Martedì 25 Settembre 2018 - 12:12

La cattolica Irlanda alle urne per le nozze gay

DUBLINO. Seggi aperti in Irlanda, dove gli elettori sono chiamati a decidere con un referendum sul tema dei matrimoni gay, primo paese al mondo a farlo. In concreto, gli aventi diritto dovranno pronunciarsi su un emendamento alla costituzione che autorizza il matrimonio, nel rispetto della legge, tra due persone senza distinzioni di genere. A votare sono circa 3,2 milioni di elettori. I seggi hanno aperto alle 7 ora locale e chiuderanno alle 22.

 
Nella conferenza stampa finale tenuta prima del voto, il premier irlandese Enda Kenny ha dichiarato di non avere dubbi, da cattolico, «sull'estensione del diritto di sposarsi alle coppie gay», e si è detto certo del fatto che l'elettorato non abbia «nulla da temere nel votare Sì». Gli ultimi sondaggi indicavano come probabile una vittoria del sì, anche se determinante sarà l'affluenza alle urne. Gli elettori sono chiamati inoltre ad esprimersi su una proposta che chiede di abbassare a 21 anni l'età minima di eleggibilità alla carica di presidente, finora 35 anni.

Per la Grecia,
ore decisive:
oggi vertice
Tsipras-Junker

BRUXELLES. Il premier greco Alexis Tsipras avrà oggi un incontro con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, a margine del vertice di Riga tra Unione Europea e Parnership orientale. Lo ha annunciato il portavoce dell'esecutivo di Bruxelles, Margaritis Schinas, dopo la conclusione, ieri sera, di un incontro tra lo stesso Tsipras, la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il presidente francese Francois Hollande sulla questione del debito greco.

 

Intanto, Tsipras si è dichiarato ottimista sulle possibilità di trovare un accordo. «La discussione è stata estremamente costruttiva, e si è svolta in un'atmosfera buona e amichevole», ha detto parlando con i giornalisti al termine del colloquio a tarda notte con la cancelliera tedesca e il presidente francese. «Sono ottimista sulla possibilità di trovare presto una soluzione a lungo termine, sostenibile e percorribile, libera dagli errori del passato», e la Grecia, ha concluso, «tornerà presto sulla strada della crescita».

 

In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio, il premier ellenico ha fatto presente inoltre che Merkel e Hollande hanno espresso la loro volontà «di contribuire personalmente, se necessario, a completare presto l'accordo». Per il portavoce governativo Gabriel Sakellaridis un accordo tra Atene ed i creditori potrà essere raggiunto entro 10 giorni.

Sulla Grecia c'è ancora molto lavoro da fare. Lo ha detto, arrivando alla sede del vertice di Riga tra l'Ue e la Partnership orientale, la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ieri sera, insieme a Hollande ha avuto un incontro con il premier greco. Con cui, ha detto, c'è stato «uno scambio molto amichevole e costruttivo». La cancelliera ha quindi sottolineato come la sede giusta per arrivare ad un'intesa sul debito greco siano i negoziati con il cosiddetto Brussels Group, di cui fanno parte Fmi, Bce e Commissione europea. «È chiaro che il lavoro deve continuare con le tre istituzioni - ha detto - C'è ancora molto lavoro fare, un lavoro molto, molto intenso».

Intanto, scoppia il caso del registratore nascosto di Yanis Varoufakis. Il ministro delle Finanze greco ha rivelato l’esistenza della registrazione al quotidiano New York Times per smentire di essere stato insultato da altri colleghi durante l’Eurogruppo a Riga dell’aprile scorso, dove nel corso della trattativa sulla Grecia si raggiunsero, pare, toni molto accesi. Il ministro di Atene dice di aver registrato l'incontro, ma che «non può rilasciare il nastro a causa delle norme sulla riservatezza».

Gran Bretagna, terremoto e panico ma nessun danno

LONDRA. Terremoto in Gran Bretagna. Un sisma di magnitudo 4,3 della scala Richter è stato registrato nella notte nel sudest dell'Inghilterra, provocando il panico fra la popolazione, uscita per strada, ma nessuna vittima. Un portavoce del British geological survey ha riferito: «Alcune aree del Kent sono state colpite dal terremoto di magnitudo 4,3. La polizia ha iniziato a ricevere chiamate intorno alle 2,57 (ora locale), non ci sono notizie di danni strutturali o feriti». Il sisma è stato avvertito fino in Francia, a Pas de Calais, dove il Centro operativo di soccorso ha ricevuto alcune telefonate che segnalavano la scossa.

Rifiuta sesso estremo con jihadista, bruciata viva dall'Isis

ROMA. Una ragazza di 20 anni che era stata catturata dai jihadisti del sedicente Stato islamico (Isis) «è stata bruciata viva per essersi rifiutata di prendere parte a un atto di sesso estremo» con l'uomo che l'aveva resa sua schiava. È uno degli episodi raccapriccianti raccontati da Zainab Bangura, inviata Onu per i crimini sessuali nelle zone di conflitto, al suo rientro da un viaggio in Siria, Iraq, Turchia, Libano e Giordania, dove ha incontrato testimoni e vittime delle atrocità commesse dall'Is nei confronti delle donne siriane e irachene.

«Non ho mai visto niente del genere», ha raccontato sconvolta la Bangura in un'intervista al sito Middle East Eye, parlando di atti "sadici" e della metodologia «organizzata a coordinata» che l'Is usa per violentare, ridurre in schiavitù, costringere alla prostituzione o a matrimoni forzati le ragazze delle minoranze yazide, turkmene e cristiane. «Quando attacca un villaggio - ha spiegato la diplomatica della Sierra Leone - l'Is divide le donne dagli uomini», sceglie le ragazze più giovani, «le spoglia, verifica la loro verginità, valuta la dimensione del seno e la bellezza». Quindi stabilisce un prezzo per ognuna di esse. Le vergini più giovani e carine vengono inviate a Raqqa, roccaforte siriana dell'Isis, dove vengono vendute. Tra gli acquirenti «c'è una gerarchia - ha spiegato ancora la Bangura - gli sheikh hanno la prima scelta, poi gli emiri, poi i combattenti». Le ragazze vengono vendute, stuprate per qualche mese, poi rivendute a un prezzo che va calando di volta in volta. «Mi è stato riferito - ha spiegato l'inviata Onu - di una ragazza venduta 22 volte».

Per la Bangura, l'Isis ha «istituzionalizzato la violenza sessuale», che è diventata «centrale nella sua ideologia» ed è usata come strumento di «reclutamento, raccolta di fondi e affermazione della disciplina e dell'ordine». A questa modalità di sfruttamento se ne aggiunge un'altra non meno atroce. «Siamo stati informati - ha riferito l'inviata Onu - di genitori che hanno ceduto le loro figlie all'Is, soprattutto a Mosul». Si tratta del «jihad del sesso», in cui «i corpi delle donne vengono usati per dare un contributo alla campagna dell'Isis».

Orrore in Messico: torturato e ucciso a 6 anni da 5 ragazzini

CITTA' DEL MESSICO. Orrore nello stato messicano di Chihuahua, dove cinque minorenni hanno ucciso un bambino di sei anni, Cristopher, mentre "giocavano" a sequestrarlo. I cinque - due ragazzine di 13 anni, una di 11 e due adolescenti di 15 anni - sono stati fermati dalla Procura di Stato dopo che, secondo le informazioni della polizia citata dai media locali, il piccolo è stato torturato, ucciso e poi sepolto.

I ragazzi sono andati a cercare Cristopher a casa sua e lo avrebbero quindi invitato a giocare con loro. «Stavano giocando», si legge in un documento sul caso, quando poi il piccolo è stato «legato» e, dopo essere stato «semi asfissiato», «è caduto a terra». Ma le torture non sono finite qui. Il bambino, cui sono state lanciate delle pietre, è stato anche colpito con un bastone e un coltello, quando ormai privo di vita è stato ricoperto di terra. Sopra il cumulo «per non richiamare l'attenzione» è stato infine messo «un animale morto». Sono passate 16 ore prima che la famiglia avvisasse le autorità della sua scomparsa. L'azione penale, ha spiegato un procuratore locale, Sergio Almaraz, potrà essere esercitata solo contro i due ragazzi di 15 anni.

Iraq, l'Isis conquista Ramadi: 500 morti

BAGDAD. Sono circa 500 le persone uccise, tra civili e uomini della sicurezza, in seguito all'avanzata dello Stato Islamico (Isis) a Ramadi, capoluogo della provincia di al-Anbar nell'Iraq occidentale conquistata ieri dai jihadisti. Lo riferisce un portavoce dell'amministrazione provinciale di al-Anbar, Muhannad Haimour, stimando che «circa in ottomila sono fuggiti» da Ramadi. Ieri sera lo stesso Isis aveva rivendicato la conquista di Ramadi affermando di aver uccise «decine di apostati». I dati si aggiungono all'enorme esodo di aprile, quando secondo l'Onu almeno 114mila iracheni hanno lasciato Ramadi e i villaggi circostanti per l'avanzata dei jihadisti dell'Isis. Secondo l'emittente al-Arabiya, ieri Ramadi è finita nelle mani dell'Is dopo che l'esercito si è ritirato dalla città. Lo stesso era successo a Mosul a giugno dello scorso anno.

Egitto, l'ex presidente Morsi condannato
a morte

IL CAIRO. L'ex presidente egiziano Mohammed Morsi è stato condannato a morte per aver organizzato un'evasione di massa dal carcere di Wadi El-Natroun al Cairo durante la Rivoluzione del 25 gennaio 2011 contro il regime di Hosni Mubarak. Insieme a Morsi evasero altri 30 detenuti, mentre oltre 20mila fuggirono da altri carceri dell'Egitto, tra cui membri del movimento libanese di Hezbollah e militanti palestinesi di Hamas. Insieme ad altri 132 coimputati, Morsi è accusato di evasione, attacco al carcere e omicidio di agenti il 28 gennaio 2011. La sentenza è stata emessa da un tribunale del Cairo.

 

Insieme a Morsi, il Tribunale penale del Cairo ha condannato a morte altri due esponenti di spicco dei Fratelli Musulmani, il numero due della Confraternita Khairat al-Shater e il segretario generale Mohammed el-Beltagi.

 

Ora la parola finale spetterà al Grand Mufti, la massima autorità legale islamica dell'Egitto, che dovrà decidere se approvare le condanne a morte. L'invio della sentenza al Gran Mufti è il primo passo nell'iter legale necessario ad applicare la pena capitale. La decisione del Mufti non è vincolante, ma dopo la sua decisione il tribunale emetterà un verdetto finale, previsto per Morsi il 2 giugno. Una volta che questo sarà reso noto, gli imputati potranno ricorrere in appello.

Il mese scorso il deposto presidente islamico era già stato condannato a 20 anni per incitamento alla violenza contro i manifestanti del 2012, quando era alla guida dell'Egitto.

Usa, il treno deragliato sarebbe stato colpito da un proiettile o un sasso

Il treno deragliato vicino a Filadelfia, provocando la morte di otto persone, sarebbe stato colpito da "un oggetto", forse un sasso o addirittura un proiettile, poco prima del disastro. Lo ha detto Robert Sumwalt, della National Transportation Safety Board, citando la testimonianza di una dei tre controllori che si trovavano a bordo del treno Amtrak. La testimone ha detto di aver sentito una conversazione radio in cui il macchinista del treno e quello di un altro treno in cui dicevano che i loro convogli erano stati colpiti da "qualcosa" forse "un sasso o un proiettile". Interrogato per la prima volta ieri pomeriggio, il macchinista del treno, Brandon Bostian, che nell'incidente ha riportato una commozione cerebrale, è stato "molto collaborativo" ma non riesce a ricordare nulla di quello che è successo dopo che il treno ha attraversato la stazione di Filadelfia nord. Il parabrezza della locomotiva è andato completamente distrutto nello schianto, ma Sumwalt ha detto che vi è un "danno particolare" nella sua parte inferiore che ha "una forma circolare che fa pensare ad un colpo secco", appunto quello di un sasso o di un proiettile. Ora si aspettano i risultati delle analisi degli specialisti dell'Fbi. Inoltre, hanno spiegato ancora gli inquirenti, verrà ascoltato il macchinista dell'altro treno, della Southeastern Pennsylvania Transportation Authority (Septa), che sarebbe stato colpito dall'oggetto. Il nuovo sviluppo delle indagini, se confermato dai riscontri, potrebbe aiutare a rispondere alla domanda sul perché il treno quella notte arrivò ad una velocità di 106 miglia all'ora (170 km circa) in un tratto ferroviario in curva in cui la velocità massima consentita è di 50 miglia. Rimane quindi cruciale la testimonianza di Bostian che era ai controlli del treno quando il treno passò da 70 a 100 miglia all'ora di velocità, un aumento di velocità che appunto ha provocato il deragliamento. L'ex ministro dei Trasporti, Ray LaHood, ha detto che se verrà confermato che il treno è stato colpito da un proiettile, questo fatto "potrebbe aver costituito la causa di un'enorme distrazione" per il macchinista.

Nepal senza pace: altra scossa fa 59 morti

KATHMANDU. Una nuova forte scossa di terremoto - di magnitudo 7,4 gradi - ha colpito il Nepal e ha provocato almeno quattro morti. Lo hanno riferito fonti delle agenzie umanitarie. Intanto, è stata annunciata la chiusura dell'aeroporto internazionale della capitale nepalese.

Il terremoto registrato alle 9.05 è stato seguito da numerose scosse di assestamento: nei primi venti minuti successivi - ha reso noto la United States Geological Society - ci sono state due scosse, la prima di magnitudo 5,6 e la seconda di 5,4. Alle 9.36 è arrivata una scossa di magnitudo 6,3. Il Paese era già stato devastato il 25 aprile dal sisma di magnitudo 7,8 che ha causato la morte di oltre 8mila persone. La scossa odierna ha avuto il suo epicentro vicino al Monte Everest, a 83 chilometri a est di Kathmandu, nei pressi del confine cinese. Oltre che nella capitale Kathmandu, il tremore è stato avvertito anche nella capitale indiana New Delhi e in quella del Bangladesh, Dacca.

Il bilancio è di 59 morti: 42 le vittime nel Paese, riferiscono le autorità, mentre sono 17 le vittime in India, afferma il ministero dell'Interno citato dall'agenzia Pti.

La Corea del Nord testa un missile sottomarino

PYOMGYANG. La Corea del Nord ha affermato di aver realizzato con successo il test di un missile balistico sottomarino. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa ufficiale Kcna, il leader Kim Jong Un ha assistito al lancio che è avvenuto da un sottomarino che navigava al largo dalla costa, ha riportato ancora l'agenzia senza fornire altre precisazioni.

Kim ha definito il lancio un «risultato miracoloso», affermando che il nuovo missile è «un'arma strategica di livello mondiale» che permetterà di distruggere ogni mezzo navale nemico che possa violare la sovranità territoriale nordcoreana. Non ci sono ancora riscontri del test, che se confermato costituirebbe una svolta nel programma missilistico di Pyongyang perché l'eventuale capacità di lanciare missili sottomarini porterebbe la minaccia nucleare nordcoreana ad un nuovo livello.

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