Martedì 13 Novembre 2018 - 2:44

Allarme alcol
tra i giovani

ROMA. Dei circa 3 milioni e mezzo di binge drinker mediamente censiti nel corso degli ultimi anni, la quota maggiore si registra costantemente al di sotto dei 25 anni, con un picco tra i 18-24 anni e quote superiori alla media nazionale per le ragazze tra i 16 e 17 anni. Birra e "alcopops", insieme agli aperitivi alcolici, sono le bevande acquistate con maggior facilità dai giovani sotto l'età minima legale: i dati disponibili indicano che uno su 2 le ha consumate in un esercizio commerciale, e 2 su 3 hanno acquistato nei negozi nonostante i divieti. Lo rivelano i dati dell'Istituto superiore di sanità, presentati oggi a Roma all'Alcol Prevention Day.

Sulla base dei dati di mortalità prodotti dall'Iss, inoltre, emerge che l'alcol causa mediamente 18.000 morti l'anno e rappresenta la prima causa di mortalità sino ai 29 anni di età: cadute, omicidi, suicidi e altri incidenti, prevalentemente stradali e sotto l'influenza dell'alcol rappresentano la causa più frequente di morte. Il 17% circa di tutte le intossicazioni alcoliche giunte in un pronto soccorso è registrato per ragazzi e ragazze sotto i 14 anni di età. In generale, la fotografia scattata dall'Iss dice che oggi in Italia si beve di meno: cala l'uso di alcol, aumentano gli astemi, diminuiscono i consumatori e i binge drinker. Ma i cittadini comunque a rischio sono circa 8 milioni . E i target vulnerabili sono i minori, i giovani, le donne e soprattutto gli anziani. Ogni italiano consuma mediamente circa 6 litri di alcol l'anno, soprattutto vino.

Questa quota - rileva l'Iss - rappresenta un rilevante obiettivo di salute pubblica e annovera l'Italia tra i Paesi più virtuosi in termini di conseguimento del goal concordato dalle più importanti strategie globali di contrasto al rischio alcol-correlato. Tuttavia le fasce d'età che preoccupano di più e che continuano ad essere considerate a rischio sono i giovani e gli anziani.

Prende il figlio e scappa: è caccia all'uomo

TORINO. «Mio marito è scappato in macchina con nostro figlio di 15 giorni». Questa la denuncia che martedì sera, intorno alle 21, una donna di 32 anni di Orbassano (Torino) ha fatto rivolgendosi ai carabinieri. Secondo gli accertamenti degli investigatori, l'uomo - un impiegato di 38 anni - sarebbe passato da Bardonecchia dirigendosi verso la Francia attraverso il valico del Fréjus. Secondo i dati diffusi dai militari dell'Arma, è alto 1,85 metri circa, ha una corporatura normale, i capelli neri e corti, gli occhi neri e il naso pronunciato. Al momento dell'allontanamento era a bordo di una Fiat Freemont grigio-argento.

 

Proseguono senza sosta le ricerche: i carabinieri di Torino hanno allertato anche la Gendarmerie francese. L’ansia cresce con il passare delle ore anche perché il neonato è sempre stato allattato al seno. Il bimbo indossa una tutina di colore beige e rosso a righe, con Snoopy o una Mucca di colore rosso, un bavaglino beige e una copertina di colore azzurro. Secondo quanto ha riferito la donna ai militari dell'Arma, martedì è andata al supermercato mentre il marito e il figlio l’hanno aspettata in auto. Ma quando è uscita non c’era più traccia di loro. Sembra che l’uomo soffra da tempo di problemi psicologici per i quali è in terapia.

 

L'Ue contro Google: abuso
di posizione dominante

BRUXELLES. L'Unione europea contro Google. Dopo rumors e indiscrezioni sono arrivate da Bruxelles le accuse formali contro contro Big G per abuso di posizione dominante. Sotto inchiesta anche il sistema operativo per smartphone Android. La Commissione europea ha infatti inviato una comunicazione formale degli addebiti a Google sui servizi di acquisti comparativi. Lo ha annunciato il commissario Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager. Google avrebbe tre mesi di tempo per rispondere e poi presentare ricorso contro le accuse alla Corte di giustizia della Ue, ma nel frattempo la Commissione potrebbe imporre la fine delle pratiche ritenute anticoncorrenziali. Le indagini dell'Antitrust europea sono state avviate cinque anni fa per sospetto abuso di posizione dominante nel settore della pubblicità su internet e delle ricerche on line e potrebbero concludersi con una sanzione pari al 10% del fatturato del gigante californiano, ossia con una multa pari a 6 miliardi di dollari.

Dal Papa nuova condanna della teoria gender

CITTA' DEL VATICANO. «La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Mi domando, ad esempio, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro». Lo sottolinea papa Francesco nel corso dell'Udienza generale in piazza San Pietro davanti ad oltre 25 mila fedeli e pellegrini arrivati da ogni parte del mondo. Il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla famiglia, si sofferma sulla complementarità tra l'uomo e la donna. E avverte: «La rimozione della differenza è il problema, non la soluzione. Per risolvere i loro problemi di relazione, l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita. Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, e lo è per tutti, non solo per i credenti».

Da qui l'esortazione rivolta agli «intellettuali» affinché non disertino «questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta. Dio ha affidato la terra all’alleanza dell’uomo e della donna: il suo fallimento inaridisce il mondo degli affetti e oscura il cielo della speranza. I segnali sono già preoccupanti, e li vediamo».

Uccide moglie
e figlia di 7 anni
con un'accetta

PORDENONE. Avrebbe agito al culmine di una lite il marocchino di 40 anni, che la notte scorsa ha ucciso la moglie e la figlia di 7 anni a Pordenone. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia l'uomo avrebbe prima ucciso la donna 31enne con un'accetta e poi la figlia con un coltello. L'uomo, un marocchino di 40 anni, è stato arrestato con l'accusa di duplice omicidio. Quando i poliziotti sono arrivati a casa del 40enne hanno trovato la moglie e la figlia riverse sul letto ormai morte. L'uomo non ha opposto resistenza e si è consegnato alla polizia. Al momento è in stato di choc. Il duplice omicidio si è consumato in via San Vito. L'uomo, Lahmar Abdelhadi, originatio di Laaounate (Marocco) era in possesso di regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla questura di Pordenone. Le vittime sono la moglie, Touria Errebaibi originaria di Skhirat e la figlia, Lahmar Hiaba, nata a Rabat. La segnalazione è arrivata alla sala operativa della questura poco prima delle 3 della notte scorsa. Dai primi accertamenti è emerso che l’uomo ha colpito più volte la moglie e la figlia, dopo un litigio con la moglie, per poi chiamare i soccorsi. Quando i poliziotti sono arrivati sul posto lo hanno trovato vicino casa in stato di choc.

Lahmar è stato portato in questura in stato di arresto a disposizione della competente autorità giudiziaria. Sul posto del delitto è intervenuto personale della Squadra Mobile e del Gabinetto Provinciale della locale Polizia Scientifica.

Strage Rapito 904, assolto Totò Riina

 FIRENZE. Assolto Totò Riina. Il pm aveva chiesto l'ergastolo: «Concludo chiedendo la pena massima dell'ergastolo» per Totò Riina. Sono le richieste del pm Angela Pietroiusti al processo per la strage del Rapido 904, in corso a Firenze. «Si chiede la condanna non perché non poteva non sapere - ha spiegato -, perché era a capo dell' organizzazione, ma perché Riina esercitava questo potere. Solo con la sua autorizzazione è stato fornito l'esplosivo a Calò e solo lui poteva decidere la destinazione dell'esplosivo. Riina è il determinatore, lui dà questo contributo decisivo».  «Concludo chiedendo la pena massima dell'ergastolo» per Totò Riina. Sono le richieste del pm Angela Pietroiusti al processo per la strage del Rapido 904, in corso a Firenze. "Si chiede al condanna non perché non poteva non sapere - ha spiegato -, perché era a capo dell'organizzazione, ma perché Riina esercitava questo potere. Solo con la sua autorizzazione è stato fornito l'esplosivo a Calò e solo lui poteva decidere la destinazione dell'esplosivo. Riina è il determinatore, lui dà questo contributo decisivo».

Muore
sul gommone, corpo gettato
in mare
e dilaniato
dagli squali

PALERMO. Si disfano del cadavere, gettandolo in mare in pasto agli squali. E' questa l'ultima tragica storia di immigrazione. La polizia di Ragusa ha fermato il presunto responsabile, uno scafista originario della Guinea, il 14esimo dall'inizio dell'anno, al quale non viene contestato solo il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ma anche la morte, seppure non voluta, di un uomo. Il migrante sarebbe deceduto sul gommone, così come in altri casi, a causa forti esalazioni di benzina che si era rovesciata dalle taniche. Intanto ieri sera poco prima delle 22 sono arrivate al porto di Trapani otto delle nove salme dei profughi recuperati dalla Guardia Costiera.

Mentre i quasi 1.200 immigrati soccorsi ieri da una nave della Guardia costiera sono sbarcati nella notte al porto di Palermo. Tra i profughi arrivati nel capoluogo siciliano ci sono anche una cinquantina di bambini e 298 donne, tredici delle quali in stato di gravidanza. I migranti provengono prevalentemente dalla Siria, dall'Eritrea e dalla Somalia. Al porto una vera e propria task force rappresentata dai funzionari del Comune che si occupa dei minori stranieri non accompagnati, dell'Asp, della Caritas, della Croce rossa e della Protezione Civile. I migranti arrivati verranno trasferiti nei centri di accoglienza di Giacalone e Trabia, nel palermitano. Presenti al porto anche il sindaco Leoluca Orlando e il Prefetto Francesca Cannizzo. «E' stato lo sbarco più numeroso qui a Palermo - ha detto il Prefetto Cannizzo - ma la macchina organizzativa ha funzionato benissimo». E il sindaco Orlando: «Ancora una volta Palermo accoglie persone che hanno diritto di essere assistite, anche oggi c'è stata una grande sintonia istituzionale».

La Corte Ue: Contrada non andava condannato

ROMA. Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo rileva la Corte europea dei diritti umani in una sentenza che riguarda l'ex agente del Sisde. Secondo quanto osserva la Corte, «all'epoca dei fatti contestati, tra il 1979 e il 1988» il reato «non era sufficientemente chiaro e prevedibile». Secondo la Corte c'è stata dunque una «violazione dell'articolo 7 della Convenzione». Lo Stato italiano deve versare all'ex numero due del Sisde 10mila euro per danni morali. «Adesso il nostro obiettivo è avere una sentenza che in sede di revisione assolva in toto Bruno Contrada», dice il suo avvocato Giuseppe Lipera che sottolinea: «Finalmente qualcuno si accorge che in Italia si è applicata una norma che non esisteva - ha aggiunto - Auspico che questo possa essere un ulteriore elemento per ottenere la revisione della condanna».

Autostrade, Ciucci si dimette da presidente

ROMA. Pietro Ciucci si è dimesso dall'incarico di presidente dell'Anas. La decisione dopo l'incontro di stamane, alla sede del ministero a Porta Pia, con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. Il mandato sarà rimesso nell'assemblea degli azionisti per l'approvazione del bilancio 2014, che verrà convocata a metà maggio. «La decisione - è scritto in una nota dell'Anas - è stata presa in segno di rispetto per il nuovo ministro al fine di favorire le più opportune decisioni in materia di governance di Anas».

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