Martedì 20 Novembre 2018 - 13:37

Muore infettato dall'ameba mangia-cervello

Un ragazzo del New Jersey, Fabrizio Stabile, è morto dopo essere stato infettato da un'"ameba mangia-cervello", un parassita raro ma altamente mortale, che il giovane di 29 anni avrebbe contratto dopo aver nuotato nella piscina di un resort di Waco, in Texas. Stabile, scrive il 'Daily Mail', lo scorso 16 settembre aveva accusato un forte mal di testa e il giorno dopo non era riuscito ad alzarsi dal letto.

Trasportato immediatamente all'ospedale di Pleasantville, i medici avevano iniziato a curarlo pensando che si trattasse di meningite batterica. Le sue condizioni, però, erano precipitate rapidamente. Dopo quattro giorni, i test avevano rivelato che Fabrizio era positivo al Naegleria fowleri, un'ameba estremamente rara, chiamata 'mangia-cervello' che uccide il 98% delle persone infettate. Per Fabrizio però era già tardi. Il 29enne era morto il giorno seguente.

Fabrizio, descritto in un necrologio come un amante dello snowboard, del surf e di "qualsiasi cosa avesse a che fare con amici e familiari" avrebbe contratto il Naegleria fowleri durante una visita al Cable Park BSR a Waco, in Texas, dove aveva nuotato nella piscina a onde. Il parco acquatico è stato temporaneamente chiuso in attesa di un'indagine da parte dei Centers for Disease Control and Prevention.

Secondo il CDC, da quando il parassita è stato scoperto, 56 anni fa, sono stati diagnosticati solo 143 casi. Il Naegleria fowleri può causare un'infezione mortale chiamata meningoencefalite amebica primaria quando l'acqua contaminata entra nel corpo di una persona attraverso il naso e la bocca. Dei pochi casi riportati, scrive il 'Daily Mail', solo cinque persone risultano sopravvissute.

Allarme ricina al Pentagono

Allarme al Pentagono per la sospetta presenza di ricina in due plichi indirizzati al Dipartimento della Difesa. Lo affermano le emittenti Nbc e Cnn, evidenziando che l'Fbi sta indagando sulla vicenda.

Somalia, attacco contro militari italiani

"Un mezzo appartenente a un convoglio italiano con a bordo militari che operano nell'ambito della missione europea in Somalia è stato coinvolto in un'esplosione". Lo ha riferito lo Stato Maggiore della Difesa italiana sul proprio account Twitter. "Nessun ferito tra i nostri militari che sono rientrati in base con gli stessi mezzi", si precisa nel tweet. L’esplosione è avvenuta a 700 metri circa dalla sede del ministero della Difesa a Mogadiscio.

Nell'attacco, compiuto da un kamikaze, sono rimasti uccisi quattro studenti. Lo ha reso noto in dichiarazioni all'agenzia di stampa 'Dpa' l'ufficiale di polizia somalo Ali Hassan, precisando che i quattro studenti si trovavano nei pressi del convoglio al momento dell'esplosione.

L'attacco è stato rivendicato dal gruppo jihadista 'al-Shabaab', affiliato ad al-Qaeda, attraverso la loro emittente 'Radio Andalus'. L'organizzazione sostiene di aver ucciso o ferito ufficiali militari dell'Ue nell'attacco.

Secondo lo Stato Maggiore della Difesa italiana, non si contano feriti tra i nostri militari che "sono rientrati in base con gli stessi mezzi". Anche l'ufficiale di polizia somalo ha confermato che i morti sono tutti civili. Un blindato Lince, appartenente a un convoglio di 5 mezzi italiani, spiegano fonti dello Stato Maggiore della Difesa, è stato coinvolto alle ore 12:10 locali in un’esplosione al rientro da un’attività addestrativa a favore della Forze di sicurezza somale. Il mezzo, con a bordo 4 militari, è stato lievemente danneggiato ed è rientrato in base.

Secondo il sito d'informazione somalo 'Goobjoog news', un'auto carica di esplosivo è saltata in aria vicino a un "mezzo militare italiano". L'attacco, si legge, è avvenuto nel quartiere di Daynile. Un testimone, citato da 'Garowe Online', ha confermato che un'auto carica di esplosivo è saltata in aria contro un convoglio di blindati con la bandiera italiana, danneggiando uno dei veicoli.

LA MISSIONE - I militari italiani operano nell’ambito della missione europea in Somalia (EUTM), finalizzata al rafforzamento del Governo Federale di Transizione somalo (TFG), attraverso la consulenza militare a livello strategico alle istituzioni di difesa somale e l’addestramento militare. La missione militare dell'Ue opera in stretta collaborazione e coordinamento con gli altri attori della comunità internazionale presenti nell’area d’operazione come le Nazioni Unite, l’African Union Mission in Somalia (AMISOM) e gli Stati Uniti d'America.

Barcellona, scomparso italiano

Le autorità spagnole sono alla ricerca di Francesco Miranda, un cittadino italiano di 33 anni, scomparso a Barcellona. Di lui, scrive la Guardia Civil in un tweet nel quale pubblica una foto di Miranda, non si hanno più notizie da domenica 23 settembre. "Se lo avete visto chiamateci", è l'appello alla popolazione. 

Nella descrizione fornita viene riportato che il giovane italiano è alto 1,80 e ha i capelli castani, gli occhi scuri, un fisico asciutto; vivendo in Spagna, comprende perfettamente il castigliano. Al momento della sua scomparsa, Miranda indossava un paio di jeans e una camicia nera.

Intanto il Consolato generale a Barcellona, in stretto raccordo con la Farnesina, "sta seguendo con attenzione il caso del connazionale scomparso, in costante contatto con le autorità locali e con i familiari" hanno detto fonti della Farnesina all'AdnKronos.
 

Aquarius sbarcherà a Malta

I 58 migranti a bordo dell'Aquarius sbarcheranno a Malta e verranno in tempi brevi trasferiti in altri 4 Paesi dell'Unione Europea: Francia, Spagna, Germania e Portogallo. "Malta e Francia di nuovo si fanno avanti per risolvere una situazione di stallo", ha twittato il premier maltese Joseph Muscat. "Con Emmanuel Macron e gli altri leader vogliamo mostrare un possibile approccio multilaterale", ha aggiunto.

In una nota, il governo maltese spiega "l'iniziativa congiunta" condotta con la Francia per risolvere la nuova situazione di stallo, che prevede che i 58 migranti vengano trasferiti in acque internazionali dall'Aquarius a una nave maltese. Una volta arrivati poi a Malta, i migranti saranno immediatamente distribuiti nei Paesi europei che si sono offerti di accoglierli, si legge sui media maltesi.

"Considerando che l'Aquarius è rimasta senza bandiera, la nave dovrà poi procedere verso il suo porto d'origine per rettificare la sua situazione", si legge nella nota del governo maltese. "L'operazione avrà luogo appena sarà logisticamente possibile - prosegue - il governo maltese partecipa a questi sforzi per motivi puramente umanitari e senza pregiudicare la sua posizione sulle attività di ricerca e soccorso, che rimangono immutate". "Il governo della Francia e Malta rimangono impegnati ad un approccio multilaterale ed attivo basato sul rispetto dello stato di diritto e la solidarietà", conclude la nota.

Questa mattina era arrivato il no di Parigi allo sbarco a Marsiglia. "Il giorno in cui una nave arriverà davanti a Marsiglia con delle persone in difficoltà, naturalmente noi le prenderemo. Non è questo oggi il caso dell'Aquarius" aveva detto il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire, parlando a Bfm Tv, a proposito della nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere. "Il porto di Marsiglia non è il più vicino" alla zona in cui i migranti sono stati salvati, "la Francia dice no", aveva scandito. Ieri, le due ong - di fronte al rifiuto di Italia e Malta di far attraccare l'Aquarius nei loro porti - avevano annunciato di aver fatto rotta verso il porto di Marsiglia, da dove la nave era salpata la settimana scorsa.

In questo momento stiamo navigando verso Malta - aveva spiegato oggi Alessandro Porro, operatore umanitario Sos Mediterranee che si trova sulla nave Aquarius, in diretta a 'Un Giorno da Pecora su Rai Radio1' - non perché ci fermeremo lì ma perché le condizioni meteo stanno peggiorando, ci aspettiamo onde fino a 5 metri e stiamo cercando riparo in un zona migliore”. A bordo "abbiamo 58 persone di cui 16 minori, uno non accompagnato, ci sono prevalentemente famiglie che vengono da Siria, Libia e Palestina”.

La portavoce della Commissione Europea Natasha Bertaud ha affermato che sul caso della nave Aquarius, "in base al diritto internazionale, non c'è responsabilità europea". "La nave - ha spiegato la portavoce - può chiedere di sbarcare i passeggeri in uno Stato Ue e lo Stato può accettare, ma la sola responsabilità legale spetta alle autorità libiche, che hanno coordinato le operazioni di salvataggio. Evidentemente, non chiudiamo gli occhi. Solidarizziamo con le persone a bordo e speriamo che una soluzione venga trovata".

All'Onu con la figlia, Jacinda fa la storia

Si è presentata all'Assemblea generale dell’Onu a New York portando con sé la figlia di appena tre mesi. La premier neozelandese Jacinda Ardern scrive così un pezzo di storia, diventando la prima leader mondiale a partecipare all'evento che riunisce i capi di Stato e di governo di buona parte dei Paesi del mondo con la sua neonata al seguito.

Nata lo scorso 21 giugno, la piccola Neve è stata tenuta in braccio dal papà Clarke Gayfordche si occupa a tempo pieno della bimba, mentre la mamma teneva un discorso al Nelson Mandela Peace Summit. Poco prima le immagini hanno mostrato una Ardern sorridente che giocava con la figlia nella sala dell'Assemblea Generale.

Dopo l'incontro, il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric ha elogiato Ardern per "aver dimostrato che nessuno è più qualificato a rappresentare il suo paese di una madre che lavora". "Solo il 5% dei leader mondiali sono donne, quindi dobbiamo renderle le benvenute il più possibile", ha detto.

La premier è tornata a lavorare ai primi di agosto, dopo sei settimane di congedo di maternità. Poiché continua ad allattare la figlia ha voluto che Neve fosse con lei, durante il viaggio di sei giorni negli Stati Uniti e Gayford, un presentatore televisivo di un programma sulla pesca, l’ha accompagnata per occuparsi della bambina.

Ai microfoni di Today, sulla rete americana Nbc, alla domanda se sia più difficile governare la Nuova Zelanda o portare sua figlia su un volo di 17 ore, Ardern sorridendo ha risposto che al momento i due impegni sono "alla pari" e ha detto di essersi scusata in anticipo con i suoi compagni di viaggio. Poi ha spiegato che il ruolo da primo ministro ha "soddisfatto le mie aspettative", ma la gioia che le ha procurato la nascita di Neve "le ha superate di gran lunga".

Dalla settimana scorsa, in Nuova Zelanda, la legge consente al primo ministro o ai ministri di viaggiare con una baby sitter, negli incarichi all’estero, e far coprire le spese dal contribuente. Tuttavia, Ardern ha fatto sapere che i biglietti del compagno e le spese sarebbero state pagate di tasca propria, perché gli eventi a cui Gayford deve partecipare in quanto partner ufficiale sono pochi e la maggior parte del suo tempo sarebbe stata dedicata a Neve.

Gayford ha postato su Twitter una foto del pass di sicurezza di Neve, che recita "first baby". "Avrei voluto poter catturare lo sguardo sorpreso di una delegazione giapponese che è entrata in una sala riunioni nel bel mezzo di un cambio di pannolino. Sarà un grande racconto per il suo 21esimo compleanno", ha scritto nel post.

Seconda leader mondiale a partorire mentre è in carica, dopo la premier pachistana Benazir Bhutto, Arden all'Assemblea Onu ha fatto quello che l'eurodeputata del M5S Daniela Aiuto fece nel 2015, presentandosi nell'aula del Parlamento europeo a Strasburgo con il figlio di pochi mesi in braccio. Prima di lei, il 22 settembre 2010, un'altra eurodeputata italiana, Lucia Ronzulli, aveva portato in occasione della sessione plenaria la figlia di appena 44 giorni per rivendicare maggiori diritti per le donne per conciliare vita professionale e familiare.

Accoltella 3 bambini in un asilo di New York

Almeno cinque persone, tra loro tre bambini, sono state accoltellate in un asilo nido ai Queens, New York. Una sesta persona, una donna trovata dalla polizia con una ferita che si ritiene si sia autoinflitta, è ricoverata in ospedale sotto custodia degli agenti. Le forze dell'ordine la considerano la principale sospetta.

Non è nota l'età dei bambini colpiti, due femmine e un maschio. Si sa però che una delle piccole versa in gravi condizioni. Altre due persone, un uomo - papà di uno dei bambini dell'asilo - e una donna - dipendente della struttura - sono stati feriti.

«Ha picchiato a morte pornostar», è caccia a Barbablu

Avrebbe picchiato a morte una pornostar e aggredito ben quattro prostitute. Per questo, l'ex executive di Gazprom e 'golden boy' russo figlio di un tycoon Andrey Demenkov è ricercato dalla polizia, che per la violenza delle azioni lo ha soprannominato 'Barbablu'. A riportare la notizia è il Daily Mail.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 32enne Demenkov avrebbe infatti ucciso colpendola oltre cento volte con un oggetto a punta Olga Kudrova, 21enne madre di un bimbo di un anno, indicata dalla polizia come escort e attrice di film per adulti. Dal rapporto forense, inoltre, la donna avrebbe subito anche un tentativo di annegamento prima di morire per un colpo fatale alla tempia. Il corpo senza vita della giovane - che ai parenti aveva descritto il presunto assassino come la persona che amava - è stato ritrovato nell'appartamento di San Pietroburgo di Demenkov dal padre del presunto assassino, il tycoon Valery Demenkov, messo in allarme dal silenzio prolungato del figlio.

Nello stesso appartamento, riferisce ancora il quotidiano inglese che riporta le accuse della polizia, l'uomo avrebbe sequestrato nel luglio scorso un'altra donna, "picchiata più volte" durante la prigionia. Ma non è tutto: sempre a luglio altre quattro donne, tutte prostitute, sarebbero state aggredite e gravemente ferite dall'ex di Gazprom, con costole e gambe rotte in conseguenza del violento attacco. In precedenza, Demenkov era già stato condannato per aver rapito un'amica e averla sottoposta a un "calvario" lungo quattro giorni, che ha incluso anche la "tortura". La donna, spiega ancora il Daily Mail, era poi riuscita a fuggire "per miracolo" e a salvarsi dopo essere riuscita ad avvisare i vicini. Dopo essersi "pentito" davanti alla Corte per l'episodio di violenza, l'uomo era però stato messo in libertà vigilata.

La polizia ha intanto lanciato un avvertimento sull'uomo, definendo Demenkov un pericolo per le donne: "Stiamo cercando un criminale - ha detto una fonte della polizia -, ma in effetti è una sorta di Barbablu". Il fuggitivo è ora al centro di una imponente caccia all'uomo.

Esplosioni di gas a raffica in Usa

Un 18enne è morto e almeno 12 altre persone sono rimaste ferite in una serie di incendi e fughe di gas nelle città di Lawrence, Andover e Northern Andover, a nord di Boston, dove decine di case e uffici sono andati distrutti dalle fiamme. Secondo quanto riferito dalla polizia del Massachussets, sono stati registrati 39 incidenti con incendi ed esplosioni, mentre in un tweet successivo hanno fatto sapere di essere stati chiamati in almeno 70 casi, in alcuni dei quali è stata lamentata forte puzza di gas. Tutti i residenti, centinaia, sono stati invitati a lasciare le loro case. Si indaga sulle cause.

«Tua figlia è morta», ma non è vero: la ritrova dopo 45 anni

Luglio 1973, Madrid. Pilar viene ricoverata presso la clinica Santa Cristina per dare alla luce sua figlia. Ma, le dicono, qualcosa è andato storto e la sua piccola è morta. In realtà, si legge su 20minutos.es, è diventata una 'bebé robada': sottratta alla famiglia naturale, è stata data in adozione.

Pilar non ha mai cercato sua figlia credendola morta. E' una telefonata anonima a far scoprire ad Ana Belèn, ormai 45enne, che la sua mamma biologica è viva. L'incontro tra le due è avvenuto per la prima volta ad Aranjuez.

"All'inizio, quando l'ho contattata - ha raccontato Ana Belèn - è rimasta sorpresa e un po 'confusa e dopo aver parlato per un po' ha riattaccato il telefono". Pilar non poteva crederci, così la figlia ha ricostruito tutta la storia per confermare la parentela. "Mi misero per un attimo la bimba in braccio, poi mi sedarono e quando mi risvegliai mi dissero che era morta", ha ricordato la 69enne. E la stessa cosa dissero al padre biologico.

Ana Pilàr, che pensava di essere figlia unica, ha scoperto in realtà di essere la più piccola di tre fratelli e secondo Pilar la somiglianza tra di loro è "davvero molta".

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