Mercoledì 19 Settembre 2018 - 7:59

Weinstein arrestato per stupro, paga la cauzione ed esce

Stupro, atti criminali di natura sessuale, abuso sessuale, condotta sessuale inappropriata. Sono i reati, relativi ad ''incidenti che coinvolgono due donne diverse'', per cui è stato incriminato Harvey Weinstein, come rende noto il Dipartimento di polizia di New York. Il 66enne stamattina si è presentato spontaneamente negli uffici del primo distretto del NYPD da dove è uscito in manette.

Dopo l'arresto, l'ex mogul hollywoodiano è comparso in tribunale per la formalizzazione delle accuse, quindi ha versato la cauzione per il rilascio con un assegno da 1 milione di dollari. Weinstein dovrà portare alla caviglia un dispositivo elettronico che segnalerà la sua posizione 24 ore su 24. L'ex produttore, che ha consegnato il proprio passaporto, potrà spostarsi solo attraverso gli stati di New York e Connecticut. Come ha disposto il tribunale di Manhattan, Weinstein non potrà avvicinarsi o entrare in contatto con una persona la cui identità non è stata resa pubblica.

"Il signor Weinstein si dichiarerà non colpevole. Intendiamo procedere con rapidità per smontare queste accuse che riteniamo viziate dal punto di vista costituzionale e non sostenute in maniera concreta da prove", ha detto l'avvocato dell'ex produttore di Hollywood Benjamin Brafman. "Riteniamo che alla fine del processo il signor Weinstein verrà scagionato. Il signor Weinstein ha sempre sostenuto che ogni attività sessuale sia stata consensuale e nega in maniera veemente ogni accusa. Prevedo che dopo il controinterrogatorio, le accuse non verranno ritenute credibili", a patto che si riesca a formare una giuria che non sia stata già "orientata" dal movimento #metoo.

Weinstein, secondo il legale "non ha inventato il casting sul divano a Hollywood. In questo caso, non è sotto processo un comportamento negativo". Il nodo "è esclusivamente legato al fatto se sia stato commesso un atto criminale e Weinstein lo nega con fermezza".

Il Dipartimento di polizia di New York ringrazia le vittime "per il loro coraggio di farsi avanti e cercare giustizia". "L'arresto e le conseguenti accuse - specifica il Nypd - sono il risultato di un'indagine congiunta tra il Dipartimento di polizia di New York e l'ufficio del procuratore del distretto di Manhattan".

Le troupe televisive di tutti i principali network Usa hanno ripreso l'ingresso dell'ex super potente di Hollywood nell'edificio del New York Police Department, nella lower Manhattan. Weinstein indossava una giacca blu, con una camicia bianca ed un pullover blue e sotto il braccio portava tre libri.

Weinstein è sotto inchiesta anche per presunti crimini sessuali a Los Angeles e Londra. L'ex re dei produttori di Hollywood, accusato da diverse donne di abusi, finora non era mai stato incriminato. E dal canto suo ha sempre respinto le accuse sostenendo di avere avuto rapporti consensuali.

Weinstein, è il giorno dell'arresto

L'ex produttore di Hollywood Harvey Weinstein si consegnerà oggi alla procura di Manhattan che spiccherà un mandato di cattura nei suoi confronti. Lo riferisce la Cnn, che cita una fonte vicina alle indagini. L'ex mogul hollywoodiano dovrà rispondere all'accusa di aver violentato una donna e aver costretto un'altra a praticargli sesso orale.

I procuratori di Manhattan avrebbero preparato per Weinstein un'incriminazione per stupro di primo e terzo grado nel primo caso e di atto sessuale di primo grado nel secondo, ha spiegato la fonte. L'avvocato di New York del produttore, Benjamin Brafman, ha rifiutato di commentare la notizia senza smentire o confermare se il suo cliente sia intenzionato a consegnarsi. Weinstein è anche sotto inchiesta per presunti crimini sessuali a Los Angeles e Londra.

Stando a quanto riportato ieri dal 'Wall Street Journal', le accuse di molestie sessuali contro Weinstein saranno investigate dalla procura federale di New York. I giudici, spiega il quotidiano statunitense, vogliono accertare che il 66enne ex magnate hollywoodiano non abbia viaggiato con alcune donne oltre i confini americani per abusarne.

L'ex re dei produttori di Hollywood, accusato da diverse donne di abusi, finora non è mai stato incriminato. E dal canto suo ha sempre respinto le accuse sostenendo di avere avuto sempre rapporti consensuali.

Bomba in ristorante a Toronto: sospetti in fuga

Almeno 15 persone sono rimaste ferite nell'esplosione di un ordigno avvenuta in un ristorante di Mississauga, nella parte ovest dell'area metropolitana di Toronto, in Canada.

A renderlo noto è stata la polizia, spiegando che due persone sospette sono entrate all'interno del locale, il 'Bombay Bhel', e hanno fatto scoppiare l'ordigno esplosivo improvvisato (IED).

I FERITI - "Diversi feriti" sono stati ricoverati in ospedale, mentre tre persone che versano in condizioni critiche sono state portate in un centro specializzato di Toronto.

LA FUGA - I due sospetti, si legge sul sito della 'Bbc', sono fuggiti dal luogo dell'attacco immediatamente dopo l'esplosione e la polizia ha lanciato un appello al pubblico per chiedere aiuto nell'identificazione dei due attentatori.

Salta vertice Trump-Kim, il perché in una lettera

"Per il bene di entrambe le parti, il meeting di Singapore non si svolgerà". E' un passaggio della lettera con cui Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, comunica al leader nordcoreano Kim Jong-un l'annullamento del summit previsto per il 12 giugno a Singapore.

"Il mondo, e in particolare la Corea del Nord, ha perso una grande opportunità per una pace duratura e una grande prosperità e benessere" scrive Trump. "Questa opportunità persa è un momento triste della storia".

DIALOGO - "Se Lei cambierà idea riguardo a questo importante summit, la prego di non esitare a chiamarmi o scrivermi" prosegue il presidente, mostrandosi ancora disponibile nei confronti di Kim, confermando comunque di aver avviato con il leader nordcoreano un importante dialogo. "Io sentivo che si stava costruendo un bel dialogo tra di noi e, alla fine, è solo il dialogo che conta - aggiunge - sono molto ansioso di poterla incontrare un giorno".

IL CASO - Cosa c'è dietro alla lettera? Secondo quanto osserva la Cnn, il fatto che la vice ministra degli Esteri nordcoreano abbia etichettato il vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, come ''una stupida marionetta politica''. E' questa la dichiarazione che ha fatto infuriare Trump e ha spinto il presidente Usa ad annullare, a sorpresa, il meeting. Nella lettera inviata al leader nordcoreano, Trump fa riferimento a "enorme rabbia" e "aperta ostilità mostrata nella vostra recente dichiarazione".

PENCE - Il riferimento, osserva la Cnn, è alle parole che Choe Son Hui, vice ministra degli Esteri di Pyongyang, ha rilasciato su Pence dopo l'intervista in cui il vice di Trump ha accostato la Corea del Nord alla Libia. "Come persona che si occupa degli affari esteri Usa, non posso nascondere la mia sorpresa per dichiarazioni così ignoranti e stupide come quelle uscite dalla bocca del vice presidente degli Stati Uniti", ha detto Choe, bollando Pence come "una stupida marionetta politica".

Privacy, Zuckerberg alla Ue: «Mi scuso»

Il Parlamento europeo si appresta ad indicare "le soluzioni concrete che le piattaforme dovranno introdurre per mettere al riparo tutte le prossime elezioni da ogni rischio di manipolazione". E' quanto spiega il presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, aprendo la Conferenza dei presidenti che incontra il fondatore e Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, invitato sulla scia del caso Cambridge Analytica.

STREAMING - L'incontro viene trasmesso in streaming: Zuckerberg è arrivato intorno alle 18, infilandosi in ascensore per salire al nono piano. Il manager non ha risposto alle domande dalla stampa assiepata ai lati del corridoio d'ingresso, né è previsto che partecipi alla conferenza stampa finale.

TAJANI - "Nelle prossime settimane - ha detto Tajani - seguiranno una serie di audizioni pubbliche con rappresentanti di Facebook e delle altre parti interessate, davanti alla Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni e alle altre Commissioni competenti. La nostra priorità è definire al più presto un nuovo quadro di regole che garantisca un corretto funzionamento del mercato digitale".

"Questo quadro - ha proseguito - deve imporre nuove responsabilità per gli operatori e la protezione dei dati personali, dei diritti d’autore e dei consumatori. I social media sono ormai parte del nostro vivere e del nostro relazionarci. Non vogliamo certo rinunciarvi. Chiediamo però di poterli usare con serenità, senza mettere a rischio la nostra privacy e la nostra libertà".

"Apprezzo - ha continuato Tajani - che Mark Zuckerberg abbia accolto il nostro invito a presentarsi di persona davanti ai rappresentanti dei popoli europei per rispondere alle nostre domande. E’ un segno di rispetto verso il legislatore del primo mercato al mondo e verso i milioni di cittadini che usano i servizi di Facebook quotidianamente nell'Unione".

"Mi aspetto da tutte le altre piattaforme digitali lo stesso impegno a collaborare con questo Parlamento - ha concluso -. I nostri cittadini chiedono di esercitare il diritto di voto in piena consapevolezza, sulla base di informazioni veritiere. Dobbiamo garantire che i loro dati personali non vengano mai più utilizzati per manipolare illecitamente il processo democratico".

ZUCKERBERG - Gli investimenti che Facebook farà per migliorare la sicurezza dei suoi utenti avranno "un impatto significativo" sulla "profittabilità" della società, ha detto Zuckerberg a Bruxelles. "Negli ultimi due anni - ha riconosciuto - è diventato chiaro che non abbiamo fatto abbastanza per prevenire l'uso dei nostri strumenti a fini dannosi".

"Vale per le fake news - ha continuato - per le interferenze straniere nelle elezioni e per gli sviluppatori che fanno un uso improprio delle informazioni relative alle persone. Non aver avuto una visione ampia delle nostre responsabilità è stato un errore e mi scuso".

Il capogruppo dei Liberaldemocratic, Guy Verhofstadt, ha rimarcato che si tratta della "terza volta" dall'inizio dell'anno che Zuckerberg si trova a dover chiedere scusa (lo aveva già fatto, tra l'altro, in aprile davanti al Congresso Usa). "Ci vorrà tempo - ha proseguito il manager - per fare tutti i cambiamenti di cui c'è bisogno: sono impegnato a farlo e a fare i significativi investimenti che sono necessari per mantenere le persone al sicuro".

"Per esempio, stiamo raddoppiando il numero delle persone che lavora sulla sicurezza a oltre 10mila entro fine anno. Oltre agli investimenti che stiamo facendo in altre aree, mi aspetto che questo aumento di investimenti in sicurezza avrà un impatto significativo sulla nostra profittabilità. Ma voglio essere chiaro - ha concluso Zuckerberg - mantenere le persone al sicuro sarà sempre più importante che massimizzare i nostri profitti".

Harry e Meghan, bomboniere già in vendita online

Mentre il matrimonio dell'anno è ancora sulla bocca di tutti, c'è chi si sta già sbarazzando della bomboniera. A pochi giorni dalle nozze di Harry e Meghan, sono apparse online annunci di vendita delle borse regalo donate agli ospiti comuni in ricordo della giornata storica.

Alcune aste, si legge su irishexaminer.com, hanno superato le 1.000 sterline. E a guardare ad esempio ebay, non sono pochi gli invitati che hanno avuto la stessa idea.

In iuta, con manici e iniziali degli sposi stampati in azzurro, la borsa conteneva una grande moneta di cioccolato, un magnete da frigorifero con il ritratto del duca e della duchessa di Sussex, la mappa del castello e dove andare, una bottiglia d'acqua e un buono sconto del negozio del castello.

NYT: «Conte non risulta negli archivi della New York University»

È un curriculum invidiabile, con tanto di studi in prestigiose università estere, quello di Giuseppe Conte, il "premier politico" proposto da M5S e Lega per il futuro governo giallo-verde. Ma proprio le sue esperienze di studio d'oltreoceano sono finite sotto la lente del corrispondente dall'Italia del 'New York Times', Jason Horowitz, che ha sollevato qualche dubbio sulla loro fondatezza. "Giuseppe Conte, potenzialmente il prossimo leader italiano, ha scritto che 'perfezionò e aggiornò i suoi studi' alla New York University, ma, quando abbiamo chiesto, ci è stato risposto: "Una persona con questo nome non compare nei nostri archivi come studente o membro di facoltà", scrive il giornalista in un tweet, condividendo il link dell'articolo dedicato al docente di diritto pubblicato sul quotidiano americano.

Nel suo articolo Horowitz fa riferimento al curriculum di Conte, pubblicato sul sito della Camera dei Deputati in occasione delle elezioni a componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, in cui si legge: "Dall'anno 2008 all'anno 2012 ha soggiornato, ogni estate e per periodi non inferiori a un mese, presso la New York University, per perfezionare e aggiornare i suoi studi". Un'esperienza che sarebbe stata smentita però, scrive il corrispondente del 'Nyt', dalla portavoce della New York University, Michelle Tsai. "Una persona con questo nome non compare nei nostri archivi come studente o membro di facoltà", spiega la donna, aggiungendo che "è possibile che Conte abbia seguito qualche programma di due giorni per i quali la scuola non tiene registri".

LA REPLICA M5S - A stretto giro è arrivata la replica del M5S. "Nel suo curriculum Giuseppe Conte ha scritto con chiarezza che alla New York University ha perfezionato e aggiornato i suoi studi. Non ha mai citato corsi o master frequentati presso quella Università. Quindi la stampa internazionale e quella italiana si stanno scatenando su presunti titoli che Conte non ha mai vantato!", si legge in una nota diffusa dall'Ufficio Comunicazione del M5S - Conte, come ogni studioso, ha soggiornato all'estero per studiare, arricchire le sue conoscenze, perfezionare il suo inglese giuridico. Per un professore del suo livello sarebbe stato strano il contrario. Lo ha fatto e lo ha giustamente scritto nel curriculum, ma paradossalmente questo ora non va bene e diventa addirittura una colpa. E' l'ennesima conferma che hanno davvero tanta paura di questo governo del cambiamento".

Maduro rieletto in Venezuela

Nicolas Maduro è stato rieletto alla presidenza del Venezuela. Il presidente uscente celebra la propria vittoria alle presidenziali che si sono tenute ieri parlando di un consenso popolare del 68% e omettendo di far riferimento all'alto tasso di astensione, circa il 52%, degli aventi diritto, contro una partecipazione dell'80 per cento circa alle elezioni del 2012 e 2013.

"Stiamo ottenendo un record storico", ha affermato Maduro parlando dal Palacio de Miraflores. "Mai prima un candidato alle presidenziali aveva vinto con il 68% del voto popolare" con un distacco di 47% sul secondo arrivato, Henri Falcon, per il quale ha parlato di 'Knockout'. Falcon ha peraltro contestato il controverso voto e preannunciato che non ne riconoscerà l'esito. "Non riconosciamo questo voto e lo consideriamo illegittimo" ha dichiarato Falcon, nel corso di una conferenza stampa.

Il candidato oppositore di Maduro, giunto al secondo posto, ha denunciato l'irregolarità del voto, parlando tra l'altro dell'esistenza di punti di controllo - 12.700 - istituiti sul territorio per verificare che i beneficiari dei programmi di aiuti sociali del governo votassero a favore del presidente uscente.

Secondo i dati del Consiglio Nazionale Elettorale Maduro ha ottenuto 5,8 milioni di voti, Falcon 1,8, l'ex pastore evangelico Javier Bertucci poco più di 925mila e Reinaldo Quijada 34.614. Stando ai dati diffusi dal Frente Amplio Venezuela Libre (FAVL) l'affluenza alle urne è stata inferiore al 30%. "Noi possiamo affermare assumendocene piena responsabilità che la partecipazione a questa farsa elettorale non ha raggiunto il 30 per cento", ha dichiarato a nome del FAVL Juan Pablo Guanipa.

"Per questo vi diciamo che le cifre che saranno diffuse dalla signora (presidente del Consiglio nazionale elettorale) Lucena non hanno interesse dal punto di vista della notizia perché sono cifre totalmente gonfiate che non riflettono la realtà del popolo del Venezuela".

10 cose che non sapete su Meghan

Da oggi è duchessa del Sussex. E moglie del principe Harry. Tutti parlano di lei e tutti sanno tutto (o quasi) della sua vita, incluse le vicende legate alla sua famiglia un po' stramba. Eppure pochi conoscono alcuni aneddoti legati a Meghan Markle, l'attrice statunitense che ha rapito il cuore del secondogenito di Carlo e Diana. Ad elencarli è il quotidiano belga 'La Dernière Heure', che passa in rassegna 10 curiosità sulla royal bride.

1 - APRIVA I PACCHI A 'DEAL OR NOT TO DEAL' - Molto prima di conoscere Harry, tra il 2006 e il 2007, Meghan ha partecipato al programma 'To deal or not to deal', la versione statunitense di 'Affari tuoi'. Nella trasmissione, Meghan era incaricata di aprire i pacchi. Un'esperienza di cui non conserva un buon ricordo: "Ero passata dall'ambasciata a Buenos Aires a un lavoro in tv - ha raccontato Meghan -. Dovevo aspettare, in piedi sui tacchi alti, che un concorrente scegliesse la mia scatola. Solo allora potevo sedermi. Ero il numero 24, non so perché ma nessuno sceglieva mai la mia scatola". Presenza quasi fissa della trasmissione era Donald Trump, che partecipava per promuovere il suo show 'The Apprentice'. Stando a diverse fonti, il futuro presidente statunitense consegnava alle ragazze del programma il suo biglietto da visita per invitarle a giocare a golf con lui. Meghan però non ha mai accettato la sua proposta.

2. HARRY E MEGHAN SONO CUGINI - Diversi studiosi hanno analizzato l'albero genealogico dei due sposi. Tornando indietro di 15 generazioni si sono accorti che Harry e Meghan hanno un antenato in comune: Ralphes Bowes, un inglese nato nel 1480 che aveva il titolo di 'High Sceriff' (Alto Sceriffo). L'uomo era responsabile delle forze dell'ordine nella contea si Durham.

3. USAVA NOMI IN CODICE PER PARLARE DI HARRY - Mentre girava la serie Suits, nella quale interpreta il ruolo di Rachel Zane, Meghan usava dei nomi in codice per parlare del principe Harry. Non erano in molti ad essere al corrente della relazione, ma Meghan si era confidata con Wendell Pierce, che nella serie tv interpreta il padre di Meghan.

4. HA TROVATO LAVORO GRAZIE ALLA BELLA GRAFIA - Prima di ottenere uno dei ruoli principali in Suits, Meghan ha svolto diversi lavoretti. Tra i quali quello di calligrafa. Era stata assunta da Dolce&Gabbana per scrivere a mano gli inviti alle sfilate per le star. Inoltre, aveva scritto a mano anche gli inviti per il matrimonio del cantante Robin Thicke.

5. MEGHAN NON E' IL SUO PRIMO NOME - Così come Harry, il cui nome di battesimo è Henry, anche Meghan non usa il suo primo nome. All'anagrafe è registrata come Rachel (come il personaggio che interpreta in Suits). Meghan è il secondo nome.

6. UNA CARRIERA IN POLITICA O DA BOND GIRL - Se non avesse incontrato Harry, Meghan avrebbe benissimo potuto incarnare il ruolo di Bond Girl sul grande schermo. Ne è convinto il Sun: "Meghan - dice una fonte anonima al tabloid inglese - è glamour e sexy, ed è una brava attrice. Il suo profilo corrisponde al ruolo". Altri sostengono invece che la 36enne avrebbe potuto senz'altro intraprendere la carriera politica: Meghan ha lavorato per qualche mese all'ambasciata di Buenos Aires in Argentina ed aveva tutte le carte in regola per proseguire su questa strada.

7. HA SPEDITO LA FEDE ALL'EX MARITO PER POSTA - Nel libro 'Meghan: A Hollywood Princess', scritto da Andrew Morton, biografo di Lady Diana, Meghan avrebbe ufficializzato la rottura con l'ex marito Trevor Engelson, spedendogli la fede per posta. La coppia ha divorziato nel 2013, due anni dopo le nozze. Il motivo? Trevor era rimasto a Los Angeles mentre Meghan aveva lasciato la sua città natale per trasferirsi a Toronto per le riprese di Suits.

8. E' SEMPRE STATA FEMMINISTA - Fin da piccola, Meghan è sempre stata una femminista convinta e non ha mai digerito il sessismo. "Quando vidi una pubblicità sessista del detersivo per lavastoviglie decisi di scrivere una lettera a 'Procter & Gamble', a Hillary Clinton e a Linda Ellerbee, presentatrice di un programma per bambini - ha raccontato Meghan a 'Glamour' -. Linda mi rispose e mi fece intervistare, mentre 'Procter & Gamble' cambiò pubblicità".

9. HA PROBLEMI CON I FAMILIARI - Mentre con i genitori sembra avere degli ottimi rapporti, lo stesso non può dirsi per gli altri membri della famiglia. Come la sorellastra Samantha, che sta scrivendo un libro al vetriolo e il fratellastro Tom Jr. che ha inviato ad Harry una lettera per convincerlo ad annullare le nozze.

10. IL SOPRANNOME - La madre di Meghan, Doria, la chiama spesso 'Flower, fiore, mentre molti dei suoi amici preferiscono il nomignolo 'Nutmeg', noce moscata. Il principe Harry invece è solito chiamarla 'Meg'.

Da Beckham a Clooney, i vip al Royal Wedding

Non ci sono solo Oprah Winfrey ed Elton John al matrimonio del principe Harry con Meghan Markle. Sono tanti gli invitati d'eccezione alle nozze dell'anno tra l'attrice statunitense e il secondogenito di Carlo e Diana.

I BECKHAM - Tra i primi ad arrivare al castello di Windsor c'è Oprah Winfrey, in abito rosa cipria di Stella McCartney, con ampio cappello piumato in tinta. E poi Victoria e David Beckham. Lei in abito blu e decollete arancio. Notati anche l'attore britannico Idris Elba e il cantautore James Blunt, accompagnati dalle rispettive compagne.

GEORGE CLOONEY E SIGNORA - George Clooney è invece arrivato accompagnato dalla moglie Amal, splendida con abito e cappello giallo.

IL CAST DI SUITS AL COMPLETO - E non manca il cast di Suits al gran completo. Gli ex 'colleghi' di Rachel Zane, il personaggio della serie tv interpretato dalla neo duchessa del Sussex, hanno raggiunto l'ingresso della chiesa camminando gli uni accanto agli altri. C'è Gabriel Match (che interpretata l'avvocato Harvey Specter), sex symbol della serie, in tight con cravatta bordeaux e occhiali neri, accompagnato dalla moglie Jacinda Barrett con la quale è sposato dal 2004. Lei in abito bordeaux della stessa tonalità della cravatta del marito e cappellino con una piccola veletta.

C'è Gina Torres, che interpreta la cinica socia di Harvey Jessica Pearson, in abito bianco e rosso e cappellino bianco con un piccolo fiore. Elegantissima Sarah Rafferty, in tv è Donna Paulsen, la 'rossa' della serie tv, che indossa un abito blu con delle enormi maniche a sbuffo e microcappellino con veletta blu. E poi Patrick J. Adams, l''associato' di Suits (Mike Ross nella serie) con la moglie Troian Avery Bellisario. E ancora, Rick Hoffmann, Louiss Litt nella serie, anche lui in un elegante tight grigio. Manca solo Rachel-Meghan che arriverà alla St George Chapel alle 13.

LE EX DI HARRY - Il principe Harry ha invitato anche due ex fidanzate al suo matrimonio. La Bbc segnala la presenza di Cressida Bonas, con la quale lo sposo ebbe una relazione fra il 2012 e il 2014, e di Chelsy Davy (2004-2010). La prima ha scelto un abito primaverile nei toni chiari di rosa, giallo e verde, mentre la seconda ha preferito un più classico blu.

ELTON JOHN E SERENA WILLIAMS - Tra gli invitati d'eccezione anche sir Elton John e suo marito David Furnish (secondo indiscrezioni il cantante potrebbe esibirsi al ricevimento, ma non vi sono state conferme ufficiali) e la tennista Serena Williams, fasciata in un abito rosa e mini cappellino in tinta. Ad accompagnarla è il marito, l'imprenditore Alexis Ohanian.

IL DRESS CODE - A tutti gli ospiti, è richiesto un rigido dresscode. Gli abiti delle invitate non potranno essere sopra il ginocchio, ma nemmeno lunghi fino ai piedi. Le donne dovranno indossare un cappello o un fascinator, mentre per gli uomini il classico tight.

Colori tenui, ma anche fucsia e verde smeraldo, tra prescelti dalle prime ospiti che hanno già raggiunto la chiesa. Ma anche stampe a fiori e piccoli pois e qualche digressione nella stampa 'etnica'. Molti i cappelli, anche stravaganti come con tanto di piume cadenti, ma soprattutto fascinator e microcappellini accessoriati di piume e fiori in tinta con il vestito. Gli uomini in tight grigio, qualcuno in abito da giorno. Come è tradizione in queste occasioni, libertà di scelta per il colore di gilet e cravatta, semplice o a plastron.

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