Domenica 20 Gennaio 2019 - 6:44

Cane eroe: si butta sotto il bus e salva la padrona

NEW YORK. Non ha avuto un attimo di esitazione. Non appena ha visto che la padrona era in pericolo, che rischiava di finire sotto un autobus, gli si è buttato contro per salvarle la vita. A raccontare la storia di Figo, cane guida di New York, è la Cbs che non esita a definire il golden retriever «un eroe». L'animale si è fratturato le zampe, ma è sopravvissuto. La signora Audrey di 62 anni è ricoverata in ospedale, ma sta bene. «Non vedo l'ora di tornare a casa per riabbracciare il mio eroe» ha detto tra le lacrime.

Immigrati, Mattarella
loda la Marina

ROMA. «L'abnegazione e la professionalità nell'affrontare l'estenuante e tragica situazione dei flussi migratori via mare costituiscono un vanto per voi e per l'Italia intera. Vi siete conquistati l'ammirazione internazionale. La comunità nazionale è orgogliosa e riconoscente». Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio in occasione delle celebrazioni della Giornata della Marina militare a Roma.

 

«In questi anni - aggiunge Mattarella - la Marina ha dimostrato di saper operare a livello di eccellenza, affrontando con rigore, capacità e senso di umanità le difficili sfide poste dalle crisi internazionali, nel Mediterraneo e nei teatri più lontani».

 

«La Marina militare oggi ricorda l'impresa di Premuda, fatto eroico che contribuì all'affermazione italiana sui mari nel corso del primo conflitto mondiale: alla sua gloriosa bandiera rivolgo il mio omaggio" aggiunge il Presidente. «Interpretando il sentimento degli italiani, rivolgo a voi tutti il saluto più intenso unito al ringraziamento per lo straordinario esempio di lealtà e professionalità che date ogni giorno col vostro operato», conclude.

Il presidente della Repubblica ha poi rivolto «un pensiero speciale» ai «fucilieri della Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. A loro e alle loro famiglie esprimo la vicinanza e la solidarietà del Paese intero». «Nel giorno della vostra festa - sottolinea Mattarella - rivolgo il primo pensiero alla memoria le sacrificio di tanti marinai caduti nell'adempimento del dovere, testimonianza preziosa dei valori che ispirano la forza armata». «Le donne e gli uomini della Marina rappresentano il volto moderno di quell'Italia che, consapevole della propria storia e della propria civiltà, si fa carico, con alto senso di responsabilità, della missione di contribuire a salvaguardare la pace, la sicurezza e la dignità umana», aggiunge.

Corruzione in corsia, illeciti in un'azienda sanitaria su quattro

ROMA. Legalità non è ancora la parola d'ordine in sanità, anche se qualcosa sembra migliorare. Tra le aziende sanitarie pubbliche, una su 4 (il 26%) ha ricevuto nel 2014 almeno una segnalazione di illecito. Ma in due anni tutte le aziende hanno investito per trasparenza e l'88% ha messo in piedi un meccanismo di monitoraggio del Piano anticorruzione. Un provvedimento troppo spesso percepito come un adempimento burocratico e con nodi ancora da sciogliere. Come quella sull'obbligo di rotazione del personale addetto a 'funzioni sensibili', di difficile applicazione, sia per oggettive carenze di personale, ma soprattutto per professionalità non facili da sostituire.

 

È il quadro dell'indagine sulla trasparenza in Asl e ospedali, condotta dalla Fiaso e presentata al convegno 'Etica, trasparenza e legalità nelle aziende sanitarie', aperto oggi a Roma. Una rilevazione effettuata su un campione esteso di 78 aziende. Realtà che al 50% percepiscono l'applicazione della normativa anticorruzione come "parzialmente adempitiva-burocratica". Una percezione particolarmente marcata nel 19% delle aziende. Eppure la norma è giudicata efficace. Alla domanda sulla capacità di incidere in futuro sul fenomeno corruttivo, il 47% ha risposto "sufficientemente", il 35% "abbastanza" e il 5% "molto".

 

Gran parte di Asl e ospedali, inoltre, si è già attrezzata per mettere in pratica il Piano anticorruzione. L'88% ne ha già effettuato il monitoraggio: molte con sistemi informatici tradizionali, alcune inserendo obiettivi specifici nel sistema di budget annuale, altre con controlli a campione, molto poche con un sistema informativo dedicato. L'adozione di una specifica procedura di rilevazione frodi è stata dichiarata dal 73% delle aziende, anche se molte hanno optato per procedure informatiche 'fatte in casa' e solo 3 sono ricorse a un sistema criptato in linea con i criteri della delibera Cipe numero 6 di quest'anno. Nel 58% dei casi è stata prevista una procedura per segnalare miglioramenti organizzativi in funzione della trasparenza e delle legalità. Procedura che nel 60% del campione ha coinvolto i cittadini tramite gli Urp e nel 18% dei casi i dipendenti.

La figura del 'coordinatore dei controlli' è prevista invece solo nel 17% delle aziende, mentre un 'Bilancio sociale' o di missione è stato adottato dal 32% del campione. Riguardo i controlli interni, le maggiori criticità si sono rilevate nell'area delle libera professione intramuraria (13% dei casi), mentre qualche problema è emerso anche nell'attività di ricerca (9%) e nelle aree del personale dipendente e della gestione economico-finanziaria (entrambe con l'8% dei casi). Specifiche attività di controllo sono previste per un po' tutte le aree, con percentuali tra l'81 e il 93%, fatta eccezione per l'attività di ricerca dove tarli procedure sono state comunque avviate dal 78% delle aziende.

Più complessa la situazione nei controlli esterni, dove un 17% dei problemi si è rilevato per quelli sulle strutture convenzionate, il 13% nella vigilanza sulle farmacie private, l'11% nell'attività di sanità pubblica. Rispetto all'attuazione delle misure per la trasparenza, le maggiori problematiche sono state rilevate per la scarsa informatizzazione e i tempi troppo lunghi dei procedimenti, mentre rispetto al Piano anticorruzione le difficoltà maggiori sono state riscontrate nell'applicazione delle rotazione del personale addetto a funzioni sensibili, che per le aziende deve essere comunque prevista nel medio-lungo periodo. L'indagine Fiaso proseguirà con una mappatura dei controlli esistenti, per evidenziare le migliori pratiche da mettere in rete.

Blitz contro phishing e riciclgaggio: maxiretata internazionale

ROMA. È scattata all'alba l'operazione della polizia di Stato con l'aiuto delle polizie di Spagna, Polonia, Regno Unito, Belgio, Georgia, Turchia e Camerun insieme ad Eurojust, Europol e Interpol, per bloccare una rete criminale transnazionale, composta prevalentemente da nigeriani e camerunensi, dedita al riciclaggio di ingenti somme di denaro provento di phishing di ultima generazione. Sono 62 le ordinanze di custodia cautelare in corso di esecuzione tra Italia e l'estero. Ventinove sono state dalla Procura della Repubblica di Perugia.

 
L'indagine, condotta dalla Polizia Postale di Perugia, ha evidenziato sin dalle prime battute significativi collegamenti tra una cellula operante a Torino e un’altra attiva in territorio spagnolo che ha reso necessario il coinvolgimento dei canali di cooperazione internazionale e delle omologhe strutture di Polizia e magistratura spagnola.

Le successive riunioni di coordinamento ad Europol e Eurojust hanno fatto poi emergere collegamenti con un’indagine parallela della Polizia polacca.

Il Parlamento europeo riconosce le famiglie gay

STRASBURGO. Il Parlamento europeo raccomanda di rendere più completo e comprensivo il diritto della famiglia e del lavoro, "tenendo conto delle famiglie monoparentali e dell'omogenitorialità" e "visto che la composizione e la definizione di famiglia cambiano nel tempo". E' uno dei passaggi contenuti in una risoluzione non vincolante approvata oggi dall'Aula di Strasburgo, che chiede che la nuova strategia post-2015 dell'Ue per la parità di genere sia dotata di obiettivi chiari, azioni concrete e un monitoraggio più efficace per progredire nella lotta alla discriminazione nel mercato del lavoro, nell'istruzione e nel processo decisionale. Il Parlamento europeo evidenzia, inoltre, che sono necessarie azioni specifiche per rafforzare i diritti delle donne disabili, migranti, appartenenti a minoranze etniche, delle donne Rom, delle donne anziane, delle madri single e dei Lgbti. La risoluzione è stata approvata con 341 voti favorevoli, 281 contrari e 81 astensioni. E in Italia arriva l'annuncio: "il Pride di sabato a Roma scenderà in piazza con lo slogan Family Gay", fa sapere Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. Per Nichi Vendola "un altro passo in avanti in Europa, grazie al rapporto votato oggi al Parlamento Europeo, sui diritti di tutte le persone - twitta il presidente di Sinistra Ecologia Libertà - In Italia invece la politica balbetta, non è riuscita neanche a dire no, finora, alle pretese della sentinella della morale Alfano e alle sue ottuse circolari" .

"Il Parlamento Europeo ha approvato il rapporto sull'uguaglianza di genere in Europa e parla delle famiglie lgbt in modo esplicito facendo riferimento alla 'famiglia gay'". Lo scrive in una nota Franco Grillini, presidente di Gaynet, definendo il passo "decisamente rilevante e soprattutto utile: come movimento lgbt andiamo dicendo da sempre che quella omosessuale è una famiglia come tutte le altre con le stesse dinamiche e con gli stessi problemi. Ora a riconoscerlo solennemente è proprio l'Europa che chiede anche che le norme in quell'ambito (compresi i risvolti in ambito lavorativo come congedi ecc.) tengano in considerazione fenomeni come le famiglie monoparentali e l'omogenitorialità". "Sotto il profilo culturale la svolta è enorme e fa piazza pulita del delirante 'complotto gender' di cui parla a vanvera il Vaticano: il Parlamento Europeo a larga maggioranza ha affermato una volta per tutte l'uguaglianza tra tutte le forme familiari senza distinzione alcuna e proprio per questo quando parliamo di matrimonio egualitario intendiamo che ogni istituto giuridico riguardante le famiglie sia uguale per tutti omo od etero che si sia. Oggi quindi -conclude Grillini- è una bella giornata per i diritti e le libertà per tutte le persone che credono all'uguaglianza formale e sostanziale tra tutti gli esseri umani".

Spara alla compagna e la uccide, poi tenta
il suicidio

ROMA. Uccide la compagna con un colpo alla tempia e poi tenta il suicidio. È accaduto a Riofreddo, in provincia di Roma nella tarda serata di ieri quando all'interno di un'abitazione un uomo di 51 anni al culmine di una lite ha sparato alla tempia della sua compagna di 47 anni che stava per lasciarlo. Tutto è accaduto davanti alla loro figlia più piccola, otto anni, che ha dato l'allarme chiamando gli altri tre fratelli.

Giunta la segnalazione al 112, sul posto è arrivata una gazzella dei carabinieri che ha trovato la donna deceduta e l'uomo che si era sparato a sua volta alla testa in fin di vita, che è stato trasportato all'ospedale dell'Aquila. La salma della donna si trova all'Istituto di medicina lgale di Tor Vergata dove verrà eseguita l'autopsia. La pistola utilizzata è una calibro 765, detenuta legalmente. Sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Vallinfreda e della Compagnia di Subiaco.

 

Arrivano altri 1.500 immigrati

ROMA. Nelle ultime ore sono arrivate «10 chiamate dai satellitari» dal largo delle coste libiche che si suppone possano arrivare da alcuni barconi con a bordo «1.000-1.500 migranti». Lo ha detto Federico Fossi dell'Unhcr, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, intervistato da RaiNews24, nel giorno in cui il Governatore della Lombardia Roberto Maroni lancia un altolà ai sindaci, minacciando il taglio dei trasferimenti se continueranno ad accogliere altri clandestini.

 

Dovrebbe trattarsi di imbarcazioni più piccole rispetto a quelle soccorse nella giornata di ieri, quando erano state tratte in salvo in totale 3.480 persone. In soccorso di questi migranti sono partite unità della Marina militare italiana e delle Marine di Gran Bretagna e Spagna. Quanto all'allarme lanciato dal quotidiano britannico Guardian, che citando il capitano di vascello Nick Cooke-Priest, comandante della Hms Bulwark, la grande nave d'assalto anfibio della Royal Navy impegnata nell'opera di salvataggio nel Mediterraneo, afferma che in Libia ci sarebbero "tra 450.000 e 500.000 migranti" che attendono il momento di prendere il largo su carrette del mare alla volta dell'Europa, Fossi ha invitato alla cautela. "È importante non creare allarmismi - ha spiegato - se i numeri non sono verificabili è il caso di prestare attenzione".

 

GOMMONE CON 104 PERSONE A BORDO. Ancora un gommone carico di migranti in difficoltà nel Mediterraneo. A quanto si legge in un tweet della Marina Militare italiana, infatti, la nave Fasan ha soccorso 104 migranti, tra i quali 87 uomini, 8 donne, 9 minori.

ALTRI 3.480 IMMIGRATI SALVATI SABATO. Sono 3.480 i migranti salvati ieri in 15 differenti operazioni coordinate dal Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le richieste di soccorso sono giunte in mattinata alla centrale operativa della Guardia Costiera tramite telefono satellitare. Le imbarcazioni, 9 barconi e 6 gommoni, si trovavano in un tratto di mare a circa 45 miglia dalle coste libiche.

Alle operazioni hanno partecipato le motovedette CP 322, CP 304, CP 282 oltre ad un aereo ATR42 della Guardia Costiera, unità della Guardia di Finanza e della Marina Militare Italiana, il rimorchiatore "Phoenix", le navi della Marina militare tedesca "Hessen" e "Berlin" e la nave "Le Eithne" appartenente alla Marina militare irlandese.

A RAGUSA FERMATO ALTRO SCAFISTA. La Polizia di Stato a Ragusa ha fermato un altro scafista. Si tratta di un somalo che ha condotto un gommone con 110 migranti del centro africa. In corso trasferimenti presso altri centri, disposti dal Questore di Ragusa.

Il Papa: la società sia più accogliente
e solidale

CITTA' DEL VATICANO. «La festa del Corpus Domini ispiri ed alimenti sempre più in ciascuno di noi il desiderio e l’impegno per una società accogliente e solidale». Lo dice papa Francesco all'Angelus, nella celebrazione del Corpus Domini all'indomani del viaggio a Sarajevo. «L’odierna festa - sostiene il Papa - evoca questo messaggio solidale e ci spinge ad accoglierne l’intimo invito alla conversione e al servizio, all’amore e al perdono. Ci stimola a diventare, con la vita, imitatori di ciò che celebriamo nella liturgia».

«Il Cristo, che ci nutre sotto le specie consacrate del pane e del vino, è lo stesso che ci viene incontro negli avvenimenti quotidiani - sottolinea Francesco - è nel povero che tende la mano, è nel sofferente che implora aiuto, è nel fratello che domanda la nostra disponibilità e aspetta la nostra accoglienza. È in ogni essere umano, anche il più piccolo e indifeso». «Chi si nutre del Pane di Cristo non può restare indifferente dinanzi a quanti non hanno pane quotidiano, che oggi sappiamo è un problema sempre più grave», sottolinea il Papa, ricordando che «l'Eucaristia, sorgente di amore per la vita della Chiesa, è scuola di carità e di solidarietà».

Roma, arrestato rapinatore seriale

ROMA. La polizia ha arrestato a Roma un ragazzo romano di 21 anni ritenuto responsabile di rapine commesse in diversi negozi della Capitale. Il giovane era stato arrestato la scorsa settimana dagli agenti del commissariato Aurelio in flagranza di reato, perché sotto la minaccia di una pistola semiautomatica aveva commesso una rapina all’interno di una tabaccheria in via Prospero Santacroce: l’intera operazione di polizia era stata documentata dalle telecamere di sorveglianza del negozio.

 
Il giovane era già stato indagato anche per la commissione di altre due rapine commesse sempre presso la stessa tabaccheria, nonché di altri due colpi presso un'altra tabaccheria in via Gregorio XI. Tutte le rapine erano state commesse insieme a un complice minorenne, denunciato. Le perquisizioni eseguite avevano permesso di rinvenire e sequestrare gli abiti indossati nel corso dei precedenti colpi.

Dalle indagini è emerso che i due erano gli autori anche di una rapina commessa presso un supermercato di via Zambarelli, in zona Monteverde. Inoltre, la visione delle immagini del sistema di video sorveglianza, messe a confronto con le immagini delle rapine precedenti, hanno evidenziato la perfetta corrispondenza dei soggetti ripresi dalle telecamere nonché degli abiti dagli stessi indossati.

Nel corso di quest’ultima rapina i due si erano impossessati di 1.200 euro, con un modus operandi analogo a quello adottato in occasione delle rapine commesse ai danni delle due tabaccherie. Le indagini non sono ancora concluse: non è escluso che i due possano aver commesso altri colpi presso esercizi commerciali in altre zone.

Mafia capitale, Gramazio al gip: mai preso una lira

Proseguono gli interrogatori di garanzia degli arrestati nell'ambito della fase due dell'inchiesta 'Mafia capitale'. Dopo Regina Coeli, oggi è stata la volta di Rebibbia. Luca Gramazio, consigliere regionale di Forza Italia, ha risposto al gip. L'interrogatorio, ha riferito il suo avvocato, Giuseppe Valentino, lasciando il carcere, "è andato bene, ha risposto esaurientemente". "Non ho preso una lira" ha detto Luca Gramazio al giudice per le indagini preliminari che lo ha ascoltato per oltre due ore. Ha respinto le accuse a suo carico chiarendo la sua posizione e i suoi rapporti con le persone che sono state coinvolte nell'inchiesta.

Anche Franco Figurelli, ex consigliere comunale poi entrato nella segreteria di Coratti, ha risposto alle domande del gip. "Il mio assistito ha risposto perché assolutamente estraneo ai fatti", ha dichiarato il suo avvocato, Antonio Stellato. Il legale ha spiegato di aver presentato "istanza di revoca della carcerazione oppure gli arresti domiciliari".

Ha risposto inoltre nel corso dell'interrogatorio Claudio Bolla, anche lui arrestato nell'ambito della seconda fase dell'inchiesta su 'Mafia capitale'. "Il mio assistito ha chiarito tutte le posizioni che lo riguardano anzi, specificamente, ha chiarito le intercettazioni che lo riguardavano che erano attribuite a lui per la valutazione delle prove - ha detto il suo legale Filippo Monastero - Ho chiesto la revoca della misura cautelare". L'avvocato ha poi aggiunto: "Ci sono dichiarazioni fatte da terzi soggetti nei confronti del mio assistito che saranno oggetto di denuncia per diffamazione o calunnia perché hanno contribuito all'arresto, ma non sono fatti realmente accaduti".

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