Domenica 18 Novembre 2018 - 14:11

Lascia anche Boris Johnson, May in bilico

Duro colpo al governo May. A poche ore dalle dimissioni del ministro per la Brexit David Davis, anche Boris Johnson lascia la carica di ministro degli Esteri. A breve è previsto l'intervento della premier Theresa May davanti alla Camera dei comuni. In una dichiarazione, Downing Street ha ringraziato Johnson per il lavoro svolto e anticipato una sua veloce sostituzione.

Davis, si è dimesso in polemica con May e la sua linea conciliante con la Ue sui termini di uscita dall'Unione europea. "L'attuale tendenza politica e la tattica" stanno rendendo "sempre meno probabile" che il Regno Unito lasci l'unione doganale e il mercato unico, ha scritto Davis nella sua lettera di dimissioni alla premier.

La May ha replicato: "Non sono d'accordo con la tua caratterizzazione della linea politica sulla quale abbiamo trovato un accordo venerdì nella riunione di governo". Il riferimento è all'incontro che la premier ha avuto venerdì scorso con i principali ministri, per ricomporre la frattura che sie era creata all'interno dell'esecutivo conservatore tra euroscettici e ministri pro Ue.

May ha nominato il sostituto di Davis quale ministro per la Brexit. Si tratta di Domic Raab, sottosegretario all'edilizia ed esponente dell'ala euroscettica dei conservatori, i cosiddetti 'brexiteer'. Raab è anche membro della commissione per l'Uscita dall'Unione europea della Camera dei Comuni ed è stato in passato sottosegretario alla Giustizia. La sua nomina è già stata approvata dalla regina Elisabetta, rende noto un comunicato di Downing Street.

Fuori dalla grotta 8 ragazzi

Le operazioni di salvataggio dei ragazzi bloccati nella grotta fi Tham Luang, nel nord della Thailandia, per oggi sono concluse. Lo riferisce la Cnn. Oggi sono stati estratti 4 ragazzi, dopo i 4 portati in salvo ieri. All'interno della grotta rimangono ancora 4 giovani calciatori oltre all'allenatore della squadra.

L'emittente thailandese Pbs ha mostrato due elicotteri e alcune ambulanze che sono arrivati all'ospedale di Chiang Rai, a circa 50 km dalla grotta, dove sono stati trasferiti tutti i 4 ragazzi soccorsi oggi. Sull'operazione odierna non sono ancora state diffuse comunicazioni ufficiali. Il gruppo di baby calciatori è rimasto intrappolato dal 23 giugno ed è stato localizzato con precisione lo scorso 2 luglio.

I familiari dei ragazzi non sono ancora stati autorizzati a visitarli, neanche i parenti dei quattro che sono usciti ieri. Ai parenti è stato comunicato di prepararsi per una visita in ospedale, che potrà avvenire dopo il completamento degli esami a cui sono sottoposti i giovani calciatori mano a mano che escono dalla grotta e dopo che le prime cure vengono loro somministrate, una visita che però si terrà inizialmente con un vetro di protezione a separare i ragazzi dai loro familiari, senza contatti fisici, per evitare il rischio di infezioni.

Bloccati nella grotta, arriva la pioggia: timori per i ragazzini

BANGKOK. Nei prossimi giorni le condizioni saranno “perfette” per portare in salvo i ragazzini bloccati in una caverna allagata in Thailandia, che non sono però ancora in grado di effettuare le immersioni con cui uscire dal tunnel. Il gruppetto di 12 bambini tra gli 11 e i 16 anni, assieme all’allenatore di calcio di 25 anni, si è avventurato il 23 giugno nel complesso di grotte, rimanendovi bloccato dopo le forti piogge che hanno fatto salire l’acqua. Sono stati trovati dopo nove giorni, debilitati ma vivi. L’apprensione per loro è tanta, perché sono previste nuove piogge torrenziali nei prossimi giorni e l’unico modo per uscire sinora è nuotare in immersione nei lunghi cunicoli. Ai ragazzi viene fornito ossigeno tramite un tubo, dopo che il livello nella grotta si era abbassato pericolosamente, ma c’è il rischio che aumenti la quantità di anidride carbonica. «Ora e nei prossimi tre o quattro giorni le condizioni per farli uscire saranno perfette per quanto riguarda meteo, acqua e salute dei ragazzi», ha detto il capo delle operazioni di soccorso, Narongsak Osottanakorn, aggiungendo: «Dobbiamo prendere una decisione». Intanto, il governatore locale Narongsak Osatanakorn ha però frenato sulla possibilità che i ragazzini si immergano per percorrere il lungo tragitto di cunicoli, in parte bui e totalmente sott’acqua, verso l’uscita.

Usa-Cina, scatta la grande guerra dei dazi

Entrano in vigore oggi le tariffe su 34 miliardi di beni cinesi introdotte dagli Stati Uniti. E Pechino, che ha già anticipato misure speculari, denuncia di essere costretta a contrattaccare. Gli Usa "hanno lanciato la più grande guerra commerciale della storia", che danneggerà la catena globale del valore, i mercati e la crescita economica globale, ha sottolineato il ministero del commercio a Pechino anticipando un lavoro comune ad altri Paesi per salvaguardare il libero commercio e il sistema multilaterale di cui sarà tenuta informata l'Omc. I dazi contro "alcuni prodotti statunitensi hanno effetto immediato", ha annunciato il ministero degli Esteri cinese.

Thailandia, ora è allarme ossigeno: sub muore durante i soccorsi

Il livello di ossigeno all'interno della grotta nella quale sono intrappolati i 12 ragazzi thailandesi e il loro allenatore è sceso al 15%. A riferirlo sono le autorità thailandesi, che parlano di un livello abituale intorno al 21%. A farne abbassare il livello, ha spiegato in un briefing con la stampa il governatore della provincia di Chiang Rai Narongsak Osatanakorn, la presenza di centinaia di soccorritori.

Intanto la mancanza di ossigeno miete la prima vittima: l'ex Seal thailandese Saman Kunan, impegnato nelle operazioni di salvataggio, è morto per asfissia mentre cercava di tornare indietro dopo aver sistemato bombole di ossigeno nella grotta. A darne notizia, il vice governatore della regione di Chiang Rai, Passakorn Boonyalak. Kunan aveva 37 anni. "In un primo momento pensavamo che i nostri ragazzi potessero rimanere a lungo nella grotta. Ma la situazione è cambiata, il tempo ora è limitato", ha dichiarato il comandante dei marines Apakorn Yookongkaew, fra i responsabili del soccorso.

Boom casi di morbillo in Gb, Times: «Colpa di Lega e M5S»

Nuovo attacco della stampa britannica al governo Lega-M5S. Stavolta tocca al Times puntare il dito contro i due partiti "populisti", accusati di essere responsabili dell'aumento dei casi di morbillo nel Regno Unito. Lo spunto nasce dall'allarme lanciato da Public Health England (Phe), l'agenzia esecutiva del ministero della Salute britannico, che ha dichiarato l'aumento dei casi di morbillo un "incidente nazionale". Secondo i dati, i casi diagnosticati in Inghilterra nella prima metà del 2018 sonpiù del doppio di tutti quelli registrati nel 2017. La causa principale sarebbe da attribuire ai vacanzieri che contraggono la malattia in Italia e fanno poi ritorno in Inghilterra.

"E' veramente scoraggiante se pensiamo a quanto eravamo vicini alla completa scomparsa della malattia", commenta Helen Stokes-Lampard, presidente del Collegio reale dei medici. Secondo i dati diffusi da Phe, l'anno scorso in Europa sono stati registrati 20mila casi di morbillo, con 48 morti a partire dal 2016. Sia in Italia che in Romania sono stati individuati oltre 5mila casi, dopo che le percentuali di vaccinazione sono scese rispettivamente all'83 per cento e al 76 per cento. Centinaia di casi sono stati registrati anche in Grecia e in Francia, dove le percentuali di vaccinazione sono rispettivamente dell'83 per cento e del 79 per cento, laddove in Gran Bretagna la percentuale è del 92 per cento, comunque al di sotto del 95 per cento ritenuto necessario per debellare la malattia.

Questi dati forniscono lo spunto all'editorialista del Times David Aaronovitch per scrivere che una delle ragioni dell'aumento dei casi di morbillo nel Regno Unito è "la campagna anti vaccinazioni condotta dai partiti populisti ora al potere quando si trovavano all'opposizione". Sia il Movimento 5 Stelle che la Lega, prosegue, "volevano cancellare la legge che rende obbligatori alcuni vaccini per i minori di 16 anni". L'editorialista del Times scrive che "non c'è alcun legame e nemmeno una correlazione" tra i vaccini e alcune malattie come la leucemia e l'autismo, come "sostenuto dai Cinque Stelle nel 2015". Ma, afferma, "il rifiuto dell'opinione medica generale fa parte della mentalità populista". Aaronovitch se la prende anche con il Front National francese, che ha "posizioni simili" ed è responsabile a suo giudizio del calo delle vaccinazioni in Francia e del conseguente aumento dei casi di morbillo.

Dichiarata morta si risveglia all'obitorio

Un incubo (quasi) diventato realtà: essere sepolti vivi. È quanto sarebbe accaduto ad una donna di Carletonville, in Sudafrica, se non si fosse 'risvegliata' all'obitorio dopo essere stata dichiarata morta in seguito ad un incidente stradale. Ad accorgersi che la donna era ancora viva, secondo quanto riferisce la 'Bbc', è stato un addetto della camera mortuaria che, durante i consueti controlli sui cadaveri, ha notato che respirava ancora. A quel punto la protagonista della 'resurrezione' è stata portata in ospedale e rianimata.

"Abbiamo bisogno di risposte", ha commentato un familiare, dichiarandosi "sotto choc". Intanto sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta sebbene Gerrit Bradnick, il responsabile delle operazioni di emergenza medica, abbia sostenuto che "non esistono prove di negligenza da parte della sua compagnia". Non è la prima volta che in Sudafrica si verifica un caso del genere. Già sette anni fa un uomo di 50 anni si svegliò urlando in un obitorio di Capo Orientale mentre nel 2016 un uomo venne dichiarata morto ma il giorno successivo si scoprì che respirava ancora.

Il miracolo della grotta

Hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso per ben 9 giorni, resistendo senza cibo. Ma alla fine ce l'hanno fatta. Sono stati trovati tutti vivi i 12 baby calciatori dispersi in una grotta della Thailandia con il loro allenatore. Gli sforzi per salvarli sono continuati incessanti. Poi ieri l'accelerazione: una squadra di sub ha lavorato tutta la notte per posizionare una corda nei cunicoli allagati della grotta di Tham Laung.

La storia, però, non ha ancora avuto il suo lieto fine. Per tirarli fuori, potrebbe volerci del tempo. Secondo quanto riferisce la Bbc, infatti, potrebbero volerci 4 mesi, date le condizioni all'interno della grotta. Il complesso di Tham Luang a Chiang Rai, nel nord della Thailandia, viene regolarmente allagato durante la stagione delle piogge che dura fino a settembre-ottobre. E per essere portati fuori, i bambini dovrebbero imparare le nozioni basi dell'immersione. Tuttavia, gli esperti hanno ammonito che condurre dei subacquei inesperti nei pericolosi corridoi di acque fangose ​​a visibilità zero sarebbe molto rischioso.

Per portarli fuori occorre far defluire tutta l'acqua dalla grotta. Gli organizzatori delle operazioni di soccorso, ha spiegato governatore della provincia settentrionale di Chiang Rai, Narongsak Osotthanakorn, vogliono "essere certi al cento per cento" di poter fare uscire i ragazzi in sicurezza. Per questo motivo non è ancora stato definito il momento in cui verrà avviata l'operazione di evacuazione. "Siamo arrivati fin qui. In nessun modo li perderemo nella fase di uscita", ha assicurato Osotthanakorn parlando questa mattina con i giornalisti.

Il gruppo di giovani calciatori della squadra Moo Pa 'il cinghiale' - di cui fa parte anche l'allenatore dei ragazzi - è stato ritrovato da un gruppo di forze speciali della Marina. I 12 ragazzi, di età compresa tra gli 11 ed i 16 anni, sono stati esaminati da un medico e hanno ricevuto bevande energetiche. "Nessuno di loro in condizioni gravi. La maggior parte soffre di problemi minori". Ora i soccorritori stanno operando per consentire ai genitori che attendono da giorni all'esterno della grotta di comunicare con i figli attraverso una linea telefonica. "Potrebbero parlarsi per la prima volta oggi", ha annunciato il governatore Osotthanakorn.

In un video pubblicato dall'unità di elite della Thailandia i ragazzini sono apparsi magri, sporchi di fango e seduti a terra l'uno accanto all'altro. A illuminarli solo una torcia. Un'immagine divenuta già il simbolo di questo 'miracolo' tutto thailandese. Nel video i soccorritori esortano i bambini a stare tranquilli nell'attesa dell'arrivo di altri soccorsi: "Quanti siete?" chiede uno dei soccorritori. "Tredici", risponde un ragazzo. "Magnifico". "Dì loro che abbiamo tanta fame" chiede un altro ragazzino in thailandese al compagno che parla inglese. "Sì, già l'ho fatto. Lo sanno". Un altro ragazzino si dice "felicissimo" del loro arrivo, ringrazia i sommozzatori e chiede loro da dove vengano.

I 12 baby calciatori erano dispersi dal 23 giugno quando avevano fatto un'escursione nella grotta di Thaum Luang assieme al loro allenatore. Davanti all'ingresso erano state ritrovate le loro biciclette. Successive piogge avevano allagato l'ingresso, bloccando i ragazzi all'interno e rendendo molto difficili i soccorsi. Quel giorno, i 12 erano con il vice allenatore Nopparat Kantawong e con il quale avevano fatto altre gite durante gli allenamenti. L'allenatore capo, Nopparat Kantawong, era certo che lo spirito di squadra li avrebbe aiutati a resistere. "Si prenderanno cura gli uni degli altri altri", aveva detto, citato dai media thailandesi. Il più piccolo del gruppo, l'undicenne Chanin "Titan" Wibrunrungrueang, gioca a calcio fin dall'età di 7 anni. Il capitano della squadra è invece il 13enne Duangpet "Dom" Promtep.

Con il passare dei giorni oltre mille persone, con aiuti da dieci paesi, si sono impegnati nei soccorsi che hanno tenuto col fiato sospeso l'intera Thailandia, mentre dalla grotta non giungeva nessun segnale di vita. La speranza di tutti, e dei genitori che hanno atteso tutti questi giorni davanti alla grotta, era che i ragazzi avessero potuto trovare un rifugio all'asciutto.

Thailandia, trovati vivi i ragazzi nella grotta

I 12 ragazzini dispersi da nove giorni in una grotta della Thailandia con il loro allenatore sono stati ritrovati e sono tutti vivi. Lo ha reso noto il governatore regionale. Gli sforzi per salvarli sono continuati incessanti. Una squadra di sub ha lavorato tutta la notte per posizionare una corda nei cunicoli allagati della grotta di Tham Laung. L'intera Thailandia ha aspettato con angoscia e partecipazione il ritrovamento dei 12 ragazzini, fra i 12 e i 16 anni, tutti membri di una squadra di calcio, rimasti intrappolati nella grotta con il loro allenatore 25enne. Oggi finalmente la notizia che tutti attendevano.

Sea-Watch: «Nostra nave bloccata a Malta»

"Mentre ci impediscono di lasciare il porto, la gente annega". Pia Klemp, comandante della nave Sea-Watch, dal profilo Twitter dell'Ong annuncia che la nave è bloccata dalle autorità di Malta. "Ogni ulteriore morte in mare è responsabilità di coloro che impediscono il salvataggio. Salvare vite in mare non è negoziabile", si legge.

Sul sito dell'organizzazione, in una nota più articolata, Sea-Watch comunica di aver "appreso oggi che la sua nave è trattenuta a Malta senza nessun motivo legale fornito dalle autorità". La nave, spiega l'organizzazione, ha "totale facoltà di battere bandiera olandese" e pertanto "l'assenza del permesso di salpare da Malta non è un questione legata alla registrazione" della nave "ma una campagna politica per fermare i soccorsi in mare".

RILASCIATO SU CAUZIONE CAPITANO DELLA LIFELINE - Intanto Claus-Peter Reisch, il capitano della nave Lifeline, ha ottenuto oggi da un giudice maltese il rilascio dietro il pagamento di una cauzione di 11mila dollari. Al 57enne tedesco, capitano della nave della Ong attraccata lo scorso fine settimana a Malta dopo giorni di un nuovo braccio di ferro diplomatico che ha coinvolto anche l'Italia e l'ha costretta al largo delle coste maltesi con oltre 230 migranti a bordo, viene contestata la registrazione irregolare della Lifeline.

Il giudice Joe Misfud ha vietato a Reisch di lasciare l'isola, confiscandogli il passaporto e impedendogli di dormire a bordo della nave prima della prossima udienza, fissata per giovedì. Durante l'udienza, attivisti e membri delle Ong hanno manifestato di fronte al Palazzo di Giustizia con cartelli e slogan, come "il salvataggio a mare non è un reato".

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