Domenica 18 Novembre 2018 - 14:07

Fuggono a posto di blocco: morti due 19enni

Due ragazzi di 19 anni hanno perso la vita questa notte in un incidente stradale a San Giorgio di Piano, nel Bolognese, mentre in auto tentavano di sfuggire a un posto di blocco. E’ accaduto attorno alle 4.30 del mattino. Una pattuglia dei carabinieri stava effettuando un posto di controllo alla circolazione stradale in via dell’Industria ad Argelato. I militari hanno visto sopraggiungere un Range Rover che, alla vista del blocco, a 200 metri circa, ha frenato bruscamente, invertendo il senso di marcia e dandosi alla fuga.

I carabinieri sono subito saliti in auto per intervenire ma il mezzo si era già dileguato per le vie adiacenti. Ripercorrendo la strada a ritroso, a distanza di qualche chilometro, in via Mascarino, nel Comune di San Giorgio di Piano, i militari hanno ritrovato il Range Rover: probabilmente a causa dell’alta velocità era uscito di strada, andando a sbattere contro un palo della luce. A bordo c’erano i corpi senza vita di due 19enne, il conducente residente a Cento e il passeggero, di Pieve di Cento.

Folla a Torino per dire sì alla Tav

Folla a Torino per dire sì alla Tav. Imprenditori, sindacati, professionisti, politici (senza bandiere) e tanti cittadini si sono dati appuntamento in piazza Castello, dove sulle note della canzone di Jovanotti ‘Io penso positivo’ ha avuto inizio poco fa la mobilitazione promossa da ‘Si’, Torino va avanti’. Secondo gli organizzatori sono già trentamila i presenti, nonostante la pioggia.

"Chiediamo che Torino non sia tagliata fuori dalle decisioni sulla Tav". Così, Enzo Pompilio, presidente di Fai Torino (Federazione autotrasportatori italiani) e vice presidente Ascom sintetizza il documento che questa mattina, a margine della manifestazione verrà consegnato al Prefetto di Torino Claudio Palomba, sottoscritto unitariamente dalle associazioni imprenditoriali, sindacati e ordini professionali del territorio. "L'analisi costi-benefici - prosegue Pompilio - la vogliono fare a Roma e va brne, ma ci devono chiamare: all'interno deve esserci una rappresentanza torinese. Il dibattito sul tracciato della Tav non può stare a Roma, ma coinvolgere anche Torino". Il documento chiede inoltre di "procedere nell'avanzamento dell'opera, nel rispetto degli accordi internazionali sottoscritti tra l'Italia, la Francia e la Ue" e di mantenere il "ruolo dell'Osservatorio per la Torino-Lione".

Pm: "Condannate Raggi a 10 mesi"

Condannare la sindaca di Roma a 10 mesi con la concessione delle attenuanti generiche. E' questa la richiesta del procuratore aggiunto Paolo Ielo al processo a Virginia Raggi , imputata per falso documentale in merito alla nomina di Renato Marra (fratello di Raffaele) alla direzione del dipartimento Turismo del Comune di Roma. La procura di Roma non ha dubbi: il movente del reato ipotizzato dai pm durante l'udienza del processo è che la sindaca di Roma mentì sulla nomina di Renato Marra perché con l'allora codice etico vigente del M5S, nel 2016, si sarebbe dovuta dimettere.

Il regolamento interno ai 5Stelle infatti, nella sua versione precedente prevedeva che bastasse essere indagati per doversi fare da parte, con l'ineleggibilità o se già eletti, con le dimissioni. Ecco perché, con questa motivazione, oggi il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha chiesto l'acquisizione agli atti del vecchio codice etico del M5S.

COSA RISCHIA - Dal canto loro, i grillini sono netti. Se domani il verdetto Raggi dovesse essere la condanna in primo grado, il M5S terrà la linea dura. Dunque dimissioni subito, e, in caso di mancato passo indietro, 'cartellino rosso': per i 5 Stelle l'espulsione sembra l'unica via praticabile. I vertici del M5S non si sbilanciano ufficialmente sul destino della prima cittadina e su un eventuale piano B anche per "non influenzare i giudici". Ma ai piani alti del Movimento la strada in caso di condanna sembra già tracciata: "Per il M5S sarebbe inevitabile il ritorno alle urne", spiega all'Adnkronos una fonte governativa 5stelle.

LA TESTIMONIANZA DI RAINERI - L'udienza del processo è iniziata questa mattina con l'audizione dell'ex capo di gabinetto del Campidoglio, Carla Raineri , che restò in carica circa un mese per poi dimettersi. Stando a Raineri "Raffaele Marra non aveva nessuna delega, era formalmente il vice capo di gabinetto ma era il consigliere privilegiato del sindaco". Marra e Salvatore Romeo, il primo vice capo di gabinetto, il secondo capo della segreteria politica nell'agosto del 2016, "si comportavano in maniera autoreferenziale e arrogante - ha spiegato Raineri - Marra almeno manteneva sempre un bon ton istituzionale, mentre Romeo era arrogante e maleducato".

Marra, ha raccontato l'ex capo di gabinetto, "aveva un fortissimo ascendente sulla sindaca". Quindi ha spiegato che era stato ribattezzato "eminenza grigia, Richelieu, per sottolineare la debolezza della sindaca come quella della zarina ai tempi di Rasputin". "Chiunque si fosse messo di traverso rispetto alle loro ambizioni faceva una brutta fine - ha sottolineato Raineri - Penso a me, quando dissi che intendevo sostituire Marra con un generale dei Carabinieri nel ruolo di vice capo di gabinetto da lì a poco la sindaca si fece venire dubbi sulla mia nomina". L'ex capo di gabinetto del Campidoglio ha inoltre spiegato di aver "cercato disperatamente di sollecitare la sindaca su temi critici, come i rifiuti e il riordino delle partecipate e sempre mi dicevano 'ne parli con Marra', con un sovvertimento delle gerarchie, perché lui era mio vice".

LA REPLICA DI RAGGI - Dopo l'intervento di Raineri e la pronuncia del pm, la sindaca Raggi ha chiesto di poter replicare alla testimonianza di Raineri che ha definito "surreale". "Siamo in questo processo a parlare di un mio presunto falso e invece ci siamo trovati a parlare di rapporti a tratti simili a gossip - ha detto la prima cittadina di Roma replicando in aula alle parole del suo ex capo di Gabinetto -. Non ho mai replicato alle sue interviste perché sono il sindaco e non credo di dovere dare corso a ulteriori gossip ma questo gossip ora entra nel processo e mi trovo costretta a fare delle precisazioni". Secondo Raggi, "sono state dette cose palesemente contrarie al vero".

"Ricordo che dopo il parere dell'Anac della fine di agosto del 2016 sul tipo di inquadramento contrattuale dell'ex capo di Gabinetto - ha spiegato ancora la sindaca - il magistrato Carla Roma Raineri che all'epoca ricopriva il ruolo mi disse 'Non sono venuta da Milano per prendere 130 mila euro". Per Raggi, l'ex capo di Gabinetto "ne faceva una questione di soldi, unicamente di soldi. Già il 2 settembre ha iniziato a scrivere al Comune di Roma per chiedere di rinunciare agli emolumenti percepiti dall'entrata in carica fino alle dimissioni. Aveva questa urgenza di restituire il compenso, a cui aveva pienamente diritto".

DOMANI IL VERDETTO - La grana Raggi rischia di esplodere domani per il Movimento Cinque Stelle, con la sentenza di primo grado del processo. In caso di condanna, il Codice etico del Movimento prevede le dimissioni. Per i Cinquestelle la partita, in caso di verdetto sfavorevole, sarebbe chiusa: condanna uguale via dal Campidoglio. A quel punto starebbe solo alla sindaca e alla sua maggioranza decidere se andare avanti senza la bandiera del Movimento, 'traslocando' al gruppo misto. Sempre che riesca a mantenere i numeri per non far cadere la giunta.

COSA DICE IL CODICE ETICO - Oggi il capo pentastellato Luigi Di Maio ha chiarito che in caso di condanna della sindaca di Roma sarà applicato il codice etico del Movimento. Nel documento - messo a punto nel gennaio 2017 dall'attuale ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e all'epoca passato alle cronache come il 'salva Raggi' proprio perché evitava sanzioni in caso di rinvio a giudizio - è prevista l’incompatibilità tra una carica e una condanna anche solo in primo grado "per qualsiasi reato commesso con dolo".

In queste ore, si stanno rincorrendo voci di piani B in seno al M5S per tenere in vita la giunta e la sindaca, in caso il verdetto dovesse essere di condanna. Anche perché, osservano in molti, c'è l'avanzata della Lega che potrebbe spodestare il Movimento dalla Capitale. Ma i vertici chiariscono all'Adnkronos "che le regole saranno applicate senza indugio". Viene smentita anche l'iptoesi, circolata sulla stampa, di una consultazione online per decidere il destino della sindaca.

Maltempo, cede la piazzetta di Portofino

Portofino ancora piegata dal maltempo. A causa delle forti piogge delle ultime ore il Fondaco, un rivo che attraversa la celebre piazzetta del borgo dei vip, si è gonfiato e ha sollevato la soprastante pavimentazione dando origine ad un grosso buco tra piazza Martiri dell'Olivetta e via Roma. "Durante la notte - spiega il sindaco, Matteo Viacava - i temporali hanno gonfiato i torrenti tanto da alzare il livello del rio Fondaco fino a sfondare la pavimentazione della piazzetta". Problemi anche all'interno del palazzo comunale, allagato dalle piogge di queste ultime ore. In tutta la Liguria resta in vigore lo stato di allerta gialla per temporali fino alle 18 di questo pomeriggio.

Processo Raggi, l'ex capo gabinetto: "Una zarina"

"Raffaele Marra non aveva nessuna delega, era formalmente il vice capo di gabinetto ma era il consigliere privilegiato del sindaco". Lo ha detto l'ex capo di gabinetto del Campidoglio Carla Romana Raineri, ascoltata in aula al processo alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, imputata per falso documentale in merito alla nomina di Renato Marra (fratello di Raffaele) alla direzione del dipartimento Turismo del Comune di Roma. Marra e Salvatore Romeo, il primo vice capo di gabinetto, il secondo capo della segreteria politica nell'agosto del 2016, "si comportavano in maniera autoreferenziale e arrogante, Marra almeno manteneva sempre un bon ton istituzionale, mentre Romeo era arrogante e maleducato".

"Stavano in tre in una stanza a porte chiuse e facevano riunioni inaccessibili a tutti se non all'allora vice sindaco Daniele Frongia - ha aggiunto - Marra aveva un fortissimo ascendente sulla sindaca". "Erano stati coniati vari epiteti per Marra, eminenza grigia, Richelieu, per sottolineare la debolezza della sindaca come quella della zarina ai tempi di Rasputin. Chiunque si fosse messo di traverso rispetto alle loro ambizioni faceva una brutta fine - ha sottolineato Raineri - Penso a me, quando dissi che intendevo sostituire Marra con un generale dei Carabinieri nel ruolo di vice capo di gabinetto da lì a poco la sindaca si fece venire dubbi sulla mia nomina".

"Trovai un gabinetto in cui le funzioni erano state di fatto espropriate e affidate a Raffaele Marra e Salvatore Romeo", ha aggiunto l'ex capo di gabinetto del Campidoglio, sostenendo che "Romeo aveva deleghe singolari ed eccentriche" e che "nel gabinetto che io dovevo dirigere non arrivavano notizie". "Ho cercato disperatamente di sollecitare la sindaca su temi critici, come i rifiuti e il riordino delle partecipate e sempre mi dicevano 'ne parli con Marra', con un sovvertimento delle gerarchie, perché lui era mio vice", ha continuato Raineri.

"In Campidoglio non avevo neanche una stanza - ha lamentato inoltre Raineri - la mia stanza era occupata da Romeo che con Marra, mio vice, occupavano tutto il primo piano di palazzo Senatorio". "Il giorno del terremoto ci fu una riunione ad hoc a cui io non fui convocata - ha continuato l'ex capo di gabinetto - La sindaca Raggi invece mi chiamò per chiedermi di istruire una pratica di autorizzazione per l'assessore alla cultura Luca Bergamo per andare al festival del cinema a Venezia. Lo stesso prefetto Basilone - ha aggiunto Raineri - mi chiamò una volta per lamentarsi della gestione del Campidoglio".

"Trovato il corpo di Simona"

Svanisce anche l'ultima speranza. Che Simona Carpignano, soprannominata 'Sorriso', fosse fuori, che se ne fosse andata da un'altra parte, da un amico magari: era a casa, purtroppo. "Si, l'hanno vista" si legge in alcuni post, pubblicati su Facebook dal gruppo 'Italiani a Marsiglia, dove due giorni fa sono crollate due palazzine. "E' stato trovato il corpo di Simona" si legge in un altro post. "L'attesa dei genitori, della famiglia, degli amici è finita: è stata ritrovata senza vita sotto le macerie, quelle maledette macerie al 65 di rue d'Aubagne".

Oltre a quello della giovane italiana sono stati trovati altri sei corpi sotto le macerie degli edifici crollati. Si tratta di quattro uomini e due donne, hanno riferito le autorità locali.

 

Caso Orlandi, trovate altre ossa alla Nunziatura

Sono stati trovati altri resti alla Nunziatura. Questa mattina, d'intesa con la Procura della Repubblica e l'Autorità Vaticana, è stata effettuata una nuova ispezione a Villa Giorgina, sede a Roma della Nunziatura apostolica a via Po. Il sopralluogo è stato effettuato dai poliziotti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica ed ha portato al ritrovamento di altri frammenti di ossa, utili per l'identificazione. Gli investigatori avrebbero recuperato alcuni frammenti di un cranio e della mandibola. I medici non si sono comunque ancora espressi né sul sesso né sull'età della persona a cui potrebbero appartenere.

Ieri intanto sono iniziati gli esami sulle ossa rinvenute qualche giorno fa. "E' presto per avere certezza sul Dna, occorrono almeno otto-dieci giorni" ha detto Pietro Orlandi, che in mattinata aveva incontrato, insieme con il suo legale Laura Sgrò, i pm che indagano sul ritrovamento. "Vogliamo capire chi per primo ha associato questa vicenda a quella di mia sorella - ha aggiunto il fratello di Emanuela Orlandi - Anche su questo attendiamo risposte dagli inquirenti".

Si arrende il latitante barricato alle Poste

Si è arreso Francesco Amato, l'uomo che questa mattina, armato di un coltello, si era barricato in un ufficio postale di Pieve Madolena, frazione di Reggio Emilia, prendendo in ostaggio 5 dipendenti, uno dei quali liberato dopo poche ore. Amato, condannato in primo grado a 19 anni nell'ambito delmaxi processo di 'ndrangheta 'Aemilia', ha chiesto durante l'azione di parlare con il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il reparto speciale dei carabinieri del Gis era pronto a intervenire, poi la resa.

Amato, sul cui capo, dopo la condanna, pende un ordine di carcerazione, aveva fatto perdere le proprie tracce fino a stamani quando ha fatto irruzione nella filiale delle poste attorno alle 9. Entrando, avrebbe gridato "sono quello condannato a 19 anni in Aemilia", brandendo un coltello da cucina e minacciando la direttrice della filiale. Dopo aver fatto uscire i clienti presenti, Amato si è barricato nell'ufficio postale prendendo in ostaggio 5 dipendenti tra cui la direttrice. Verso mezzogiorno a una cassiera, uno degli ostaggi, è stato permesso di uscire. La donna ha avuto un breve malore ed è stata prontamente soccorsa dagli operatori del 118.

Tra i clienti che stamattina erano presenti in posta c'era anche la figlia della direttrice, che è riuscita a scappare. E' stata lei, secondo quanto si apprende, a dare l'allarme ai carabinieri. La ragazza, 22enne, ha raccontato che si era recata nell'ufficio per portare un pacco alla madre quando l'uomo ha fatto irruzione, gridando "vi ammazzo tutti".

Alcuni familiari di Amato, sopraggiunti nei pressi dell'ufficio postale, hanno parlato di una "condanna ingiusta": "Bisogna dire la verità: lui non è entrato lì dentro per fare male ma è entrato per dire che 19 anni non se li merita". "Se oggi ammazzo una persona dopo due giorni sono fuori e poi - hanno sottolineato - per una telefonata mi danno 20 anni?".

 

"Sono un fenomeno paranormale", è boom in tutta Italia

Arrivano da tutta Italia, nessuna regione esclusa. Nessuno resiste alla tentazione di sottoporsi alla sfida di dimostrare di avere facoltà paranormali, sottoponendosi a un esame scientifico. "In Italia abbiamo visto circa 200-300 persone, ma finora nessuno è riuscito a dimostrare nel nostro Paese o nel mondo di avere questi poteri - spiega all'Adnkronos Massimo Polidoro, segretario nazionale del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale (Cicap) -. Arrivano da tutte le regioni, nessuna esclusa. Non sono ciarlatani, ma gente che non riesce a spiegarsi perché succede qualcosa. Noi lo sottoponiamo a delle prove e glielo spieghiamo". C'è chi sostiene di poter vedere il contenuto di una scatola sigillata, "di saper volare", cosa si nasconde dietro un muro, spiega Polidoro, di vedere il futuro, di trovare l'acqua tramite "misteriose vibrazioni" e chi "sostiene di riuscire a spostare gli oggetti con la forza del pensiero". La sfida del premio Randi da un milione di dollari, continua con il Cicap, nonostante il più grande investigatore di fenomeni inspiegabili sia andato ormai in pensione. "C'era mi ricordo una signora che sosteneva di riuscire a 'mummificare' le uova, sostenendo di avere un'energia che usciva dalle proprie mani. La verifica è stata prendere dieci piatti, rompere un uovo su ciascuno di questo e darne uno alla signora, chiedendole di 'imporre' le mani come faceva di solito, mentre gli altri restavano come gruppo di controllo. Il risultato? In effetti il suo uovo era rinsecchito, disidratato come mummificato, ma anche gli altri nove. Si era trattato soltanto di un fenomeno naturale". "Come sempre succede non si è convinta di non avere poteri soprannaturali, anzi, ha detto: 'Allora questo significa che tutti noi li abbiamo, non solo io'". Una reazione comune a tutti, conclude il direttore, "finora nessuno è riuscito a superare il test da noi e nel mondo, ma non ho mai visto qualcuno che uscisse realmente convinto di non avere poteri paranormali, nonostante l'esito negativo ai nostri test, d'altra parte li capisco umanamente perché tutti noi abbiamo bisogno di sentirci un po' speciali".

Prende ostaggi alle Poste: "Voglio parlare con Salvini"

Un uomo, armato di coltello, si è asserragliato dentro un ufficio postale prendendo in ostaggio 5 dipendenti. E' accaduto questa mattina alle 9 a Pieve Modolena, frazione di Reggio Emilia.

L'uomo, che nel frattempo ha liberato uno degli ostaggi, è Francesco Amato. Condannato pochi giorni fa a 19 anni di carcere nell'ambito maxi processo di 'Ndrangheta Aemilia, ha chiesto di parlare con il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Amato, sul cui capo, dopo la condanna, pendeva un ordine di carcerazione, aveva fatto perdere le proprie tracce fino a stamani. Entrando nella filiale, Amato avrebbe gridato "sono quello condannato a 19 anni in Aemilia", brandendo un coltello da cucina e minacciando la direttrice della filiale. All'esterno dell'ufficio postale i carabinieri, la polizia e il pm Iacopo Berardi assieme al procuratore capo Marco Mescolini stanno trattando con l'uomo. Si valuta l'intervento di forze speciali.

Secondo quanto si apprende dalle forze dell’ordine, che hanno immediatamente circondato l’edificio e chiuso al traffico le strade limitrofe per ragioni di sicurezza, al momento Amato non starebbe collaborando. Secondo quanto si apprende, l'ostaggio liberato, una donna, appena uscita ha avuto un mancamento ed è stata soccorsa dal 118.

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