Domenica 18 Novembre 2018 - 5:58

Alì Agca: Emanuela Orlandi è viva

ROMA. Emanuela Orlandi "si trova in un convento", "vive sana e sicura" e "può essere liberata". Ne è convinto l'ex Lupo grigio Alì Agca che, in una lunga dichiarazione rilasciata all'Adnkronos dopo la richiesta di archiviazione dell'inchiesta presentata ieri dalla procura di Roma, ribadisce la sua versione sul giallo di 32 anni fa e lancia un appello a Papa Francesco: "E' l'anno della misericordia, faccia qualcosa per lei".

"Ieri Alì Agca ha parlato con Pietro Orlandi per esprimere la sua solidarietà", ha detto lo stesso Agca presentandosi fittiziamente sotto le spoglie del suo avvocato Mustafà, come aveva fatto già quando, il 27 dicembre scorso, si era presentato all'Adnkronos prima della sua incursione in Vaticano per deporre i fiori sulla tomba di Papa Wojtyla.

A Orlandi Agca dice di aver "suggerito di rivolgersi sia al governo vaticano sia a tutte le madri superiori di tutti i conventi del mondo perché possano aiutare la liberazione di Emanuela Orlandi, che si trova probabilmente in un convento. L'opinione pubblica non merita di essere ingannata con menzogne primitive che nascondono la vera verità", ha aggiunto riferendosi alle testimonianze che hanno consentito l'apertura dell'inchiesta.

Secondo Agca, il rapimento fu organizzato "soltanto per la liberazione di Alì Agca", ma, spiega, "per un obiettivo nobile, rispettabile". "Nell'anno santo 1983 - racconta infatti 'Mustafà'-Agca - Alì Agca doveva convertirsi ed essere trasferito in un palazzo vaticano e poi Emanuela Orlandi sarebbe stata liberata. Contemporaneamente il bulgaro Antonov sarebbe stato scarcerato e scambiato con due italiani nel 1983 prigionieri in Bulgaria Paolo Farsetti e Gabriella Trevisan. Quindi quando Agca ha respinto la proposta di andare in Vaticano e non ha accettato l'ideologia vaticana tutto il piano è stato revocato".

"Emanuela Orlandi non ha mai subito violenza. Orge, pedofilia, sono tutte menzogne infamanti, anche contro il Vaticano", aggiunge. Emanuela, ribadisce, "non ha subito violenza, vive in mano sicura, nel vaticano, e spero che il Papa buono, Francesco, possa fare qualcosa per lei. Questo è l'anno della misericordia e la misericordia deve cominciare dal Vaticano". "Che Dio aiuti Papa Francesco", dice ancora Mustafà-Agca, che tiene a esprimere "il suo rispetto, apprezzamento" per il pontefice "che sta facendo un ottimo lavoro per il Vaticano e la pace mondiale".

"Speriamo possa aver lunga vita e salute per servire l'umanità intera", conclude.

Napoli e Caserta tra le province più cementificate

ROMA. Quasi il 20% della fascia costiera italiana, oltre 500 Kmq, l’equivalente dell’intera costa sarda, è perso ormai irrimediabilmente. È stato impermeabilizzato il 19,4% di suolo compreso tra 0 e 300 metri di distanza dalla costa e quasi e il 16% compreso tra i 300 e i 1.000 metri. Spazzati via anche 34.000 ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Il cemento è davvero andato oltre invadendo persino il 2% delle zone considerate non consumabili: montagne, aree a pendenza elevata, zone umide. A mappare la colata di cemento sull'Italia è l’Ispra nel "Rapporto sul Consumo di Suolo 2015", presentato oggi a Milano nel corso del convegno collaterale all’Expo2015 “Recuperiamo Terreno”. Secondo lo studio, l’Italia del 2014 perde ancora terreno, anche se più lentamente: le stime portano al 7% la percentuale di suolo direttamente impermeabilizzato (il 158% in più rispetto agli anni ’50) e oltre il 50% il territorio che, anche se non direttamente coinvolto, ne subisce gli impatti devastanti. Rallenta la velocità di consumo, tra il 2008 e il 2013, e viaggia ad una media di 6-7 mq al secondo.

Le nuove stime confermano la perdita prevalente di aree agricole coltivate (60%), urbane (22%) e di terre naturali vegetali e non (19%). Stiamo cementificando anche alcuni tra i terreni più produttivi al mondo, come la Pianura Padana, dove il consumo è salito al 12%. Ancora, in un solo anno, oltre 100.000 persone hanno perso la possibilità di alimentarsi con prodotti di qualità italiani.

Sono le periferie e le aree a bassa densità le zone in cui il consumo è cresciuto più velocemente. Le città continuano ad espandersi disordinatamente (sprawl urbano) esponendole sempre di più al rischio idrogeologico. Esistono province, come Catanzaro, dove oltre il 90% del tessuto urbano è a bassa densità.

Nella classifica delle regioni “più consumate”, si confermano al primo posto Lombardia e Veneto (intorno al 10%), mentre alla Liguria vanno le maglie nere della copertura di territorio entro i 300 metri dalla costa (40%), della percentuale di suolo consumato entro i 150 metri dai corpi idrici e quella delle aree a pericolosità idraulica, ormai impermeabilizzate (il 30%).

Tra le zone a rischio idraulico è invece l’Emilia Romagna, con oltre 100.000 ettari, a detenere il primato in termini di superfici. Monza e Brianza, ai vertici delle province più cementificate, raggiunge il 35%, mentre i comuni delle province di Napoli, Caserta, Milano e Torino oltrepassano il 50%, raggiungendo anche il 60%. Il record assoluto, con l’85% di suolo sigillato, va al piccolo comune di Casavatore nel napoletano.

Fino al 2013, il valore pro-capite ha segnato un progressivo aumento, passando dai 167 mq del 1950 per ogni italiano, a quasi 350 mq nel 2013. Le stime del 2014 mostrano una lieve diminuzione, principalmente dovuta alla crescita demografica, arrivando a un valore pro-capite di 345 mq. Le strade rimangono una delle principali causa di degrado del suolo, rappresentando nel 2013 circa il 40% del totale del territorio consumato (strade in aree agricole il 22,9%, urbane 10,6%, il 6,5% in aree ad alta valenza ambientale).

L’Ispra ha anche effettuato una prima stima della variazione dello stock di carbonio, dovuta al consumo di suolo. In 5 anni (2008-2013), sono state emesse 5 milioni di tonnellate di carbonio, un rilascio pari allo 0,22% dell’intero stock immagazzinato nel suolo e nella biomassa vegetale nel 2008.

Senza considerare gli effetti della dispersione insediativa, che provoca un ulteriore aumento delle emissioni di carbonio (sotto forma di Co2), dovuto all’inevitabile dipendenza dai mezzi di trasporto, in particolare dalle autovetture.

Invasione senza fine, arrivati altri 231 immigrati

REGGIO CALABRIA. Questa mattina sono arrivati 231 migranti al porto di Roccella Jonica, a bordo di quattro motovedette della Direzione marittima e della Guardia di Finanza che hanno intercettato un barcone al largo della costa jonica. Sono di prevalente nazionalità dell’Africa centro-occidentale, tra essi viaggiavano 18 minori, di cui due non accompagnati e 29 donne. I migranti, che sono stati sottoposti alle prime cure da parte del personale sanitario, sono attualmente ospitati presso la struttura di prima accoglienza messa a disposizione dal Comune di Roccella Jonica. Di questi, 60 saranno, trasferiti a Montebello Jonico e poi nelle località di destinazione indicate nel piano di trasferimento che sarà predisposto dal Ministero dell’Interno.

 
Questa notte, alle 22.25 circa, il pattugliatore Monte Cimone del comando operativo aeronavale della Guardia di Finanza ha intercettato un barcone a 200 miglia dalle coste sicialiane. A bordo della motonave viaggiavano 98 migranti, tra i quali 35 donne, di cui tre in stato di gravidanza, e tre bambini. I migranti hanno comunicato alla Guardia di Finanza che la nave stava imbarcando acqua nella stiva e dopo l'autorizzazione delle autorità maltesi i militati hanno effettuato il salvataggio e il trasbordo delle persone sul pattugliatore.

Disastro aereo, Lubitz provò la manovra nel volo d'andata

BERLINO. Andreas Lubitz, il co-pilota della Germanwings che il 24 marzo scorso ha fatto deliberatamente schiantare l'Airbus A320 contro le Alpi francesi uccidendo tutte le 150 persone a bordo, aveva provato la discesa controllata del velivolo già nel volo di andata. Lo rivela il giornale tedesco Bild, citando fonti vicine alla Bea, l'Autorità per la sicurezza di volo di Parigi. Secondo il quotidiano, nel rapporto degli inquirenti francesi, che dovrebbe essere pubblicato oggi, durante il volo Duesseldorf-Barcellona il 27enne ridusse l’altitudine del velivolo. Una «discesa controllata che è durata alcuni minuti e per la quale non vi era alcuna giustificazione aeronautica», si legge. Una sorta di "prova" della tragica manovra suicida che Lubitz portò a termine, dopo aver chiuso il comandante fuori dalla cabina, nel volo di ritorno.

 
Lubitz aveva sofferto di una grave depressione in passato e un computer rinvenuto nella sua abitazione ha dimostrato che nei giorni precedenti lo schianto aveva utilizzato internet per cercare informazioni sui metodi per togliersi la vita e sui dispositivi di sicurezza della cabina di pilotaggio. I pubblici ministeri hanno anche scoperto un certificato di malattia che attestava che quel giorno non avrebbe dovuto volare.

Raul Castro dal Papa in Vaticano

CITTA' DEL VATICANO. Papa Francesco, domenica prossima, riceverà in Vaticano il Presidente della Repubblica di Cuba, Raul Castro Ruz. Lo conferma il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. L'incontro tra il Pontefice e il Presidente della Repubblica di Cuba avrà luogo nella Studio del Papa presso l'Aula Paolo VI. Il Presidente Castro, si legge sul sito web di Radio Vaticana, ha ringraziato pubblicamente il Papa per il ruolo da lui avuto nel riavvicinamento fra Cuba e gli Stati Uniti d'America, e il Papa si recherà a settembre nell'Isola caraibica prima di andare negli Stati Uniti.

Sbarco a Catania: «Decine di morti annegati»

CATANIA. Ancora uno sbarco a Catania. A bordo della nave portacontainer "Zenar" sono in tutto 194 gli immigrati arrivati la notte scorsa. Tra loro anche due minorenni e 18 donne. Sulla nave anche i corpi di cinque uomini che sarebbero alcune delle vittime di naufragi dei giorni scorsi. Ad accogliere l'imbarcazione, oltre ai militari della guardia costiera e delle fiamme gialle, c’erano anche i volontari della Caritas diocesana che hanno fornito vestiti, scarpe e preparato la colazione. Secondo i sopravvissuti alcune decine di migranti, forse una quarantina, sarebbero morti annegati nel Canale di Sicilia. Sembra vi sia stato un incidente su un gommone poco prima dell'operazione di salvataggio e in molti sarebbero caduti in acqua. La procura etnea ha aperto un'inchiesta sulla morte dei 5 migranti e il procuratore capo Giovanni Salvi ha delegato le indagini alla Squadra mobile della Questura. Sulla stessa motonave "Zeran" sono stati eseguiti gli accertamenti medico-legali sui cadaveri.

Gdf Lampedusa arresta tre scafisti. Tre tunisini sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Lampedusa con l'accusa di essere scafisti che sono stati rinchiusi nel carcere agrigentino di Petrusa.

In 560 trasferiti in Veneto, Zaia: «Invasione gestita da Roma». La prefettura di Venezia comunica che è stata completata la distribuzione dei 113 migranti trasferiti nelle scorse ore in Veneto dove sono in arrivo 560 persone per l'intero territorio. «Di fronte all'invasione che continua e ai continui diktat con i quali governo e Prefetture scavalcano senza batter ciglio le Autonomie locali e le sempre più diffuse preoccupazioni della gente, c'è da restare sbigottiti. Il no del Veneto rimane forte e chiaro, e presto lo si sentirà risuonare», commenta il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia aggiungendo: «Tra ospitati, arrivati, passati e scomparsi il Veneto si sta velocemente avvicinando a quota diecimila e a nulla sembrano valere le gravi difficoltà, anche semplicemente logistiche, che vengono sempre più frequentemente e inutilmente segnalate da Comuni, cittadini, organizzazioni del volontariato».

Nel pomeriggio attesi a Palermo 483 profughi.  Sono arrivati intorno alle 17 di oggi al porto di Palermo i 483 profughi soccorsi ieri dal pattugliatore "Borsini" della Marina militare. La macchina organizzativa per l'accoglienza è già stata messa in moto. Al porto ci sarà anche oggi il Prefetto Francesca Cannizzo che organizza i soccorsi.

In 369 giunti a Pozzallo, fermati tre scafisti. Sono in tutto 369 i migranti arrivati a Pozzallo, nel ragusano, a bordo della Phoenix, la nave gestita in collaborazione da Medici senza frontiere e dall'organizzazione privata Moas per effettuare attività di ricerca e soccorso in mare. I migranti avevano tentato la traversata del Mediterraneo dalla Libia all'Europa. Altre 104 persone erano state precedentemente salvate con l'aiuto dell'equipaggio della Phoenix e trasferite su una nave commerciale. Intanto, la polizia di Ragusa ha fermato due tunisini e un libico perché ritenuti gli scafisti delle due imbarcazioni, con a bordo complessivamente 870 migranti, sbarcati ieri nel porto di Pozzallo e precedentemente soccorsi dal rimorchiatore "Asso 29". Tra loro anche 103 donne, 50 minorenni e una neonata. È la prima volta che un libico viene fermato dalla squadra mobile di Ragusa con l'accusa di essere uno scafista: da solo era alla guida di un natante con 350 persone a bordo.

Gigi D'Alessio si iscrive al Partito radicale

ROMA. Tessera del Partito Radicale per Gigi D'Alessio. Il cantautore napoletano, che oggi alle 19,30 è andato nella sede di Torre Argentina a Roma per incontrare Marco Pannella e partecipare a 'Radio Carcere' (in diretta alle 21,00 su Radio Radicale), e si è iscritto al Partito Radicale, ai Radicali Italiani, all'Associazione Coscioni e a Nessuno Tocchi Caino. «È la prima volta che mi iscrivo a un partito ed è il tuo», ha detto D'Alessio rivolgendosi a Pannella. E ha aggiunto: «Io sono qua perché ammiro il fatto che tu hai regalato la tua vita agli altri. Poi posso condividere o meno, ma sono qui per farti gli auguri (Pannella ha compiuto 85 anni sabato scorso, ndr), è importante che tu ci sei». Il cantautore ha anche coinvolto i due collaboratori che lo accompagnavano, Pierluigi Germini (produttore discografico) e Gianpiero Tramice (direttore di produzione), nell'iscrizione, ai quali ha detto: «Non è che potete vedere Pulcinella solo quando va in carrozza...». D'Alessio e i collaboratori hanno speso 590 euro a testa per le sottoscrizioni al partito e alle associazioni.

Omicidio Scazzi, 12 avvisi di chiusura indagini

TARANTO. La Procura di Taranto ha chiuso l'inchiesta Scazzi-bis notificando 12 avvisi di conclusione delle indagini a quanti erano a conoscenza di fatti e particolari riguardanti l'omicidio della 15enne di Avetrana e hanno taciuto o detto il falso davanti a pm o alla Corte d'assise di Taranto. A scriverlo oggi è la Gazzetta del Mezzogiorno. Anche l'inchiesta-bis è condotta dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino e dal sostituto Mariano Buccoliero. Tra i 12 indagati c'è Ivano Russo, il giovane con il quale Sabrina Misseri aveva una relazione, accusato di false informazioni al pm e falsa testimonianza alla Corte d'assise su come trascorse il giorno dell'omicidio di Sarah, il 26 agosto 2010. Stessi reati sono addebitati alla madre del giovane, Elena Baldari, al fratello Claudio e all'allora fidanzata Antonietta Genovino. Nei confronti di Michele Misseri, zio della vittima, viene ipotizzata l'autocalunnia per essersi autoaccusato dell'assassinio pur sapendosi innocente.

Immigrati, 652 arrivi a Salerno: alcuni hanno la scabbia

SALERNO. La nave della Marina Militare “Bettica" ha condotto nel porto di Salerno 652 profughi, provenienti da Ghana, Togo, Nigeria e Gambia. 547 uomini, 80 donne, almeno 16 minori accompagnati, e alcuni non accompagnati, che sono stati individuati e soccorsi su due barconi e due gommoni stracarichi.  Tra gli immigrati non sono stati segnalati libici e siriani: 90 di essi andranno in Lombardia, 50 nelle Marche e 30 a Roma. Rimarranno in Campania 102 a Napoli, 53 a Caserta, 75 a Benevento, 75 ad Avellino, 149 a SALERNO (tutti affetti da scabbia). Tra loro vi sono 2 donne al nono mese di gravidanza, di cui una prossima al parto, 3 al settimo mese e altre 4 tra il quarto e quinto mese di gravidanza. Cinque le persone portate all'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona. Oltre alla donna prossima al parto, anche una persona epilettica e 3 ustionati.  Intanto, ancora uno sbarco a Catania. A bordo della nave portacontainer "Zenar" sono in tutto 194 i migranti arrivati la notte scorsa. Tra loro anche due minorenni e 18 donne. Sulla nave anche i corpi di cinque uomini che sarebbero alcune delle vittime di naufragi dei giorni scorsi. Ad accogliere l'imbarcazione, oltre ai militari della guardia costiera e delle fiamme gialle, c’erano anche i volontari della Caritas diocesana che hanno fornito vestiti, scarpe e preparato la colazione. Per la Caritas si tratta del terzo intervento straordinario in pochi giorni su richiesta del Comune di Catania dopo l’assistenza ai 27 superstiti del naufragio del 20 aprile ed ai 220 migranti del 23 aprile. Alle operazioni d’accoglienza hanno partecipato il direttore Caritas, don Piero Galvano, gli operatori Caritas, Salvo Pappalardo e Valentina Calì. Indagini sono state avviate dalla polizia di Stato. La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta sulle modalità della morte dei migranti.Tre tunisini sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Lampedusa con l'accusa di essere scafisti che sono stati rinchiusi nel carcere agrigentino di Petrusa. Arriveranno intorno alle 17 di oggi al porto di Palermo i 483 profughi soccorsi ieri dal pattugliatore 'Borsini' della Marina militare. La macchina organizzativa per l'accoglienza è già stata messa in moto. Al porto ci sarà anche oggi il Prefetto Francesca Cannizzo che organizza i soccorsi.

Caso Orlandi, chiesta l'archiviazione

ROMA. La procura di Roma chiede l'archiviazione per il caso Orlandi. La notizia è stata data dal procuratore Giuseppe Pignatone. «In data odierna - si legge nella nota firmata da Pignatone - è stato definito con richiesta di archiviazione il procedimento penale a carico di Sergio Virtù ed altri tre indagati per i reati di sequestro di persona e di omicidio di Emanuela Orlandi avvenuto il 22 giugno del 1983 e di Mirella Gregori accaduto il 7 maggio 1983».

 
«La richiesta di archiviazione - prosegue Pignatone - conclude indagini estremamente complesse e approfondite condotte dalla Squadra Mobile e direttamente dai magistrati della Procura nei confronti di diversi indagati, protrattesi per moltissimi anni dopo una prima fase definita con sentenza di proscioglimento degli imputati emessa dal giudice istruttore di Roma in data 19 dicembre 1997'».

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