Lunedì 19 Novembre 2018 - 9:03

Minaccia il fidanzato con la pistola: sospesa assistente di Obama

WASHINGTON. È stata sospesa dal servizio senza stipendio l'assistente del presidente americano Barack Obama arrestata per aver minacciato il fidanzato con una pistola per gelosia. Al centro della vicenda vi è Barvetta Singletary, 37 anni, assistente speciale di Obama, al quale è stato ora revocato il permesso di accesso alla Casa Bianca. La donna è stata scarcerata dopo il pagamento di una cauzione di 75mila dollari.

Secondo una ricostruzione della polizia riportata dal Washington Times, la Singletary ha inviato un sms al fidanzato - un agente di polizia di Capitol Hill - invitandolo a casa sua per un rapporto sessuale. Successivamente, mentre i due si trovavano in macchina, la donna ha accusato il compagno di avere altre relazioni. La Singletary ha quindi sottratto all'uomo la sua pistola di servizio e il cellulare, chiedendo la parola d'ordine per poter leggere tutti i messaggi ricevuti dal fidanzato.

«Mi hai insegnato come usarla, non pensare che non lo farò», ha detto la donna prima di sparare, senza però ferire il poliziotto. L'uomo è fuggito e ha chiamato i servizi di emergenza del 911, che hanno arrestato la donna.

Entrata nello staff della Casa Bianca nel 2014, la Singletary è stata vice capo dello staff e direttore politico dell'ufficio di James Clayburn, deputato della Carolina del Sud e numero tre dei democratici alla Camera.

Accordo raggiunto tra Grecia e creditori

ATENE. La Grecia e i suoi creditori hanno raggiunto un accordo sul terzo bailout dopo negoziati durati tutta la notte. Lo affermano fonti del governo ellenico, citate in un tweet del sito Ekathimerini. Raggiunto l'accordo rimangono solo «piccoli dettagli» da definire.

L'accordo è stato raggiunto poco dopo le 8 del mattino (le 7 in Italia) al termine di una maratona negoziale iniziata ieri mattina. «Siamo molto vicini, rimangono un paio di piccolissimi dettagli sulle misure prioritarie», ha detto il ministro greco delle Finanze Euclid Tsakalotos uscendo dall'Hilton di Atene dove si sono svolte le trattative.

A quanto scrive Ekathimerini, l'intesa prevede da parte greca l'attuazione immediata di 35 azioni prioritarie. Fra queste vi sono la revisione sulla tassa sul tonnellaggio delle navi, la riduzione del prezzo dei farmaci generici, una revisione del sistema del welfare, il rafforzamento della Sdoe (equivalente greco della guardia di Finanza), lo scaglionamento delle pensioni anticipate, la cancellazione dei benefici fiscali per le isole entro la fine del 2016, l'attuazione delle riforme di mercato proposte dall'Ocse, la liberalizzazione del mercato dell'energia e la prosecuzione del programma di privatizzazione.

Una volta finalizzato, l'accordo dovrebbe essere approvato giovedì dal Parlamento greco. A questo punto l'eurogruppo potrebbe dare il via libera venerdì. Seguirà poi il voto di alcuni degli altri Parlamenti dei Paesi dell'eurozona.

Fuga di ammoniaca, evacuate 10mila persone

PECHINO. Oltre 10mila persone hanno dovuto abbandonare le loro case nel sud ovest della Cina a causa di una fuga di ammoniaca da una fabbrica di fertilizzanti. I gas tossici, riferisce il West China City Daily, sono fuoriusciti nella serata di ieri da una conduttura della fabbrica della compagnia chimica Chuanlong, in un sobborgo di Nanchong, nella provincia del Sichuan. I media locali hanno diffuso immagini degli ingorghi stradali provocati da migliaia di persone in fuga in auto, moto, biciclette e a piedi. L'intervento di polizia e pompieri ha permesso di riportare la fuga di ammoniaca sotto controllo, tanto che alcuni residenti sono tornati nelle loro case.

Iraq, kamikaze Isis fa 86 morti al mercato

BAGHDAD. Sangue in Iraq sulle celebrazioni di Eid al-Fitr, la festa di fine Ramadan. Un attentatore kamikaze si è fatto esplodere nella notte contro un mercato affollato a Bani Saad, 35 chilometri a nord di Baghdad, nella provincia di Diyala. Stando all'ultimo bilancio ufficiale fornito stamane dalle forze di sicurezza - ha riferito il sito d'informazione Almada Press - l'attacco ha provocato 86 morti e almeno 120 feriti. L'attentato, uno dei più sanguinosi eseguiti in Iraq negli ultimi mesi, è stato rivendicato dai jihadisti dello Stato islamico. In un messaggio apparso su alcuni account Twitter legati all'organizzazione terroristica, l'Isis ha reso noto che l'attacco è stato eseguito da un kamikaze che si è fatto esplodere a bordo di un piccolo camion imbottito con tre tonnellate di esplosivo. L'esplosione ha colpito numerosi fedeli, in gran parte sciiti, che stavano celebrando la fine del digiuno del mese sacro di Ramadan. Le autorità di Diyala hanno cancellato le celebrazioni e proclamato tre giorni di lutto nazionale.

 
Il primo esponente del governo a condannare l'attacco è stato stamane il presidente del Parlamento, Salim al-Jabouri, che ha parlato di un'azione mirata a »destabilizzare» il paese e ad alimentare la violenza «settaria».

Grecia, Tsipras caccia i dissidenti

ATENE. Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha deciso un rimpasto di governo, effettuando sostituzioni in dieci incarichi da ministro e viceprimo ministro. Lo riferisce l'agenzia stampa greca Ana. La manovra, che estromette dall'esecutivo l'ala più a sinistra di Syriza, era attesa dopo le critiche e le dimissioni di alcuni esponenti del governo contrari all'accordo raggiunto a Bruxelles.

Il rimpasto nel giorno del via libera della Bundestag all'avvio dei negoziati con la Grecia per il nuovo, il terzo, piano di salvataggio per un valore complessivo compreso tra gli 82 e gli 86 miliardi di euro. Il testo è passato con 439 sì e 119 no, 40 le astensioni.

Il Consiglio Ecofin, ha annunciato il vicepresidente della Commissione europea con delega all'Euro, Valdis Dombrovskis, ha concordato di concedere alla Grecia un prestito ponte di 7,16 miliardi di euro attraverso il meccanismo dell'Efsm. Il prestito "sarà erogato alla Grecia in tempo per lunedì", ha spiegato. Lunedì 20 luglio Atene deve ripagare alla Bce una scadenza di 3,5 miliardi di euro.

«Ci lasciamo alle spalle giorni di una drammaticità difficile da superare» ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel intervenendo al dibattito in Aula, sottolineando la gravità della crisi attraversata e riconoscendo le difficoltà che i greci avranno nel far fronte al piano di riforme concordato in cambio degli aiuti. «Non ci possono essere dubbi: l'esito di lunedì è stato duro», ha ammesso Merkel, osservando però che sarà dura anche per gli altri 18 paesi della zona Euro che dovranno contribuire a trovare 86 miliardi di Euro per il possibile futuro pacchetto di aiuti.

La cancelliera ha quindi sottolineato l'importanza del coordinamento con la Francia: «Spesso abbiamo opinioni molto diverse. Ma proprio perché la prospettiva dei due paesi è diversa, quando arrivano ad un accordo indicano una strada che anche gli altri possono percorrere».

Durante il suo intervento Merkel, che oggi compie 61 anni, è stata applaudita più volte, ma l'applauso più forte è andato al ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble quando la cancelliera lo ha ringraziato per gli sforzi negoziali condotti, notte e giorno durante la crisi.

«'Con la decisione che abbiamo preso oggi nel consiglio dei governatori dell'Esm si apre una fase nuova» evidenzia il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in una nota. Negli ultimi mesi e settimane, ricorda, «abbiamo incoraggiato le autorità greche ad accelerare il processo di modernizzazione, di cui il paese ha urgente bisogno, implementando le riforme strutturali, e al tempo stesso abbiamo invitato i partner a dare ancora fiducia alla Grecia, per consolidare l'Unione europea e la zona euro».

Bimbo decapita ufficiale. L'Isis: puntiamo a Roma

DAMASCO. I jihadisti dell'Isis hanno diffuso un nuovo scioccante video che mostra la decapitazione di un ufficiale del regime da parte di un bambino e nel quale si afferma che il vero obiettivo dell'Isis è la conquista di Gerusalemme e di Roma. Il video mostra un ufficiale che afferma di essere un capitano del regime e di essere stato catturato a ovest di Homs, nei pressi di un checkpoint ad al-Bosayri, dopo il ritiro delle forze armate dalla città storica di Palmira, conquistata dall'Is a maggio.

Cambia la scena, l'uomo è portato in un luogo aperto, dietro di lui appaiono un jihadista adulto e un 'cucciolo del califfato', come vengono chiamati i minori addestrati e indottrinati dall'Isis. «Il nostro obiettivo - dice il jihadista adulto - non è Palmira né Homs, né Damasco. Puntiamo a conquistare Bayt al-Maqdis (Gerusalemme) e Roma, a Dio piacendo». La telecamera indugia sul bambino, di circa 10 anni, con primi piani sul suo volto e sul lungo coltello che impugna. Quindi il 'cucciolo' afferra l'ufficiale prigioniero per i capelli e comincia a sgozzarlo con un coltello fino a decapitarlo, riponendo poi la testa sul cadavere.

Non è la prima volta che un video dell'Isis mostra una esecuzione da parte di bambini. Lo scorso gennaio sono state diffuse le immagini di un adolescente che spara a due presunte spie dell'intelligence russa.

L'Osservatorio siriano per i diritti umani parla anche di un'altra esecuzione, messa in atto a marzo da nove 'cuccioli del califfato' che sgozzano altrettanti prigionieri. All'inizio del mese è stato diffuso un video che mostra 25 baby-jihadisti hanno ucciso con un colpo di pistola alla testa altrettanti soldati del regime all'interno del teatro romano di Palmira.

L'Isis attacca nave militare egiziana: colpita con un missile

IL CAIRO. La "Provincia del Sinai", gruppo jihadista affiliato al sedicente Stato islamico, ha rivendicato l'attacco contro una nave militare egiziana, al largo di Rafah. Con un comunicato diffuso su Twitter, il gruppo ha parlato di «un'operazione benedetta permessa da Dio», e ha annunciato «l'uccisione dell'equipaggio». La notizia di un attacco a un'imbarcazione dalla guardia costiera, poi andata a fuoco, era stata data in precedenza dal portavoce militare egiziano, Muhammad Samir, secondo il quale, tuttavia, «non vi sono state perdite umane».

«I mujhaheddin - ha annunciato il gruppo affiliato all'Isis - hanno preso di mira una nave della marina militare dell'esercito degli apostati egiziani nel Mediterraneo, a nord di Rafah». «L'attacco è stato eseguito con un missile - si legge ancora - che ha causato la distruzione della nave e l'uccisione dell'equipaggio». Il gruppo terroristico Ansar Bait al-Maqdis, attivo nel Sinai, ha cambiato il suo nome in "Provincia del Sinai" dopo aver giurato fedeltà all'Isis nel 2014.

Dall'Ue sì al salvataggio della Grecia, banche aperte lunedì

BRUXELLES. L'Eurogruppo ha autorizzato i negoziati per il terzo programma di salvataggio per la Grecia con il fondo salva-Stati Esm. I ministri delle Finanze dell'area euro hanno deciso "di concedere in linea di principio alla Grecia un sostegno di stabilità di tre anni con l'Esm, soggetto al completamento delle procedure nazionali rilevanti".

 

E, secondo quanto scrive l'agenzia stampa ellenica Ana citando fonti bancarie, tutte le banche greche riapriranno lunedì. Rimarrà però in vigore il limite massimo di 60 euro da ritirare al giorno. Per ridurre le code ai bancomat, sarà però possibile cumulare i ritiri per due o tre giorni: ovvero se una persona non ritira denaro un giorno, quello successivo potrà prelevarne 120.

 

Intanto è terminata la conference call dell'Eurogruppo per valutare l'approvazione al Parlamento greco del primo pacchetto di riforme concordato all'Eurosummit. «Nel primo pomeriggio si saprà di più sui risultati», fa sapere il portavoce del presidente dell'Eurogruppo. Oltre alle prime riforme approvate, passaggio fondamentale per autorizzare l'avvio dei negoziati al terzo programma di salvataggio per la Grecia, i ministri delle Finanze dell'area euro hanno anche discusso del prestito ponte per Atene, che però deve essere autorizzato dall'Ecofin e il cui via libera è atteso per domani per procedura scritta.

Una portavoce della Commissione europea ha detto che le riforme prioritarie concordate all'Eurosummit sono state approvate dal Parlamento greco «in modo tempestivo e nel complesso soddisfacente», sottolineando che il pacchetto è stato approvato «con una maggioranza molto larga».

Schaeuble: col taglio del debito Grexit temporanea

BRUXELLES. «Un taglio del debito è incompatibile con l'appartenenza di un Paese nell'euro. E un Paese che volesse ottenerlo dovrebbe rinunciare temporaneamente alla moneta unica. Questa forse sarebbe la strada migliore per la Grecia». Lo ha ribadito questa mattina il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble alla radio tedesca Deutschlandfunk, aggiungendo che tuttavia sottoporrà domani con «piena convinzione» al Parlamento tedesco il piano di salvataggio della Grecia. Per Schaeuble l'approvazione da parte del Parlamento greco del pacchetto di riforme chieste dai partner europei, è "un passo importante", ma molti economisti dubitano che i problemi di Atene possano essere risolti senza un haircut del debito. Per questo continua a credere che una 'Grexit' temporanea potrebbe forse essere un'opzione migliore.

Il Parlamento greco ha approvato il piano e il primo pacchetto di riforme chieste dai creditori internazionali con 229 voti a favore, 64 contrari e 6 astenuti. Il via libera è arrivato intorno alle 2 di notte (l'1 in Italia), oltre dunque la deadline della mezzanotte chiesta da Bruxelles. Syriza si è spaccato: a votare contro è stato anche l'ex ministro Yanis Varoufakis. Il piano è passato con i voti dell'opposizione.

«Se qualcuno ha una soluzione alternativa me la dica», aveva detto il premier Alexis Tsipras. «Non credo più di tanto a questo accordo - aveva sottolineato - ma siamo obbligati. Fatta una scelta di ».

Nel pomeriggio si era dimesso il viceministrodelle Fonanze Nadia Valavani. Ad Atene ci sono stati scontri in piazza Syntagma con lancio di molotov e circa 50 arresti. I violenti tafferugli sono durati circa un'ora fuori del Parlamento, impegnato a votare le nuove misure di austerity. Lo rende noto l'edizione online di Kathimerini, aggiungendo che le violenze hanno coinvolto circa 200 giovani che hanno lanciato bottiglie incendiarie e pietre contro gli agenti della polizia in tenuta antisommossa, fracassando finestre di uffici e dando fuoco ai cassonetti.

I manifestanti, che indossavano maschere o passamontagna, con grosse mazze di legno e pietre tolte dal selciato, hanno dato vita ai più pesanti scontri mai visti da quando si è insediato il governo di sinistra di Tsipras, sei mesi fa. Gli scontri sono terminati mentre al Parlamento prendevano il via le operazioni di voto sul primo pacchetto di riforme.

In precedenza, più di 10.000 persone, sostenitori di gruppi di sinistra e del sindacato filocomunista, avevano organizzato una manifestazione pacifica nel centro di Atene.

Grecia, dal Parlamento sì al piano. Ma Syriza va in frantumi

ATENE. Il Parlamento greco ha approvato il piano di riforme richieste da Bruxelles. Lo ha fatto ben oltre la mezzanotte, il termine ultimo che era stato fissato dall'Europa. I sì sono stati 229, i no 64 e gli astenuti 6. Syriza, il partito del premier, si è divisa. Ben 40 i parlamentari che hanno voltato le spalle al premier: dei 149 deputati del partito, 34 sono stati i no e 6 gli astenuti. Un numero maggiore delle previsioni che ipotizzavano poco più di 30 deputati tra voti contrari e astenuti. Hanno detto no anche l'ex ministro delle Finanze Varoufakis e il presidente del Parlamento Kostantopoulu. Durante il dibattito parlamentare Tsipras ha spiegato che «nelle 17 ore di Bruxelles avevo di fronte tre alternative: o l'accordo, o il fallimento con tutte le conseguenze, o il piano Schaeuble per una moneta parallela. E fra le tre, ho fatto la scelta di responsabilità».

Il voto è giunto al termine di una giornata tesissima, caratterizzata da disordini a piazza Syntagma, ad Atene, durante una manifestazione contro l'accordo. Un gruppo di attivisti ha lanciato molotov nel corso della manifestazione organizzata contro il disegno di legge con le riforme richieste dall'Europa che il Parlamento sta discutendo. La giornata ha visto anche diverse tensioni dentro Syriza. Il comitato centrale si è spaccato: 109 dei suoi 201 membri si sono schierati contro l'accordo raggiunto con i creditori e hanno chiesto la convocazione del comitato stesso. Lo riferisce un tweet di 'Ekathimerini'. La loro posizione è un ulteriore segnale del grave disagio del partito del primo ministro greco Alexis Tsipras, ma va ricordato che pochi esponenti del comitato centrale siedono in Parlamento, dove oggi è atteso il voto sulle misure economiche richieste da Bruxelles.

La presidente del Parlamento greco, Zoe Konstantopoulou, aveva esortato i deputati greci a respingere la legge di attuazione dei provvedimenti chiesti dai creditori, invitandoli a non «completare il ricatto» organizzato dalla Germania e definito a Bruxelles. Le sue parole eranogiunte durante il dibattito preliminare in commissione, prima del dibattito che si è a aperto in aula. L'approvazione del pacchetto è avvenuta grazie all'appoggio di diversi partiti di opposizione, che hanno compensato le defezioni nelle fila di Syriza. Esponente del partito del premier, Konstantopoulou si era astenuta nel voto che all'alba di sabato aveva dato il via libera alle proposte greche da presentare ai creditori.

TSIPRAS: CHI HA UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA ME LA DIA. Il primo ministro greco si era rivolto così ai deputati prima del voto sulle misure chieste da Bruxelles. Tsipras ha poi minacciato che si sarebbe dimesso se i deputati di Syriza non avessero votato in Parlamento a favore delle misure richieste da Bruxelles: «Se non avrò il vostro appoggio, domani per me sarà difficile continuare ad essere alla guida del governo», aveva detto durante l'incontro con i deputati del partito.

Il Parlamento greco ha dunque approvato un pacchetto di dure riforme per poter accedere ad un prestito ponte da 7 miliardi di euro attraverso l'Efsm e successivamente ad un terzo bailout.

FONTI UE: NESSUNA OBIEZIONE SU PACCHETTO DI RIFORME. Prima del voto sulle riforme prioritarie concordate all'Eurosummit, un funzionario europeo aveva spiegato: «Non abbiamo obiezioni significative» al pacchetto. «I nostri esperti lo hanno esaminato e per noi va bene».

COMMISSIONE UE PROPONE 7 MILIARDI PRESTITO PONTE CON EFSM. La Commissione europea intanto propone di erogare un prestito ponte da 7 miliardi di euro alla Grecia attraverso l'Efsm, lo European Financial Stabilisation Mechanism. Il finanziamento, si spiega dall'esecutivo Ue, avrebbe una durata di sei mesi, sarebbe erogato in un'unica tranche e sarebbe legato «a condizionalità di politica economica». Alcuni Paesi non euro, come Gran Bretagna, Danimarca e Polonia hanno già espresso riserve all'utilizzo dell'Efsm.

Il vicepresidente della Commissione europea con delega all'Euro, Valdis Dombrovskis, ha fatto sapere che la Commissione europea ha esplorato varie opzioni per erogare un prestito ponte alla Grecia, ma, «allo stato attuale e in mancanza di meglio, resta il ricorso all'Efsm».

IL PIANO DI RIFORME. Il piano di riforme richieste da Bruxelles, come riferito dall'agenzia stampa greca Ana, comprende una serie di misure fiscali con ritocchi all'aliquota Iva, una tassa di solidarietà e cambiamenti nella tassazione degli agricoltori. Saranno introdotte tre aliquote Iva: la più bassa, al 6%, riguarderà farmaci, libri e biglietti di teatro, quella media al 13% sarà per cibi freschi, energia, acqua e alberghi, quella più alta al 23% per prodotti alimentari trasformati, trasporti, ristoranti, servizi medici. E' prevista anche la graduale eliminazione entro il 2016 dell'aliquota speciale per le isole, mantenendo questo status solo per le isole più remote. In cambio verrà offerto sostegno al reddito degli abitanti più poveri delle isole.

La bozza prevede un contributo di solidarietà con un'aliquota fra lo 0,7% e l'8% a seconda del reddito, una tassa sul lusso fra il 10 e il 13% per veicoli ad alta cilindrata, piscine, velivoli e barche di oltre 5 metri. Infine aumenteranno le tasse sugli agricoltori e la tassa sulle imprese sale dal 26 al 28% con un anticipo di pagamento del 100% sui profitti.

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