Sabato 22 Settembre 2018 - 16:00

Maltempo, due morti in Toscana
e Marche

FIRENZE. Dopo un primo assaggio di primavera torna il maltempo con piogge diffuse su tutta la penisola e venti forti. Colpito in particolare il Centro-Italia. In Toscana raffiche di vento fino a a 120-150 km/h. E si contano anche due vittime: un uomo e una donna. Un automobilista di 41 anni è morto questa mattina poco dopo le 8,15 sulla Via Lodovica, tra Rivangaio a Valdottavo, in provincia di Lucca. La sua auto è stata travolta da un masso che si è staccato dal versante della montagna e ha colpito in pieno il tetto della vettura, una Ford Focus. Illesa ma sotto choc la donna che viaggiava insieme alla vittima. A Urbino, nelle Marche, una donna è morta perché colpita da un albero, caduto per l'ondata di maltempo. L'incidente è avvenuto alle 8.15 nella zona de La Vela. Trasportata in gravi condizioni in ospedale, la donna è morta poco dopo. La conferma è arrivata dal sindaco della città, Maurizio Gambini. «'Purtroppo è deceduta - dice il primo cittadino - La donna aveva 49 anni ed è stata colpita alla testa da un ramo mentre stava entrando al lavoro».

Due donne sono rimaste ferite, sembra in maniera non grave, per il distacco di una parte del tetto da una scuola a Ponte a Moriano, in provincia di Lucca. A causa del forte vento si sono staccati dei pannelli dal tetto della palestra della scuola elementare. Sono rimaste ferite un'insegnante e una bidella, che sono state portate in ospedale per le cure mediche.

Terremoto
in Toscana, paura
a Firenze

FIRENZE. Uno sciame sismico ha interessato la notte scorsa la zona del Chianti in Toscana. La prima scossa di magnitudo 3.3 si è verificata alle 00.51. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'Ingv nel distretto sismico Zona Chianti. A questa sono seguite altre cinque scosse, quattro di minore magnitudo e l'ultima, intorno all'una e più forte di tutte le altre, di magnitudo 3.7, con epicentro fra Barberino, Tavarnelle e San Casciano, ad una profondità di 10 km, fra le località di Romita e Bargino, due piccoli centri a una ventina di km da Firenze. Le scosse sono state avvertite distintamente dalla popolazione non solo dalla popolazione del Chianti ma anche in buona parte delle province di Firenze e Siena, oltre che nel Valdarno Superiore e a Prato. Paura anche a Firenze, soprattutto ai piani più alti dei palazzi. Dalle verifiche effettuate sul territorio non risultano danni a persone o cose. «Tanto spavento, nessun danno», ha spiegato Angelo Bassi, consigliere delegato della Città metropolitana di Firenze alla protezione civile. Al 115 nel corso della notte sono arrivate numerose telefonate di cittadini che chiedevano informazioni, ma nessuno ha fatto richieste di intervento ai vigili del fuoco per eventuali crepe o cadute di oggetti. Nel Chianti, che già aveva registrato uno sciame sismico poco prima di Natale, c'è chi ha preferito passare la notte in auto. In particolare a San Casciano Val di Pesa, a pochi chilometri dall'epicentro, una ventina di famiglie, per paura, sono scese dalle case e si sono rifugiate nelle loro auto.

La sala e gli operatori di Protezione Civile della Città Metropolitana sono in contatto continuo con i Comuni della zona e i vigili del fuoco per un puntuale monitoraggio del territorio.

Arrestato il dj di Radio 105

MILANO. È finito con un arresto per detenzione di marijuana, possesso ingiustificato di una radio delle forze dell’ordine e di un tesserino della polizia finto, lo “scherzo” di Luciano Fronti,  meglio noto come Dj Giuseppe, voce di Radio 105. Fronti è stato bloccato dai carabinieri di Milano dopo aver finto di essere «un poliziotto dell’antiterrorismo». Maneggiava una radio simile a quella che usano in servizio le forze dell’ordine: fermato, si è presentato come una sorta di “agente speciale” mostrando un tesserino finto col proprio nome e cognome. In tasca aveva anche una pistola giocattolo senza tappo rosso. In casa, poi, gli è stata trovata una modesta quantità di marijuana, reato per cui è stato arrestato. Ieri il dj è stato portato in direttissima e ha patteggiato sei mesi, con la condizionale per possesso di segni distintivi contraffati e «cognizione illecita di comunicazioni o conversazioni telefoniche». «Volevo vigilare sul territorio, dare una mano alle forze dell’ordi

Maltempo, costretto ad atterrare elicottero con Renzi a bordo

AREZZO. Atterraggio di emergenza per il premier Matteo Renzi. L'elicottero che stamani trasportava il presidente del consiglio da Firenze a Roma è stato costretto a toccare terra nei pressi di Arezzo, a Badia al Pino, nel Comune di Civitella Valdichiana per "il maltempo" come precisano da Palazzo Chigi. Il velivolo è sceso in un campo sportivo di calcetto, Il premier è stato raggiunto dalla scorta e ha proseguito il viaggio per Roma in auto. Nessuna conseguenza per il presidente del Consiglio né per gli altri occupanti, equipaggio e personale di scorta.

Valanga,
un morto
e due feriti gravi

BELLUNO. Valanga in Val Fonda, nel Bellunese, un morto e due feriti gravi. Una è stata estratta priva di vita, le altre due in gravissime condizioni e trasportate all'ospedale di Treviso dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e a quello di Bolzano dall'eliambulanza dell'Aiut Alpin Dolomites. Sul posto il Soccorso alpino di Auronzo, Cortina, Centro Cadore, San Vito di Cadore, Dobbiaco, con diverse unità cinofile.

Trema la terra in Ciociaria

FROSINONE. Torna a tremare la terra in Ciociaria. Una scossa di magnitudo 2.2, rilevata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stata registrata stasera alle 20.21 nel distretto sismico valle Latina, nel Frusinate. L'epicentro è stato localizzato tra Acuto, Fiuggi, Anagni, Ferentino, Fumone, Trivigliano e Torre Cajetani. Il sisma, a una profondità di 8,7 chilometri, si è verificato in una zona che comprende tra i dieci e i venti chilometri i paesi di Affile e Arcinazzo Romano, nella valle Aniene, e Alatri, Filettino Paliano, Piglio,Serrone, Sgurgola, oltre a Frosinone. Non ci sarebbero danni a cose o persone. 

Bimba di nove mesi morta, indagati i genitori

MILANO. Sono indagati con l'accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati i genitori della bimba di 9 mesi morta l'altra sera in casa a Milano. Secondo quanto è emerso dai primi accertamenti, sul corpo della piccola ci sarebbero segni che farebbero pensare a piaghe da decubito e a malnutrizione. Invece non sarebbero state riscontrate, dai primi esami, ferite che possano essere state causate da percosse. L'autopsia sul corpo, disposta ieri dal pm Cristian Barilli per accertare le cause della morte, verrà eseguita nei prossimi giorni. I genitori, ascoltati a lungo dagli inquirenti, hanno raccontato di aver messo a letto la bambina, nella notte tra giovedì e venerdì, e di aver chiamato i soccorsi non appena si sono accorti che la piccola non respirava più. Entrambi sono disoccupati, senza precedenti penali, e vivono in un contesto disagiato. L'accusa nei loro confronti è quella di maltrattamenti, aggravati dalla morte della vittima. Dai primi esami è emerso che, quando sono intervenuti i soccorritori nell'appartamento in via Filippo Severoli, il corpicino era già rigido. Il decesso potrebbe essere avvenuto quindi anche due o tre ore prima dell'intervento del 118. L'ora e le cause della morte verranno accertate dall'autopsia. Sull'episodio indaga la polizia.

Russia, ucciso
uno dei leader anti-Putin

MOSCA. Ucciso uno dei leader dell'opposizione in Russia Boris Nemtsov. Ieri sera, l'esponente liberale è stato avvicinato da un'auto mentre passeggiava e freddato con quattro colpi di pistola in strada, nel centro di Mosca. L'ex addetto stampa e amico Alexander Kotyusov ha riferito all'agenzia di stampa Itar Tass che verrà sepolto a Mosca. Nemtsov era considerato tra i politici più carismatici della Russia. Negli ultimi tempi il 55enne, vicepremier ai tempi di Eltsin, si era creato dei nemici in particolare per le sue critiche alla politica del leader del Cremlino Vladimir Putin nell'ambito della crisi ucraina. Domani, avrebbe partecipato a una manifestazione degli oppositori del governo contro il conflitto nell'est dell'Ucraina. Recentemente, aveva rivelato in un'intervista che sua madre temeva per la sua vita. Nato il 9 ottobre del 1959 a Sochi, padre di quattro figli, dal 2013 era legislatore nel Parlamento della città russa di Yaroslavl. L'anno scorso, prima dei Giochi olimpici invernali di Sochi, aveva accusato il presidente russo di corruzione.

Non solo. Nemtsov stava lavorando ad un rapporto sul coinvolgimento della Russia nel conflitto in Ucraina. Lo ha reso noto l'ex presidente della Georgia Mikheil Saakashvili, intervistato dalla Cnn, precisando che Nemtsov voleva far sapere al «pubblico russo cosa stava succedendo in Ucraina». Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha ricordato il suo «amico» Boris Nemtsov come «un ponte tra Ucraina e Russia». Anche il partito dell'ex premier ucraina Yulia Tymoshenko, Patria, non è rimasto in silenzio è ha condannato «il brutale assassinio» di «uno dei pochi democratici e politici ragionevoli in Russia», che «non aveva paura di criticare il regime di Vladimir Putin». Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha chiesto al Governo russo un'«indagine rapida, imparziale e trasparente» sul «brutale assassinio». In un comunicato diffuso dalla Casa Bianca, Obama ha affermato che Mosca deve assicurare che vengano giudicati «i responsabili».

Travolto da un bus: muore
a 20 anni

ROMA. Un ragazzo di 20 anni è morto dopo essere stato investito da un autobus la scorsa notte a piazza Venezia, a Roma. L'incidente è avvenuto intorno alle 3.30. Il giovane è deceduto all'ospedale San Giovanni. L'autista dell'autobus, che ha proseguito la sua corsa senza fermarsi, è stato intercettato da una volante della questura in via Nomentana ma avrebbe riferito di non essersi accorto di aver investito il ragazzo. Sul posto per i rilievi è intervenuta la polizia municipale.

Omicidio Moro, sarà ascoltato il suo confessore

ROMA. «C’è un nuovo clima, l’audizione di don Antonello Mennini (nella foto) può permettere un contributo importante per sapere cosa è successo durante il rapimento di Aldo Moro». Giuseppe Fioroni, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di  Moro, a proposito della prossima audizione a San Macuto, lunedì 9 marzo, che vedrà presente il Nunzio apostolico vaticano in Gran Bretagna, ex confessore del presidente Dc, ucciso 37 anni fa. Secondo Francesco Cossiga, nel 1978 ministro dell’Interno, don Mennini entrò nel covo Br e lo confessò durante i 55 giorni. «Ho sempre creduto che raccolse la sua confessione prima della condanna a morte, anche se Moro non aveva certo bisogno. Mi sentii giocato. Seguendolo avremmo potuto trovare Moro. Ma ancora oggi il Vaticano è riuscito a fare in modo che il prete non potesse essere interrogato mai dacarabinieri e polizia. Avevamo messo sotto controllo telefonico e sotto pedinamento tutta la famiglia e tutti i collaboratori. Ci scappò don Mennini. Credo che le Br gli permisero di recarsi nel covo.

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