Martedì 22 Gennaio 2019 - 8:38

Incredibile ad Aleppo, bimba nasce con proiettile in testa: è salva

ALEPPO. Una bambina prima fatta nascere con un cesareo, poi operata alla testa per rimuovere la scheggia di un proiettile dopo un attacco missilistico in Siria che ha colpito la mamma della piccola: un'operazione straordinaria di un gruppo di medici siriani dell'Aleppo City Medical Council che, documentata dalle foto e registrata in un filmato, sta ora facendo il giro del mondo. I medici, dopo l'impresa, hanno postato il video su Facebook accompagnato da un commento: «Grazie a Dio la bimba e la mamma stanno bene».

Bimba morta tra la spazzatura, mamma accusa compagno

BOSTON. "Baby Doe" si chiamava Bella e aveva solo 2 anni e mezzo. La bimba è stata ritrovata cadavere il 25 giugno scorso in un sacco della spazzatura sulla spiaggia di Deer Island a Boston da una signora che passeggiava con il cane. Di lei nulla si sapeva. Solo grazie alla foto del povero corpicino, messa in rete dalla polizia, spiega il Boston Globe, e il tam tam su Facebook e Twitter, è stato possibile risalire alla sua identità. La piccola è rimasta vittima di una storia di degrado e ignoranza. «Il mio compagno Michael pensava che fosse posseduta dal diavolo» ha detto la madre 40enne Rachelle con un passato di prostituzione e droga. I servizi sociali le avevano già tolto altri due figli tanto che aveva raccontato ai vicini che Bella aveva fatto la stessa fine. Agli agenti, invece, ha detto: «L'ha uccisa il mio uomo a pugni nello stomaco. L'ha colpita ripetutamente finché lei non si è accasciata a terra». Un racconto che contrasta con i risultati dell'autopsia che non hanno rilevato segni di violenza. Lui, 35 anni, tossicodipendente con un lungo curriculum di piccoli furti, che non è il padre della vittima, ha respinto le accuse della madre, puntando il dito contro la donna. La madre e il compagno sono stati arrestati.

Affonda barcone: muore bimba di 5 anni

ATENE. Ancora una tragedia al largo delle coste delle isole greche dove i profughi in fuga dalla Siria stanno cercando di arrivare dalla Turchia. Il corpo di una bambina siriana di cinque anni è stato recuperato dopo che è affondato il barcone a bordo del quale viaggiava insieme ad altre persone che al momento sono dichiarate disperse, secondo quanto riporta l'agenzia di stato turca. Erano in tutto tre le piccole barche a remi che stavano cercando di raggiungere Lesbo. La Guardia Costiera greca ha soccorso 11 persone, tra i quali un bambino e un uomo che sono stati ricoverati per ipotermia. E sta continuando le ricerche dei dispersi. Proseguono le operazioni anche al largo delle coste della Libia dove sono stati soccorsi oltre 750 migranti che si trovavano a bordo di piccole imbarcazioni. Lo ha riferito la tv satellitare al-Arabiya.

Un altro Aylan: a 4 anni trovata morta su una spiaggia turca

ANKARA. Appena due settimane dopo la tragedia del piccolo Aylan Kurdi, profugo siriano morto insieme alla madre e al fratellino in un naufragio al largo della Turchia, le autorità turche hanno ritrovato su una spiaggia nella provincia occidentale di Izmir il corpo di una bambina di circa quattro anni, anche lei vittima di un naufragio. Secondo l'agenzia locale Anadolu, la bimba deve essere ancora identificata. Gli attivisti della Rete siriana per i diritti umani riportano invece che si tratta della piccola Hanan Al Jarwan, di quattro anni, morta in un naufragio nella notte. Il suo corpo è stato trovato questa mattina sulla spiaggia ad Altinkoy, distretto di Cesme. Secondo le prime ricostruzioni, si trovava su un barcone diretto verso un'isola greca. Quattordici naufraghi, tra i quali otto bambini, sono stati messi in salvo dalla Guardia costiera turca. La bimba potrebbe essere l'unica vittima. Su Twitter è stata pubblicata da Syrian Network una foto che ricorda tristemente quella del piccolo Aylan, diventato simbolo del dramma immigrazione.

Migranti, oltre 5mila in Croazia

Sarebbero ormai oltre 5.400 i migranti che hanno raggiunto la Croazia nelle ultime 24 ore. La cifra è stata aggiornata dalla Croce Rossa. Nei prossimi giorni potrebbero arrivarne altrettanti, secondo la Croce Rossa croata, che riferisce di autobus che continuano a lasciare migranti in territorio serbo vicino al confine con la Croazia. Dopo aver annunciato che il Paese avrebbe consentito senza intralcio il passaggio dei rifugiati, le autorità croate hanno lanciato ieri l'allarme: "Se si tratta di migliaia, possiamo gestirli, ma se sono decine di migliaia semplicemente non abbiamo i mezzi", ha dichiarato il ministro degli Esteri Vesna Pusic all'emittente HRT. "Stiamo parlando con alcuni paesi, europei e non, per avere aiuto nel caso in cui il numero dovesse continuare a salire", ha aggiunto. I migranti vengono registrati e riuniti nel centro di raccolta di Jezevo, alla periferia di Zagabria. Durante la procedura "sono liberi di muoversi, non sono in prigione", ha voluto sottolineare il ministro specificando che una parte di questi rifugiati proviene da paesi in guerra, altri sono migranti economici.

La crisi sarà al centro di colloqui oggi a Zagabria tra il premier croato Zoran Milanovic e il cancelliere austriaco Werner Faymann. I paesi direttamente interessati dall'arrivo in massa di migranti dopo la chiusura ungherese sono Croazia, Slovenia e Austria. Le autorità croate avevano annunciato ieri che avrebbero consentito senza intralciarlo il passaggio dei rifugiati diretti verso altri paesi. L'Austria ha ripristinato ieri i controlli alle frontiere.

La Slovenia ha notificato alla Commissione europea l'intenzione di reintrodurre per un periodo iniziale di dieci giorni i controlli alla frontiera con l'Ungheria. Per l'esecutivo Ue la misura decisa dalla Slovenia, prevista dagli accordi di Schengen in caso di minaccia seria alla sicurezza interna, è "conforme alle regole". La Slovenia è il terzo Paese a notificare alla Commissione Ue la reintroduzione dei controlli alla frontiera, dopo Germania e Austria.

E' "critica" la "situazione igienico-ambientale"delle migliaia di migranti giunti al confine tra Serbia e Ungheria. "Non ci sono bagni né ripari, tutti dormono dove capita", testimonia all'Adnkronos Francesco Sinchetto, responsabile del progetto di volontariato di Intersos che ha raggiunto l'area di Horgos insieme ad un altro attivista dell'associazione e ad un mediatore culturale serbo.

Il Parlamento europeo ha intanto approvato la proposta della Commissione Ue di redistribuire 120mila richiedenti asilo da Italia, Grecia e Ungheria negli altri Paesi europei. L'Europarlamento, riunito in sessione plenaria a Bruxelles, ha approvato la proposta con 372 voti a favore, 124 contrari e 54 astenuti. Lunedì scorso i ministri degli Interni della Ue non sono riusciti a mettersi d'accordo sulla ricollocazione. Una nuova riunione straordinaria è stata convocata per il 22 settembre per cercare di superare le divisioni e arrivare a un accordo.

"L'Europa è nata per abbattere muri e non per costruirli, nella carta d'identità dell'Europa c'è scritto che siamo quelli che abbattono muri, non quelli che li costruiscono", ha detto Matteo Renzi parlando delle questioni legate ai flussi migratori nella conferenza con il primo ministro del granducato di Lussemburgo Xavier Bettel. "Se alcuni Paesi oggi sono in Europa, se l'Europa ha aiutato questi Paesi, è dovuto al fatto che il muro è andato giù e che l'Europa è un orizzonte, non una frontiera, un confine, un limite", ha sottolineato il premier.

Berlusconi in Crimea con Putin,
l'Ucraina lo bandisce

ROMA. L'Ucraina ha introdotto un bando di tre anni all'ingresso nel Paese di Silvio Berlusconi "per proteggere gli interessi della sicurezza nazionale" in seguito alla visita dell'ex premier italiano in Crimea insieme al presidente russo Vladimir Putin, la scorsa settimana. La delibera dei Servizi di sicurezza del Sbu investe il solo Berlusconi. L'agenzia di stampa russa Tass precisa che la procura ucraina ha aperto una inchiesta contro il leader di Forza Italia per la sua visita nella penisola sul Mar Nero annessa lo scorso anno dalla Russia dopo un referendum il cui risultato non è riconosciuto come valido dalla comunità internazionale. L'ambasciatore ucraino a Roma Evhen Perelygin aveva scritto a Berlusconi venerdì, subito dopo l'arrivo a Yalta dell'ex premier italiano, definendo la visita in Crimea una "provocazione che rappresenta una sfida diretta all’integrità territoriale dell’Ucraina e ignora completamente la posizione consolidata dell'Unione Europea e l’Onu riguardo al non riconoscimento dell'occupazione di Crimea da parte della Federazione Russa". "Personalmente -scriveva inoltre l'ambasciatore - credo che tale visita non le concede più il diritto morale di essere un mediatore imparziale in un processo di pace in questa parte d’Europa che sta coinvolgendo numerosi nobili politici non solo a livello europeo". "Tale visita può essere considerata ormai non solo come la violazione delle norme dell’ingresso in Crimea ma anche come una manifestazione di un tipo di appoggio all’annessione illegale della Crimea da parte della Russia".

Tragedia Cile, sisma di magnitudo 8,4 e allerta tsunami

SANTIAGO DEL CILE. È di cinque morti, decine di feriti ed un milione di persone evacuate dalle loro case il bilancio del terribile terremoto di magnitudo 8,4 della scala Richter che ha colpito il Cile. L'intensità della scossa ha indotto le autorità a diramare un allerta tsunami. Nella zona del terremoto si recherà in giornata la presidente Michelle Bachelet. L'epicentro del sisma, che ha provocato onde alte fino a 4,5 metri, è stato localizzato a 36 chilometri a ovest di Canela Baja, nel nord del Paese, ed a 16 chilometri di profondità. Secondo quanto riferito, la scossa più violenta è stata seguita da almeno 12 scosse di assestamento, con una magnitudo compresa tra 6,1 e 7,6 della scala Richter. Secondo il sottosegretario agli Interni, Mahmud Aleuy, si è trattato del sesto terremoto più violento nella storia del Cile e di quello più forte dell'anno in tutto il mondo.

Tra le vittime, secondo quanto riferito dalle autorità, ci sono una donna di 35 anni, schiacciata dal crollo di un muro, una giovane di 20 anni, e tre uomini, morti di infarto per lo spavento. Il Servizio idrografico e oceoanografico dell'Esercito, che ha decreto l'allerta tsunami, ha avvertito sull'arrivo delle prime onde nelle località costiere delle regioni di Coquimbo e Valparaiso. Il sindaco di Coquimbo ha riferito che la città «è inondata» e che linee elettriche e telefoniche sono andate in tilt, come in decine di altre località colpite. Il terremoto, registrato alle 19,54 ora locale di ieri, le 0,54 in Italia, è avvenuto mentre i cileni si preparavano per un lungo weekend in occasione delle cosidette "Fiestas patrias", le festività nazionali che celebrano, il 18 e 19 settembre, la proclamazione della prima Giunta di Governo, nel 1810, con cui si diede avvio al processo di indipendenza dalla Spagna e la Giornata delle glorie dell'esercito. L'allerta tsunami è stata diramata anche per Perù, Hawaii, alcune zone della California e Nuova Zelanda, dove sono state monitorate correnti anomale.

Ungheria, gas e idranti contro i profughi

BUDAPEST. La polizia ungherese ha fatto uso di gas lacrimogeni e idranti contro la folla di centinaia di migranti che cercava di sfondare la barriera di confine al valico di Rosze, sul confine con la Serbia , lanciando pietre e bastoni al grido di "aprite! aprite!". Budapest ha deciso successivamente di rafforzare il dispiegamento di polizia al confine, mentre un elicottero sorvolava la zona. I migranti, in maggior parte profughi siriani, sono bloccati al confine da quando la frontiera è stata chiusa. Secondo quanto riferiscono i media serbi, l'ambasciatore magiaro a Belgrado ha comunicato al ministero degli Esteri serbo che l'Ungheria terrà chiuso per un mese il valico di Horgos-Roszke al confine con la Serbia. Il confine è stato chiuso due giorni fa per impedire il flusso di profughi, in maggioranza siriani, che giungono lungo la rotta balcanica.

Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijarto, ha intanto telefonato all'omologo serbo Iviva Dacic, chiedendo un «immediato» intervento al confine della polizia del governo di Belgrado. Questi ha risposto che la decisione spetta al ministro degli Interni.

La polizia ungherese ha annunciato oggi di aver arrestato 367 immigrati  che tentavano di entrare illegalmente nel paese: lunedì, prima che le nuove norme entrassero in vigore, 9.380 persone sono entrate in Ungheria. All'indomani della chiusura delle frontiere ai migranti decisa dalle autorità ungheresi, un primo gruppo di rifugiati a bordo di un autobus proveniente dalla Serbia meridionale ha raggiunto il confine con la Croazia, nuova porta di ingresso nell'Unione Europea.

Il primo ministro croato Zoran Milanovic ha annunciato che la Croazia consentirà di attraversare il Paese ai rifugiati in arrivo dalla Serbia. «Possono passare e ci stiamo preparando per questa possibilità», ha affermato il premier. «Avremo in mente - ha spiegato - innanzitutto gli interessi e la sicurezza della Croazia, ma non dimenticheremo che siamo esseri umani, cristiani prima di tutto».

L'Ungheria costruirà un muro anche lungo alcune parti del confine con la Croazia, ha annunciato il primo ministro Viktor Orban in un'intervista al giornale austriaco Die Presse Wednesday. Ora che il confine con la Serbia è stato sigillato, ha aggiunto il premier ungherese, sono iniziati i lavori di preparazione per la costruzione di una barriera anche lungo il confine con la Romania. Secondo l'agenzia di stampa ungherese Mti, Orban ha riferito che i progetti per la costruzione sono pronti e di avere già avuto dei colloqui in merito con il ministro dell'Interno.

Malgrado la chiusura del confine con l'Ungheria un flusso costante di migliaia di profughi continua ad arrivare in Serbia dalla Macedonia. Il responsabile della Croce Rossa nel centro di assistenza di Presevo, Ahmet Halimi, ha riferito all'agenzia serba Beta che ieri sono arrivate 2mila persone mentre gli arrivi di questa mattina sono stati 500. «C'è un flusso costante di persone che arrivano e ripartono da Presevo, dopo aver ricevuto i documenti necessari», ha aggiunto.

Ogni profugo arrivato a Presevo, località serba al confine con la Macedonia, riceve aiuti forniti da l'Unhcr e privati cittadini, ha spiegato Halimi, chiedendo nuove donazioni di cibo e vestiario. Secondo i suoi dati sin dal 5 giugno sono state distribuite 90mila razioni di cibo. Una volta registrati al loro arrivo in Serbia, i profughi hanno tre giorni di tempo per chiedere asilo o lasciare il Paese.

Guarda per ore
i video dell'Isis: ragazzina uccide la madre

COPENAGHEN. I video guardati online potrebbero avere cattive influenze. Una giovane di 15 anni ha ucciso la madre con 20 coltellate dopo aver guardato dei video dell'Isis sul web. La ragazza di Kvissel, un villaggio in Danimarca - seconto quanto riportato su 'The Sun' - aveva speso diverse ore a guardare video di brutali uccisioni tra cui la decapitazione di ostaggi inglesi. Lisa Borch si era avvicinata al fondamentalismo islamico dopo essersi innamorata di un fondamentalista che l'aveva respinta. Poco tempo dopo, però, si era innamorata di un uomo conosciuto vicino ad un centro di accoglienza per rifugiati nei pressi della sua abitazione, con cui aveva pianificato l'omicidio della madre. «Omicidio a sangue freddo, commesso in modo brutale», così lo ha descritto il pubblico ministero. A quanto pare, infatti, la ragazza avrebbe chiamato le forze dell'ordine dopo il delitto avvisando che la madre era stata uccisa e giurando di aver visto un uomo bianco correre fuori dalla casa: «C'è sangue ovunque, correte». All'arrivo della polizia Lisa stava giocando con il telefonino e continuava a guardare video, si è limitata ad indicare la stanza dove la madre giaceva morente. I due giovani avrebbero detto di essere solo amici ma si sospetta siano una coppia, le indagini hanno accertato che intendevano andare in Siria per unirsi allo Stato Islamico. Le condanne sono state di 9 anni per lei e 13 per lui.

Dall'Ungheria
i profughi ora premono
sulla Croazia

BUDAPEST. All'indomani della chiusura delle frontiere ai migranti decisa dalle autorità ungheresi, un primo gruppo di rifugiati a bordo di un autobus proveniente dalla Serbia meridionale ha raggiunto il confine con la Croazia, nuova porta di ingresso nell'Unione Europea. Intanto al confine con l'Ungheria centinaia di persone hanno trascorso la notte all'aperto o all'interno di tende improvvisate. Nella regione di confine è stato proclamato lo stato di emergenza dalle autorità ungheresi, che hanno dispiegato centinaia di militari ed agenti di polizia per garantire il rispetto delle nuove dure leggi anti-migranti. La polizia ungherese ha annunciato oggi di aver arrestato 367 immigrati che tentavano di entrare illegalmente nel paese: lunedì, prima che le nuove norme entrassero in vigore, 9.380 persone sono entrate in Ungheria. Intanto proprio ieri l'Austria ha chiuso le frontiere meridionali e orientali di fronte al flusso di migranti. Il ministero dell'Interno di Vienna ha comunicato alla Commissione Ue che dalla mezzanotte del 15 saranno effettuati controlli sugli ingressi ai confini con Italia, Slovenia e Slovacchia.

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici