Martedì 18 Dicembre 2018 - 19:20

Battisti introvabile, tutti i possibili travestimenti

La polizia federale brasiliana ha diffuso in tutto il Paese una ventina di foto segnaletiche di Cesare Battisti elaborate al computer in modo da mostrare tutti i possibili travestimenti, con occhiali, cappelli e barba finta, che potrebbe usare durante la sua fuga. L'ex terrorista dei Pac è infatti latitante da quando la polizia federale è andato a prelevarlo dopo che, il 13 dicembre, un giudice del Tribunale Supremo Federale ha accolto la richiesta di un mandato di cattura preventivo che ha aperto la strada al decreto di estradizione, firmato il giorno successivo dal presidente brasiliano uscente Michel Temer.

Nuove proteste dei gilet gialli, un morto

Sale a sette il bilancio delle vittime di incidenti registrati nelle ultime settimane a margine delle mobilitazioni dei gilet gialli. Nel nord della Francia, al confine con il Belgio, un automobilista è morto a seguito dello scontro tra la sua auto ed un camion che, la notte scorsa, era stato bloccato da un presidio dei manifestanti. Intanto a Parigi, dove si sta svolgendo una mobilitazione per il quinto sabato consecutivo, si stanno registando le prime tensioni. La polizia ha usato i lacrimogeni contro un centinaio di manifestanti sull'avenue du President Wilson.

Tuttavia, stando alle stime delle autorità, la protesta sta registrando una partecipazione molto inferiore a quella delle scorse settimane. A testimoniarlo il numero di persone fermate dalla polizia che, secondo il bilancio diffuso a metà giornata, sono state 85 contro le 548 persone fermate nello stesso momento sabato scorso. La manifestazione più numerosa si starebbe registrando in place de l'Opéra, dove i gilet gialli hanno osservato un minuto di silenzio per le persone morte in incidenti stradali dovuti ai blocchi. Le forze di sicurezza francesi restano comunque in massima allerta per la mobilitazione. Una mobilitazione che avviene a pochi giorni di distanza dall'attacco terroristico al mercatino di Natale di Strasburgo tanto che, nei giorni scorsi, esponenti del governo hanno più volte chiesto di annullare le proteste in segno di responsabilità nazionale e solidarietà con le vittime.

I gilet gialli, per il terzo sabato consecutivo, sono tornati a manifestare anche nel centro di Bruxelles. Diversamente dalle altre due volte, quando vi sono stati violenti scontri con la polizia, gli organizzatori hanno chiesto e ottenuto il permesso di manifestare. Le autorità hanno deciso un vasto spiegamento di forze dell'ordine. La polizia, riferiscono i media belgi, ha effettuato controlli già all'arrivo dei treni nelle stazioni ferroviarie di Bruxelles e avrebbe già disposto una cinquantina di fermi.

Strage di nobili in un castello

Ennesima lite in famiglia e, in preda ad un raptus, il conte Tono Goess ha imbracciato il fucile a pallettoni e ha sparato cinque colpi contro il padre Ullrich Goess-Enzenberg, 92 anni, il fratello minore Ernst, 52 anni, e la matrigna, la contessa Margherita Cassis Faraone, 87 anni, originaria di Terzo di Aquileia (Udine). 

Come racconta il quotidiano 'Il Piccolo di Trieste', la strage si è consumata giovedì attorno alle 14, al piano nobile della dimora di famiglia dei conti Goess, a Stetten, piccolo centro di 1.300 abitanti a trenta chilometri da Vienna. 

LA CONFESSIONE - Arrestato dalla polizia Tono Goess, 54 anni, ha subito confessato. Gli agenti hanno trovato due fogli in cui l'omicida esprimeva tutta la sua frustrazione per il proprio stato di salute e per i rapporti con i familiari, deteriorati anche a causa di disaccordi nella gestione dell'azienda vitivinicola di famiglia, seguita dai due fratelli dopo che una terza sorella ha lasciato da alcuni anni l'Austria e gli affari per convertirsi alla religione islamica. Appena una settimana fa la famiglia si era radunata nella dimora di Stetten per festeggiare il 92esimo compleanno del capostipite Ullrich. E anche in quella circostanza non erano mancati i momenti di tensione.

Parigi, lacrimogeni contro gilet gialli

Prime tensioni durante la mobilitazione, per il quinto sabato consecutivo, dei gilet gialli a Parigi. La protesta sta registrando una partecipazione molto inferiore a quella delle scorse settimane: le autorità stimano che, alle 11, c'erano un migliaio di persone in piazza. La polizia ha intanto usato i lacrimogeni contro un centinaio di manifestanti sull'avenue du President Wilson.

A conferma che la situazione è molto diversa da quella di una settimana fa, al momento sono state fermate 43 persone, contro le 420 alla stessa ora sabato scorso. La manifestazione più numerosa si sta registrando in place de l'Opéra, dove i gilet gialli hanno osservato un minuto di silenzio per le persone che sono morte in incidenti stradali registrati dall'inizio del movimento, secondo quanto riporta 'Le Monde'.

Ma le forze di sicurezza francesi restano in massima allerta per la mobilitazione: il capo della polizia di Parigi, Michel Delpeuch, ha spiegato che il dispositivo di sicurezza sarà simile a quello della scorsa settimana con perquisizioni di automobili e individui prima delle proteste e il dispiegamento di unità mobili di agenti anti-rivolta.

Ma a differenza della scorsa settimana, il Louvre, la Tour Eiffel e gli altri musei parigini che sabato scorso avevano chiuso i battenti, rimarranno aperti. La mobilitazione avviene a pochi giorni dall'attacco terroristico al mercatino di Natale di Strasburgo e, nei giorni scorsi, esponenti del governo hanno più volte chiesto di annullare le proteste in segno di responsabilità nazionale e solidarietà con le vittime.

Strasburgo, morto il giornalista Antonio Megalizzi

E' morto Antonio Megalizzi, il giornalista 29enne ferito martedì sera nell'attentato di Strasburgo. La notizia della morte del cronista, ricoverato da martedì sera nell'ospedale Hautepierre di Strasburgo, è stata confermata anche da fonti della Farnesina. In un post su Facebook Europhonica, la radio per cui il giornalista lavorava, scrive: ''Purtroppo siamo costretti a confermare che il nostro collega Antonio ci ha lasciati. I nostri pensieri vanno alla famiglia e a tutti i suoi amici e colleghi. Vi preghiamo di rispettare il momento doloroso''.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito ''una inaccettabile tragedia'' la morte di Megalizzi e ha espresso la sua ''profonda tristezza''. ''Sono particolarmente vicino - ha aggiunto Mattarella - al dolore della famiglia, della fidanzata e degli amici del giovane reporter italiano vittima dell'odio criminale e del fanatismo propugnato dal sedicente 'Stato islamico'''. A quando apprende l'Adnkronos, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo la conferenza stampa e prima del volo che lo ha riportato a Roma, ha sentito per telefono il padre di Antonio per porgergli personalmente il suo cordoglio.

Davanti alla porta di casa del giornalista a Trento, gli amici hanno affisso una lettera a lui dedicata: "Se potessi fermare il tempo lo farei per te amico mio, perché i tuoi momenti più belli regalassero ancora ai tuoi giorni una gioia sempre viva - si legge - Se potessi prendere un arcobaleno lo farei proprio per te. E condividerei con te la sua bellezza, nei giorni in cui tu fossi malinconico. Se potessi costruire una montagna, potresti considerarla di tua piena proprietà; un posto dove trovare serenità, un posto dove stare da soli e condividere i sorrisi e le lacrime della vita. Se potessi prendere i tuoi problemi li lancerei nel mare e farei in modo che si sciolgano come il sale. Ma adesso sto trovando tutte queste cose improponibili per me, non posso fermare il tempo, costruire una montagna, o prendere un arcobaleno luminoso da regalarti. Ma lasciami essere ciò che so essere di più: semplicemente un amico".

Don Mauro, parroco della chiesa Cristo Re di Trento, dove Annamaria, la mamma di Antonio è catechista, dice all'Adnkronos: "La comunità è scossa per questa tragica notizia. Domani alle 17 torneremo a riunirci in preghiera per la famiglia di Antonio, per la sua mamma, il suo papà e la sorella e per tutte le persone che stanno soffrendo in questo momento". "Sarà il nostro modo - aggiunge - per far sentire la vicinanza alla famiglia".

Profonda commozione è stata espressa dall'Università di Trento per la scomparsa del giovane studente del corso di laurea magistrale in Studi europei e internazionali. Nei prossimi giorni sarà aperto uno spazio sul sito di Ateneo dove raccogliere i messaggi di cordoglio. Il primo ricordo è quello del direttore della Scuola di Studi internazionali, Andrea Fracasso: "La perdita di Antonio, avvenuta a seguito di un atto barbaro e crudele, ha lasciato sgomenti la comunità della Scuola di Studi Internazionali e l'intero Ateneo". "Nella sua domanda di iscrizione alla Laurea magistrale MEIS, ricorda l'Università nella nota, Antonio scriveva 'ho cominciato l'avventura a Europhonica, un programma radiofonico trasmesso dal Parlamento Europeo a Strasburgo. Ed è stato il momento in cui mi sono innamorato dell'Unione Europea'". "E ancora, nella lettera per l'iscrizione scriveva anche: 'Garantisco che come sempre, non mollerò mai. Prometto di mettere tutta l'attenzione, l'entusiasmo, l'impegno e la dedizione necessari': Antonio non ha mai tradito questa promessa - conclude Fracasso - e anche per questo il suo ricordo è così vivido e la sua scomparsa così dolorosa".

L'INCHIESTA - Il principale sospetto dell'attentato al mercatino di Natale, Cherif Chekatt, è stato ucciso ieri sera dalla polizia. Le indagini ancora stanno cerando di determinare se il 29enne criminale comune, che si era radicalizzato, avesse dei complici o se si sia trattato dell'azione di un 'lupo solitario'.

Al momento, come ha annunciato il procuratore della Repubblica di Parigi Rémy Heitz, sette persone sono ancora in stato di fermo in relazione ai fatti di Strasburgo. Si tratta di quattro membri della famiglia di Chekatt ed altre tre persone, vicine al killer, due delle quali fermate la scorsa notte.

Fonti del ministero dell'Interno, qualche ora prima dell'uccisione di Chekatt, hanno spiegato al Parisien che non si era ancora scoperta nessuna cellula terroristica a lui collegata. Intanto, i servizi di intelligence francesi stanno verificando l'attendibilità del messaggio di rivendicazione dello Stato Islamico. Dopo la notizia della morte di Chekatt, l'agenzia di propaganda dello Stato Islamico, Amaq, ha diffuso un comunicato in cui si afferma che "attentatore di Strasburgo era un soldato dello Stato Islamico e ha condotto questa operazione in risposta all'invito ad attaccare cittadini dei Paesi della coalizione" contro Stati Islamico in Siria ed Iraq.

Ordine d'arresto per Battisti

Ordinato l'arresto di Cesare Battisti. È quanto ha deciso un giudice del Tribunale Supremo brasiliano, Luiz Fux, con una mossa che apre la strada all'estradizione in Italia dell'ex terrorista dei Pac da parte dell'attuale presidente Michel Temer e del nuovo, Jair Bolsonaro, che si insedierà il prossimo primo gennaio. Lo riporta il giornale 'Folha de Sau Paulo'. 

Ma intanto Battisti non si troverebbe più a casa sua, a Cananeia, località nello Stato di San Paolo. Lo hanno rivelato alcuni vicini, citati dai media brasiliani, secondo cui la sua auto sarebbe parcheggiata davanti alla casa.

Durante la campagna elettorale e dopo la vittoria, Bolsonaro ha più volte ripetuto la sua intenzione di estradare in Italia Battisti, che dal 2011 vive in libertà in Brasile e attualmente risiede a Cananeia.

Con la sua decisione, il giudice ha accolto la richiesta della procuratrice generale Raquel Dodge, dell'arresto preventivo di Battisti, una misura definita "necessaria" per "evitare il rischio di fuga e per assicurare l'eventuale futura estradizione in Italia". A questo proposito il giudice Fux ha ricordato quando, nell'ottobre 2017, Battisti è stato fermato a Corumba, sulla frontiera con la Bolivia, mentre - secondo quanto dichiarato dalle autorità - cercava di attraversare il confine con euro e dollari non dichiarati.

L'ESTRADIZIONE - Il Tribunale Supremo brasiliano aveva votato già nel 2010 per l'estradizione di Battisti, condannato in Italia per quattro omicidi, ma l'allora presidente Luiz Inacio Lula da Silva la negò concedendogli lo status di rifugiato. Sottolineando la natura "strettamente politica" di quella decisione, il giudice Lux ha quindi affermato che il nuovo presidente potrà rivederla: "E' nella stessa natura degli atti prodotti nell'esercizio del potere sovrano la loro reversibilità", scrive il giudice.

IL RICORSO - Gli avvocati di Battisti ovviamente sostengono che la decisione di Lula di negare l'estradizione sia irrevocabile. In attesa comunque di leggere il dispositivo della decisione del giudice, per il momento non hanno rilasciato commenti, si legge ancora sul sito del giornale brasiliano, che ricorda che ora i legali potranno presentare un ricorso urgente per evitare l'arresto.

L'ARRESTO - Battisti è stato arrestato nel 2007 in Brasile, dove si era rifugiato dopo aver lasciato nel 2004 la Francia - doveva aveva vissuto dagli anni '80, protetto dalla 'dottrina Mitterand' e intraprendendo una carriera da scrittore. Nel 2009 ha ricevuto lo status di rifugiato politico dall'allora ministro della Giustizia, Tarso Genro. Nonostante questo il Tribunale Supremo Federale nel 2010 ha concesso l'estradizione, poi negata dal presidente Lula. L'anno seguente il Tribunale ha ratificato la decisione del presidente e il governo ha concesso a Battisti la residenza permanente in Brasile.

 

«Antonio è in coma»

Antonio Megalizzi è in coma. "Le ultime notizie non sono buone", ha detto all'Adnkronos Danilo Moresco, papà di Luana, la fidanzata del giornalista italiano 28enne rimasto ferito nell'attentato terroristico a Strasburgo. La famiglia di Antonio, insieme a Luana, è partita per la città sede dell'Europarlamento ieri sera appena avuta notizia di quanto accaduto. "Antonio è in coma - ha affermato l'uomo - Stamattina i medici avevano detto di volerlo operare ma, per ora, non si è potuto procedere a causa della posizione del proiettile". "Inizialmente - ha sottolineato Moresco -la situazione sembrava molto più semplice. Non abbiamo avuto da subito la percezione della gravità della situazione". "Questo viaggio doveva essere per lui una bella esperienza professionale, di arricchimento", ha affermato ancora l'uomo aggiungendo: "E invece è capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato". Figlia di un noto ristoratore di San Michele all'Adige, in Trentino, Luana Moresco è stata candidata per Forza Italia alle ultime provinciali.

Il giovane, che si trova ricoverato in terapia intensiva nell'ospedale di Strasburgo, insieme a due colleghe si stava recando al mercatino ieri sera quando è stato raggiunto da un proiettile alla testa. Sarebbe stata proprio una delle ragazze che si trovava con lui in quel momento ad aver dato la notizia alla famiglia e alla fidanzata: "Non voglio dire una cosa per un'altra. Sono scioccata, ho i ricordi molto confusi - ha detto al Tg Trento Caterina Moser, una delle due amiche di Megalizzi - So solo che eravamo in strada...". Intanto, sul ferimento del 28eenne la procura di Roma ha aperto un fascicolo, coordinato dall'aggiunto Francesco Caporale e dal pm Tiziana Cugini, nel quale si ipotizzano i reati di strage e attentato con finalità di terrorismo. A quanto apprende l'Adnkronos, Antonio Megalizzi martedì sera stava passeggiando in una strada vicina a quella dove si tiene il mercatino di Natale a Strasburgo, quando è stato ferito da un proiettile. Il giornalista radiofonico di 28 anni era in compagnia di due colleghe quando ''da un angolo è spuntato l'attentatore", che molto probabilmente era in fuga. "La mattina svegliarsi e preoccuparsi per le calze bucate - scrive su Fb una delle due colleghe di Antonio, Caterina Moser, che era con lui ieri sera -. Per l'autobus che non passa. Per l'intervista che non si riesce a fare. Per il supporto del cellulare che non hai. Per il montaggio che deve essere fatto in tempi brevi. Per la tesi. Perché piove. O perché fa caldo. O per qualsiasi altra cosa. Ma non conta niente. Non vale niente. Oppure conta tutto, e vale tutto, sorprendendosi vivi".

Antonio si trova a Strasburgo per la radio 'Europhonica', progetto internazionale promosso da RadUni (l'associazione italiana operatori radiofonici universitari) insieme alle radio universitarie di Francia, Spagna, Portogallo e Germania. Il suo obiettivo è raccontare l'Europa attraverso gli occhi degli studenti universitari, selezionati per la prima redazione radiofonica europea. Una volta al mese, in concomitanza con la plenaria del Parlamento europeo, Europhonica trasmette in diretta da Strasburgo. Laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Verona nel 2015, è attualmente iscritto al corso Magistrale a Trento. In passato ha collaborato con la sede Rai di Trento, curando dal 2014 un programma radiofonico dal titolo 'Tesi di Laurea' e attualmente lavora per Europhonica e per Radio 80 Forever Young. "Riguardo allo staff italiano di Europhonica a Strasburgo: dobbiamo confermare che la situazione è grave - scrive in un post, pubblicato su Facebook, l'emittente radio Europhonica -. Il collega italiano è in ospedale in grande difficoltà. Vi chiediamo di nuovo di rispettare la famiglia e di attendere i futuri sviluppi della vicenda".

E' "addolorato e in apprensione" per il suo concittadino, Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, città di origine di Megalizzi. "Come città ci stringiamo intorno a lui e facciamo il tifo perché possa superare questa prova e momento difficile" afferma all'Adnkronos il primo cittadino, che segue la vicenda "attraverso il nostro commissario di governo, la Farnesina e il console francese". "Già due anni fa siamo stati toccati per quanto avvenne a Berlino perché noi siamo gemellati con Berlino Charlottenburg dove ci fu l'attacco terroristico con 12 morti e una cinquantina di feriti - sottolinea il sindaco di Trento -. Allora la città fu toccata per il gemellaggio con Berlino Charlottenburg, ora è nuovamente ferita addirittura con il coinvolgimento di un nostro concittadino". Per ora il primo cittadino non ha avuto contatti con la famiglia del giornalista: "Sapremo farci presenti a tempo debito, rispettiamo ora la preoccupazione e il dolore della famiglia".

May nell'angolo, stasera il voto di sfiducia

Caos Brexit. Dopo che Theresa May ha annullato il voto per l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue previsto ieri ai Comuni, i tories ribelli hanno raggiunto il numero di voti necessari per una mozione di sfiducia alla leadership della premier britannica. Lo ha annunciato l'esponente conservatore Graham Brady, presidente della commissione 1922 alla quale sono state consegnate almeno 48 lettere in cui si chiede la calendarizzazione del voto di sfiducia. Il voto avverrà questa sera, ha reso noto ancora Brady. I voti saranno "immediatamente contati e i risultati annunciati al più presto possibile".

"La soglia richiesta del 15% dei deputati per la richiesta di un voto di sfiducia per il leader conservatore è stata superata", si è limitato a dire, nel suo comunicato, Brady, riferendosi a quanto stabilito dal regolamento del partito, ma senza precisare quante richieste, e quindi sicuri voti contro la May nella votazione all'interno del gruppo parlamentare, ha ricevuto.

Il primo ministro questa sera avrà bisogno dei voti di almeno 158 dei 315 deputati tories per rimanere alla guida del partito. In caso contrario, cioè se non dovesse raggiungere la maggioranza, allora si dovrà eleggere un nuovo leader del Partito - e quindi nuovo premier dal momento che i Tories sono il primo partito ai Comuni - in una sfida alla quale May non potrà partecipare. Ma c'e' anche una terza possibilità, quella che la May questa sera riesca ad ottenere solo una maggioranza risicata, troppo vicina ad una vera sfiducia, e quindi decida di dimettersi.

Strasburgo, sangue sul Natale: tre morti

E' caccia all'uomo in Francia per ritrovare Cherif C., il 29enne sospetto autore dell'attacco di ieri sera in pieno centro a Strasburgo. Il bilancio delle vittime, secondo quanto riferisce la prefettura della regione del Grand Est e del Bas Rhin, è di 3 morti, 8 feriti gravi e 5 feriti leggeri. Una delle tre vittime sarebbe un turista thailandese di 45 anni, mentre sua moglie sarebbe tra i feriti. L'attentatore "ha seminato il terrore in tre punti della città", ha dichiarato nella notte il ministro dell'Interno francese Christophe Castaner. "Tra le 20.20 e le 21.00 per due volte - ha spiegato - ha affrontato le nostre forze di sicurezza con scambi a fuoco".

UN ITALIANO TRA I FERITI- La Farnesina conferma il ferimento di un nostro connazionale. L'Unità di Crisi, rendono noto fonti del Ministero degli Affari Esteri, continua a lavorare, in raccordo con la rete diplomatica italiana in Francia e con le autorità francesi e sta prestando ogni possibile assistenza ai connazionali presenti a Strasburgo.

MOVENTE TERRORISTICO NON CONFERMATO - Il sottosegretario all'Interno, Laurente Nunez, in un'intervista ha dichiarato che "la motivazione terroristica a quest'ora non può essere confermata. Bisogna essere prudenti quando si parla di attentato", ha sottolineato. "L'aggressore non è conosciuto per reati legati al terrorismo", ha poi aggiunto, ricordando comunque che "era sorvegliato" per la possibile "radicalizzazione in prigione" ma non si sarebbe mai recato in Siria, né avrebbe mai cercato di farlo. Poco prima il ministro della Giustizia Nicole Belloubet aveva detto che "da quando viene mobilitata la procura anti-terrorismo di Parigi si può parlare di attentato".

ATTENTATORE FUGGITO IN TAXI - Dopo l'attacco il 29enne presunto attentatore è fuggito a bordo di un taxi, riferisce Bfmtv, precisando che non è chiaro se al momento avesse un passeggero in ostaggio. L'autista ha raccontato successivamente alle forze dell'ordine che l'uomo era ferito ad un braccio e si è fatto lasciare in prossimità del commissariato di polizia del quartiere di Neudorf. A rivelarlo fonti della polizia citate da Bfmtv.

AVEVA AVUTO 20 CONDANNE - Contro l'uomo in passato erano state pronunciate 20 condanne per reati comuni. A riferirne è Le Figaro. Condanne inflitte in Francia e Germania e a seguito delle quali il sospetto aveva scontato le pene comminate. Il fuggiasco era stato schedato 'S' nel 2016 dai servizi antiterrorismo: era stato segnalato dalla Direzione generale della sicurezza interna (DGSI) in occasione di una sua permanenza in un penitenziario dove si era fatto notare per la sua violenze e il suo proselitismo religioso. Ieri mattina, i gendarmi erano andati nella sua abitazione per arrestarlo ma non lo hanno trovato: l'uomo doveva essere fermato in relazione ad un caso di rapina con tentato omicidio. Tutti i suoi complici erano stati arrestati durante la retata compiuta per la rapina.

350 UOMINI PER LE RICERCHE - La caccia all'uomo sta impegnando 350 persone tra uomini del BRI, (Brigade de Recherche et d'Intervention), RAID (Recherche, assistance, intervention, dissuasion) e militari dell'operazione Sentinelle. Mobilitati anche gli uomini del Gign (Groupe d'intervention de la police nationale) di Dijon. Nella notte sono state effettuate verifiche nell'ambiente frequentato dall'attentatore.

MACRON - Emmanuel Macron ha espresso via Twitter la "solidarietà dell'intera nazione" alle vittime dell'attacco. Verso mezzanotte il presidente ha raggiunto la cellula di crisi istituita presso il Ministero dell'Interno.

Khashoggi e giornalisti perseguitati persone dell'anno

Time Magazine ha scelto i giornalisti perseguitati per la ricerca della verità come "persone dell'anno" 2018. Il riconoscimento a "I guardiani e la guerra della verità" va in particolare a Jamal Khashoggi, le cinque vittime della sparatoria nella redazione della Capital Gazette, e altri tre giornalisti: la filippina Maria Ressa e i due reporter della Reuters arrestati in Myanmar, Wa Lone e Kyaw Soe Oo. Nell'annunciare la scelta, il direttore del magazine Edward Felsenthal ha sottolineato che 52 giornalisti sono stati uccisi nel 2018. Il riconoscimento va a giornalisti che "hanno pagato un prezzo terribile", ha aggiunto, citato dai media americani.

Oltre al saudita Khashoggi, il cui assassinio nel consolato di Istanbul è diventato un caso di rilevanza internazionale, Time ha voluto sottolineare altre vicende di giornalisti perseguitati o uccisi. Maria Ressa, autrice di articoli critici della politica del presidente filippino Rodrigo Duterte, è stata incriminata il mese scorso di evasione fiscale e rischia fino a dieci anni di carcere. Ex giornalista della Cnn, Ressa ora dirige il sito di news Rappler. Wa Lone e Kyaw Soe Oo, sono due giornalisti della Reuters in carcere da un anno in Myanmar. A settembre sono stati condannati a sette anni di detenzione per aver ottenuto documenti confidenziali sulla persecuzione della minoranza etnica dei Rohingya. Tra le "persone dell'anno" anche cinque giornalisti uccisi durante la sparatoria nella redazione della Capital Gazette ad Annapolis, in Maryland, avvenuta lo scorso 28 giugno: a compierla un uomo che si sentiva diffamato dagli articoli del giornale sulla sua condanna per stalking.

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