Domenica 18 Novembre 2018 - 18:31

Poliziotto ferito gravemente
a New York

NEW YORK. Un poliziotto in borghese di New York è stato ferito gravemente da un colpo che gli è stato sparato a bruciapelo al volto da un uomo che l'agente, in macchina con un collega, aveva fermato. L'uomo, specifica il New York Times, è molto grave ma non sarebbe in pericolo di vita. Dopo una massiccia caccia all'uomo, il sospetto, Demetrius Blackwell, 35 anni, è stato fermato. La sparatoria è avvenuta mentre da Baltimora si è di nuovo allargata in tutto il Paese la protesta, in particolare delle comunità afroamericane, contro la violenza della polizia e per la lunga sequenza di giovani afroamericani disarmati rimasti uccisi durante l'arresto.

Le proteste si sono avute nei giorni scorsi anche a New York, dove nei mesi scorsi vi era stata una grande mobilitazione dopo che non era stato incriminato un poliziotto ritenuto responsabile della morte di un afroamericano soffocato durante l'arresto. Durante le proteste due agenti della polizia newyorkese furono uccisi, mentre erano seduti nella loro auto, da Ismaaiyl Brinsley che poi si suicidò. Poco prima di entrare in azione, Brinsley aveva scritto sui social media che voleva uccidere dei poliziotti.

Tratti in salvo 380 migranti nel Canale di Sicilia

RAGUSA. Circa 380 migranti sono stati soccorsi in tarda serata da una nave militare italiana nel Canale di Sicilia. L'imbarcazione sta facendo rotta verso Pozzallo. L'arrivo nel porto del Ragusano è previsto per l’alba di domenica. Sono state intanto avviate indagini da parte della polizia di Stato che sta analizzando i dati che arrivano dalla nave.

La Royal Baby torna a casa

 La duchessa di Cambridge ha dato alla luce una bimba alla Lindo Wing del Saint's Mary Hospital di Londra: è femmina. E davanti al Lindo Wing, subito dopo aver dato l'annuncio a Corte, come vuole la tradizione c'è stato l'annuncio dell'araldo di corte. La secondogenita di William e Kate,è nata alle 8,34 locali del mattino e pesa circa 3,7 chilogrammi: più o meno come il principe George nel 2013.

La regina, il principe Filippo, il principe Carlo e il principe Harry sono stati subito informati. Intanti ieri 

Kate - con un abito primaverile a fiori gialli, ha già lasciato l'ospedale. Bella e senza la minima ombra di affaticamento sul volto, teneva la principessina in braccio avvolta in una copertina bianca e con una cuffietta in testa. Mentre William, con un maglione azzurro, sorrideva. Il principino George, portato a visitare la sorella appena nata, è stato riaccompagnato a casa in un'auto diversa. Mentre la coppia ha caricato un seggiolino con la piccola nella Range Rover di famiglia. Infine il  corteo è partito con la scorta fra le ovazioni della gente radunatasi davanti all'ospedale alla volta della residenza di Kensington Palace. I duchi di Cambridge non hanno fatto dichiarazioni limitandosi a salutare con la mano.

Rissa a Isola Capo Rizzuto, 15enne muore accoltellato

CROTONE. Tragedia ieri sera a Isola Capo Rizzuto. Un quindicenne, Maycol Catizzone, è stato accoltellato da un uomo di 31 anni durante una rissa avvenuta davanti a un bar in piazza Roma ed è morto durante il trasporto in ospedale. Il trentunenne, Carmine Pullano, è stato rintracciato e fermato.

 
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Crotone, la vittima si trovava insieme ad amici davanti al bar quando è nato un diverbio tra il gruppo di ragazzini e Pullano (soggetto già noto alle forze dell’ordine). Ne è nata una rissa che si è trasferita anche fuori dal locale.

Pullano ha sferrato alcuni fendenti colpendo Catizzone al petto e al fianco, e ferendo anche gli altri ragazzi che lo avevano inseguito. Il quindicenne, già grave, è stato portato a spalla da un amico davanti al bar e poi si è accasciato. Quando l’ambulanza è arrivata per portarlo in ospedale, le sue condizioni erano disperate ed è deceduto durante il trasporto. Nel frattempo l’aggressore è scappato ma la sua identità è stata presto svelata dalle immagini del circuito di videosorveglianza acquisite dai carabinieri. Nonostante la poca collaborazione inizialmente prestata, i militari dell’Arma sono riusciti a rintracciarlo dopo qualche ora in un’abitazione disabitata in uso alla madre del ricercato nei mesi estivi.

Per agevolare la fuga del figlio, la donna aveva consegnato ai militari un mazzo di chiavi sbagliate. Alla fine, Carmine Pullano è stato trovato in quella casa sotto un cumulo di materassi. Nel frattempo si era cambiato e aveva buttato gli abiti che indossava durante la rissa.

Ucciso mentre difende la moglie da uno stupro

RAGUSA. Sarebbe stato ucciso nel tentativo di difendere sua moglie da uno stupro di gruppo il giovane romeno assassinato a bastonate il 26 aprile scorso a Vittoria, nel Ragusano, sulla strada per Scoglitti. A dare una svolta alle indagini sull'omicidio del bracciante agricolo, per il quale oggi gli uomini della squadra mobile di Ragusa hanno eseguito quattro fermi, sarebbe stata la moglie della vittima, ascoltata come persona informata sui fatti. In manette, con l'accusa di omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo aggravata, sono finiti quattro tunisini, che avrebbero già confessato.

Corteo No Expo, Milano conta i danni Vertice in Prefettura. Alfano: «Evitato il peggio»

MILANO. Il giorno dopo l'apertura di Expo, Milano si sveglia con l'amaro in bocca e fa i conti dei danni di una manifestazione che ha "macchiato" la bellezza di un'inaugurazione che per il premier Matteo Renzi doveva mostrare che «l'Italia s'è desta».

VERTICE IN PREFETTURA. In Prefettura a Milano è iniziato alle 10 il Comitato per l'ordine pubblico e per la sicurezza per fare il punto dopo i danni provocati da antagonisti e black bloc nel corso del corteo "No Expo". Al termine dell'incontro tra i massimi rappresentanti delle forze dell'ordine del capoluogo lombardo non è prevista una conferenza stampa, ma probabilmente la prefettura farà un comunicato. «Le forze di polizia - ha detto ieri il prefetto Francesco Paolo Tronca - hanno dimostrato grande professionalità, acume nella gestione e fermezza nella strategia, consentendo che la fase violenta degli scontri venisse contenuta in meno di mezz'ora». Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha invece assicurato che faranno di tutto «perché i responsabili di fatti gravissimi e inaccettabili vengano individuati e risarciscano i danni morali e materiali».

GLI ARRESTI. A oggi, gli arrestati per i disordini in città sono cinque e dovranno rispondere di resistenza aggravata. Sono tutti italiani tra i 27 e 42 anni, tra loro due donne, tutti sono anche indagati per lesioni, lancio di cose pericolose e oltraggio. Il numero dei feriti tra i manifestanti non è noto, 7 carabinieri lievemente feriti e 4 poliziotti contusi è invece il resoconto tra le forze dell'ordine. Un bollettino che racconta quasi nulla di una giornata in cui sono 400 i lacrimogeni sparati dalle forze dell'ordine per respingere sassaiole, lancio di fumogeni e bombe carta.

L'INCHIESTA. I pm di Milano indagano per «devastazione». Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, a guida del pool antiterrorismo. L'ipotesi per cui si procede è prevista dall'articolo 419 del codice penale, prevede una pena massima di 15 anni di carcere.

LE DEVASTAZIONI. I timori della vigilia sono stati infatti confermati e i fotogrammi che restano del primo maggio sono soprattutto quelli di un manipolo di qualche centinaio di incappucciati e black bloc che ha trasformato il corteo pacifico in guerriglia urbana con danni economici e di immagine difficili da calcolare.

Il bilancio è di vetrine di negozi devastate, ingressi di banche completamente distrutte, di decine di auto date alle fiamme o danneggiate, di una "battaglia" che lascia ben evidente sui muri della città le frasi della protesta.

Decine le telecamere distrutte lungo il percorso a impedire che fossero ripresi i volti dei pochi devastatori non incappucciati. Contestatori di professione ben equipaggiati - tante le maschere antigas indossate per non respirare il fumo dei lacrimogeni - con mazze, martelli e spranghe comparsi all'improvviso in un corteo colorato e pacifico oscurato da una violenza che non ha colpito solo presunti luoghi del potere, ma ha danneggiato alla cieca una città.

Le forze dell'ordine, ben presenti nelle strade, hanno evitato il contatto con i manifestanti perché l'obiettivo era evitare feriti o che Milano diventasse la nuova Genova in una similitudine con il G8 evocato ripetutamente dalla vigilia dell'evento. Mentre la rabbia contro i violenti dei cittadini di Milano è esplosa anche sui social. E su Twitter è partita la cacia ai violenti. L'idea è di Silvia Sardone responsabile dipartimento sicurezza di Forza Italia Lombardia per segnalare alle forze dell'ordine «i delinquenti noExpo, protagonisti dei gravissimi fatti di Milano». Lo scopo è semplice: «Aiutare gli inquirenti a rintracciare questi criminali per farli perseguirli penalmente». L'invito è rivolto ai milanesi vittime della devastazione

POLEMICA SULLA SICUREZZA. Il tema della sicurezza torna centrale: se dalla maggioranza delle forze politiche arriva la ferma condanna alla distruzione e il pieno sostegno a polizia e carabinieri c'è chi si interroga sulla gestione dell'ordine pubblico. E il segretario della Lega Matteo Salvini chiede le dimissioni del ministro dell'Interno Angelino Alfano.

LA CRONACA DELLA GIORNATA DI IERI. La cronaca della giornata di ieri racconta di un corteo - almeno 15mila persone 'armate' di striscioni e volantini - con bandiere rosse o No Tav che percorre il primo tratto da piazza XXIV Maggio fino in via De Amicis senza incidenti, poi lo scenario cambia: da corso Magenta un manipolo di violenti si unisce al corteo. Dai fumogeni si passa alla rabbia cieca contro le vetrine di via De Amicis, un cambio di passo che segna anche un vero cambio d'abiti. Passamontagna, sciarpe o maschera antigas a coprire il volto vengono indossati, dagli zaini appare l'arsenale - c'è anche un'ascia oltre a bastoni, spranghe e martelli - a cui si aggiungono le aste delle bandiere, le pietre o i cestini della spazzatura. I contestatori di professione si "travestono" di nero: si parte da una vetrina Fineco, senza dimenticare un'agenzia di viaggi o prendere di mira le banche, simbolo di un capitalismo contro cui gli slogan si sprecano.

«Non sarà un giorno di festa sarà un giorno di lotta» l'urlo al megafono prima della partenza da presagio diventa certezza. Gli obiettivi sono poco originali: la sede dell'università Cattolica in via Carducci, la sede dell'Enel, le banche vengono colpite tutte.

Di vetrine non danneggiate se ne contano davvero poche. È a pochi passi da piazza Cadorna che la tensione sale e inizia un lancio di sassi contro gli agenti che rispondono con i lacrimogeni. Poi la rabbia si sposta anche contro le auto in sosta: alcune decine quelle bruciate o danneggiate. La colonna di fumo è ben visibile anche a distanza.

Lacrimogeni, lanci di oggetti e sassi ripetuti, corse lungo le strade ad evitare polizia e carabinieri che presidiano la zona è il racconto di una giornata che si conclude in zona Pagano. Sull'asfalto del lungo percorso restano sassi, felpe nere e cappucci sfilati in fretta per tornare in abiti civili, dopo una guerriglia urbana che di civile ha ben poco.

Reggio Calabria, carabiniere assolto e scarcerato dopo cinque anni

REGGIO CALABRIA. Dopo una condanna in primo grado a 12 anni e sei mesi di reclusione e cinque anni trascorsi in prigione, un carabiniere un tempo in servizio nella Tenenza di Rosarno, Carmelo Luciano, è stato assolto dalla Corte d'appello di Reggio Calabria ed immediatamente scarcerato. Luciano, che è stato difeso dall'avvocato Armando Veneto, era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa in relazione alla sua presunta vicinanza alla cosca Pesce di Rosarno della 'ndrangheta, alla quale, secondo l'accusa che gli veniva contestata e che portò al suo arresto, avrebbe fornito informazioni riservate. Accusa dalla quale è stato assolto con formula piena dalla Corte d'appello reggina, presieduta da Salvatore Costa. 

Expo, opening a piazza Duomo

MILANO. Un parterre di sedute per 3.700 ospiti, ai quali si sono aggiunti i milanesi, molti, circa 20mila, per il primo momento di festa dopo anni di difficoltà e imprevisti. Expo Milano 2015 aprirà i battenti domani mattina alle 10 e questa sera, in piazza Duomo, l'evento si festeggia sulle note di celebri arie, dalla Traviata alla Tosca, dal Nabucco all'Andrea Chenier, dalla Fedora al Trovatore. È 'Expo-The opening', un concerto proposto in mondo visione dalla Rai con un protagonista indiscusso: un Andrea Bocelli applauditissimo sin dalla sua prima apparizione al fianco del soprano Diana Damrau. Diciassette i brani del ricco programma, tra i quali tre al piano su esecuzione di Lang Lang, accompagnato da coro e orchestra del Teatro alla Scala e tenuto insieme dalla conduzione allegra di Paolo Bonolis e Antonella Clerici.

Bari, padre e figlio feriti in un agguato

BARI. Due persone, padre e figlio, sono state ferite in un agguato in una strada del centro di BARI. Sono Luigi Luisi, di 46 anni, e Antonio Luisi, di 27. A quanto si è appreso, uno dei due sarebbe in gravi condizioni. Il fatto è accaduto in un circolo ricreativo in via Calefati. Sul posto sono intervenute ambulanze del 118 e la polizia. L'uomo che ha sparato quattro colpi di pistola contro Luigi e Antonio Luisi, ferendoli, sarebbe arrivato sul luogo dell'agguato a bordo di una moto, forse in compagnia di un complice e indossava un casco. Luigi Luisi è stato raggiunto dai colpi di arma da fuoco alla testa e al torace, e ora è in fin di vita, il figlio è stato raggiunto ad un fianco e alla testa, di striscio. 

Nepal, Gentiloni: 39 gli italiani irreperibili.
Si temono
10mila morti

KATHMANDU. Il governo del Nepal ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale mentre il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime del devastante sisma del weekend è salito ad oltre 4.400 vittime e quasi 8mila feriti, mentre il premier dice di temere che i morti possano essere diecimila. «Non siamo preparati ad un disastro di questa entità - ha dichiarato il ministro dell'Interno, Bam Dev Gautam - non abbiamo sufficienti risorse ad abbiamo bisogno di più tempo per portare aiuto a tutti». Per quanto riguarda gli italiani, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in visita in Cina, ha detto che 39 sono irreperibili, il che non vuol dire dispersi, e che 347 sono stati rintracciati. Un primo gruppo di connazionali, ha reso noto il capo dell'Unità di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, potrà partire dal Nepal tra stanotte e domani. Un secondo aereo rimpatrierà successivamente gli altri italiani. «Stiamo predisponendo dei voli per recuperare i connazionali in maggior difficoltà, uno di questi partirà già oggi, poi per il momento dell'atterraggio dipenderà dalle condizioni dell'aeroporto, della fruibilità dell'aeroporto, che è congestionato - ha detto - Speriamo possa avvenire già in serata odierna o al massimo nelle prime ore di domani, comunque tra stanotte e domani saremo già in grado di portare via un primo nucleo di connazionali». «Un secondo aereo - ha poi aggiunto - è già in programmazione porterà questa volta anche degli aiuti, sarà più capiente e porterà poi il resto dei connazionali, che non sono tutti a Kathmandu e devono avere il tempo di raggiungere la capitale». Infine la conferma dei quattro connazionali deceduti: «Quattro sono le persone che ci sono state segnalate come decedute o per dichiarazioni di compagni di viaggio o per visione diretta della tragedia», ha affermato Taffuri.

A Kathmandu molte persone hanno trascorso ancora la notte all'aperto: l'elettricità è stata ripristinata solo in alcune zone ed è intermittente. Anche le scorte di cibo e di gas si stanno esaurendo nella capitale. «Noi siamo qui per strada, senza cibo e acqua e non abbiamo visto un rappresentante del governo da tre giorni», ha dichiarato un uomo accampato per strada con la famiglia. Se questa è la situazione nella capitale, ancora più è drammatica nei villaggi più remoti e più duramente colpiti del sisma nei distretti di Sindhupalchowk, Rasuwa, e Gorkha che sono ancora inaccessibili agli aiuti.

EVEREST.  Continuano le operazioni di ricerca e soccorso sul monte Everest dove il terremoto ha provocato una serie di valanghe. «Abbiamo recuperato 14 corpi e tre saranno trasportati in aereo oggi», ha detto il poliziotto Bhanubhakta Nepal. «Ancora non sappiamo quante persone siano morte in montagna - ha aggiunto - ieri abbiamo messo in salvo 205 persone». Un portavoce dell'ufficio del turismo ha detto che si ritiene che almeno 20 persone siano rimaste uccise sulla vetta dell'Everest, mentre l'esercito indiano parla di 22 persone. Almeno mille persone che si trovavano al campo base sabato ora sono state messe in salvo, secondo quanto hanno postato sui social media.

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