Mercoledì 19 Settembre 2018 - 12:03

Crolla un cavalcavia in India: 19 morti

NEW DELHI. Almeno 19 persone sono state uccise nel crollo di un cavalcavia in costruzione nella città santa indiana di Varanasi, nello Stato settentrionale di Uttar Pradesh. Lo riferiscono le autorità locali, aggiungendo che i feriti sono più di 30, metà dei quali seriamente. L'incidente è avvenuto quando due enormi travi del cavalcavia in costruzione vicino alla stazione centrale della città, in cui si trova il collegio elettorale del premier Narendra Modi, sono improvvisamente crollate travolgendo decine di auto che passavano sotto. Secondo testimoni oculari, l'area è spesso affollata e il traffico si muove a una velocità molto bassa. I soccorritori sono al lavoro per rimuovere le macerie e si teme che il bilancio delle vittime possa aumentare.

Gaza, neonata soffocata dai gas

59 morti, tra cui una neonata palestinese e 2.700 feriti. E' il triste bilancio della giornata di scontri a Gaza, in concomitanza con l'inaugurazione dell'ambasciata americana a Gerusalemme. La piccola vittima, identificata come Leila al-Ghandour, di otto mesi, è morta dopo aver inalato ieri gas lacrimogeni negli scontri fra le forze israeliane e i manifestanti palestinesi lungo la linea di demarcazione della Striscia di Gaza. Lo ha reso noto il ministero della sanità di Gaza.

NAKBA - Secondo Khaled Batch, il capo del comitato organizzatore delle proteste della società civile, oggi non sono previste nuove manifestazioni alla barriera del confine tra la Striscia di Gaza e Israele in quanto si svolgeranno i funerali delle vittime. La tensione però resta altissima. Oggi ricorre infatti l'anniversario della Nakba, (la Catastrofe), l'esodo dei palestinesi dopo la creazione di Israele nel 1948, e si temono nuovi scontri. Manifestazioni di protesta sono previste anche in Cisgiordania.

NETANYAHU - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha difeso l'operato delle forze militari che, ha detto, hanno agito in auto difesa contro Hamas che ha portato in 13 diversi punti della barriera che divide la Striscia di Gaza 40mila persone. "Tutti i paesi hanno il dovere di difendere i loro confini", ha affermato. L'Anp ha denunciato il "massacro" e proclamato tre giorni di lutto e uno sciopero generale, e le Nazioni Unite "oltraggiose violazioni dei diritti umani".

LUTTO NAZIONALE - Per commemorare le 59 vittime palestinesi, il governo dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha proclamato uno sciopero generale e tre giorni di lutto nazionale in Cisgiordania e a Gerusalemme est. Dal canto suo, la Turchia ha deciso di richiamare i propri ambasciatori a Washington e Tel Aviv in segno di protesta per le violenze commesse dai soldati israeliani contro i manifestanti nella Striscia di Gaza e ritenendo gli Stati Uniti corresponsabili. L'annuncio è stato dato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Erdogan ha poi annunciato che venerdì terrà un incontro straordinario sulle vittime palestinesi e ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di convocare una riunione di emergenza.

ONU - Intanto, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha in programma di riunirsi oggi per discutere delle violenze. La sessione verrà convocata su richiesta del Kuwait, che ha espresso ''indignazione e dolore'' per le uccisioni e ha chiesto un'indagine indipendente. Fonti diplomatiche hanno però detto che non c'è stata unanimità sul documento. Secondo quanto reso noto una fonte diplomatica citata dall'agenzia tedesca Dpa, gli Stati Uniti hanno bloccato l'adozione della dichiarazione.

Apre ambasciata Usa, inferno a Gaza: oltre 40 morti

Inferno a Gaza. Continua a salire il bilancio delle vittime palestinesi degli scontri confine tra la Striscia e Israele, in concomitanza con l'inaugurazione dell'ambasciata americana a Gerusalemme.

In un nuovo tweet il portavoce del ministero della Salute a Gaza, Ashraf al-Qudra, conferma un bilancio di "43 martiri" a causa dell'intervento delle forze israeliane. Tra le vittime vi sarebbero almeno cinque minori. Inoltre, stando al ministero, il numero dei feriti negli "attacchi dell'occupazione israeliana" è salito a 1.703.

TRUMP - "La nostra più grande speranza è per la pace" ha detto il presidente Donald Trump in un messaggio video, trasmesso durante la cerimonia di inaugurazione della nuova ambasciata Usa a Gerusalemme, presenti, tra gli altri, Ivanka Trump, figlia del presidente Usa, e il marito, Jared Kushner, consigliere della Casa Bianca. Gli Stati Uniti, ha aggiunto Trump, "mantengono il loro impegno per facilitare un accordo di pace duraturo". "Israele è una nazione sovrana, col diritto di ogni altra nazione sovrana di determinare la propria capitale", ha detto Trump, sottolineando che "la capitale di Israele è Gerusalemme". Gli Stati Uniti, ha aggiunto il presidente nel suo messaggio video, mantengono il loro impegno per preservare lo "status quo" dei luoghi sacri di Gerusalemme ed estendono la loro "amicizia" oltre che ad Israele, anche ai palestinesi e agli altri vicini della regione. Trump ha concluso il suo messaggio con un invito alla pace in Medio Oriente.

"A nome del 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America, vi diamo ufficialmente il benvenuto per la prima volta nell'ambasciata degli Stati Uniti qui a Gerusalemme, la capitale d'Israele" le parole con cui Ivanka Trump ha celebrato il trasferimento dell'ambasciata a stelle e strisce a Gerusalemme.

In un passaggio del suo discorso Jared Kushner ha sottolineato che "Gerusalemme deve rimanere una città che riunisce persone di tutte le fedi". "Mentre i presidenti precedenti si sono tirati indietro rispetto all'impegno di trasferire l'ambasciata durante il loro mandato, questo presidente ha tenuto fede all'impegno. Quando il presidente Trump fa una promessa, la mantiene", ha aggiunto. "Israele - ha affermato Kushner - ogni giorno dimostra il potere senza fine della libertà. Questa terra è l'unica, in Medio Oriente, nella quale ebrei, musulmani, cristiani e persone di ogni credo pregano secondo la propria fede. Israele protegge i diritti delle donne, la libertà di parola e il diritto di ogni individuo di esprimere il potenziale donato da Dio".

NETANYAHU - "Grazie presidente Trump per avere avuto il coraggio di rispettare la sua promessa!" ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel suo intervento durante la cerimonia. "E' una giornata magnifica", ha detto Netanyahu, riconoscendo che Gerusalemme è la capitale di Israele, Trump "ha fatto la storia". "Dio benedica Gerusalemme, capitale indivisa di Israele" ha scandito Netanyahu concludendo il suo discorso.

SOS EMERGENZA - Il ministero della Sanità palestinese ha lanciato un "sos urgente a tutti gli organismi competenti ad aiutare gli ospedali e i presidi medici" della Striscia di Gaza per far fronte all'arrivo di "centinaia di morti e feriti" negli scontri. Come si legge in un tweet del portavoce del ministero a Gaza, Ashraf al-Qudra, servono "con urgenza medicinali e materiale di pronto soccorso visto l'afflusso di centinaia di morti e feriti in seguito all'escalation sionista a est della Striscia di Gaza".

"TERRORISTA CHI SI AVVICINA A BARRIERA" - Naftali Bennett, il ministro dell'Istruzione israeliana, ha giustificato, in un'intervista radiofonica, l'operato dell'esercito israeliano che sta aprendo il fuoco contro i palestinesi, spiegando che chiunque si avvicini alla barriera tra Gaza e Israele viene considerato un terrorista. In una dichiarazione l'esercito israeliano afferma che "sta rispondendo con mezzi e uso di armi da fuoco per disperdere rivolte e che sta operando secondo le procedure standard" nel rispondere a 35mila "rivoltosi".

Oggi i caccia israeliani hanno rivolto un monito ai palestinesi con un lancio di volantini che recitano: "Ai rivoltosi, state prendendo parte a rivolte violente che mettono a rischio le vostre vite, salvatevi e mettete al primo posto la costruzione del vostro futuro", secondo quanto riporta il Guardian. "Non lasciatevi usare cinicamente come dei burattini da Hamas", continua il volantino che conclude: "State lontani dalla barriera di sicurezza", e avvisa del fatto che l'esercito risponderà "ad ogni tentativo di danneggiarla o mettere in pericolo militari o civili israeliani".

La tv satellitare al-Jazeera ha riferito che caccia israeliani hanno inoltre bombardato un obiettivo di Hamas nel nord della Striscia.

ANP - Il ministero degli Esteri del governo dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha fatto appello a una "mobilitazione internazionale urgente" per fermare quella che ha definito "la carneficina israeliana contro i palestinesi nella Striscia di Gaza". In un comunicato, la diplomazia palestinese ha condannato "nei termini più duri la repressione della Marcia pacifica del Ritorno nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania" da parte dell'esercito israeliano.

SCIOPERO E MARCIA - Nella Striscia è in atto uno sciopero generale, che riguarda le scuole, le università, le banche e i negozi, per permettere ai palestinesi di partecipare in massa alla marcia ''del milione'' contro l'inaugurazione della nuova ambasciata americana a Gerusalemme e per il Giorno della Nakba, o Catastrofe, come nei Territori viene commemorata la fondazione di Israele. L'appello a manifestare è stato rivolto da tutte le fazioni palestinesi, compresa Hamas che governa la Striscia di Gaza.

Inferno a Gaza: 16 morti e oltre 500 feriti

E' di 16 morti e 512 feriti il bilancio delle violenze in corso ai confini della Striscia di Gaza, dove migliaia di palestinesi stanno manifestando in concomitanza con l'inaugurazione dell'ambasciata Usa a Gerusalemme, prevista per stasera. E' quanto ha riferito il portavoce del ministero della Sanità del governo di Gaza a guida Hamas, Ashraf al-Qudra.

Nella Striscia è in atto uno sciopero generale, che riguarda le scuole, le università, le banche e i negozi. L'obiettivo è quello di permettere ai palestinesi di partecipare in massa alla marcia ''del milione'' contro l'inaugurazione della nuova ambasciata americana a Gerusalemme e per il Giorno della Nakba, o Catastrofe, come nei Territori viene commemorata la fondazione di Israele.

L'appello a manifestare è stato rivolto da tutte le fazioni palestinesi, compresa Hamas che governa la Striscia di Gaza. I bus e i camion stanno raccogliendo le persone nelle strade principali, nei quartieri e vicino alla moschee per portarli alla manifestazione al confine con Israele, mentre dagli altoparlanti vengono diffusi appelli a scendere in piazza.

A Gerusalemme "sono state rafforzate le misure di sicurezza presso e intorno all'ambasciata americana in vista della sua inaugurazione questa sera", ha dichiarato il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld, annunciando che sono stati dispiegati migliaia di agenti. Il portavoce ha aggiunto che "nell'area si trovano unità di polizia e aerostati di sorveglianza" in previsione delle proteste palestinesi contro questo passo.

«Missili iraniani sul Golan»: raid di Israele

Tensione Israele-Iran. Le forze iraniane hanno lanciato almeno 20 razzi contro le postazioni israeliane nelle Alture del Golan, secondo quanto ha riferito l'esercito di Gerusalemme, precisando che un certo numero di razzi è stato intercettato e non sono stati riportati feriti.

Poi i raid di risposta in nottata verso obiettivi militari iraniani in Siria. In un comunicato, si parla di "attacco su ampia scala contro l'establishment iraniano in Siria". I caccia israeliani, ha reso noto ancora l'esercito, sono finiti nel mirino delle forze di difesa aeree siriane.

VITTIME - Sono almeno 23 i combattenti delle forze fedeli al leader siriano Bashar al-Assad rimasti uccisi nei raid israeliani. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani, come riporta l'agenzia di stampa Dpa. Secondo l'Ong con sede in Gran Bretagna, legata agli attivisti delle opposizioni, tra i morti si conterebbero cinque soldati siriani e 18 combattenti stranieri delle forze alleate.

GLI ATTACCHI - L'esercito israeliano ha informato le autorità russe prima dell'attacco, ha dichiarato ai reporter il portavoce Jonathan Conricus. "Gli attacchi sono una risposta ai razzi lanciati dalle forze iraniane in direzione delle postazioni dell'esercito israeliano sulle Alture del Golan".

DAMASCO - E Damasco ha annunciato di aver respinto una "aggressione" al territorio siriano, intercettando "decine di missili" lanciati da Israele. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale siriana 'Sana', citando una fonte delle forze armate.

Trump: «Mi ritiro da accordo sul nucleare»

Donald Trump ha deciso di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo nucleare con l'Iran. Lo ha detto lo stesso presidente Usa al presidente francese Emmanuel Macron nel corso di una conversazione telefonica. A riferirlo è il New York Times, che cita come fonte una persona a conoscenza del contenuto della telefonata tra i due presidenti. In precedenza l'Eliseo aveva riferito che Trump e Macron avevano parlato della "pace e stabilità in Medio Oriente".

Accuse di abusi, si dimette procuratore del caso Weinstein

Il procuratore generale di New York, Eric Schneiderman, si è dimesso poche ore dopo che il New Yorker ha pubblicato le dichiarazioni di alcune donne che lo accusano di abusi e violenze. "Accuse gravi, che io contesto con forza, sono state fatte contro di me - ha dichiarato il procuratore democratico - anche se sono non collegate alla mia attività professionale, queste mi impedirebbero di guidare l'attività di questo ufficio".

Due delle quattro donne intervistate dal magazine newyorkese hanno fornito la loro identità, Michelle Manning Barish e Tanya Selvaratnam, affermando di essere state picchiate da Schneiderman mentre avevano una relazione con lui. Entrambe hanno detto che lui aveva minacciato di ucciderle se l'avessero lasciato.

E Selveratam ha anche detto di sospettare che il procuratore l'abbia fatta seguire e abbia messo i suoi telefoni sotto controllo. Le donne non si sono rivolte alla polizia ma sarebbero andate all'ospedale dopo gli episodi di violenza.

In una prima dichiarazione il procuratore si era difeso affermando che si trattava di "giochi di ruolo nell'ambito di relazioni sessuali consensuali, non ho ha aggredito nessuno, non ho mai avuto relazioni sessuali non consensuali". Ed un suo portavoce ha escluso che il procuratore abbia mai minacciato nessuno.

Ma poi nel giro di poche ore, anche a seguito delle pressioni di alleati politici, tra i quali il governatore democratico Andrew Cuomo, il procuratore ha presentato le sue dimissioni che avranno effetto da oggi.

Senatore dello stato di New York dal 1998 al 2010, Schneiderman era diventato il 65esimo attorney general di New York nel 2011. Rieletto nel 2014, il procuratore, come già da senatore, si era sempre mostrato un paladino delle cause per la difesa delle donne. E lo scorso febbraio aveva avviato una causa contro Hervey Weinstein, l'ex produttore di Hollywood accusato di molestie e violenze sessuali nello scandalo che lo scorso anno ha dato inizio al movimento del #metoo.

Considerato come un possibile successore di Cuomo alla poltrona di governatore di New York, Schneiderman negli ultimi anni si era distinto come un fiero oppositore dell'amministrazione di Donald Trump. Già prima dell'elezione alla Casa Bianca, il suo ufficio aveva avviato una causa collettiva contro la Trump university, assicurando un accordo da 25 milioni di dollari agli studenti "truffati" dalla promessa di diventare degli imprenditori di successo.

Nei mesi scorsi dal suo ufficio poi erano partite diverse cause contro l'amministrazioneTrump, da quelle contro le misure varate per revocare regole ambientaliste a quelle contro il muslim ban.

Subito dopo la notizia delle sue dimissioni, il figlio di Trump, Donald Trump jr. e Kellyanne Conway, consigliere della Casa Bianca, hanno postato tweet in cui trapela soddisfazione per l'accaduto e si accusa Schneiderman di ipocrisia per la posizione presa sul caso Weinstein e gli attacchi rivolti a Trump quando il presidente è stato accusato di molestie da una decina di donne.

Il Nobel perde i pezzi

L'Accademia svedese, l'ente che seleziona il Premio Nobel per la letteratura, ha concesso a quattro suoi membri il permesso di lasciare l'organizzazione, in seguito alla bufera che ha scosso l'istituzione e portato all'annullamento del riconoscimento per il 2018. Le dimissioni arrivano in seguito alle modifiche negli statuti del 1786 approvate la settimana scorsa dal re Carlo XVI Gustaf, patrocinante dell'Accademia, e dall'Accademia stessa, si legge in una dichiarazione.

GLI SCANDALI. I quattro membri che hanno richiesto il congedo sono Lotta Lotass, Klas Ostergen, Sara Stridberg e Kerstin Ekman. I primi tre hanno chiesto di lasciare l'Accademia lo scorso mese quando è emersa una profonda spaccatura su come gestire uno scandalo sessuale e le presunte violazioni delle regole sul conflitto di interessi che hanno coinvolto l'istituzione.

Ekman aveva invece lasciato il suo seggio vacante dal 1989, dopo il rifiuto dell'Accademia di condannare la fatwa emessa dall'allora leader religioso iraniano Ayatollah Khomeini contro l'autore britannico-indiano Salman Rushdie.

18 MEMBRI. Altri quattro dei 18 membri si sono fatti da parte da aprile, ma non è chiaro se chiederanno di andarsene. Non raggiungendo il quorum minimo di 12 membri attivi, la scorsa settimana l'Accademia ha annunciato che il Nobel per la Letteratura 2018 non verrà assegnato nell'anno in corso ma in quello successivo, insieme a quello per il 2019.

"Abbiamo iniziato a discutere sui nuovi nomi" ha detto al quotidiano di Stoccolma 'Svenska Dagbladet', Anders Olsson, segretario ad interim permanente.

Migliaia in piazza contro Macron

Sarebbero circa 40mila le persone che si sono riunite in piazza a Parigi questo pomeriggio per prendere parte alla manifestazione anti-Macron, alla vigilia, lunedì, del primo anniversario del suo insediamento all'Eliseo. La cifra è stata fornita da un gruppo di media tra cui Le Figaro e l'organizzazione Occurence e coincide con quella data dalla prefettura. Secondo La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon i manifestanti sarebbero 160mila.

Prima e durante la manifestazione sono state arrestate quattro persone, anche in occasione di operazioni di controllo sui partecipanti. A renderlo noto è stata la prefettura di Parigi, citata da 'le Figaro', precisando che gli agenti hanno fermato i quattro con le accuse di porto di armi vietate e porto di oggetti atti ad offendere.

Imponente il dispositivo di sicurezza, con duemila tra poliziotti e gendarmi mobilitati, 500 in più rispetto a quelli in servizio il primo maggio.

"Stop Macron" su molti cartelli dei manifestanti presenti alla dimostrazione. La protesta è stata voluta per contestare il presidente visto come "il simbolo della finanza, dei banchieri, di una politica che favorisce i ricchi", come hanno sottolineato gli organizzatori della marcia, il deputato de la France insoumise François Ruffin, l'economista Frédéric Lordon ed ex partecipanti al movimento 'Nuit Debout'.

Con il corteo hanno sfilato quattro carri, tre dei quali con l'effigie del presidente Macron, una volta in veste di Dracula, le altre di Napoleone e Giove, mentre sul quarto il comitato organizzatore ha raccolto lamentele e contestazioni.

Alla manifestazione è intervenuto Jean-Luc Mélenchon, leader de La France Insoumise. "Siamo un raduno gioioso e sorridente ad immagine del mondo che vogliamo fondare", ha dichiarato, per poi prendersela con Macron "che si allinea dietro al signor Trump". Mélenchon ha quindi invitato tutti i presenti a partecipare a un nuovo raduno che si svolgerà in tutte le città della Francia il prossimo 26 maggio. Oltre al corteo di Parigi, manifestazioni si sono svolte anche in altre zone della Francia, Lione, Bordeaux e Tolosa.

Lodi a Emmanuel Macron sono arrivate dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, che nel suo videomessaggio del sabato si è espressa a favore di un'Europa più forte ed ha avuto parole di apprezzamento per le iniziative promosse a favore dell'Europa dal presidente francese. "Da quando si è insediato - ha dichiarato Merkel - Macron ha dato un impulso importante all'Europa con molto slancio e molta speranza".

Royal wedding, abito da 100mila sterline per Meghan

L'abito da sposa che Meghan Markl indosserà il 19 maggio al matrimonio con il principe Harry sarà realizzato da Ralph & Russo e costerà 100.000 sterline. L'abito, scrive il Daily Mail, sarà pagato ''privatamente" dal principe e dalla sua famiglia.

La sposa indosserà il prezioso abito, ricamato a mano, per raggiungere l'altare nella cappella di St.George davanti a 600 invitati - e secondo le stime a un miliardo di telespettatori - e nel successivo ricevimento al castello di Windsor.

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