Sabato 22 Settembre 2018 - 4:20

Sedi del partito Shor per i moldavi in Italia

ROMA. Sono oltre 140mila i moldavi presenti nel nostro Paese. E così il partito Shor - guidato dal presidente della squadra di calcio Milsami, Ilan Shor, in vista delle prossime elezioni politiche previste per novembre sta lanciando la sua offensiva elettorale aprendo sedi in Italia. L'ultimo comitato elettorale è stato aperto a Bologna, ma ce n'è un altro anche a Verona. L'obiettivo? Offrire servizi e conquistare il voto degli emigrati in Italia. Si tratta di un ribaltamento di prospettiva. Se fino a ora erano soprattutto i partiti italiani a cercare i voti dei neo-cittadini (e delle seconde generazioni) oppure dei residenti stranieri nel caso delle Amministrative, ora la campagna elettorale di altri paesi arriva sul nostro territorio. I moldavi in Italia sono concentrati soprattutto in Veneto (37.247), Emilia-Romagna (30.731) e Lombardia (22.972). Le tre città di maggior presenza della comunità moldava in Italia sono Roma (8.636), Parma (4.967) e Venezia (4.836). I moldavi sono occupati soprattutto nell'edilizia e nei servizi di cura alla persona, così come romeni e ucraini. Dal 2014 i cittadini moldavi non hanno più bisogno del visto Schengen per soggiorni di breve periodo in Italia, il che ha favorito l'emigrazione verso il nostro Paese. La Moldavia è un piccolo stato (in romeno Moldova) racchiuso tra Romania e Ucraina, senza sbocco sul mare con capitale Chisinau. Gli abitanti sono circa tre milioni e mezzo. Il Pil pro capite è poco sopra i 1500 euro l'anno e un terzo di esso è prodotto dalle rimesse dei suoi migranti. L'indipendenza dall'Unione Sovietica è arrivata il 27 agosto del 1991, ma al suo interno resistono tanto spinte filorusse quanto spinte filoromene e filo-Ue. Per la sua posizione geografica è diventata un punto geopolitico sensibile e attraente con la Cina che sta corteggiando la piccola repubblica investendo molto a Chisinau fin dall'inizio degli anni Duemila per crearsi un ponte verso l'Europa e la Russia. Il partito Shor tenta una difficile scalata contando sulla popolarità del leader Ilan Shor. Shor possiede diverse attività in Moldavia, come la squadra calcistica FC Milsami (che ha partecipato ai preliminari di Europa League), è anche diventato sindaco della città moldava di Orhei dal 2015. L'obiettivo dello Shor Party - che in Europa ha aderito alla famiglia dei conservatori dell'Ecr e si presenta per la prima volta alle elezioni parlamentari – è di conquistare più mandati possibili in parlamento moldavo e entrare nella componenza del Governo Moldavo. Domani pomeriggio a Bologna il centro di Rappresentanza e Sostegno dei moldavi, creato dal presidente del partito Shor all'interno del progetto di supporto «Casa mea e Moldova» (Casa mia è Moldavia) , organizzerà un evento dove sarà presente anche una star della musica moldava Anastasia Lazariuc. Una strategia votata all'attacco per diventare un punto di riferimento per la diaspora moldava.

«Ti votano perché sei storpia», insulti a Miss disabile

ROMA. "Fai schifo, vattene a casa e non fare pena agli italiani che ti votano xke sei storpia". Sono i pesanti insulti arrivati via social a Chiara Bordi, la 18enne di Tarquinia (Viterbo), concorrente di Miss Italia, che sfilerà sulla passerella del concorso di bellezza con una protesi alla gamba sinistra dopo essere stata vittima 5 anni fa di un incidente in motorino. A scriverli una donna di nome Mirella alla quale Chiara, studentessa dell’ultimo anno del liceo classico e barista nel periodo estivo, ha deciso di rispondere con un lungo post pubblicato nelle Stories di Instagram. "A me il commento della 'signora' - scrive la 18enne - scivola completamente addosso. Mi dispiace molto per lei perché a me mancherà pure un piede ma a lei manca cervello e cuore, e quelle - sottolinea - sono le uniche due vere qualità che, secondo me, contano".

"Dietro tutta questa cattiveria - continua - si nasconde frustrazione e insoddisfazione personale di gente che, invece di lottare contro i lati negativi della propria vita e cambiarli, preferisce cercare di scoraggiare gli altri e portarli al loro stesso livello. È molto più facile stare dietro a un computer a insultare i traguardi altrui che alzarsi e combattere contro la vita, per poi godersela". "L’unica cosa che mi sembra assurda - osserva Chiara - è il dover leggere certe critiche da parte di una persona cresciuta e adulta e stare qui io, 18 anni, a 'giustificarla'. E mi dispiace il fatto - aggiunge - che le sia arrivato come messaggio il 'votatemi perché sono storpia' e non il 'guardatemi, mi manca un piede ma non ho paura di mostrarmi al mondo'. Cosa che - scrive con amarezza la Miss - molte persone purtroppo non fanno perché più fragili, e impauriti da commenti di persone come la nostra Mirella".

Botte dai genitori, a 10 anni scappa con i fratellinii

ROMA. La polizia ha denunciato una coppia di nigeriani per lesioni e maltrattamenti nei confronti dei loro figli, tre bambini tra i 6 e i 10 anni che, al seguito del più grande, all'ennesima presunta angheria dei genitori, sono scappati di casa ed hanno chiesto aiuto. I bambini sono stati allontanati dalla casa familiare e collocati d'urgenza in una struttura protetta.

Estremamente delicate sono state le varie fasi dell'attività investigativa che ieri ha portato alla denuncia dei due, moglie e marito, entrambi residenti ad Arezzo ed in regola con il permesso di soggiorno. I due avrebbero aggredito regolarmente i bambini, li avrebbero picchiati con un bastone e con il manico di una scopa, li avrebbero costretti a sorreggere pesi per ore chiusi al buio in una stanza. Fin quando nei giorni scorsi il grande, all’ennesimo maltrattamento, ha messo il punto e con i due fratellini è scappato di casa, in tutta fretta, senza neanche avere indossato le scarpe. Nella fuga il bambino ha chiesto aiuto ad un adulto incontrato per caso che si è rivolto alla polizia.

Puliva le seppie in ospedale, medico licenziato

Si sarebbe 'appartato' nel bagno dell'ospedale per pulire le seppie nel lavandino. E' quanto avrebbe fatto un medico dell'ospedale di Praia a Mare nel cosentino come testimonia un video, diffuso in rete e diventato subito virale. La Direzione strategica dell'Azienda sanitaria locale, come informa la Gazzetta del Sud, ne ha disposto il licenziamento.

Non è la prima volta che la struttura sanitaria finisce sotto i riflettori della cronaca. L'ultimo episodio ad agosto quando nella stessa struttura un medico ha aggredito un tecnico radiologo, rompendogli il setto nasale. La lite era nata in seguito al disaccordo tra i due su alcuni esami da fare a un paziente.

Uccide la moglie e si toglie la vita, tragedia nel Pollino

Un caso di omicidio-suicidio sconvolge Cersosimo, in provincia di Potenza e precisamente nella zona del Pollino, uno dei Comuni più piccoli della Basilicata con circa 600 residenti. Una guardia giurata di 41 anni ha ucciso la moglie raggiungendola mentre era in auto dove, verso le 9, ha esploso alcuni colpi di pistola. Insieme alla donna, a quanto pare da una prima ricostruzione tuttora al vaglio degli investigatori, c'era anche una familiare che sarebbe rimasta ferita. Poi l'uomo si è allontanato, dirigendosi verso l'abitazione di famiglia e qui si è tolto la vita.

Sono in corso le indagini dei carabinieri della Compagnia di Senise e sul posto sono intervenuti anche i militari della sezione scientifica di Potenza: la coppia era in crisi coniugale e questo potrebbe essere il movente su cui si sta indagando.

Il Papa ai mafiosi: «Convertitevi»

"A voi mafiosi dico: cambiate fratelli e sorelle, smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi. Se non fate questo, la vostra vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte". E' il nuovo pressante appello di papa Francesco ai mafiosi affinché si convertano, lanciato dal Foro Italico di Palermo, nel viaggio siciliano sulle orme di don Pino Puglisi, il prete assassinato dalla mafia nel ‘93. Il passaggio viene accolto dall'applauso dei fedeli.

Bergoglio, celebrando la messa, nel corso dell'omelia si rivolge ancora una volta ai mafiosi: "Chi non fa nulla per contrastare l'ingiustizia non è un uomo e una donna giusti. Voi sapete che il sudario non ha tasche, non potreste portare niente con voi. Convertitevi al vero Dio, Gesù Cristo!". 

"Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso - dice il Papa - non vive da cristiano perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore; di servizio, non di sopraffazione; di camminare insieme, non di rincorrere il potere. Se la litania mafiosa è 'tu non sai chi sono io', quella cristiana è 'io ho bisogno di te'. Se la minaccia mafiosa è 'tu me la pagherai', la preghiera cristiana è 'Signore, aiutami ad amare".

In mattinata, da Piazza Armerina, aveva detto ai fedeli di "superare steccati e pregiudizi, rifuggire dalla tentazione mondana del quieto vivere". E, riferendosi a don Pino Puglisi, dedica un passaggio che viene accolto da un'ovazione della folla: "Cari fratelli e sorelle, sarebbe bello stare insieme ancora un po'! Sento il calore della vostra fede e le speranze che portate nel cuore ma sono atteso a Palermo, dove faremo memoria grata del sacerdote martire Pino Puglisi. Ho saputo che, venticinque anni fa, appena un mese prima della sua uccisione, egli trascorse alcuni giorni qui, a Piazza Armerina. Era venuto per incontrare i seminaristi, suoi alunni al Seminario maggiore di Palermo. Un passaggio profetico, io credo! Una consegna, non solo ai sacerdoti, ma a tutti i fedeli di questa diocesi: per amore di Gesù, servire i fratelli fino alla fine".

Ponte Morandi, tra dispersi forse due scomparsi di “Chi l'ha visto?"

"Non possiamo escludere la presenza di altri dispersi. Se ci sono nuove segnalazioni porremo ancora maggior attenzione. Solo quando saranno completate le operazioni di rimozione potremo mettere la parola fine". Lo ha detto il prefetto di Genova Fiamma Spena all’inviato di 'Chi l’ha visto?', la trasmissione di Rai3 tra i cui scomparsi ci sono due persone che potrebbero essere rimaste vittime nel crollo di Genova.

Si tratta di un ragazzo francese di 30 anni, occhi azzurri e capelli chiari: Emilien Martin ripreso il 13 agosto mattina a Menton da telecamere di sorveglianza e il 13 sera alle 23.30 controllato dalla polizia di Ventimiglia. I genitori in Francia non lo sentono da allora. Nessuna segnalazione anche dopo gli appelli di 'Chi l’ha visto?' di Giovanni Battista Bottero, 82 anni scomparso da Campo Ligure in provincia di Genova non c'è notizie dal 12 agosto quando è uscito per una passeggiata.

Nuove millanterie sul giudice Cantone, a Foggia processo alla falsa parente

di Maurizio Marini

FOGGIA. Solo qualche giorno dopo la sorprendente decisione assunta dal Tribunale di Napoli, dodicesima sezione riesame, di scarcerare l’avvocato Maria Virginia Cantone, che millantava di avere legami familiari con uno tra i più noti giudici del panorama nazionale ed attuale presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele, è stato dato il via ad un altro processo a carico del legale, soggetto oramai su cui indagano varie Procure d’Italia. Tale processo si svolge a Foggia e vede il legale accusato di una pluralità di reati che vanno dalla truffa, al falso in atti giudiziari ed alla appropriazione indebita di consistenti somme di denaro. Anche in tale processo, come quello svoltosi a Napoli pochi giorni orsono, a ricoprire il difficilissimo e scomodo compito di difendere l’accusata è il penalista Dario Vannetiello del Foro di Napoli. Dalle denunzie delle persone offese è emerso che l’avvocato Maria Virginia Cantone, falsamente riferendo ai suoi clienti di essere la sorella del giudice Raffaele Cantone, avrebbe a loro testualmente e falsamente riferito che il predetto magistrato «si sarebbe fatto carico della situazione per sistemare la vicenda presso i competenti organi giurisdizionali». Viceversa, il giudice Cantone era completamente all’oscuro di tutto, oltre che essere completamente estraneo ai fatti di cui processo. Ieri il processo è iniziato subito con una eccezione procedurale sollevata dall’avvocato Vannetiello, accolta dal giudice che ha impedito l’inizio dell’attività istruttoria, con rinvio al 25 settembre. I guai giudiziari dell’avvocato Cantone appaiono consistenti, atteso che già lunedì prossimo, innanzi al Tribunale di Benevento, avrà luogo un’altra udienza di un ulteriore processo che vede come accuse quelle di falso e quelle di patrocinio infedele. In tale procedimento, l’accusata risulta essere sottoposta all’obbligo di dimora nel comune di Cervinara. Ancora, plurime e gravi le truffe contestate innanzi al Tribunale di Avellino, con danni arrecati superiori ai 300mila euro, condotte illecite effettuate alterando provvedimenti giudiziari, nonché sempre falsamente spendendo il nome di uno dei più noti magistrati italiani, Raffaele Cantone, attuale presidente dell’Anac. Nelle indagini curate prima dalla Guardia di Finanza “Gruppo Giugliano in Campania”, poi dagli inquirenti delle Procure di Pesaro e di Avellino, è emerso anche l’ invio di mail, scritte ed inviate dall’avvocato Maria Virginia Cantone, ma fatte apparire come redatte dal giudice Cantone, anche in tal caso, viceversa, ignaro e estraneo ai fatti. Non solo. L’avvocato avrebbe anche falsamente inviato mail facendole apparire provenienti da Uffici Giudiziari, ivi compreso note a firma di asseriti giudici del Consiglio di Stato. Le motivazioni che hanno portato il Tribunale di Napoli a scarcerare l’avvocato saranno rese note entro 30 giorni.

Lampedusa, sbarcano in 184. Viminale contro Malta

"Nelle ultime ore 184 immigrati sono sbarcati a Lampedusa utilizzando piccole imbarcazioni. Malta, per l’ennesima volta, ha scaricato il problema sull’Italia". Lo riferiscono fonti del Viminale, precisando che il ministero dell’Interno, sta lavorando a “soluzioni innovative e efficaci” per gestire questi arrivi.

Ira del ministro Matteo Salvini: "Un paese dell'Unione - ha detto nel corso di una conferenza stampa a Vienna -, si sta altamente fregando dei suoi doveri. E ogni riferimento a Malta è puramente casuale. Alla faccia della solidarietà e dei Trattati internazionali''.

Riguardo ai nuovi sbarchi, il ministro dell'Interno ha aggiunto: "Ci sarebbe bisogno di più collaborazione interna. Lo dico senza spirito polemico, ma faccio un esempio: in Italia tra la notte e stamani sono arrivati circa 200 migranti proveniente dalla Tunisia, per ore transitati in acque maltesi. Ebbene, abbiamo contattato decine di volte le autorità maltesi ma risposta zero. Poi - aggiunge - senti parlare di condivisione e solidarietà, noi stiamo aspettando...".

Si apprende intanto, sempre da fonti del Viminale, che una piccola barca con 15 tunisini a bordo ha finito il carburante ed è alla deriva in acque Sar maltesi. L'Italia sta sollecitando l'intervento de La Valletta, per ora senza risultati.

IMMIGRATI SECONDARI - "La mia firma all'accordo" sui cosiddetti 'immigrati secondari' con la Germania, ha continuato il titolare del Viminale, "ancora non c'è, stiamo verificando alcuni aspetti. Ce l'ho sulla scrivania". Per firmare, ha spiegato Salvini, deve essere un accordo ''che sia per l'Italia a saldo zero, che riguardi solo il futuro e non il passato. Per quel che mi riguarda, tutto il pregresso è chiuso. L'accordo è sperimentale, fino a novembre".

IDENTIFICAZIONI A BORDO - Tra le ''nuove misure innovative ed efficaci'', continua Salvini, ''non è da escludere quella di un'identificazione sulle navi, una volta soccorsi'' i migranti a bordo dei barconi. ''Ho chiesto ai miei tecnici se è possibile fare le identificazioni direttamente a bordo delle navi'', ha continuato il ministro dell'Interno italiano condividendo la proposta del collega austriaco.

Genova si ferma

Le sirene del porto, le campane delle chiese e poi: "Facciamo urlare il silenzio": sono le ultime parole pronunciate dai membri del comitato di Certosa, prima del minuto di silenzio osservato in tutta Genova allo scoccare delle 11.36 di questa mattina, quando la città si è fermata per ricordare la tragedia di Ponte Morandi, a un mese esatto dal crollo.

Al limitare della zona rossa sono circa 300 le persone - tra residenti sfollati, genovesi arrivati da altre zone della città, volontari e soccorritori, semplici cittadini - che si sono raccolte accanto alle transenne che delimitano il quartiere di via Porro e via Fillak, deserto dal 14 agosto scorso quando è stato evacuato per motivi di sicurezza.

Dietro il presidio silenzioso, tra gli alberi di via Fillak, a fare da sfondo quello che resta del troncone di levante di ponte Morandi, che sovrasta le case e i palazzi. Un lungo applauso ha concluso il minuto di silenzio dopo il quale è stato il momento della campana tibetana che ha suonato nel quartiere e dei palloncini bianchi liberati in cielo dai partecipanti.

"Proprio adesso, un mese fa, accadde a Genova ciò che non sarebbe mai dovuto capitare - ha scritto su Twitter il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli -. Siamo vicini alla città e col decreto approvato ieri le ridaremo la dignità che merita. In più restituiremo allo Stato un vero potere di controllo sulla sicurezza di tutte le infrastrutture". Anche il premier Giuseppe Conte, in visita a Palermo per l'inaugurazione dell'anno scolastico, ha ricordato che "oggi ricorre un mese dalla catastrofe del crollo del Ponte Morandi". Un commento applaudito a lungo dai presenti in sala, tra cui molti studenti.

Anche il governatore della Liguria Giovanni Toti, prima di recarsi nell'area del disastro per partecipare con le istituzioni genovesi al minuto di silenzio, ha ricordato la tragedia in un post su Facebook: "Oggi il pensiero di tutti noi è per le 43 vittime - ha commentato - per le loro famiglie, per i feriti, per i genovesi che hanno perso la loro casa. Oggi il pensiero di tutti noi è per Genova, che non dimentica, che non si arrende, che si rialzerà". "Non sarà la caduta di un ponte a piegare Genova - ha poi aggiunto prima del silenzio Toti parlando dall'area lato ponente del torrente Polcevera, dove un mese fa è nato nelle ore del crollo il punto di ritrovo dei soccorritori -. E' una città che ha voglia di tornare a correre nel più breve tempo possibile. Oggi in piazza De Ferrari, la piazza delle grandi adunate di quel popolo che ha saputo dire no ai terroristi quando fu ucciso Guido Rossa, ribadiremo a tutti questa volontà".

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