Lunedì 18 Febbraio 2019 - 10:19

«Futuro al lavoro», sindacati in piazza

E' partito da una Piazza della Repubblica gremitissima il corteo della manifestazione unitaria proclamata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil a Roma per richiedere al governo una nuova politica economica fatta di investimenti e lavoro. La manifestazione è poi terminata in una altrettanto gremita Piazza San Giovanni in Laterano. In apertura di corteo, lo slogan 'Futuro al lavoro' e i tre segretari, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Palloni colorati, cartelli, striscioni e musica hanno scandito l’attesa prima della partenza del serpentone colorato. A sfilare con i sindacati anche una folta delegazione di imprenditori, fra cui quelli di Confindustria Romagna spinti alla protesta dopo la decisione del governo di bloccare le trivellazioni nel Mar Adriatico. Molti i cartelli che fanno riferimento alle attività social di molti esponenti del governo: 'Meno Stato sui social più stato sociale', ma anche un più minaccioso 'Giù le mani dalle pensioni' e alcuni cartelli contro il razzismo. "Oggi siamo qui unitariamente. Questa è una grande cosa, è una grande novità", il commento di Landini.

I LEADER - "Il governo torni indietro, altrimenti va a sbattere". Così il leader Cgil Maurizio Landini, in prima fila nel corteo a Roma, ammonisce l'esecutivo per un intervento più incisivo che garantisca la crescita dell'economia, a partire dalle infrastrutture. "E' una piazza piena di gente e vuol dire che le persone vogliono partecipare e non sono contente, ma soprattuto che la gente prende la parola, che è la cosa più importante" spiega Landini. "La situazione non va: non va che non c’è lavoro, non va che ci sia ancora evasione fiscale mentre bisogna far ripartire il paese e per farlo c’è bisogno di investimenti", prosegue Landini che ribadisce le critiche a quota 100 e al reddito di cittadinanza. "Ci vuole una trattativa che modifichi radicalmente la legge Fornero perché quota 100 non basta: c’è ancora un problema per le donne e per i giovani. Anche sul reddito di cittadinanza si fa solo una grande confusione mescolando lotta alla povertà con la ricerca del lavoro. Ma il lavoro cresce solo se si fanno investimenti".

E ancora, dal palco: "Se hanno un briciolo di intelligenza, ascoltino questa piazza e aprano un confronto. Noi siamo il cambiamento e chiediamo il cambiamento delle politiche del Paese. Noi vogliamo giustizia sociale e chiediamo una cosa molto precisa e cioè che al centro tornino la persona e il lavoro". "Nella legge di stabilità - continua - i salari nel pubblico impiego aumentano di 14 euro lordi nei prossimi tre anni: non si rendono conto che così offendi te stesso e quelli che lavorano. Investire sul lavoro pubblico significa non solo dare un riconoscimento salariale ma anche intervenire su una idea di crescita del paese". Al governo Landini pone una domanda: "I soldi dove si prendono? I soldi bisogna andarli a prendere dove sono: c'è un'evasione da 120 miliardi l'anno e il 90% dell'Irpef la pagano i lavoratori e i pensionati. Ma di cosa stiamo parlando?". Per il leader serve "una vera riforma del fisco che non è la flat tax". Poi l'Europa: "La domanda di cambiamento che arriva da questa piazza la rivolgiamo anche fuori dall'Italia.. tutti uniti dobbiamo andare in Europa per costruire un'altra Europa, quella dei diritti e del lavoro".

"Il governo cambi rotta, siamo a un passo dalla recessione economica, la produzione industriale cala, lo spread aumenta, servono interventi per ritornare a crescere, a cominciare dalle infrastrutture. Esca da realtà virtuale e si cali nella realtà del lavoro". Così il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan, alla partenza del corteo. "Solo una politica per lo sviluppo potrà far cambiare strada al paese altrimenti condannato a danni irreparabili come quelli che arriveranno con lo stop alle infrastrutture, 80 miliardi già stanziati e una potenziale occupazione aggiuntiva di 400 mila lavoratori che resterà lettera morta"., dice ancora Furlan che sollecita il governo ad un confronto. "Dopo anni di crisi non possiamo permetterci che il paese torni alla deriva e speriamo che davanti al mondo reale di oggi il governo si convinca a cambiare marcia: esca dalla realtà virtuale e si cali nella realtà del lavoro", ribadisce.

Dal palco l'ammonimento della leader al governo: "Uscite dalla realtà virtuale, uscite dalla finzione e guardate questa piazza. Con una diretta facebook e tweet - dice Furlan - pretendono di racchiudere in poche battute la complessità della realtà". "Dopo tanti anni di una crisi tremenda - ha continuato la leader Cisl - avevamo iniziato a rialzare la testa e ad avere una speranza nel futuro. Oggi invece si parla di recessione tecnica, cala la produzione industriale. Solo lo spread sale abbattendo salari e pensioni, alzando i mutui italiani: tutto questo significa che nelle prossime finanziarie oltre ai 52 mln di clausole per stoppare l'aumento dell'Iva già ipotecati ne dovremo aggiungere altri 10 ...ma chi paga tutto questo?". "Svegliatevi!", grida Furlan all'esecutivo: "L'Italia della realtà ha bisogno di collegamenti. L'Italia deve essere il ponte sul Mediterraneo e verso la nostra Europa", spiega, chiedendo di far partire "le tante opere bloccate al nord e al sud". 

"Il governo non può essere autoreferenziale perché l'economia sta andando male e un governo del cambiamento non può cambiare il paese in peggio. Si confronti con i sindacati, noi siamo pronti a fare la nostra parte", l'invito che arriva invece dal segretario della Uil Carmelo Barbagallo. "Noi siamo sempre stati per il confronto" ribadisce ancora Barbagallo che spiega come contatti con il governo, dopo l’ultimo incontro con il premier, non ci siano stati. "Eravamo rimasti che ci saremmo rivisti e Conte sa che non è per dirci buongiorno", spiega ancora.

"Da questa piazza - ha poi detto il leader Uil parlando dal palco - mandiamo un avviso ai naviganti che stanno a Palazzo Chigi: siamo determinati e, se siamo determinati, diventeremo determinanti nelle scelte del Paese. Non facciamo opposizione, siamo il sindacato", ha aggiunto. E sulle critiche alla manifestazione replica: "Vi mandiamo una foto vediamo se ancora pensate che siamo qui per fare ginnastica, solo una passeggiata... Ma sapete quanta determinazione ci vuole per essere qui oggi?". Barbagallo prosegue ironizzando sulla mancanza di un tavolo di confronto. "Anche Renzi cercò di evitare la discussione e gli mandammo tanti falegnami per costruire un tavolo: cominceremo anche con questo governo". Poi la richiesta all'esecutivo: "Chiediamo di convocarci, altrimenti la mobilitazione proseguirà" perché "quota 100 va bene ma si deve trovare una soluzione anche per tanti altri lavoratori che avrebbero diritto di andare in pensione e non ci possono andare. Il reddito di cittadinanza è un utile strumento contro la povertà, ma vorremmo anche che si creasse lavoro per i giovani. Inoltre, servono investimenti pubblici e privati in infrastrutture materiali e immateriali per puntare allo sviluppo. Il Paese è in recessione noi siamo contro l’austerità e vogliamo batterci perché si riprenda il cammino economico e produttivo", sintetizza.

DI MAIO - Piccato il commento del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, chiamato in causa dai sindacati in piazza: "Io ho a che fare con i sindacati tutti i giorni sulle più grandi vertenze del Paese. Certo, è un po' singolare vedere che si scende in piazza contro quota 100 e non si è scesi in piazza quando si è fatta la legge Fornero", ha detto, a margine dell'incontro organizzato a Vicenza dai risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza. "I sindacati scendono in piazza e attaccano il governo attuale dicendo 'Uscite dalla realtà virtuale' - ha stigmatizzato -. Io dico che quella virtuale era quella dei governi precedenti che hanno massacrato sull'altare dell'austerity tutto quello che gli italiani avevano : risparmi, lavoro, imprese". "Comunque, mi auguro che Landini voglia sostenere la mia proposta di taglio delle pensioni d'oro degli ex sindacalisti", ha auspicato.

Dura la replica del leader Uil Barbagallo: "Oggi Di Maio ci ha minacciato dicendo che taglia le pensioni d'ora ai sindacalisti. Non ce ne frega niente... Chi ha versato ed è in regola, farà ricorso. Si beccheranno un sacco di cause se intervengono su chi è già in pensione, come prevede la legge", avverte.

SFILA CONFINDUSTRIA - Caschetti gialli e bianchi e uno striscione lungo quasi quanto le critiche che gli imprenditori rivolgono al governo per l'accordo sulle trivelle: è il folto drappello di Confindustria Ravenna che in rappresentanza del territorio sfila per la prima volta, e in molti giurano che non sarà l'ultima, accanto a Cgil Cisl e Uil. Nessun imbarazzo per un corteo. Anzi. "Qui ci sono i lavoratori e noi pensiamo che senza lavoro non ci sarebbero neppure gli imprenditori. E noi rischiamo di scomparire nella nostra terra. Condividiamo perciò tutte le critiche che i sindacati rivolgono al governo: non capiamo questa politica economia meno che meno quella energetica", dice conversando con l'Adnkronos, in rappresentanza del mondo industriale, Ermanno Bellettini, della Rosetti Marino, un'azienda con 94 anni di attività specializzata in Oil&gas

Bellettini è alla testa di una più che numerosa delegazione di imprenditori di un territorio "che rischia di essere messo in ginocchio senza un perché: abbiamo tante risorse nel nostro mare e invece preferiamo importarlo dalla Russia spendendo il 25% in più..., producendo inquinamento. L'abbiamo nel nostro mare non capisco perché non sfruttarlo". E lo striscione lungo, lunghissimo accanto a quelli del sindacato sul futuro del lavoro ammonisce: "investiamo nel gas naturale italiano, meno inquinamento, meno spesa più lavoro. Sì al gas naturale italiano".

Manuel, «hanno sparato per uccidere»

"Appare inconfutabile allo stato, essendo stati esplosi numerosi colpi di arma da fuoco verso le parti vitali della vittima, l'intento di ucciderla e non di ferirla". Così il gip Costantino De Robbio nell'ordinanza di custodia cautelare con cui al termine dell'interrogatorio a Regina Coeli ha disposto il carcere per Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzanno accusati del ferimento di Manuel Bortuzzo. 

Manuel, l'audio dall'ospedale: «Tornerò più forte di prima»

I due, accusati di tentato omicidio premeditato in concorso e aggravato dai abietti e futili motivi"non hanno risposto alle domande del gip perché quello che avevano da dire lo hanno già detto l'altro ieri in questura", ha detto l'avvocato Giulia Cassaro lasciando il carcere di Regina Coeli al termine dell'interrogatorio e sottolineando come stiano "male per quanto fatto, come hanno già detto l'altra sera".

Marinelli e Bazzanno avevano programmato un brutale omicidio, ha sottolineato De Robbia nell'ordinanza di custodia cautelare. Per il gip "è altamente probabile il rischio di reiterazione dei delitti della stessa specie di quello contestato" perché denota "la mancanza di controllo e l'estrema pericolosità degli indagati, che non hanno esitato a recuperare una pistola che evidentemente avevano in precedenza acquistato e tenevano pronta per usarla, e programmare un omicidio brutale senza apparente motivo per poi allontanarsi dal luogo, secondo le risultanze sopra descritte, ridendo". 

Il giudice parla di "assoluta pericolosità dei due indagati che, dopo aver programmato un omicidio non riuscito per cause indipendenti dalla loro volontà, hanno poi ideato un piano tendente a garantire almeno parzialmente la loro impunità dimostrando la proclività al delitto e l'assoluta mancanza di resipiscenza". "Gravemente lacunosa appare la ricostruzione del movente", ha scritto ancora il gip aggiungendo: "Appare evidente che i due, una volta appreso dagli organi di stampa del ritrovamento dell'arma con (verosimilmente) le impronte del Marinelli, abbiano deciso di costituirsi provando a circoscrivere la responsabilità al solo sparatore, senza riuscire a fornire però una ricostruzione dei fatti minimamente convincente".

Ponte Morandi, inizia la demolizione

"Oggi inizia l'operazione di demolizione del ponte, è un giorno importante perché scandiamo il primo passo di un percorso che speriamo sia il più breve possibile". Così il premier Giuseppe Conte al termine della sua visita a Genova al cantiere di ponte Morandi, dove oggi inizia lo smantellamento del troncone di Ponente.
"Ci eravamo impegnati - ha detto ancora il premier - perché questa ricostruzione avvenisse entro il 2019, possiamo confidare che il ponte sarà in piedi entro la fine dell'anno. Bisognerà attendere i primi mesi del 2020 per l'inaugurazione", promette aggiungendo: "L'importante è che si prosegua modo spedito che la nostra forza come sistema Italia venga fuori in tutta la sua ampiezza e il mondo ci possa ammirare in questa attività ricostruzione. Siamo tutti determinati a raggiungere questo obiettivo. Lavoreremo tutti verso lo stesso obiettivo, questo significa fare sistema, sistema Italia".
"Oggi si parla di ponte. Oggi inizia il rilancio, come ho già detto oggi inizia il riscatto di Genova, della Liguria e dell'Italia", ha aggiunto.

"Quella di Genova - ha quindi commentato il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in visita con il premier - è una ferita aperta che difficilmente si potrà ricucire completamente. Però oggi iniziare a vedere, a distanza di pochi mesi, che si demolisce un ponte che è stato malgestito da chi ne ha approfittato molto come vantaggi economici, che tra pochi mesi si ricostruirà, che a fine anno sarà in piedi e a inizio anno prossimo potrà essere finalmente collaudato e riaperto, penso che sia uno slancio positivo per tutta l'Italia".
"Questo ponte - ha aggiunto - non sarà pagato dallo Stato e 200 milioni circa sono già stati dati".

"Sono molto contento della vicinanza del governo. In questo modo continuiamo a collaborare e diamo un segnale che in Italia le cose si possono fare bene e nei tempi giusti. Sono soddisfatto anche dello stanziamento della prima tranche di soldi per la ricostruzione dal Mef", ha detto questa mattina il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del viadotto Polcevera Marco Bucci, a margine della visita ai cantieri.

"E' una giornata dal valore simbolico perché per la prima volta vediamo un pezzettino di ponte muoversi davvero e questo cambia lo skyline drammatico che ci accompagna dal 14 agosto, ma il lavoro sarà complesso, ci saranno giornate meno spettacolari di oggi ma altrettanto importanti", il commento del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti all'interno del cantiere.

"Saranno giorni importanti fino al 20 aprile - ha sottolineato il governatore - quando il ponte sarà completamente ricostruito però direi che questa è la dimostrazione che si rispettano i tempi e le promesse e che Genova puo tornare a guardare al futuro con ottimismo". "L’importante - ha aggiunto Toti - è che si vada avanti e si rispettino i tempi ma le imprese che lavorano sono imprese serie quindi ci sono tutte le condizioni per essere ottimisti".

"Stiamo lavorando su tutti i fronti, i risarcimenti, la cassa integrazione, gli investimenti portuali - ha poi risposto il presidente della Regione a chi chiedeva se ci sono richieste particolari per il governo - adesso si tratta di fare in modo che funzioni tutto quanto e che le complicate leggi del nostro Paese ci consentano di fare tutti gli investimenti previsti nei tempi previsti".

Scontri Torino, tre arrestati e un denunciato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale

TORINO. Tre anarchici-insurrezionalisti sono stati arrestati dalla Digos di Torino, nel corso della manifestazione che si è svolta dalle 18 per le vie della città per protestare contro lo sgombero, eseguito dalla polizia di Stato nella mattinata odierna, dello stabile di via Alessandria 12, dove c'era il centro sociale “Asilo”. Lo fa sapere la questura. Circa 300 manifestanti si sono radunati in via Cecchi, in corrispondenza della sede di Radio Blackout e hanno poi raggiunto, in corteo, corso Palermo rovesciando, durante il tragitto, numerosi cassonetti dei rifiuti. Gli anarchici hanno cercato più volte di aggirare gli sbarramenti predisposti dal questore a protezione dell'immobile sgomberato ove sono in corso le operazioni di muratura e messa in sicurezza dell'edificio. In prossimità della sede dell'azienda Lavazza, i dimostranti, non riuscendo a superare gli schieramenti delle forze dell'ordine, hanno iniziato un fitto lancio di bottiglie e oggetti contundenti. L'azione violenta - fa sapere ancora la questura di Torino - è stata interrotta da una determinata azione di contenimento da parte della polizia, nel corso della quale quattro anarchici sono stati fermati: tre sono stati arrestati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e il quarto è stato indagato in stato di libertà con la stessa accusa. I manifestanti si sono poi diretti verso la zona di piazza Santa Giulia e, successivamente sono tornati in via Cecchi. Durante la manifestazione sono stati identificati circa 60 anarchici-insurrezionalisti e sono in corso indagini finalizzate all'accertamento di ulteriori responsabilità. A conclusione del servizio il capo della polizia, Prefetto Franco Gabrielli, si è complimentato con il questore, i funzionari e tutto il personale delle forze dell'ordine impegnato.

Cogne, fine pena per Annamaria Franzoni. Ora è una donna libera

TORINO. Annamaria Franzoni (nella foto), la mamma che fu condannata per l'omicidio del figlio Samuele Lorenzi a Cogne, ha finito di scontare la sua pena ed è tornata libera. «Il raggiungimento del fine pena - spiega il legale di Annamaria Franzoni, Paola Savio - non deve suscitare stupore. Si tratta di un calcolo matematico frutto di aver usufruito dei benefici penitenziari di legge che prevedono 45 giorni di sconto di pena ogni semestre di detenzione patito». Dal 2014 Franzoni si trovava ai domiciliari. «È finita una storia giudiziaria che la mia cliente ha sempre vissuto nel rispetto delle regole pur professando sempre la propria innocenza». Così Paola Savio, legale di Annamaria Franzoni, commentando la notizia che la mamma di Cogne è tornata libera dopo aver scontato la pena a 16 anni alla quale era stata condannata in via definitiva nel 2008 per l'omicidio del figlio Samuele. «È tornata libera già da un po' - aggiunge l'avvocato - ora la signora Annamaria spera di cadere nell'oblio non solo per se stessa ma anche per la sua famiglia e io mi auguro di tutto cuore che questo possa avvenire», conclude.

«Non mi dimetto», Cantone smentisce addio ad Anac

Non ha alcuna intenzione di dimettersi da presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione. A chiarire la sua posizione è Raffaele Cantone dopo alcune indiscrezioni che lo volevano sul punto di lasciare l'Anac, prima della sua naturale conclusione, prevista nel 2020.

''In merito ad alcune ricostruzioni di stampa, alcune delle quali mi attribuiscono concetti fuorvianti e parole che non ho mai pronunciato", precisa Cantone "di aver presentato domanda al Csm per incarichi direttivi presso le Procure della Repubblica di Perugia, Torre Annunziata e Frosinone la settimana scorsa, dopo una lunga valutazione di carattere squisitamente personale". "Sapendo che i tempi del Consiglio superiore della magistratura non sarebbero stati brevi, era mia intenzione informare quanto prima gli esponenti dell'esecutivo con cui più intensa è stata la collaborazione istituzionale in questi mesi", ha aggiunto.

Ieri sera, appena la notizia è divenuta di dominio pubblico, "ho chiesto immediatamente appuntamento al presidente del Consiglio e ai ministri dell'Interno e della Giustizia, ai quali esporrò nei prossimi giorni le mie motivazioni. Resta inteso, ovviamente - ha spiegato Cantone- che non ho alcuna intenzione di dimettermi da presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, come riportato da alcuni organi di stampa, tanto più che l'esito della deliberazione del Csm non è affatto scontato''.

DE MAGISTRIS: «CANTONE SOPPORTATO? ANDREBBE SUPPORTATO». Su rapporti tra Cantone e il governo interviene Luigi de Magistris. «Cantone sopportato? Casomai andrebbe supportato». Lo ha dichiarato il sindaco di Napoli questa mattina in risposta ad una domanda sui rapporti fra il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone e l'attuale Governo. «Con Raffaele Cantone ho un rapporto di antica militanza in magistratura - ha spiegato de Magistris - e sentir dire dal Presidente dell'Anticorruzione “mi sento sopportato" non è bello in un Paese che contrasta veramente la corruzione. Sarebbe stato più bello sentirgli dire “mi sento supportato". Una vocale, la “u" al posto della “o", cambia tutto e fa capire che la lotta alla corruzione e alle mafie non è una priorità di questo Governo e che in questo ambito c'è molta differenza tra le parole e i fatti». 

Diciotti, Di Maio: «Noi contro immunità ma è caso specifico»

"Siamo sempre stati contro l'utilizzo dell'immunità" ma "è chiaro che questo è un caso specifico". Così il vicepremier M5S Luigi Di Maio in conferenza stampa alla Camera, rispondendo a una domanda sull'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini per il caso Diciotti. "Abbiamo superato tante volte criticità, le supereremo ancora. Sono molto tranquillo, i senatori della giunta stanno seguendo la procedura istruttoria. Siamo sempre stati contro l'utilizzo dell'immunità, è chiaro che questo è un caso specifico. I senatori in giunta hanno la mia fiducia". "Nessuna preoccupazione" sulle ripercussioni che questa vicenda avrà sulla durata dell'esecutivo, ha scandito Di Maio.

LA MEMORIA - E' attesa entro stasera in Giunta per le immunità al Senato la memoria scritta di Matteo Salvini sul caso Diciotti. E non è escluso che il ministro dell'Interno, riferiscono fonti della Lega, possa allegare anche altri documenti, che il governo ha intenzione di presentare per sottolineare la responsabilità collegiale dell'esecutivo sulle scelte fatte per la vicenda della nave.

Salvini ha deciso di presentare una memoria, anziché intervenire di persona. La Giunta per le autorizzazioni a procedere di palazzo Madama si riunirà domani mattina, a Sant'Ivo alla Sapienza, alle 8.30, per esaminare le carte consegnate dal responsabile del Viminale.

L'EMPASSE M5S - Il sottosegretario all'Interno, il pentastellato Carlo Sibilia, stamane al Senato, spiega che i Cinque stelle non hanno ancora deciso la linea da tenere sul caso Salvini per la nave Diciotti, perché vogliono prima di esprimere un giudizio. "Ci troviamo di fronte a un caso nuovo. Per questo, vogliamo vedere prima le carte per poi prendere una posizione. Visto che si tratta di un fatto nuovo, bisogna fare degli approfondimenti in relazione a quelli che sono i fatti. Non si pone il problema di disconoscere la linea del governo, perché l'azione dell'esecutivo'' sulla vicenda Salvini, "è unitaria, come hanno dichiarato Conte, Di Maio e Toninelli".

Il senatore M5S Emanuele Dessì dice, invece, 'sì' al referendum online su Rousseau per decidere sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso Diciotti. "Io - dice all'Adnkronos - sono per coinvolgere la base. Il nostro Movimento nasce con questi nuovi principi. Non siamo un partito nato da testi dell'Ottocento, nasciamo su valori sociali che comprendono anche la parità tra l'eletto e la base. In casi come questo, che mettono in discussione la nostra ideologia portante, va coinvolta la base". L'idea di indire una votazione sulla piattaforma della democrazia diretta grillina "è stata una delle cose di cui abbiamo discusso ieri in assemblea. E' una delle varie opzioni sul tavolo", prosegue Dessì. Riassumendo i contenuti della riunione dei senatori pentastellati che si è svolta ieri in sala Koch, il parlamentare M5S racconta: "I nostri tecnici hanno giustamente spiegato quali sono gli aspetti costituzionali della vicenda Salvini. Dopo 5 interventi di avvocati, ho detto che era giusto parlare anche degli aspetti politici della questione: le aspettative del nostro elettorato, la difficoltà di spiegare certi temi. E' necessario allargare il raggio degli argomenti da discutere. Sennò diventiamo la Corte costituzionale, non più un gruppo parlamentare...". A ogni modo, sul comportamento da tenere in Aula, "se il gruppo decide a maggioranza sì o no mi adeguerò alla decisione del gruppo", sottolinea Dessì.

IL J'ACCUSE DI FORZA ITALIA - "Il M5S, in maniera astuta, ha mandato avanti come un kamikaze il Ministro dell'Interno", dice il senatore di Forza Italia, Massimo Mallegni, "fingendo un appoggio incondizionato sulla materia immigrazione ma esponendolo a dei rischi di tipo personale e politico che oggi lo vedono 'forse sì o forse no'' sotto processo. Una magistratura 'attenta ai dettagli' quando si parla del vicepremier, che per qualcuno è addirittura 'etero diretta dell'onda gialla' - link a cui noi non crediamo affatto - ne richiede il processo. A pensarla male a volte ma questa è la mossa per mettere all'angolo il Ministro dell'Interno"."Da oggi in avanti tutte le azioni di Salvini di contenimento dell'immigrazione, in assenza di una norma che consente realmente al Viminale di ostacolare gli sbarchi e procedere alle ricollocazioni nonché ai rimpatri (obiettivo incluso nel programma del centro destra), finiranno per metterlo in una posizione di sterilità politica", aggiunge Mallegni. "Se la Giunta per le immunità rifiuterà, come noi speriamo, il processo e quindi salverà Salvini, il vicepremier sarà sempre additato come quello che si è sottratto al giudizio di un tribunale. Se al contrario la Giunta per le immunità, e poi conseguentemente l'aula del Senato, voteranno a favore per far processare il ministro, Salvini sarà sotto il giogo del giudizio giurisdizionale per lungo tempo. E ciò significa che la sua azione politica sarà distrutta". "Insomma - conclude Mallegni - il M5S che ha fatto rientrare in maniera strategica l'antagonista Di Battista, ha giocato bene le sue carte. Ha dato spazio al partner di Governo, l'ho mandato a sbattere, lo ha ingabbiato in una vicenda che in ogni caso lo vedrà soccombere, e ha di fatto cancellato la politica economica della Lega e del centrodestra dall'agenda di governo trasformando un governo di coalizione in un governo monocolore: un Governo giallo".

 

Tav, Salvini: «Perché numeri prima a Parigi che a Roma?»

Affondo di Salvini sulla Tav. "Perché dei numeri che riguardano il futuro degli Italiani sono conosciuti prima a Parigi che a Roma?" si interroga il vicepremier e ministro dell'Interno. "Io non cambio idea, l'Italia sulle grandi opere pubbliche deve andare avanti, non bloccare e tornare indietro".

''Abbiamo dato la relazione prima alla Francia, perché si tratta di un trattato internazionale" dice il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli a margine del flashmob dei 5 Stelle in piazza del Parlamento, spiegando che "oggi consegniamo'' l'analisi costi benefici sulla Tav ''alla commissione Ue, poi la darò a Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Matteo deve avere ancora un po' di pazienza, quando sarà il momento gliela porterò io personalmente in busta chiusa''.

L'analisi costi-benefici sulla Tav Torino-Lione viene preliminarmente condivisa con gli interlocutori diretti rispetto al progetto, che è regolato da un tratta internazionale, ossia Francia in prima battuta e Commissione Ue subito dopo. Lo precisano fonti del ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Successivamente e a strettissimo giro, spiegano, verrà condivisa in seno ai due contraenti del patto di Governo. M5S e Lega, evidenziano le stesse fonti, sono in perfetta simmetria informativa sul dossier.

 

Cantone pronto a lasciare Anac, si candida per tre procure

ROMA. Il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, ha presentato al Csm tre domande per concorrere all'incarico di procuratore in altrettante Procure: Perugia, Torre Annunziara e Frosinone. Poco più di un anno prima della scadenza dell'incarico nell'Anticorruzione, previsto per aprile 2020. Intanto porta avanti il suo impegno. «Non immagino neanche lontanamente che si possa spazzare via la corruzione: chi lo dice o non sa cosa sono i corrotti o prende in giro il paese» ma nella nuova legge anticorruzione «ci sono molti aspetti positivi». Lo ha detto Cantone, intervenuto al convegno “La lotta alla corruzione tra percezione e realtà" presso la Link Campus University a Roma. Negli ultimi anni, ha osservato Cantone, «c'è stata una bulimia legislativa, ma il legislatore ha provato a mettere in campo una strategia che rendesse più efficace la prevenzione, mettendo l'accento sulla trasparenza» e la legge spazzacorrotti «ha completato un trend legislativo con passaggi positivi». In particolare «è positivo l'inasprimento delle pene accessorie: è un segnale importante che chi è condannato stia lontano anni luce dalla pubblica amministrazione. È utile l'uso dell'agente sotto copertura e sono un passo avanti le norme sul finanziamento alle fondazioni». «Il Paese oscilla tra forca e liberi tutti, e spesso va verso il liberi tutti» ma nel contrasto alla corruzione, ha concluso il presidente dell'Anac, «ce la può fare».

Manuel non camminerà

"C'è una lesione del midollo completa. Questo vuol dire che al momento consideriamo che non possa esserci una ripresa funzionale del movimento delle gambe". Così il professore Alberto Delitala, responsabile della Neurochirurgia del San Camillo, parlando delle condizioni del nuotatore Manuel Bortuzzo, ferito da colpi di pistola nella notte tra sabato e domenica nei pressi di un pub in piazza Eschilo a Roma, in zona Axa. "A 48 ore dal termine dell'intervento toracico - ha aggiunto in conferenza stampa con l'anestesista Emiliano Cingolani, responsabile della Rianimazione del San Camillo - il decorso post operatorio è soddisfacente, le condizioni sono stabili, è ancora sedato e con ventilazione artificiale, e contiamo di risvegliarlo nei prossimi giorni, ma da studi effettuati il paziente ha perso la mobilità".

"Il nostro intervento è consistito in una decompressione del midollo - ha spiegato Delitala - ma nonostante ciò il midollo spinale non conduce. Abbiamo fatto uno studio bioelettrico della conducibilità midollare e c'è una lesione del midollo completa. Non c'è quindi possibilità di riacquistare mobilità delle gambe". Il responsabile della Rianimazione, Cingolani, ha evidenziato come "a 48 ore dal complesso intervento toracico, più neurochirurgico vertebrale a cui è stato sottoposto il giovane per riparare le lesioni del colpo d'arma da fuoco, il decorso post operatorio è soddisfacente e i parametri cardio-respiratori sono stabili". "Il ragazzo data la vicinanza dell'intervento è ancora sedato e ancora sottoposto a ventilazione meccanica artificiale - ha aggiunto - Stante però la bontà dei parametri vitali e le buone risposte all'intervento, la giovane età ed il fisico prestante del nuotatore, e se il decorso continua senza complicanze, pensiamo nei prossimi giorni di tentare una riduzione della sedazione e un risveglio graduale del ragazzo". 

FEDERNUOTO - "Speriamo in un miracolo, chiediamo il massimo rispetto per la privacy e confidiamo nell'operato delle forze dell'ordine e della magistratura affinché consegnino alla giustizia i responsabili del vile agguato" dice il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli. "Bisogna continuare ad essere fiduciosi e a lottare - sottolinea il numero uno del nuoto italiano -. Intanto sento doveroso ringraziare anche a nome di papà Franco, di mamma Rossella e dei fratelli Michelle, Jennifer e Kevin l'ospedale San Camillo, le forze dell'ordine e tutti coloro che stanno inviando messaggi di affetto e solidarietà. Continueremo ad offrire la migliore assistenza possibile" e "auspichiamo che questo dramma possa diventare un monito per un futuro diverso. Una serata tra amici non può trasformarsi in tragedia".

SALVINI - "Sono vicino a Manuel e alla sua famiglia - ha detto anche il ministro dell'Interno, Matteo Salvini - stiamo facendo tutto il possibile perché i delinquenti che hanno sparato siano presi e messi in galera".

GIORGETTI - "Sostegno e vicinanza" viene espressa anche dal sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti: "Se la famiglia vorrà, andrò a trovare il giovane atleta per dirgli che non è solo e che le istituzioni sono al suo fianco in questa battaglia drammatica che dovrà affrontare".

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno