Lunedì 19 Novembre 2018 - 0:44

Syriza in frantumi: più di mezzo partito contro l'accordo

ATENE. Il comitato centrale di Syriza si è spaccato: 109 dei suoi 201 membri si sono schierati contro l'accordo raggiunto con i creditori e hanno chiesto la convocazione del comitato stesso. Lo riferisce un tweet di Ekathimerini. La loro posizione è un ulteriore segnale del grave disagio del partito del primo ministro greco Alexis Tsipras, ma va ricordato che pochi esponenti del comitato centrale siedono in Parlamento, dove oggi è atteso il voto sulle misure economiche richieste da Bruxelles. La presidente del Parlamento greco, Zoe Konstantopoulou, ha esortato i deputati greci a respingere la legge di attuazione dei provvedimenti chiesti dai creditori, invitandoli a non «completare il ricatto» organizzato dalla Germania e definito a Bruxelles. Le sue parole sono giunte durante il dibattito preliminare in commissione, prima del dibattito che si è a aperto in aula.

 

Il Parlamento greco deve approvare entro questa sera un pacchetto di dure riforme, per poter accedere ad un prestito ponte da 7 miliardi di euro attraverso l'Efsm e successivamente ad un terzo bailout. L'approvazione del pacchetto avverrà grazie all'appoggio di diversi partiti di opposizione, che compenseranno le defezioni nelle fila di Syriza, il partito di Tsipras. Esponente di Syriza, Konstantopoulou si era astenuta nel voto che all'alba di sabato ha dato il via libera alle proposte greche da presentare ai creditori.

 

LASCIA LA VICEMINISTRO DELLE FINANZE. Intanto dopo l'addio di Yanis Varoufakis, oggiha inviato una lettera di dimissioni al primo ministro greco la viceministro delle Finanze, l'economista Nadia valavani, spiegando di non poter sostenere le dure misure imposte dai creditori a Bruxelles. Un tweet del sito Ekathimerini riferisce che anche il segretario generale del ministero greco delle Finanze, Manos Manousakis, si è dimesso.

FONTI UE: NESSUNA OBIEZIONE SU PACCHETTO DI RIFORME. In vista del voto sulle riforme prioritarie concordate all'Eurosummit un funzionario europeo spiega: «Non abbiamo obiezioni significative» al pacchetto. «I nostri esperti lo hanno esaminato e per noi va bene», ha aggiunto.

COMMISSIONE UE PROPONE 7 MILIARDI PRESTITO PONTE CON EFSM. La Commissione europea intanto propone di erogare un prestito ponte da 7 miliardi di euro alla Grecia attraverso l'Efsm, lo European Financial Stabilisation Mechanism. Il finanziamento, si spiega dall'esecutivo Ue, avrebbe una durata di sei mesi, sarebbe erogato in un'unica tranche e sarebbe legato «a condizionalità di politica economica». Alcuni Paesi non euro, come Gran Bretagna, Danimarca e Polonia hanno già espresso riserve all'utilizzo dell'Efsm.

Il vicepresidente della Commissione europea con delega all'Euro, Valdis Dombrovskis, ha fatto sapere che la Commissione europea ha esplorato varie opzioni per erogare un prestito ponte alla Grecia, ma, «allo stato attuale e in mancanza di meglio, resta il ricorso all'Efsm».

IL PIANO DI RIFORME. Entro oggi il Parlamento greco dovrà approvare il piano di riforme richieste da Bruxelles. Il pacchetto, come riferito dall'agenzia stampa greca Ana, comprende una serie di misure fiscali con ritocchi all'aliquota Iva, una tassa di solidarietà e cambiamenti nella tassazione degli agricoltori.

Saranno introdotte tre aliquote Iva: la più bassa, al 6%, riguarderà farmaci, libri e biglietti di teatro, quella media al 13% sarà per cibi freschi, energia, acqua e alberghi, quella più alta al 23% per prodotti alimentari trasformati, trasporti, ristoranti, servizi medici. E' prevista anche la graduale eliminazione entro il 2016 dell'aliquota speciale per le isole, mantenendo questo status solo per le isole più remote. In cambio verrà offerto sostegno al reddito degli abitanti più poveri delle isole.

La bozza prevede un contributo di solidarietà con un'aliquota fra lo 0,7% e l'8% a seconda del reddito, una tassa sul lusso fra il 10 e il 13% per veicoli ad alta cilindrata, piscine, velivoli e barche di oltre 5 metri. Infine aumenteranno le tasse sugli agricoltori e la tassa sulle imprese sale dal 26 al 28% con un anticipo di pagamento del 100% sui profitti.

Grecia, oggi in Parlamento il voto sulle riforme

Entro oggi il Parlamento greco dovrà approvare il piano di riforme richieste da Bruxelles. Il pacchetto, come riferito dall'agenzia stampa greca Ana, comprende una serie di misure fiscali con ritocchi all'aliquota Iva, una tassa di solidarietà e cambiamenti nella tassazione degli agricoltori. Saranno introdotte tre aliquote Iva: la più bassa, al 6%, riguarderà farmaci, libri e biglietti di teatro, quella media al 13% sarà per cibi freschi, energia, acqua e alberghi, quella più alta al 23% per prodotti alimentari trasformati, trasporti, ristoranti, servizi medici. E' prevista anche la graduale eliminazione entro il 2016 dell'aliquota speciale per le isole, mantenendo questo status solo per le isole più remote. In cambio verrà offerto sostegno al reddito degli abitanti più poveri delle isole. La bozza prevede un contributo di solidarietà con un'aliquota fra lo 0,7% e l'8% a seconda del reddito, una tassa sul lusso fra il 10 e il 13% per veicoli ad alta cilindrata, piscine, velivoli e barche di oltre 5 metri. Infine aumenteranno le tasse sugli agricoltori e la tassa sulle imprese sale dal 26 al 28% con un anticipo di pagamento del 100% sui profitti. Nel frattempo, ieri sera, in un'intervista alla televisione pubblica Ert, il premier greco, Alexis Tsipras, ha affermato che «quello raggiunto all'Eurosummit dopo 17 ore di negoziati è stato un accordo difficile, ma, a differenza di quello proposto il 25 giugno, non porta ad un'impasse e può fare uscire la Grecia dalla crisi». Proprio in merito all'Eurosummit, il premier ha anche ricordato di avere avuto l'appoggio di Francia, Italia e Cipro. Tsipras ha anche precisato che l'intesa è stata «il risultato di una pressione molto forte a un paese e al suo popolo». In particolare, ha detto il leader di Syriza, «il modo in cui è stato visto il referendum non onora i valori dell'Europa». L'accordo, ha spiegato ancora Tsipras, «prevede 82 miliardi di euro e una copertura di tutti bisogni economici e finanziari del paese per i prossimi tre anni alla fine dei quali si parla di una eventuale ristrutturazione del debito». Per il premier greco questo memorandum «potrà portare il paese a dimenticare la parola Grexit e offrirà una prospettiva per nuovi investimenti e ritorno nei mercati finanziari». «Non ho intenzione di scappare, voglio far capire al popolo che non ho intenzione lasciare il paese nella catastrofe», ha poi assicurato Tsipras aggiungendo che «mi assumerò pienamente le mie responsabilità». Intanto, il Fondo monetario internazionale, si legge sulla Bbc, avrebbe lasciato intendere che un terzo piano di salvataggio della Grecia potrebbe già essere a rischio, attaccando poi l'accordo offerto dai leader dell'eurozona. Il debito pubblico della Grecia, avrebbe affermato l'Fmi, è diventato «estremamente insostenibile» ed è necessaria una qualche forma di riduzione del debito.

Grecia, il governo prepara le prime riforme

ATENE. Il governo greco presenterà oggi al Parlamento la bozza con le riforme richieste da Bruxelles, che dovranno essere approvate entro domani. Il pacchetto, riferisce l'agenzia stampa greca Ana, comprende una serie di misure fiscali con ritocchi all'aliquota Iva, una tassa di solidarietà e cambiamenti nella tassazione degli agricoltori.

Saranno introdotte tre aliquote Iva: la più bassa, al 6%, riguarderà farmaci, libri e biglietti di teatro, quella media al 13% sarà per cibi freschi, energia, acqua e alberghi, quella più alta al 23% per prodotti alimentari trasformati, trasporti, ristoranti, servizi medici. E' prevista anche la graduale eliminazione entro il 2016 dell'aliquota speciale per le isole, mantenendo questo status solo per le isole più remote. In cambio verrà offerto sostegno al reddito degli abitanti più poveri delle isole.

La bozza prevede un contributo di solidarietà con un'aliquota fra lo 0,7% e l'8% a seconda del reddito, una tassa sul lusso fra il 10 e il 13% per veicoli ad alta cilindrata, piscine, velivoli e barche di oltre 5 metri. Infine aumenteranno le tasse sugli agricoltori e la tassa sulle imprese sale dal 26 al 28% con un anticipo di pagamento del 100% sui profitti.

Iran, accordo sul nucleare
Israele: scelto il male

VIENNA. L'Iran e i Paesi del '5+1' (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) hanno raggiunto l'accordo sul programma nucleare di Teheran. Lo storico accordo garantirà a Teheran la revoca delle sanzioni in cambio di significative riduzioni dell'entità del suo programma nucleare, che verrà sottoposto a ispezioni per accertare il rispetto degli impegni da parte della Repubblica Islamica. "Oggi sarebbe potuta essere la fine della speranza su questa questione, invece apriamo un nuovo capitolo di speranza", ha commentato il capo della diplomazia iraniana, Mohammad Javad Zarif, parlando da Vienna.

L'accordo sul programma nucleare iraniano "non si basa sulla fiducia, ma sulle verifiche", ha assicurato il presidente americano Barack Obama presentando gli elementi cruciali dell'intesa raggiunta a Vienna. "Gli ispettori saranno in grado di accedere a tutti i siti sospetti", ha spiegato, precisando che i paesi negoziatori "saranno in grado di verificare" tutto quanto è previsto dall'accordo. Obama ha poi anticipato la sua intenzione di porre il veto a qualsiasi legge che, negli Stati Uniti, impedirà l'attuazione dell'accordo.

"Molte persone hanno pregato per i negoziatori durante il mese sacro di Ramadan. Le preghiere sono state ascoltate", ha affermato il presidente iraniano Hassan Rohani, in un discorso alla Nazione dopo l'annuncio dell'accordo di Vienna. Rohani ha parlato di un "nuovo punto", di un "nuovo capitolo aperto", di un "crocevia fondamentale per la storia del nostro Paese".

L'accordo sul nucleare iraniano "apre un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali", ha spiegato l'Alto rappresentante per la sicurezza e la politica estera europea Federica Mogherini. Per Mogherini, l'accordo va oltre il nucleare in quanto "apre un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali" ed è "un segno di speranza per tutto il mondo". L'intesa, ha sottolineato, è "frutto di un duro lavoro".

Dura la reazione di Israele. L'accordo sul nucleare iraniano "è un grave errore di proporzioni storiche", ha detto il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, citato dal Jerusalem Post all'inizio del suo incontro con il ministro olandese degli Esteri, Bert Koenders. "L'Iran otterrà un sicuro cammino verso le armi nucleari. Molte restrizioni che avrebbero dovuto impedirlo sono state rimosse. L'Iran ha vinto un jackpot, una fortuna in denaro, che gli permetterà di perseguire la sua aggressione e il terrore nella regione e nel mondo. Questo è un grave errore di storiche proporzioni", ha detto ancora Netanyahu. Israele "impiegherà ogni mezzo diplomatico per impedire la conferma dell'accordo" sul nucleare iraniano, si legge in un durissimo comunicato del vice ministro degli Esteri israeliano Tzipi Hotovely. L'intesa "è uno storico accordo di resa dell'Occidente all'asse del male guidato dall'Iran".

La Russia farà il possibile per assicurarsi che l'accordo sul nucleare iraniano raggiunto a Vienna sia pienamente effettivo, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin sottolineando che le relazioni bilaterali fra Russia e Iran dall'intesa "avranno ora un nuovo potente slancio".

Tsipras umiliato, salvare la Grecia ci costa 80 miliardi

BRUXELLES. «L'Eurosummit ha raggiunto all'unanimità un accordo» sulla Grecia. Lo ha annunciato il presidente del vertice dei capi di Stato e di governo dell'area euro, Donald Tusk, dopo 16 ore di trattative. «Siamo tutti pronti per avviare un programma di salvataggio Esm per la Grecia con riforme serie e sostegno finanziario», ha spiegato.

PRESTITO PONTE. L'Eurogruppo del pomeriggio, ha aggiunto, si occuperà già oggi del prestito ponte per la Grecia. «I ministri delle Finanze discuteranno per via d'urgenza del fabbisogno finanziario della Grecia nel breve termine», ha spiegato Tusk.

LAGARDE. «È stata una notte difficile, ma è stato fatto un buon passo avanti per ricostruire la fiducia». Lo ha detto la direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, al termine della riunione nella quale si è concordato che l'Fmi sarà coinvolto anche nel prossimo programma di salvataggio di Atene. «Ora molti altri passi devono essere fatti con l'attuazione delle misure concordate», ha spiegato.

MERKEL. «Visto che abbiamo realizzato il piano A, non abbiamo più bisogno di un piano B», che prevedeva l'uscita della Grecia dall'euro. Lo ha affermato la cancelliera tedesca Angela Merkel. «Penso che la fiducia possa essere ricostruita», ha aggiunto. I capi di Stato e di governo hanno continuato a negoziare per tutta la notte su ognuno dei punti controversi della bozza di conclusioni lavorata domenica dall'Eurogruppo sulle condizioni chieste ad Atene per avviare i negoziati per un terzo programma di salvataggio con il fondo salva-Stati Esm. Merkel ha poi annunciato che l'accordo sul programma di aiuti prevederà un fondo dagli 82 agli 86 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Di questo fondo, 25 miliardi saranno destinati alla ricapitalizzazione delle banche greche.

82-86 MLD DI AIUTI. Dati che sono nel testo finale dell'Eurosummit: la Grecia avrà per i prossimi tre anni un fabbisogno finanziario fra gli 82 e gli 86 miliardi di euro. Il vertice «prende nota che le necessità finanziarie del possibile programma di aiuti per la Grecia sono fra 82 e 86 miliardi di euro, come indicato dalle istituzioni». I capi di Stato e di governo dell'area euro raccomandano comunque di «esplorare la possibilità di ridurre questo ammontare attraverso un percorso di bilancio alternativo o privatizzazioni più consistenti». Inoltre l'Eurosummit prende nota delle «urgenti necessità finanziarie della Grecia, che sottolineano il bisogno di progressi molto rapidi per arrivare a una decisione per un nuovo Memorandum. Le necessità finanziarie sono stimate ammontare a 7 miliardi di euro per il 20 luglio e altri 5 miliardi per la metà di agosto».

LE RIFORME DI ATENE. Entro mercoledì 15 luglio il Parlamento greco dovrà approvare la razionalizzazione dell'Iva, le misure per assicurare la stabilità a lungo termine del sistema pensionistico, la salvaguardia dell'indipendenza dell'istituto nazionale di statistica Elstat e l'attuazione piena del Fiscal compact. Poi, entro il 22 luglio, il Parlamento dovrà dare il via libera all'adozione del nuovo codice di procedura civile e trasporre in legge la direttiva europea sulla risoluzione bancaria. Sono alcune delle condizioni concordate nel corso dell'Eurosummit per avviare il negoziato per il terzo programma di sostegno finanziario della Grecia.

JUNCKER. I leader hanno lavorato per trovare un accordo sui punti su cui i ministri delle Finanze si erano bloccati, in particolare sull'uscita temporanea della Grecia, punto escluso nel corso delle trattative. A questo proposito il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha espresso soddisfazione: l'accordo sulla Grecia «è stato laborioso e ha chiesto tempo, ma è stato fatto».

NIENTE GREXIT. «Non ci sarà Grexit e siamo soddisfatti del risultato trovato» ha affermato, aggiungendo: «La Commissione ha sempre insistito sulla dimensione del problema e che accanto al consolidamento dei conti pubblici non bisogna dimenticare che c'è bisogno di crescita e di investimenti».

RENZI. «L'Italia ha evitato il rischio di contagio» dal caso greco «attraverso il percorso di riforme fatto». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al termine dell'Eurosummit. «L'Italia si è impegnata su cammino di riforme straordinario», ha aggiunto.

Ultimatum Ue a Tsipras: riforme in tre giorni o Grexit

BRUXELLES. Negoziati sulla Grecia al rush finale. Nel corso della riunione dell'Eurogruppo di oggi «abbiamo fatto molta strada e risolto molti punti, ma ci sono ancora alcuni grandi temi da affrontare. Ora informeremo i leader in modo che possano discutere e, speriamo, decidere». Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Ma l'Eurogruppo ha dato un ultimatum alla Grecia con un documento in cui pone un'alternativa secca: «Riforme entro il 15 luglio» e l'impegno di Atene a che l'ex Troika possa dare il suo placet ad alcuni progetti di legge prima di sottoporli al Parlamento. Se Atene non accetterà, allora sarà il default con la conseguente uscita dall'euro. Il documento dei 19 ministri delle Finanze dell'area euro passa ora ai capi di Stato e di Governo e prende in esame «un possibile programma con bisogni finanziari tra 82-86 miliardi». A questo punto i margini per trattare appaiono sempre più stretti, anche perché Tsipras ha fatto sapere che le condizioni poste dall'Eurogruppo sono «umilianti e disastrose». Ma l'Europa resta divisa. La Grecia, ha detto il ministro finlandese delle Finanze Alexander Stubb, deve approvare le principali riforme proposte dal governo entro mercoledì prossimo 15 luglio. Stubb, al termine dell'Eurogruppo a Bruxelles, ha spiegato che nel corso della riunione i ministri delle Finanze dell'area euro hanno concordato «estese condizionalità» per dare il via libera all'avvio dei negoziati per un terzo programma di aiuti alla Grecia. Se non si trovasse un accordo, il rischio di turbolenze finanziare gravi verso i Paesi deboli dell'Europa del Sud, a cominciare da Spagna, Portogallo e Italia, potrebbe essere forte.

Il ministro finlandese ha indicato quattro punti principali, fra cui Iva, pensioni e privatizzazioni, che dovranno essere approvati dal governo e dal parlamento greci. Il ministro austriaco, Joerg Schelling, invece, ha detto che il parlamento greco deve approvare lunedì le condizioni concordate all'Eurogruppo.

Il ministro belga delle Finanze, Johan Van Overtveldt, ha detto che le proposte di riforme e gli impegni di attuazione presentati dal governo greco «erano insufficienti. Abbiamo aggiunto alcune condizioni e abbiamo raggiunto un accordo sul 90% delle questioni aperte. Ora spetta ai leader risolvere il resto».

«Possiamo raggiungere un accordo, se tutte le parti lo vogliono» ha detto il premier greco, Alexis Tsipras, arrivando alla riunione dell'Eurosummit che «continuerà fino a quando non concluderemo i colloqui sulla Grecia» ha spiegato il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, mentre è stato cancellato il previsto vertice Ue a 28. Tsipras si è detto «pronto per un compromesso onesto. Lo dobbiamo ai cittadini europei che vogliono un'Europa unita e non divisa».

«Combatterò fino all'ultimo millisecondo per un accordo e spero che avremo un accordo» ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

Ma la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha avvertito ancora una volta che nelle trattative sulla Grecia «la situazione è estremamente difficile, da una parte c'è un peggioramento dell'economia», ma «si è anche perso il valore più importante, che è la fiducia». «I nervi sono tesi e i negoziati saranno duri ma non ci sarà un accordo a qualunque costo - ha aggiunto Merkel - Dobbiamo essere sicuri che sia per la Grecia che per la zona euro nel suo insieme che i vantaggi superino gli svantaggi nella decisione se avviare i negoziati».

Il presidente francese, Francois Hollande, ha assicurato che «la Francia farà di tutto per arrivare a un accordo stasera, permettendo alla Grecia di rimanere nell'area euro, se tutte le condizioni sono soddisfatte, e all'area euro di avanzare». «Non esiste una Grexit provvisoria, o c'è una Grexit o non c'è», ha messo in chiaro il presidente francese.

«La situazione è molto complicata, ma siamo tutti impegnati a trovare un accordo, che deve riguardare la Grecia ma soprattutto l'Europa - ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, arrivando all'Eurosummit - Noi facciamo di tutto perché si raggiunga un accordo, rispetto al punto di partenza ormai siamo molto vicini». Ed ha precisato: «Non voglio dire che siamo ai dettagli, perché non sono dettagli, ma le distanze si sono avvicinate di gran lunga».

Merkel frena Parigi: «No intesa a ogni costo»

BRUXELLES. Negoziati sulla Grecia al rush finale. «Possiamo raggiungere un accordo, se tutte le parti lo vogliono» ha detto il premier greco, Alexis Tsipras, arrivando alla riunione dell'Eurosummit che "continuerà fino a quando non concluderemo i colloqui sulla Grecia» ha spiegato il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, mentre è stato cancellato il previsto vertice Ue a 28. Tsipras si è detto «pronto per un compromesso onesto. Lo dobbiamo ai cittadini europei che vogliono un'Europa unita e non divisa». «Combatterò fino all'ultimo millisecondo per un accordo e spero che avremo un accordo» ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

Ma la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha avvertito ancora una volta che nelle trattative sulla Grecia «la situazione è estremamente difficile, da una parte c'è un peggioramento dell'economia», ma «si è anche perso il valore più importante, che è la fiducia». «I nervi sono tesi e i negoziati saranno duri ma non ci sarà un accordo a qualunque costo - ha aggiunto Merkel - Dobbiamo essere sicuri che sia per la Grecia che per la zona euro nel suo insieme che i vantaggi superino gli svantaggi nella decisione se avviare i negoziati».

Il presidente francese, Francois Hollande, ha assicurato che «la Francia farà di tutto per arrivare a un accordo stasera, permettendo alla Grecia di rimanere nell'area euro, se tutte le condizioni sono soddisfatte, e all'area euro di avanzare». «Non esiste una Grexit provvisoria, o c'è una Grexit o non c'è», ha messo in chiaro il presidente francese.

Il Papa ai poveri di Asunción: «Vostre capanne come grotta di Betlemme»

ROMA. Nell'ambito del viaggio Apostolico che lo ha già portato in Ecuador e Bolivia, Papa Francesco è da ieri in Paraguay ed oggi visita la popolazione di una baraccopoli della capitale Asunción. Questa mattina, lasciata la Nunziatura Apostolica, il Santo Padre si è recato in visita nel Bañado Norte di Asunción, una zona molto povera della città, in cui sono attivi diversi progetti di assistenza della Chiesa e dello Stato.

Il Papa è stato accolto davanti alla Cappella di San Juan Bautista - una delle 13 cappelline distribuite sul territorio e che formano la parrocchia della Sagrada Familia - dal parroco, Padre Ireneo Valdez, S.I., e dal Provinciale dei Gesuiti, che hanno presentano la comunità. Dopo alcuni canti e due testimonianze di donne che abitano nella baraccopoli, che hanno chiesto condizioni più degne ma anche portato grandi testimonianze di fede e speranza, il Santo Padre ha pronunciato un discorso alla popolazione.

«Cari fratelli e sorelle - ha detto il Papa - con grande gioia ho voluto farvi visita questa mattina. Non potevo trovarmi in Paraguay senza venire da voi, senza stare nella vostra terra. Ci incontriamo qui in questa Parrocchia intitolata alla Sacra Famiglia e vi confesso che mentre venivo camminando, tutto mi faceva ricordare la Sacra Famiglia. Vedere i vostri volti, i vostri figli, i vostri nonni. Ascoltare le vostre storie e tutto quello che avete realizzato per stare qui, tutte le lotte che avete fatto per avere una vita degna, un tetto. Tutto quello che fate per superare l’inclemenza del tempo, le inondazioni di queste ultime settimane, tutto mi riporta alla memoria la piccola famiglia di Betlemme. Una lotta che non vi ha rubato il sorriso, la gioia, la speranza. Una lotta che non vi ha tolto la solidarietà, al contrario, l’ha stimolata, l’ha fatta crescere».

«Mi voglio soffermare su Giuseppe e Maria a Betlemme. Essi dovettero lasciare la propria terra, i propri cari, i propri amici. Dovettero lasciare le proprie cose e andare in un’altra terra. Una terra in cui non conoscevano nessuno, non avevano casa, né famiglia. In quel momento, quella giovane coppia ebbe Gesù. In quel contesto, in una grotta, preparata come avevano potuto, quella giovane coppia ci ha regalato Gesù. Erano soli, in una terra estranea, loro tre. All’improvviso iniziarono ad apparire dei pastori. Persone come loro che avevano dovuto lasciare la propria realtà allo scopo di trovare migliori opportunità familiari. La loro vita era legata alle inclemenze del tempo e di "altro genere"».

«Questo è ciò che accade quando Gesù appare nella nostra vita. Questo è ciò che la fede suscita. La fede ci rende prossimi, ci fa prossimi della vita degli altri. La fede suscita il nostro impegno, la nostra solidarietà. La nascita di Gesù risveglia la nostra vita. Una fede che non si fa solidarietà, è una fede morta. È una fede senza Cristo, una fede senza Dio, una fede senza fratelli. Il primo ad essere solidale fu il Signore, che scelse di vivere tra di noi, che scelse di vivere in mezzo a noi. Io vengo come quei pastori. Voglio farmi prossimo. Voglio benedire la vostra fede, benedire le vostre mani, benedire la vostra comunità. Sono venuto a rendere grazie con voi, perché la fede si è fatta speranza ed è speranza che stimola l’amore. La fede che Gesù suscita è una fede con la capacità di sognare il futuro e di lottare per esso nel presente. Proprio per questo voglio incoraggiarvi a continuare ad essere missionari, a continuare a contagiare questa fede per queste strade, per questi sentieri. Facendovi prossimi specialmente dei più giovani e degli anziani. Sostegno delle giovani famiglie e di coloro che stanno attraversando momenti di difficoltà», ha proseguito il Papa.

«Voglio raccomandare le vostre famiglie alla Sacra Famiglia, perché il suo modello, la sua testimonianza continui ad essere luce nel cammino, stimolo nei momenti difficili e ci regali sempre quei "pastori", quei sacerdoti, quei vescovi, capaci di accompagnare, di sostenere e di stimolare la vita delle vostre famiglie, quella fede solidale che non è mai offensiva». Il Papa ha poi invitato tutta la comunità a recitare insieme il Padre Nostro. «Vi invito a pregarla insieme e vi chiedo di non dimenticarvi di pregare per me», ha concluso.

Hollande: Francia farà di tutto per accordo con la Grecia

BRUXELLES. «Possiamo raggiungere un accordo, se tutte le parti lo vogliono». Lo ha detto il premier greco, Alexis Tsipras, arrivando alla riunione dell'Eurosummit sulla Grecia. Il premier greco si è detto «pronto per un compromesso onesto. Lo dobbiamo ai cittadini europei che vogliono un'Europa unita e non divisa».

«È evidente che alcuni Paesi, per motivi che non hanno nulla a che vedere con le riforme e il programma, non vogliono un accordo» hanno affermato fonti del governo greco con riferimento agli sviluppi interni ai negoziati dell'Eurogruppo sospesi in nottata e poi ripresi oggi. Lo riferisce l'agenzia Ana. I ministri delle Finanze della zona euro, ha precisato citando le sue fonti, si erano messi d'accordo «su un calendario pertinente» e vi era «un accordo di massima» ma un «gruppo di Paesi ha insistito sulla questione della fiducia, senza tuttavia specificare precisamente cosa volessero. È chiaro che alcuni Paesi non vogliono l'accordo». Poco fa il presidente francese Francois Hollande ha dichiarato che la Francia «farà di tutto per raggiungere un accordo», e si è detto contrario a una «Grexit a tempo».

Secondo alcune fonti, la riunione dell'Eurogruppo di ieri notte sarebbe stata interrotta a causa delle tensioni fra il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, e il presidente della Bce, Mario Draghi. Nel corso di una spiegazione da parte di Draghi di un aspetto tecnico del debito della Grecia, Schaeuble l'avrebbe interrotto rispondendo «non prendermi per stupido». A quel punto il presidente dell'Eurogruppo, Jeoren Dijsselbloem, per allentare la tensione avrebbe sospeso la riunione, riaggiornandola a questa mattina.

Fra i Paesi che portano avanti la posizione più dura c'è la Finlandia, che potrebbe affrontare una crisi di governo in caso di un'intesa troppo sbilanciata a favore di Atene. «Nessuno sta bloccando un accordo, stiamo tutti cercando costruttivamente di arrivare a una soluzione in una situazione molto difficile» ha precisato oggi il ministro delle Finanze, Alexander Stubb.

Ferrea anche la posizione della Slovacchia. Per il ministro delle Finanze, Peter Kazimir, è «impossibile arrivare a un accordo» all'Eurogruppo di oggi, «possiamo solo fare raccomandazioni ai leader" che si riuniranno nel pomeriggio nell'Eurosummit. Kazimir ha spiegato che «manca la fiducia nella Grecia per arrivare a un accordo» e per recuperarla «serve l'anticipazione» delle misure e delle riforme proposte dal governo per avviare il nuovo programma di sostegno Esm, «e questo spetta al governo greco».

Entrando all'Eurogruppo, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha espresso l'auspicio che «il governo greco prenda iniziative concrete a partire da domani, adotti misure importanti che servono ai greci in primo luogo e poi a riconquistare fiducia» dei partner della zona euro, «perché, parliamo francamente, il maggior ostacolo» a raggiungere un accordo «è la carenza di fiducia». Alla nuova riunione di oggi, ha sottolineato, «continuiamo a lavorare per raggiungere un accordo, che non è per concludere ma per iniziare i negoziati. Noi riteniamo che ci siano le condizioni per farlo». «Le nuove posizioni del nuovo governo greco sono molto più costruttive e concrete e questo è un bene - ha rimarcato ancora - perché purtroppo abbiamo perso cinque mesi in modo inconcludente".

«Non posso immaginare un'Europa senza la Grecia» ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un'intervista rilasciata ad Al Jazeera mercoledì 8 luglio, rilanciata su Twitter dalla giornalista Barbara Serra. I capi di Stato e di governo dell'area euro si riuniranno alle 16 nell'Eurosummit, mentre il vertice Ue a 28 è stato cancellato, come ha reso noto su Twitter il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk: «Ho cancellato il Consiglio europeo di oggi. L'Eurosummit comincerà alle 16 e continuerà fino a quando non concluderemo i colloqui sulla Grecia».

Grecia, nessun accordo all'Eurogruppo. Si ritenta alle 16

BRUXELLES. Ancora nulla di fatto all'Eurogruppo straordinario sulla Grecia che nella notte non decide e si è aggiornato alle 11 prima dell'Eurosummit previsto per le 16. Il fronte ostile ad Atene è ampio e si è inoltre aggiunto il caso Finlandia: Helsinki infatti non accetta di sbloccare i finanziamenti alla Grecia e sarebbe pronta a mettere il veto. Ieri Bruxelles ha bocciato come «non legalmente fattibile e inaccettabile» l'indiscrezione secondo cui Berlino ha proposto una Grexit per 5 anni.

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