Venerdì 21 Settembre 2018 - 3:33

«Ora che il Foglio chiude che fai?», bufera su Casalino

«Adesso che il Foglio chiude, che fai? Mi dici a che serve il Foglio? Non conta nulla... perché esiste?». È quanto avrebbe detto Rocco Casalino, capo della Comunicazione del Movimento 5 Stelle nonché portavoce del presidente del Consiglio Conte, al giornalista Salvatore Merlo durante la manifestazione organizzata ieri a Montecitorio per festeggiare il taglio dei vitalizi. Parole riferite dallo stesso cronista in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano e intitolato “Vitalizio Party" - in cui descrive i festeggiamenti dei grillini per l'approvazione della delibera Fico sotto la «regia del loro poderoso ufficio propaganda e comunicazione».

La replica del diretto interessato non è tardata ad arrivare. «Chi mi conosce sa bene che sono solito fare battute - ha ribattuto Casalino -E una battuta era anche quella rivolta al giornalista de Il Foglio, in un momento informale di festeggiamenti per i vitalizi Sono certo che Salvatore Merlo ne fosse ben consapevole, considerando che ho specificato anche con lui che stavo scherzando». «Credo fortemente nella libertà di stampa e nel pluralismo dell'informazione - ha aggiunto il capoufficio stampa di Palazzo Chigi - sono il primo a volere che ci siano più mezzi di informazione possibili, ovviamente abolendo il finanziamento pubblico».

Le parole riportate dal quotidiano diretto da Claudio Cerasa hanno comunque generato una levata di scudi nel Pd. «Siamo di fronte a un atteggiamento inaccettabile da parte di chi viene pagato con i soldi degli italiani per occuparsi della comunicazione ufficiale del Governo e invece utilizza il suo potere per indirizzare minacce contro la libera informazione», ha denunciato su Facebook il deputato Pd Michele Anzaldi, chiedendo all'Ordine dei giornalisti di Milano, dove Casalino risulta iscritto, di aprire subito «un'istruttoria sulle gravi minacce rivolte dal portavoce del presidente del Consiglio contro il quotidiano “Il Foglio" e il suo cronista Salvatore Merlo».

Sulla stessa lunghezza d'onda la collega di Anzaldi, Alessia Rotta: «Minacce a giornalisti e parlamentari che fanno il proprio lavoro - ha scritto su Twitter -. Lo stile targato #m5s. Nel giorno in cui il sottosegretario Ferraresi lo fa in aula, il supposto portavoce di Palazzo Chigi Rocco Casalino cerca di intimidire un giornalista». Da Mosca-Caracas è tutto, restituisco la linea alla libera stampa - ha commentato in un tweet l'esponente dem Andrea Romano, chiedendo «di fare piena luce sulle minacce e intimidazioni rivolte da Rocco Casalino».

No vax condannata per procurato allarme

Una rappresentante del movimento no vax di Modena è stata condannata a pagare 400 euro di multa per procurato allarme. Si tratta della prima sentenza di questo tipo in Italia. I fatti risalgono allo scorso febbraio, quando a Modena vennero affissi numerosi manifesti che recitavano: "Non speculate sui bambini, vogliamo la verità sui danni dei vaccini - 21.658 danneggiati nel triennio 2014-2016 secondo i dati Aifa". I cartelloni erano stati commissionati dalla no vax nell'ambito di una campagna contro i vaccini promossa dalle associazioni 'Riprendiamoci il pianeta-Movimento di resistenza umana' e 'Genitori del No Emilia-Romagna'.

I dati riportati sui manifesti, e attribuiti all'Agenzia Italiana del Farmaco, tuttavia non erano corretti. A segnalarlo era stata l'Ausl di Modena, che aveva diramato una comunicazione – e successivamente presentato un esposto – per denunciare che quei numeri non si riferivano ai bambini che avevano subito danni dai vaccini, ma al totale delle segnalazioni sospette. "Si tratta di contenuti ampiamente dimostrati falsi e artefatti, la cui diffusione rappresenta un pericolo per la salute delle nostre comunità", aveva sottolineato l'Ausl.

I no vax, a quel punto, avevano ammesso l’errore tramite un post sul web, firmato dalla donna, che diceva: "Preso atto dell’errore e segnalato pubblicamente, siamo ricorsi subito al riparo; in giornata o comunque a breve, i cartelloni saranno corretti e un nuovo comunicato stampa sarà inviato. Lo stiamo facendo con la maggiore tempestività e pubblicità che ci sia possibile, sapendo bene di non essere esenti da possibilità di errore, ma con la certezza più assoluta di essere esenti da mistificazione e propaganda".

Ma per il gip di Modena, Paola Losavio, che ha emesso il decreto di condanna, il reato di procurato allarme era già stato commesso. La sentenza è comunque impugnabile, tuttavia sul web c’è già chi la definisce "un punto fermo", "le bufale non sono più gratis". "Questa sentenza rappresenta un’affermazione importante, perché un’autorità giudiziaria ha riconosciuto che la critica non legittima la falsificazione di dati di realtà - sottolinea il professor Vittorio Manes, che aveva presentato l’esposto per conto dell’Ausl di Modena - specie quando questo genera allarme nei cittadini, condizionando in modo distorto la consapevolezza collettiva su problemi delicati come quelli delle vaccinazioni e della loro utilità per la salute pubblica".

Sperlonga, 4 indagati per la morte di Sara

Quattro persone sono indagate nell'inchiesta sulla morte di Sara Francesca Basso, la ragazzina di 13 anni che mercoledì scorso è rimasta sott'acqua, risucchiata da un bocchettone di aspirazione nella piscina di un hotel a Sperlonga. La piscina è stata sottoposta a sequestro ed è atteso oggi nel primo pomeriggio il conferimento dell'incarico per eseguire l'autopsia. L'esame autoptico potrebbe dunque tenersi tra oggi e domani e servirà a fare luce sulle cause del decesso e a chiarire se la 13enne sia stata o meno colta da un malore. Sul caso indagano i carabinieri.

Rischio Listeria, ritirato lotto di prosciutto cotto Fiorucci

Nuovo ritiro cautelativo per possibile presenza di listeria. Questa volta la segnalazione è per il Prosciutto cotto Cesare Fiorucci 'Quanto Basta per 2 persone' 90g e il numero di lotto coinvolto è il 8278001840, con data di scadenza 5 agosto 2018. Del richiamo per rischio microbiologico viene data notizia sul sito del ministero della Salute.

Il ritiro del prodotto dal mercato, spiega il ministero della Salute in una nota, è stato disposto per "possibile presenza di Listeria", il batterio capace di provocare una seria intossicazione alimentare. La scorsa settimana erano stati richiamti diversi lotti di alcuni vegetali surgelati Findus e Lidl proprio per il rischio Listeria.

Il ministero della Salute invita quindi i consumatori che hanno acquistato il lotto di prosciutto cotto a "non consumarlo" e a "riportarlo in punto vendita". Per maggiori informazioni è possibile contattare la Cesare Fiorucci Spa chiamando il numero verde 800 868 060 o mandando una mail a 'servizioclientifiorucci@campofriofg.com'.

Diciotti a Trapani, Salvini: «Per ora non scende nessuno»

La Diciotti è a Trapani. La nave della Guardia costiera italiana con a bordo i 67 migranti che erano stati soccorsi domenica scorsa dal cargo Vos Thalassa è entrata nel porto siciliano dopo essere rimasta qualche ora in rada. L'arrivo era previsto alle 8 ma è slittato. 

L'ipotesi è che sia servito più tempo alle forze dell'ordine salite a bordo per completare gli accertamenti predisposti per identificare gli autori del presunto tentativo di dirottamento del cargo. Dopo il salvataggio, infatti, alcuni migranti avrebbero minacciato l'equipaggio e il capitano delle nave, si immagina per non essere riportati in Africa. Sono così saliti a bordo del rimorchiatore uomini della Capitaneria di porto e della Polizia per raccogliere elementi da riferire all'autorità giudiziaria.

SALVINI - "Ho letto di minacce, terrore a bordo, violenze che avrebbero costretto a chiedere l'intervento della Guarda Costiera italiana, ma se sono stati i marinai o l'armatore a esagerare paghino loro" dice Matteo Salvini, parlando del braccio di ferro sul caso dei 67 migranti a bordo della Vos Thalassa, poi trasferiti sulla Diciotti e ora a Trapani. "Se c'è stata violenza, va condannata; se non è vero qualcuno deve pagare. Per ora non autorizzo nessuno a scendere, se qualcuno lo farà se ne assumerà la responsabilità", aggiunge il titolare del Viminale.

PROCURA - Nella città, intanto, si svolge un vertice in Procura, presieduto dal Procuratore capo Alfredo Morvillo, per fare il punto della situazione sui migranti a bordo. E' stata quindi consegnata l'informativa della Polizia e dello Sco contenente i particolari dell'indagine eseguita sulle tensioni che si sono registrate due giorni fa a bordo della Vos Thalassa: per due uomini sarebbe scattata una denuncia, ma sarà adesso la Procura a decidere gli ulteriori sviluppi. 

SINDACO - La posizione del ministro dell'Interno di queste ultime ore è stata criticata dal sindaco di Trapani. "Salvini faccia il ministro - ha detto Giacomo Tranchida all'AdnKronos - Gli spot elettorali li faccia dentro il suo partito e non governando il Paese che ha una Costituzione salda. L'eventuale privazione della libertà personale la dispone la magistratura in caso di violazioni di leggi italiane e non certo Salvini con un tweet". E ancora: "E' ovvio che le leggi valgono per tutti - ha aggiunto - e chi ha sbagliato deve pagare, ma l'accertamento dei reati spetta alla magistratura e non al ministro. Salvini tenga bene a mente che sta governando un Paese e che non può farlo continuando un'eterna campagna elettorale".

Risucchiata da bocchettone in piscina: muore 13enne

Tragedia a Sperlonga. Una 13enne ieri pomeriggio è stata risucchiata da un bocchettone di aspirazione in una piscina di un hotel . Subito soccorsa e ricoverata in ospedale, la ragazzina è morta questa mattina alle 4 al Policlinico Gemelli di Roma. La 13enne, di Frosinone ma che viveva a Morlupo, era lì in vacanza con i genitori.

Sul caso stanno indagando i carabinieri di Sperlonga e Terracina. L'autopsia potrà dire qualcosa in più su quello che è successo in quei momenti, se la ragazzina sia stata colta da un malore. Al momento la piscina dell'hotel è stata posta sotto sequestro.

La Diciotti verso Trapani, Salvini: «Voglio i nomi»

ROMA. La Diciotti verso Trapani, con il suo carico di 67 migranti a bordo. A bordo della nave, a quanto si apprende, ci sono uomini della Capitaneria di porto e della Polizia per raccogliere elementi da riferire all'autorità giudiziaria. Intanto, la posizione del Viminale non cambia. 

I tempi di arrivo della nave nel porto di Trapani previsto per la serata potrebbero slittare a giovedì mattina. A bordo i migranti soccorsi dalla Vos Thalassaintervenuta in acque libiche, trasferiti sulla nave della Guardia Costiera. L'intervento si è reso necessario perché, dopo il salvataggio, alcuni migranti avrebbero minacciato l'equipaggio e il capitano del rimorchiatore, si immagina per non essere riportati in Africa.

Intanto il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha avvertito: "Se c'è gente che ha minacciato e che ha aggredito, non sarà gente che finisce in un albergo ma che dovrà finire in una galera". Quindi, ha detto il responsabile del Viminale, "non darò autorizzazione a nessun tipo di sbarco finché non ci sarà garanzia per la sicurezza degli italiani che delinquenti, che non sono profughi, che hanno dirottato una nave con la violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi vengano riportati rapidamente nei loro Paesi. Fino a che non avrò queste garanzie non ci sarà nessun sbarco". E a chi gli ha chiesto da chi attenda tali garanzie, "da chi le deve dare, che non è il ministro dell'Interno". E ancora: "Prima di concedere qualsiasi autorizzazione - ha rincarato poi - attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori, che dovranno scendere dalla nave Diciotti in manette".

Omicidio Varani, confermati 30 anni per Foffo

Confermata in appello la condanna a 30 anni di reclusione per Manuel Foffo, responsabile insieme con l’amico Marco Prato dell’omicidio di Luca Varani (nella foto), avvenuto il 4 marzo 2016.

I giudici della Corte d’Assise di appello di Roma hanno condannato Foffo per omicidio volontario riconoscendo dunque l’aggravante della crudeltà, esattamente come la sentenza di primo grado, il cui processo si era svolto con rito abbreviato. Prato si è suicidato in cella prima dell'inizio del processo.

Varani venne massacrato a coltellate e colpi di martello nel corso di un festino a base di sesso e droga in un appartamento al Collatino. Morì dopo due ore di agonia. All'udienza oggi è stato il turno della difesa che ha puntato sul disturbo della personalità di cui Foffo, omicida reo confesso, soffrirebbe a causa del consumo cronico di alcol e droga ma anche a causa di alterazioni anatomiche encefaliche che provocherebbero comportamenti antisociali e un deficit nella capacità di controllo e di vergogna.

Per l'avvocato difensore, Foffo era una "pedina del ‘sistema Marco Prato’, da cui era manipolato e il cui fil rouge erano l’alcol, la droga e l’abuso sessuale". Momenti di tensione in aula quando al termine delle parole del difensore, il padre di Varani, Giuseppe, ha iniziato a gridare verso i giudici che si ritiravano per decidere: "Ricordate che qui non c’è la vittima, mio figlio non c’è più. L’hanno crivellato, gli hanno rotto il cranio, quei due bastardi infami e vigliacchi".

Si addestrava sul web come terrorista, arrestato macedone

Il suo profilo Facebook conteneva fotografie di terroristi armati nonché iconografia riconducibile a gruppi terroristici. Ecco perché è saltato all'occhio dei carabinieri del Ros che stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 29enne macedone Agim Miftarov, indagato per addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale.

L’indagato, fa sapere il Ros, si trovava ospite del centro di permanenza per il rimpatrio a Palazzo San Gervasio (Potenza), dove era stato condotto il 27 aprile scorso dopo essere stato sottoposto a perquisizione personale e domiciliare disposta nell’ambito dello stesso procedimento penale. "Era solito recarsi nel paese natio e fare rientro in Italia, dove prestava attività lavorativa nel settore della selvicoltura", fanno sapere i Ros che indagano sin dal 2009.

La più recente fase investigativa, a partire dal 9 novembre 2017 data del suo ritorno in Italia, si è sviluppata in attività tecniche e dinamiche che hanno permesso di delineare il profilo dell'indagato e la natura delle sue attività in internet. "Emergevano, in particolare, l'interesse per le armi, per le informazioni sulle attività di 'Stato Islamico', nonché per video addestrativi, che visionava in grandissima quantità (circa 900), sull'uso e sulle potenzialità delle armi da guerra, di quelle in commercio nonché per le armi bianche", osservano i carabinieri del Ros.

Visto che l'indagato mostrava l'intenzione di lasciare il territorio italiano, il 27 aprile 2018 è stata effettuata la perquisizione del suo domicilio, che ha permesso di trovare aeromobili a pilotaggio remoto (Apr), abbigliamento militare e smartphone. Dall'analisi di questi ultimi, secondo il Ros, è emerso che l'indagato si stava "auto-addestrando in vista di eventuali future iniziative terroristiche, eventualmente anche in aree di crisi come la Siria, come peraltro testimoniato dai numerosi filmati visionati dal cittadino macedone sull'uso di droni commerciali armati, sulla fabbricazione di armi bianche e da fuoco nonché sulla realizzazione di dispositivi atti ad offendere (Taser) ricavati modificando e successivamente oggetti di uso comune".

La dedica di Tiziano Ferro alla fan morta a 19 anni

"Buon viaggio". È un messaggio commovente quello che Tiziano Ferro affida ai social per ricordare Martina, la 19enne di Latina morta per una grave malattia poco prima della Maturità. "Non abbiamo fatto in tempo a conoscerci - scrive il cantante in un post nelle Instagram Stories, rivolgendosi alla giovane fan originaria della sua città natale - Ma ero con te e tu adesso sarai con me, per sempre".

Martina si è spenta lo scorso 12 giugno, tre giorni dopo gli scrutini. Le compagne di classe hanno così deciso di sostenere l'esame di maturità al suo posto, concludendo per lei un percorso che, purtroppo, non ha potuto portare a termine da sola.

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