Domenica 18 Novembre 2018 - 14:14

America al voto, la guida al midterm

L'America si avvicina al voto. Martedì prossimo infatti negli Stati Uniti si terranno le elezioni di midterm, ovvero di metà mandato o medio termine, che potrebbero avere una significativa ricaduta politica non solo sul piano interno ma anche a livello internazionale. Si tratta di un appuntamento elettorale che si tiene ogni quattro anni, a metà del mandato presidenziale, e che serve ad eleggere la totalità dei membri della Camera e un terzo dei membri del Senato, nonché le assemblee elettive e i governatori di alcuni Stati dell'Unione.

COSA SI VOTA - Le elezioni di midterm si chiamano così perché cadono a metà del mandato presidenziale e prevedono il rinnovo di tutti i 435 membri della Camera dei rappresentanti, il cui mandato dura due anni, ed un terzo circa dei 100 senatori, il cui mandato dura sei anni. Quest'anno i democratici devono strappare ai repubblicani almeno 23 seggi per conquistare il controllo della Camera, un traguardo che il partito d'opposizione, a due anni dalla batosta elettorale del 2016, sembra avere a portata di mano secondo gli ultimi sondaggi. Secondo il Cook Political Report, la tendenza degli ultimi giorni pare confermare l'ottimismo dei democratici, dal momento che vi sono più distretti attualmente controllati dai repubblicani che tendono verso i democratici (17 a 2) oppure ancora indecisi (28 ad 1). I giochi non sono assolutamente chiusi - avvisa il New York Times - considerando che per centrare l'obiettivo, i democratici non solo devono confermare tutti i loro attuali seggi, ma devono anche vincere in tutti i distretti Gop in cui sono dati in testa ed aggiudicarsi almeno 6 degli indecisi.

PERCHE' SONO IMPORTANTI - Le elezioni di metà mandato finiscono per avere un'importante ricaduta politica interna, sia perché il loro esito viene interpretato come un giudizio sull'operato del governo in carica, sia perché possono ribaltare gli equilibri del Congresso, rendendo il futuro percorso del presidente più facile o più difficoltoso. In particolare, la vittoria democratica alla Camera potrebbe essere cruciale per il partito d'opposizione che non solo potrebbe avviare, come sostiene la sua ala più liberal, la procedura di impeachment di Trump, ma anche paralizzare la sua agenda legislativa. Ad animare la 'blue wave' (il blu il colore dei democratici, opposto al rosso dei repubblicani) lanciata alla conquista della Camera - il movimento che affonda le sue radici nella campagna per le primarie di Bernie Sanders e che si è rafforzato in questi due anni di 'resistenza' a Trump - vi sono infatti soprattutto candidati progressisti, con programmi apertamente di sinistra, con molte donne giovani ed appartenenti alle minoranze. Dal canto suo il presidente Trump, per contrastare l'offensiva degli avversari, è tornato ad usare toni ispirati alla furia e alla paura puntando sulla lotta alla presunta invasione di migranti e sulla crociata contro lo ius soli come strategia elettorale.

GLI EFFETTI IN EUROPA - Le elezioni statunitensi di metà mandato, banco di prova per i democratici, potrebbero avere una ricaduta politica anche sul piano internazionale. L'eventuale sconfitta di Trump infatti potrebbe indebolire i movimenti sovranisti europei, soprattutto in vista delle elezioni comunitarie che si terranno nel 2019. Inoltre quanto avverrà oltre oceano potrebbe bloccare o per lo meno alterare l'agenda legislativa del presidente statunitense, con effetti immediati anche per gli altri paesi. Per ridurre le voci di dissenso Trump potrebbe decidere di rivedere alcune delle sue politiche più contestate, ad esempio la legge che ha imposto dazi del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio dando vita ad una guerra commerciale con l'Europa, oppure potrebbe arrivare a modificare alcune delle sue posizioni più intransigenti, come quella contro la presunta invasione dei migranti. Le elezioni di midterm potrebbero avere delle ripercussioni anche sul piano finanziario, con la conseguente reazione di Wall Street e delle borse europee.

Khashoggi, Erdogan: «Omicidio politico»

Dov'è il corpo di Jamal Khashoggi? E' una delle domande che il leader turco Recep Tayyip Erdogan ha posto nel suo intervento dedicato al caso dell'editorialista del Washington Post ucciso a Istanbul. "Le prove mostrano che l'uccisione di Khashoggi è stata il risultato di un'operazione pianificata. Perché la squadra è stata messa insieme a Istanbul? - ha detto Erdogan, citato dal portale del giornale filogovernativo Sabah - Perché il consolato non è stato aperto alle indagini se non molti giorni dopo? Perché ci sono state dichiarazioni contraddittorie? Dov'è il corpo di una persona che è stata effettivamente ammazzata? Abbiamo bisogno di risposte".

"Questo è un omicidio politico", ha detto Erdogan. Funzionari del consolato di Riad a Istanbul e una 'squadra' dall'Arabia Saudita hanno pianificato con giorni di anticipo l'uccisione di Khashoggi. Stando a Erdogan, ci sono "prove convincenti" secondo cui l'omicidio è stato pianificato. Nell'intervento alla riunione del gruppo parlamentare del suo partito, l'Akp, Erdogan ha confermato il ruolo nella vicenda di una 'squadra' di 15 persone. "Una squadra saudita composta da tre persone è arrivata a Istanbul un giorno prima dell'uccisione di Khashoggi e si è recata nei boschi di Istanbul e a Yalova", ha detto il presidente. Altre due 'squadre' sono arrivate separatamente al consolato, ha aggiunto.

"L'omicidio" del giornalista saudita Jamal Khashoggi "è avvenuto all'interno del consolato saudita, ma non va dimenticato che è avvenuto sul suolo turco", ha sottolineato Erdogan. Nell'atteso intervento alla riunione del gruppo parlamentare del suo partito, l'Akp, Erdogan ha quindi auspicato una revisione della Convenzione di Vienna per il caso Khashoggi.

Il presidente turco ha chiesto all'Arabia Saudita di re Salman di processare in Turchia le 18 persone arrestate nella monarchia del Golfo per l'omicidi. "Chiedo al governo dell'Arabia Saudita di consentire che i sospetti per l'uccisione di Khashoggi vengano processati a Istanbul", ha detto il leader turco citato. "La mia richiesta è che le 18 persone vengano processate a Istanbul", ha aggiunto, ribadendo che "tutti coloro che hanno avuto un ruolo nell'uccisione" devono risponderne.

«Nuovo voto su Brexit», in 500mila al corteo a Londra

Oltre mezzo milione di persone in piazza a Londra per chiedere un nuovo voto sulla Brexit. La partecipazione al corteo, secondo gli organizzatori che puntavano alle 100.000 presenze, è andata oltre le più rosee aspettative. Le cifre diffuse non sono confermate dalle forze dell'ordine, che di norma non forniscono stime sulla partecipazione ai cortei.

Alla fine, secondo gli organizzatori, alla People's Vote March avrebbero partecipato circa 670.000 persone. Alcune hanno compiuto un viaggio di oltre 1000 km per arrivare nella capitale dalle Orkney Islands, le isole nel mare a nord della Scozia. In strada, in particolare, moltissimi studenti che nel 2016 -quando si è tenuto il referendum- non avevano l'età necessaria per votare.

La People's Vote March è sostenuta dal quotidiano The Independent, che ha lanciato una petizione online, sottoscritta da circa 900mila persone. La premier Theresa May ha più volte escluso il ricorso a una seconda consultazione popolare, ricordando anche questa settimana che nel referendum del 2016 "17,4 milioni di persone votarono per uscire dalla Ue".

Omicidio Khashoggi, ecco la squadra dei killer

Il vice capo dell'intelligence dell'Arabia Saudita, il generale Ahmed Al-Asiri, è il capo espiatorio del caso Khashoggi, la vittima scarificale individuata dal principe ereditario Mohammed bin Salman per rispondere alle crescenti pressioni internazionali circa l'omicidio del giornalista all'interno del consolato di Riad a Istanbul il 2 ottobre scorso. Ma dietro la morte del giornalista ci sarebbe uncommando di 15 persone di cui, si legge sul Washington Post, si conoscono nomi, cognomi, volti, incarichi e spostamenti.

Oltre ad Ahmed Al-Asiri è stato sollevato dall'incarico anche Saud al-Qahtani, membro della Guardia reale e consigliere di Mbs, acronimo con cui l'ambizioso principe saudita è noto in Occidente. Inoltre sono 18 gli uomini arrestati dalle autorità saudite in merito al caso. Provvedimenti che seguono l'ammissione di Riad che l'editorialista del Washington Post è morto proprio all'interno della missione diplomatica a Istanbul. Finora le autorità saudite, compreso lo stesso Mohammed bin Salman, avevano detto che Khashoggi aveva lasciato il consolato dopo esservi entrato per ottenere documenti utili al suo prossimo matrimonio.

A mettere in dubbio la versione saudita erano stati, sin da subito, i funzionari turchi. A sostegno della tesi dell'omicidio, la Turchia aveva dalla sua parte registrazioni video, oltre che filmati, che proverebbero le torture subite da Khashoggi fino al decesso. Il corpo del giornalista sarebbe stato poi fatto a pezzi con una sega. Ma la versione di Riad non è così cruda. Secondo le autorità saudite, infatti, Khashoggi sarebbe morto a seguito di una colluttazione degenerata con alcuni uomini all'interno del consolato. Versione che non convince, considerate anche le prove in possesso degli inquirenti turchi, ma che rappresenta un primo passo verso la verità. L'opinione diffusa è che infatti si sia trattato di un omicidio premeditato del giornalista, voce critica proprio nei confronti di Mohammed bin Salman. L'Arabia Saudita ribadisce invece la versione della colluttazione terminata con la morte dell'editorialista del Whasginton Post.

I nomi dei 15, insieme alle immagini riprese dagli aeroporti e dalla sicurezza dell'hotel, sono stati pubblicati per la prima volta da Sabah, un giornale turco strettamente allineato con l'amministrazione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Secondo i funzionari turchi avrebbero avuto un ruolo nella scomparsa di Khashoggi.

Tra i 15 c'è il medico legale Salah Muhammed A. Tubaigy. Il 47enne, che ricopre una posizione di primo piano nel ministero degli Interni saudita, sarebbe arrivato in Turchia qualche ora prima che il giornalista scomparisse e con sé avrebbe portato una sega per ossa.

Maher Abdulaziz M. Mutreb, 47 anni, è un membro della sicurezza della Guardia reale: sembra aver accompagnato il principe ereditario in visita quest'anno in Francia, Spagna e Stati Uniti. In un documento britannico del 2007 compare un uomo con lo stesso nome che lavora come diplomatico a Londra. Le registrazioni del passaporto mostrano che Mutreb ha visitato gli Stati Uniti nel luglio 2016, in coincidenza con una visita del ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir.

Meshal Saad M. Albostani, 31 anni. Su una pagina Facebook recentemente cancellata lo identifica come luogotenente delle Forze aeree saudite. Morto in un incidente stradale sospetto, scrive il quotidiano turco Yeni Safak, sarebbe stato messo a tacere. Albostani è arrivato in Turchia all’1:45 del mattino (00:45 in Italia) del giorno della sparizione di Khashoggi. Ha soggiornato al Wyndham Grand Hotel e ha lasciato il Paese alle 21:46 (le 20:46) dello stesso giorno su un jet privato.

Naif Hassan S. Alarifi, 32 anni. Su una pagina Facebook recentemente cancellata di un uomo con lo stesso nome mostrava foto di lui in uniforme con le insegne delle Forse speciali saudite.

Mohammed Saad H. Alzahrani, 30 anni, appartrrebbe alla Royal Guard.

Mansour Othman M. Abahussain, 46 anni, in un articolo in arabo del 2014 viene nominato come tenente colonnello nella forza di difesa civile saudita.

Sega, musica e ossa spezzate: gli ultimi 7 minuti di Khashoggi

Musica nelle orecchie, forse per non sentire le urla strazianti del giornalista mentre veniva fatto a pezzi. O magari, più semplicemente, per non ascoltare i rumori dell'operazione. Mentre si infittisce il giallo della scomparsa di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita del 'Washington Post' sparito nel consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul il 2 ottobre scorso, si fanno sempre più raccapriccianti i dettagli del suo presunto omicidio. L'ipotesi più accreditata è che Khashoggi sia stato vittima di torture all'interno del consolato saudita, poi picchiato e decapitato. Ma c'è di più.

Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani turchi, che riferiscono dell'esistenza di un audio che proverebbe le atrocità subite dall'editorialista del 'Washington Post', il medico saudita incaricato di smembrare il corpo verrebbe sentito mentre raccomanda alle persone presenti di indossare, come fa lui, delle cuffie per ascoltare la musica. Il medico in questione sarebbe il saudita Salah al-Tubaigy, uno specialista che ha studiato a Melbourne, in Australia. Stando a quanto rivela la Abc Al-Tubaigy, al-Tubaigy è uno dei capi della scientifica saudita ed è stato indicato dalle autorità turche come uno dei 15 uomini giunti da Riad e presenti nel consolato il giorno in cui Khashoggi sarebbe stato brutalmente interrogato e ucciso.

Il medico, secondo le autorità turche, portava in valigia una sega da ossa. E ora la Abc rivela che ha trascorso tre mesi, dal giugno 2015, al Victorian Insititute of Forensic Medicine di Melbourne, per un corso a spese del governo saudita. Qui - hanno confermato il direttore dell'Istituto, Noel Woodford, e il suo predecessore Stephen Cordner - ha detto di essere interessato a studiare le tecniche di identificazione delle vittime di disastri, affermando di essere responsabile della supervisione del pellegrinaggio annuale alla Mecca Hajj), ma non ha effettuato autopsie.

Il presunto omicidio di Khashoggi sarebbe avvenuto nell'ufficio del console. Lì il giornalista sarebbe stato picchiato e seviziato e gli sarebbero state tagliate le dita. Ieri il sito del quotidiano filo-governativo turco 'Yeni Safak' ha affermato di aver ottenuto alcuni audio registrati all'interno del consolato e in uno di questi si sentirebbe il console della monarchia del Golfo, Mohammad al-Otaibi, che ha lasciato la Turchia per far ritorno a Riad, affermare: "Se vuoi vivere, stai zitto". "Fate questo fuori. Mi metterete nei guai", avrebbe poi aggiunto il console durante il presunto interrogatorio di Khashoggi. Secondo quanto riportato da alcuni media turchi, l'editorialista sarebbe morto in 7 minuti, dopo essere stato seviziato.

Fumo in cabina, paura in volo per Melania

Fumo in cabina e l'aereo della First Lady, in volo verso Philadelphia, deve tornare rapidamente alla base di Andrews. La Cnn riferisce che il programma di Melania Trump, in procinto di far visita ai bambini ricoverati in un ospedale della città della Pennsylvania, è cambiato improvvisamente per un ''problema meccanico". Dieci minuti dopo il decollo, come hanno ricostruito i giornalisti al seguito della First Lady, in cabina si è diffuso del fumo. Ai cronisti sono stati forniti asciugamani bagnati per coprire i volti. L'aereo è atterrato senza problemi ad Andrews. Stephanie Grisham, responsabile della comunicazione della First Lady, alla Cnn ha fatto riferimento ad "una questione meccanica di secondo piano. Tutto è a posto e tutti stanno bene".

Crimea, studente mette bomba al college: 18 morti

Diciotto persone sono morte e altre 40 sono rimaste ferite in un'esplosione all'istituto politecnico di Kerch in Crimea. E' quanto ha reso noto la portavoce della Commissione inquirente russa, Svetlana Petrenko, citata dall'agenzia Tass, confermando che la maggior parte delle vittime sono ragazzi. L'attacco è stato portato a termine da uno studente di 18 anni, iscritto al quarto anno dello stesso istituto, che poi si è tolto la vita, ha reso noto il governatore della regione, Sergei Aksyonov, precisando che il suo corpo è stato ritrovato nella biblioteca del secondo piano. Il caso aperto dagli inquirenti russi non è più per terrorismo, ma per strage, si precisa. Alcune vittime sono state uccise da proiettili d'arma da fuoco, ammettono. All'interno dell'istituto è stato ritrovato un esplosivo che è ora all'esame degli artificieri, ha spiegato il portavoce della commissione nazionale antiterrorismo, Andrei Przhezdomsky.

"Le ragioni di questa tragedia e le teorie in proposito saranno oggetto di una inchiesta approfondita", ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. "L'opinione pubblica sarà informata dei risultati di questo sforzo delle agenzie di sicurezza e dei servizi speciali", ha aggiunto, citato dalla Tass.

L'esplosione, secondo quanto affermato dal comitato nazionale antiterrorismo ai giornalisti, è stata causata da un ordigno rudimentale pieno di schegge, ha spiegato il vice direttore della Guardia nazionale, Sergei Melikov. La bomba è stata fatta esplodere nella mensa durante l'ora di pranzo.

Il Politecnico di Kerch è una istituzione nata nel 1930 per formare il personale per il polo metallurgico di Kamysh-Burun e di Voikov. Sono 16 le specializzazioni. E 300 le matricole iscritte ogni anno.

Meghan è incinta

Dolce attesa per il principe Harry d'Inghilterra e sua moglie Meghan. "Il duca e la duchessa del Sussex sono lieti di annunciare che la duchessa è in attesa di un bambino per la primavera 2019" ha annunciato Kensington Palace sul proprio account Twitter. 

I due, si legge in un altro post, "hanno apprezzato il sostegno ricevuto da ogni parte del mondo, dal loro matrimonio dello scorso maggio in poi, e sono felici di poter condividere questa felice notizia con il pubblico". Harry e Meghan si sono sposati nel castello di Windsor a maggio e l'annuncio arriva mentre la coppia è impegnata in un tour ufficiale di 16 giorni in Australia, Fiji, Tonga e Nuova Zelanda: il primo al di fuori della Gran Bretagna dal giorno delle nozze.

Ostaggi e spari alla stazione, paura a Colonia

COLONIA.Paura a Colonia dove un uomo armato si è barricato in una farmacia nella stazione centrale ed ha preso in ostaggio una donna. L'uomo è stato arrestato dalla polizia tedesca e la donna è stata liberata. Secondo il quotidiano Express, il sequestratore è stato gravemente ferito nell'azione. Ferita, ma non in modo preoccupante, anche la donna.

Giornalista uccisa, un arresto in Germania

C'è un nuovo arresto nel caso dell'omicidio della giornalista televisiva bulgara Viktoria Marinova, il cui corpo senza vita è stato trovato sabato in un parco nella città bulgara di Ruse, dove la donna era andata a fare jogging. Si tratta di un uomo tra i 20 ed i 30 anni, fermato in Germania, secondo quanto riporta il quotidiano 168 Chasa. L'uomo avrebbe lasciato la Bulgaria domenica per la Germania, dove risiede la madre. Il cittadino romeno fermato precedentemente in relazione all'omicidio è stato intanto rilasciato.

Il governo bulgaro conferma l'arresto. Nel riportarlo, la Dpa precisa che il sospetto viene dalla Bulgaria. Il ministro dell'Interno Mladen Marinov ha parlato di un 21enne. "L'inchiesta ha permesso di identificare un uomo che è stato arrestato dalla polizia in Germania nella tarda nottata di ieri su nostra richiesta". Il procuratore generale Sotir Tsatsarov ha precisato che "al momento, non consideriamo l'omicidio legato all'attività professionale della vittima". Il sospetto, nato nel 1997, era già ricercato per omicidio e stupro, ha ancora aggiunto.

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