Sabato 21 Aprile 2018 - 7:50

Cassa previdenza ragionieri, confermato Pagliuca

ROMA - Luigi Pagliuca è stato confermato all'unanimità Presidente del Consiglio di amministrazione della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri. 

Pagliuca, 52 anni, commercialista milanese, è al secondo mandato ai vertici dell'Istituto previdenziale.

"Ringrazio il CdA per la fiducia che mi è stata accordata Un riconoscimento importante che testimonia i progressi che l'Ente ha saputo conquistare in questi anni. Risultati che sono sotto gli occhi di tutti - ha commentato Pagliuca -, dalle importanti conquiste per il profilo degli esperti contabili, fino ai dati positivi approvati con l'ultimo bilancio. C'è ancora tanto lavoro da fare al fine di tutelare il futuro dei nostri iscritti, confermare le promesse previdenziali e continuare nel percorso di un maggiore riconoscimento delle professioni nel nostro paese".

Il Consiglio d'Amministrazione della Cnpr ha confermato nella carica di vicepresidente anche Giuseppe Scolaro, 55 anni, commercialista in Torino. “Mi unisco ai ringraziamenti verso i componenti del Consiglio di Amministrazione per la riconfermata fiducia. Ci attendono quattro anni di lavoro per completare il percorso di consolidamento della sostenibilità dell’ente – ha sottolineato Scolaro, per il miglioramento ulteriore delle misure di welfare passivo e per l’introduzione di misure di welfare attivo, che siano di sostegno ai redditi e alla crescita professionale degli associati”.

Nel corso della riunione c'è stato anche l'insediamento del consigliere Donato Montibello, designato dal Ministero del Lavoro.

Santarsiero: «Felici dell’assoluzione di Mancino»

POTENZA. Il presidente del consiglio regionale della Basilicata, Vito Santarsiero, in merito all'assoluzione dell’ex ministro Mancino nel processo Stato-mafia, ha rilasciato una dichiarazione al “Roma”:  «La piena assoluzione nel processo di Palermo sulla trattativa Stato - mafia di Nicola Mancino, già Presidente del Senato, vice Presidente del Csm, ministro dell’interno ed anche Presidente della Regione Campania, che ha sempre rivendicato con orgoglio le sue origini Lucane, ci riempie di gioia e conferma le sue qualità di servitore dello Stato e uomo delle Istituzioni. Personalmente non posso non sottolineare la sua decisiva azione di parlamentare e uomo di governo nel sostenere politiche per il mezzogiorno ed in particolare la sua azione per la ricostruzione post sisma. Al Presidente Mancino i nostri auguri e l’invito a tornare presto a visitare la nostra terra».

Prendono a sprangate bullo del figlio

Picchiato a colpi di spranga dai genitori di un bambino di 10 anni che aveva umiliato pubblicamente. Accade a Ragusa, dove la Polizia ha denunciato per rissa una coppia di albanesi e il bullo 16enne, che domenica 8 aprile si era pulito le scarpe sulla faccia e sui vestiti del bimbo. A interrompere la vera e propria spedizione punitiva è stato un poliziotto libero dal servizio che passando in auto da via Coljanni, davanti l'ingresso di una sala giochi, ha notato un uomo armato di spranga in ferro picchiare un ragazzo, mentre altri scappavano via. L'intervento immediato ha posto fine alla furia dell'aggressore, che ha gettato subito la spranga. Insieme a lui anche la moglie, armata di una stecca da biliardo anche questa subito gettata a terra.

Grazie alle immagini dell'impianto di videosorveglianza e ai racconti dei testimoni gli investigatori sono riusciti a ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. A scatenare la rissa era stato un atto di bullismo. Gli amici del 16enne avevano tirato un uovo e alcuni schizzi erano finiti sulle scarpe del ragazzino facendo ridere tutti. Pensando che l'uovo fosse stato lanciato proprio dal bimbo, il 16enne, però, lo aveva aggredito e spinto a terra. Poi lo aveva umiliato pulendosi le scarpe prima sulla sua faccia e poi sui vestiti. Una volta a casa il bambino ha raccontato tutto ai genitori che hanno deciso di farsi giustizia da soli.

Giunto nella sala giochi frequentata dai ragazzi del quartiere, il padre della piccola vittima ha chiamato il 16enne e lo ha preso a schiaffi. Poi si è allontanato tornando subito dopo armato di spranga, deciso a punire i ragazzi che avevano umiliato il figlio. Mentre sferrava i primi colpi con la spranga, il 16enne lo ha colpito con un casco. E' stato a quel punto che anche la moglie dell'uomo è intervenuta, impugnando una stecca da biliardo e minacciando tutti di non avvicinarsi mentre il marito si faceva giustizia da solo. Il bullo, inseguito dal suo aggressore, ha raggiunto l'uscita e qui, sotto l'occhio della telecamere, è stato pestato fino all'arrivo del poliziotto. Per la coppia e per il 16enne è così scattata la denuncia per rissa.

Trattativa Stato-mafia: assolto Mancino, condannati Dell'Utri e Mori

PALERMO. E' arrivata la sentenza per il processo a Palermo sulla trattativa tra Stato e mafia. L'ex presidente del Senato Nicola Mancino è stato assolto dall'accusa di falsa testimonianza "perché il fatto non sussiste". L'ex generale Mario Mori e Marcello Dell'Utri sono stati condannati a 12 anni.

Massimo Ciancimino è stato condannato a otto anni per calunnia nei confronti dell'ex capo della Polizia Giovanni de Gennaro. E' stato invece assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

La sentenza nell'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo è stata attesa da una folla di cronisti. Giornalisti e cameramen, anche dall'Inghilterra e dalla Francia, sono arrivati nell'aula Bachelet per aspettare la decisione della Corte d'assise di Palermo, presieduta da Alfredo Montalto.

Mancino, che non era in aula, ha atteso la sentenza nella sua abitazione a Roma insieme con la sua famiglia. Per lui l'accusa aveva chiesto la condanna a sei anni di carcere. "Ho appena sentito il senatore Mancino al telefono, ha espresso tutta la sua gioia. Era molto emozionato. Era con la sua famiglia per gioire con loro" ha detto all'Adnkronos Nicoletta Piergentili, uno dei legali del senatore.

Quella su Dell'Utri "è una sentenza inaspettata sicuramente" ha detto il suo legale Giuseppe Di Peri. "C'è un periodo nel quale Dell'Utri è stato assolto, che sembrerebbe quello precedente al governo Berlusconi, e un altro in cui ha riportato una condanna estremamente pesante a 12 anni. Sono state accolte le richieste della Procura - ha aggiunto - E' una sentenza che porremo nel nulla nel momento in cui formuleremo l'impugnazione".

"Aspettiamo di leggere le motivazioni però è chiaro che 12 anni di condanna la dicono lunga sulla decisione della Corte - ha detto l'avvocato Basilio Milio, legale dell'ex generale dei carabinieri Mario Mori - C'è però in me un barlume di contentezza, in un mare di sconforto. Sono contento perché so che la verità è dalla nostra parte. E' un giorno di speranza. Possiamo sperare che in appello ci sarà un giudizio perché questo è stato un pregiudizio".

 

"Auguri a Hitler", bufera su prof

"Centoventinove volte auguri di buon compleanno". E' quanto si legge nel post Facebook, poi rimosso, pubblicato questa mattina dal vice preside dell'Istituto Tecnico Agrario 'Ulpiani' di Ascoli Piceno. Una frase scritta in tedesco che, secondo gli Antirazzisti Piceni, l'insegnante ha affidato ai social per celebrare la data di nascita di Adolf Hitler - nato a Branau il 20 aprile 1889 - e che in poche ore ha fatto il giro del web sollevando un polverone di polemiche. A rafforzare l'ipotesi del riferimento al Führer anche un commento al post - "Tanti auguri allo zio di Berlino" - seguito da una faccina che strizza l'occhiolino condivisa proprio dal docente. Differente invece è l'interpretazione del messaggio social fornita dal suo autore che, in un comunicato, si difende dalle accuse sostenendo che gli auguri erano diretti, in realtà, a Colmar Walter Hahn, artista e fotografo nato, come Hitler, il 20 aprile 1889.

LA DENUNCIA - A sollevare il caso gli Antirazzisti Piceni, che sulla loro pagina Facebook hanno pubblicato lo screenshot del post del docente, con un commento in cui si spiega l'accaduto. "L'Italia è una Repubblica democratica ed antifascista, e la sua scuola pubblica ha tra i suoi compiti quello di educare al valore e significato dei principi su cui si fonda la Costituzione di questo paese - scrive il Comitato - Non deve dunque esistere alcun ruolo pubblico per chi non solo disconosce i principi basilari e fondanti del convivere democratico, ma addirittura manifesta aperta simpatia con l'emblema incarnato della negazione non solo di tutti i principi democratici che ci identificano, ma addirittura dei diritti umani. Il 'secondo collaboratore' dell'Istituto di Agraria di Ascoli Piceno che festeggia oggi sui social il compleanno di Hitler deve essere coerente con la sua visione malata e criminale del mondo e lasciare il suo ruolo di educatore immediatamente, per manifesta incompatibilità di principio. Altrimenti siano le autorità a cancellare a buon diritto l'onta di una tale compatibilità da una scuola di questa Repubblica, a garanzia dei suoi valori fondanti".

LA REPLICA - Il professore di Ascoli Piceno finito nella bufera, invece, ha replicato alle accuse sostenendo che gli auguri non erano per Hitler ma per Colmar Walter Hahn, artista e fotografo nato il 20 aprile 1889 a Berlino. "Gentili signori - scrive ora il prof - il pandemonio che si è creato ha del surreale. Stamattina mi è venuta la 'brillante' idea di fare gli auguri di buon compleanno a Colmar Walter Hahn, artista e fotografo nato il 20 aprile 1889 a Berlino. Chi conosce l'artista e sa di cosa stavo parlando, ha infatti commentato 'tanti auguri allo zio di Berlino' e ho messo anche un like al commento. Dopodiché si è scatenato l'inferno. Non so chi abbia iniziato, ma il mio post è stato travisato, volendo a tutti i costi associarlo al dittatore Adolf Hitler. Per di più nato in Austria, a Branau am Inn e non a Berlino. Forse se avessi scritto 129 volte auguri di buon compleanno 'zio' Walter, tutto questo non sarebbe successo… Per di più, se si visita la mia pagina facebook non c'è nemmeno un'immagine legata, né tantomeno inneggiante, a fascismo o nazismo. Non sono di sinistra e lo sanno anche i sassi, ma questo tipo di associazione mi appare forzata e esagerata. Scrivo questo comunicato dopo aver consultato il mio avvocato, a cui spero di non dovermi rivolgere per bloccare questa campagna diffamatoria".

Donna carbonizzata all'Eur, è un'italiana

Il cadavere di una donna completamente carbonizzato è stato trovato questa mattina intorno alle 7.30 nel parco delle Tre Fontane, in zona Eur a Roma. A dare l'allarme un uomo che faceva jogging e ha visto il corpo.

La vittima è un'italiana di 49 anni, Maria Cristina Olivi, dal passato problematico. La donna, che lavorava in una lavanderia in zona, in base ai primi accertamenti e a quanto trapela dalla Procura, soffriva di depressione. L'ipotesi al momento è che sia morta sul luogo del ritrovamento. Vicino al cadavere è stata trovata la borsa con all'interno i documenti.

Quello che è certo è che è stata usata molta benzina o altro liquido infiammabile: il corpo infatti è completamente divorato dal fuoco e anche tutta l'erba accanto è consumata dalle fiamme.

Bulli esclusi da scrutini

"Minacce, offese, violenze verso i docenti sono inaccetabili. Serve una linea rigorosa responsabile di attuazione delle sanzioni che sono già previste dal regolamento. Di fronte a fatti come quelli avvenuti a Lucca, a Velletri e anche oggi chi compie quegli atti va sospeso. Il Consiglio deve valutare'' e nei casi più gravi lo studente ''deve essere sanzionato fino a non essere ammesso agli scrutini finali. Il tema è che le regole ci sono e vanno applicate''. Così la ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Valeria Fedeli intervenuta a TgCom24 in merito ai video diffusi in rete in cui si vedono studenti mentre minacciano o aggrediscono verbalmente i propri docenti.

''Non si possono accettare comportamenti come questi -sottolinea Fedeli- Ci sono due temi sui quali mi sono impegnata dal 2017, uno è la prevenzione: da ottobre dello scorso anno ho inviato in tutte le scuole il piano nazionale per educare al rispetto e ho operato affinché si rilanciasse con l'insieme delle associazioni delle famiglie il patto di corresponsabilità educativa tra scuole e famiglia. I genitori devono comprendere e sostenere la decisione della scuola. Quando si delegittima la funzione dei docenti e quindi quella dell'istituzione scolastica si sta delegittimando anche la funzione dell'adulto che sta in famiglia, quindi del genitore''.

''Questi ragazzi poi vanno seguiti, accompagnati e rieducati -tiene a precisare la ministra- ma le sanzioni vanno assolutamente prese in considerazione. Il professore di Lucca, finito quell'episodio, doveva uscire e chiedere immediatamente alla preside di convocare il Consiglio dei docenti, sospendere e sanzionare'' lo studente. ''Non bisogna sottovalutare nessun episodio di questo tipo'', spiega. E sempre sull'episodio di Lucca Fedeli conclude: "Vanno sospesi e sanzionati anche i ragazzi che hanno girato il video e che sono stati a guardare''.

«Iphone a rischio, cambiate password»

Un dispositivo in grado di 'craccare' qualsiasi tipo di iPhone, inventato per facilitare il lavoro di polizia e investigatori, potrebbe mettere a rischio la sicurezza degli smartphone Apple. Questo l'allarme lanciato da Thomas Reed, direttore della Malwarebytes, che dalle pagine del blog della compagnia ha invitato i possessori del telefonino a cambiare password, possibilmente evitando codici brevi. Al centro delle preoccupazioni degli esperti c'è infatti il GrayKey, device prodotto dalla compagnia Grayshift - azienda dai contorni piuttosto misteriosi e fondata, sembra, da ex collaboratori dell'intelligence Usa e da un ex ingegnere della sicurezza Apple - e in grado di eludere la sicurezza di iOS anche nelle sue versioni più aggiornate, identificando il pin nell'arco di qualche minuto (in caso di codice di 4 caratteri) o giorno (per password da 6 o più caratteri).

Un dispositivo studiato per le forze dell'ordine che tuttavia potrebbe - come si crede stia già accadendo - finire nelle mani sbagliate, con conseguenze gravi per la privacy. Una volta individuato il codice d'accesso e sbloccato il dispositivo, spiega infatti Reed, il contenuto completo dei file presenti sul dispositivo viene scaricato su GrayKey. Da quel momento, è possibile accedervi tramite un'interfaccia web e analizzarli. I contenuti completi e non criptati diventano inoltre disponibili per il download. Una potenziale miniera, insomma, per il 'mercato nero' dei dati personali.

Come proteggersi allora? Finora non si conosce ancora la falla presente in iOS che consente a GrayKey di 'bucare' i dispositivi Apple, ma in attesa che il colosso di Cupertino corra ai ripari, agli utenti viene dato il consiglio forse più banale ma al momento più sicuro: cambiare password, possibilmente utilizzando un codice di 6-10 o più caratteri. E come cautela aggiuntiva, aggiunge il Mail Online che riprende l'allarme di Reed, l'attivazione dell'impostazione per eliminare tutti i dati dal telefono dopo 10 tentativi di ingresso falliti.

Come spiega la stessa Grayshift in una breve frase presente in apertura del sito (al quale è possibile accedere solo dopo aver compilato un form dettagliato), il dispositivo non è certo alla portata di tutti: 15mila dollari il prezzo per una versione online utilizzabile limitatamente (300 volte) e 30mila per quella illimitata e utilizzabile offline. Un costo proibitivo, forse, ma certo non per le organizzazioni criminali che potrebbero potenzialmente metterci le mani.

«Ti squaglio nell'acido», altra prof minacciata

"Ma chi sei tu per dirmi di stare zitto? Vuoi proprio andare all'ospedale?", dice all'insegnante aggiungendo: "Ti faccio squagliare nell'acido. Un nuovo episodio di bullismo contro un docente, dopo quello di Lucca, è stato immortalato con un video.

Il fatto è accaduto a Velletri. Anche in questo caso i compagni di classe hanno ripreso il ragazzino mentre risponde alla professoressa. La conversazione tra i due è un crescendo di botta e riposta, con lo studente che minaccia più volte la sua insegnante: "Vuoi vede' che te faccio caca' sotto? Me stai a provoca'".

Di fronte alla minaccia di chiamare la madre e anche il preside, il ragazzino non si scompone. Anzi, la tensione sale e tra parolacce e bestemmie si alza e va alla cattedra minacciandola. A quel punto la docente esce, presumibilmente per andare a chiamare il dirigente.

Duro colpo al clan di Messina Denaro

Nuovo duro colpo al clan del boss latitante Matteo Messina Denaro. Dalle prime ore dell'alba è in corso una imponente operazione di carabinieri, polizia e Dia, che stanno eseguendo nel trapanese un provvedimento di fermo nei confronti di 21 persone emesso dalla Dda di Palermo. Sono ritenute affiliate alle famiglie mafiose di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna. Sono indagati per associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, detenzione di armi e intestazione fittizia di beni.

Tra le persone fermate ci sono anche due cognati di Matteo Messina Denaro. Si tratta di Gaspare Como e Rosario Allegra, i mariti di Bice e Giovanna Messina Denaro. Secondo gli inquirenti sarebbero stati proprio loro a organizzare la latitanza della primula rossa ricercata dal 1993.

Perquisizioni a tappeto sono state effettuate nella notte nelle abitazioni di persone ritenute vicine al boss. Decine di persone sono state controllate tra Castelvetrano e Campobello di Mazara.

Le indagini, "oltre ad accertare il capillare controllo del territorio esercitato da Cosa nostra ed il sistematico ricorso all'intimidazione per infiltrare il tessuto economico locale", hanno "consentito di individuare la rete relazionale funzionale allo smistamento dei "pizzini" con i quali il latitante impartiva le disposizioni ai suoi sodali". Ne sono convinti gli inquirenti che hanno condotto l'indagine 'Anno zero'.

L'operazione "ha confermato il perdurante ruolo apicale di Matteo Messina Denaro della provincia mafiosa trapanese e quello di reggente del mandamento di Castelvetrano assunto da un cognato, in conseguenza dell'arresto di altri membri del circuito familiare". E' quanto dicono gli investigatori che hanno coordinato l'inchiesta.

Scioccanti sono le intercettazioni emerse nel corso delle indagini. "Ha fatto bene!" a sciogliere il piccolo Giuseppe Di Matteo nell'acido, dice, senza sapere di essere intercettato, uno degli uomini ritenuti vicini a Matteo Messina Denaro, arrestato oggi. "Se la stirpe è quella... suo padre perché ha cantato?", chiede l'uomo al suo interlocutore parlando del pentito Santino Di Matteo, padre del bimbo sciolto nell'acido.

"Ha rovinato mezza Palermo quello, allora perfetto", continua accanendosi contro l'ex mafioso. "Il bambino è giusto che non si tocca, però 700 giorni sono due anni ... tu perché non ritrattavi tutte cose? Se tenevi a tuo figlio, allora sei tu che non ci tenevi", dice ancora la voce intercettata.

Si tratta di "un dato grave e inquietante", secondo il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, perché dalla conversazione emerge che i due "non solo condividono ma supportano l'uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, ritenendo che fosse una decisione corretta".

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