Giovedì 21 Febbraio 2019 - 16:09

Dall'Ue sì al salvataggio della Grecia, banche aperte lunedì

BRUXELLES. L'Eurogruppo ha autorizzato i negoziati per il terzo programma di salvataggio per la Grecia con il fondo salva-Stati Esm. I ministri delle Finanze dell'area euro hanno deciso "di concedere in linea di principio alla Grecia un sostegno di stabilità di tre anni con l'Esm, soggetto al completamento delle procedure nazionali rilevanti".

 

E, secondo quanto scrive l'agenzia stampa ellenica Ana citando fonti bancarie, tutte le banche greche riapriranno lunedì. Rimarrà però in vigore il limite massimo di 60 euro da ritirare al giorno. Per ridurre le code ai bancomat, sarà però possibile cumulare i ritiri per due o tre giorni: ovvero se una persona non ritira denaro un giorno, quello successivo potrà prelevarne 120.

 

Intanto è terminata la conference call dell'Eurogruppo per valutare l'approvazione al Parlamento greco del primo pacchetto di riforme concordato all'Eurosummit. «Nel primo pomeriggio si saprà di più sui risultati», fa sapere il portavoce del presidente dell'Eurogruppo. Oltre alle prime riforme approvate, passaggio fondamentale per autorizzare l'avvio dei negoziati al terzo programma di salvataggio per la Grecia, i ministri delle Finanze dell'area euro hanno anche discusso del prestito ponte per Atene, che però deve essere autorizzato dall'Ecofin e il cui via libera è atteso per domani per procedura scritta.

Una portavoce della Commissione europea ha detto che le riforme prioritarie concordate all'Eurosummit sono state approvate dal Parlamento greco «in modo tempestivo e nel complesso soddisfacente», sottolineando che il pacchetto è stato approvato «con una maggioranza molto larga».

Schaeuble: col taglio del debito Grexit temporanea

BRUXELLES. «Un taglio del debito è incompatibile con l'appartenenza di un Paese nell'euro. E un Paese che volesse ottenerlo dovrebbe rinunciare temporaneamente alla moneta unica. Questa forse sarebbe la strada migliore per la Grecia». Lo ha ribadito questa mattina il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble alla radio tedesca Deutschlandfunk, aggiungendo che tuttavia sottoporrà domani con «piena convinzione» al Parlamento tedesco il piano di salvataggio della Grecia. Per Schaeuble l'approvazione da parte del Parlamento greco del pacchetto di riforme chieste dai partner europei, è "un passo importante", ma molti economisti dubitano che i problemi di Atene possano essere risolti senza un haircut del debito. Per questo continua a credere che una 'Grexit' temporanea potrebbe forse essere un'opzione migliore.

Il Parlamento greco ha approvato il piano e il primo pacchetto di riforme chieste dai creditori internazionali con 229 voti a favore, 64 contrari e 6 astenuti. Il via libera è arrivato intorno alle 2 di notte (l'1 in Italia), oltre dunque la deadline della mezzanotte chiesta da Bruxelles. Syriza si è spaccato: a votare contro è stato anche l'ex ministro Yanis Varoufakis. Il piano è passato con i voti dell'opposizione.

«Se qualcuno ha una soluzione alternativa me la dica», aveva detto il premier Alexis Tsipras. «Non credo più di tanto a questo accordo - aveva sottolineato - ma siamo obbligati. Fatta una scelta di ».

Nel pomeriggio si era dimesso il viceministrodelle Fonanze Nadia Valavani. Ad Atene ci sono stati scontri in piazza Syntagma con lancio di molotov e circa 50 arresti. I violenti tafferugli sono durati circa un'ora fuori del Parlamento, impegnato a votare le nuove misure di austerity. Lo rende noto l'edizione online di Kathimerini, aggiungendo che le violenze hanno coinvolto circa 200 giovani che hanno lanciato bottiglie incendiarie e pietre contro gli agenti della polizia in tenuta antisommossa, fracassando finestre di uffici e dando fuoco ai cassonetti.

I manifestanti, che indossavano maschere o passamontagna, con grosse mazze di legno e pietre tolte dal selciato, hanno dato vita ai più pesanti scontri mai visti da quando si è insediato il governo di sinistra di Tsipras, sei mesi fa. Gli scontri sono terminati mentre al Parlamento prendevano il via le operazioni di voto sul primo pacchetto di riforme.

In precedenza, più di 10.000 persone, sostenitori di gruppi di sinistra e del sindacato filocomunista, avevano organizzato una manifestazione pacifica nel centro di Atene.

Grecia, dal Parlamento sì al piano. Ma Syriza va in frantumi

ATENE. Il Parlamento greco ha approvato il piano di riforme richieste da Bruxelles. Lo ha fatto ben oltre la mezzanotte, il termine ultimo che era stato fissato dall'Europa. I sì sono stati 229, i no 64 e gli astenuti 6. Syriza, il partito del premier, si è divisa. Ben 40 i parlamentari che hanno voltato le spalle al premier: dei 149 deputati del partito, 34 sono stati i no e 6 gli astenuti. Un numero maggiore delle previsioni che ipotizzavano poco più di 30 deputati tra voti contrari e astenuti. Hanno detto no anche l'ex ministro delle Finanze Varoufakis e il presidente del Parlamento Kostantopoulu. Durante il dibattito parlamentare Tsipras ha spiegato che «nelle 17 ore di Bruxelles avevo di fronte tre alternative: o l'accordo, o il fallimento con tutte le conseguenze, o il piano Schaeuble per una moneta parallela. E fra le tre, ho fatto la scelta di responsabilità».

Il voto è giunto al termine di una giornata tesissima, caratterizzata da disordini a piazza Syntagma, ad Atene, durante una manifestazione contro l'accordo. Un gruppo di attivisti ha lanciato molotov nel corso della manifestazione organizzata contro il disegno di legge con le riforme richieste dall'Europa che il Parlamento sta discutendo. La giornata ha visto anche diverse tensioni dentro Syriza. Il comitato centrale si è spaccato: 109 dei suoi 201 membri si sono schierati contro l'accordo raggiunto con i creditori e hanno chiesto la convocazione del comitato stesso. Lo riferisce un tweet di 'Ekathimerini'. La loro posizione è un ulteriore segnale del grave disagio del partito del primo ministro greco Alexis Tsipras, ma va ricordato che pochi esponenti del comitato centrale siedono in Parlamento, dove oggi è atteso il voto sulle misure economiche richieste da Bruxelles.

La presidente del Parlamento greco, Zoe Konstantopoulou, aveva esortato i deputati greci a respingere la legge di attuazione dei provvedimenti chiesti dai creditori, invitandoli a non «completare il ricatto» organizzato dalla Germania e definito a Bruxelles. Le sue parole eranogiunte durante il dibattito preliminare in commissione, prima del dibattito che si è a aperto in aula. L'approvazione del pacchetto è avvenuta grazie all'appoggio di diversi partiti di opposizione, che hanno compensato le defezioni nelle fila di Syriza. Esponente del partito del premier, Konstantopoulou si era astenuta nel voto che all'alba di sabato aveva dato il via libera alle proposte greche da presentare ai creditori.

TSIPRAS: CHI HA UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA ME LA DIA. Il primo ministro greco si era rivolto così ai deputati prima del voto sulle misure chieste da Bruxelles. Tsipras ha poi minacciato che si sarebbe dimesso se i deputati di Syriza non avessero votato in Parlamento a favore delle misure richieste da Bruxelles: «Se non avrò il vostro appoggio, domani per me sarà difficile continuare ad essere alla guida del governo», aveva detto durante l'incontro con i deputati del partito.

Il Parlamento greco ha dunque approvato un pacchetto di dure riforme per poter accedere ad un prestito ponte da 7 miliardi di euro attraverso l'Efsm e successivamente ad un terzo bailout.

FONTI UE: NESSUNA OBIEZIONE SU PACCHETTO DI RIFORME. Prima del voto sulle riforme prioritarie concordate all'Eurosummit, un funzionario europeo aveva spiegato: «Non abbiamo obiezioni significative» al pacchetto. «I nostri esperti lo hanno esaminato e per noi va bene».

COMMISSIONE UE PROPONE 7 MILIARDI PRESTITO PONTE CON EFSM. La Commissione europea intanto propone di erogare un prestito ponte da 7 miliardi di euro alla Grecia attraverso l'Efsm, lo European Financial Stabilisation Mechanism. Il finanziamento, si spiega dall'esecutivo Ue, avrebbe una durata di sei mesi, sarebbe erogato in un'unica tranche e sarebbe legato «a condizionalità di politica economica». Alcuni Paesi non euro, come Gran Bretagna, Danimarca e Polonia hanno già espresso riserve all'utilizzo dell'Efsm.

Il vicepresidente della Commissione europea con delega all'Euro, Valdis Dombrovskis, ha fatto sapere che la Commissione europea ha esplorato varie opzioni per erogare un prestito ponte alla Grecia, ma, «allo stato attuale e in mancanza di meglio, resta il ricorso all'Efsm».

IL PIANO DI RIFORME. Il piano di riforme richieste da Bruxelles, come riferito dall'agenzia stampa greca Ana, comprende una serie di misure fiscali con ritocchi all'aliquota Iva, una tassa di solidarietà e cambiamenti nella tassazione degli agricoltori. Saranno introdotte tre aliquote Iva: la più bassa, al 6%, riguarderà farmaci, libri e biglietti di teatro, quella media al 13% sarà per cibi freschi, energia, acqua e alberghi, quella più alta al 23% per prodotti alimentari trasformati, trasporti, ristoranti, servizi medici. E' prevista anche la graduale eliminazione entro il 2016 dell'aliquota speciale per le isole, mantenendo questo status solo per le isole più remote. In cambio verrà offerto sostegno al reddito degli abitanti più poveri delle isole.

La bozza prevede un contributo di solidarietà con un'aliquota fra lo 0,7% e l'8% a seconda del reddito, una tassa sul lusso fra il 10 e il 13% per veicoli ad alta cilindrata, piscine, velivoli e barche di oltre 5 metri. Infine aumenteranno le tasse sugli agricoltori e la tassa sulle imprese sale dal 26 al 28% con un anticipo di pagamento del 100% sui profitti.

Syriza in frantumi: più di mezzo partito contro l'accordo

ATENE. Il comitato centrale di Syriza si è spaccato: 109 dei suoi 201 membri si sono schierati contro l'accordo raggiunto con i creditori e hanno chiesto la convocazione del comitato stesso. Lo riferisce un tweet di Ekathimerini. La loro posizione è un ulteriore segnale del grave disagio del partito del primo ministro greco Alexis Tsipras, ma va ricordato che pochi esponenti del comitato centrale siedono in Parlamento, dove oggi è atteso il voto sulle misure economiche richieste da Bruxelles. La presidente del Parlamento greco, Zoe Konstantopoulou, ha esortato i deputati greci a respingere la legge di attuazione dei provvedimenti chiesti dai creditori, invitandoli a non «completare il ricatto» organizzato dalla Germania e definito a Bruxelles. Le sue parole sono giunte durante il dibattito preliminare in commissione, prima del dibattito che si è a aperto in aula.

 

Il Parlamento greco deve approvare entro questa sera un pacchetto di dure riforme, per poter accedere ad un prestito ponte da 7 miliardi di euro attraverso l'Efsm e successivamente ad un terzo bailout. L'approvazione del pacchetto avverrà grazie all'appoggio di diversi partiti di opposizione, che compenseranno le defezioni nelle fila di Syriza, il partito di Tsipras. Esponente di Syriza, Konstantopoulou si era astenuta nel voto che all'alba di sabato ha dato il via libera alle proposte greche da presentare ai creditori.

 

LASCIA LA VICEMINISTRO DELLE FINANZE. Intanto dopo l'addio di Yanis Varoufakis, oggiha inviato una lettera di dimissioni al primo ministro greco la viceministro delle Finanze, l'economista Nadia valavani, spiegando di non poter sostenere le dure misure imposte dai creditori a Bruxelles. Un tweet del sito Ekathimerini riferisce che anche il segretario generale del ministero greco delle Finanze, Manos Manousakis, si è dimesso.

FONTI UE: NESSUNA OBIEZIONE SU PACCHETTO DI RIFORME. In vista del voto sulle riforme prioritarie concordate all'Eurosummit un funzionario europeo spiega: «Non abbiamo obiezioni significative» al pacchetto. «I nostri esperti lo hanno esaminato e per noi va bene», ha aggiunto.

COMMISSIONE UE PROPONE 7 MILIARDI PRESTITO PONTE CON EFSM. La Commissione europea intanto propone di erogare un prestito ponte da 7 miliardi di euro alla Grecia attraverso l'Efsm, lo European Financial Stabilisation Mechanism. Il finanziamento, si spiega dall'esecutivo Ue, avrebbe una durata di sei mesi, sarebbe erogato in un'unica tranche e sarebbe legato «a condizionalità di politica economica». Alcuni Paesi non euro, come Gran Bretagna, Danimarca e Polonia hanno già espresso riserve all'utilizzo dell'Efsm.

Il vicepresidente della Commissione europea con delega all'Euro, Valdis Dombrovskis, ha fatto sapere che la Commissione europea ha esplorato varie opzioni per erogare un prestito ponte alla Grecia, ma, «allo stato attuale e in mancanza di meglio, resta il ricorso all'Efsm».

IL PIANO DI RIFORME. Entro oggi il Parlamento greco dovrà approvare il piano di riforme richieste da Bruxelles. Il pacchetto, come riferito dall'agenzia stampa greca Ana, comprende una serie di misure fiscali con ritocchi all'aliquota Iva, una tassa di solidarietà e cambiamenti nella tassazione degli agricoltori.

Saranno introdotte tre aliquote Iva: la più bassa, al 6%, riguarderà farmaci, libri e biglietti di teatro, quella media al 13% sarà per cibi freschi, energia, acqua e alberghi, quella più alta al 23% per prodotti alimentari trasformati, trasporti, ristoranti, servizi medici. E' prevista anche la graduale eliminazione entro il 2016 dell'aliquota speciale per le isole, mantenendo questo status solo per le isole più remote. In cambio verrà offerto sostegno al reddito degli abitanti più poveri delle isole.

La bozza prevede un contributo di solidarietà con un'aliquota fra lo 0,7% e l'8% a seconda del reddito, una tassa sul lusso fra il 10 e il 13% per veicoli ad alta cilindrata, piscine, velivoli e barche di oltre 5 metri. Infine aumenteranno le tasse sugli agricoltori e la tassa sulle imprese sale dal 26 al 28% con un anticipo di pagamento del 100% sui profitti.

Grecia, oggi in Parlamento il voto sulle riforme

Entro oggi il Parlamento greco dovrà approvare il piano di riforme richieste da Bruxelles. Il pacchetto, come riferito dall'agenzia stampa greca Ana, comprende una serie di misure fiscali con ritocchi all'aliquota Iva, una tassa di solidarietà e cambiamenti nella tassazione degli agricoltori. Saranno introdotte tre aliquote Iva: la più bassa, al 6%, riguarderà farmaci, libri e biglietti di teatro, quella media al 13% sarà per cibi freschi, energia, acqua e alberghi, quella più alta al 23% per prodotti alimentari trasformati, trasporti, ristoranti, servizi medici. E' prevista anche la graduale eliminazione entro il 2016 dell'aliquota speciale per le isole, mantenendo questo status solo per le isole più remote. In cambio verrà offerto sostegno al reddito degli abitanti più poveri delle isole. La bozza prevede un contributo di solidarietà con un'aliquota fra lo 0,7% e l'8% a seconda del reddito, una tassa sul lusso fra il 10 e il 13% per veicoli ad alta cilindrata, piscine, velivoli e barche di oltre 5 metri. Infine aumenteranno le tasse sugli agricoltori e la tassa sulle imprese sale dal 26 al 28% con un anticipo di pagamento del 100% sui profitti. Nel frattempo, ieri sera, in un'intervista alla televisione pubblica Ert, il premier greco, Alexis Tsipras, ha affermato che «quello raggiunto all'Eurosummit dopo 17 ore di negoziati è stato un accordo difficile, ma, a differenza di quello proposto il 25 giugno, non porta ad un'impasse e può fare uscire la Grecia dalla crisi». Proprio in merito all'Eurosummit, il premier ha anche ricordato di avere avuto l'appoggio di Francia, Italia e Cipro. Tsipras ha anche precisato che l'intesa è stata «il risultato di una pressione molto forte a un paese e al suo popolo». In particolare, ha detto il leader di Syriza, «il modo in cui è stato visto il referendum non onora i valori dell'Europa». L'accordo, ha spiegato ancora Tsipras, «prevede 82 miliardi di euro e una copertura di tutti bisogni economici e finanziari del paese per i prossimi tre anni alla fine dei quali si parla di una eventuale ristrutturazione del debito». Per il premier greco questo memorandum «potrà portare il paese a dimenticare la parola Grexit e offrirà una prospettiva per nuovi investimenti e ritorno nei mercati finanziari». «Non ho intenzione di scappare, voglio far capire al popolo che non ho intenzione lasciare il paese nella catastrofe», ha poi assicurato Tsipras aggiungendo che «mi assumerò pienamente le mie responsabilità». Intanto, il Fondo monetario internazionale, si legge sulla Bbc, avrebbe lasciato intendere che un terzo piano di salvataggio della Grecia potrebbe già essere a rischio, attaccando poi l'accordo offerto dai leader dell'eurozona. Il debito pubblico della Grecia, avrebbe affermato l'Fmi, è diventato «estremamente insostenibile» ed è necessaria una qualche forma di riduzione del debito.

Grecia, il governo prepara le prime riforme

ATENE. Il governo greco presenterà oggi al Parlamento la bozza con le riforme richieste da Bruxelles, che dovranno essere approvate entro domani. Il pacchetto, riferisce l'agenzia stampa greca Ana, comprende una serie di misure fiscali con ritocchi all'aliquota Iva, una tassa di solidarietà e cambiamenti nella tassazione degli agricoltori.

Saranno introdotte tre aliquote Iva: la più bassa, al 6%, riguarderà farmaci, libri e biglietti di teatro, quella media al 13% sarà per cibi freschi, energia, acqua e alberghi, quella più alta al 23% per prodotti alimentari trasformati, trasporti, ristoranti, servizi medici. E' prevista anche la graduale eliminazione entro il 2016 dell'aliquota speciale per le isole, mantenendo questo status solo per le isole più remote. In cambio verrà offerto sostegno al reddito degli abitanti più poveri delle isole.

La bozza prevede un contributo di solidarietà con un'aliquota fra lo 0,7% e l'8% a seconda del reddito, una tassa sul lusso fra il 10 e il 13% per veicoli ad alta cilindrata, piscine, velivoli e barche di oltre 5 metri. Infine aumenteranno le tasse sugli agricoltori e la tassa sulle imprese sale dal 26 al 28% con un anticipo di pagamento del 100% sui profitti.

Iran, accordo sul nucleare
Israele: scelto il male

VIENNA. L'Iran e i Paesi del '5+1' (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) hanno raggiunto l'accordo sul programma nucleare di Teheran. Lo storico accordo garantirà a Teheran la revoca delle sanzioni in cambio di significative riduzioni dell'entità del suo programma nucleare, che verrà sottoposto a ispezioni per accertare il rispetto degli impegni da parte della Repubblica Islamica. "Oggi sarebbe potuta essere la fine della speranza su questa questione, invece apriamo un nuovo capitolo di speranza", ha commentato il capo della diplomazia iraniana, Mohammad Javad Zarif, parlando da Vienna.

L'accordo sul programma nucleare iraniano "non si basa sulla fiducia, ma sulle verifiche", ha assicurato il presidente americano Barack Obama presentando gli elementi cruciali dell'intesa raggiunta a Vienna. "Gli ispettori saranno in grado di accedere a tutti i siti sospetti", ha spiegato, precisando che i paesi negoziatori "saranno in grado di verificare" tutto quanto è previsto dall'accordo. Obama ha poi anticipato la sua intenzione di porre il veto a qualsiasi legge che, negli Stati Uniti, impedirà l'attuazione dell'accordo.

"Molte persone hanno pregato per i negoziatori durante il mese sacro di Ramadan. Le preghiere sono state ascoltate", ha affermato il presidente iraniano Hassan Rohani, in un discorso alla Nazione dopo l'annuncio dell'accordo di Vienna. Rohani ha parlato di un "nuovo punto", di un "nuovo capitolo aperto", di un "crocevia fondamentale per la storia del nostro Paese".

L'accordo sul nucleare iraniano "apre un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali", ha spiegato l'Alto rappresentante per la sicurezza e la politica estera europea Federica Mogherini. Per Mogherini, l'accordo va oltre il nucleare in quanto "apre un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali" ed è "un segno di speranza per tutto il mondo". L'intesa, ha sottolineato, è "frutto di un duro lavoro".

Dura la reazione di Israele. L'accordo sul nucleare iraniano "è un grave errore di proporzioni storiche", ha detto il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, citato dal Jerusalem Post all'inizio del suo incontro con il ministro olandese degli Esteri, Bert Koenders. "L'Iran otterrà un sicuro cammino verso le armi nucleari. Molte restrizioni che avrebbero dovuto impedirlo sono state rimosse. L'Iran ha vinto un jackpot, una fortuna in denaro, che gli permetterà di perseguire la sua aggressione e il terrore nella regione e nel mondo. Questo è un grave errore di storiche proporzioni", ha detto ancora Netanyahu. Israele "impiegherà ogni mezzo diplomatico per impedire la conferma dell'accordo" sul nucleare iraniano, si legge in un durissimo comunicato del vice ministro degli Esteri israeliano Tzipi Hotovely. L'intesa "è uno storico accordo di resa dell'Occidente all'asse del male guidato dall'Iran".

La Russia farà il possibile per assicurarsi che l'accordo sul nucleare iraniano raggiunto a Vienna sia pienamente effettivo, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin sottolineando che le relazioni bilaterali fra Russia e Iran dall'intesa "avranno ora un nuovo potente slancio".

Tsipras umiliato, salvare la Grecia ci costa 80 miliardi

BRUXELLES. «L'Eurosummit ha raggiunto all'unanimità un accordo» sulla Grecia. Lo ha annunciato il presidente del vertice dei capi di Stato e di governo dell'area euro, Donald Tusk, dopo 16 ore di trattative. «Siamo tutti pronti per avviare un programma di salvataggio Esm per la Grecia con riforme serie e sostegno finanziario», ha spiegato.

PRESTITO PONTE. L'Eurogruppo del pomeriggio, ha aggiunto, si occuperà già oggi del prestito ponte per la Grecia. «I ministri delle Finanze discuteranno per via d'urgenza del fabbisogno finanziario della Grecia nel breve termine», ha spiegato Tusk.

LAGARDE. «È stata una notte difficile, ma è stato fatto un buon passo avanti per ricostruire la fiducia». Lo ha detto la direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, al termine della riunione nella quale si è concordato che l'Fmi sarà coinvolto anche nel prossimo programma di salvataggio di Atene. «Ora molti altri passi devono essere fatti con l'attuazione delle misure concordate», ha spiegato.

MERKEL. «Visto che abbiamo realizzato il piano A, non abbiamo più bisogno di un piano B», che prevedeva l'uscita della Grecia dall'euro. Lo ha affermato la cancelliera tedesca Angela Merkel. «Penso che la fiducia possa essere ricostruita», ha aggiunto. I capi di Stato e di governo hanno continuato a negoziare per tutta la notte su ognuno dei punti controversi della bozza di conclusioni lavorata domenica dall'Eurogruppo sulle condizioni chieste ad Atene per avviare i negoziati per un terzo programma di salvataggio con il fondo salva-Stati Esm. Merkel ha poi annunciato che l'accordo sul programma di aiuti prevederà un fondo dagli 82 agli 86 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Di questo fondo, 25 miliardi saranno destinati alla ricapitalizzazione delle banche greche.

82-86 MLD DI AIUTI. Dati che sono nel testo finale dell'Eurosummit: la Grecia avrà per i prossimi tre anni un fabbisogno finanziario fra gli 82 e gli 86 miliardi di euro. Il vertice «prende nota che le necessità finanziarie del possibile programma di aiuti per la Grecia sono fra 82 e 86 miliardi di euro, come indicato dalle istituzioni». I capi di Stato e di governo dell'area euro raccomandano comunque di «esplorare la possibilità di ridurre questo ammontare attraverso un percorso di bilancio alternativo o privatizzazioni più consistenti». Inoltre l'Eurosummit prende nota delle «urgenti necessità finanziarie della Grecia, che sottolineano il bisogno di progressi molto rapidi per arrivare a una decisione per un nuovo Memorandum. Le necessità finanziarie sono stimate ammontare a 7 miliardi di euro per il 20 luglio e altri 5 miliardi per la metà di agosto».

LE RIFORME DI ATENE. Entro mercoledì 15 luglio il Parlamento greco dovrà approvare la razionalizzazione dell'Iva, le misure per assicurare la stabilità a lungo termine del sistema pensionistico, la salvaguardia dell'indipendenza dell'istituto nazionale di statistica Elstat e l'attuazione piena del Fiscal compact. Poi, entro il 22 luglio, il Parlamento dovrà dare il via libera all'adozione del nuovo codice di procedura civile e trasporre in legge la direttiva europea sulla risoluzione bancaria. Sono alcune delle condizioni concordate nel corso dell'Eurosummit per avviare il negoziato per il terzo programma di sostegno finanziario della Grecia.

JUNCKER. I leader hanno lavorato per trovare un accordo sui punti su cui i ministri delle Finanze si erano bloccati, in particolare sull'uscita temporanea della Grecia, punto escluso nel corso delle trattative. A questo proposito il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha espresso soddisfazione: l'accordo sulla Grecia «è stato laborioso e ha chiesto tempo, ma è stato fatto».

NIENTE GREXIT. «Non ci sarà Grexit e siamo soddisfatti del risultato trovato» ha affermato, aggiungendo: «La Commissione ha sempre insistito sulla dimensione del problema e che accanto al consolidamento dei conti pubblici non bisogna dimenticare che c'è bisogno di crescita e di investimenti».

RENZI. «L'Italia ha evitato il rischio di contagio» dal caso greco «attraverso il percorso di riforme fatto». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al termine dell'Eurosummit. «L'Italia si è impegnata su cammino di riforme straordinario», ha aggiunto.

Ultimatum Ue a Tsipras: riforme in tre giorni o Grexit

BRUXELLES. Negoziati sulla Grecia al rush finale. Nel corso della riunione dell'Eurogruppo di oggi «abbiamo fatto molta strada e risolto molti punti, ma ci sono ancora alcuni grandi temi da affrontare. Ora informeremo i leader in modo che possano discutere e, speriamo, decidere». Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Ma l'Eurogruppo ha dato un ultimatum alla Grecia con un documento in cui pone un'alternativa secca: «Riforme entro il 15 luglio» e l'impegno di Atene a che l'ex Troika possa dare il suo placet ad alcuni progetti di legge prima di sottoporli al Parlamento. Se Atene non accetterà, allora sarà il default con la conseguente uscita dall'euro. Il documento dei 19 ministri delle Finanze dell'area euro passa ora ai capi di Stato e di Governo e prende in esame «un possibile programma con bisogni finanziari tra 82-86 miliardi». A questo punto i margini per trattare appaiono sempre più stretti, anche perché Tsipras ha fatto sapere che le condizioni poste dall'Eurogruppo sono «umilianti e disastrose». Ma l'Europa resta divisa. La Grecia, ha detto il ministro finlandese delle Finanze Alexander Stubb, deve approvare le principali riforme proposte dal governo entro mercoledì prossimo 15 luglio. Stubb, al termine dell'Eurogruppo a Bruxelles, ha spiegato che nel corso della riunione i ministri delle Finanze dell'area euro hanno concordato «estese condizionalità» per dare il via libera all'avvio dei negoziati per un terzo programma di aiuti alla Grecia. Se non si trovasse un accordo, il rischio di turbolenze finanziare gravi verso i Paesi deboli dell'Europa del Sud, a cominciare da Spagna, Portogallo e Italia, potrebbe essere forte.

Il ministro finlandese ha indicato quattro punti principali, fra cui Iva, pensioni e privatizzazioni, che dovranno essere approvati dal governo e dal parlamento greci. Il ministro austriaco, Joerg Schelling, invece, ha detto che il parlamento greco deve approvare lunedì le condizioni concordate all'Eurogruppo.

Il ministro belga delle Finanze, Johan Van Overtveldt, ha detto che le proposte di riforme e gli impegni di attuazione presentati dal governo greco «erano insufficienti. Abbiamo aggiunto alcune condizioni e abbiamo raggiunto un accordo sul 90% delle questioni aperte. Ora spetta ai leader risolvere il resto».

«Possiamo raggiungere un accordo, se tutte le parti lo vogliono» ha detto il premier greco, Alexis Tsipras, arrivando alla riunione dell'Eurosummit che «continuerà fino a quando non concluderemo i colloqui sulla Grecia» ha spiegato il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, mentre è stato cancellato il previsto vertice Ue a 28. Tsipras si è detto «pronto per un compromesso onesto. Lo dobbiamo ai cittadini europei che vogliono un'Europa unita e non divisa».

«Combatterò fino all'ultimo millisecondo per un accordo e spero che avremo un accordo» ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

Ma la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha avvertito ancora una volta che nelle trattative sulla Grecia «la situazione è estremamente difficile, da una parte c'è un peggioramento dell'economia», ma «si è anche perso il valore più importante, che è la fiducia». «I nervi sono tesi e i negoziati saranno duri ma non ci sarà un accordo a qualunque costo - ha aggiunto Merkel - Dobbiamo essere sicuri che sia per la Grecia che per la zona euro nel suo insieme che i vantaggi superino gli svantaggi nella decisione se avviare i negoziati».

Il presidente francese, Francois Hollande, ha assicurato che «la Francia farà di tutto per arrivare a un accordo stasera, permettendo alla Grecia di rimanere nell'area euro, se tutte le condizioni sono soddisfatte, e all'area euro di avanzare». «Non esiste una Grexit provvisoria, o c'è una Grexit o non c'è», ha messo in chiaro il presidente francese.

«La situazione è molto complicata, ma siamo tutti impegnati a trovare un accordo, che deve riguardare la Grecia ma soprattutto l'Europa - ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, arrivando all'Eurosummit - Noi facciamo di tutto perché si raggiunga un accordo, rispetto al punto di partenza ormai siamo molto vicini». Ed ha precisato: «Non voglio dire che siamo ai dettagli, perché non sono dettagli, ma le distanze si sono avvicinate di gran lunga».

Merkel frena Parigi: «No intesa a ogni costo»

BRUXELLES. Negoziati sulla Grecia al rush finale. «Possiamo raggiungere un accordo, se tutte le parti lo vogliono» ha detto il premier greco, Alexis Tsipras, arrivando alla riunione dell'Eurosummit che "continuerà fino a quando non concluderemo i colloqui sulla Grecia» ha spiegato il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, mentre è stato cancellato il previsto vertice Ue a 28. Tsipras si è detto «pronto per un compromesso onesto. Lo dobbiamo ai cittadini europei che vogliono un'Europa unita e non divisa». «Combatterò fino all'ultimo millisecondo per un accordo e spero che avremo un accordo» ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

Ma la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha avvertito ancora una volta che nelle trattative sulla Grecia «la situazione è estremamente difficile, da una parte c'è un peggioramento dell'economia», ma «si è anche perso il valore più importante, che è la fiducia». «I nervi sono tesi e i negoziati saranno duri ma non ci sarà un accordo a qualunque costo - ha aggiunto Merkel - Dobbiamo essere sicuri che sia per la Grecia che per la zona euro nel suo insieme che i vantaggi superino gli svantaggi nella decisione se avviare i negoziati».

Il presidente francese, Francois Hollande, ha assicurato che «la Francia farà di tutto per arrivare a un accordo stasera, permettendo alla Grecia di rimanere nell'area euro, se tutte le condizioni sono soddisfatte, e all'area euro di avanzare». «Non esiste una Grexit provvisoria, o c'è una Grexit o non c'è», ha messo in chiaro il presidente francese.

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