Martedì 25 Settembre 2018 - 8:13

Mediaset vuole
le antenne Rai

ROMA. Ei Towers, controllata di Mediaset, ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria su Rai Way. L'offerta, che prevede una componente in denaro e una azionaria, ammonta a complessivi 1,225 miliardi di euro, pari a circa 4,5 euro per azione. L'offerta di acquisto e scambio riconosce ai soci di Ei Towers una componente in contanti di 3,13 euro e 0,03 azioni ordinarie Ei Towers di nuova emissione. La parte cash corrisponde al 69% della valorizzazione di ogni titolo della società delle torri della Rai. Il pagamento della componente in contanti «è integralmente garantito da un primario istituto di credito internazionale» che concederà a Ei Towers il finanziamento per il pagamento. A sostegno dell'offerta di scambio Ei Towers ha convocato un'assemblea il 27 marzo per un aumento di capitale. La società controllata da Mediaset parla della «creazione di un operatore unico delle torri broadcasting» al fine di «porre rimedio all'attuale situazione di inefficiente moltiplicazione infrastrutturale dovuta alla presenza di due grandi operatori sul territorio nazionale». Ei Towers assicura che «continuerà a garantire l'accesso alle infrastrutture a tutti gli operatori televisivi».

Gino Paoli: «Mi dimetto dalla Siae, sono onesto»

ROMA. Gino Paoli si dimette da presidente della Siae. Le sue dimissioni sono "irrevocabili", come ha scritto lo stesso artista nella comunicazione ai consiglieri della Siae riuniti a Milano per il Consiglio di gestione, e sono conseguenza della vicenda che lo coinvolge in materia di presunta evasione fiscale. Nella lettera, Paoli sottolinea in primo luogo «ci tengo a dirvi che sono certo dei miei comportamenti e di non aver commesso reati». E «con il rispetto assoluto di chi sta doverosamente svolgendo il suo lavoro di indagine, intendo difendere la mia dignità di persona per bene». L'artista dice quindi che in questi giorni «assisto purtroppo a prevedibili, per quanto sommarie, strumentalizzazioni, che considero profondamente ingiuste e quello che non posso proprio permettermi di rischiare, però, è di coinvolgere la Siae in vicende che certamente si chiariranno, ma che sono e devono restare estranee alla Società». Forse è troppo tardi per uno "scudo" fiscale per far rientrare i 2 milioni di euro dalla Svizzera, tantomeno una sanatoria per l'evasione fiscale , secondo gli investigatori, di 800mila euro che adesso gli contesta la procura di Genova.

Lorenzin: pronto soccorso vuoto quando gioca il Napoli

ROMA. «Ricordo quando andai a sorpresa al Cardarelli di Napoli. Mi dissero: Ministro, oggi il pronto soccorso è vuoto: sta giocando il Napoli». Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita su La7. La Lorenzin ha anche spigato che «gli italiani abusano del pronto soccorso, per questo io non sono contraria a far pagare di più chi ne abusa» e che «una volta al pronto soccorso c'erano i migliori medici».

«Non voglio scudare quel denaro»: Paoli incastrato da una cimice

GENOVA. «Non voglio scudare quel denaro». È quanto risulta da un’intercettazione ambientale, attraverso le cimici piazzate nell’ufficio del commercialista Andrea Vallebuona, che è inclusa nel fascicolo che vede indagato il cantautore Gino Paoli con l’accusa di aver evaso il fisco italiano per circa 800mila euro per aver trasferito due milioni di euro ricevuti “al nero” in una banca svizzera. Lunedì, nel pomeriggio, Paoli sarà interrogato probabilmente nella sede della Guardia di finanza e oggi comunicherà se intende lasciare la presidenza della Siae. Intanto gli investigatori continuano a lavorare sulle carte sequestrate in casa di Gino Paoli e nella sede delle società a lui riconducibili.

La Cassazione: Eternit, reato prescritto
prima della sentenza

ROMA. Il reato di disastro contestato all’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny nel processo Eternit risulta prescritto «antecedentemente alla pronuncia della sentenza di primo grado». È quanto scrive la prima sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza sul caso amianto. La consumazione del reato di disastro, spiegano infatti i giudici di piazza Cavour, «non può considerarsi protratta oltre il momento in cui ebbero fine le immissioni delle polveri e dei residui della lavorazione dell’amianto prodotti dagli stabilimenti della cui gestione è attribuita la responsabilità all’imputato: non oltre, perciò, il mese di giugno dell'anno 1986, in cui venne dichiarato il fallimento delle società del gruppo, venne meno ogni potere gestorio riferibile all’imputato e al gruppo svizzero e gli stabilimenti (tra i quali quello di Bagnoli a Napoli ndr), cessarono l’attività produttiva che aveva determinato e completato per accumulo e progressivo incessante incremento la disastrosa contaminazione dell’ambiente lavorativo e del territorio circostante».

Vittorio Emanuele di Savoia, risarcimento in beneficenza

ROMA. Vittorio Emanuele di Savoia devolverà in beneficenza il denaro che gli verrrà dato a titolo di risarcimento per i sette giorni trascorsi in carcere, a seguito dell'inchiesta su tangenti, prostituzione e gioco d'azzardo, condotta nel 2006 dal pm Henry John Woodcock, per la quale è stato prosciolto da tutte le accuse. È quanto si legge in una nota di Casa Savoia, a commento della notizia, riportata oggi dal quotidiano “Il Giornale". «Sono felice - afferma - perché oggi, attraverso un segno concreto che dimostra ancora una volta come quella vicenda sia stata solo una fiera di assurdità e di sopraffazione, giustizia si compie ancora una volta. Giustizia per me, giustizia per la mia Casa, giustizia per i miei cari e per coloro che mi sono stati vicini in questi anni».

Isis, il procuratore de Raho: «Forse apporto da 'ndrangheta»

REGGIO CALABRIA. Qualora l'Isis volesse infiltrarsi sul territorio italiano, in Calabria potrebbe trovare appoggi logistici dalla 'ndrangheta in cambio di armi e droga. A formulare quella che al momento è solo un'ipotesi è il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho che sottolinea come «sia una ipotesi da percorre, su cui vale la pena lavorare e su cui tenere un'attenzione molto alta. Tenere un'attenzione alta su questi aspetti almeno per quanto riguarda la nostra Dda è fondamentale».
   

Nuove minacce Isis via Twitter, bandiera sul Colosseo

ROMA. «Con le mani sul grilletto, stiamo arrivando a Roma"»: l'ultima minaccia propagandista dell'Isis diretta all'Italia arriva da un account Twitter legato ai jihadisti libici. Poi due foto: la prima ritrae un combattente armato, davanti al mare, che guarda il Colosseo sullo sfondo. Sul monumento sventola la bandiera nera di al Baghdadi. Una scritta recita l'Isis «dalla Libia sta arrivando a Roma». Nella seconda invece è disegnato il gasdotto Greenstream che da Wafa in Libia arriva a Gela, in Sicilia. Si tratta di una delle principali linee di rifornimento energetico dell'Italia.
«Le onde ancora ci separano, ma questo è un mare piccolo, è una promessa al nostro Profeta», minaccia il comunicato allegato ai nuovi proclami Isis: «State attenti, ogni stupido passo vi costerà caro», si afferma forse in riferimento al ruolo guida che l'Italia vuole giocare per la stabilizzazione della Libia. «Ogni stupido passo incendierà tutto il Mediterraneo», si prosegue citando tutti i Paesi confinanti, dalla Tunisia all'Egitto. E ancora attacchi, "«iete i cani da guardia» dei Paesi arabi, riferimento a punizioni e torture. Si cita anche Omar al-Mukhtar, l'eroe libico della resistenza anti-italiana negli Anni 20 del secolo scorso.
L'account jihadista che ha pubblicato foto e comunicato è inserito nella lista nera del collettivo hacktivista Anonymous, che all'indomani della strage di Parigi nell'attacco a Charlie Hebdo, ha lanciato #OpIsis per spegnere il network online dello Stato islamico. Centinaia gli account sui social network oscurati o messi a nudo, così come decine di siti web o indirizzi di posta. Difficile stabilire se l'odierna “sparata” mediatica sia collegabile a minacce precise e concrete. È la prima volta che nella propaganda jihadista la bandiera nera viene issata sul Colosseo invece che non sul Vaticano, tradizionale bersaglio dell'Isis. Ed è accertato che da settembre a oggi, il termine "Rum", con cui i seguaci di Baghdadi indicavano secondo la tradizione musulmana l'antica Costantinopoli, ha effettivamente cambiato senso. Dalle minacce del portavoce Isis Adnani, lo scorso settembre, la propaganda dello Stato islamico parla concretamente della Città Eterna, cuore cristiano d'Europa e sede del Vaticano.

La Procura fa ricorso: «Schettino può fuggire all'estero»

 GROSSETO. «Le preoccupazioni sulla fuga di Francesco Schettino che avevamo, erano fondate». Lo ha detto Maria Navarro, procuratore capo facente funzioni della procura di Grosseto, in relazione al ricorso presentato dai pm al tribunale del riesame di Firenze per ottenere l'arresto di Francesco Schettino. Il ricorso è contro l'ordinanza del tribunale di Grosseto che alla fine del processo della Costa Concordia rigettò la richiesta fatta dai pm in requisitoria. "Tra gli elementi che ci hanno convinto a fare ricorso c'è senza dubbio anche la recente puntata delle Iene", ha affermato il procuratore Maria Navarro. Nell'ultima puntata del programma televisivo, due sere fa, le Iene hanno inscenato una finta trattativa con un presunto rappresentante di Francesco Schettino per un'ipotetica partecipazione del comandante al reality show "Isola dei Famosi". Schettino ha poi smentito di avere mai investito alcun suo rappresentante a trattare la sua partecipazione al reality.

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRE IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno