Giovedì 20 Settembre 2018 - 19:25

Il mistero della principessa Latifa

Crescono i timori sulle sorti della principessa Latifa, figlia dell'emiro di Dubai nonché vice presidente e primo ministro degli Emirati, Sheikh Mohammad bin Rashid Al Maktoum. Human Rights Watch (Hrw), organizzazione che si batte per i diritti umani con sede a New York, ha invitato le autorità emiratine a rivelare "immediatamente" dove si trovi, ipotizzando che il suo possa essere un caso di "sparizione forzata".

I fari sulla vicenda della principessa di Dubai si sono accesi a marzo, quando in un video pubblicato su YouTube denunciava di essere tenuta prigioniera dalla sua famiglia e di essere vittima di abusi. Latifa annunciava quindi la sua fuga da Dubai, accusando il padre di maltrattarla.

La causa della principessa, 32 anni, era stata seguita da un gruppo con sede nel Regno Unito, 'Detenuti a Dubai', che sostiene di aiutare le persone che sono state vittime di ingiustizie negli Emirati.

Il gruppo aveva lanciato una campagna mediatica dopo aver denunciato il "fermo" della principessa all'inizio di marzo su una barca al largo della costa indiana a bordo della quale c'erano Latifa e diversi stranieri, tra cui un'amica finlandese, Tiina Jauhiainen e un cittadino franco-americano, Herve Jaubert, con precedenti negli Emirati per "frodi commerciali".

Il 17 aprile, il governo di Dubai ha rotto il silenzio sulla vicenda, tirando in ballo un altro francese, Christian Elombo, accusato di aver aiutato la principessa a fuggire e ora detenuto in Lussemburgo.

Senza entrare nei dettagli, una fonte vicina al governo di Dubai aveva detto che la principessa Latifa era stata "riportata" alla sua famiglia e che stava "bene". Secondo la fonte, il destino della principessa era un "affare privato" e la donna era stata "sfruttata" da una "banda di truffatori".

Hrw, tuttavia, non sembra credere alla versione 'ufficiale'. Le autorità di Dubai "devono permettere (alla principessa, ndr) di mettersi in contatto con il mondo esterno" e chiarire il suo "status legale", ha detto Sarah Leah Whitson, direttrice di Hrw per il Medio Oriente. "Se è tenute prigioniera, deve avere i diritti di tutti i detenuti, incluso quello di essere giudicata da un giudice indipendente", ha affermato in una nota.

Proteste anti-Putin, arrestato Navalny

Aleksei Navalny è stato arrestato a Mosca durante una manifestazione contro Vladimir Putin, che lunedì si insedierà ufficialmente come presidente dopo la rielezione. Navalny, leader del Partito del Progresso e presidente della Coalizione Democratica, ha esortato i suoi sostenitori a scendere in piazza per protestare contro la permanenza di Putin al potere, contro la corruzione e contro la censura sul web.

Secondo gli attivisti, le manifestazioni sarebbero andate in scena in più di 90 città in tutto il Paese. La polizia, nel complesso, avrebbe fermato 200 persone.

Eruzione e terremoto, paura alle Hawaii

La terra trema sulla Grande Isola delle Hawaii dopo l'eruzione del vulcano Kilauea. Dopo la violenta scossa di magnitudo 6.9, altre scosse superiori a 5.0 sono state segnalate dall'US Geological Survey (USGS).

I residenti sono stati avvertiti dei pericoli associati agli alti livelli di anidride solforosa, tra cui possibili piogge acide sulla scia dell'eruzione del vulcano, secondo quanto riferito dai media locali venerdì. Per questo motivo le persone dovrebbero restare in casa se sono in prossimità di anidride solforosa e acquistare maschere di filtro, ha fatto sapere lo specialista di immunologia Jeffrey Kam.

Il diossido di zolfo nell'atmosfera può trasformarsi in pioggia acida, ha avvertito il medico. "È come la candeggina sulla pelle - ha sottolineato l'esperto - quindi nel caso in cui si esca è necessario indossare un cappello, occhiali, camicia a maniche lunghe e pantaloni".

L'USGS ha detto che l'eruzione del vulcano Kilauea è iniziata nel tardo pomeriggio di giovedì e si è conclusa verso le 18:30. Ci sono stati spruzzi di lava e raffiche di gas per circa due ore.

Si stima che 1.700 persone siano state interessate dall'ordine di evacuazione, secondo l'Hawaii News Now. L'ordine è stato emesso quando la lava ha iniziato a strisciare fuori dalle fessure del terreno e scorreva su strade e aree boscose.

Nude contro gli stupri

Nude in piazza per dire 'No agli stupri'. Sono state migliaia le presenze alla settima 'Slut Walk', la marcia annuale dedicata ai diritti delle donne che è nata nel 2011. Manifestazione che, in questa edizione, ha voluto denunciare la colpa che spesso viene attribuita a chi è vittima di violenza sessuale o abuso.

Tante donne per le strade di Tel Aviv, in Israele - chi con il seno coperto in parte, chi in bikini o reggiseno - ma anche moltissimi gli uomini che hanno partecipato tra slogan e cartelli ("Non sei colpevole", "Fai l'amore, non stuprare", "Un perizoma non è un invito allo stupro").

La prima 'Slut Walk' si è svolta a Toronto, in Canada, ad aprile 2011 dopo che, ricorda il britannico 'The Sun', un agente di polizia aveva detto che "le donne dovrebbero evitare di vestirsi come tr..e (slut, ndr)" per evitare di essere violentate.

Da allora la marcia si è svolta di anno in anno in moltissime città di tutto il mondo, dando vita ad movimento che ha ampliato il proprio campo di azione, arrivando quindi ad includere proteste contro ogni tipo di aggressione e molestia sessuale, denunciando anche l'atteggiamento di chi attribuisce parte della colpa di un abuso alla vittima.

Pranzo da casa al Royal wedding

Un invito esteso a 1200 comuni mortali per partecipare al matrimonio dell'anno e costruire un ponte fra popolo e monarchia. Ma l'iniziativa del Principe Harry e della futura principessa d'Inghilterra Meghan Markle rischia di trasformarsi in una terribile caduta di stile: l'indicazione arrivata ai 'civili' subito dopo la partecipazione per il Royal Wedding è infatti quella di portarsi il cibo da casa. Più precisamente, racconta il britannico Guardian, gli ospiti sono stati incoraggiati via lettera dai rappresentanti della Regina nelle contee a "portare un pranzo al sacco perché non sarà possibile comprare cibo e bevande sul posto".

Un banchetto fai-da-te, insomma, quello che si prospetta per i prescelti di ogni età e ceto provenienti da ogni angolo della Gran Bretagna per rappresentare le varie anime del popolo inglese alle nozze reali il prossimo 19 maggio. Una magra consolazione per gli invitati che trascorreranno, si stima, circa 4 ore e 15 minuti all'esterno della cappella di St. George, riempiendo lo spazio all'interno dei terreni del castello che altrimenti - nota il Guardian - risulterebbe vuoto davanti alle tv di tutto il mondo presenti all'evento. I civili, infatti, non saranno autorizzati ad accedere alla chiesa in cui avrà luogo la funzione ma, spiega il quotidiano, avranno un ruolo fondamentale nelle immagini televisive dell'evento, che si crede saranno seguite da centinaia di milioni di spettatori.

Il lancio di riso o confetti? "Non è incoraggiato", spiega ancora il Guardian, che ricorda come gli invitati comuni - per evitare lo scambio di persona o la mercificazione dell'evento - saranno titolari di un biglietto nominativo per accedere alla cerimonia.

Troppe restrizioni per un invito che sembra assomigliare più a una tortura? Spinto dalle polemiche sollevate dalla mancata inclusione del popolo al banchetto nuziale, Kensington Palace ha comunque assicurato che rinfreschi e snack potrebbero essere disponibili.

Le molestie travolgono il Nobel

Quest'anno il Premio Nobel per la Letteratura non verrà assegnato. L'annuncio è arrivato oggi dall'Accademia svedese, dopo la bufera per le presunte molestie sessuali che ha coinvolto il marito di una giurata e le voci di un'inchiesta che ha visto coinvolta l'istituzione.

Ad aprire la crisi sono stati dunque lo scandalo per le presunte molestie e le voci di un'inchiesta su fughe di notizie sui nomi dei vincitori negli ultimi anni. La polizia tributaria aveva aperto, infatti, un'indagine per gravi irregolarità finanziarie e allo stesso tempo si era dimesso un altro accademico, la scrittrice Sara Stridsberg, che era stata eletta nel 2016, portando così a 6 i membri (su 18) che si sono dimessi nell'ultimo mese.

A far sprofondare nello scandalo l'istituzione, fondata da re Gustavo III nel 1786 e che ogni anno assegna il Premio Nobel per la Letteratura, era stata la notizia, trapelata sulla stampa svedese, secondo cui l'autorità svedese per la lotta alla corruzione e alla criminalità economica aveva aperto un'inchiesta per i fondi che sarebbero stati versati in maniera irregolare alla Forum, una società che organizza eventi culturali, diretta dal regista e fotografo franco-svedese Jean-Claude Arnault, marito della poetessa svedese Katarina Frostenson, che dal 1992 è membro dell'Accademia, accusato di molestie sessuali da 18 donne nel novembre scorso. Quindi l'Accademia Svedese aveva aperto una discussione per decidere se annullare il conferimento del Nobel per quest'anno (il nome del vincitore è tradizionalmente annunciato il primo giovedì del mese di ottobre durante la cosiddetta settimana dei Nobel).

L'Accademia Svedese è scossa dallo scorso autunno quando 18 donne hanno accusato di aggressione e molestie sessuali Arnault. La crisi è precipitata a marzo, dopo che la maggioranza dei membri dell'Accademia Svedese aveva votato contro la rimozione di Frostenson, sospettata di reticenza e connivenza con le responsabilità del marito. Tre membri, Klas Ostergren, Kjell Espmark e Peter Englund, si sono dimessi subito per protesta. Si è poi dimessa anche Sara Danius, segretaria permanente dell'Accademia. E infine ha lasciato anche Frostenson. Quindi sono arrivate anche le dimissioni Sara Stridsberg.

In base al regolamento, i membri dell'Accademia Svedese non possono dimettersi perché la carica è a vita; possono tuttavia non partecipare più alle sue attività. Anche prima dello scandalo, due seggi erano occupati da membri inattivi. La scorsa settimana il re Carlo XVI Gustavo ha annunciato che è imminente la riforma delle regole dell'Accademia Svedese per consentire ai membri di dimettersi ed essere sostituiti.

Dall'istituzione dei Nobel, nel 1901, il premio per la Letteratura non è stato assegnato solo in sette occasioni, nel 1914, 1918, 1940, 1941, 1942 e 1943, durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, e nel 1935 per ragioni mai rivelate. In altre occasioni - 1915, 1919, 1925, 1926, 1927, 1936 e 1949 - non è stato assegnato nell'anno in corso per mancanza di candidati adeguati, ma è stato poi conferito l'anno seguente.

L'ACCADEMIA - L'Accademia svedese ha preso la decisione di non conferire quest'anno il Nobel per la Letteratura "tenuto conto del diminuito numero dei giurati e della ridotta fiducia del pubblico" nei confronti dell'istituzione. E' quanto ha dichiarato Anders Olsson, segretario pro tempore dell'Accademia, spiegando la decisione di non annunciare il vincitore di quest'anno, per poi premiare due autori nel 2019.

"I membri dell'Accademia svedese sono pienamente consci del fatto che l'attuale crisi di fiducia ci impone delle richieste importanti a lungo termine ed un imponente lavoro per cambiare - continua la dichiarazione facendo riferimento agli scandali all'origine della decisione -, noi riteniamo che sia necessario impegnare del tempo per recuperare la fiducia del pubblico prima di poter nominare il prossimo vincitore. Questo è dovuto al rispetto nei confronti dei precedenti e futuri Nobel della letteratura, della Fondazione e del pubblico".

Onu: «Rischio guerra se salta accordo con Iran»

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha rivolto un appello al presidente degli Stati Uniti Donald Trump chiedendogli di non uscire dall'accordo sul programma nucleare iraniano raggiunto nel luglio del 2015 tra Teheran e il gruppo dei 5+1. E lo ha fatto tramite una intervista alla Bbc, nella quale Guterres ha affermato che il mancato rispetto dell'accordo del 2015 porta con sé il rischio reale di una guerra. Fortemente critico rispetto ai termini dell'accordo, Trump ha annunciato che prenderà una posizione in merito entro il 12 maggio.

Secondo Guterres, invece, l'accordo sul programma nucleare iraniano rappresenta una ''importante vittoria diplomatica'' e per questo deve essere mantenuto. ''Non dobbiamo eliminarlo fino a quando non avremo una buona alternativa'', ha detto il Segretario Generale delle Nazioni Unite alla Bbc, aggiungendo che stiamo ''affrontando momenti pericolosi''.

ACCORDO SUL NUCLEARE - Ufficialmente noto come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l'accordo sul programma nucleare di Teheran è stato firmato nel luglio del 2015 da Iran, Stati Uniti, Cina, Russia, Germania, Francia e Gran Bretagna. In base all'accordo, il governo di Teheran ha accettato di limitare le sue attività nucleari in cambio della revoca di gravi sanzioni economiche.

Nell'ambito dell'accordo, l'Iran si è impegnato a ridurre il numero delle sue centrifughe, che sono macchine utilizzate per arricchire l'uranio. Inoltre, ha accettato di ridurre drasticamente le scorte di uranio arricchito e di non arricchire l'uranio residuo al livello necessario per la produzione di armi nucleari.

Tempesta di sabbia in India: almeno 80 morti

Una violenta tempesta di sabbia, accompagnata da abbondanti piogge, ha devastato ieri gli stati indiano dell'Uttar Pradesh e del Rajasthan, causando almeno 80 morti e circa 143 feriti, secondo fonti ufficiali.

LE VITTIME - Il maggior numero di vittime è stato segnalato dalla città di Agra, nell'Uttar Pradesh, dove ci sono stati 36 morti confermati. "Altre due persone sono decedute a Saharanpur, una a Bareilly, Rampur, Muradabad", ha detto Sanjay Kumar, alto funzionario del governo locale. Le autorità del Rajasthan parlano invece di 35 morti nello stato, principalmente nei distretti di Bharatpur, Alwar e Dhaulpur, Jhunjhunu. "Rattristato dalla perdita di vite a causa di tempeste di sabbia in vari luoghi in India. Condoglianze alle famiglie in lutto", ha scritto su Twitter il premier, Narendra Modi.

LA TEMPESTA - L'intensa tempesta, accompagnata da fulmini e venti che sono arrivati a 145 km all'ora, ha sradicato alberi, divelto cavi elettrici e fatto crollare le pareti e i tetti di numerose case. La maggior parte delle persone sono morte travolte dai crolli mentre dormivano nelle loro abitazioni. La tempesta di polvere e le forti piogge hanno colpito anche Delhi, mercoledì sera. L'improvvisa raffica di vento è durata non più di pochi minuti, ma è stata sufficiente a creare forti disagi alle operazioni aeroportuali. Quindici voli, tra cui due internazionali, sono stati dirottati.

Kamikaze a Kabul, decine di morti

KABUL. Ci sono almeno otto giornalisti tra le vittime del duplice attacco che stamani ha insanguinato la capitale afghana Kabul. Lo ha confermato alla Bbc il portavoce del ministero dell'Interno afghano, Najib Danish, mentre Najib Sharifi, capo dell'Afghan Journalists Safety Committee (Ajsc), ha riferito di nove reporter rimasti uccisi. Tra le vittime, almeno 25 in totale, ci sono anche quattro poliziotti. I feriti sono 49. Il sedicente Stato islamico (Is) ha rivendicato l'attacco: a riferirlo l'agenzia di stampa Dpa che dà notizia di un messaggio diffuso dal gruppo tramite Telegram in cui si afferma che la strage è stata opera di due attentatori suicidi dell'organizzazione.

Sentenza eseguita: il piccolo Alfie è morto

LONDRA. "Il mio gladiatore ha posato lo scudo e ha aperto le sue ali alle 2.30". Alfie Evans, il piccolo affetto da una malattia incurabile e ricoverato da oltre un anno all'Alder Hey Children's Hospital di Liverpool, è morto. A darne l'annuncio in un post pubblicato stamane su Facebook è Thomas, padre del bimbo di 23 mesi al centro di una lunga battaglia. "Sono assolutamente distrutto - scrive ancora il papà di Alfie -. Ti amo ragazzo mio".

Nato nel maggio 2016, Alfie era ricoverato dal dicembre dello stesso anno nell'ospedale di Liverpool con il quale i genitori del piccolo hanno portato avanti un'aspra battaglia legale per cercare di bloccare la decisione di staccare il respiratore che lo teneva in vita.

Dopo che l'Alta corte britannica aveva respinto l'appello dei legali dei genitori, lunedì scorso i medici dell'ospedale britannico avevano staccato il respiratore al piccolo, cui l'Italia intanto concedeva la cittadinanza nel tentativo di favorire il trasferimento a Roma per "assicurare al minore ulteriori sviluppi terapeutici, nella tutela di preminenti valori umanitari che, nel caso di specie, attengono alla salvaguardia della salute", come si legge nella nota del Consiglio dei ministri del 24 aprile.

Mercoledì scorso però la Corte d'Appello di Londra ha respinto un nuovo ricorso della famiglia, bocciando l'ultimo tentativo di trasportare il piccolo in aereo dall'ospedale Alder Hay di Liverpool al Bambino Gesù di Roma.

"Vogliamo esprimere la nostra più sentita solidarietà e condoglianze alla famiglia di Alfie in questo momento di estremo dolore". E' quanto si legge in un comunicato pubblicato sul sito dell'Alder Hey Children’s Hospital, l'ospedale pediatrico di Liverpool dove nella notte si è spento il bimbo.

"Noi tutti abbiamo un profondo affetto per Alfie, Kate e Tom e la sua intera famiglia ed i nostri pensieri sono con loro - continua la nota dell'ospedale -, questo è stato un percorso devastante per loro e noi chiediamo che la loro privacy e la privacy dello staff dell'Alder Hey sia rispettata".

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