Sabato 20 Ottobre 2018 - 13:38

Ilaria Cucchi: non farò politica. E contesta il generale Nistri

ROMA. "Abbiamo apprezzato molto le dichiarazioni della ministra dopo la confessione di Tedesco e le sue dichiarazioni su quanto accadde a Stefano la notte del suo arresto. Ho accolto con molto entusiasmo il suo invito al ministero perche' mi sentivo protetta dalla sua solidarieta' istituzionale. Le mie aspettative su di lei non sono andate deluse". Lo ha detto Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, nel corso di una conferenza nella sede della stampa estera a Roma, dopo aver incontrato ieri la ministra della Difesa Elisabetta Trenta e il comandante dei Carabinieri, generale Giovanni Nistri. La Cucchi ha spiegato anche di aver chiesto "aiuto" alla ministra contro gli attacchi subiti via web. "Dal generale Nistri mi sarei aspettata non dico le scuse, perché avrebbe potuto essere per lui troppo imbarazzante. Ma non 45 minuti di sproloquio contro Casamassima, Rosati e Tedesco. Come a dire, ho pensato che gli unici tre pubblici ufficiali che hanno deciso di rompere il muro di omertà nel mio processo non sono degni di continuare ad indossare la divisa che io amo e che rispetto" ha detto la Cucchi. "Il generale Nistri avrà sicuramente le sue ragioni, ma perché dirlo a me, a noi, in questa occasione, in un processo in cui stanno emergendo gravissime responsabilità? Siamo sicuri che vi sia proprio adesso l'insopprimibile esigenza di punire proprio coloro che hanno parlato?", ha aggiunto. Poi ha concluso: "Visto che ultimamente ci sono una serie di polemiche e tirano fuori notizie vecchie, vorrei tranquillizzare tutti che, al di là del fatto che non ci sarebbe niente di male, Ilaria Cucchi non vuole fare carriera politica".

Milano, valori diossina alterati

Una "parziale alterazione della qualità dell’aria" dopo l'incendio scoppiato a Milano in via Chiasserini lo scorso 14 ottobre. E' quanto emerge dai dati dell'Arpa, diffusi dopo le analisi sui valori delle diossine e dei furani. "Durante le prime fasi dell'incendio, il valore della concentrazione totale delle diossine e dei furani (PCDD-DF) è risultato pari a 0.5 picogrammi per metrocubo, in termini di tossicità equivalente, a conferma di una parziale alterazione della qualità dell’aria - spiega l'Arpa in un comunicato - dovuta all’evento in corso".

Ad ogni modo, "i valori registrati nelle prime ore dell'evento rientrano nella fascia inferiore della casistica riferita agli incendi più importanti avvenuti dal 2017 in Lombardia. In proposito, si ricorda che l'andamento di questi inquinanti è particolarmente legato alle condizioni meteo che, quella notte, erano favorevoli alla dispersione della colonna di fumo verso l'alto" spiega l'Arpa Lombardia commentando le analisi sulla qualità dell'aria. "Per la valutazione di questo parametro non è previsto un limite di legge" ricorda l'agenzia. 

VALORI RIFERIMENTO - Inoltre, le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità fanno riferimento a esposizioni 'cronicamente' prolungate nel tempo (un anno e oltre) che incidono sul computo cumulativo delle esposizioni a queste sostanze nel corso della vita di una persona, individuando un valore di riferimento per esposizioni prolungate pari a 0,3 picogrammi per metrocubo, espressa in termini di tossicità equivalente, come livello al di sopra del quale è necessario individuare la possibile sorgente emissiva e controllarla nel tempo. 

Ovviamente la situazione espositiva legata all'incendio è completamente diversa, in quanto si tratta di evento emergenziale e tipicamente di breve durata. Le concentrazioni degli Ipa, gli idrocarburi policiclici aromatici, rilevate in via Chiasserini - e, in particolare quelle di Benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene e benzo(j)fluorante - sono risultate coerenti con i valori che in Milano città vengono misurati nel periodo invernale.

CAMPIONAMENTI - L'incendio è in fase di spegnimento, ma i campionamenti sui microinquinanti rimangono attivi e dureranno almeno fino al termine della fase emergenziale. I risultati delle analisi "sembrano in ogni caso confermare i trend di valori di concentrazione della fascia medio bassa, rispetto ad altri casi analoghi", aggiunge ancora l'Arpa.

I monitoraggi degli inquinanti tradizionali nei casi di incendio sono proseguiti: già nelle prime ore del rogo, le strumentazioni di pronto intervento, a risposta immediata, avevano escluso valori anomali di queste sostanze nell’aria della zona interessata dall’incendio. Nei giorni seguenti, le misure si sono estese anche in altri punti della città (Lotto, Wagner e Buonarroti) in base alle segnalazioni di forti odori di bruciato da parte dei cittadini ma "i monitoraggi hanno confermato l’assenza di valori anomali, nonostante il disagio e la presenza di odori sicuramente riferibili all’incendio", spiega Arpa.

VALORI ATTESI - Il 16 ottobre c'è stato un ulteriore campionamento in via Negrotti, in prossimità dell’area dell’incendio e nel punto di massima ricaduta del pennacchio dei fumi, il cui innalzamento risultava notevolmente ridotto rispetto alla giornata di lunedì, a causa delle variate condizioni meteo e della diminuzione del calore sviluppato dalla massa dei rifiuti. Le analisi, fa sapere l'agenzia, "hanno evidenziato una concentrazione di inquinanti, già presenti nel primo campionamento con canister (Diclorofluorometano, Diclorometano, Benzene, Toluene) a cui si sono aggiunti altri composti, rientranti nei valori attesi in un tipico ambiente urbano".

Sfollati, è il giorno del rientro a casa

Due ore di tempo e 50 scatoloni a disposizione per recuperare una vita. Due mesi dopo il crollo di ponte Morandi gli abitanti sfollati della zona rossa di Genova potranno rientrare nelle loro case per il recupero di beni ed effetti personali. Dopo il via libera arrivato sabato scorso da parte delle istituzioni locali, grazie ai dati positivi provenienti dai sensori di stabilità collocati sui 2 tronconi del viadotto, le operazioni di rientro partiranno questa mattina. Due ore di tempo per ogni nucleo familiare, gli sfollati saranno scortati dai vigili del fuoco nei loro appartamenti, chiusi dal 20 agosto scorso quando vennero sospesi i rientri nelle case. 

Si comincerà con i palazzi più lontani dal pilone 10: i primi a tornare a casa saranno gli abitanti dei civici 5, 6, 11 e 16 di via Porro. Secondo il piano stilato dai vigili del fuoco e pubblicato sul sito del Comune di Genova le operazioni, salvo interruzioni dovute a condizioni meteo avverse o a superamenti nei rilievi dei sensori, dovrebbero durare circa 13 giorni. Ad ogni famiglia saranno forniti 50 scatoloni da riempire con oggetti e beni. Fuori dagli stabili sono stati installati dei carrelli scorrevoli per aiutare nel trasporto degli oggetti che saranno poi depositati in un magazzino del comune dove i proprietari potranno ritirarli. Complessivamente il maxi trasloco costerà 1 milione di euro. 

No a domanda d'asilo, 22enne del Gambia si uccide

Non ce l'ha fatta e si è arreso. Amadou Jawo, 22 anni, si è ucciso impiccandosi nella sua casa a Castellaneta Marina in provincia di Taranto. Aveva appena ricevuto il rifiuto alla sua domanda di asilo politico. L'associazione Babele ha lanciato sui social network una sottoscrizione, con relativo conto corrente, per rendere possibile, attraverso una raccolta di fondi, il rientro in patria della sua salma. «Il suo sogno era tornare in Africa - scrive l'associazione in un post su Facebook, dando vita a una raccolta fondi -. Riportiamo la sua salma nel suo villaggio in Gambia. Realizziamo insieme il suo ultimo desiderio. Servono 5000 euro circa. Serve il contributo di tutti, anche minimo». Il giovane aveva vissuto a Lecce per circa due anni, recentemente si era spostato a Castellaneta.

"Chiudete le finestre", a Milano aria irrespirabile

A tre giorni dall'incendio di via Chiasserini, un odore acre investe ancora la città di Milano. Nessun agente inquinante pericoloso nell'atmosfera, assicura l'Arpa Lombardia che ha monitorato l'aria, ma in alcune zone del capoluogo lombardo si percepisce un forte odore tale da rendere l'aria irrespirabile, portato dal debole vento che dalla notte di ieri ha soffiato da Nord, investendo il settore occidentale della città. E sebbene si tratterebbe di sole "molestie olfattive" - perché dalle misure effettuate la sera del 14 ottobre "non sono state rilevate criticità rispetto agli inquinanti più pericolosi nell’immediato, come monossido di carbonio, ammoniaca, acido solfidrico, aldeidi, chetoni" -, ieri ATS -Città Metropolitana di Milano ha comunque consigliato "per le aree interessate, di tenere chiusi gli infissi per evitare infiltrazioni di fumo all’interno dei luoghi in cui si soggiorna; di evitare attività fisica all’esterno; di evitare il consumo di vegetali o altri alimenti conservati all’esterno".

"Il capannone incendiato in via Chiasserini - ha spiegato ieri il sindaco Beppe Sala in un post su Facebook - era stato sottoposto, già giovedì scorso, a controlli da parte di Città Metropolitana e Polizia Locale portando alla luce uno stoccaggio irregolare di rifiuti, subito segnalato alla Procura. Con i nostri tecnici e con la Polizia Locale ci siamo messi a completa disposizione della Questura e forniremo qualunque supporto utile alle indagini. Vanno accertate le responsabilità sui rifiuti irregolarmente stoccati. In ogni caso non intendiamo sottovalutare un problema che è certamente nazionale, ma il business illecito che gira intorno ai rifiuti deve ricevere da Milano un messaggio chiaro di opposizione".

Mimmo Lucano "in esilio"

Sono stati revocati i domiciliari al sindaco Mimmo Lucano per il quale è arrivato però il divieto di dimora a Riace. Questa la decisione del Tribunale della libertà depositata nella serata di ieri, giorno stesso dell'udienza.

Il primo cittadino del piccolo comune calabrese era finito agli arresti domiciliari il 2 ottobre per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Lucano torna sì libero ma allo stesso tempo non potrà risiedere nella cittadina di cui era alla guida.

"Caro Mimmo lo so che non lascerai la tua e nostra amata Calabria ma se vuoi ti ospitiamo con amore a Napoli", afferma, in un tweet, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris d che aggiunge: "Il divieto di dimora nella tua Riace è peggio degli arresti domiciliari. Ma non potranno mai arrestare la rivoluzione. Riace vivrà con Lucano sindaco!".

“Vien dietro a me, e lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti. Dante. #ForzaMimmo", scrive Roberto Saviano su Twitter.

Obiettivo fame zero

Oggi è la Giornata Mondiale dell'Alimentazione indetta dalla Fao per commemorare la fondazione dell'Organizzazione nel 1945. Il focus di quest'anno è "Le nostre azioni sono il nostro futuro. Un mondo #FameZero entro il 2030 è possibile". Intorno al tema dell'alimentazione, al centro anche di uno speciale pubblicato nel Libro dei Fatti 2018, si organizzano oggi decine di eventi in oltre 130 Paesi del mondo per promuovere la consapevolezza e l'azione a livello mondiale a favore di chi soffre la fame e per garantire la sicurezza alimentare e diete nutrienti per tutti.

Nel celebrare la Giornata mondiale dell'alimentazione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dice: "La comunità internazionale è invitata a rinnovare ogni sforzo per raggiungere l'obiettivo 'famezero' entro il 2030". "L'appuntamento odierno - aggiunge - fotografa un momento critico per lo stato di nutrizione del pianeta. Il numero delle persone che soffre la fame è in aumento". "La sfida di dimensione planetaria in atto", sottolinea Mattarella, impone "un lavoro congiunto - al fianco delle organizzazioni multilaterali - da parte di una pluralità di attori, pubblici e privati, a livello nazionale e internazionale, con responsabilità, senso di equilibrio nella gestione delle risorse alimentari e crescente consapevolezza riguardo ai comportamenti nei consumi".

La Fao spiega nel promuovere la giornata di oggi che "Fame Zero significa collaborare affinché tutti, dovunque, abbiano accesso a cibo sufficiente e che sia sicuro, sano e nutriente. Per raggiungere questo obiettivo - si legge sul sito - dobbiamo adottare uno stile di vita più sostenibile, lavorare con gli altri, condividere le nostre conoscenze ed essere disposti a dare una mano per migliorare il mondo".

L'Organizzazione sottolinea come dopo un periodo di declino, la fame nel mondo è di nuovo in aumento. Secondo il rapporto 'Lo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo 2018', oggi oltre 820 milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. "Guerre, eventi meteorologici estremi collegati ai cambiamenti climatici, crisi economica e rapido aumento dei livelli di sovrappeso e obesità - si nota - stannoinvertendo la tendenza dei progressi fatti per combattere la fame e la malnutrizione".

"Il mondo - assicura la Fao - può raggiungere l'obiettivo Fame Zero se uniamo le forze tra Paesi, continenti, settori e professioni per perseguirlo fattivamente. Il 70% delle popolazioni povere mondiali vive in aree rurali, in cui la sopravvivenza è legata all'agricoltura, alla pesca e alla silvicoltura. Per questo motivo Fame Zero richiede la trasformazione dell'economia rurale". "Mentre milioni di persone soffrono la fame - si conclude -, 672 milioni soffrono di obesità ed oltre 1,3 miliardi sono in sovrappeso. Possiamo cambiare lo stato delle cose".

Foto choc contro utero in affitto

Inizia oggi con un'immagine choc la campagna nazionale di Pro Vita e Generazione Famiglia, associazioni promotrici del Family Day, "per il diritto dei bambini a una mamma e un papà". Nei manifesti, affissi a Roma, Milano e Torino e accompagnati da camion vela, appaiono due giovani che spingono un carrello con dentro un bambino disperato, comprato dalla coppia, individuati come 'genitore 1' e 'genitore 2', e a fianco la scritta: "Due uomini non fanno una madre. #StopUteroinAffitto”.

"La campagna - scrivono Pro Vita e Generazione Famiglia - è una risposta decisa a tutti quei giudici e sindaci (in particolare Virginia Raggi a Roma, Chiara Appendino a Torino, Beppe Sala a Milano e Luigi De Magistris a Napoli) che, violando la legge e il supremo interesse del bambino, hanno disposto la trascrizione o l'iscrizione di atti di nascita di bambini come 'figli' di due madri o di due padri. A novembre toccherà alla Cassazione pronunciarsi proprio su una trascrizione avvenuta a Trento in favore di una coppia di uomini che aveva fatto ricorso all'utero in affitto in Canada".

"La nostra iniziativa - dichiara Toni Brandi, presidente di Pro Vita - intende sottolineare ciò che non si dice e non si fa vedere dell'utero in affitto, perché noi siamo dalla parte dei più deboli, i bambini, ma anche per la salute delle donne, trattate come schiave e ignare dei rischi per la salute a cui si espongono". L'altro promotore del Family Day, Jacopo Coghe di Generazione Famiglia, ricorda che "l'utero in affitto è vietato in Italia e i bambini non si comprano perché sono soggetti di diritto e non oggetti. Con l'utero in affitto la dignità delle donne viene calpestata per accontentare l'egoismo dei ricchi committenti. Dall'immagine si vede bene cosa manca a questo bambino: la mamma".

Generazione Famiglia ha già presentato in giugno esposti alle procure della Repubblica presso i tribunali di Milano, Torino, Firenze, Bologna e Pesaro "contro le iscrizioni anagrafiche di bambini come figli di 'due madri' e 'due padri' compiute con intento politico e ideologico dai relativi sindaci".

«Francia scarica migranti in Italia»

Un furgone della gendarmeria francese è stato avvistato, venerdì, dalla polizia italiana a Claviere, Torino, mentre faceva scendere in una zona boschiva due uomini, presumibilmente migranti di origine africana. E' quanto ricostruito da fonti del Viminale. Il mezzo è poi tornato oltreconfine. E' stata annotata la targa e sono in corso le indagini. "Non voglio credere che la Francia di Macron utilizzi la propria polizia per scaricare di nascosto gli immigrati in Italia", tuona il ministro dell’Interno Matteo Salvini precisando di essere "in attesa di sviluppi".

Il vicepremier avverte: "Se qualcuno pensa davvero di usarci come il campo profughi d’Europa, violando leggi, confini e accordi, si sbaglia di grosso. Siamo pronti a difendere l’onore e la dignità del nostro Paese in ogni sede e a tutti i livelli - assicura -. Pretendiamo chiarezza, soprattutto da chi - sottolinea - ci fa la predica ogni giorno, e non guarderemo in faccia a nessuno!". Salvini invita quindi "il collega Moavero a chiedere chiarimenti all’ambasciatore" francese.

La Farnesina dal canto suo informa di essersi immediatamente attivata con l'ambasciatore di Francia in Italia per chiedere chiarimenti al riguardo. Un analogo passo formale, al fine di chiarire i termini precisi dell'accaduto, è in corso da parte del nostro ambasciatore a Parigi con le competenti autorità francesi. Appena stabilità la realtà dei fatti, la Farnesina ne darà completa informazione pubblica.

La zona di Claviere dove i presunti migranti sono stati visti scendere da un furgone della gendarmeria francese è monitorata perché occupata da alcuni estremisti di sinistra e anarchici legati al sodalizio 'Briser Les Frontieres', dove c’è stato uno sgombero lo scorso 10 ottobre. Già nel marzo scorso la Procura ha aperto un fascicolo per lo sconfinamento di agenti francesi a Bardonecchia.

Intanto è stata smontata senza alcun problema di ordine pubblico la tenda per accogliere i migranti diretti in Francia che alcuni anarchici italiani e francesi avevano allestito a Claviere, a pochi passi dalla parrocchia dove è stato sgomberato il rifugio autogestito Chez Jesus. A confermarlo, all'Adnkronos il sindaco del comune valsusino, Franco Capra. "Sono state le persone che l'avevano montata a smontarla autonomamente senza nessuna prova di forza - spiega il primo cittadino che nelle scorse ore aveva emanato un'ordinanza contro l'occupazione di suolo pubblico - non dubito della buona fede di chi ha montato la tenda per assistere i migranti, tuttavia esiste un regolamento comunale e le norme vanno rispettate". Sul posto gli agenti della Digos che hanno identificato una quindicina di persone per lo più francesi.

Napoli in festa per i due nuovi santi

ROMA. Papa Francesco ha proclamato sette nuovi santi. E nel momento in cui ha pronunciato i nomi  di Vincenzo Romano e di Nunzio Sulprizio, da Napoli e da Torre del Greco si è levato un vero boato di gioia. La prossima messa nella basilica di Santa Croce a Torre del Greco e nella parrocchia di San Domenico Soriano a Napoli sarà nel nome dei nuovi santi campani. Vincenzo Romano e Nunzio Sulprizio sono saliti agli  onori degli altari insieme a papà Paolo VI, che li proclamò Beati. Con loro Paolo VI appunto, Oscar Romero, Francesco Spinelli, Maria Caterina Kasper e Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù.

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