Domenica 18 Novembre 2018 - 16:14

Omicidio Scazzi, 12 avvisi di chiusura indagini

TARANTO. La Procura di Taranto ha chiuso l'inchiesta Scazzi-bis notificando 12 avvisi di conclusione delle indagini a quanti erano a conoscenza di fatti e particolari riguardanti l'omicidio della 15enne di Avetrana e hanno taciuto o detto il falso davanti a pm o alla Corte d'assise di Taranto. A scriverlo oggi è la Gazzetta del Mezzogiorno. Anche l'inchiesta-bis è condotta dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino e dal sostituto Mariano Buccoliero. Tra i 12 indagati c'è Ivano Russo, il giovane con il quale Sabrina Misseri aveva una relazione, accusato di false informazioni al pm e falsa testimonianza alla Corte d'assise su come trascorse il giorno dell'omicidio di Sarah, il 26 agosto 2010. Stessi reati sono addebitati alla madre del giovane, Elena Baldari, al fratello Claudio e all'allora fidanzata Antonietta Genovino. Nei confronti di Michele Misseri, zio della vittima, viene ipotizzata l'autocalunnia per essersi autoaccusato dell'assassinio pur sapendosi innocente.

Immigrati, 652 arrivi a Salerno: alcuni hanno la scabbia

SALERNO. La nave della Marina Militare “Bettica" ha condotto nel porto di Salerno 652 profughi, provenienti da Ghana, Togo, Nigeria e Gambia. 547 uomini, 80 donne, almeno 16 minori accompagnati, e alcuni non accompagnati, che sono stati individuati e soccorsi su due barconi e due gommoni stracarichi.  Tra gli immigrati non sono stati segnalati libici e siriani: 90 di essi andranno in Lombardia, 50 nelle Marche e 30 a Roma. Rimarranno in Campania 102 a Napoli, 53 a Caserta, 75 a Benevento, 75 ad Avellino, 149 a SALERNO (tutti affetti da scabbia). Tra loro vi sono 2 donne al nono mese di gravidanza, di cui una prossima al parto, 3 al settimo mese e altre 4 tra il quarto e quinto mese di gravidanza. Cinque le persone portate all'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona. Oltre alla donna prossima al parto, anche una persona epilettica e 3 ustionati.  Intanto, ancora uno sbarco a Catania. A bordo della nave portacontainer "Zenar" sono in tutto 194 i migranti arrivati la notte scorsa. Tra loro anche due minorenni e 18 donne. Sulla nave anche i corpi di cinque uomini che sarebbero alcune delle vittime di naufragi dei giorni scorsi. Ad accogliere l'imbarcazione, oltre ai militari della guardia costiera e delle fiamme gialle, c’erano anche i volontari della Caritas diocesana che hanno fornito vestiti, scarpe e preparato la colazione. Per la Caritas si tratta del terzo intervento straordinario in pochi giorni su richiesta del Comune di Catania dopo l’assistenza ai 27 superstiti del naufragio del 20 aprile ed ai 220 migranti del 23 aprile. Alle operazioni d’accoglienza hanno partecipato il direttore Caritas, don Piero Galvano, gli operatori Caritas, Salvo Pappalardo e Valentina Calì. Indagini sono state avviate dalla polizia di Stato. La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta sulle modalità della morte dei migranti.Tre tunisini sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Lampedusa con l'accusa di essere scafisti che sono stati rinchiusi nel carcere agrigentino di Petrusa. Arriveranno intorno alle 17 di oggi al porto di Palermo i 483 profughi soccorsi ieri dal pattugliatore 'Borsini' della Marina militare. La macchina organizzativa per l'accoglienza è già stata messa in moto. Al porto ci sarà anche oggi il Prefetto Francesca Cannizzo che organizza i soccorsi.

Caso Orlandi, chiesta l'archiviazione

ROMA. La procura di Roma chiede l'archiviazione per il caso Orlandi. La notizia è stata data dal procuratore Giuseppe Pignatone. «In data odierna - si legge nella nota firmata da Pignatone - è stato definito con richiesta di archiviazione il procedimento penale a carico di Sergio Virtù ed altri tre indagati per i reati di sequestro di persona e di omicidio di Emanuela Orlandi avvenuto il 22 giugno del 1983 e di Mirella Gregori accaduto il 7 maggio 1983».

 
«La richiesta di archiviazione - prosegue Pignatone - conclude indagini estremamente complesse e approfondite condotte dalla Squadra Mobile e direttamente dai magistrati della Procura nei confronti di diversi indagati, protrattesi per moltissimi anni dopo una prima fase definita con sentenza di proscioglimento degli imputati emessa dal giudice istruttore di Roma in data 19 dicembre 1997'».

Altri 2mila sbarchi solo nel fine settimana

LAMPEDUSA. Sono oltre 2.000 i migranti soccorsi dalle navi della Marina Militare dall’uno al tre maggio nelle acque dello Stretto di Sicilia, tra Lampedusa e la Libia. Questa mattina nel porto di Reggio Calabria la fregata Bersagliere sbarcherà 778 migranti soccorsi nei giorni scorsi in 5 differenti eventi Sar. Il pattugliatore Vega sbarcherà nel porto di Augusta 675 migranti soccorsi nei giorni due e tre maggio in tre interventi Sar. A bordo del pattugliatore Bettica ci sono 654 migranti recuperati in 4 interventi di soccorso. Nella notte una donna, imbarcata già in travaglio, ha dato alla luce una bambina. Entrambe sono in buona salute. Il pattugliatore Foscari ieri sera ha soccorso un gommone in difficoltà trasbordando i 103 migranti sulla M/V Zeran. Il pattugliatore Borsini ha effettuato questa notte un intervento Sar nei confronti di un gommone con a bordo 99 migranti.

Droga, violenta
e filma la ex per estorcerle denaro

ROMA.  I carabinieri della Stazione Roma Ponte Milvio hanno arrestato un medico romano di 64 anni in esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Roma, per violenza sessuale e tentata estorsione. I fatti risalgono al 24 marzo scorso, quando l’uomo invitò nella sua casa l’ex convivente – una donna romana di 63 anni - per trascorrere una serata insieme. Dopo cena però la donna cadde in un sonno profondo e al suo risveglio aveva ricordi molto confusi della sera precedente e una strana sensazione di stordimento. Poco tempo dopo ricevette una telefonata da parte del suo ex, che la esortava a consegnargli 4mila euro per non divulgare un filmato che la ritraeva mentre compiva atti sessuali con lui.

Comprendendo l’esatta dinamica dei fatti, certa di essere stata narcotizzata, la donna si è rivolta ai carabinieri della Stazione Roma Ponte Milvio ai quali ha raccontato la sua vicenda. A seguito di indagine, i militari hanno raccolto tutti gli elementi di prova che hanno consentito l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare che è stata notificata all’uomo ieri pomeriggio.

Concorso vignette, l'Isis rivendica la sparatoria

GARLAND. L'attacco contro un concorso di vignette di Maometto a Garland, in Texas, è stato rivendicato dallo Stato islamico. E' quanto sostiene Site, specializzato nella sorveglianza di siti jihadisti, secondo cui un uomo che si è detto membro dell'Is ha scritto su Twitter che l'attacco è stato condotto da due simpatizzanti del sedicente Stato islamico. I due sono stati uccisi dalla polizia durante uno scontro a fuoco davanti alla sede della mostra intitolata "Mohammad Art Exhibit and Contest", organizzata dall'associazione "American Freedom Defense Initiative (Afdi)".

In una serie di tweet datati ieri, Abu Hussain AlBritani - che, secondo Site, sarebbe lo pseudonimo del jihadista britannico Junaid Hussain - afferma: «Due dei nostri fratelli hanno aperto il fuoco contro la mostra del profeta Maometto, in Texas».

Durante la sparatoria un agente è stato colpito alla gamba ed è stato portato in un ospedale locale per le cure. Il poliziotto è già stato dimesso. I partecipanti al concorso "Disegnare il Profeta", che si svolgeva al Curtis Culwell Center, sono stati portati via dalla struttura sotto scorta armata. Inoltre, dopo le notizie di possibili esplosivi nella zona, ha riferito la Cbs, sono stati evacuati anche i negozi e i palazzi delle vicinanze.

All'evento partecipava anche il leader della destra olandese del "Partito per la Libertà", Geert Wilders, che aveva messo in palio un premio di 10.000 dollari per il vincitore del contest. «Non arrendersi mai al terrorismo!», ha scritto su Twitter Wilders dopo la sparatoria.

Sul social network, oltre a pubblicare il link al suo intervento a Garland poco prima dell'attacco, il leader del Partito per la Libertà ha anche postato una fotografia in cui ringrazia e definisce "eroi" gli uomini di una squadra delle unità speciali della Swat che "grazie a Dio" hanno evitato il peggio.

Nessuno tocchi Milano, in 20mila in piazza

MILANO. Non meno di ventimila secondo il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Non meno. Perchè la manifestazione “Nessuno tocchi Milano” andata “in scena” ieri per le strade della città ancora devastata dalla furia dei Black Bloc, è stata una rivolta popolare piuttosto che un corteo degli anti-antagonisti. Le piazze stavolta si sono animate di bambini, famiglie, uomini e donne che hanno portato in piazza scope e detersivi per ripulire la città dai graffiti e dalla devastazioni. Tra i cittadini c'era anche Roberto Vecchioni: «La violenza non è giustificabile in alcun modo - ha detto - quello che hanno fatto a Milano è come una coltellata a un innocente». In piazza gli assessori, il segretario del Pd Pietro Bussolati. «Grazie a tutti questa è la festa della Milano che unisce, che reagisce, che dice no a ogni sopruso e violenza». E ad aprire il corteo Pisapia che ha salutato, quasi uno per uno, i cittadini che si sono radunati a piazzale Cadorna. Pisapia è stato accolto dagli applausi dei cittadini e in risposta ha mostrato dal palco una sciarpa con la scritta Milano. «È una piazza bellissima - ha continuato - per dire no a chi tenta con la violenza a ognuno di esprimere le proprie idee». Milano con Expo «sarà al centro del mondo per sei mesi - ha concluso - e noi siamo orgogliosi. Ma vogliamo anche dire che nessuno deve osare toccare la nostra città, altrimenti noi e la città ci ribelleremo». «Il  presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha telefonato per dire a me, a voi cittadini, che è entusiasta della risposta che Milano ha dato», ha aggiunto Pisapia, «il presidente mi ha anche detto che dobbiamo essere orgogliosi e dare l’esempio a tutto il Paese».

Black Bloc contro l'Expo, altri cinque arresti

MILANO. Cinque francesi, quattro uomini e una donna di età compresa tra i 20 e 25 anni, sono stato arrestati a Genova dentro un appartamento dove nascondevano biglie, bulloni e cartine di Milano e quattordici greci fermati vicino ad una casa occupata nel capoluogo lombardo sono stati sottoposti a prelievi del Dna, indagati e rilasciati. I campioni di materiale biologico raccolti potrebbero essere utili per una comparazione con quelli rintracciati sugli oggetti sequestrati dagli investigatori, come tute nere, caschi, mazze, bastoni, molotov e bombe carta. Gli arrestati a Genova sono accusati di danneggiamento e resistenza: il sospetto è che possono aver partecipato alla guerriglia nel capoluogo lombardo. 

Roma, ubriaco travolge auto
e scappa: grave
un uomo

ROMA. Ha travolto con il suo furgone un'auto ferma a un semaforo, facendola sbalzare per una decina di metri. Poi è uscito dal veicolo e ha tentato la fuga a piedi, ma è stato intercettato da una pattuglia di carabinieri e sottoposto a fermo. È successo questa mattina alle 6.15 in via Appia Nuova, a Roma. La vittima, un 50enne romano impiegato del ministero della Difesa, è stato trasportato d'urgenza dal 118 all'ospedale San Giovanni, dove è stato sottoposto a intervento chirurgico. Per estrarre il suo corpo dalle lamiere è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco. Le sue condizioni sono giudicate gravissime: l'uomo sarebbe in pericolo di vita.

Il conducente del furgone, un romeno di 33 anni, è stato notato mentre fuggiva da una pattuglia di carabinieri che si dirigeva verso il centro. Bloccato, è stato accompagnato in caserma. Successivamente è stato portato in ospedale per essere sottoposto agli accertamenti clinici, dai quali è emerso che era alla guida ubriaco: il suo tasso alcolemico è risultato di 2,80. Ora dovrà rispondere, oltre che di guida in stato di ebbrezza, fuga in seguito a incidente stradale, omissione di soccorso e lesioni colpose, anche di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, in quanto quando è stato bloccato ha reagito contro i militari. Dagli accertamenti è emerso che aveva precedenti per guida in stato di ebbrezza.

 

Gli aiuti per
il terremoto bloccati
alla dogana

NEW YORK. L'Onu ha chiesto al Governo del Nepal di sospendere i controlli di dogana che stanno bloccando le consegne degli aiuti umanitari ai superstiti del devastante terremoto della scorsa settimana. Il capo delle operazioni umanitarie, Valerie Amos, ha detto che il Nepal ha il dovere di garantire un accesso più veloce agli aiuti: sono infatti moltissimi gli abitanti del Paese che ancora non hanno ricevuto gli aiuti che si stanno ammassando nell'aeroporto di Kathmandu. Il rappresentante dell'Onu nel Paese, Jamie McGoldrick, ha detto che il governo nepalese «non dovrebbe applicare i controlli di dogana»normalmente applicati.

Sono oltre 7mila le vittime accertate, con le autorità che hanno escluso la possibilità di trovare altri sopravvissuti. Anche se ancora due uomini e una donna sono stati trovati vivi sotto le macerie, otto giorni dopo il devastante terremoto nel Nepal. Lo ha reso noto alla Dpa un agente di polizia di Sindhupalchowk nel nordest del Paese, specificando che i tre sono stati recuperati dalle squadre di soccorso nel villaggio di Kerabari nell'area di Syauli.

Nella valle di Kenjing, sito del famoso percorso di trekking di Langtang, le squadre di soccorso hanno invece trovato i corpi di 48 persone travolte da una frana. Tra le vittime vi sarebbero almeno tre stranieri, ha detto il funzionario di polizia Prabin Pokharel, precisando che si ritiene che oltre 200 persone, metà delle quali stranieri, siano ancora sepolte sotto la frana.

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