Domenica 18 Novembre 2018 - 1:46

Roma, uomo trovato morto in periferia: vittima di una rapina?

ROMA. Il cadavere di un uomo è stato trovato tra la vegetazione della Pineta Sacchetti, nella periferia nord di Roma. A dare l'allarme è stato un passante. Probabile una rapina finita male. Sembra che l'uomo ucciso, sui 60 anni, un parrucchiere separato dalla moglie, sia stato colpito ripetutamente al volto, forse con un sasso. Il suo corpo è stato ritrovato nei pressi della biblioteca senza soldi né documenti. La morte dovrebbe risalire alla tarda serata di sabato o forse alla notte, quando l'area della Pineta viene frequentata da transessuali e omosessuali. Ancora da chiarire se la vittima abbia avuto qualche contatto con loro. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo viveva con alcuni amici ed è stato visto per l'ultima volta sabato sera. Sarebbe uscito di casa dicendo che andava al cinema, ma poi non ha più fatto ritorno.

A Milano il corteo del 25 aprile

MILANO. È partito a Milano il corteo per celebrare i 70esimo anniversario della Liberazione, una ricorrenza che quest'anno rappresenta la sorta di 'prova generale' dei dispositivi di sicurezza di una città che si prepara ad affrontare l'Expo. Il corteo - che da porta Venezia raggiungerà piazza del Duomo - è il primo appuntamento di piazza di una settimana che porterà al doppio presidio del 29 aprile (con la manifestazione in ricordo di Sergio Ramelli e la contromanifestazione degli antifascisti), allo sciopero studentesco di giovedì e alle manifestazioni "No Expo" del primo maggio. Dopo la deposizione stamane delle corone ai Caduti - tanti gli omaggio nei diversi luoghi simbolo della città da piazzale Tricolore a piazzale Loreto - Milano ricorda il 25 aprile con il corteo che attraverserà il centro della città Medaglia d'oro della Resistenza - lungo piazza San Babila e corso Europa - e si concluderà con i discorsi, attesi per le 15.30, del sindaco Giuliano Pisapia, del segretario Cgil Susanna Camusso, del presidente dell'Anpi Carlo Smuraglia e di alcune letture dell'attrice Lella Costa. Attenzione speciale per i manifestanti dietro allo striscione della Brigata ebraica, a rischio contestazioni, e per i centri sociali. Sono centinaia le persone che si sono date appuntamento in Porta Venezia per sfilare 'armati' di musica e bandiere e ricordare la Liberazione.

Per questo 70esimo anniversario sono stati organizzati eventi e manifestazioni in tutta Italia. Prima festa della Liberazione per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che alle 9.45 in punto è giunto a piazza Venezia a Roma per deporre una corona d'alloro all'altare della Patria. Il Capo dello Stato e' stato accolto da un lungo applauso della folla raccolta nei pressi del Milite Ignoto.

A piazza Venezia presente anche il premier Matteo Renzi, che sulle note di "Bella ciao", colonna sonora di un video sulla visita a Marzabotto dei giorni scorsi, rivolge i suoi auguri agli italiani per il 70esimo anniversario della Liberazione. «Abbiamo previsto diversi eventi per il 70esimo anno della liberazione. Buon 25 aprile a tutti! #ilcoraggiodi», ha scritto il premier nel tweet che accompagna il video.

l premier ha abbracciato sotto l'altare della Patria un anziano partigiano di 93 anni. Aldo Tommasino Rodriguez Pereira, questo il nome dell'uomo, racconta all'Adnkronos l'incontro con il presidente del Consiglio. «Mi ha detto "grazie per la libertà" - riporta Aldo, medaglia d'oro appuntata sul petto - io gli ho spiegato che per la libertà di questo Paese ho perso tutta la mia famiglia. Sono rimasto solo io, ma sono un uomo libero, siamo tutti liberi. Gli ho detto che lo voterò, perché i giovani vanno sostenuti». Mattarella è giunto poi a Milano, dove è stato accolto da centinaia di persone che lo hanno applaudito riunite attorno al piccolo Teatro Grassi. Il 25 aprile «è la festa della libertà di tutti. Una festa di speranza ancor più per i giovani: battersi per un mondo migliore è possibile è giusto, non è vero che siamo imprigionati in un presente irriformabile» ha detto il capo dello Stato. «In questi giorni drammatici, in cui il Mediterraneo è diventato il sacrario delle vite e delle speranze stroncate di centinaia di donne, uomini, bambini, in fuga dalla guerra, dalla persecuzione, dalla fame, la nostra Europa si gioca la sua credibilità e il suo stesso futuro - ha aggiunto -: senza la consapevolezza del proprio ruolo nel mondo e senza solidarietà non è Europa». Secondo Mattarella, «la Costituzione non è soltanto un insieme di norme e la sua garanzia più forte per i cittadini consiste nella sua applicazione, nel viverla giorno di giorno».

«Per noi democrazia oggi vuol dire anche battaglia per la legalità, vuol dire lotta severa contro la corruzione, vuol dire contrasto aperto contro le mafie e tutte le organizzazioni criminali che sono una piaga aperta nel corpo del Paese» ha aggiunto Mattarella spiegando che «le istituzioni devono tenere la guardia alta e chiamare a sostegno i tanti cittadini e le associazioni che costituiscono antidoto di civismo e di solidarietà». «Abbiamo una strada non facile davanti a noi - ha osservato Mattarella - ma le nostre radici hanno ancora molta linfa. I nostri padri ci hanno dato moltissimo e onorarli, per noi, comporta l'onore di compiere nuovi passi. La festa della Liberazione - ha concluso - è un incitamento a tenere la schiena dritta ad essere fedeli a noi stessi».

Il Presidente del Senato Pietro Grasso, giunto al Museo della Liberazione di via Tasso dopo la visita all'altare della Patria con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato accolto da un gruppo di giovani studenti della scuola media Virgilio e con loro ha intonato l'inno di Mameli. «Con questo maestro qui - ha scherzato poi Grasso rivolgendosi al docente dei ragazzi - posso cantare persino io».

Terribile terremoto in Nepal, un'ecatombe: i morti sono migliaia

KATMANDU. Un forte terremoto di magnitudo 7.9 ha scosso il Nepal e vaste aree dell'India settentrionale e orientale e il sisma è stato avvertito fino in Pakistan e Bangladesh. Le scosse sono durate per circa un minuto e le autorità nepalesi hanno riferito che si sono verificati «danni enormi» in prossimità dell'epicentro, localizzato nel Nepal centrale. Numerosi edifici storici nella capitale Katmandu sono crollati e il bilancio delle vittime si aggrava di ora in ora. Secondo la polizia, i morti accertati sarebbero 1.130. Secondo le stime dell'esercito nepalese rilanciate su Twitter dal ministro delle Finanze Ram Sharan Mahat i morti sarebbero invece 1.457. Le squadre di soccorso, composte da militari dell'esercito, sono al lavoro per liberare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie della Dharahara Tower, uno dei monumenti più significativi della città, inserito nel patrimonio dell'Unesco.

Il terremoto è stato avvertito anche in Tibet nelle città di Lhasa e Shigatse. Secondo le autorità cinesi l'intenistà registrata è stata di magnitudo 8.1. Diverse abitazioni sono crollate nel distretto di Kyirong e le comunicazioni lungo il confine tra Cina e Nepal risultano interrotte. In India le vittime sono almeno 22. Come riportano i media indiani, 14 vittime sono state al momento registrate nello stato di Bihar, sette nell'Uttar Pradesh ed una nel West Bengal.

VITTIME SULL'EVEREST.  Il terremoto ha fatto vittime anche sull'Everest. Una squadra specializzata dell'esercito indiano ha rinvenuto 18 cadaveri. Lo riferisce il Guardian citando un portavoce militare. Le autorità nepalesi stimano che almeno 1.000 scalatori, tra i quali 400 stranieri, si trovavano al campo base o in altri campi sull'Everest quando si è verificato il sisma.

L'alpinista romeno Alex Gavan, intrappolato nel campo base dell'Everest , ha postato su Twitter un drammatico appello ai soccorritori. «Enorme disastro. Ho aiutato a cercare e salvare le vittime in una vasta area di macerie. Molti i morti. Molti altri ancora gravemente feriti. Molti moriranno se non arrivano subito gli elicotteri», ha scritto Gavan. A dare l'allarme sulla valanga era stato Agostino Da Polenza, presidente di EvK2Cnr, all'Adnkronos. «Abbiamo subito avuto notizia di una valanga sull'Everest che avrebbe travolto il Campo 1 che si trova a 6mila metri di altitudine e che è arrivata sicuramente al Campo base che si trova a 5.400 metri di altezza», aveva riferito Da Polenza, sottolineando che i collegamenti sono «difficilissimi».

«Non ci sono scienziati italiani» al lavoro attualmente nel laboratorio Piramide di EvK2Cnr "dove sono al lavoro al momento tutti tecnici nepalesi" ha detto all'Adnkronos Pietro Coeretta, portavoce e responsabile media di EvK2Cnr.

GLI AIUTI DALL'ITALIA. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha disposto un aiuto di emergenza al Nepal per un ammontare di 300mila euro su fondi della cooperazione. Il finanziamento verrà canalizzato attraverso la Federazione internazionale della Croce Rossa e consentirà alla Croce Rossa nepalese di realizzare attività di primo soccorso in favore delle vittime del terremoto.

Il Papa: i cristiani escano dai loro "recinti"

CITTA' DEL VATICANO. «Noi cristiani siamo chiamati a uscire dai nostri 'recinti' per portare a tutti la misericordia e la tenerezza di Dio». E' l'esortazione di Papa Francesco, contenuta nel nuovo tweet lanciato dal suo account @Pontifex.

«Quando incontrò Renzi, Obama sapeva che Lo Porto
era morto»

ROMA. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sapeva che Giovani Lo Porto era morto in un raid americano quando ha incontrato alla Casa Bianca venerdì scorso il premier Matteo Renzi. È quanto intanto sostiene il New York Times in una ricostruzione della vicenda nel quale è rimasto ucciso il volontario italiano, insieme ad un collega americano. Poco dopo il raid di gennaio, ricostruisce il New York Times, l'intelligence venne a sapere che il cooperante americano, Warren Weinstein, era morto, ma non era chiaro come fosse avvenuto. Sono state esaminate varie teorie: che fosse rimasto ucciso nel raid, che fosse morto in un'operazione militare pachistana o che fosse stato ucciso dai suoi rapitori. Solo dopo aver messo insieme diverse tracce, l'intelligence ha collegato la morte di Weinstein e Lo Porto al raid compiuto da un drone Usa in gennaio. Ed è solo la settimana scorsa che l'intelligence ha riferito a Obama che vi era «il più alto livello di certezza» in proposito. «Obama - scrive il New York Times - ha ordinato di declassificare l'episodio, ma non ha detto niente al primo ministro italiano Matteo Renzi quando ha visitato la Casa Bianca venerdì scorso. Invece, Obama ha chiamato Renzi mercoledì (due giorni fa, ndr) per informarlo e ha anche chiamato la moglie di Weinstein».

 

Collaboratori di Obama riferiscono che il momento in cui il capo della Casa Bianca ha dovuto informare Renzi e la signora Weinstein «è stato uno dei più dolorosi della sua presidenza». «È come quando si realizzano i tuoi peggiori timori", ha detto un collaboratore, descrivendo la reazione del presidente americano. Il quotidiano scrive anche che Obama era «visibilmente turbato» quando è arrivato ieri nella briefing room della Casa Bianca per una «rara presentazione di scuse personali», dopo che il suo staff aveva diffuso un comunicato scritto per annunciare la morte di Weinstein e Lo Porto.

 

RENZI. «Gli americani ce l'hanno detto quando hanno saputo con certezza» che fra gli ostaggi dei qaedisti c'era lo Porto. Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Otto e mezzo. «Non è stato un blitz per il quale ci dovevano avvisare - ha aggiunto - ma un tragico errore della Cia e faremo di tutto per recuperare il corpo» del cooperante. «Come si fa a parlare di ostaggio di serie b quando si è fatto di tutto da parte della Farnesina e del Governo per portarlo a casa? Su questo non capisco le strumentalizzazioni politiche», ha detto ancora. «Ho apprezzato il modo in cui il presidente degli Stati Uniti, a differenza di altri casi del passato, non abbia fatto giri di parole e abbia preso la responsabilità - ha evidenziato il presidente del Consiglio - Poi, se si vuol far polemica sugli orari...».

Al Qaeda: maxiretata, nel 2010 kamikaze in Italia. Ipotesi attentato in Vaticano

CAGLIARI. Maxiblitz contro una cellula di Al Qaeda attiva in Italia. Sono 18 le ordinanze di custodia cautelare in esecuzione durante la vasta operazione antiterrorismo che, dalle prime ore del mattino, la Polizia sta effettuando in sette province italiane nei confronti di appartenenti ad un'organizzazione terroristica internazionale, che aveva sposato un progetto di lotta armata contro l'occidente. La base operativa si trovava in Sardegna.

Tra gli obiettivi dei terroristi c'era anche il Vaticano. Secondo quanto ricostruito, nel marzo 2010 arrivò in Italia un kamikaze pachistano che venne immediatamente individuato dalla Digos di Sassari. La polizia fece delle perquisizioni che costrinsero l'organizzazione a far espatriare il terrorista. Dalle conversazioni intercettate emerge che era in preparazione un attentato in Vaticano.

Dall’indagine, diretta dalla Procura distrettuale di Cagliari e coordinata dal Servizio Centrale Antiterrorismo della Direzione centrale della Polizia di prevenzione - che ha permesso di sgominare il network fondamentalista - sono emerse intercettazioni dalle quali risulta che due membri dell’organizzazione hanno fatto parte della rete di fiancheggiatori che in Pakistan proteggevano Osama Bin Laden.

Terrorismo, colpita rete
di Al Qaeda
con base
in Sardegna

ROMA. Maxiblitz contro una cellula di Al Qaeda attiva in Italia. Sono 18 le ordinanze di custodia cautelare in esecuzione durante la vasta operazione antiterrorismo che, dalle prime ore del mattino, la Polizia sta effettuando in sette province italiane nei confronti di appartenenti ad un'organizzazione terroristica internazionale, che aveva sposato un progetto di lotta armata contro l'occidente. La base operativa si trovava in Sardegna.  Dall’indagine, diretta dalla Procura distrettuale di Cagliari e coordinata dal Servizio Centrale Antiterrorismo della Direzione centrale della Polizia di prevenzione - che ha permesso di sgominare il network fondamentalista - sono emerse intercettazioni dalle quali risulta che due membri dell’organizzazione hanno fatto parte della rete di fiancheggiatori che in Pakistan proteggevano Osama Bin Laden.

Nei propositi della rete sgominata dalla Polizia c'erano anche progetti di insurrezione contro l'attuale governo in Pakistan: la strategia era quella di intimidire la popolazione locale e costringere il governo pakistano a rinunciare al contrasto alle milizie talebane e al sostegno delle forze militari americane in Afghanistan. Gli investigatori del Servizio Centrale Antiterrorismo hanno riscontrato che alcuni degli indagati sono responsabili di diversi attentati e sabotaggi in Pakistan, compresa la strage nel mercato di Meena Bazar di Peshawar del 28 ottobre 2009, quando un'esplosione uccise più di 100 persone. L’attività investigativa della Polizia ha permesso di riscontrare che l’organizzazione alimentava la rete criminale con il traffico di migranti, introducendo illegalmente sul territorio cittadini pakistani o afghani che in alcuni casi venivano anche destinati verso alcuni Paesi del nord Europa. Per eludere la normativa che disciplina l’ingresso o la permanenza in Italia di cittadini extracomunitari, gli indagati utilizzavano sistemi semplici e collaudati: in alcuni casi facevano ricorso a contratti di lavoro con imprenditori compiacenti in modo da poter ottenere i visti di ingresso. In altri casi percorrevano la via dell’asilo politico facendo passare gli interessati, attraverso documenti falsi e attestazioni fraudolente, per vittime di persecuzioni etniche o religiose.

L’organizzazione forniva supporto logistico e finanziario ai clandestini, assicurando loro patrocinio verso i competenti uffici immigrazione, istruzioni sulle dichiarazioni da rendere per ottenere l’asilo politico, apparecchi telefonici e sim, contatti personali.

Il cooperante
Lo Porto ucciso
in un raid Usa

WASHINGTON. Il cooperante italiano Giovanni Lo Porto e un altro ostaggio americano Warren Weinstein sono rimasti uccisi in un raid Usa contro un compound di Al Qaeda lo scorso gennaio al confine tra Afghanistan e Pakistan. Lo ha reso noto la Casa Bianca. La Cnn precisa che i due sono morti colpiti da un drone militare americano. Lo Pporto era stato rapito in pakistan nel 2012.  «Come presidente e comandante in capo io mi assumo la piena responsabilità delle operazioni anti-terrorismo», anche quella in cui «sono rimasti uccisi due innocenti tenuti prigionieri da al Qaeda», ha detto Barack Obama nella dichiarazione con cui ha presentato le «più profonde scuse» alle famiglie di Lo Porto e Weinstein.

 

«È una verità molto cruenta, ovviamente la lotta contro il terrorismo comporta anche questi errori», ha sottolineato il presidente degli Stati Uniti. Obama ha poi voluto ricordare che «una delle cose che distingue l'America e ci rende eccezionali è proprio il nostro desiderio di andare avanti e soprattutto di imparare dai nostri errori». «Faremo il nostro meglio - ha assicurato - e soprattutto tutto il possibile affinché tutto questo non avvenga mai più e faremo il possibile per fermare la morte di innocenti vittime». «L'esempio di Giovanni riflette l'impegno degli italiani, nostri grandi alleati ed amici, per la sicurezza e la dignità delle persone nel mondo», ha detto parlando dell'impegno umanitario del cooperante.

 

Obama ha personalmente informato ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi dell'uccisione dell'ostaggio. L’Unità di crisi ha immediatamente preso contatto con la famiglia Lo Porto per comunicare la triste notizia, come spiega palazzo Chigi. «L’Italia porge le più sentite condoglianze alla famiglia di Giovanni Lo Porto”, ha dichiarato il premier. «Esprimo profondo dolore – aggiunge – per la morte di un italiano, che ha dedicato la sua vita al servizio degli altri. Le mie condoglianze vanno anche alla famiglia di Warren Weinstein». Renzi, si apprende da fonti di palazzo Chigi, ha parlato con la madre di Lo Porto, che gli è stata passata dal team della Unità di crisi della Farnesina che è a Palermo, con l'assistenza psicologica che da oggi è a casa Lo Porto. «Aveva la mia età», ha detto il premier alla mamma nel corso della loro conversazione telefonica. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, appresa la notizia, ha dichiarato: «Partecipo al grande lutto della famiglia e sono vicino al mondo della cooperazione internazionale che, per l'aggravarsi delle situazioni di crisi, è sempre più esposto a insidie e rischi gravissimi».

La presidente della Camera Laura Boldrini, parlando con i giornalisti alla stampa estera, ha detto: «Sulla base di quello che ci dirà il ministro mi auguro che ne sapremo di più. Risulta infatti anche per noi preoccupante che non abbiamo avuto sentore prima di oggi. Sarà il ministro a fornire tutti i chiarimenti». Il governo riferirà domani alle ore 10 alla Camera sulla morte di Lo Porto. Sarà il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a parlare in aula della vicenda. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Marco Minniti riferirà martedì mattina alle 11 al Copasir sulle circostanze che hanno portato alla morte di Lo Porto.

«Abbiamo intenzione di capire esattamente tutto quello che è successo nel lasso di tempo da gennaio ad oggi. Bisogna appurare se gli Stati Uniti fossero già al corrente della presenza dei due ostaggi all'interno del compound o se si è arrivati a capirlo successivamente», ha detto all'Adnkronos il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi. «Immagino che la certezza dell'identità dei due corpi sia una cosa molto recente - prosegue Stucchi - ma resta da capire quali siano le informazioni che l'intelligence americana ha passato alla nostra, chi ha operato e sulla base di quali informazioni si sia deciso di fare il raid. Martedì sentiremo da Minniti quali sono gli sviluppi della vicenda», conclude il presidente del Copasir. Il raid sarebbe stato effettuato con un drone militare americano . A riferirlo è la Cnn che cita diversi funzionari americani.

Nel corso dei raid sono morti anche due cittadini americani legati ad Al Qaeda, rende noto la Casa Bianca. Uno dei due americani, Ahmed Farouq, ha poi aggiunto, è morto nel corso della stessa operazione in cui sono morti Weinstein e Lo Porto. L'altro, Adam Gadahn, è stato probabilmente ucciso in un raid separato condotto a gennaio. Nella dichiarazione si precisa che l'intelligence Usa non aveva informazioni riguardanti la presenza dei due sul sito oggetto dei raid.

Torre del Greco, accoltella il padre

TORRE DEL GRECO. Ha sferrato una coltellata all'addome del padre al termine di un battibecco. Il 27enne E.R è stato arrestato dai poliziotti del primo dirigente Paolo Esposito. L’uomo, 55anni, si trova ora ricoverato in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita. Il giovane pare avesse problemi mentali  e si sottraesse alle cure psichiatriche cui il padre desiderava invece che si sottoponesse. La tragedia si è cnsumata in pochi istanti: il ragazzo ha improvvisamente estratto un coltello da militare che aveva in una tasca dei pantaloni e si è scagliato contro il padre, colpendolo con forza e decisione all’altezza dell’addome.

Buon compleanno YouTube

Era il 23 aprile del 2005 il giorno in cui i fondatori Chad Hurley e Steve Chen caricarono il primo video amatoriale - YouTube, il popolare sito di video online, spegne oggi le candeline per i suoi dieci anni di attivita'. Era il 23 aprile del 2005 il giorno in cui i fondatori Chad Hurley e Steve Chen caricarono un primo video amatoriale di loro stessi allo zoo in piedi davanti al recinto degli elefanti. Quei 18 secondi sgranati erano solo l'inizio di un'ascesa che oggi vede oltre un miliardo di persone - un terzo circa di tutti gli utenti del web - guardare ogni giorno YouTube. Ogni minuto vengono caricate oltre 300 ore di video sul sito e dopo Google e Facebook e' il terzo dominio internet piu' popolare a livello globale. Agli esordi YouTube ospitava principalmente video fatti in casa caricati dagli stessi utenti, poi nel 2006, dopo l'acquisto da parte di Google per 1,7 miliardi di dollari, il sito di video online e' stato rilanciato da Mountain View e "ripulito" dalla cause legali che pendevano su di esso per via dei contenuti caricati molte volte illegalmente. Oggi YouTube collabora con televisioni e case di produzione che vi pubblicizzano teaser o videoclip. 

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