Mercoledì 26 Settembre 2018 - 1:59

L'Isis fa un'altra strage: oltre 140 morti

SANAA. Sono almeno 142 i morti e 351 i feriti negli attacchi kamikaze contro due moschee sciite a Sanaa, la capitale dello Yemen. Lo riferisce la tv satellitare al-Arabiya, che cita fonti ospedaliere. Al bilancio vanno aggiunti i quattro kamikaze che si sono fatti saltare in aria contro le moschee di al-Badr e al-Hashahush. E' morto un religioso legato al movimento dei ribelli houthi (sciiti), Murtada al-Maktouri, mentre due dirigenti houthi, Taha al-Mutawakkil e Khaled al-Madani, sono rimasti gravemente feriti. Gli attentati sono stati rivendicati dalla filiale yemenita dello Stato islamico (Isis), denominata Wilayat al-Yemen, dopo che già nelle scorse erano circolate rivendicazioni sul web di alcuni militanti vicini all'organizzazione di Abu Bakr al-Baghdadi. Nel comunicato, diffuso su Twitter e intitolato «Rivendicazione dell'operazione di martirio in Yemen», si legge che «i cinque cavalieri del martirio armati di cintura esplosiva», ovvero i cinque kamikaze, hanno colpito «quattro covi degli houthi a Sanaa e uno a Saada». Secondo l'Is, 80 houthi, tra i quali alcuni leader, sono morti nell'attacco. «Abbiamo raccolto le teste degli imam apostati (sciiti, ndr)», si conclude la nota.

Fonti citate da al Jaazera hanno riferito che gli attentatori si sono fatti saltare in aria contro moschee sciite: il primo attacco è avvenuto nella moschea al-Badr, nel sud di Sanaa. Il secondo attentatore si è fatto saltare in aria all'ingresso del luogo di culto, mentre i fedeli erano in fuga. Un terzo attentato suicida ha preso di mira la moschea di al-Hashahush, nel nord della capitale. Sanaa è da settembre in mano ai ribelli houthi che hanno costretto il presidente, Abd Rabbo Mansour Hadi, a lasciare la capitale e riparare ad Aden, roccaforte governativa nel sud del Paese. Giovedì Hadi è scampato a un raid aereo che ha colpito il compound presidenziale. Gli uomini della sicurezza hanno trasferito il presidente in un luogo sicuro dopo che l'edificio era stato bombardato.

Nel mirino dei terroristi sono finiti anche una moschea e un edificio governativo a Saada, una delle roccaforti dei ribelli houthi (sciiti) nel nord del Paese: il bilancio degli attacchi è di 33 morti. Secondo una fonte degli houthi, citata dall'agenzia Xinhua, almeno 15 miliziani sono morti in un attentato contro un edificio governativo a Saada, capoluogo dell'omonima provincia. Contemporaneamente, almeno 18 persone, in gran parte sostenitori dei ribelli, sono morte in un altro attacco kamikaze in una moschea sciita della città. Nei due attacchi si contano anche decine di feriti. Intanto, nella città portuale di Aden, il secondo raid aereo in due giorni ha colpito il palazzo in cui si era trasferito il presidente Abu Mansour Hadi, senza fare vittime né danni gravi. Dopo il raid di ieri, Hadi si era trasferito in una località sicura. Secondo al-Arabiya, il raid è stato eseguito da aerei «non identificati».

L'Isis decapita tre combattenti curdi

MOSUL. I jihadisti dello Stato Islamico (Isis) hanno diffuso un nuovo video dell'orrore nel quale viene mostrata la decapitazione di tre peshmerga curdi catturati in Iraq. Le tre vittime sono state identificate in Rezkar Mohammad Saleh, Pishtiwan Osman Rasul, e Hisham Nabil Khorshid, tutte vestite con la tuta arancione. I tre sono stati decapitati in tre zone diverse da jihadisti con il volto coperto e che nel video, della durata di nove minuti, parlano in curdo. I peshmerga curdi hanno un ruolo di primo piano nella lotta all'Is in Iraq, ma anche in Siria, dove sono stati fondamentali per la liberazione della città di Kobane al confine con la Turchia. A febbraio l'Is ha diffuso un video nel quale 21 peshmerga apparivano in gabbia mentre venivano fatti sfilare per le strade della provincia di Kirkuk nell'Iraq settentrionale.

 

Il 55% dei giovani trova lavoro grazie ai parenti

ROMA. Solo quattro giovani su dieci si rivolgono ai centri pubblici per l'impiego per trovare lavoro. Il 55% invece ricorre alla "mediazione" di parenti e amici. A ridare fiato ai numeri Istat di qualche mese fa e alle riflessioni dei giorni scorsi del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, la vicenda che ha coinvolto il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Un canale quasi istituzionalizzato, quello delle "segnalazioni", dovuto, ricorda ancora l'Istat, «alla scarsità dei canali di informazione e soprattutto dalle inefficienze del sistema pubblico di intermediazione».

Come per l’insieme delle persone in cerca di occupazione, comunque, spiega ancora l'Istat, anche per i giovani la scelta di affidarsi alla rete informale, non istituzionale, «si riduce all’aumentare del livello di istruzione perché diventano praticabili altri canali di ingresso». Tra la "segnalazione" e il centro per l'impiego, infatti, tra gli altri canali praticati, ma tra i giovani con un alto livello di istruzione, ci sono la richiesta diretta al datore di lavoro e le inserzioni sulla stampa o l'utilizzo del web, praticati da circa un quarto dei giovani. La quota di ingressi relativi all’area del lavoro autonomo si colloca intorno al 6%, con una marcata prevalenza della componente maschile che acquista però canale d’ingresso relativamente significativo solo nel Mezzogiorno.

E che la collocazione tramite parentele sia diventato un canale quasi ufficiale lo ammette il governo stesso. «Anche se sommassimo ciò che viene intermediato da strutture pubbliche, agenzie, privati, scuole e università arriveremmo comunque ad un numero significativamente più basso rispetto a quello che si otterrebbe con relazione bilaterali, al di fuori della strumentazione istituzionale», la segnalazione di parenti e amici, appunto, spiegava ancora la scorsa settimana Poletti. Ciò nonostante, osservava, i centri pubblici per l'impiego «difendono il loro ruolo, sicuramente più moderno ora rispetto ad un passato non troppo lontano quando venivano considerati "l'anagrafe della disoccupazione».

Orrore, scoperti neonati
nel congelatore

PARIGI. Orrore in Francia dove, in una casa nel dipartimento della Gironda, nel sudovest del Paese, la polizia ha trovato cinque neonati morti, alcuni dei quali in un congelatore. Un uomo di 40 anni, riporta l'emittente "iTele", descritto come il padre, è andato dalla polizia dopo avere scoperto uno dei piccoli in un sacchetto termico. Una donna di 35 anni, si legge ancora, avrebbe lasciato uno dei piccoli da solo a casa e il compagno ha raccontato alla polizia di non sapere che la donna, portata in ospedale per esami fisici e mentali, fosse incinta. Sono in corso i test per determinare le cause della morte e il legame tra le vittime e i due adulti.

Tunisi, attacco Isis ai turisti nel museo. Sono quattro gli italiani uccisi e due dispersi

 

 

Un Paese ''in lotta fino all'ultimo respiro contro il terrorismo'', come ha detto il suo presidente Beji Caid Essebsi. E' così che si è svegliata oggi la Tunisia, macchiata dallastrage di ieri al Museo del Bardo dove un commando di terroristi vestiti in divise militari hanno ucciso 24 persone, tra cui almeno 4 cittadini italiani. "E' possibile che le vittime italiane siano quattro, ma per l'identificazione attendiamo una conferma ufficiale". Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ad Agorà, spiegando che "le autorità tunisine per tutta la notte hanno lavorato all'identificazione dei cadaveri e dei feriti". Delle quattro vittime italiane comunicate dalle autorità tunisine, ha chiarito poi Gentiloni, "due non sono vittime ma feriti", tuttavia "ci sono due dispersi". 

Secondo il ministero degli Interni e della Sanità, oltre alle vittime (alle quali si aggiungono due terroristi) ci sono 42 feriti ricoverati negli ospedali. A loro si aggiunge un Paese in stato di shock, ''in pericolo nella sua delicata fase di transizione politica'', ma colpito anche ''nell'economia e nel turismo'', come ha detto il primo ministro Habib Essid.

Più di 200 visitatori, compresi numerosi bambini, erano presenti all'interno del museo al momento dell'attacco. L'Unità di crisi del ministero degli Esteri nel corso della giornata ha riferito che altri 100 italiani sono stati messi in sicurezza.

Le forze di sicurezza tunisine sono intervenute uccidendo 2 membri del commando, la cui identità è ancora ignota. "Gli assalitori sarebbero cinque, due dei quali sono stati uccisi". "Altri due o tre terroristi sono in fuga", ha aggiunto Essid. Un uomo, invece, sarebbe stato arrestato. 

Nella drammatica vicenda, in particolare, coinvolti anche 6 dipendenti del Comune di Torino, partiti nel giorni scorsi con circa 30 persone in un viaggio Cral. Nel capoluogo piemontese cresce l’apprensione per Antonella Sesino , una dei dipendenti comunali in vacanza a Tunisi di cui non si hanno più notizie da ieri mattina. E' invece arrivata in tarda serata la notizia della morte Orazio Conte, marito di un’altra dipendente rintracciata in ospedale dove sembra si trovi anche l’altra collega. Il sindaco, Piero Fassino, continua a seguire la situazione in contatto diretto con la Farnesina. La comitiva era in crociera nel Mediterraneo con un gruppo di 34 tra dipendenti comunali, pensionati e loro parenti. Deceduto anche un pensionato di 64 anni di Novara, Francesco Caldara, colpito da una raffica di mitra.

Fra le vittime anche tre cittadini giapponesi, altri tre sono rimasti feriti: il primo bilancio delle autorità nipponiche - si parlava di cinque morti - è stato rivisto al ribasso. I tre feriti sono ancora ricoverati in ospedale, rende noto il sottosegretario Yoshihide Suga senza fornire indicazioni sulle loro condizioni.

Secondo quanto reso noto dai media locali, l'assalto è stato compiuto da tre uomini travestiti da soldati che in precedenza avevano tentato di attaccare il Parlamento tunisino che ha sede vicino al museo del Bardo. Secondo Taher Ghalia, direttore della struttura, l'attacco "è durato circa 15 minuti" e le telecamere del museo "hanno ripreso tutto". "I terroristi hanno preso chiaramente di mira i turisti. Erano lì per uccidere, con freddezza", ha affermato a Le Parisien.A rivendicare l'azionei jihadisti dello Stato islamico. Su un account di Twitter vicino all'Is, un post pubblicato nel primo pomeriggio annunciava: ''Sono in arrivo buone notizie per i musulmani della Tunisia e uno shock per i miscredenti e gli ipocriti, soprattutto per chi ritiene di essere colto''.

LA NAVE HA LASCIATO IL PORTO. Costa Crociere ha confermato che la nave Fascinosa ha lasciato la scorsa notte il porto di Tunisi. Stessa cosa è accaduta per la Msc Splendida che è ripartita da Tunisi questa mattina alle 6 alla volta di Barcellona dopo aver richiamato a bordo tutti i suoi passeggeri. Il bilancio parla di nove morti tra i passeggeri della Msc Splendida, 12 i feriti e sei dispersi (due spagnoli, un belga, un inglese, un francese e un giapponese). Nessun italiano è coinvolto.

 

 

Bce, guerriglia
a Francoforte

FRANCOFORTE, Guerriglia a Francoforte in occasione dell'inaugurazione della nuova sede della Banca centrale europea, nel quartiere del Grossmarkthalle, i vecchi mercati generali della città. Circa 10mila manifestanti di diverse organizzazioni riunite sotto il nome del movimento "Blockupy", hanno messo a ferro e fuoco la città, bruciando alcune auto della polizia e lanciando sassi verso gli edifici e le forze dell'ordine. «Impediamo l'inaugurazione della Bce. La Banca centrale europea si batte per una politica di austerità in Europa. Non c'è nulla da celebrare», il tweet sul profilo ufficiale di Blockupy.

LA REPLICA DI DRAGHI. Le accuse mosse alla Bce sono «ingiuste, visto che la nostra azione è stata finalizzata proprio ad attenuare i danni subiti dall'economia», ha affermato il presidente dell'Eurotower Mario Draghi nel discorso per l'inaugurazione della nuova sede della Banca Centrale Europee, a proposito dei violenti scontri tra la polizia e il movimento anti-banche e anti-capitalismo Blockupy.  «Ci sono alcuni, come molti dei manifestanti oggi là fuori, che credono che il problema sia che l'Europa sta facendo troppo poco. Vogliono un'Europa più integrata, con più solidarietà finanziaria tra le nazioni», ha sottolineato Draghi, ricordando che «in quanto istituzione dell'Unione europea, la Bce ha svolto un ruolo centrale nel corso della crisi diventando un punto di riferimento per coloro che sono frustrati» dai problemi conseguenti alla recessione. Comunque, ha concluso, «come banca centrale di tutta l'area dell'euro, dobbiamo ascoltare molto attentamente quello che tutti i cittadini hanno da dire».

Lupi non si dimette: riferirò in Parlamento

ROMA. «Voglio andare in Parlamento e riferire». Maurizio Lupi non intende dimettersi da ministro delle Infrastrutture dopo il suo coinvolgimento nelle intercettazioni dell'inchiesta sulle Grandi Opere (il ministro non è indagato) della Procura di Firenze. «Lupi è una persona perbene e onesta è questo è il punto di partenza. La magistratura ha ritenuto di non indagarlo e questo è un altro punto. Io penso che non essendoci questione giudiziaria, ma alcuni pongono il problema politico, c'è un luogo in cui dire tutto: il Parlamento. E io sono convinto sia giusto accelerare l'informativa in Parlamento», lo ha difeso Angelino Alfano, a margine delle comunicazioni del governo sul Consiglio Ue in Senato. «Lui è prontissimo a informare il Parlamento, che è il luogo ideale per dare tutti i dettagli che, tra l'altro, Lupi ha già dato - ha aggiunto il leader dell'Ncd -. Noi lo sosteniamo e abbiamo piena fiducia in lui». Alfano ha anche sottolineato che «Lupi non ha pensato all'ipotesi dimissioni. Noi - ha ribadito - riteniamo corretto non perdere tempo sull'informativa in Parlamento». A ritenere necessario un intervento in Parlamento, per chiarire i fatti, anche oggi il Pd, con le parole del vicesegretario Lorenzo Guerini: «Sicuramente il Parlamento è interessato a capire. E' giusto che il ministro Lupi spieghi la situazione che si è venuta a determinare. Vedremo, vedremo nelle prossime ore'».

Voleva unirsi all'Isis, inglese arrestata

ANKARA. Una ragazza inglese di 22 anni, Jalila Nadra H., è stata arrestata ad Ankara, in Turchia, con l'accusa di voler entrare in Siria per unirsi allo Stato Islamico (Is). Lo riferiscono fonti della polizia turca citate dall'agenzia di stampa Anadolu. La giovane, spiega la polizia, è stata fermata alla stazione centrale degli autobus di Ankara durante un'operazione della squadra dell'antiterrorismo. Dopo un primo interrogatorio da parte dell'ufficio dell'antiterrorismo, la cittadina inglese è stata trasferita all'ufficio per gli stranieri per essere espulsa. Il suo caso arriva dopo quello di tre inglesi, due ragazzi di 17 anni e uno di 19 provenienti da Londra, arrestati sabato all'aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul. I tre sono stati espulsi lo stesso giorno dal Paese con l'accusa di voler entrare in Siria per unirsi all'Is.

Eclissi di sole, a Capodimonte record di prenotazioni

NAPOLI. L'Osservatorio di Capodimonte (Oac) dell'Istituto Nazionale di Astrofisica durante l'eclissi di Sole del 20 marzo, è pronto con i suoi ricercatori e con i propri strumenti, a far osservare il disco solare e a spiegare l'evento astronomico. Si sono già prenotate 200 persone tra studenti dei licei, cadetti dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli e turisti stranieri. Anche se l'eclissi sarà parziale, circa il 56% alla latitudine di Napoli, il Sole Nero offre sempre «uno spettacolo indimenticabile, che merita l'attenzione anche di chi non  osserva il cielo abitualmente»  rileva il direttore dell'Osservatorio, Massimo Della Valle. «In passato le eclissi di Sole, in particolare quelle totali – prosegue - erano fenomeni che rivestivano grande interesse astrofisico. Permettevano di studiare gli strati esterni della fotosfera solare e la sua corona».  L'osservazione, che consentirà di osservare gli aspetti più violenti del Sole, quali le protuberanze, ossia getti di materiale solare che si estendono per migliaia di chilometri nello spazio, sarà trasmessa in diretta streaming e ripresa anche dal portale italiano dell'Anno Internazionale della Luce sul sito  http://iyl2015.inaf.it/).

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRE IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno