Domenica 17 Febbraio 2019 - 0:06

Mafia capitale, sequestrati beni per 16 milioni a Buzzi

ROMA. I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, in prosecuzione delle attività svolte dal Ros dell'Arma dei carabinieri, stanno eseguendo il sequestro di ulteriori beni, per un valore di circa 16 milioni di euro, ritenuti riconducibili a Salvatore Buzzi. Il nuovo provvedimento di sequestro, emesso dal Tribunale di Roma - Sezione Misure di Prevenzione, eseguito da parte del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria, riguarda le quote societarie, il capitale sociale e l'intero patrimonio aziendale, comprese le disponibilità finanziarie, della Sarim Immobiliare Srl, con sede a Roma, operante nel settore della «locazione immobiliare di beni propri».

 
La società, spiega una nota della Guardia di Finanza, legalmente rappresentata e partecipata (quota del 6%) da Emanuela Bugitti - anch'essa già colpita da ordinanza di custodia cautelare in data 2 dicembre 2014 e 4 giugno 2015 - nonché dallo stesso Salvatore Buzzi (quota del 6%) e da Carlo Maria Guarany (quota 1%) - risulta controllata dalle note cooperative ''29 Giugno Coop. Sociale Onlus'', per il 48%, e ''Formula Sociale a r.l. Onlus'', per il 4%, entrambe già cadute in sequestro il dicembre scorso.

Il patrimonio detenuto dalla Sarim Immobiliare Srl si sostanzia in disponibilità finanziarie, partecipazioni societarie e, soprattutto, in una unità immobilitare di ben 2.750 mq, a Roma, utilizzata dalle cooperative di Buzzi quale casa di accoglienza, dedicata a categorie protette (donne, minori, rifugiati e richiedenti asilo).

Il valore dei beni oggi cautelati ammonta a circa 16 milioni di euro, portando il sequestro totale dei beni cautelati nell'ambito dell'Operazione 'Mondo di Mezzo' ad oltre 360 milioni di euro. «Prosegue ininterrottamente - sottolinea la nota delle fiamme gialle - da parte del Tribunale di Roma e della Guardia di Finanza, il recupero di spazi di legalità economica».

Immigrati, nuovi arrivi a Ventimiglia

IMPERIA. Notte tranquilla ma ancora nuovi arrivi di migranti a Ventimiglia (Imperia). Decine di africani, in prevalenza eritrei, sono affluiti con i treni della notte nella città ligure al confine con la Francia, nella speranza di passare la frontiera, bloccata dalla gendarmeria d'Oltralpe. Circa 150 migranti sono ospitati in zona stazione, dove le Ferrovie dello Stato tengono aperta anche di notte l'area servizi e sono state allestiti wc chimici e cabine doccia. Un'altra settantina di persone si aggira nella zona intorno a Ponte San Lodovico.

Immigrati,
la Francia chiude
il confine
Scontri
a Ventimiglia

ROMA. Tensione e scontri alla frontiera di Ventimiglia (Imperia) tra i migranti che premono per passare il confine italo francese a Ventimiglia, bloccato dalla gendarmeria d'Oltralpe, e le forze dell'ordine italiane. Diverse decine di persone, in gran parte provenienti dall'Eritrea si sono rifiutate di sgomberare una parte della zona di ponte San Lodovico, dove si erano ammassate, le forze di polizia in assetto antisommossa hanno effettuato una carica di alleggerimento. Alcuni dei migranti sono rimasti nelle vicinanze di ponte San Lodovico, altri si sono trasferiti sugli scogli. Qualcuno ha minacciato lo sciopero della fame e ha già rifiutato le confezioni di cibo fornite dalla Croce Rossa.

 

EMERGENZA PROFUGHI A ROMA, IN 400 A VIA CUPA. Emergenza anche a Roma dove i profughi, in maggioranza eritrei, da giorni stazionano nel quartiere Tiburtino in atesa di poter raggiungere la Germania e il Nord Europa. Gremito il centro Baobab di via Cupa, la struttura autogestita da immigrati che sta offrendo riparo a buona parte delle centinaia di 'transitanti' da giorni allo sbando sotto il sole e senza un tetto nel piazzale davanti alla stazione e nelle strade limitrofe. Buste con pasta, biscotti, latte: è un continuo via vai in via Lucca, nel II municipio, davanti all'associazione culturale Laura Lombardo Radice dove è iniziata la raccolta di alimenti destinati ai profughi ospiti del centro di Via Cupa. Intanto, in prefettura è stato siglato un protocollo tra il Comune e Fs, con cui si è stabilito di destinare il vecchio FerrHotel di via Masaniello, con una capienza da circa cento posti, all'accoglienza dei 'transitanti'. Si tratterà comunque di un ricovero e non di un centro Sprar, che richiederebbe l'identificazione di chi vi accede e che quindi bloccherebbe in Italia chi vuole fare richiesta d'asilo in altri paesi.

 

A MILANO COMITATO ORDINE E SICUREZZA. Non va meglio a Milano dove i profughi oggi, allontanati dai mezzanini della Centrale, sono rimasti per tutta la giornata nel piazzale della stazione, tra piazza Duca D'Aosta e l'ingresso principale. I più seduti o sdraiati per terra, altri in piedi e in fila per una bottiglietta d'acqua, tra i turisti e milanesi che dalle scale mobili della metro salivano verso i binari. La situazione, ad ogni modo, è tornata 'accettabile' in attesa che si definiscano gli spazi dove accogliere i migranti permettendo a tutti di attraversare la stazione senza problemi. La preoccupazione per la scabbia, invece, resta: ai trenta casi sospetti di ieri se ne sono aggiunti altri dieci.

RENZI INCONTRERA' CAMERON E HOLLANDE. A quanto si apprende da fonti di governo, per cercare di sbloccare la situazione il Presidente del Consiglio Matteo Renzi vedrà nei prossimi giorni sia David Cameron sia Francois Hollande. Entrambi gli appuntamenti a Milano, in ambito Expo: il primo mercoledì prossimo, il secondo domenica prossima.

L'UE ACCELERA SUI RIMPATRI DEI MIGRANTI. L'ultima bozza del Consiglio europeo di Bruxelles in programma il 25 e 26 giugno nel capitolo dedicato al tema della migrazione chiede infatti di «mobilitare tutti gli strumenti per la riammissione dei migranti economici non autorizzati nei Paesi di origine e di transito». È invece per ora in bianco il paragrafo sulla riallocazione, punto più controverso del piano della Commissione europea, che vorrebbe introdurre quote obbligatorie per ogni Paese membro per l'accoglienza dei migranti. Quanto al rimpatrio dei migranti economici, si legge nella bozza datata 10 giugno, si sollecita tra l'altro un'accelerazione dei negoziati per gli accordi con i Paesi terzi più coinvolti, un rafforzamento dei mezzi e del ruolo di Frontex nelle politiche di rimpatrio, incentivi per i Paesi partner per concludere accordi di riammissione.

ATTACCO DI GRILLO: PROFUGHI CONSIDERATI DA UE SPAZZATURA. E contro Bruxelles arriva il forte attacco di Beppe Grillo. «Perché dobbiamo rimanere nella Ue - scrive il leader M5s sul suo blog - se quando c'è un problema di queste dimensioni, l'unica sua risposta è di chiudere le porte come nel Medioevo, alzare i ponti levatoi? I profughi non vogliono rimanere in Italia e di questo va preso atto. La Ue non li vuole, al di là dei proclami della Merkel e di Jospin che li considerano in realtà come spazzatura da tenere in Italia, oltre confine».

Bindi: se ci sono
le condizioni, sciogliere il Comune di Roma

ROMA. L'auspicio è che «non ci siano le condizioni per lo scioglimento» del Comune di Roma «ma se ci sono e non lo facciamo, poi non potremo sciogliere altro. Per cui dobbiamo essere coerenti. Se non ci sono invece le condizioni auspico un cambio della legge sullo scioglimento per consegnare a chi guida la città impegni precisi». Lo ha detto Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, intervenendo a un dibattito delle "Giornate del Lavoro" della Cgil in corso a Firenze. «Ho fiducia nelle istituzioni che devono prendere le decisioni», ha aggiunto Bindi, ricordando, tra l'altro, che la legge sullo scioglimento dei comuni oggi è all'esame del Senato.

«Sul piano politico dico che un partito che ha a cuore le istituzioni deve saper prendere una decisione al momento giusto per non compromettere le istituzioni. Da qui mi rimetto alla saggezza del Pd», ha detto ancora Bindi. «Davanti a vicende come quelle di Mafia Capitale, la nostra legislazione sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni è carente e inadeguata, perché l'alternativa tra sciogliere o non sciogliere deve considerare la complessità di un piccolo comune ma anche e soprattutto di un comune che è capitale d'Italia», ha proseguito. «Sarebbe grave che al non scioglimento - ha aggiunto Bindi - non seguisse la possibilità di controllare e vigilare che vengano rimosse le cause di un sistema in cui le mafie si sono infiltrate».

 

Aggressione
con machete
a capotreno, fermato terzo sospetto

MILANO. È stato fermato a Milano un terzo uomo sospettato dell'aggressione con un machete al capotreno Carlo Di Napoli alla stazione di Villapizzone. È un 19enne originario di El Salvador e fa parte della gang di latinos MS13. La polizia lo ha rintracciato nella zona di Porta Genova. Il nome del ragazzo, attualmente disoccupato, è Alexis Ernesto Garcia Rojas ed è già noto alla forze dell'ordine: nel 2013 era stato arrestato nell'ambito dell'operazione della squadra mobile di Milano 'Mareros', che aveva sgominato una serie di baby gang latino americane, e a suo carico risultano precedenti per associazione a delinquere, lesioni e rapina. Il provvedimento di fermo nei suoi confronti è stato emesso dal pm di Milano Lucia Minutella. Al momento, il 19enne era stato affidato in prova a una comunità. Alla sua individuazione si è arrivati grazie alle immagini delle telecamere presenti sul convoglio.

«Fuori c'è il male», madre e figli chiusi in casa per oltre 30 anni

GROSSETO. Una madre e i suoi due figli hanno vissuto per oltre 30 anni reclusi in casa propria per paura del «male» che c'era fuori. È successo in provincia di Grosseto e la vicenda risale ad un anno fa ma è venuta alla luce solo oggi con un lungo articolo del quotidiano Il Tirreno. In città tutti sapevano di quella famiglia che si era volontariamente segretata in casa ma la rottura di un tubo ha costretto l'intervento di un tecnico. E quando l'idraulico è entrato in quell'appartamento si è trovato davanti una situazione da "girone dantesco": cibo, oggetti ammassati e sacchetti di immondizia sparsi per tutta la casa, con i servizi igienici che funzionavano in maniera precaria. All'interno di un sacco, inoltre, c'erano oltre 50mila euro in contanti. Dall'esposto del tecnico è scattato il trattamento sanitario obbligatorio per la madre e i due figli, un uomo e una donna, ormai cinquantenni.

Questa assurda storia è cominciata alla fine degli anni Settanta, quando i due figli erano poco più che ventenni: fino ad allora era tutto normale ma quando l'allora ragazzo tornò dal servizio militare nessuno in paese vide più i due giovani. La sola ad uscire ogni tanto, per andare a ritirare la pensione, era la madre. Per fare la spesa invece i tre telefonavano al negozio sotto casa, ordinavano la spesa facendosela consegnare a casa.

Per essere sicuri che il 'male' non entrasse in quella casa, anche sotto forma di microbi o batteri, madre e figli negli anni hanno completamente ricoperto le mura e gli infissi con carta assorbente per uso domestico e nastro adesivo.

Gli unici a poter entrare in casa erano alcuni infermieri, dopo che il figlio alcuni anni fa si era gravemente ammalato. Amici, conoscenti o parenti invece, anche se provavano a suonare alla porta, erano costretti a rimanere sul pianerottolo e non poter entrare.

I 33 anni di delirio e reclusione forzata sono finiti grazie a una segnalazione al sindaco, a cui è seguita l'ordinanza di trattamento sanitario obbligatorio. Adesso, a distanza di un anno, l'anziana madre e i due figli stanno meglio e la figlia potrebbe tornare in quella casa che per lei è stata una vera e propria 'tana'.

Coldiretti:
gli italiani spenderanno
15 miliardi
per le vacanze

ROMA. Sono 30 milioni gli italiani adulti che hanno deciso di trascorrere una vacanza durante l'estate 2015 per una spesa complessiva che raggiunge il valore di 15,1 miliardi tra alloggio, alimentazione, servizi e svaghi. È quanto emerge da un'analisi della Coldiretti/Ixè che evidenzia un aumento dell'8% dei vacanzieri, in occasione del primo weekend dopo la fine delle scuole che dà il via alle prime partenze.

 

Rispetto allo scorso anno, si legge nell'indagine, c'è un 16% degli italiani che dichiara di spendere di meno ma anche un 3% che ha deciso di aumentare il budget. Ben il 14% degli italiani in vacanza parte a giugno anche per avvantaggiarsi delle offerte convenienti con i listini per l'alloggio, il vitto ma anche per le attività ricreative che possono essere scontati anche del 30%. Particolarmente gettonate quest'anno sono, sottolinea la Coldiretti, le vacanze brevi con l'11% degli italiani che prevede una durata inferiore ai tre giorni, il 17% da 4 giorni a una settimana, il 16% da una a due settimane, l'8% da due a tre settimane, il 4% da tre a quattro settimane e il 3% oltre un mese, tra quelli che hanno già deciso.

 

Rispetto allo scorso anno l'8% ha scelto destinazioni più vicine mentre il 6% le ha allungate. In ogni caso l'82% dei vacanzieri resterà in Italia con il mare a fare la parte del leone per 7 italiani su 10 seguito dalla montagna con il 18% ma non mancano scelte alternative con l'aumento delle presenze in campagna che è scelta dal 5% dei vacanzieri.

Meno di un italiano in vacanza su tre (31%), precisa la Coldiretti, ha scelto di alloggiare in alberghi o pensioni con il 36% che si è orientato verso case o appartamenti di proprietà, di parenti e amici mentre un ulteriore 15% le affitta.

«Il fatto che sei italiani adulti su dieci abbiano deciso di trascorrere una vacanza in estate con un aumento dell'8 per cento rispetto allo scorso anno, che ha lasciato un bilancio pesantemente in rosso, è un importante segnale di incoraggiamento», spiega Coldiretti che ricorda come nel turismo italiano trovano lavoro un milione di persone, molte delle quali proprio durante il periodo estivo.

Un segnale positivo, conclude Coldiretti, viene anche dall'aumento degli arrivi dei turisti stranieri in Italia con un tasso di crescita del 5% dai Paesi extraeuropei spinto dal miglioramento della situazione economica ma anche dall'appuntamento dell'Expo, secondo le previsioni Ciset per il 2015.

«Era violenta,
mi dovevo difendere», 13enne accoltella la madre

ROMA. Non è in pericolo di vita la donna di 39 anni di origine russa accoltellata ieri sera a Roma dal figlio tredicenne durante una lite. È accaduto in via Volusia, zona Cassia. È stato lo stesso ragazzino a chiamare il 118 sconvolto per quanto era accaduto, e i sanitari hanno avvertito la polizia. La donna, che era in evidente stato di ebbrezza alcolica, è stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale San Pietro con una ferita da taglio e non ha riportato lesioni interne. Anche il 13enne è stato portato in ospedale sotto choc.

 

Il ragazzino ha raccontato ai poliziotti intervenuti sul posto di aver preso e usato il coltello per difendersi dalla madre, che già altre volte aveva avuto comportamenti violenti nei suoi confronti, circostanza che ha trovato riscontri: già in passato in passato c'erano stati diversi interventi da parte delle forze dell'ordine.

 

Zaia: immigrati via dalle località turistiche o stagione a rischio

ROMA. Via subito tutti i profughi che sono attualmente collocati in tutte le località turistiche del Veneto e basta nuove allocazioni. È questo il senso di una lettera ufficiale inviata oggi dal Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia a tutti i prefetti del Veneto, nella quale si fa portavoce «degli allarmi, dei timori e degli appelli" a lui rivolti da Sindaci, cittadini e imprenditori del turismo Veneto, che «vedono minacciato il buon esito della stagione estiva dall’invio di profughi, già avvenuto in varie località».

 
«Gli annunci delle ultime ore, che individuano strutture ricettive e turistiche, oltre ad immobili di privati cittadini, nelle zone del litorale veneto e del bacino termale euganeo quali sedi in cui allocare gli ultimi arrivi di immigrati, seguiti da episodi di vero e proprio ‘scarico’, avvenuti recentemente nel trevigiano e nella zona dei Colli nel padovano, stanno facendo montare la protesta delle comunità locali, dei Sindaci dei Comuni minacciati e degli operatori turistici», scrive Zaia, ricordando che il Veneto è la prima Regione turistica d’Italia e la sesta d’Europa, con 63 milioni di presenze (pari al 15% del volume nazionale), con 17 miliardi di fatturato annuo compreso l’indotto, con 420mila occupati nel settore, e con un contributo dell’8% all’intero Prodotto Interno Lordo Regionale.

Sul tema interviene il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervistato da 'Agorà'. «Ci sono persone che fuggono dalla fame e cercano un lavoro in Europa. Ma il problema dei rifugiati è 'altro' e non si discute: bisogna dare asilo a chi fugge dalle persecuzioni e dalla guerra. E come si può dire: ‘lì sì, da noi no?’ È una aberrazione».

«Nel nostro Paese si sono logorati i valori della solidarietà - denuncia il presidente emerito - Adesso, in qualche modo, ritorna in questione anche il tema dell’unità nazionale, dell’unità dello Stato perché, insomma, non può un qualsiasi presidente di Regione dare direttive ai prefetti e ai sindaci».

Due arresti per l'aggressione al capotreno con un machete

MILANO. Un macchinista e un capotreno sono stati aggrediti ieri sera, poco prima delle 22, a colpi di machete su un treno proveniente dal sito di Expo alla fermata di Villapizzone, periferia di Milano, da un gruppo di giovani stranieri, forse sudamericani che, stando ai primi accertamenti, non avrebbero voluto mostrare il biglietto. Due giovani sono stati fermati nella notte dalla polizia dopo l'aggressione. I due sarebbero sospettati di appartenere a una gang di latinos. La posizione dei due deve essere ancora approfondita. I fermati si trovano da questa notte in Questura a Milano.

Il capotreno è stato ricoverato all’ospedale Niguarda in gravi condizioni. «Il paziente C. D. aveva una lesione grave da fendente al braccio sinistro, lesione che ha portato a una sub-amputazione, si è cercato qui di recuperare la funzionalità del braccio; la prognosi verrà sciolta nei prossimi giorni», si legge nel primo bollettino medico.

L'intervento «è durato dalle 23.40 di giovedì 11 giugno alle 6.30 di oggi, 12 giugno. L'equipe ha visto la collaborazione di più specialisti: un chirurgo generale, un chirurgo vascolare, un chirurgo plastico e un chirurgo ortopedico». Coinvolto nella folle reazione del gruppo anche un macchinista, che ha subito un trauma cranico.

Secondo una prima ricostruzione della Polizia ferroviaria, il capotreno avrebbe chiesto i biglietti ai passeggeri a Villapizzone. Tra questi c'era il gruppetto di giovani che si sono rifiutati di mostrare il titolo di viaggio. In base a una testimonianza, dopo qualche parola, uno dei giovani avrebbe estratto un machete da una borsa e avrebbe colpito al braccio il controllore.

Un ferroviere, in quel momento libero dal servizio, intervenuto in aiuto del capotreno, è stato colpito alla testa anche se non è stato ancora stabilito con quale oggetto. Gli investigatori stanno ora analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza installate lungo il passante ferroviario. Degli assalitori non c’è traccia.

Ferrovie dello Stato, in una nota in cui condanna «fermamente» l'aggressione, rilancia l'allarme sicurezza per gli operatori del settore e per i passeggeri. «Qualora si constatasse l'assenza dei requisiti minimi di sicurezza, Ferrovie dello Stato avrebbero difficoltà a garantire il servizio in alcuni orari: l'incolumità dei clienti e dei dipendenti, che ogni giorno lavorano sugli oltre 6mila convogli in tutto il territorio nazionale, non può essere messa a repentaglio».

L'aggressione di ieri sera a Milano «è l'ennesimo episodio, questa volta particolarmente grave» dei rischi che corre il personale in servizio sui treni "ormai trasformato in vittima inerme di questi atti di violenza». A questo proposito le Ferrovie dello Stato «chiedono l'intervento delle Istituzioni e una maggiore presenza delle forze dell'ordine per arginare un problema grave» di sicurezza tanto dei viaggiatori che del personale in servizio e annunciano la volontà di mettere in atto «con la collaborazione delle organizzazioni sindacali, tutte le azioni possibili per arginare e contrastare il fenomeno a tutela della sicurezza» di tutti.

«Siamo sconvolti per quello che è successo questa notte. Il livello di insicurezza è troppo alto. Vogliamo il presidio dei militari in tutte le stazioni e sui treni forze dell'ordine armate, formate e pronte anche a sparare», ha detto l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte che, insieme all'amministratore delegato di Trenord, Cinzia Farisè, ha seguito da subito il gravissimo episodio.

Per il Codacons si tratta di «un episodio grave che dimostra come in Italia ci si trovi di fronte ad una vera e propria emergenza gang». «Chiediamo di dotare i treni italiani a maggiore rischio di agenti delle forze dell'ordine che svolgano attività di controllo anche in borghese e a campione, in modo da garantire l'incolumità di passeggeri e dipendenti, aumentare il livello di sicurezza e svolgere funzione deterrente contro atti di violenza come quello di ieri», afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi.

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno