riferito da fonti dell'organizzazione, dovrebbe prendere parte domani alla manifestazione. Per quanto riguarda gli artisti, Edoardo Bennato - che domani si sarebbe dovuto esibire sul palco con Grillo - probabilmente darà forfait a causa di problemi di voce.

Alta tensione nel Governo, Di Maio e Salvini ai ferri corti

ROMA. Al vice premier Salvini non è piaciuta la “sparata" di Di Maio sulla “manina" che avrebbe modificato il testo della manovra approvata nel Consiglio dei ministri e neanche l'annuncio di una nuova riunione dello stesso Consiglio. "Il decreto resta. «Non possiamo approvare un decreto e modificarlo il giorno dopo tuona il leader leghista - Non si può costruire di giorno e smontare di notte. Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni oppure scie chimiche. Questo è un governo che non ha complotti contro. Io quello che abbiamo discusso per ore ed ore in Consiglio dei ministri l'ho trovato scritto».

Fondi Lega, l’ex segretaria di Bossi: Salvini sapeva tutto

MILANO. "A Salvini segnalai tutto, lui era vice segretario federale, e con lui avevo un rapporto cameratesco. Era uno di noi. Gli dissi di fare qualcosa perché stavano sparendo tutti i soldi. Ma non si sbilanciò molto quando glielo dissi". Lo dice Daniela Cantamessa, ex dipendente e storica ex segretaria di Umberto Bossi a The Post Internazionale a proposito dei fondi del Carroccio.

"Tutto cominciò dopo il 2012", riferisce. "Quando Bossi si è dimesso aveva lasciato nelle casse del partito circa 40 milioni di euro", poi con la "gestione Maroni" le cose cambiarono nell'organizzazione. "Maroni, invece di usare la struttura storica della Lega, utilizzava strutture esterne che avevano dei costi molto alti" nonostante "la Lega avesse la sua struttura contabile che funzionava". Cantamessa dice inoltre di aver avvertito Salvini, allora vice segretario federale della Lega, di quanto stava accadendo: "A Salvini segnalai tutto".

Europee, de Magistris: mi candido se ci sono condizioni, non lascio Napoli

NAPOLI. "Stiamo lavorando per capire se ci sono le condizioni per candidarci, mi sembra che i motivi che ci spingono a candidarci aumentino. Ovviamente però abbiamo alzato molto il livello delle condizioni. Entro Natale sapremo se ci saremo". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, fondatore del movimento politico Dema, a chi gli chiede un'eventuale partecipazione del suo movimento alle elezioni europee. "E' chiaro - spiega de Magistris - che se si dovesse mettere in campo un'opzione europeista che punti a un'Europa dei popoli, dei diritti, della giustizia, dell'umanità e che vuole fare argine non solo alle destre estreme ma anche alle oligarchie liberiste, noi saremmo in prima linea. Ma questo si deve capire da qui a breve, come Dema siamo tra i protagonisti di un evento che stiamo per lanciare entro Natale e che si terrà a Roma. Il cambiamento che abbiamo in mente e la capacità di intercettare un consenso che oggi sfugge molto verso destra sono cose che riescono solo mettendo in campo un'opzione credibile", conclude. ''Se ci sono tutte le condizioni che abbiamo posto, io ci sarò. Sono disponibile a mettere il mio corpo anche a capo di una coalizione politica che non significa lasciare la carica di sindaco ma significa esserci per costruire un'Europa che sia utile a Napoli. Ma se anche una sola delle condizioni poste non si dovesse realizzare, allora non metterei a disposizione la mia carta d'identità".

Condono, Lega contro Di Maio: "Tutti sapevano"

Si alimenta di ora in ora lo scontro tra M5S e Lega sul condono contenuto nel decreto fiscale. Il sottosegretario all'Economia della Lega Massimo Garavaglia questa mattina ha sostenuto che il testo era noto a tutti. "E' evidente, ma tutti lo sapevano", ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se fosse a conoscenza dei provvedimenti sulla pace fiscale contestati dal vicepremier Luigi Di Maio. Anche Di Maio sapeva? "Non lo so, chiedete a lui...", ha replicato il leghista, incalzato dai cronisti.

Parole quelle del sottosegretario che hanno mandato su tutte le furie i vertici del Movimento. La viceministra all'Economia Laura Castelli dice all'Adnkronos: "Lunedì prima del Consiglio dei ministri c'è stato un tavolo politico in cui l'accordo raggiunto prevedeva nessun condono penale e niente scudo fiscale sui capitali esteri. Adesso Garavaglia e la Lega ci dicono che approvano una norma che introduce condoni penali e scudi fiscali per capitali all'estero? Allora - sottolinea - c'è un problema politico".

Mattarella: "Politica sia responsabile"

La politica deve essere responsabile. E' il monito che arriva dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un saluto indirizzato alla Assemblea generale 2018 di Assolombarda. "E' indispensabile uno sforzo condiviso per dimostrare la capacità del nostro Paese di affrontare le sfide", sottolinea. "Servono un dialogo costruttivo e un alto senso di responsabilità - evidenzia il capo dello Stato - da parte della politica, delle istituzioni e delle imprese, delle associazioni e della società civile per scelte consapevoli con una visione di lungo termine nell'interesse collettivo".

"La qualità delle aziende italiane e la loro abilità ad affermarsi sui mercati internazionali, inserendosi nelle catene del valore globale, prospera - fa notare - solo in un mondo aperto e integrato. Il rallentamento del ciclo del commercio internazionale, i segnali di ulteriori tensioni e misure protezionistiche - avverte Mattarella - rischiano di pesare sulla fiducia".

Intervenendo poi a Pontedera alla cerimonia commemorativa per il quarantesimo anniversario della morte di Giovanni Gronchi, il capo dello Stato sottolinea: "Il Presidente della Repubblica pro-tempore è portatore dell'indirizzo di attuazione e di rispetto della Costituzione". In Giovanni Gronchi fu "ferma" la "distinzione tra significato e insopprimibilità dei valori patriottici e - conclude - le infatuazioni di vuoti rigurgiti nazionalistici".

Caos condono, cosa c'è nel testo "manipolato"

Tetto dell'imponibile più alto, sanatoria dell'Iva e colpo di spugna su reati tributari e penali. Sono alcuni dei punti che sarebbero stati inseriti nella bozza del decreto fiscale collegato alla manovra, finito al centro delle polemiche dopo le accuse di manipolazione da parte di Luigi Di Maio. Un testo ritoccato da una 'manina', stando alle dichiarazioni del vicepremier, dove il condono si allarga fino a diventare 'tombale'. Non solo Irpef, Irap e contributi previdenziali, ma anche Iva e attività detenute all'estero. Il tetto di 100 mila dell'imponibile, da complessivo, si sposta su ogni singola imposta, mentre spunta uno scudo penale relativo a dichiarazione fraudolenta e riciclaggio di denaro.

TETTO IMPONIBILE - Nella bozza del dl fiscale, che secondo il vicepremier sarebbe stata 'manomessa', il tetto massimo di 100 mila euro dell'imponibile viene alzato in quanto non riferito all'intera somma delle imposte condonate ma alla singola imposta con conseguente effetto moltiplicativo. Nella bozza del decreto fiscale collegato alla manovra, infatti, si legge che ''l'integrazione degli imponibili è ammessa nel limite massimo di 100.000 euro per singola imposta e per periodo d'imposta''. In questo modo, ovvero applicando il tetto di 100mila euro per ogni singola imposta, cioè 5, e per ogni anno d'imposta, per un totale di 5 anni, si arriverebbe ad un totale di 2,5 milioni di euro.

SANATORIA ESTESA - La bozza del decreto prevede una sanatoria estesa ai contributi previdenziali, alle imposte sostitutive e anche all'Iva. In particolare, sul massimo imponibile ''si applica, senza sanzioni, interessi o altri oneri accessori un'imposta sostitutiva del 20% ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dei contributi previdenziali, dell'imposta sul valore degli immobili all'estero, dell'imposta sul valore delle attività finanziarie all'estero e dell'imposta regionale sulle attività produttive".

Per quanto riguarda l'Iva la sanatoria è possibile pagando un'aliquota media, altrimenti quella ordinaria del 22%. In un paragrafo del dl infatti si spiega che sull'Iva sarà applicata ''l'aliquota media per l'imposta sul valore aggiunto, risultante dal rapporto tra l'imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d'affari dichiarato, tenendo conto dell'esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali. Nei casi in cui non è possibile determinare l'aliquota media, si applica l'aliquota ordinaria'', ovvero il 22%.

SCUDO PENALE - Nella bozza del decreto è inoltre stato inserito uno scudo penale. Nel testo infatti si specifica che non sono puniti i reati relativi alle: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici; dichiarazione infedele; omesso versamento di ritenute dovute o certificate; omesso versamento di Iva. Per questi casi viene esclusa anche la punibilità delle condotte relative al riciclaggio e dell'impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita se riferite ai reati precedenti.

Decreto 'truccato', chat 5 Stelle in subbuglio

Chat 5 Stelle in subbuglio dopo la pesante accusa lanciata ieri sera dal vicepremier Luigi Di Maio nel salotto di Bruno Vespa a proposito della 'manina' che secondo il capo politico grillino avrebbe manipolato il testo del dl fiscale varato dal Consiglio dei ministri. Se i sospetti dei vertici del M5S si concentrano sui tecnici del Ministero dell'Economia, non pochi parlamentari puntano invece il dito contro la Lega.

A gettare acqua sul fuoco - spiegano all'Adnkronos fonti M5S - ci ha pensato stamattina la sottosegretaria al Mef Laura Castelli: "E' un problema di tecnici. Non alimentiamo lo scontro con la Lega, che non c'entra", avrebbe scritto Castelli in chat rispondendo ad alcuni deputati pentastellati.

La Commissione Bilancio di Montecitorio si sarebbe dovuta riunire alle 9 per esaminare il dl fiscale ma il caso scoppiato ieri sera ha fatto rinviare la seduta. Secondo quanto si apprende, agli eletti M5S i vertici del Movimento avrebbero chiesto di non rilasciare dichiarazioni per il momento.

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