Domenica 20 Gennaio 2019 - 7:04

Brasile, exploit estrema destra

Il candidato dell'estrema destra Jair Bolsonaro ha vinto, con oltre il 46% dei voti, il primo turno delle presidenziali in Brasile ma non ha ottenuto il 50% che gli avrebbe evitato il ballottaggio nel quale, il 28 ottobre prossimo, dovrà fronteggiare Fernando Haddad, candidato del Pt. "Ho la certezza che vinceremo al secondo turno, ci sono due strade per il Brasile. Una è quella della prosperità, della libertà, della famiglia, di Dio e della responsabilità. Dall'altra parte c'è il Venezuela" ha dichiarato in diretta Facebook, da casa, il 63enne ex capitano dell'esercito che è ancora convalescente dopo l'attentato del 6 settembre scorso. 

"Sempre il popolo sta al nostro fianco, con Dio come leader" ha aggiunto l'esponente populista e nazionalista che è stato soprannominato il 'Donald Trump del Brasile' ribadendo che "non possiamo dare nessuno spazio alla sinistra". E ha aggiunto il saluto classico di Che Guevara, ma in chiave religiosa: "Hasta la victoria, se lo vuole Dio". Alle femministe e alle donne che hanno manifestato contro di lui durante la campagna elettorale, ha poi risposto con l'immagine più tradizionale della donna-madre: "Voglio portare la pace alle donne, che stiano tranquille quando i figli vanno a scuola o escono".

HADDAD - Il candidato del Partito dei Lavoratori ha fatto un appello in favore di un'alleanza dei democratici contro Bolsonaro in vista della sfida del 28 ottobre prossimo. "Vogliamo unire i democratici del Brasile, non portiamo le armi ma la forza dei nostri argomenti" ha detto il 55enne ex sindaco di Sao Paulo, sottolineando come i risultati ci mostrano "i rischi che corre il Brasile". Haddad è diventato candidato solo all'inizio di settembre quando, dopo mesi di braccio di ferro, il partito della sinistra brasiliana ha accettato di ritirare la candidatura dell'ex presidente, in carcere per corruzione, Luiz Inacio Lula da Silva.

Durante la campagna elettorale Bolsonaro ha elogiato l'ultima dittatura militare (1964-1985), ha avuto parole offensive nei confronti di donne, neri e omosessuali e ha proposto il pugno di ferro contro la criminalità. L'appello di Haddad è rivolto agli elettori degli altri tre candidati: l'esponente di sinistra Ciro Gomes (che ha avuto il 12,52% dei voti), quello di un partito di centrodestra - Gerald Alcmin (4,81%) - e alla 'verde' Marina Silva, che ha ottenuto solo l'1% nonostante i buoni risultati registrati negli ultimi sondaggi.

Tragico incidente vicino a New York, 20 morti

È di 20 morti il bilancio di un incidente stradale tra due veicoli verificatosi nella contea di Schoharie, stato di New York. Uno dei due veicoli coinvolti, riferisce il quotidiano 'Times Union', è una Limousine che è uscita di strada lungo un pendio finendo contro le persone che sostavano nei pressi di un negozio.

Terremoto ad Haiti, almeno 11 morti

Sono almeno undici le vittime del forte terremoto di magnitudo 5.9 che ha colpito Haiti poco dopo le due della notte, ora italiana, con epicentro a circa 20 chilometri a nord ovest di Port-de-Paix, secondo quanto riportato dal United States Geological Survey (USGS). Lo riferiscono i media del Paese.

Il portale internet Rezo Nodnews, che cita le autorità locali, dice che i morti sono nel nord del Paese e che ci sarebbe un numero imprecisato di feriti. Inoltre, diversi edifici sono crollati o sono stati gravemente danneggiati. Nella città di Plaisance du Nord è crollata la facciata di una chiesa cattolica.

Il paese caraibico era stato colpito nel 2010 da un forte terremoto di magnitudo 7 che aveva causato più di 220.000 morti. Da allora molti haitiani continuano a vivere in rifugi di emergenza.

Incidente in Norvegia, feriti 7 militari italiani

Sette militari italiani sono rimasti lievemente feriti questa mattina nei pressi di Valldal, nel Nord della Norvegia, in un incidente. Lo rende noto lo Stato maggiore della Difesa. Un veicolo militare, durante un’attività di ricognizione, è uscito di strada ribaltandosi a causa del ghiaccio presente sul manto stradale. Dei sette militari a bordo quattro sono stati medicati sul posto, mentre per gli altri tre è stato necessario il ricovero presso l’ospedale civile di Trondheim per ulteriori accertamenti. Al momento, solo uno di loro è stato trattenuto in osservazione, ma, comunque, hanno tutti avuto la possibilità di contattare i familiari in Italia per informarli personalmente circa le loro condizioni di salute.

‪Da alcuni giorni, in Norvegia, ricorda la nota, è in atto la più importante esercitazione della Nato, la 'Trident Juncture 2018', che, oltre a essere un momento di addestramento fondamentale per mantenere e incrementare l’interoperabilità tra i 28 Paesi membri dell’Alleanza atlantica, costituisce un’occasione unica per rafforzare la coesione e la solidarietà, nonché per dimostrare l’alto livello di preparazione e la prontezza di reazione ad eventuali minacce di tipo convenzionale.

Le Forze armate italiane hanno un ruolo di primaria importanza, essendo responsabili per tutto il 2018, attraverso il Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida di Solbiate Olona, della Nato Response Force, complesso di forze in prontezza operativa costituito da diverse componenti: terrestre, marittima, aerea e di forze speciali.

Sparito il capo dell'Interpol

Le autorità francesi hanno aperto un'inchiesta sulla scomparsa del presidente dell’Interpol, il cinese Meng Hongwei. Lo affermano fonti di polizia, confermando le informazioni di Europe 1. Eletto nel novembre 2016 a capo dell'organizzazione con sede a Lione, Meng Hongwei non dà più sue notizie dal 29 settembre, quando ha lasciato la Francia alla volta della Cina. A denunciarne la scomparsa è stata la moglie.

La scomparsa di Hongwei "è un problema delle autorità competenti in Francia e in Cina" afferma l'organizzazione internazionale per la cooperazione di polizia in una breve nota.

L'emittente Europa1 e altri media francesi hanno riferito che le autorità francesi hanno aperto un'indagine dopo che la famiglia di Meng ha dichiarato di non aver avuto più contatti con lui da quando si è recato in Cina.

Muore infettato dall'ameba mangia-cervello

Un ragazzo del New Jersey, Fabrizio Stabile, è morto dopo essere stato infettato da un'"ameba mangia-cervello", un parassita raro ma altamente mortale, che il giovane di 29 anni avrebbe contratto dopo aver nuotato nella piscina di un resort di Waco, in Texas. Stabile, scrive il 'Daily Mail', lo scorso 16 settembre aveva accusato un forte mal di testa e il giorno dopo non era riuscito ad alzarsi dal letto.

Trasportato immediatamente all'ospedale di Pleasantville, i medici avevano iniziato a curarlo pensando che si trattasse di meningite batterica. Le sue condizioni, però, erano precipitate rapidamente. Dopo quattro giorni, i test avevano rivelato che Fabrizio era positivo al Naegleria fowleri, un'ameba estremamente rara, chiamata 'mangia-cervello' che uccide il 98% delle persone infettate. Per Fabrizio però era già tardi. Il 29enne era morto il giorno seguente.

Fabrizio, descritto in un necrologio come un amante dello snowboard, del surf e di "qualsiasi cosa avesse a che fare con amici e familiari" avrebbe contratto il Naegleria fowleri durante una visita al Cable Park BSR a Waco, in Texas, dove aveva nuotato nella piscina a onde. Il parco acquatico è stato temporaneamente chiuso in attesa di un'indagine da parte dei Centers for Disease Control and Prevention.

Secondo il CDC, da quando il parassita è stato scoperto, 56 anni fa, sono stati diagnosticati solo 143 casi. Il Naegleria fowleri può causare un'infezione mortale chiamata meningoencefalite amebica primaria quando l'acqua contaminata entra nel corpo di una persona attraverso il naso e la bocca. Dei pochi casi riportati, scrive il 'Daily Mail', solo cinque persone risultano sopravvissute.

Allarme ricina al Pentagono

Allarme al Pentagono per la sospetta presenza di ricina in due plichi indirizzati al Dipartimento della Difesa. Lo affermano le emittenti Nbc e Cnn, evidenziando che l'Fbi sta indagando sulla vicenda.

Somalia, attacco contro militari italiani

"Un mezzo appartenente a un convoglio italiano con a bordo militari che operano nell'ambito della missione europea in Somalia è stato coinvolto in un'esplosione". Lo ha riferito lo Stato Maggiore della Difesa italiana sul proprio account Twitter. "Nessun ferito tra i nostri militari che sono rientrati in base con gli stessi mezzi", si precisa nel tweet. L’esplosione è avvenuta a 700 metri circa dalla sede del ministero della Difesa a Mogadiscio.

Nell'attacco, compiuto da un kamikaze, sono rimasti uccisi quattro studenti. Lo ha reso noto in dichiarazioni all'agenzia di stampa 'Dpa' l'ufficiale di polizia somalo Ali Hassan, precisando che i quattro studenti si trovavano nei pressi del convoglio al momento dell'esplosione.

L'attacco è stato rivendicato dal gruppo jihadista 'al-Shabaab', affiliato ad al-Qaeda, attraverso la loro emittente 'Radio Andalus'. L'organizzazione sostiene di aver ucciso o ferito ufficiali militari dell'Ue nell'attacco.

Secondo lo Stato Maggiore della Difesa italiana, non si contano feriti tra i nostri militari che "sono rientrati in base con gli stessi mezzi". Anche l'ufficiale di polizia somalo ha confermato che i morti sono tutti civili. Un blindato Lince, appartenente a un convoglio di 5 mezzi italiani, spiegano fonti dello Stato Maggiore della Difesa, è stato coinvolto alle ore 12:10 locali in un’esplosione al rientro da un’attività addestrativa a favore della Forze di sicurezza somale. Il mezzo, con a bordo 4 militari, è stato lievemente danneggiato ed è rientrato in base.

Secondo il sito d'informazione somalo 'Goobjoog news', un'auto carica di esplosivo è saltata in aria vicino a un "mezzo militare italiano". L'attacco, si legge, è avvenuto nel quartiere di Daynile. Un testimone, citato da 'Garowe Online', ha confermato che un'auto carica di esplosivo è saltata in aria contro un convoglio di blindati con la bandiera italiana, danneggiando uno dei veicoli.

LA MISSIONE - I militari italiani operano nell’ambito della missione europea in Somalia (EUTM), finalizzata al rafforzamento del Governo Federale di Transizione somalo (TFG), attraverso la consulenza militare a livello strategico alle istituzioni di difesa somale e l’addestramento militare. La missione militare dell'Ue opera in stretta collaborazione e coordinamento con gli altri attori della comunità internazionale presenti nell’area d’operazione come le Nazioni Unite, l’African Union Mission in Somalia (AMISOM) e gli Stati Uniti d'America.

Barcellona, scomparso italiano

Le autorità spagnole sono alla ricerca di Francesco Miranda, un cittadino italiano di 33 anni, scomparso a Barcellona. Di lui, scrive la Guardia Civil in un tweet nel quale pubblica una foto di Miranda, non si hanno più notizie da domenica 23 settembre. "Se lo avete visto chiamateci", è l'appello alla popolazione. 

Nella descrizione fornita viene riportato che il giovane italiano è alto 1,80 e ha i capelli castani, gli occhi scuri, un fisico asciutto; vivendo in Spagna, comprende perfettamente il castigliano. Al momento della sua scomparsa, Miranda indossava un paio di jeans e una camicia nera.

Intanto il Consolato generale a Barcellona, in stretto raccordo con la Farnesina, "sta seguendo con attenzione il caso del connazionale scomparso, in costante contatto con le autorità locali e con i familiari" hanno detto fonti della Farnesina all'AdnKronos.
 

Aquarius sbarcherà a Malta

I 58 migranti a bordo dell'Aquarius sbarcheranno a Malta e verranno in tempi brevi trasferiti in altri 4 Paesi dell'Unione Europea: Francia, Spagna, Germania e Portogallo. "Malta e Francia di nuovo si fanno avanti per risolvere una situazione di stallo", ha twittato il premier maltese Joseph Muscat. "Con Emmanuel Macron e gli altri leader vogliamo mostrare un possibile approccio multilaterale", ha aggiunto.

In una nota, il governo maltese spiega "l'iniziativa congiunta" condotta con la Francia per risolvere la nuova situazione di stallo, che prevede che i 58 migranti vengano trasferiti in acque internazionali dall'Aquarius a una nave maltese. Una volta arrivati poi a Malta, i migranti saranno immediatamente distribuiti nei Paesi europei che si sono offerti di accoglierli, si legge sui media maltesi.

"Considerando che l'Aquarius è rimasta senza bandiera, la nave dovrà poi procedere verso il suo porto d'origine per rettificare la sua situazione", si legge nella nota del governo maltese. "L'operazione avrà luogo appena sarà logisticamente possibile - prosegue - il governo maltese partecipa a questi sforzi per motivi puramente umanitari e senza pregiudicare la sua posizione sulle attività di ricerca e soccorso, che rimangono immutate". "Il governo della Francia e Malta rimangono impegnati ad un approccio multilaterale ed attivo basato sul rispetto dello stato di diritto e la solidarietà", conclude la nota.

Questa mattina era arrivato il no di Parigi allo sbarco a Marsiglia. "Il giorno in cui una nave arriverà davanti a Marsiglia con delle persone in difficoltà, naturalmente noi le prenderemo. Non è questo oggi il caso dell'Aquarius" aveva detto il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire, parlando a Bfm Tv, a proposito della nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere. "Il porto di Marsiglia non è il più vicino" alla zona in cui i migranti sono stati salvati, "la Francia dice no", aveva scandito. Ieri, le due ong - di fronte al rifiuto di Italia e Malta di far attraccare l'Aquarius nei loro porti - avevano annunciato di aver fatto rotta verso il porto di Marsiglia, da dove la nave era salpata la settimana scorsa.

In questo momento stiamo navigando verso Malta - aveva spiegato oggi Alessandro Porro, operatore umanitario Sos Mediterranee che si trova sulla nave Aquarius, in diretta a 'Un Giorno da Pecora su Rai Radio1' - non perché ci fermeremo lì ma perché le condizioni meteo stanno peggiorando, ci aspettiamo onde fino a 5 metri e stiamo cercando riparo in un zona migliore”. A bordo "abbiamo 58 persone di cui 16 minori, uno non accompagnato, ci sono prevalentemente famiglie che vengono da Siria, Libia e Palestina”.

La portavoce della Commissione Europea Natasha Bertaud ha affermato che sul caso della nave Aquarius, "in base al diritto internazionale, non c'è responsabilità europea". "La nave - ha spiegato la portavoce - può chiedere di sbarcare i passeggeri in uno Stato Ue e lo Stato può accettare, ma la sola responsabilità legale spetta alle autorità libiche, che hanno coordinato le operazioni di salvataggio. Evidentemente, non chiudiamo gli occhi. Solidarizziamo con le persone a bordo e speriamo che una soluzione venga trovata".

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