Venerdì 16 Novembre 2018 - 1:12

Caos condono, cosa c'è nel testo "manipolato"

Tetto dell'imponibile più alto, sanatoria dell'Iva e colpo di spugna su reati tributari e penali. Sono alcuni dei punti che sarebbero stati inseriti nella bozza del decreto fiscale collegato alla manovra, finito al centro delle polemiche dopo le accuse di manipolazione da parte di Luigi Di Maio. Un testo ritoccato da una 'manina', stando alle dichiarazioni del vicepremier, dove il condono si allarga fino a diventare 'tombale'. Non solo Irpef, Irap e contributi previdenziali, ma anche Iva e attività detenute all'estero. Il tetto di 100 mila dell'imponibile, da complessivo, si sposta su ogni singola imposta, mentre spunta uno scudo penale relativo a dichiarazione fraudolenta e riciclaggio di denaro.

TETTO IMPONIBILE - Nella bozza del dl fiscale, che secondo il vicepremier sarebbe stata 'manomessa', il tetto massimo di 100 mila euro dell'imponibile viene alzato in quanto non riferito all'intera somma delle imposte condonate ma alla singola imposta con conseguente effetto moltiplicativo. Nella bozza del decreto fiscale collegato alla manovra, infatti, si legge che ''l'integrazione degli imponibili è ammessa nel limite massimo di 100.000 euro per singola imposta e per periodo d'imposta''. In questo modo, ovvero applicando il tetto di 100mila euro per ogni singola imposta, cioè 5, e per ogni anno d'imposta, per un totale di 5 anni, si arriverebbe ad un totale di 2,5 milioni di euro.

SANATORIA ESTESA - La bozza del decreto prevede una sanatoria estesa ai contributi previdenziali, alle imposte sostitutive e anche all'Iva. In particolare, sul massimo imponibile ''si applica, senza sanzioni, interessi o altri oneri accessori un'imposta sostitutiva del 20% ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dei contributi previdenziali, dell'imposta sul valore degli immobili all'estero, dell'imposta sul valore delle attività finanziarie all'estero e dell'imposta regionale sulle attività produttive".

Per quanto riguarda l'Iva la sanatoria è possibile pagando un'aliquota media, altrimenti quella ordinaria del 22%. In un paragrafo del dl infatti si spiega che sull'Iva sarà applicata ''l'aliquota media per l'imposta sul valore aggiunto, risultante dal rapporto tra l'imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d'affari dichiarato, tenendo conto dell'esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali. Nei casi in cui non è possibile determinare l'aliquota media, si applica l'aliquota ordinaria'', ovvero il 22%.

SCUDO PENALE - Nella bozza del decreto è inoltre stato inserito uno scudo penale. Nel testo infatti si specifica che non sono puniti i reati relativi alle: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici; dichiarazione infedele; omesso versamento di ritenute dovute o certificate; omesso versamento di Iva. Per questi casi viene esclusa anche la punibilità delle condotte relative al riciclaggio e dell'impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita se riferite ai reati precedenti.

Decreto 'truccato', chat 5 Stelle in subbuglio

Chat 5 Stelle in subbuglio dopo la pesante accusa lanciata ieri sera dal vicepremier Luigi Di Maio nel salotto di Bruno Vespa a proposito della 'manina' che secondo il capo politico grillino avrebbe manipolato il testo del dl fiscale varato dal Consiglio dei ministri. Se i sospetti dei vertici del M5S si concentrano sui tecnici del Ministero dell'Economia, non pochi parlamentari puntano invece il dito contro la Lega.

A gettare acqua sul fuoco - spiegano all'Adnkronos fonti M5S - ci ha pensato stamattina la sottosegretaria al Mef Laura Castelli: "E' un problema di tecnici. Non alimentiamo lo scontro con la Lega, che non c'entra", avrebbe scritto Castelli in chat rispondendo ad alcuni deputati pentastellati.

La Commissione Bilancio di Montecitorio si sarebbe dovuta riunire alle 9 per esaminare il dl fiscale ma il caso scoppiato ieri sera ha fatto rinviare la seduta. Secondo quanto si apprende, agli eletti M5S i vertici del Movimento avrebbero chiesto di non rilasciare dichiarazioni per il momento.

Condoni e manine

Rispunta la 'manina' e scoppia il caso condono nel governo. A sganciare la bomba è il vicepremier Luigi Di Maio dal salotto di Bruno Vespa. L'accusa è pesante. Secondo quanto dichiarato dal capo politico dei 5 Stelle il testo sulla pace fiscale trasmesso al Quirinale sarebbe stato manipolato dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri. L'ignota 'manina' avrebbe ritoccato il decreto e sarebbe così apparso anche uno scudo per il riciclaggio. Di Maio annuncia l'intenzione di depositare subito una denuncia alla Procura della Repubblica e assicura che se il testo non verrà modificato, cancellando la parte sui capitali all'estero, i 5 Stelle non lo voteranno.

Dopo le parole del vicepremier il Colle però precisa di non aver mai ricevuto il documento. A chiarire cosa è accaduto è da Bruxelles il premier Giuseppe Conte. Informato delle criticità emerse nel decreto, il presidente del Consiglio ha bloccato l'invio ufficiale del testo al Quirinale. Il premier vuole infatti rivedere personalmente il provvedimento articolo per articolo. Fonti di Palazzo Chigi spiegano che il decreto fiscale, come è consuetudine, era stato anticipato ma solo in via meramente informale. Insomma il testo ufficiale non è ancora stato trasmesso al Presidente della Repubblica per l'esame, la firma e l'emanazione.

La soluzione per Di Maio è allora stralciare quella parte. Il caso però ormai è esploso ed è gelo con il Carroccio. Da Vespa il vicepremier chiarisce: "Non ho ragione di dubitare della Lega. Ci siamo stretti la mano. Escludo responsabilità politiche perché - sottolinea - mi fido delle persone con cui sono al governo". I sospetti del Movimento 5 Stelle si concentrano sui tecnici del Tesoro. La reazione del Carroccio però è piccata. ''Noi siamo gente seria e non sappiamo niente di decreti truccati", riferiscono alcuni esponenti dei vertici della Lega. Parole per nulla distensive che fanno capire come la tensione resti alta nel governo gialloverde.

Riace, Lucano: accetto con il cuore l'invito del sindaco de Magistris

NAPOLI. "Accetto con il cuore l'invito del sindaco de Magistris". Lo ha detto il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, ai microfoni di Radio Crc, durante la trasmissione Barba e Capelli. In collegamento anche il primo cittadino di Napoli. Fitto e caloroso lo scambio di battute tra i due: "De Magistris - ha aggiunto Lucano - è uno dei sindaci che ammiro di più e che conosce bene la nostra terra. Mi trovo in una condizione che non avrei mai immaginato, ma non faccio un passo indietro. Oltre a dimostrare la mia innocenza personale, credo che questa vicenda, in un momento storico particolare, possa dare un contributo ad un'idea di politica che va in direzione opposta rispetto a ciò che sta accadendo in questo Paese". "Il problema di Riace - ha detto De Magistris - non è l'immigrazione, ma l'emigrazione, lo spopolamento di quella terra. Solo chi non conosce Riace non capisce cosa sia accaduto lì in questi anni. Lucano è stato punito perché considerato socialmente pericoloso. Riace deve diventare la roccaforte della resistenza del nostro Paese, per l'attuazione dei valori costituzionali. Questa lotta la vinceremo insieme". 

“Campania laboratorio politico, la sinistra unita sarà ago della bilancia”

NAPOLI - “La Campania è sempre stata un laboratorio politico capace di elaborare proposte innovative che hanno poi influenzato gli scenari del Paese. In quest’ottica riteniamo opportuno lavorare per  una Sinistra unita che, mai come adesso, è soprattutto ‘necessaria’. Lo è per fronteggiare l’avanzata in Italia e in Europa dei movimenti populisti,  sovranisti e anti europeisti.  

Lo è per rivendicare i diritti dei lavoratori, delle fasce più deboli della nostra comunità e dei giovani del Mezzogiorno completamente dimenticati dal Governo attuale e da quelli precedenti. Lo è per impedire che il Sud sia sempre più fanalino di coda in Europa tra politiche occupazionali vecchie e superate e redditi di cittadinanza che sanno tanto di elemosina. Lo è per cercare di riequilibrare il divario tra Nord e Sud del Paese a partire dalla perequazione dei servizi sociosanitari, dei trasporti pubblici, dell’accesso al credito per le start up, le piccole aziende, gli artigiani.  

Di questo e tanto altro parleremo con i nostri ospiti e con tutte le forze della sinistra che saranno presenti per formare una Sinistra più forte, unita, che sappia essere ago della bilancia nella scelta dei cittadini tra la politica degli annunci e dell’odio e quella dei diritti e della solidarietà”. Lo afferma Felice Iossa, presidente di "Nuovi Orizzonti" presentando la Prima Festa della “Sinistra necessaria” organizzata dall’associazione Nuovi Orizzonti che si terrà a Napoli il 26 e 27 ottobre 2018.

Una due giorni di dibattiti e iniziative tra le varie esperienze della sinistra campana e nazionale.  L’apertura è prevista per venerdì 26 ottobre  alle ore 17.30 presso la “Sala degli specchi” di Palazzo Zapata a piazza Trieste e Trento.

A confrontarsi sul tema della Sinistra necessaria saranno la vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, Michela Rostan,  i deputati di Liberi e Uguali, Guglielmo Epifani e Federico Conte, l’accademico Claudio Signorile, l’analista politico Nunziante Mastrolia,  il sociologo Luciano Pellicani, moderati da Salvatore Sannino.   

La seconda giornata di lavori, sabato 27 ottobre,  vedrà come protagonisti il tema della solidarietà e delle nuove opportunità per i giovani. Presso l’Istituto penitenziario Minorile di Nisida, a partire dalle ore 18.00 sarà possibile assistere alle esibizioni dei ragazzi del Laboratorio teatrale di Nisida, e dei “Monelli tra i fornelli”.  Seguirà il confronto tra i giovani dell’I.P.M. con gli imprenditori e gli operatori sociali moderato da Pasquale Giardiello. Sarà presente il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Arrestato per droga neo militante della Lega, scoppia la polemica

NAPOLI. Infiamma la polemica politica dopo l'arresto, nell'ambito di un maxiblitz antidroga, di Bartolomeo Falco, 53 anni, ex consigliere comunale di Comiziano, recentemente avvicinatosi alla Lega. Falco, accusato di detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, è finito in manette lunedì nell'ambito dell'operazione “White stone" contro il traffico di droga tra Napoli e Caserta. La Lega è intervenuta con una nota ufficiale. Falco, si sottolinea nel comunicato del Carroccio, «non risulta avere alcuna nomina dal partito. L'ex consigliere comunale, ed esponente dell'Udc per lungo corso, si era da pochi mesi avvicinato alla Lega di Salvini. All'epoca dei fatti incensurato, era stato individuato dalla segreteria provinciale e annunciato a mezzo stampa come possibile referente sul territorio, ma mai alcuna nomina gli è stata affidata. La Lega era e resterà sempre dalla parte della legalità. Il Coordinamento regionale si riserva di adire le vie legali contro chiunque strumentalizzi questa vicenda per fini politici e con l'intento di screditare l'ottimo lavoro svolto in questi anni in Campania». Sul caso interviene il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: «È troppo facile, dopo l'arresto per spaccio di droga, prendere le distanze da Falco. Probabilmente lo spaccio di droga come il furto di 49 milioni di euro non sono considerati reati importanti per gli uomini del Carroccio. Non a caso le bacheche facebook dei parcheggiatori abusivi napoletani sono piene di foto e slogan di sostegno a Salvini».

Presidente della Repubblica di Romania a Napoli: città viva e vibrante

NAPOLI. Il Presidente della Repubblica di Romania, Klaus Iohannis, in visita ufficiale in Italia, dopo la visita a Roma al presidente Mattarella, ha scelto Napoli come tappa del suo viaggio istituzionale. Questa mattina, accompagnato da una folta delegazione e dal Console onorario di Romania a Napoli, Gilda Pacifico, ha incontrato il Sindaco Luigi de Magistris. Prima di cedere la parola al Presidente, il Sindaco lo ha ringraziato per la visita e ha dichiarato: «Mi auguro che durante queste ore che il Presidente ha trascorso e trascorrerà nella nostra città, possa cogliere i problemi, le sofferenze e le ferite, ma anche le tante bellezze della nostra città, che sa produrre emozioni e che sprigiona una grande energia di vita». Durante il colloquio, avvenuto a Palazzo San Giacomo, Iohannis ha espresso il suo apprezzamento per la città di Napoli: «Ho voluto visitare questa città per vedere una città vivace, vibrante, piena di passione. Abbiamo visto soltanto cose belle. Una città viva e vibrante». «Ho notato che lei ha portato un nuovo respiro, una nuova energia alla città. - ha continuato - Aver aperto la città alla via della cultura e del turismo potrà portare Napoli ad uno sviluppo forte e sostenibile». Il Presidente si è poi soffermato sul tema delle migrazioni: «La ringrazio in qualità di cittadino europeo, perché è ciò di cui abbiamo bisogno. Il Mediterraneo, che 2000 anni fa era una zona di pace e di universalità, oggigiorno si è trasformato in una zona difficile a causa del problema della migrazione. Questa sua apertura non può che portare ad una pace duratura e allo sviluppo». L’incontro è terminato con il tradizionale scambio di doni e con la firma da parte del Presidente del libro d’onore. Nella dedica, tra l’altro, Iohannis ha ringraziato la città e il Sindaco per l’ospitalità, ricordando l’importanza storica della città di Napoli e della sua apertura all’internazionalismo e alla multiculturalità.

Infarto per Nichi Vendola, è in terapia intensiva

Malore per Nichi Vendola. Lunedì scorso, l'ex governatore pugliese ha accusato un malessere ed è stato ricoverato presso l'Ospedale Gemelli di Roma, dove gli è stato diagnosticato un infarto. Sottoposto a intervento chirurgico, a Vendola è stato applicato uno stent. Nei prossimi giorni verranno date ulteriori notizie sullo stato di salute del paziente che è in terapia intensive e non è in pericolo di vita. Lo si apprende da fonti di Sinistra Italiana-Leu.

Riace, De Magistris: pronti a ospitare Lucano a Napoli

NAPOLI. "Caro Mimmo lo so che non lascerai la tua e nostra amata Calabria ma se vuoi ti ospitiamo con amore a Napoli". Lo afferma, in un tweet, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris dopo la decisione del Tribunale del Riesame che ha revocato la misura dei domiciliari per il sindaco di Riace Mimmo Lucano disponendo il divieto di dimora a Riace. "Il divieto di dimora nella tua Riace è peggio degli arresti domiciliari - conclude - Ma non potranno mai arrestare la rivoluzione. Riace vivrà con Lucano sindaco!".

Senato, bye bye vitalizi

Il Consiglio di Presidenza del Senato ha approvato, secondo quanto si apprende a palazzo Madama, la riforma dei vitalizi per gli ex senatori secondo il metodo contributivo disposto dalla Camera. L'ok alla riforma con i tagli agli ex parlamentari è passato con 10 voti e un astenuto, ha riferito il questore Paolo Arrigoni (Lega) al termine della riunione.

"Detto, fatto. Promessa mantenuta. Bye bye vitalizi anche per gli ex senatori. Questo privilegio non esisterà più per nessuno. Evviva!" scrive in un post su Facebook il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, dopo l'approvazione della riforma.

"Anche il Senato dice stop a vecchi e assurdi privilegi" dichiarano poi in una nota i senatori della Lega Paolo Arrigoni, Roberto Calderoli, Tiziana Nisini e Paolo Tosato. "Abbiamo agito in tempi rapidissimi per portare avanti una battaglia della Lega e per mantenere una promessa che le forze del governo del cambiamento hanno fatto ai cittadini. Dalle parole ai fatti, contro i privilegi di pochi, in favore di tutti gli italiani".

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