Martedì 25 Settembre 2018 - 12:13

Reclutavano mercenari: 6 arresti

Maxi operazione dall'alba, con arresti e perquisizioni nell'ambito di un'indagine che ha riguardato un gruppo di soggetti ritenuti responsabili dei reati di reclutamento di mercenari combattimento dietro corrispettivo in un conflitto armato estero. I carabinieri del Ros stanno eseguendo a Milano e nelle province di Avellino e Parma una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Genova, nei confronti di 6 indagati. Sono inoltre in corso perquisizioni che riguardano altri 7 soggetti.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e antiterrorismo della Procura della Repubblica di Genova, partite investigando sull'area skinhead ligure, hanno portato alla scoperta di una struttura organizzata operante sull'asse Italia/Ucraina, dedita al reclutamento ed al finanziamento di mercenari destinati ad integrare le fila delle milizie separatiste filorusse nella regione del Donbass, tuttora teatro di cruenti scontri armati con le truppe regolari del governo di Kiev.

Olimpiadi, Milano si tira fuori: «Disponibile solo per gare»

«Con rammarico constato che nella scelta della candidatura per i Giochi Olimpici e Paralimpici 2026 le ragioni della politica stanno prevalendo su quelle sportive e territoriali». È quanto scrive il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in una lettera inviata al presidente del Coni, Giovanni Malagò, dopo l'indicazione di una candidatura unitaria di Cortina, Milano e Torino senza una città capofila in vista della decisione finale della giunta e del consiglio nazionale del Coni sui Giochi invernali del 2026.

«Per spirito di servizio al Paese - scrive Sala - Milano conferma la sua disponibilità, ove richiesto, solo come venue di gare o eventi in quanto, stante le attuali condizioni, non ritiene praticabile una sua partecipazione alla governance del 2026». Il sindaco di Milano sottolinea che, «qualora la nostra posizione non sia ritenuta accettabile accoglieremo di buon grado la decisione del Coni e, certamente, faremo il tifo per la candidatura italiana selezionata».

Allerta caldo, bollino rosso in 18 città

ROMA. Non si placa la bolla di calore che attanaglia l'Italia. Nei prossimi due giorni la colonnina di mercurio segnerà un ulteriore rialzo e saranno ben 18 le città che raggiungeranno picchi di caldo da allerta massima. Domani e giovedì il 'bollino rosso' caratterizzerà Bologna, Bolzano, Campobasso, Firenze, Genova, Perugia, Pescara e Rieti, alle quali giovedì si aggiungeranno anche Brescia, Frosinone, Latina, Milano, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Lo segnala il bollettino sulle ondate di calore pubblicato oggi dal ministero della Salute. Il 'bollino rosso' equivale al livello 3 di allerta (il più alto) che indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute delle persone sane e attive e non solo dei gruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone con malattie croniche. Il 'bollino arancione' è previsto domani a Brescia, Frosinone, Latina, Milano, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo, e sia domani sia giovedì a Palermo. Giovedì 'bollino arancione' anche per Bari. Il livello 2 'bollino arancione' indica "condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili".

Razzismo, l'Azzurra Osakue ferita all'occhio

La campionessa italiana under 23 di lancio del disco, Daisy Osakue, 22enne, nata in Italia da genitori nigeriani, la scorsa notte, è stata aggredita in strada a Moncalieri. La giovane atleta è stata colpita al volto da uova lanciate da un'auto in corsa mentre stava attraversando la strada da sola . Daisy Osakue, subito soccorsa da un gruppo di persone, è stata trasportata all’Ospedale Oftalmico di Torino, dove le è stata riscontrata una lesione della cornea sinistra. Ora dovrà essere operata per rimuovere un frammento di guscio d'uovo. La lesione potrebbe mettere a rischio la partecipazione dell'azzurra alla rassegna continentale di atletica leggera al via il 6 agosto a Berlino.

L'atleta 22enne non ha dubbi sul movente dell'aggressione. "E' razzismo", dice ai microfoni di Sky tg24. "E' una zona dove ci sono prostitute di colore, a mio avviso - spiega - credevano fossi una di loro". "Se non fossi stata io ma un'altra ragazza, e se non avessero usato uova ma una pietra? Quando ci renderemo conto che la situazione è inaccettabile?", si chiede la giovane atleta. Sono in corso accertamenti per identificare  gli occupanti della macchina. Dalle prime verifiche, compiute dai militari che indagano sull'episodio, l'azione non sarebbe riconducibile a discriminazione razziale. La stessa auto, si apprende ancora dagli investigatori, era già stata segnalata nei giorni scorsi, sempre a Moncalieri, per aver lanciato le uova contro i passanti.
A quanto si apprende da fonti investigative, episodi analoghi a quello che ha visto protagonista la giovane atleta di Moncalieri si sarebbero già verificati in altre due occasioni, il primo nella notte tra il 14 e il 15 luglio sempre a Moncalieri dove un pensionato  ha segnalato il lancio di uova contro la sua abitazione. Il secondo episodio, appena qualche giorno fa,  il 25 luglio intorno alle 23.30 quando tre donne mentre uscivano da un ristorante di Moncalieri, sarebbero state colpite al braccio da uova lanciate da un'auto in corsa, che, secondo gli investigatori, potrebbe trattarsi della medesima vettura della scorsa notte.

Il presidente della Fidal Alfio Giomi , parlando all'Adnkronos, riferisce: "Ho sentito Daisy Osakue, è una ragazza forte, ha già il morale altissimo ed è concentrata sui prossimi campionati europei, dove speriamo possa essere in gara ma in ogni caso sarà con noi a Berlino". "Tra due giorni - spiega - avrà il check-up dal quale si capirà se potrà, come tutti ci auguriamo, gareggiare e dimostrare le sue grandi qualità. In ogni caso l'aspetto tecnico passa assolutamente in secondo piano di fronte alla gravità dell'episodio - ha aggiunto il numero uno dell'atletica italiana -. E' stata un'aggressione vigliacca da parte di questi ragazzi che sono subito scappati. Si tratta della peggiore gioventù, è davvero preoccupante, non c'è dubbio che nel nostro Paese ci sia un clima, dal quale dobbiamo uscire al più presto, che non c'era in passato. E' un momento storico difficile". "Se si è trattato di razzismo questo lo dovranno dire eventualmente le forze dell'ordine. Io ci vado con i piedi di piombo, mi limito ad osservare i fatti e a definirlo un episodio di una demenza assoluta, un gesto vigliacco che troverà, ne sono sicuro, unanime condanna da tutte le forze politiche", ha concluso Giomi.
La dinamica è sempre la stessa. Vengono colpiti da piombini sparati da auto in corsa o dal balcone di casa. Oppure sono insultati e picchiati. Spesso presi a calci e pugni. Vittime delle aggressioni migranti di varie età e nazionalità, con storie diverse ma purtroppo accomunati da gravi episodi di violenza. Un clima intimidatorio su cui è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, preoccupato dalla "barbarie" che sembra dilagare nel Paese. "L'Italia non può assomigliare a un Far West", ha lamentato il Capo dello Stato, invitando i cittadini ad essere responsabili e a collaborare per il bene comune.

Matteo Salvini, invece, nega che in Italia ci sia un allarme razzismo. "Non diciamo sciocchezze" ha tuonato il vicepremier riferendosi a chi parla di un'emergenza in Italia. Anche nei giorni scorsi il titolare del Viminale aveva bollato l'allarme razzismo come "un'invenzione della sinistra". "Gli italiani sono persone perbene ma la loro pazienza è quasi finita" aveva detto Salvini, sostenendo che "aggredire e picchiare è un reato, a prescindere dal colore della pelle di chi lo compie, e come tale va punito. Ma accusare di razzismo tutti gli italiani e il governo in seguito ad alcuni limitati episodi è una follia".

Esodo, due morti sulle strade

ROMA. Afa ai livelli massimi, incidenti e cose chilometri. Il primo fine settimana di esodo si chiude con un bilancio negativo.  Due persone sono morte e altre due sono rimaste ferite in un incidente lungo la strada statale 42 “Del Tonale e della Mendola” nel Bergamasco. Un’intera famiglia, con un figlio di due anni, è stata  ricoverata in ospedale dopo essere rimasta coinvolta in un incidente stradale sull’Aurelia al bivio di Capalbio, in direzione Livorno. Per fortuna nessuno è in pericolo di vita. Il tutto mentre è in arrivo un’intensa ondata di caldo africana, con tutta probabilità la più forte e duratura dell’estate 2018. 

Il Papa: «Tratta di persone, crimine vergognoso»

CITTà DEL VATICANO. «È responsabilità di tutti denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine della tratta di persone». È il monito di Papa Francesco, lanciato al termine dell’Angelus in piazza Francesco, in occasione della Giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani promossa dall’Onu, che si celebra domani. 

Senegalese picchiato, denunciato 34enne

PARTINICO. I carabinieri hanno denunciato un uomo di 34 anni di Partinico per lesioni con l’aggravante dell'odio razziale. L’uomo sarebbe infatti uno degli aggressori del 19enne senegalese picchiato al grido di «vattene sporco negro». Il 34enne è stato condotto nella caserma ed i carabinieri di indagano sul caso di razzismo. Il giovane senegalese, che vive in una comunità, serviva ai tavoli di un bar quando sarebbe stato insultato e poi aggredito da un gruppo di abitanti del posto. E sull’accaduto non mancano reazioni. «

Bimbe costrette a prostituirsi per varcare la frontiera

ROMA. Alla frontiera di Ventimiglia esplode il fenomeno del survival sex, ovvero delle minorenni in transito, provenienti per lo più dal Corno d’Africa e dai Paesi dell’Africa-sub-sahariana, che vengono indotte a prostituirsi per pagare i passeurs (somme tra i 50 e i 150 euro per il viaggio in auto) per attraversare il confine o per reperire cibo o un posto dove dormire. Una situazione aggravata anche dopo lo sgombero, ad aprile 2018, dell’accampamento informale nell'area lungo il fiume Roja. È quanto emerge dal rapporto “Piccoli schiavi invisibili 2018”, una fotografia aggiornata della tratta e dello sfruttamento dei minori in Italia. 

Violenza su bimba, prete resta ai domiciliari

FIRENZE. Don Paolo Glaentzer, il parroco 70enne accusato di violenza sessuale aggravata su minore per essere stato sorpreso in auto con una bambina di 10 anni la sera di lunedì scorso, nel parcheggio di un supermercato di Calenzano, resterà agli arresti domiciliari. È questa la decisione presa dal Gip del Tribunale di Prato, Francesco Pallini, che ha sciolto la riserva, respingendo la richiesta del pubblico ministero, Laura Canovai, che aveva chiesto la custodia in carcere. L’altroieri, nel corso dell’udienza di convalida dell'arresto, durata un’ora e mezzo, il sacerdote, difeso dall'avvocato Valeria Fontana, ha risposto a tutte le domande del giudice e del pm e, da quanto appreso, avrebbe ammesso di essersi appartato con la bambina: «Pensavo che avesse quindici anni».

Uccide un uomo dopo una lite: poi si suicida

VICENZA. È stato bloccato e poi ammazzato in strada l’uomo freddato a Trissino, nel Vicentino. La vittima è Enrico Faggion, 39 anni, del posto. Non è stato raggiunto da spari partiti da un’auto in corsa - come ricostruito in un primo tempo dagli investigatori - ma è stato fermato dal killer mentre era lui a bordo di una Ford Kia, e costretto a scendere immediatamente. Dopo un violento litigio, l’altro ha estratto una pistola e ha fatto fuoco 5 volte. L’assassino Giancarlo Rigon è fuggito su una Mercedes senza lasciare alcuna traccia ed è stato trovato suicida.

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