Martedì 25 Settembre 2018 - 12:04

Airbus, co-pilota era depresso
perché in crisi
con la fidanzata

PARIGI. Andrea Lubitz «aveva avuto una grossa crisi con la sua fidanzata prima del disastro e aveva il cuore spezzato, forse questo» potrebbe essere alla causa del folle gesto compiuto tre giorni fa, facendo precipitare volontariamente  l'aereo della Germanwings sulle Alpi francesi, provocando la morte delle 150 persone a bordo. Lo scrive il quotidiano tedesco Bild, secondo cui «gli investigatori stanno attualmente seguendo con forza questa linea di inchiesta». Un pizzaiolo di Duesseldorf, Habibalah Hassani, 53, ha raccontato di aver visto spesso nel suo locale il copilota con una ragazza. E la Bild rivela anche che il padre di Lubitz lavora in banca, mentre la madre è organista in una delle chiese protestanti di Montabaur. Esclusa al momento la pista terroristica mentre si indaga sulla sfera personale.

INDIZI DI MALATTIA MENTALE. Sul fronte delle indagini, sono state perquisite le case di Montabaur e Dusseldorf, dalle quali è stato portato via diverso materiale. Durante la perquisizione della casa di Dusseldorf, secondo Spiegel online, sono stati trovati indizi che proverebbero la malattia mentale del 27enne.

«IN CRISI CON LA FIDANZATA».  Nel frattempo emergono dettagli sulla vita di Lubitz. Stando a quanto rivela il quotidiano tedesco Bild, «aveva avuto una grossa crisi con la sua fidanzata prima del disastro e aveva il cuore spezzato. Gli investigatori stanno attualmente seguendo con forza questa linea di inchiesta». Un pizzaiolo di Dusseldorf ha raccontato di aver visto spesso nel suo locale il copilota con una ragazza.

«FORTE DEPRESSIONE NEL 2009». Sempre secondo il quotidiano tedesco Bild, che ha avuto accesso ai documenti ufficiali dell'Autorità tedesca di supervisione del trasporto aereo, Lubitz sei anni fa ha sofferto di una grave forma depressiva ed è stato seguito regolarmente dal punto di vista medico. Il 27enne, rivela il giornale, ha attraversato «un episodio depressivo pesante» nel 2009 ed è stato sottoposto a cure psichiatriche. Da allora Lubitz seguiva un trattamento «medico particolare e regolare». Queste informazioni, aggiunge il quotidiano, erano state trasmesse a Lufthansa, la compagnia aerea tedesca della quale fa parte Germanwings.

VALLS: NON SI PUÒ SCARTARE ALCUNA PISTA. Per il premier francese Manuel Valls, «tutto si orienta» verso la pista del «gesto criminale, folle, suicida» del copilota, ma «nessuna pista per principio può essere esclusa».

COMANDANTE HA CERCATO DI BUTTARE GIU' LA PORTA CON UN'ASCIA. Intanto continuano a emergere dettagli sulla dinamica della tragedia. Il pilota, chiuso fuori dalla cabina, avrebbe cercato di buttare giù la porta blindata con un'ascia nel tentativo disperato di evitare il disastro. Lo scrive il quotidiano tedesco Bild citando fonti della sicurezza. La notizia non è stata confermata dalla compagnia, ma un portavoce di Germanwings ha effettivamente riconosciuto che a bordo c'era anche un'ascia, un arnese che «fa parte delle apparecchiature di sicurezza di un A320».

PILOTA AUTOMATICO RIPROGRAMMATO DA 38.000 A 100 PIEDI. Stando, poi, al sito web Flightradar24, che monitora tutti i voli civili in navigazione, il sistema di pilota automatico del volo della Germanwings è stato riprogrammato da qualcuno in cabina di pilotaggio in modo da modificare l'altitudine dell'aereo da 38.000 (11.582 metri) a 100 piedi (30 metri). Andreas Lubitz, dopo essere rimasto da solo in cabina di pilotaggio, avrebbe dunque modificato i parametri della quota di volo, e non quelli della rotta, probabilmente per non far scattare gli allarmi in caso di comportamento anomalo dell'aereo.

Una malattia nascosta che è improvvisamente riemersa dopo una banale crisi di coppia, provocando una strage. Andreas Lubitz, il co-pilota dell'Airbus 320 della Germanwings che ha causato lo schianto dell'aereo con 150 persone a bordo contro una montagna francese soffriva di depressione, ma nessuno dei suoi datori di lavoro lo sapeva. ''Un giorno - aveva confidato alla ex fidanzata - farò qualcosa che cambierà completamente il sistema, e tutti conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno. Lo ha fatto - ha detto - perché si è reso conto che a causa dei suoi problemi di salute il suo grande sogno di lavorare per Lufthansa, di un lavoro come capitano e come pilota di voli a lungo raggio sarebbe stato praticamente impossibile'':

 

 

Privatamente esce l'immagine di un uomo gentile: ''Durante i voli era una persona carina e aperta. Privatamente era molto tenero, un uomo che aveva bisogno d'amore. Era una brava persona, in grado di essere tanto dolce. Mi regalava fiori'', racconta sotto anonimato la ventiseienne, che fa l'assistente di volo. Poi il quadro cambia: ''Abbiamo parlato sempre molto anche di lavoro e in quei frangenti era un'altra persona. Si arrabbiava per le condizioni in cui dovevamo lavorare. Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione''.

Secondo la giovane Lubitz aveva già in mente per questo un gesto eclatante: ''Da quando ho sentito del disastro mi torna sempre in mente una frase che ha detto. 'Un giorno farò qualcosa che cambierà l'intero sistema e tutti allora conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno'. Non ho mai capito cosa intendesse, ma ora ha un senso''. La relazione è durata cinque mesi, in cui i due hanno spesso volato insieme e condiviso stanze d'hotel nascondendo la relazione ai colleghi, racconta Bild. ''Ci siamo conosciuti l'anno scorso su un volo, ci siamo scambiati i numeri di telefono e siamo rimasti in contatto. Di lì le cose sono cresciute, ma non ho mai voluto che diventasse ufficiale. Per questo ci incontravamo in hotel, perché non mi piace mischiare l'amore con il lavoro''.(

 

La procura di Dusseldorf ha trovato nell'appartamento del copilota Andreas Lubitz un certificato di malattia per il giorno della tragedia. Lo riferisce lo Spiegel, mentre gli inquirenti riferiscono che l'uomo avrebbe nascosto a Germanwings i suoi problemi. In particolare, nel 2009 gli fu diagnosticato 'un grave episodio depressivo poi rientrato' e sarebbe stato sotto trattamento psichiatrico per un anno e mezzo. Inoltre di recente avuto 'una crisi di coppia con la sua ragazza'. La procura continua a escludere moventi di carattere politico-religioso, e non ha trovato nessuna lettera d'addio.

In centro volo Montabaur, Lubitz era 'normale' - "Non mi sono mai accorto di una cosa del genere. Mi è sempre sembrato un ragazzo assolutamente normale. Dei problemi di cui parla oggi la Procura non so nulla". Dieter Wagner, membro dell'Associazione di Volo LSC di Montabaur, racconta all'ANSA davanti agli aerei leggeri utilizzati dai giovani della zona, di aver conosciuto bene Andreas Lubitz . Era amico di mia nipote", aggiunge, ribadendo che nessuno all'Associazione, a suo avviso, sarebbe stato a conoscenza dei problemi psicologici del copilota di Germanwings. Un altro associato, Ernst Mueller, descrive gli alianti utilizzati dai giovani di Montabaur. Mostrandone uno bianco, a due posti, senza motore, l'uomo spiega: "su un modello come questo, se non proprio su questo aereo, ha imparato a volare Andreas Lubitz". Mueller racconta di aver smesso di volare da qualche anno a causa di una problema agli occhi, "non si può volare se non si è nelle condizioni giuste". Il ragazzo di cui tutti parlano oggi nel piccolo centro tedesco, lui non lo conosceva. "Sono troppo anziano, non conosco quelli così giovani", conclude prima di accingersi a riparare un piccolo mezzo di volo leggero nell'hangar che si trova a pochi chilometri dalla casa del pilota responsabile del disastro aereo di Germanwings.

"La passione di Lubitz era volare sulle Alpi". Lo ha raccontato all'ANSA Dieter Wagner, nel Centro volo di Montabaur, cittadina di origine del copilota di Germanwings responsabile del disastro. "Con l'Associazione - ha affermato l'uomo - abbiamo fatto delle escursioni sulle Alpi francesi. Lui era amico di mia nipote e volavano insieme". Nella missione in Francia con l'Associazione avrebbero sorvolato una zona a pochi chilometri da dove è avvenuto l'impatto dell'Airbus A320 con la montagna.

Carabinieri recuperano
un Picasso
da 15 milioni

NEW YORK. Ritrovato a New York dai carabinieri del comando Tutela beni culturali un Picasso da 15 milioni di euro. Nella stessa operazione è stata ritrovata vicino Roma dai carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, una preziosa statua romana "a tutto tondo" risalente al II-III secolo d. C. che raffigura il dio Mitra mentre uccide un toro.

Litigano per la cena, a 13 anni uccide il fratellino di 6 anni e si spara

HUDSON (FLORIDA). Terribile epilogo tra fratellini negli Usa dove una lite, innescata sulla cena, ha portato un 13enne a sparare ed uccidere il fratellino di 6 per poi rivolgere l’arma contro se stesso e suicidarsi. Non prima di aver colpito e ferito il secondo fratello, di 16 anni, che ha poi chiamato la polizia.
Teatro di questa ennesima tragedia legata all’eccessiva diffusione delle armi negli Usa è Hudson, una cittadina della Florida. A dare la notizia la rete locale Wfts, affiliata della Cnn.

 

Omicidio Meredith, Pg Cassazione: "Amanda e Raffaele colpevoli. Confermare condanne"

PERUGIA. Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono responsabili dell'omicidio di Meredith Kercher, assassinata a Perugia la notte fra il 1 e il 2 novembre 2007. Lo ha sostenuto il sostituto procuratore generale della Cassazione Mario Pinelli ai giudici della quinta Sezione penale, chiedendo una sostanziale conferma delle condanne di Amanda e Raffaele. Pure se con un piccolissimo sconto di pena di tre mesi ciascuno perché, secondo il Pg, si sarebbe prescritto un reato minore vale a dire il porto d'armi.

Per Pinelli, dunque, le pene sarebbero da ricalcolare nei confronti di Amanda a 28 anni e 3 mesi e nei confronti di Raffaele a 24 anni e 9 mesi. Ad ogni modo, secondo la pubblica accusa di piazza Cavour il quadro ricostruito dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze il 30 gennaio 2014 "resiste ad ogni censura. Tutte le figure di questa storia -ha evidenziato Pinelli- sono ben inserite nella vicenda. I giudici di rinvio hanno sviluppato una motivazione estremamente corretta facendo buon governo del dettato della Cassazione" che il 25 marzo 2013 aveva annullato con rinvio l'assoluzione accordata ad Amanda e Raffaele.

Dopo il procuratore generale ha parlato la difesa di Amanda Knox, che ha sottolineato come la ragazza statunitense all'epoca dell'omicidio di Meredith Kercher, assassinata a Perugia la notte fra il 1 e il 2 novembre 2007, fosse una "ragazza sprovveduta ma è innocente. Rudy Guede ha firmato l'omicidio di Meredith". L'avvocato Carlo Dalla Vedova, nella sua arringa, ha sottolineato come la vicenda "giri intorno a una serie di ricostruzioni incerte. Gli elementi sono discutibili e soprattutto non c'è il movente". Il legale della Knox ha messo in evidenza che "Amanda all'epoca dei fatti era una ragazzina, aveva appena 20 anni. Non ha voluto calunniare nessuno anche se c'è una sentenza passata in giudicato. Non era nemmeno in grado di azionare meccanismi di depistaggio".

Dalla Vedova ha segnalato come tutto il primo grado di giudizio, che si era concluso con la condanna dei due imputati, si sia basato "sulla falsa confessione di Amanda. Ma è tutto smentito dal ruolo che ha avuto Guede nell'omicidio. Noi vogliamo giustizia ma siamo davanti ad un gravissimo errore giudiziario ed è giusto denunciarlo". Da qui la richiesta avanzata anche dall'altro difensore, Luciano Ghirga, alla Cassazione di "annullare la sentenza di secondo grado di condanna".

La quinta Sezione penale della Cassazione presieduta da Gennaro Marasca che dovrà decidere sull'omicidio di Meredith Kercher ha poi deciso riaggiornare l'udienza a venerdì mattina. Tra due giorni, dunque, parlerà la difesa di Raffaele Sollecito rappresentata da Giulia Bongiorno e Luca Maori. Quindi i cinque giudici si ritireranno in camera di consiglio per decidere sulla vicenda per la quale Amanda e Raffaele hanno scontato già 4 anni di carcere. Sono stati condannati in primo grado (lei a 26 anni, lui a 25); poi c'è stata l'assoluzione in appello nel 2011 e l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione (25 marzo 2013). La condanna dell'appello bis per Amanda e Raffaele è scattata il 30 gennaio 2014. Per l'omicidio della studentessa inglese è stato condannato definitivamente Rudy Guede, processato con rito abbreviato: sta scontando 16 anni di reclusione.

Stamani il relatore Antonio Paolo Bruno, nella sua relazione di due ore, ha evidenziato che siamo davanti ad un processo che "come unica cosa certa ha la morte della ragazza". L'aula era gremitissima al punto tale che l'udienza è stata spostata nell'aula magna. Era presente anche Patrick Lumumba, il giovane che era stato accusato per l'omicidio da Amanda Knox.

Se la Cassazione dovesse confermare la sentenza di condanna d'appello per Amanda e Raffaele, nei confronti del ragazzo scatterebbe l'arresto. Amanda, invece, è negli Usa. In caso di conferma per la ragazza si aprirebbe il capitolo estradizione. Spetterebbe al Pg della Corte d'Appello di Firenze chiedere al ministero della Giustizia di avviare le procedure di estradizione. Il trattato tra il nostro paese e gli Usa è stato rinnovato nel 2006. Non è così scontato che gli Stati Uniti concederanno l'estradizione. Amanda potrebbe anche scontare la pena in un carcere americano. L'unico che sarà presente in aula per la sentenza, come ha detto lui stesso, è Raffaele Sollecito che domani compirà gli anni. "Ci sarò anche venerdì, non possono aggiungere altro", si è limitato a dire Sollecito. Accanto a lui in aula la nuova fidanzata e il padre Francesco.

Motore in avaria, Boeing atterra
a San Pietroburgo

MOSCA. E' atterrato senza problemi all'aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo il Boeing 737 della compagnia russa Utair che aveva chiesto un atterraggio di emergenza per un motore in avaria. Secondo quanto rende noto l'agenzia di stampa Interfax, non vi sono feriti a bordo fra i 78 passeggeri e membri dell'equipaggio.

Reclutavano aspiranti terroristi in Italia, tre arresti

BRESCIA. Smantellata in Italia una cellula di estremisti islamici dedita al reclutamento di aspiranti combattenti verso le milizie dell'Is. L'operazione, condotta dalla Digos di Brescia con il concorso delle Questure di Como, Torino e Massa Carrara, ha portato all'arresto di tre persone per reati di terrorismo: si tratta di due cittadini albanesi, zio e nipote, il primo residente in Albania e l’altro in provincia di Torino, e di un 20enne italiano di origine marocchina, anche lui residente nel Torinese. I primi due sono indagati per il reato di reclutamento con finalità di terrorismo, il terzo per apologia di delitti di terrorismo, aggravata dall'uso di internet. Eseguite diverse perquisizioni in Lombardia, Piemonte e Toscana nei confronti di simpatizzanti dell'Isis.

TRA GLI ARRESTATI L'AUTORE DEL DOCMENTO PRO ISIS IN ITALIANO. Quest'ultimo è sospettato di essere l'autore del testo di propaganda del califfato islamico redatto in italiano e diffuso su internet con il titolo «Lo Stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare». Il documento fatto circolare nelle scorse settimane, sessantaquattro pagine scritte in perfetto italiano, illustrano nel dettaglio le attività dello Stato islamico nei territori occupati dall'Isis, descrivendolo come una vera e propria organizzazione statale che offre benessere e prtezione ai suoi cittadini e allo stesso tempo spietato con i suoi nemici. A giudizio degli inquirenti, «la sua importanza non risiede tanto nei contenuti - che ormai si trovano in molteplici testi o video diffusi dallo Stato islamico tramite internet - quanto piuttosto nel fatto che è stato ideato per essere destinato specificatamente a un potenziale pubblico italiano o di lingua italiano». Le indagini hanno infatti documentato che il testo è stato effettivamente rilanciato da altri utenti, attraverso Facebook o siti internet, per consentirne la massima diffusione tra gli islamici di lingua italiana.

Grandi Opere, Incalza resta in carcere

FIRENZE. Ercole Incalza, l’ex capo struttura di missione del ministero delle Infrastrutture, che era retto dal dimissionario Maurizio Lupi, resta in carcere. Lo ha deciso il gip di Firenze durante l’interrogatorio di garanzia. Incalza era stato arrestato la scorsa settimana nell’indagine sui Grandi Appalti.
Si appredono, intanto, alcuni particolari: due buste nascoste dietro alcuni libri, contenenti denaro contante e un appunto dal quale emergerebbero dei versamenti per Ercole Incalza e Sandro Pacella, sono state trovate durante la perquisizione della “Green Field,” società che veniva utilizzata per far arrivare i soldi delle commesse pubbliche a Incalza. Le buste, scrive il Gip di Firenze, sono state trovate dietro una libreria nell’ufficio di Salvatore Adorisio, socio della Green Field e indagato dalla procura fiorentina, contenenti 2.110 euro in contanti. All’interno di una delle due buste c’era anche un foglio con dei calcoli numerici manoscritti, da cui si evince che la somma di denaro inizialmente ammontava a 53mila euro, da cui sono detratte alcune somme, per un totale di 50.890 euro. «Deve pertanto ritenersi - prosegue il gip - che il denaro contante rinvenuto nella busta sia la residua parte della somma sopra indicata». Inoltre, sempre nell’appunto, «si legge di sottrazioni ripetute per importi analoghi: in particolare due sottrazioni di 13mila euro e due di 9mila». Somme che «sembrano corrispondere ai duplici versamenti reiteratamente fatti in favore di Ercole Incalza (quelli di maggiore entità) e di Sandro Pacella (quelli di minore entità)».

Terroristi islamici rapiscono 500 donne e bambine

ABUJA. Nuovo rapimento da parte di Boko Haram in Nigeria. Il gruppo estremista islamico ha catturato e sequestrato oltre 500 tra donne e bambine a Damasak, città nordorientale vicino al confine con il Niger e il Ciad che era stata strappata al controllo degli islamisti. Lo riporta il sito del magazine settimanale Valeurs actuelles. Secondo quanto raccontato da un testimone, i miliziani di Boko Haram hanno «sequestrato 506 ragazze e bambine» e «circa 50 di loro sono state uccise prima di lasciare la città». Ma «non sappiamo - ha aggiunto - se (gli islamisti, ndr) ne hanno uccise altre, sono andati via portandole con loro».

Negli ultimi giorni le truppe nigeriane, insieme a quelle di Niger, Camerun e Ciad, hanno lanciato nella stessa località teatro del rapimento un'offensiva congiunta contro i miliziani islamisti. Giovedì scorso soldati di Ciad e Niger hanno ucciso a Damasak 228 militanti di Boko Haram.

Precipita un Airbus in Francia: 148 persone
a bordo

PARIGI. Un Airbus A320 della compagnia aerea tedesca Germanwings con a bordo 148 persone, 142 passeggeri e 6 membri dell'equipaggio, è precipitato oggi nei pressi di Barcelonette in Provenza, nel sud della Francia. L'aereo era in volo da Dusseldorf, in Germania, a Barcellona, in Spagna. Lo rende noto la Direzione generale dell'aviazione civile francese (Dgac). «Non ci sarebbero sopravvissuti», ha detto il presidente francese Francois Hollande secondo quanto riporta la stampa locale. «A bordo c'erano 148 persone - ha confermato Hollande - Le condizioni dell'incidente, che sono ancora da determinare con precisione, lasciano pensare che non ci sarebbero sopravvissuti». «Non conosciamo ancora l'identità delle vittime - ha continuato il presidente - ma è probabile che ci siano molte vittime tedesche».
«Alcuni resti di un aereo di linea sono stati ritrovati nella regione di Barcelonnette», nel Sud della Francia. Lo ha reso noto il portavoce del ministero Pierre-Henry Brandet, precisando che sono stati «mobilitati importanti mezzi di soccorso». Il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, si sta recando sul luogo dove è precipitato . Lo ha annunciato il premier Manuel Valls. L'aereo è precipitato nella zona del massiccio dell'Estrop. L'Airbus, riporta il sito Airlive.net, è scomparso dai radar alle 10.39 (le 9.39 ora di Greenwich). Germanwing per ora non conferma l'incidente aereo. Su Twitter si legge: «Siamo al corrente delle notizie sull'incidente, ma non abbiamo ancora una conferma». L'unico precedente di un Airbus A320 precipitato in Francia risale al 20 gennaio del 1992, quando un velivolo di questo tipo si schiantò nei pressi di Mont Sainte-Odile. Il bilancio dell'incidente, come ricorda la stampa francese, fu di 87 morti.

 

Tunisi, la fuga
dei turisti

TUNISI. Migliaia di turisti rinunciano alle vacanze in Tunisia dopo l'attacco di mercoledì scorso al Museo del Bardo rivendicato dal sedicente Stato islamico (Isis). Il ministero del Turismo di Tunisi ha fatto sapere che sono più di tremila le prenotazioni annullate dall'Europa, come precisato in una nota riportata dai media locali. Due compagnie di crociera hanno modificato l'offerta commerciale, prosegue il comunicato dopo che Costa Crociere e Msc Crociere hanno annunciato di avere sospeso gli scali programmati in Tunisia. Selma Elloumi-Rekik, ministro del Turismo e dell'Artigianato, ha reso noto che il 7 e l'8 aprile a Tunisi si riuniranno i responsabili di attività tunisine nel settore del turismo per fare il punto della situazione e studiare una strategia per il rilancio del settore.

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