Domenica 23 Settembre 2018 - 9:44

Una donna urla «Allah Akbar» e accoltella 2 persone

ROMA.  Paura in Costa Azzurra. Una donna è stata arrestata a Seyne-sur-Mer dopo aver ferito con un'arma da taglio due persone alla cassa di un supermercato, urlando "Allah Akbar!". Lo riportano i media francesi. La donna ha ferito al torace un cliente del supermercato della località situata nel dipartimento del Varo, regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra: l'uomo è ora ricoverato in ospedale assieme ad una cassiera, colpita in modo meno grave.

Stallone indagato per molestie

Sylvester Stallone finisce sotto accusa. L'attore statunitense, 71 anni, è indagato dalla procura di Los Angeles a seguito di una denuncia per presunte molestie sessuali. I fatti risalgono agli anni '90 ma solo lo scorso novembre sono stati denunciati alla polizia di Santa Monica. Lo riferisce la 'Cnn'.

Ad occuparsi della vicenda è una squadra specializzata in crimini sessuali. "L'ufficio del procuratore distrettuale di Los Angeles sta esaminando il caso", ha detto il portavoce della procura, Greg Risling. Mentre l'avvocato di Stallone, Martin Singer, ha fatto sapere alla Cnn che l'attore "nega categoricamente le accuse".

"È oltraggioso che l'ufficio del procuratore distrettuale e la polizia diffondano questa notizia perché fa credere al pubblico che l'accusa sia fondata" ha aggiunto Singer. Il legale di Stallone ha riferito inoltre che la donna che ha presentato la denuncia ha avuto un rapporto consensuale con il suo cliente negli anni '80.

Paura a Parigi, armato prende ostaggi: catturato

Paura a Parigi dove un uomo ha preso due ostaggi in un ufficio del centro di Parigi. E' accaduto intorno alle 16 in rue des Petites-Ecuries, nel decimo arrondissement. L'uomo, che si diceva armato di una bomba, è stato arrestato e le persone sequestrate sono in salvo.

"La presa di ostaggi è terminata. L'uomo è stato arrestato" ha detto la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, annunciando la conclusione dell'operazione condotta dalle forze dell'ordine. "Gli ostaggi sono sani e salvi", ha aggiunto Hidalgo nel messaggio, analogo a quello pubblicato negli stessi minuti dal ministro dell'Interno, Gerard Collomb: "L'individuo è stato arrestato, gli ostaggi sono fuori pericolo".

Per il momento le autorità escludono il movente terrorista. I media francesi parlano di uno "squilibrato". A quanto riferisce France Bleu Paris, l'uomo avrebbe chiesto di essere messo in contatto con l'ambasciata dell'Iran.

Incontro storico Kim-Trump

L'appuntamento con la storia inizia puntuale. Sono passate da poco le 9 a Singapore (le 3 di notte in Italia) quando il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un si stringono la mano. È un summit storico, il primo faccia a faccia tra i leader dei due Paesi, che si sono incontrati al Capella Hotel, nell'isoletta di Sentosa.

L'INCONTRO - Kim e Trump si sono tesi la mano, sullo sfondo le bandiere con la stella rossa della Corea del Nord e quella statunitense a stelle e strisce. Poi il presidente americano ha appoggiato la mano sinistra sulla spalla di Kim e ha parlato: "Mi sento alla grande. Avremo un'ottima conversazione e sarà un incredibile successo". "Non è stato facile arrivare qui - ha replicato Kim - ci sono stati degli ostacoli ma li abbiamo superati e ora siamo qui".

FACCIA A FACCIA - Dopo essersi mostrati in pubblico, i due si sono seduti allo stesso tavolo per un meeting one-to-one. Un colloquio a porte chiuse, solo con i due interpreti. 40 minuti più tardi Kim e Trump sono usciti insieme raggiungendo le rispettive delegazioni per un pranzo di lavoro e si sono stretti di nuovo la mano davanti alle telecamere. Con Trump c'erano il segretario di Stato Mike Pompeo, John Bolton, il consigliere per la sicurezza nazionale e John Kelly.

"Molti penseranno che sia un fantasy, un film di fantascienza" avrebbe detto Kim a Trump, secondo quanto riferisce la Cnn. Parlando con i giornalisti, il presidente americano ha fatto sapere che l'incontro è andato "meglio di quanto chiunque potesse immaginare. Il massimo". E' "un uomo di grande talento" che "ama moltissimo il suo paese" ha detto Trump parlando del leader nordcoreano. Quindi ha annunciato che visiterà Pyongyang al momento opportuno. Anche Trump ha invitato Kim alla Casa Bianca e l'invito è stato accettato.

IL DOCUMENTO - Kim e Trump hanno firmato un "documento completo", come definito dallo stesso presidente Usa. "Siamo onorati" di firmarlo, ha affermato Trump. Poi, rispondendo alla domanda di un giornalista, il presidente americano ha rimarcato che il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord "inizierà molto velocemente". La Penisola Coreana vedrà un "cambiamento", ha aggiunto Trump, sottolineando di avere instaurato un "legame speciale" con Kim.

Secondo quanto riferisce la Bbc, in uno dei quattro punti principali della dichiarazione firmata a Sentosa, Pyongyang si impegna a una "completa denuclearizzazione". "Riaffermando la Dichiarazione di Panmunjon del 27 aprile 2018 - si legge - la Corea del nord si impegna a lavorare in direzione di una completa denuclearizzazione della penisola coreana".

Oltre alla denuclearizzazione della penisola coreana, tra i punti del documento figurano l'impegno a "stabilire nuove relazioni bilaterali che rispecchino il desiderio dei popoli dei due paesi di pace e prosperità", lo sforzo comune "per costruire uno stabile e duraturo regime di pace nella penisola coreana", l'impegno a recuperare le spoglie dei soldati americani dichiarati Missing in action (Mia) durante la guerra di Corea, e l'immediato rimpatrio delle spoglie di quanti sono già stati identificati.

Nella dichiarazione congiunta figura inoltre l'impegno dei due Paesi a tenere "alla prima data possibile" ulteriori negoziati guidati dal segretario di Stato americano Mike Pompeo e da un funzionario di alto livello della Corea del Nord. Trump, si legge ancora nel documento, si impegna a fornire "garanzie di sicurezza" alla Corea del Nord.

LE PAROLE DI KIM - "Abbiamo avuto un incontro storico - ha osservato il leader nordcoreano - abbiamo deciso di lasciarci passato alle spalle". "Il mondo vedrà un grande cambiamento" ha quindi ribadito Kim, che ha ringraziato Trump "per aver reso possibile questo incontro".

Dopo aver firmato il documento, i due leader hanno lasciato Sentosa, l'isoletta in cui si è svolto il vertice, diretti a Singapore. Il convoglio con a bordo la delegazione del presidente americano si è diretto verso la strada che collega l'isola a Singapore. Anche il convoglio di auto della delegazione del presidente nordcoreano ha lasciato Sentosa. Kim ripartirà da Singapore entro poche ore, mentre alle 19 (ora locale) l'Air Force One decollerà per iniziare il viaggio di ritorno.

LE PAROLE DI TRUMP - A conclusione del vertice, Trump ha convocato una conferenza stampa. "Io qui sono un emissario del popolo americano e consegno un messaggio di pace" ha detto il presidente americano, annunciando che "le sanzioni" alla Corea del Nord "rimangono in vigore" ma "verranno sospese quando saremo sicuri che il patto sarà stato rispettato". Secondo Trump "le sanzioni hanno avuto un ruolo importante".

Il presidente Usa ha parlato ai giornalisti dell'impegno di Kim a smantellare in particolare un sito missilistico, aggiungendo che il processo di denuclearizzazione di Pyongyang verrà verificato. "Ci saranno verifiche internazionali e americane", ha assicurato. Trump si è detto convinto del fatto che il leader nordcoreano "onorerà gli impegni presi". Poi, in riferimento ai costi del processo di denuclearizzazione dell'arsenale nordcoreano, Trump ha assicurato che gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone daranno un contributo.

Parlando con i giornalisti, il leader della Casa Bianca ha detto che Kim "avvierà il processo appena tornato a casa" e ha annunciato la fine delle esercitazioni militari congiunte Stati Uniti-Corea del Sud. "Abbiamo ottenuto tanto" ha scandito il presidente Trump, ammettendo di non aver "rinunciato a nulla". E se il Maresciallo non tenesse fede alle proprie promesse? Alla domanda di un giornalista a Singapore Trump ha risposto di credere alla sincerità di Kim: "No, credo che lo farà, veramente lo credo". Certo, ha aggiunto "potrei sbagliare, potrei ritrovarmi davanti a voi tra sei mesi e dover dire 'mi sono sbagliato". "Non so se potrei ammetterlo, ma troverei comunque qualche tipo di scusa".

Infine, ricordando Otto Warmbier, lo studente americano arrestato in Corea del Nord, incarcerato dal regime e rientrato negli Stati Uniti in coma, Trump ha evidenziato che "non è morto invano". Senza Otto Warmbier ha aggiunto il presidente americano, tutto "questo non sarebbe accaduto".

Aquarius, Parigi all'attacco: «Italia cinica»

Francia e Spagna puntano il dito contro l'Italia per la vicenda della nave Aquarius. Emmanuel Macron parla di "irresponsabilità e cinismo" e Madrid avverte il nostro Paese sul "rischio di responsabilità penali".

A riferire le parole pronunciate da Macron in Consiglio dei ministri è stato il portavoce del governo Benjamin Griveaux, rispondendo alla domanda di chiarimento di un giornalista. "Quando vi sostituite alle autorità libiche e prendete in carico una nave nelle acque territoriali libiche e quando si avvicina alle vostre coste non gli permettete di accostare si può parlare di irresponsabilità e cinismo", ha dichiarato.

Il portavoce ha quindi sottolineato la necessità di "dare prova di solidarietà", ha ricordato che si tratta di "un tema di diritto internazionale", e ha detto che "non è il caso di creare un precedente". "Bisogna dar prova di solidarietà, cosa che non ha fatto l'Italia", ha affermato, parlando di "strumentalizzazione politica fatta dal governo italiano". Il tema della crisi dei migranti, ha poi reso noto, sarà venerdì sul tavolo dell'incontro tra il primo ministro italiano Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron che lo accoglierà a Parigi.

L'inquilino dell'Eliseo ha già parlato oggi con la Commissione Ue e si riserva di farlo anche con le autorità di Italia, Malta e Spagna. Griveaux ha anche voluto ricordare che se ogni Paese in modo individuale cerca di fare fronte alla situazione della crisi dei migranti la risposta non può essere soddisfacente: "è una situazione cui deve rispondere l'Europa in generale", ha sottolineato, anticipando una prima proposta di Francia e Germania che prevede di dare più mezzi concreti a Frontex, da presentare in occasione del Consiglio Europeo. Sarebbe, ha concluso, un primo passo in direzione di un'auspicata autorità migratoria europea.

L'ATTACCO DEL PARTITO DI MACRON - Durissime contro l'Italia anche le parole di Gabriel Attal, portavoce di En Marche, il partito del presidente francese. "Io per primo ho un pensiero per i 629 uomini, donne e bambini che si trovano sulla nave - ha detto Attal intervistato da 'Public Sénat' - Perché parliamo di persone. Parlare di migranti è disumanizzante. Su quelle navi ci sono delle persone, delle donne incinte, dei bambini. Ed è a loro che dobbiamo pensare prima di tutto". Quindi ha aggiunto: "Credo che la posizione, la linea del governo sia vomitevole. E' inammissibile fare della politica spicciola con delle vite umane. Trovo che sia immondo".

DI MAIO: PROPRIO LORO PARLANO - A stretto giro è arrivata la replica di Luigi Di Maio. "Proprio loro parlano..." ha detto il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, interpellato dai cronisti.

SPAGNA - Dolores Delgado, neo ministra spagnola della Giustizia, ha lanciato un monito all'Italia sul caso Aquarius, intervistata stamane da Radio CadenaSer nel corso del programma 'Hoy por Hoy'. Delgado ha infatti sottolineato che, adottando misure come quelle del governo italiano che si è rifiutato di concedere lo sbarco della nave nei suoi porti, l'Italia “potrebbe avere responsabilità penali internazionali" in base ad accordi e trattati sui diritti umani. Per Delgado la risposta alla crisi migratoria dovrà essere "coordinata". "La soluzione - ha detto - deve essere data non solo da uno Stato, ma da tutti quelli che sono frontiera dell'Unione europea e quelli che non lo sono".

Trump lascia il G7: «Da Kim per la pace»

Donald Trump lascia in anticipo il G7 per partire per quella che lui definisce "una missione di pace", tesa ad assicurarsi la denuclearizzazione della Corea del Nord nel vertice di Singapore con Kim Jong-un in programma martedì.

"Sono fiducioso nel vertice", ha detto il presidente, dicendosi convinto che il leader nordcoreano coglierà "l'occasione unica" e farà "una cosa positiva per il suo Paese, la sua famiglia". Rispondendo poi alle domande di giornalisti, ha sottolineato che gli "basterà un minuto per capire se Kim è serio sulla pace", altrimenti "non perderò il mio tempo".

Nel rispondere alle domande dei giornalisti, Trump ha sottolineato come l'incontro con il leader nordcoreano sia "letteralmente un territorio inesplorato". "Ma sono veramente fiducioso - ha spiegato - credo veramente che Kim voglia fare qualcosa di grande per il suo popolo ed ha questa opportunità". Un'opportunità, ha ammonito Trump, "che non gli sarà data una seconda volta". "Finora quindi tutto bene - ha concluso - vedremo quello che succederà, e lo vedremo molto presto".

RAPPORTI COMMERCIALI - "Abbiamo concluso un G7 di grande successo. Le cose cambieranno nei rapporti commerciali - ha scandito - siamo come il salvadanaio da cui chiunque può rubare: questa storia ora finisce".

L'attenzione di Trump, in un'agenda che ha toccato anche temi come "le sfide dell'immigrazione" e "la minaccia posta dall'Iran", si concentra sui rapporti commerciali tra Stati Uniti e i partner. "Abbiamo tenuto discussioni produttive sulla necessità di avere rapporti equi. Non possono imporci tariffe del 270% mentre noi non applichiamo tariffe. Questo non può funzionare più. Gli Stati Uniti sono stati penalizzati per decenni, non possiamo più consentire che questo succeda - ha sottolineato - Le tariffe scenderanno, siamo come il salvadanaio da cui chiunque può rubare: questa storia ora finisce".

"Mi sono congratulato con i leader degli altri Paesi, che sono stati capaci di concludere accordi incredibilmente vantaggiosi per loro. Non me la prendo con gli altri: i rapporti con gli altri leader sono da 10 - ha detto rispondendo a una domanda della Cnn, etichettata ancora una volta come "fake news" - Me la prendo con chi ci ha rappresentato in passato: le cose devono cambiare e cambieranno. La mia non è una speranza, le cose cambieranno al 100%".

Il discorso riguarda, nel dettaglio, i rapporti commerciali con Canada e Messico. Le trattative per il rinnovo del Nafta non hanno ancora prodotto una fumata bianca. "O arriviamo a una versione migliorata del trattato - ha affermato - oppure faremo due accordi separati con i due Paesi".

RUSSIA - Trump ha insistito nel dire che un ritorno della Russia nel gruppo dei Grandi "sarebbe una cosa positiva per la Russia, per gli Stati Uniti e per il mondo intero". Riguardo alle posizioni degli altri leader, il presidente americano ha riferito che "si è discusso, non c'è stato un voto, ad alcuni piace l'idea".

Ai giornalisti che gli ricordavano le ragioni della sospensione della Russia dal G8, in seguito all'occupazione e poi all'annessione della Crimea, Trump ha risposto: "Chiedetelo a Obama, è stato lui a permettere alla Russia di avere la Crimea, chiedete a lui perché". "Detto questo è successo tanto tempo fa", ha però poi aggiunto. E ha ribadito: "Il G8 ha molto più senso del G7".

MIGRANTI - Un passaggio della dichiarazione che il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato prima di abbandonare il G7 in Canada è dedicato ai migranti. "Abbiamo discusso di immigrazione incontrollata e della minaccia che questo fenomeno rappresenta per la sicurezza nazionale - ha affermato - Siamo impegnati ad affrontare la sfida dell'immigrazione aiutando i migranti a rimanere e a prosperare nei loro Paesi di origine".

IRAN - Poi l'Iran e il nucleare. "Le nazioni del G7 continuano ad essere impegnate nel controllo delle ambizioni nucleari dell'Iran. Con o senza di loro, queste ambizioni saranno controllate" ha detto Trump, esprimendosi così sulla ''minaccia rappresentata dall'Iran'', uno dei temi toccati nel G7 in corso a Charlevoix.

"Le nazioni del G7 sono legate da valori condivisi e convinzioni, questo è emerso in maniera forte e chiara. Ciascuna delle nostre nazioni è totalmente unica, ma possiamo coordinarci per il bene comune. Siamo legati nel grande sforzo di costruire un mondo più pacifico e prospero", dice il presidente americano.

G7, Trump: "Aboliamo tutti i dazi"

Durante le tese discussioni con gli altri leader del G7 riguardo ai dazi imposti dagli Usa Donald Trump ha fatto la proposta di considerare di abolire tutti i dazi e barriere commerciali. Lo rivela Politico citando fonti americane presenti alle discussioni, secondo le quali il presidente ha detto agli altri leader che "dovremmo almeno considerare di cancellare tutto, no dazi, no barriere".

Secondo il quotidiano online Usa, a questo punto il premier canadese Justin Trudeau si sarebbe opposto all'idea: "Ed allora i sussidi?", avrebbe chiesto. Secondo Politico, i leader hanno considerato l'uscita di Trump come un'affermazione retorica. "Possiamo considerarla come un punto di partenza" per la discussione, ha detto Angela Merkel.

Non è stata l'unica occasione durante la quale Trump ieri ha parlato, questa volta in una battuta di spirito, dell'abolizione dei dazi: "Justin è d'accordo a tagliare tutti i dazi e le barriere tra Canada ed Usa e sono molto felice", ha detto dopo un colloquio con il premier canadese che, a sua volta, ha replicato con una battuta: "Così direi che il Nafta sta a posto", riferendosi all'accordo di libero commercio del Nord America che Trump ha voluto rinegoziare.

Macron: «Con Conte valori comuni»

"Condividiamo un continente: l'Europa. Una storia e dei valori comuni: quelli dell'Europa". A scriverlo, su Twitter, è stato il presidente francese Emmanuel Macron, al termine del suo primo incontro con il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte al G7.

Ieri il presidente francese aveva lanciato "l'idea di una riunione di tutti gli europei" prima dell'inizio dei lavori del G7. "Il comportamento americano porta a ricreare alleanze e riforgiare il fronte europeo", aveva dichiarato Macron, facendo riferimento alle posizioni di Trump sul nucleare iraniano, sul clima e alla sua decisione di imporre dazi sui prodotti di importazione dall'Europa.

All'incontro hanno partecipato, oltre ai capi di governo italiano e francese, anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro inglese Theresa May, il primo ministro canadese Justin Trudeau (padrone di casa al G7 di Charlevoix) e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. Un vertice immortalato in diversi scatti poi condivisi su Instagram dal premier Conte: "Incontro con i leader europei prima della cerimonia di benvenuto e dell'inizio dei lavori del #g7charlevoix".

Conte: «Su sanzioni a Mosca serve dialogo»

l tema delle sanzioni alla Russia resta una delle questioni al centro del dibattito politico e internazionale. "Noi siamo collocati confortevolmente e tradizionalmente nella Nato, non è in discussione assolutamente la collocazione internazionale dell'Italia. Ma per quanto riguarda le sanzioni" alla Russia "siamo per il dialogo e soprattutto siamo sempre molto attenti affinché le sanzioni non impattino negativamente sulla società civile russa" ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a margine del G7 in Canada.

"L'Italia adesso valuterà le posizioni che emergeranno, dobbiamo ancora iniziare il G7... Quindi non chiedetemi adesso le posizioni perché nel confronto con gli altri partner valuteremo. C'è questa sensibilità, una maggiore apertura al dialogo" ma "questo non significa stravolgere un percorso che è attualmente definito ed è collegato anche all'attuazione degli accordi di Minsk per quanto riguarda il sistema delle sanzioni" ha risposto Conte alla domanda se l'Italia porrà il veto sul rinnovo delle sanzioni a Mosca.

Il capo del governo si è detto d'accordo con il presidente americano Donald Trump sul fatto che "la Russia dovrebbe rientrare nel G8. E' nell’interesse di tutti" ha scritto su Twitter. "L'Italia è sempre stata tradizionalmente fautrice della considerazione della Russia nell'ambito del G8" ha poi spiegato a margine del G7.

MIGRANTI - "Vogliamo un'Europa più forte ma anche più solidale" ha detto Conte incontrando i giornalisti a Charlevoix. Quello al G7 in Canada è stato "un debutto molto proficuo. Ho incontrato il presidente della Commissione europea Juncker e il presidente del Consiglio europeo Tusk. A entrambi ho posto quelle che sono le nostre priorità, cioè la riforma della disciplina del regolamento di Dublino sulla migrazione e la questione della crescita, dello sviluppo".

Per quanto riguarda il tema migranti e in particolare la riforma del regolamento di Dublino, "ho espresso la posizione di totale insoddisfazione dell'Italia per le proposte che sono attualmente discusse. Riteniamo che siano assolutamente insoddisfacenti". "Com'è stato detto autorevolmente da altri partner dell'Unione europea, l'Italia è stata lasciata sola in tutti questi anni nella gestione dei flussi migratori - ha sottolineato - E questo è inaccettabile". "Se vogliamo un'idea di Europa forte, come tutti declamiamo a voce, dobbiamo anche tradurre questa idea e applicarla nei momenti in cui occorre mostrare solidarietà", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

DAZI - Per quanto riguarda il tema dei dazi commerciali "c'è molta conflittualità, ci sono state dichiarazioni anche molto veementi da parte del presidente Trump, degli altri partner europei. Noi siamo qui per valutare le varie posizioni. Com'è nelle nostre corde, saremo portatori di una posizione moderata - ha affermato il premier - Cercheremo di capire le ragioni che spingono ad assumere queste posizioni e ci comporteremo di conseguenza".

Trump: «Russia va riammessa nel G8»

"Perché stiamo per tenere un meeting senza la Russia? La Russia dovrebbe esserci". La Russia dovrebbe essere riammessa nel G8. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prima di partire per il Canada, dove è in programma il G7. "Un tempo questo era il G8, perché c'era anche la Russia", ha osservato Trump rispondendo alle domande dei cronisti.

"Ora la Russia non c'è. Io amo il nostro paese, sono stato l'incubo peggiore per la Russia. Detto questo, la Russia dovrebbe partecipare a questo meeting", ha affermato. "Potrebbe essere politicamente non corretto, ma abbiamo un mondo da gestire e dovrebbero permettere alla Russia di rientrare. Dovremmo avere la Russia al tavolo delle negoziazioni", ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti, riferendosi alla posizione che gli altri leader hanno assunto nei confronti di Mosca dal 2014 dopo la crisi legata alla Crimea.

Su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: ha scritto: "Sono d'accordo con il presidente Donald Trump: la Russia dovrebbe rientrare nel G8. E' nell'interesse di tutti".

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