Martedì 20 Novembre 2018 - 21:54

Weinstein si dichiara non colpevole

Il produttore cinematografico hollywoodiano Harvey Weinstein si è dichiarato non colpevole rispetto alle accuse di stupro e di abusi sessuali che gli sono contestate. Il 66enne, che la scorsa settimana si è consegnato alla polizia di New York, è apparso oggi alla Corte Suprema di Manhattan dopo essere stato incriminato da un grand jury per due casi specifici avvenuti nel 2013 e nel 2004.

In quell'occasione Weinstein non era intervenuto, ma tramite il suo avvocato ha respinto con forza le accuse, sostenendo di non aver mai avuto rapporti sessuali non consenzienti. Gli inquirenti lo hanno rilasciato dietro una cauzione di un milione di dollari, la consegna del passaporto e l'obbligo di indossare un bracciale elettronico alla caviglia per essere costantemente sotto controllo.

Accusato di cattiva condotta sessuale da più di 70 donne, Weinstein è indagato per crimini sessuali anche a Los Angeles e Londra.

Tutti i nodi del summit Kim-Trump

Dove si siede Donald Trump? Qual è il posto di Kim Jong-un? Quanti pasti saranno consumati? E cosa verrà servito da bere? I preparativi per il meeting in programma il 12 giugno a Singapore tra il presidente degli Stati Uniti e il leader nordcoreano proseguono.

La pianificazione dell'appuntamento, però, si snoda con uno slalom a dir poco complesso tra un'infinità di dettagli, molti dei quali richiedono sforzi diplomatici non indifferenti. La Casa Bianca e Pyongyang hanno inviato a Singapore i rispettivi team incaricati di affrontare questioni logistiche che appaiono marginali ma che, in realtà, hanno un peso specifico notevole. La scelta della sede del meeting è il primo passo, a cui segue l'intesa sul numero e il ruolo delle persone che avranno accesso alla sala principale.

Bisogna concordare il numero di pasti, le pause che interromperanno i lavori e -come sottolinea il New York Times- persino la bevanda con cui verrà celebrato un eventuale brindisi. Trump, infatti, non beve alcol e serve un 'piano B'. In eventi di tale portata, alla personalità più influente potrebbe essere riservato il posto più lontano dalla porta d'ingresso. Il rischio di creare tensioni, però, è elevatissimo.

Per questo, una soluzione potrebbe essere rappresentata da una sala con due ingressi, più o meno equidistanti dal tavolo. Il cerimoniale, poi, prevede anche scambi di doni: cosa regalerà Trump a Kim? E chi si farà carico delle spese?

In un elenco sterminato di argomenti, rischia di passare inosservato il tema della sicurezza. Un viaggio simile non costituisce un'anomalia per un presidente degli Stati Uniti, abituato a muoversi con una 'legione' di agenti dei servizi. Kim, invece, da leader si è spinto solo in Cina e non ha mai effettuato un viaggio istituzionale paragonabile a quello che lo attende tra pochi giorni. Anche i suoi collaboratori sono attesi da un test probante: sarà necessario, ad esempio, pianificare anche il numero di passi che il leader dovrà compiere prima di fermarsi per posare davanti a operatori e fotografi.

Proprio Kim, secondo alcuni analisti, potrebbe avvertire il peso di un match in trasferta. La scelta di Singapore "potrebbe giocare a vantaggio di Trump", osserva in particolare Evans J.R. Revere, ex funzionario del Dipartimento di Stato specializzato nelle questioni relative all'Asia Orientale.

La sede dell'evento, o di uno degli eventi, potrebbe essere lo Shangri-La Hotel, già scelto in passato dagli Stati Uniti. Fonti di Singapore, citate dal NY Times, ipotizzano il coinvolgimento dell'isola di Sentosa. Legato alle questioni logistiche è un tema sollevato in particolare dal Washington Post: chi pagherà i conti per la permanenza di Kim e del suo entourage?

Gli Stati Uniti non sono insensibili all'argomento, visti i contatti tra Joe Hagin -ex capo dello staff alla Casa Bianca segnalato a Sentosa- e funzionari nordcoreani guidati da Kim Chang-son, direttore del commissione Affari esteri di Pyongyang. Non è una novità, d'altra parte, la propensione della Corea del Nord a coinvolgere altri paesi nel pagamento delle spese legate alle proprie missioni all'estero.

Durante i recenti Giochi invernali a Pyeongchang, il governo sudcoreano ha sborsato 225.000 dollari per ospitare la delegazione guidata da Kim Yo-jong, sorella di Kim Jong-un. A questa cifra, vanno aggiunti i 121.000 dollari pagati da Seul per consentire agli atleti nordcoreani di partecipare alle Paralimpiadi.

Migranti, battaglia nell'Ue su riforma Dublino

Si rischia lo scontro sul regolamento di Dublino. A essersi detti contrari alla riforma, oltre all'Italia con il neo ministro dell'Interno Salvini (assente per il voto di fiducia al governo) che aveva annunciato nei giorni scorsi il "no alle nuove politiche di asilo", anche la Germania oggi si è detta contraria. "Aperti ad una discussione costruttiva" sulla proposta della presidenza bulgara in materia di riforma del diritto di asilo e in particolare del regolamento di Dublino "ma non pronti ad accettarla" nella sua attuale forma, ha dichiarato il sottosegretario Stephen Mayer al suo arrivo a Lussemburgo per prendere parte al vertice dei ministri dell'Interno dell'Unione. "Non è solo l'Italia ad essere contraria", ha affermato Mayer.

Nel frattempo si profila un asse tra l'Italia e l'Austria che considera il governo italiano un "alleato forte" in materia di immigrazione, ha detto il ministro dell'Interno austriaco, Herbert Kickl, a Lussemburgo. "Non credo che abbiamo una possibilità realistica di compromesso qui", sono le parole di Kickl riportate dai quotidiani Standard e Kurier, che fanno riferimento ad un colloquio telefonico in programma oggi tra il ministro austriaco e Matteo Salvini. "Sono felice per ogni alleato che metta l'interesse degli stati membri al centro delle riflessioni", ha detto Kickl.

Con l'imminente presidenza austriaca dell'Ue, Kickl punta ad un "cambiamento di modello" in materia di immigrazione, "forse qualcosa di simile ad una piccola rivoluzione copernicana del sistema di asilo". "La protezione dei confini esterni rappresenta una componente -ha affermato il ministro austriaco- ma non l'intera verità". E' indispensabile, ha ribadito, evitare un compromesso che lascerebbe tutti insoddisfatti e, parallelamente, non verrebbe rispettato: "A volte è meglio evitare di compiere una sciocchezza e prendersi un po' di tempo".

Corte Ue riconosce matrimonio omosessuale

La nozione di 'coniuge', nelle leggi Ue sulla libertà di soggiorno dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari, comprende i coniugi dello stesso sesso. Anche se gli Stati dell'Ue sono liberi di autorizzare o meno il matrimonio omosessuale, quello che non possono fare è ostacolare la libertà di soggiorno di un cittadino dell'Unione rifiutando di concedere al suo coniuge dello stesso sesso, cittadino extracomunitario, un diritto di soggiorno sul loro territorio. Lo stabilisce una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che riguarda la vicenda di una coppia omosessuale, composta da un cittadino rumeno, Relu Adrian Coman, e da un cittadino statunitense, Robert Clabourn Hamilton, che hanno convissuto negli Usa per quattro anni, prima di sposarsi a Bruxelles nel 2010.

Nel dicembre 2012, Coman e Hamilton hanno chiesto alle autorità rumene informazioni perché Hamilton potesse ottenere, in qualità di familiare di Coman, il diritto di soggiornare legalmente in Romania per un periodo superiore a tre mesi. La domanda era fondata sulla direttiva sulla libertà di circolazione, che permette al coniuge di un cittadino dell'Unione di raggiungere quest’ultimo nello Stato membro in cui soggiorna.

In risposta alla richiesta, le autorità rumene hanno informato Coman e Hamilton che quest’ultimo godeva soltanto di un diritto di soggiorno di tre mesi, poiché non poteva essere qualificato in Romania come "coniuge" di un cittadino dell’Unione, dato che Bucarest non riconosce i matrimoni omosessuali. Coman e Hamilton hanno quindi fatto ricorso ai giudici rumeni, sostenendo l'esistenza di una discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, per quanto riguarda l’esercizio del diritto di libera circolazione nell'Ue.

La Corte costituzionale rumena si è rivolta alla Corte di giustizia per capire se Hamilton rientri nella nozione di "coniuge" di un cittadino Ue che ha esercitato la sua libertà di circolazione e debba quindi ottenere di conseguenza un diritto di soggiorno permanente in Romania. La Corte constata che, nell’ambito della direttiva sull’esercizio della libertà di circolazione, la nozione di "coniuge" è neutra dal punto di vista del genere e può comprendere, quindi, il coniuge dello stesso sesso di un cittadino Ue.

La Corte precisa, peraltro, che lo stato civile delle persone è una materia che rientra nella competenza degli Stati membri e che il diritto dell'Unione non pregiudica tale competenza, che resta intatta. Gli Stati restano quindi liberi di prevedere o meno il matrimonio omosessuale. Per la Corte, tuttavia, il rifiuto, da parte di uno Stato Ue, di riconoscere, ai soli fini della concessione di un diritto di soggiorno derivato a un cittadino di uno Stato non Ue, il matrimonio di quest’ultimo con un cittadino dell’Unione dello stesso sesso, legalmente contratto in un altro Stato Ue, ostacola l’esercizio del diritto del cittadino di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.

Se così non fosse, osservano i giudici, la libertà di circolazione varierebbe da uno Stato membro all’altro in funzione delle disposizioni di diritto nazionale che disciplinano il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ciò premesso, la Corte ricorda che la libera circolazione delle persone può essere oggetto di restrizioni indipendenti dalla cittadinanza delle persone interessate, qualora però tali restrizioni siano basate su considerazioni oggettive di interesse generale e siano proporzionate allo scopo legittimamente perseguito dal diritto nazionale.

L’ordine pubblico, che nel caso in questione viene invocato come giustificazione per limitare il diritto di libera circolazione, dev’essere inteso in senso restrittivo, vale a dire che la sua portata non può essere determinata unilateralmente da uno Stato membro, senza il controllo delle istituzioni dell’Unione.L’obbligo per uno Stato Ue di riconoscere, esclusivamente ai fini della concessione di un diritto di soggiorno derivato a un cittadino di uno Stato non Ue, un matrimonio omosessuale contratto in un altro Stato membro non pregiudica l’istituto del matrimonio nel Paese in cui la coppia viene a vivere.

In particolare, l'obbligo non impone a questo Stato Ue di prevedere, nella sua normativa nazionale, l'istituto del matrimonio omosessuale. Inoltre, un simile obbligo di riconoscimento, ai soli fini della concessione di un diritto di soggiorno derivato a un cittadino di uno Stato non Ue, non attenta all’identità nazionale né minaccia l’ordine pubblico dello Stato membro interessato.

La Corte ricorda infine che una misura nazionale che mira ad ostacolare l’esercizio della libera circolazione delle persone può essere giustificata solo se è conforme ai diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Ue. E, dal momento che il diritto fondamentale al rispetto della vita privata e familiare è garantito all’articolo 7 della Carta, la Corte rileva che anche dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo risulta che la relazione che lega una coppia omosessuale può rientrare nella nozione di "vita privata", nonché in quella di "vita familiare", esattamente come succederebbe ad una coppia eterosessuale che si trovi nella stessa situazione.

Rajoy sfiduciato, Sanchez il socialista è premier

Mariano Rajoy è stato sfiduciato, al suo posto diventa premier il leader socialista Pedro Sanchez. La mozione di sfiducia costruttiva presentata dal Psoe - in conseguenza della quale Sanchez ha assunto la guida del governo - ha ottenuto 180 sì, 169 no e un'astensione.

"Accetterò come democratico il risultato del voto, ma non posso condividere ciò che è stato fatto", ha detto Rajoy in un breve intervento dalla tribuna del Congresso dei deputati poco prima del voto.

"E' stato un onore essere primo ministro della Spagna e avere lasciato una Spagna migliore. Spero che il mio successore potrà dire la stessa cosa a suo tempo, glielo auguro per il bene della Spagna", ha aggiunto.

La mozione del leader del Partito Socialista ha ricevuto i voti dei parlamentari di Unidos Podemos e di altri gruppi minori e partiti regionali come gli indipendentisti catalani del PdeCAT e di Esquerra Republicana. Anche se decisivi per la sfiducia a Rajoy sono stati i voti dei cinque deputati del Partito nazionalista basco (Pn). Il voto mette fine a una settimana di tensioni in Spagna. Il Psoe aveva presentato la proposta venerdì scorso in seguito alla condanna di cinque esponenti del Partito popolare di Rajoy per corruzione nel cosiddetto caso 'Operacion Guertel'.

Il successo della mozione di sfiducia apre ora un nuovo scenario nel paese con alcune incognite ancora da risolvere. Prevedibilmente Sanchez, 46 anni, entrerà in carica nei prossimi giorni e nominerà un nuovo esecutivo che potrebbe governare come minoranza, contando al Congresso solo su 84 deputati su 350.

All'orizzonte ci sono le elezioni generali che il leader socialista ha promesso di convocare ma che non hanno ancora una data. Tra le questioni che il nuovo esecutivo dovrà affrontare c'è intanto quella della Catalogna, dove il processo di indipendenza mantiene la regione in sospeso.

Dazi, Trump fa scattare la tagliola

I dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio da Ue, Canada e Messico entreranno in vigore a partire da domani. Lo ha annunciato il segretario al Commercio Usa, Wilbur Ross.

Inizialmente, Unione europea, Canada e Messico erano stati esentati dalla misura voluta dal presidente Donald Trump, che prevede dazi del 25 per cento sulle importazioni di acciaio e del 10 per cento sull'alluminio. L'esenzione era stata prorogata per tutto il mese di maggio, mentre proseguivano i negoziati tra la Casa Bianca e i suoi interlocutori internazionali.

DA MEZZANOTTE - L'annuncio che a partire dalla mezzanotte di giovedì i dazi entreranno in vigore anche per Ue, Canada e Messico è stato fatto alla stampa dal segretario al Commercio, che ha riferito che il presidente Usa ha deciso di "non estendere le esenzioni".

Ross ha anche detto che Australia, Argentina e Brasile, che inizialmente avevano anch'essi ricevuto esenzioni temporanee, hanno acconsentito a "limitare il volume" delle loro esportazioni in cambio di esenzioni permanenti.

REPLICA UE - Immediata la replica del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker: "Sono preoccupato per questa decisione. L'Ue ritiene che queste tariffe unilaterali statunitensi sono ingiustificate e contrarie alle regole del Wto. Questo è protezionismo puro e semplice".

Gli Usa "non ci lasciano altra scelta se non procedere con un ricorso all'Organizzazione Mondiale del Commercio e con l'imposizione di dazi aggiuntivi su una serie di importazioni" da oltre Atlantico. "Difenderemo gli interessi dell'Unione, nel pieno rispetto del diritto commerciale internazionale".

SIDERURGICO - "Nei mesi scorsi - continua Juncker - ci siamo impegnati con continuità con gli Usa a tutti i livelli possibili, per affrontare congiuntamente il problema dell'eccesso di capacità produttiva nel settore siderurgico. Eccesso di capacità che resta il cuore del problema: l'Ue non ne è la fonte, ma, al contrario, ne è danneggiata".

"E' per questo - prosegue - che siamo determinati a lavorare per trovare soluzioni strutturali, insieme ai nostri partner. Abbiamo anche, coerentemente, indicato la nostra apertura a discutere dei modi di migliorare le relazioni commerciali bilaterali con gli Usa, ma abbiamo anche chiarito che l'Ue non negozierà sotto minaccia". E, "prendendo di mira coloro che non sono responsabili della sovracapacità, gli Usa fanno il gioco di coloro che hanno creato il problema".

TAJANI - Si dice "molto deluso" il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, via Twitter. "Siamo al fianco dei lavoratori e delle industrie europee e risponderemo con tutti i mezzi a disposizione per difendere i nostri interessi. I dazi unilaterali sono sempre un gioco a somma negativa".

Anche Città del Messico varerà dazi sulle importazioni di una serie di prodotti, dall'acciaio alla carne suina lavorata, dall'uva alle mele, fino a pareggiare i conti con Washington. "Il Messico respinge in maniera categorica qualsiasi provvedimento unilaterale, protezionista e in grado di distorcere il commercio in America del Nord" ha twittato Juan Carlos Baker, viceministro per il Commercio estero.

“Marea popolare" anti-Macron, 250mila in piazza

Sono 250mila le persone scese in piazza oggi in tutta la Francia per manifestare contro le politiche di Emmanuel Macron. Lo ha reso noto la Cgt, la confederazione sindacale francese, secondo la quale a Parigi stanno manifestando 80mila persone. Molto più ridotte le cifre fornite dalla prefettura di Parigi che parla di 21mila manifestanti.

Il corteo parigino della "marea popolare" è partito verso le 14.30 dalla gare dell'Est. La mobilitazione è stata indetta in ottanta città francesi da 60 sigle sindacali, politiche e di associazioni della sinistra radicale.

Secondo quanto riporta il sito di Le Figaro si sono registrate alcune tensioni tra i dimostranti e la polizia. La prefettura ha reso noto che sono state fermate 35 persone, la vetrina di una compagnia di assicurazioni è stata spaccata e un poliziotto è rimasto lievemente ferito dal lancio di un oggetto.

Weinstein arrestato per stupro, paga la cauzione ed esce

Stupro, atti criminali di natura sessuale, abuso sessuale, condotta sessuale inappropriata. Sono i reati, relativi ad ''incidenti che coinvolgono due donne diverse'', per cui è stato incriminato Harvey Weinstein, come rende noto il Dipartimento di polizia di New York. Il 66enne stamattina si è presentato spontaneamente negli uffici del primo distretto del NYPD da dove è uscito in manette.

Dopo l'arresto, l'ex mogul hollywoodiano è comparso in tribunale per la formalizzazione delle accuse, quindi ha versato la cauzione per il rilascio con un assegno da 1 milione di dollari. Weinstein dovrà portare alla caviglia un dispositivo elettronico che segnalerà la sua posizione 24 ore su 24. L'ex produttore, che ha consegnato il proprio passaporto, potrà spostarsi solo attraverso gli stati di New York e Connecticut. Come ha disposto il tribunale di Manhattan, Weinstein non potrà avvicinarsi o entrare in contatto con una persona la cui identità non è stata resa pubblica.

"Il signor Weinstein si dichiarerà non colpevole. Intendiamo procedere con rapidità per smontare queste accuse che riteniamo viziate dal punto di vista costituzionale e non sostenute in maniera concreta da prove", ha detto l'avvocato dell'ex produttore di Hollywood Benjamin Brafman. "Riteniamo che alla fine del processo il signor Weinstein verrà scagionato. Il signor Weinstein ha sempre sostenuto che ogni attività sessuale sia stata consensuale e nega in maniera veemente ogni accusa. Prevedo che dopo il controinterrogatorio, le accuse non verranno ritenute credibili", a patto che si riesca a formare una giuria che non sia stata già "orientata" dal movimento #metoo.

Weinstein, secondo il legale "non ha inventato il casting sul divano a Hollywood. In questo caso, non è sotto processo un comportamento negativo". Il nodo "è esclusivamente legato al fatto se sia stato commesso un atto criminale e Weinstein lo nega con fermezza".

Il Dipartimento di polizia di New York ringrazia le vittime "per il loro coraggio di farsi avanti e cercare giustizia". "L'arresto e le conseguenti accuse - specifica il Nypd - sono il risultato di un'indagine congiunta tra il Dipartimento di polizia di New York e l'ufficio del procuratore del distretto di Manhattan".

Le troupe televisive di tutti i principali network Usa hanno ripreso l'ingresso dell'ex super potente di Hollywood nell'edificio del New York Police Department, nella lower Manhattan. Weinstein indossava una giacca blu, con una camicia bianca ed un pullover blue e sotto il braccio portava tre libri.

Weinstein è sotto inchiesta anche per presunti crimini sessuali a Los Angeles e Londra. L'ex re dei produttori di Hollywood, accusato da diverse donne di abusi, finora non era mai stato incriminato. E dal canto suo ha sempre respinto le accuse sostenendo di avere avuto rapporti consensuali.

Weinstein, è il giorno dell'arresto

L'ex produttore di Hollywood Harvey Weinstein si consegnerà oggi alla procura di Manhattan che spiccherà un mandato di cattura nei suoi confronti. Lo riferisce la Cnn, che cita una fonte vicina alle indagini. L'ex mogul hollywoodiano dovrà rispondere all'accusa di aver violentato una donna e aver costretto un'altra a praticargli sesso orale.

I procuratori di Manhattan avrebbero preparato per Weinstein un'incriminazione per stupro di primo e terzo grado nel primo caso e di atto sessuale di primo grado nel secondo, ha spiegato la fonte. L'avvocato di New York del produttore, Benjamin Brafman, ha rifiutato di commentare la notizia senza smentire o confermare se il suo cliente sia intenzionato a consegnarsi. Weinstein è anche sotto inchiesta per presunti crimini sessuali a Los Angeles e Londra.

Stando a quanto riportato ieri dal 'Wall Street Journal', le accuse di molestie sessuali contro Weinstein saranno investigate dalla procura federale di New York. I giudici, spiega il quotidiano statunitense, vogliono accertare che il 66enne ex magnate hollywoodiano non abbia viaggiato con alcune donne oltre i confini americani per abusarne.

L'ex re dei produttori di Hollywood, accusato da diverse donne di abusi, finora non è mai stato incriminato. E dal canto suo ha sempre respinto le accuse sostenendo di avere avuto sempre rapporti consensuali.

Bomba in ristorante a Toronto: sospetti in fuga

Almeno 15 persone sono rimaste ferite nell'esplosione di un ordigno avvenuta in un ristorante di Mississauga, nella parte ovest dell'area metropolitana di Toronto, in Canada.

A renderlo noto è stata la polizia, spiegando che due persone sospette sono entrate all'interno del locale, il 'Bombay Bhel', e hanno fatto scoppiare l'ordigno esplosivo improvvisato (IED).

I FERITI - "Diversi feriti" sono stati ricoverati in ospedale, mentre tre persone che versano in condizioni critiche sono state portate in un centro specializzato di Toronto.

LA FUGA - I due sospetti, si legge sul sito della 'Bbc', sono fuggiti dal luogo dell'attacco immediatamente dopo l'esplosione e la polizia ha lanciato un appello al pubblico per chiedere aiuto nell'identificazione dei due attentatori.

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