Lunedì 24 Settembre 2018 - 12:35

Juncker ai greci: «Votate sì al referendum» Merkel: «Se fallisce l'euro, fallisce l'Ue»

ATENE. Chiusura delle banche e limiti ai prelievi con bancomat: queste le misure decise dal governo di Atene. Dopo il messaggio del premier Alexis Tsipras al popolo greco, ieri in tv, nel quale si annunciava la chiusura, per oggi, degli istituti di credito, un decreto della Gazzetta Ufficiale di Atene fa chiarezza sulle misure messe in campo: blocco dell'apertura degli istituti di credito per un settimana - fino al 6 luglio, il giorno dopo il referendum greco previsto per domenica prossima sull'ultima offerta delle autorità europee - e limiti per i prelievi via bancomat: max 60 euro al giorno.

Su quanto sta accadendo è intervenuto oggi il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. Il governo greco «ha rotto unilateralmente le trattative» con le istituzioni creditrici, ha sottolineato, ed ha chiesto «al popolo greco di votare sì a referendum».

L'uscita della Grecia dall'area euro «non è mai stata e non sarà mai un'opzione - ha scandito Juncker - Ma voglio sottolineare che io non sarò capace di presentare una soluzione finale contro il parere di tutti» gli altri Paesi dell'eurozona e di tutti gli attori coinvolti nel negoziato. «Il posto della Grecia è nell'Unione europea e nell'area euro» ha ammonito.

Anche il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, intervistato dalla radio francese Rtl, ha auspicato che il premier Tsipras inviti a votare «sì» al referendum di domenica prossima. «Siamo a pochi centimetri da un accordo e bisogna continuare a trattare» ha rimarcato.

È pronta a parlare con il governo di Atene la cancelliera tedesca, Angela Merkel. Lo ha annunciato il suo portavoce Steffen Seibert. «Il governo tedesco è pronto a parlare con il governo greco in qualsiasi momento», ha spiegato Seibert, precisando che Berlino resta in contatto con Atene. Anche un portavoce del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha detto che il ministro è «pronto a parlare» con il suo omologo greco, Yanis Varoufakis. Per la Merkel «se l'euro fallisce, l'Europa fallisce»,

La Francia, dal canto suo, ha dichiarato il presidente Francois Hollande all'Eliseo, «è sempre disponibile perché possa riprendere il dialogo (con la Grecia, ndr), oggi, domani. Ma oggi c'è ancora la possibilità di un accordo, domani dipenderà dalla risposta dei greci al referendum». «La Francia è favorevole a che la Grecia rimanga nella zona euro, è sempre pronta ad agire, ma può farlo solo se c'è una volontà politica per arrivare a una soluzione», ha rimarcato Hollande che ha riunito un consiglio dei ministri ristretto. La Francia, ha assicurato, «non ha nulla da temere dalla crisi greca, è ben più robusta di quanto non lo fosse quattro anni fa". Il governo greco, ha concluso, «ha deciso di consultare i greci in un referendum, è la sua scelta sovrana, è la democrazia, è diritto dei greci dire ciò che vogliono per il loro avvenire».

Aumentano intanto le misure di sicurezza e lo stato di allerta delle forze di polizia in Grecia nel timore di disordini, soprattutto nei pressi delle banche del Paese, a seguito dell'annuncio della rottura delle trattative con l'Eurogruppo, della chiusura di banche e uffici postali e del referendum di domenica. Il ministro per la protezione dei cittadini Yiannis Panousis ha incontrato i dirigenti della polizia per disporre misure come l'aumento dei servizi di pattuglia e il richiamo in servizio di tutti gli agenti.

Come previsto, le Borse europee, compresa Piazza Affari, oggi hanno aperto in forte calo dopo la notizia del referendum. Lo spread, tra Btp e Bund, dopo il forte rialzo in apertura di giornata è sceso fino a sotto la quota dei 150 punti, contro i 123 di venerdì scorso. Il rendimento del debito italiano sale al 2,3%, ai massimi dall'inizio di novembre dello scorso anno. Lunedì mattina da brividi a Milano dove, dopo un avvio in calo del 2%, Piazza Affari è precipitata fino a perdere circa il 5%. Intorno alle 10, il Ftse Mib cedeva il 3,99% a 22.853 punti, mentre l'indice generale All Share perdeva il 3,83% a 24.367 punti.

Milano è tra le peggiori d'Europa, battuta solo Lisbona, dove il Psi 20 ha perso il 4,03% a 5.601. In rosso anche Parigi (Cac -3,43%), Francoforte (Dax -3,19%), Amsterdam (Aex -2,88%), Bruxelles (Bel 20 -2,59%), Zurigo (Smi -1,46%), Madrid (Ibex -3,89%) e Londra (Ftse -1,65%). L'euro viene scambiato intorno a 1,11 dollari, in calo dello 0,9%.

Chiusura in profondo rosso oggi per la Borsa di Tokyo, con l'indice guida Nikkei a 20.109,95 punti (-2,88%).

La decisione del governo greco di chiudere le banche e di imporre restrizioni sui movimenti dei capitali è, «a un primo esame, giustificata - ha affermato il commissario Ue ai Servizi finanziari, Jonathan Hill - Nelle attuali circostanze, la stabilità del sistema finanziario e bancario in Grecia costituisce una questione di rilevante interesse e ordine pubblico, che sembrerebbe giustificare l'imposizione di restrizioni temporanee sui movimenti di capitale». Per Hill «mantenere la stabilità finanziaria è la sfida principale e immediata per il Paese». Il commissario ha sottolineato che «mentre le misure restrittive imposte appaiono necessarie e proporzionate in questo momento, la libera circolazione dei capitali dovrà comunque essere ristabilita al più presto, nell'interesse dell'economia greca, della zona euro e del mercato unico dell'Unione europea nel suo insieme».

La Francia, dal canto suo, ha dichiarato il presidente Francois Hollande all'Eliseo, «è sempre disponibile perché possa riprendere il dialogo (con la Grecia, ndr), oggi, domani. Ma oggi c'è ancora la possibilità di un accordo, domani dipenderà dalla risposta dei greci al referendum».

«La Francia è favorevole a che la Grecia rimanga nella zona euro, è sempre pronta ad agire, ma può farlo solo se c'è una volontà politica per arrivare a una soluzione», ha rimarcato Hollande che ha riunito un consiglio dei ministri ristretto. La Francia, ha assicurato, «non ha nulla da temere dalla crisi greca, è ben più robusta di quanto non lo fosse quattro anni fa». Il governo greco, ha concluso, «ha deciso di consultare i greci in un referendum, è la sua scelta sovrana, è la democrazia, è diritto dei greci dire ciò che vogliono per il loro avvenire».

Tunisia, mille uomini armati
a protezione
dei turisti

TUNISI. Mille uomini armati saranno dispiegati a partire da mercoledì primo luglio in Tunisia per garantire l'incolumità dei turisti. Lo ha promesso il ministero del Turismo di Tunisi in risposta alla strage compiuta venerdì da un attentatore in un resort di Sousse e costata la vita a 39 persone. La stessa polizia turistica verrà dotata, per prima volta in Tunisia, di armi. Gli uomini armati entreranno in azione sulle spiagge, nei siti archeologici e nei luoghi turistici, ma anche «dentro e fuori gli hotel», si legge in un comunicato del ministero del Turismo. Il tentativo è quello di cercare di continuare ad attrarre visitatori stranieri in Tunisia nonostante l'attentato di venerdì scorso e quello del 18 marzo, quando un commando era entrato in azione nel Museo nazionale del Bardo a Tunisi uccidendo 21 turisti stranieri, tra cui quattro cittadini italiani, e una guardia della sicurezza tunisina.

Attentato in Francia: corpo decapitato, sulla testa scritte in arabo

LIONE. Terrore in Francia dove una persona è stata ritrovata decapitata, mentre due persone sono rimaste ferite in un attentato sferrato a uno stabilimento di gas della Air Products, a Saint-Quentin-Fallavier, nell'Isere, nella regione del Rodano-Alpi, a circa 30 km da Lione. Lo riferiscono i media francesi, precisando che la vittima è stata trovata all'ingresso dell'impianto, dove un uomo è entrato con una bandiera jihadista ed ha provocato un'esplosione.

Il giornale online francese ledauphine.com ha riferito che la testa mozzata, trovata infilzata sulla recinzione dello stabilimento, è ricoperta di scritte in arabo. Le condizioni dei feriti non sarebbero critiche. Circa 40 dipendenti sono stati evacuati.

Per l'attacco è stato fermato un uomo di una trentina d'anni, già noto ai servizi della Direzione centrale per le informazioni interne. Un secondo uomo sarebbe ricercato dalle forze di sicurezza francesi. Lo riferisce il giornale online francese ledauphine.com spiegando che poco prima dell'attentato un'auto sarebbe stata vista fare avanti e indietro proprio di fronte all'impianto. Secondo una fonte dei servizi segreti, «c'erano segnali nelle ultime settimane di un possibile attentato di questa natura sul territorio nazionale».

Stando a quanto riferisce il ministero della Giustizia francese su Twitter dell'inchiesta si occuperà la sezione antiterrorismo della Procura di Parigi che si sta recando sul posto. Il premier francese, Manuel Valls, ha ordinato una «vigilanza rafforzata» su tutti i siti sensibili del Rodano-Alpi.

L'attentato di Lione «è stato di natura terroristica» ha detto il presidente francese, Francois Hollande, in una dichiarazione ai giornalisti a Bruxelles. Hollande ha convocato per le 15 un Consiglio di difesa, per questa ragione lascerà in anticipo il Consiglio europeo.

Accordo Ue: 40mila migranti distribuiti in due anni

Dopo un'ennesima maratona negoziale, segnata da scontri e discussioni "emotive", i capi di Stato e di governo dell'Ue hanno raggiunto nella notte un accordo sulla redistribuzione dei migranti. «I leader - ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk - hanno deciso che 40mila persone saranno redistribuite da Italia e Grecia negli altri Paesi nei prossimi due anni. I ministri degli Interni finalizzeranno lo schema entro la fine di luglio». Mentre altri 20mila attualmente nei campi profughi fuori dall'Europa saranno ricollocati, per un totale di 60mila persone. All'accordo si è arrivati dopo una serata di negoziati e trattative durante le quali «le emozioni sono state fortissime», ha raccontato una fonte europea, e gli scontri anche «violenti». Al punto che, mentre i toni si facevano più alti e concitati, i leader hanno interrotto le discussioni e hanno chiesto al premier britannico David Cameron di intervenire e di spiegare il suo piano per rinegoziare il rapporto con Bruxelles in vista della permanenza della Gran Bretagna nell'Ue. Durissimo il premier Matteo Renzi, che ai leader ha detto: «Se non siete d'accordo sui 40mila, non siete degni di chiamarvi Europa. Se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela. O c'è la solidarietà o non ci fate perdere tempo». Forte è stato lo scontro anche tra Tusk, che insisteva per inserire nelle conclusioni il principio della volontarietà nella redistribuzione dei migranti, e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che ha difeso a spada tratta la sua proposta. In tarda serata è stata messa sul tavolo una nuova bozza, che però è stata respinta, fino all'approvazione del documento secondo cui i Paesi membri «decideranno per consenso» sulla redistribuzione dei migranti. Da questa potrebbero essere escluse Ungheria e Bulgaria. L'accordo sulla redistribuzione dei migranti raggiunto nella notte a Bruxelles comunque rappresenta «un primo passo per poter dire che finalmente la politica dell'immigrazione è europea, ma c'è ancora moltissimo da fare» ha detto Renzi, lasciando il palazzo del Consiglio europeo dopo le tre, al termine della prima giornata del vertice. «Sin dal primo giorno abbiamo detto che poteva essere più ambizioso», ha ricordato il presidente del Consiglio, ma «è un fatto positivo» che si sia riconosciuto che «il problema non è solo dell'Italia o della Grecia, ma di tutta l'Europa". Toccherà adesso a Commissione e Consiglio «decidere quali Paesi e con quali quote» redistribuire i migranti, ha spiegato, ribadendo quanto già detto ai suoi colleghi: «Se di fronte ad un piccolo numero come 40mila richiedenti asilo non ci fosse stata la solidarietà, sarebbe stata una presa in giro nei confronti dell'Europa di cui siamo stati fondatori con altri cinque Paesi con un ideale di libertà, democrazia e di valori condivisi, non è pensabile che l'Europa sia la patria dell'egoismo». Ancora, secondo Renzi, l'accordo raggiunto «non è la soluzione del problema, ma la discussione oggi non era sui numeri, ma su un'espressione, la redistribuzione volontaria, e sono molto felice che questa non ci sia nel testo». «Nei prossimi mesi decideremo la redistribuzione, ma questo è un primo passo», ha insistito. Renzi ha anche commentato l'esito della riunione di ieri con regioni e comuni. «Sarebbe inaccettabile - ha rimarcato - se, a fronte di un tentativo da parte del governo di coinvolgere tutti in nome della difesa dell'Italia e degli italiani, ci fosse chi strumentalizza questa battaglia». «L'Italia ha il problema dell'immigrazione che va affrontato e gestito sulla base degli impegni che ci siamo presi anche a livello nazionale - ha ricordato - Ci sono tutte le condizioni per non trasformare questo problema in un dramma. E per questo nei prossimi 15 giorni ci rivedremo con le regioni e con i comuni». «Ovviamente c'è chi preferisce fare polemica, ma dal mio punto di vista l'obiettivo è di cercare di dare una mano all'Italia e agli italiani», ha sottolineato. Renzi è intervenuto sull'accordo Ue anche con un post su Facebook: «Alle tre del mattino, ma meglio tardi che mai: l'Europa accetta la redistribuzione di 40mila donne e uomini arrivati sulle coste nostre e greche». «Un primo passo, certo. Non sufficiente a mio giudizio. Ma superiamo il principio del trattato di Dublino, sciaguratamente firmato in passato anche dall'Italia - spiega il premier - Un segno di solidarietà finalmente e la dimostrazione che l'Europa sta insieme per un ideale, non solo per dei valori economici. Certo: c'è ancora molto da fare, e lo faremo. Oggi vince l'Europa della solidarietà e perde l'Europa dell'egoismo: si cambia verso».

Altro orrore dell'Isis: chiusi in gabbia e annegati

MOSUL. Non sembra conoscere limiti la ferocia dei miliziani del sedicente Stato islamico. Dopo le mutilazioni e le crocifissioni, i jihadisti hanno diffuso un nuovo video che mostra per la prima volta una nuova punizione per i loro prigionieri. Nel video, cinque presunte spie della coalizione internazionale anti-Isis vengono filmate mentre "confessano" la loro colpa, prima di essere rinchiuse in una gabbia e uccise per annegamento in una piscina, nei pressi di Mosul, in Iraq.

Il video, con un logo in cui appare la bandiera dell'Isis e la scritta "Provincia di Ninive", ha il titolo enigmatico "Se tornate, torneremo". È girato da professionisti, che indugiano su primi piani e inquadrature "suggestive". Mostra la gabbia con i cinque prigionieri che viene calata lentamente nella piscina piena d'acqua con l'aiuto di una carrucola. Quattro telecamere montate sulle sbarre calano in acqua insieme alla gabbia e riprendono gli ultimi drammatici istanti di vita dei prigionieri.

Non digiunano per il Ramadan, due minori crocifissi dall'Isis

DAMASCO. I jihadisti del sedicente Stato islamico (Isis) hanno «crocifisso» due minorenni nella città di al-Mayadin, nell'est della Siria, con l'accusa di «non aver rispettato il digiuno di Ramadan». Lo riferiscono gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo i quali i due ragazzi, entrambi di età inferiore ai 18 anni, sono stati crocifissi contro un muro dell'edificio che ospita la polizia religiosa (al-Hesbah) sulla via al-Bo Kamal. Gli attivisti aggiungono che al collo dei due condannati è stato appeso un cartello con una scritta che illustra la loro "colpa".
 

Iraq, fossa comune con 70 soldati uccisi dall'Isis

MOSUL. Una fossa comune, contenenti i corpi di una settantina di soldati dell'esercito iracheno uccisi dai miliziani dello Stato islamico (Isis), è stata scoperta nel distretto di Tal Afar a 63 chilometri a ovest di Mosul, nel nord dell'Iraq. Lo ha reso noto un portavoce del Partito democratico del Kurdistan, Saeed Mamuzini, al sito di Rudaw. '«Alla periferia di Tal Afar è stata trovata una fossa comune con 70 soldati dell'esercito iracheno», ha detto.

Grecia e Ue verso l'intesa, vola la Borsa

BRUXELLES. La distanza tra Grecia e l'Europa si riduce e le proposte del governo Tsipras vanno nella giusta direzione. Ancora nessun accordo con l'Eurogruppo ma sembra solo questione di tempo. È questo il bilancio dell'ultimo incontro straordinario. Una nuova riunione dei ministri delle Finanze dell'area euro dovrà essere riconvocata in settimana.

Le nuove proposte del governo greco sono «benvenute, sono un passo positivo nella giusta direzione, ma visto lo scarso anticipo non abbiamo avuto tempo di effettuare una valutazione completa» afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, al termine di un Eurogruppo durato meno di due ore. In ogni caso "ci hanno dato una prima impressione. Ora parte subito il lavoro tecnico per fare i calcoli e raggiungere un accordo in settimana». Parole che spingono le Borse europee.

In particolare il presidente dell'Eurogruppo ha sollecitato il governo greco «a lavorare con creditori per preparare a fondo i vari elementi» del piano di riforme, «concentrandosi su poche priorità". Bisogna «iniziare a lavorare immediatamente, in modo da arrivare ad un accordo entro la fine di questa settimana». In questo senso «è importante che il governo greco dica precisamente cosa bisogna fare e come implementare le varie misure».

A parlare, al termine dell'Eurogruppo, è stato anche il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici. La nuova proposta del governo greco ai creditori è «finalmente una base solida e globale, ma c'è ancora lavoro da fare. Siamo alla ricerca di un accordo» ha detto Moscovici. A credere nell'accordo sono le Borse: Milano ha chiuso le contrattazioni con un notevole +3,4%.

Terrore a Kabul, attacco al Parlamento: 7 terroristi uccisi

KABUL. Terrore a Kabul. È di 25 civili feriti, comprese cinque donne e tre bambini, l'ultimo bilancio dell'attacco contro il complesso che ospita il Parlamento afghano. Lo ha reso noto il ministero della Salute della capitale afghana. La polizia di Kabul ha comunicato che sono «stati uccisi dalle forze di sicurezza tutti i sette» responsabili dell'attacco. Il portavoce del ministero dell'Interno di Kabul, Sediq Sediqqi, ha confermato che «la polizia afghana ha respinto oggi un attacco terroristico contro il Parlamento afghano, uccidendo tutti i sette assalitori».

 
Media locali riferiscono che alcuni degli scoppi sono avvenuti al cancello di ingresso del complesso che ospita il parlamento. Le forze di sicurezza hanno circondato l'area, scontri a fuoco sono tuttora in corso e si parla di possibili vittime. L'attacco, che secondo il sito locale Khaama Press è stato rivendicato dai Talebani, è avvenuto mentre era in corso una seduta del parlamento trasmessa in diretta tv. Le telecamere hanno mostrato i parlamentari in fuga dall'aula. Secondo la corrispondente della tv satellitare al-Jazeera, alcuni di loro sono riusciti a uscire dall'edificio, mentre altri sarebbero rimasti intrappolati all'interno.

Grecia, l'Ue apre all'intesa

BRUXELLES. Il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha ricevuto nuove proposte dalla Grecia che rappresentano «una buona base» in vista del vertice speciale dei leader dell'Eurozona in programma per oggi a Bruxelles. A renderlo noto su Twitter è stato Martin Selmayr, il capo gabinetto del presidente dell'esecutivo Ue. Le proposte sono state ricevute anche dai responsabili dell'Fmi e della Bce, ha aggiunto.

 
Il commissario europeo agli affari economici, Pierre Moscovici, ha sottolineato l'importanza dei colloqui di oggi a Bruxelles sulla crisi del debito greco: «Una giornata decisiva, vitale». «Ad essere in gioco - ha dichiarato, intervenendo su Europe 1 - sono la sorte della Grecia e dell'Euro. Bisogna agire adesso». Le ultime proposte presentate da Atene «vanno nella direzione giusta», ha aggiunto Moscovici, che - in vista del vertice dei leader dell'Eurozona in programma per questa sera a Bruxelles - ha detto di credere in un accordo: «La soluzione sta in un'Europa capace di combinare responsabilità e solidarietà».

Michel Sapin, ministro delle Finanze francesi, avverte a poche ore dai cruciali colloqui di Bruxelles : «I trattati non prevedono la possibilità per un paese di abbandonare l'Euro. Consiglio vivamente di non mettere piede in terre sconosciute».

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