Domenica 17 Febbraio 2019 - 14:02

Freddo a Roma, grillina manda per sbaglio senzatetto a centro estetico

Tutta colpa di un maledetto tag. La presidente del X Municipio Giuliana Di Pillo (M5S) si è sbagliata in un post su Facebook e, invece di rimandare alla struttura capitolina di piazza Capelvenere, aperta per l'accoglienza ai senzatetto, ha taggato la pagina di un omonimo centro estetico toscano. "Emergenza freddo" si legge nella prima versione, poi modificata due volte. "Ho dato disposizione di aprire la struttura di piazza Capelvenere. Da stasera alle 19 chi ha necessità di passare la nottata al coperto può recarsi lì". Lo sbaglio è stato documentato con un tweet dal gruppo 'Federica Angeli Sindaco Roma' che riporta anche la risposta ironica degli interessati. "Gentilmente, se può rimuovere il tag... - scrivono - ci deve essere stato un grossolano errore. Ha menzionato la pagina dei nostri saloni di bellezza di Prato (Toscana). Grazie!! Massimo che possiamo garantire è un look mozzafiato!".

Roma, spari in casa: feriti padre e figlio

Spari in un'abitazione a Guidonia in provincia di Roma. Sul posto, dopo una segnalazione al 112, sono intervenuti i carabinieri. Da una prima ricostruzione un uomo, romano di 62 anni, e il figlio, di 24 anni, sono rimasti feriti: il primo è stato colpito da un proiettile alla gamba ed è stato trasportato all'ospedale Umberto I di Roma, il secondo è stato ferito nel corso di una colluttazione, colpito alla testa con il calcio della pistola e portato all'ospedale di Tivoli.

Ancora non è chiara la dinamica dei fatti. Padre e figlio sarebbero stati feriti all'interno di un appartamento da tre persone, ma le circostanze sono ancora tutte da chiarire e i carabinieri stanno ricostruendo l'accaduto. Al lavoro i carabinieri di Guidonia e del nucleo investigativo di Frascati per i rilievi.

Neve e disagi al Sud

Come previsto, l'Italia è entrata in una fasa decisamente gelida. La neve è caduta fin sulle coste adriatiche, dalle Marche meridionali alla Puglia, in Basilicata e a bassissima quota sulla Sicilia settentrionale creando qualche disagio.
Situazione critica, rallentamenti, incolonnamenti, qualche camion di traverso ma nessuna chiusura allo stato attuale, sulle strade della Puglia dove nevica da stanotte in diverse province, in particolare nelle zone interne. Come riferiscono dalla Protezione civile le autostrade sono tutte transitabili. Attualmente sta nevicando solo sul tratto tra Molfetta e Bitonto nel barese. Una situazione difficile si è creata sulla statale 16 verso la costa all'altezza del bivio di Bisceglie dove si sono creati degli incolonnamenti. La situazione più critica si è verificata sulla statale 96 Bari-Altamura-Matera. In un tratto all’altezza del bivio di Toritto è accaduto che a causa della neve qualche camion che si è messo di traverso ed è stato necessario chiuderlo fino a mezz'ora quando è stata riaperta. In ogni caso occorre procedere con prudenza e mettersi in viaggio solo se muniti di catene e di gomme termiche. Nel Gargano e nel Subappenino da uno, dove c'è una maggiore preparazione riguardo all'emergenza neve, le strade sono tutte transitabili, almeno quelle maggiormente frequentate. Si teme per la formazione di lastre di ghiaccio in serata. La situazione è migliorata per qualche ora ma in alcune zone specie dell'interno della Murgia barese, dopo alcune brevissime tregue nella prima mattinata, ora ha ripreso a nevicare con una certa intensità. Difficoltà di percorrenza si segnalano sulla strade provinciali, la 151 Altamura-Ruvo, la 238 Altamura-Corato e la 18 Altamura-Cassano. Anche le strade da Altamura per Laterza e per Santeramo vanno percorse con molta prudenza. Il consiglio è di mettersi in viaggio solo se strettamente necessario. Rallentamenti si registrano anche a cavallo delle province di Bari e Taranto sulla statale 100 tra Gioia del Colle, nel barese, e Mottola, nel tarantino. 

Nel territorio della Città metropolitana di Bari le maggiori difficoltà legate al gelo e alle nevicate si registrano nella Murgia, area collinare interna. Per la neve e per la formazione di ghiaccio si registrano disagi e difficoltà in alcuni collegamenti stradali della Basilicata, particolarmente in provincia di Matera. Secondo quanto segnala la Polizia stradale di Potenza, risulta problematico raggiungere Matera dalla strada statale 407 'Basentana' tanto che si sta valutando da parte del Cov (Centro operativo della viabilità) l'adozione di un provvedimento di sospensione del traffico superiore a 7,5 tonnellate per impraticabilità della strada statale 7 Appia tra Ferrandina Scalo e Matera. Risulta inoltre difficoltoso raggiungere la provincia di Bari attraverso la direttrice di marcia ss 96 Tolve (Potenza) - Gravina in Puglia e Altamura (Bari) dove, peraltro, nella parte iniziale da Potenza vige già un divieto di transito per i mezzi pesanti. Al traffico pesante diretto a Matera viene consigliata la direzione alternativa delle statali 658 'Ofantina' e 655 'Bradanica'. La Polstrada raccomanda di mettersi in viaggio solo se strettamente necessario. Il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri ha istituito l'obbligo di circolazione, per i veicoli, con pneumatici da neve o con catene a bordo su tutto il territorio cittadino. Con un'altra ordinanza, inoltre, è stata disposta la chiusura degli asili nido da oggi e sino a sabato. Le ordinanze si sono rese necessarie per il protrarsi delle avverse condizioni meteo che prevedono ancora precipitazioni nevose per le prossime 24 ore. In mattinata i mezzi spargisale e spartineve hanno liberato le principali arterie stradali della città e il lavoro sarà intensificato in serata per ritardare la formazione di ghiaccio sulle strade. Stamattina è stato avviato anche il servizio di distribuzione del sale in sacchi per le sole attività commerciali e turistico-ricettive. Attivi anche due numeri di emergenza: 800 262667 (numero verde) oppure 0835 241377.
Emergenza neve anche in Molise. Carabinieri in prima linea su tutto il territorio della provincia di Isernia per fornire assistenza alle popolazioni locali e in particolare agli automobilisti, in occasione delle precipitazioni nevose e del gelo che sta interessando la zona. Gli interventi più frequenti riguardano la viabilità, in particolare lungo le principali arterie stradali che attraversano il territorio della provincia, con particolare riferimento alle zone di confine con le Regioni Abruzzo, Lazio e Campania. Finora gli interventi più rilevanti sono stati quelli di assistenza agli automobilisti rimasti in panne con i propri mezzi.

Cinghiali sull'A1, un morto e 10 feriti

Un morto e dieci feriti, tra cui tre bambini. E' il bilancio dell'incidente stradale avvenuto sull'autostrada A1 in carreggiata Sud, tra Lodi e Casalpusterlengo. A causare il tamponamento, secondo le prime informazioni, un branco di cinghialiche ha attraversato la carreggiata.

Stando alle stime della Coldiretti "sono circa 400 gli incidenti stradali provocati dai cinghiali in Lombardia dal 2013 a oggi". Con oltre un milione di esemplari diffusi in Italia, la presenza dei cinghiali nei centri abitati e sulle strade è "ormai un rischio concreto per la sicurezza dei cittadini". Negli ultimi dieci anni, secondo la Coldiretti "il numero dei cinghiali presenti sul territorio nazionale è praticamente raddoppiato. Gli animali selvatici distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro all'anno, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime".

Per la Coldiretti "non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Ora non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra ministeri e Regioni ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci amministrativi".

 

 

Supercoppa in Arabia Saudita, politica in rivolta

Settori riservati agli uomini. Ma, per le donne sole, la possibilità di guardare la sfida della Supercoppa italiana tra Juventus e Milan in Arabia Saudita, sedute sugli spalti in uno spazio tutto al femminile del 'King Abdullah Sports City Stadium' di Gedda, non c'è. Le donne infatti potranno assistere all'evento ed entrare allo stadio solo sedendo in settori speciali, quelli riservati alle famiglie. E la decisione presa per il super match tricolore in trasferta dalla Lega Serie A e dagli organizzatori sauditi manda su tutte le furie la politica italiana, con la richiesta ai vertici del calcio italiano di intervenire.

LE POLEMICHE - A sbottare in diretta su Facebook, il ministro dell'Interno e rossonero doc Matteo Salvini: "Che la Supercoppa italiana si giochi in un paese islamico - commenta - dove le donne non possono andare allo stadio, se non accompagnate dagli uomini, è una tristezza, una schifezza. Io - protesta - quella partita, Juve-Milan, non la guardo". Dello stesso tenore il commento della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni: "Supercoppa italiana Juve-Milan in Arabia Saudita. Le donne possono andare solo accompagnate nel settore famiglie, da sole no, perché l'Islam non lo ammette. Quindi una donna italiana che volesse comprarsi il biglietto per vedere la partita da sola o con un gruppo di amiche, non può farlo. Ma che schifo è? Abbiamo venduto secoli di civiltà europea e di battaglie per i diritti delle donne ai soldi dei sauditi? La Federcalcio blocchi subito questa vergogna assoluta e porti la Supercoppa in una nazione che non discrimina le nostre donne e i nostri valori".

"Il nostro calcio - scrive su Facebook, Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Vice presidente della commissione Esteri della Camera - ha chiuso malissimo il 2018 tra gravi violenze, ululati razzisti e vergognose scritte sulle stragi dell'Heysel, di Superga e di Scirea, ma sembra voler iniziare il 2019 ancora peggio, facendosi umiliare dall'Arabia Saudita, svendendo i nostri valori per pochi soldi. Gli organizzatori arabi fanno sapere che per la finale di Supercoppa Italiana del 16 gennaio tra Juventus e Milan, nello stadio di Jedda ci saranno posti per soli uomini e poi posti misti dove le donne potranno vedere la partita accompagnate da uomini. Roba da Medioevo. E il nostro calcio si fa umiliare così per pochi milioni? E il movimento calcistico femminile italiano non dice nulla? La Figc non ha niente da obiettare?".

"Lo sport, e il calcio è lo sport più seguito in Italia, dovrebbe trasmettere valori, ma il nostro calcio quali valori trasmette? La violenza, il razzismo e la rinuncia ai nostri principi pur di monetizzare qualche spicciolo con gli arabi? Juventus e Milan si oppongano a questa vergogna", conclude Grimoldi.

Indignata anche la senatrice di Leu, Laura Boldrini: "Le donne alla Super Coppa Italiana vanno allo stadio solo se accompagnate dagli uomini. Ma stiamo scherzando? I signori del calcio vendano pure i diritti delle partite ma non si permettano di barattare i diritti delle donne!". E duro anche il commento della deputata Pd (e calciatrice) Anna Ascani: "Amo il calcio. Da sempre. Giocavo a calcio da bambina. Gioco a calcio oggi. E tifo la mia squadra. Sul divano e allo stadio. Il fatto che sugli spalti della finale della #supercoppaitaliana ci saranno settori riservati ai 'soli uomini' e che le donne possano entrare solo accompagnate mi umilia. Si tratta di una discriminazione vergognosa e inaccettabile". Aggiunge la deputata: "Non so quanti soldi ci siano in ballo. So che la dignità delle donne non ha un prezzo. E so che la Lega Serie A e la FIGC Federazione Italiana Giuoco Calcio devono fermare questo scempio. Ad ogni costo".

Per il Pd interviene anche l'ex ministro dello Sport, Luca Lotti: "Più di due mesi fa avevo lanciato l’allarme sulla finale di Supercoppa italiana in Arabia Saudita. Oggi non posso che unirmi a quanti, in queste ore, stanno esprimendo la loro preoccupazione. Chi ama il calcio rifiuta tutte le barriere culturali. Sempre. #Supercoppa", scrive su Twitter. "Esprimo il mio più vivo disaccordo per la decisione, da parte della Lega Serie A, di far disputare la finale di Supercoppa italiana in uno stadio dove le donne potranno entrare solo se accompagnate da uomini ed assistere alla partita segregate in appositi recinti", rincara il sottosegretario presidenza del Consiglio con deleghe alle Pari opportunità, Vincenzo Spadafora. "Non è ammissibile - sostiene il Sottosegretario - che il calcio italiano finga di non vedere questa palese discriminazione di diritti. Lo sport deve infatti essere veicolo di diffusione di ben altri valori, come l’uguaglianza e la parità di genere. Venire meno a questi principi cristallizzati anche nella nostra Costituzione - conclude Spadafora - significherebbe perdere molto più che una finale. Gli interessi economici non possono prevalere sui diritti".

LA REPLICA DELLA LEGA SERIE A - "La nostra Supercoppa sarà ricordata dalla storia come la prima competizione ufficiale internazionale a cui le donne saudite potranno assistere dal vivo". Ribatte il presidente della Lega calcio di Serie A, Gaetano Miccichè.

"Con il benestare di Fifa, Uefa e Confederazione asiatica stiamo andando a disputare una gara di calcio ufficiale in un Paese con proprie leggi sedimentate da anni, dove tradizioni locali impongono vincoli che non possono essere cambiati dal giorno alla notte. Sono ottimista per definizione, e guardo con fiducia al futuro e ai passi già fatti. La volontà in tal senso degli organizzatori locali ci è parsa subito netta, in Arabia Saudita nelle scorse settimane sono stati organizzati una serie di eventi sportivi per aprirsi gradualmente al mondo", ha spiegato il presidente della Lega calcio Serie A. "L’Arabia Saudita da molto tempo non concedeva visti turistici: il calcio ha sorpassato anche questi vincoli, e chi vorrà potrà venire dall’estero a vedere il match grazie a un permesso legato al biglietto della partita. Ogni cambiamento richiede tempo, pazienza e volontà di confronto con mondi distanti. Fino allo scorso anno le donne non potevano assistere ad alcun evento sportivo, da pochi mesi hanno accesso ad ampi settori dello stadio, che hanno iniziato a frequentare con entusiasmo, e noi stiamo lavorando per far sì che nelle prossime edizioni che giocheremo in quel Paese possano accedere in tutti i posti dello stadio. E voglio precisare che le donne potranno entrare da sole alla partita senza nessun accompagnatore uomo, come scritto erroneamente da chi vuole strumentalizzare il tema: la nostra Supercoppa sarà ricordata dalla storia come la prima competizione ufficiale internazionale a cui le donne saudite potranno assistere dal vivo".

"Il calcio - aggiunge - fa parte del sistema culturale ed economico italiano e non può avere logiche, soprattutto nelle relazioni internazionali, diverse da quelle del Paese a cui appartiene. L’Arabia Saudita è il maggior partner commerciale italiano nell’area mediorientale grazie a decine di importanti aziende italiane che esportano e operano in loco, con nostri connazionali che lavorano in Arabia e nessuno di tali rapporti è stato interrotto".

"Il sistema calcio non può assurgere ad autorità sui temi di politica internazionale, né - sottolinea ancora - può fare scelte che non rispettino il sistema Paese. Al contrario, è un fondamentale supporto alla promozione del made in Italy e dei suoi valori. Il calcio non fa politica, ma ha un ruolo sociale, in questo caso di veicolo di unione e comunanza tra popoli che non ha uguali in nessun altro settore. In poche ore di prevendita la Supercoppa a Jeddah ha registrato il sold out, un evento di una portata internazionale atteso con grande entusiasmo dai tifosi locali".

"Credo sia doveroso fare il punto sulla decisione della Lega Serie A, e di tutti i Club associati, di disputare la prossima Supercoppa italiana il 16 gennaio a Jeddah. Questo trofeo, fin dal 1993 nella sua prima edizione all’estero, è stato il biglietto da visita per esportare e promuovere il calcio italiano nel mondo", ha spiegato Miccichè, aggiungendo: "Abbiamo giocato questa competizione due volte negli Stati Uniti, quattro volte in Cina, così come in Qatar e in Libia. La scelta di portare il calcio in aree che differiscono per cultura e per tipologie di governo non è una decisione solo italiana, ma ha altri esempi internazionali poiché lo sport ha sempre più bisogno di platee globali per crescere. Il caso Khashoggi, avvenuto lo scorso ottobre, dunque mesi dopo la definizione dell’accordo, ha posto la scelta dell’Arabia Saudita sotto i riflettori e doverosamente la Lega Serie A si è interrogata su cosa fosse giusto fare".

DONNE E CALCIO IN ARABIA SAUDITA - "Le donne (in Arabia Saudita, ndr) possono essere presenti alle partite di calcio negli stadi anche se non sono accompagnate da uomini. Siedono nel 'settore famiglie' che è un'area designata per le donne che non sono accompagnate da uomini o per le famiglie". Lo precisa in un'intervista ad Aki-Adnkronos International l'attivista e giornalista saudita Lulwa Shalhoub, commentando le affermazioni del ministro dell'Interno italiano Salvini. "Le donne hanno iniziato a recarsi negli stadi a gennaio 2018", aggiunge l'attivista.

Lo scorso 12 gennaio per la prima volta in Arabia Saudita le donne hanno potuto assistere allo stadio King Abdullah di Gedda a una partita del campionato di calcio locale. Le tifose sono entrate attraverso ingressi riservati e sono state 'confinate' nel settore 'famiglie'.

La svolta sui cancelli degli stadi aperti alle donne era stata annunciata a ottobre 2017 dall'Autorità generale saudita per lo Sport che ha autorizzato le saudite a entrare negli impianti King Fahd Stadium, nella capitale Riad, King Abdullah International Stadium, a Gedda, e Prince Mohammed Bin Fahd Stadium, a Dammam.

L'Arabia Saudita resta comunque il Paese della segregazione dei sessi, dove molti edifici hanno ingressi separati per donne e uomini ed è il Paese in cui le donne sono sottoposte al sistema della tutela: i 'guardiani' delle saudite sono i padri, i mariti, i fratelli che devono dare loro il permesso anche per studiare o viaggiare.

«Stanco di politici incompetenti», il post del chirurgo è virale

Un inno al proprio lavoro. Ma anche un atto d'accusa nei confronti di "politici incompetenti". E' diventato virale il post del 31 dicembre di Daniele Pezzati, chirurgo dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, in cui anticipa gli auguri di buon anno "perché stasera sarò troppo impegnato per farli: stranamente devo andare al lavoro". Un messaggio che ha raccolto in poche ore migliaia di condivisioni e oltre 20mila like in cui il medico si dice "fiero" del proprio lavoro, lamentando però un mancato riconoscimento soprattutto da parte della politica. "Stanotte a lavoro abbiamo eseguito il trapianto di fegato numero 160 dall'inizio dell'anno. Si tratta di un record per il centro di Pisa e l'ennesimo primato italiano", spiega Pezzati su Facebook, sottolineando però che "purtroppo non c'è stato tempo di festeggiare se non con un rapido caffè perché siamo ripartiti subito per prelevare un altro fegato per il trapianto 161..."

"Tutto ciò in barba a chi ci ha denigrato sui giornali ed ai piani alti della politica che cercano disperatamente una scusa per depotenziarci ed aprire un (inutile) ulteriore centro a Firenze - osserva il chirurgo - Tutta gente che, mentre facevo oltre cento notti di lavoro nel 2018, 700 ore di lavoro notturno, migliaia di km in auto aereo ed elicottero per andare a prelevare organi, dormiva comodamente nel proprio letto salvo poi riempirsi la bocca con i risultati miei e dei miei colleghi". "A volte vorrei dire a questa gente di venire a farseli i trapianti - prosegue Pezzati - così io potrò passare le domeniche, Ferragosto, Natale, capodanno con i miei figli e fare il 'posto fisso' alla Checco Zalone con 6.20 ore al giorno e stop".

Poi un riferimento alla vita privata: "Ieri sera mio figlio Federico era triste perché non giocavo con lui e me ne andavo a lavoro. Io più triste di lui gli ho risposto che dovevo aiutare un tato che stava male. Non sa cosa vuol dire ma dice con fierezza che il suo babbo fa i trapianti e lo vuole fare pure lui". "Sono fiero di ciò che faccio - sottolinea - ma stanco di vedere la sanità gestita da politici incompetenti che mi spremono come un limone non riconoscendo il sacrificio che costa fare ciò che faccio". Per concludere infine con un ringraziamento e gli auguri di buon anno: "Posso solo ringraziare mia moglie e i miei figli per sopportare un marito/padre assente perenne per una insana passione. Faccio a tutti gli auguri di buon anno perché stasera sarò troppo impegnato per farli: stranamente devo andare al lavoro".

LA REPLICA - Sulla vicenda è intervenuta l'assessore alla Sanità della regione Toscana Stefania Saccardi. "Come ho più volte ribadito, sia in occasioni pubbliche che in comunicazioni istituzionali, il Centro trapianti di fegato di Pisa è un'eccellenza nazionale, la sua attività non è messa in discussione da nessuno, e non c'è alcuna intenzione di depotenziarlo da parte della Regione", ha sostenuto Saccardi, sostenendo che "chiunque si renda responsabile di dichiarazioni totalmente infondate, tali da suscitare allarme nei cittadini sarà chiamato a risponderne personalmente, anche attraverso l'adozione di provvedimenti disciplinari laddove ne ricorrano gli estremi".

Il ministro della Salute Giulia Grillo, in un post su Facebook, ha invece sottolineato l'impegno dei lavoratori della sanità durante queste festività: "Questa è la sanità che dobbiamo difendere: grande professionalità e tanta umanità. Un pensiero affettuoso a tutti i medici e agli operatori sanitari al lavoro anche in questi giorni di festa. Tutta l'Italia è orgogliosa del suo Servizio sanitario nazionale".

 

 

Papa: «Meglio vivere da atei che da cristiani che odiano»

"E' uno scandalo quello di persone che vanno in chiesa, che stanno lì tutti i giorni e poi vivono odiando gli altri e parlando male della gente: meglio vivere come ateo anziché dare una contro-testimonianza dell'essere cristiani". E' quanto afferma Papa Francesco, nell'udienza generale nell'Aula Paolo VI in Vaticano.

"Il cristiano - spiega il Papa - non è uno che si impegna ad essere più buono degli altri: sa di essere peccatore come tutti. Il cristiano semplicemente è l'uomo che sosta davanti alla rivelazione di un Dio che non porta l'enigma di un nome impronunciabile, ma che chiede ai suoi figli di invocarlo con il nome di Padre, di lasciarsi rinnovare dalla sua potenza e di riflettere un raggio della sua bontà per questo mondo così assetato di bene, così in attesa di belle notizie".

Gesù introduce l'insegnamento della preghiera del 'Padre Nostro', "prendendo le distanze dagli ipocriti. C'è gente che è capace di tessere preghiere atee, senza Dio: lo fanno per essere ammirati dagli uomini - osserva il Pontefice - La preghiera cristiana, invece, non ha altro testimone credibile che la propria coscienza".

 

 

Nuova truffa su WhatsApp, l'allarme della Postale

"Facciamo attenzione" alla truffa, l'ennesima che corre su WhatsApp. "Diversi utenti che si sono rivolti al servizio assistenza dell'operatore #Vodafone per segnalare guasti sulla rete fissa sono stati contattati su #WhatsApp - avverte la Polizia Postale con un post su Facebook -, da un fantomatico 'reparto Tecnico' il quale, al fine di sollecitare l'intervento di personale tecnico, richiedeva con varie scuse, copia dei propri documenti di riconoscimento e, in alcuni casi, anche una copia di un secondo documento d'identità". Ricordiamo, sottolinea la Postale, che gli operatori telefonici non richiedono mai copie di documenti per interventi di assistenza né tantomeno utilizzano" le chat "per comunicare con la propria clientela". "In alcuni casi invece i truffatori informano gli utenti di inesistenti rincari della loro tariffa telefonica, invitando gli stessi a passare ad altro operatore telefonico. Nel dubbio è opportuno sin sincerarsi attraverso il call center, dedicato all'assistenza - conclude -. Vodafone Italia anche a tutela della propria clientela ha sporto regolare denuncia all'Autorità giudiziaria.

Conferito il Collare dell’Ordine di San Gennaro a Sua Altezza Eminentissima Frà Giacomo

Il 17 Dicembre in Roma presso il Palazzo Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta,SAR Don Pedro di Borbone delle due Sicilie,Duca di Calabria,Conte di Caserta,Capo della Real Casa delle due Sicilie ,ha conferito il Collare dell’Ordine di San Gennaro a Sua Altezza Eminentissima Frà Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto Sovrano Gran Maestro dell’Ordine di Malta.
Nella stessa occasione SAR Don Pedro di Borbone,Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano,ha conferito il rango di Balì di Gran Croce di Giustizia a S.A.E. Il barone Albrecht von Boeselager,Gran cancelliere dell’Ordine di Malta ed al Principe e Conte Dominique de la Rochefoucauld-Montebel già membro dell’Ordine Costantiniano dal 2003.
L’accettazione di queste onorificenze da parte dei massimi esponenti del Gran Magistero dello SMOM è un chiaro segno del riconoscimento di don Pietro di Borbone Due Sicilie nella dignità di Gran Maestro dell’ordine Costantiniano e di Capo della Real Casa Due Sicilie.
Visti tra i presenti ,il Conte Antonio Zanardi Landi ,Ambasciatore SMOM presso la Santa Sede,l’Ambasciatore di Spagna Don Carlos Barcéna y Portolési( Gran Cancelliere dell’Ordine Costantiniano),il Duca Don Diego de Vargas Machuca(Presidente della Real Commissione per l’Italis),Don Amadeo Rey e Cabieses (Cice Grand Auditore) e Don Flavio dei Principi Borghese,Principe di Sperlinga(Delegato SMOC di San Giorgio di Roma e Vaticano),

Rabbia Ncc, bruciato fantoccio di Di Maio

Da tutta Italia gli Ncc scendono ancora in piazza della Repubblica, a Roma, e si appellano a Mattarella per chiedere un confronto sulle norme varate dal governo per la categoria. Durante la manifestazione è stata prima esposta una bara avvolta in un tricolore - con su scritto 'la libertà assassinata dal governo del cambiamento' - e quindi esposto, impiccato e poi bruciato anche un fantoccio del vicepremier Luigi Di Maio. Il fantoccio aveva in mano un cartello con su scritto "schiavo dei tassisti".

Gli Ncc, "tutti uniti contro la fine di una categoria", chiedono "di poter lavorare in maniera civile" senza fare "più sotterfugi". "Dateci l'opportunità di svolgere il nostro lavoro di Noleggio con conducente", sottolineano i manifestanti. Tra gli slogan esposti dai manifestanti c’è anche il "Governo del cambiamento paga la cambiale elettorale ai tassisti".

"Leggiamo con speranza e preoccupazione - afferma il presidente di Federnoleggio Confesercenti Luigi Pacilli in rappresentanza di Comitato Difesa Ncc (Anitrav, Fai Confcommercio e Federnoleggio Confesercenti) - le misure proposte per regolamentare il settore del noleggio con conducente. Preoccupazione perché la proposta, così come è, impone limiti e paletti all’attività degli Ncc rendendo di fatto impossibile continuare a svolgere il servizio". Per tutte "queste incongruenze scendiamo in piazza uniti per chiedere un confronto con il Presidente Mattarella oggi stesso" sottolinea Pacilli.

"A questa preoccupazione - prosegue - si unisce la speranza che davvero ci si sieda intorno a un tavolo per chiarire tutti i punti. Chiediamo di poter parlare con chi sta prendendo decisioni che avranno un impatto enorme sul nostro futuro, non perché vogliamo una proroga della situazione attuale, ma perché vogliamo una riforma giusta per tutto il settore del trasporto pubblico, compresi taxi ed Ncc".

"Le norme presentate prevedono l’ampliamento degli ambiti territoriali di operatività per gli Ncc da comunali a provinciali, la possibilità di avere la doppia rimessa in provincia e la possibilità - prosegue Pacilli - di non rientrare in rimessa tra un servizio e l'altro se le prenotazioni sono state registrate su un foglio di servizio elettronico, ma non tengono conto delle reali modalità di espletamento del servizio".

"In questi giorni si sono spesso alzati i toni. Sono circolati commenti fuori luogo, decisamente sbagliati. Prendiamo nettamente le distanze da tutto ciò e aspettiamo fiduciosi la convocazione di un tavolo di confronto per giungere a una soluzione che sia realmente migliorativa, per noi e per i cittadini che hanno diritto a un servizio di trasporto che funzioni”, ha aggiunto Pacilli.

"Non siamo stati ricevuti da nessuno ma è stata protocollata la nostra istanza e ci hanno garantito che nel più breve tempo possibile ci faranno avere una risposta. Di fatto, un nulla di fatto. Quindi continueremo a protestare", ha aggiunto Mauro Ferri, presidente di Anitrav, di ritorno dal Quirinale dove una delegazione di Ncc ha presentato un documento in cui si sottolineano "i punti di incostituzionalità del decreto del 22 dicembre scorso".

Attimi di tensione in piazza quando Ferri ha annunciato che per oggi non si avranno risposte. Sono scattati cori contro il governo ed è stato alzato in aria e poi dato alle fiamme il manichino di Di Maio impiccato. I lavoratori provenienti dalla Sicilia hanno annunciato che non lasceranno la piazza finché non avranno risposte. "Siamo 200mila persone e dobbiamo stare tutti qua perché ci stanno prendendo per il culo - ha detto un manifestante proveniente dalla Sicilia dal palco. Passiamo il capodanno a Roma. Di Maio e Salvini devono venire qua in questa piazza".

"Come Comitato Difesa Ncc (Anitrav, Fai Confcommercio e Federnoleggio Confesercenti) prendiamo fermamente le distanze da quanto successo", ha sottolineato il presidente di Anitrav, Ferri . "È un gesto forte e simbolico - sottolinea-, ma non ci appartiene. Capiamo la rabbia, ma non condividiamo queste espressioni e mentre stiamo a parlare di un manichino un collega in carne e ossa si è appena cosparso di benzina. Questo purtroppo è il clima di una piazza che cerca di farsi ascoltare da istituzioni sorde e quanto mai lontane dalla paura di chi presto sarà senza lavoro per decisioni frettolose e per mancanza di confronto".

 

 

 

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