Sabato 22 Settembre 2018 - 19:52

Rapine tra Campania e Calabria, sette arresti

VALLO DELLA LUCANIA. I carabinieri di Vallo della Lucania hanno arrestato cinque cittadini romeni e due italiani ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, di associazione per delinquere. Altre due persone coinvolte, anch’esse di origine romena, non sono ancora state rintracciate. La banda, tutti pluripregiudicati e autori di almeno dieci furti, aveva preso di mira numerosi esercizi commerciali, tra cui bar, tabaccai e sale gioco, in Campania e Calabria con colpi, tra settembre 2016 a febbraio 2017 Lioni, Mondragone, Morra de Sanctis, Diamante, Belvedere Marittimo, Fuscaldo, Cassano allo Ionio e Saracena. L’indagine, condotta dalla compagnia di Vallo della Lucania con l’aiuto dei militari dell’Arma di Cosenza, è stata avviata dopo il furto aggravato di alcuni monili d’oro avvenuto la notte del 1° febbraio 2017 nella cattedrale di San Pantaleone A Vallo della Lucania. Per questo episodio sono state arrestate altre sette persone venti giorni dopo.

Disputa sul marchio, Sal De Riso fa causa al fratello

SALERNO. L’uso di un marchio divide la famiglia De Riso. Il noto pasticcere Sal, inventore di numerose torte e famoso anche per la sua partecipazione a diversi programma televisivi, è al centro di una disputa giudiziaria con il fratello Alessandro: motivo del contendere è il marchio “Sal De Riso Costa D'Amalfi”. «Da oltre una trentina di anni, dopo essere partito da una piccola attività con mia moglie Anna, ho dato tutto me stesso affinché diventasse famose un’attività nata in Costiera amalfitana e tendente a valorizzare tutte le eccellenze agroalimentari campane con prodotti artigianali di elevata qualità» dice De Riso.

Tragedia a Palinuro, 19enne annega

PALINURO. Un’autentica tragedia, quella verificatasi nel mare di Palinuro. Pasquale Lettieri, giovane 19enne di Rofrano, è annegato nel tratto di mare antistante la spiaggia libera in località “Saline”, mentre stava facevando il bagno in compagnia di un amico, Manuel Gregorio. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, il ragazzo si sarebbe tuffato nonostante le proibitive condizioni del mare. Poco dopo essere entrato in acqua, è stato risucchiato dalla corrente insieme all’amico. I due hanno lanciato l’allarme e ad intervenire sono stati i bagnini del lido più vicino. Gregorio è stato tratto in salvo, mentre per il giovane 19enne non c’è stato nulla da fare. Il corpo del ragazzo è stato recuperato solo in un secondo momento. Sul posto sono intervenuti gli uomini del locale Ufficio circondariale marittimo che non hanno potuto far altro che constatare la tragedia che si era consumata. La Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ha avviato una inchiesta.

Cantone teste: «Landolfi mi segnalò caso di estorsione»

SANTA MARIA CAPUA VETERE. «Nel 2002, quando il boss di Mondragone Augusto La Torre era già in cella ma non aveva ancora deciso di collaborare, Mario Landolfi (allora deputato di An) mi contattò per parlarmi del tentativo di estorsione subito da un imprenditore ad opera di un uomo di La Torre. Su mio consiglio l'imprenditore denunciò il suo estorsore ai carabinieri, che lo arrestarono e da allora iniziò il declino del clan». Affermazioni rilevanti quelle rilasciate al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone, sentito come testimone al processo che vede imputato l'ex ministro delle Telecomunicazioni ed ex deputato di An e Pdl Mario Landolfi, accusato di corruzione e truffa con l'aggravante mafiosa. Landolfi oggi, in aula, ha annunciato la sua rinuncia alla prescrizione per i vari capi di imputazione. «Landolfi contribuì a smantellare il clan La Torre?» chiede l'avvocato Michele Sarno, difensore dell'imputato. «Ci mise in contatto con l'imprenditore, che poi lasciò Mondragone e fu inserito nel programma di protezione» risponde l'ex pm. 

Sequestrati 200 cardellini e pettirossi, sanzioni per 10mila euro

CASERTA. Si è svolta in questi giorni una campagna di controlli volti alla prevenzione e repressione dei reati in danno della fauna protetta autoctona, esotica ed in via di estinzione (C.I.T.E.S.), sul territorio delle province di Caserta e Napoli, da parte dei Carabinieri Forestali appartenenti al Reparto Operativo S.O.A.R.D.A. (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno degli Animali) di Roma, coadiuvati dal personale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare operante nell’ambito del Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta e della Stazione Carabinieri Forestale di Marcianise. Sono state controllati svariati esercizi commerciali di uccellerie e di allevatori di uccelli. Sono stati sequestrati complessivamente circa 200 volatili tra cardellini, verzellini, lucherini, pettirossi e gheppi, oltre a svariati esemplari di tartarughe terrestri, reti da uccellagione, gabbie e materiale vario. Sono state deferite all’Autorità Giudiziaria 10 persone dedite alla detenzione e commercializzazione di specie animali protette per il delitto di ricettazione ed il reato di uccellagione. Elevate sanzioni amministrative per un importo pari a 10.000 euro.

LA CATTURA. In questo periodo è dell’anno, infatti, è molto praticata della uccellagione dei cardellini, ovvero la cattura di esemplari vivi di avifauna appartenenti alla famiglia dei fringillidi. Esemplari sono molto apprezzati per il loro canto melodioso che è emesso quasi unicamente dai maschi in amore. La tecnica di cattura dei cardellini è molto crudele in quanto si appronta una rete da cattura in prossimità di una fonte d’acqua, in genere una pozzanghera, nei cui pressi si posiziona anche un esemplare di cardellino femmina legata con un’imbracatura di spago e attaccata ad un pezzo di legno fissato nel terreno. I cardellini maschi, attirati dal canto della femmina e dalla presenza della pozza d’acqua, molto rara in questo periodo siccitoso, si poggiano al suolo. L’uccellatore che è appostato in prossimità, in genere mimetizzato in un cespuglio, non appena vede l’esemplare di cardellino posarsi al suolo in prossimità della rete tira una corda che imprigiona nelle maglie della rete il piccolo passeriforme.

IL MERCATO. Quello della vendita dei cardellini è un mercato molto florido in quanto gli esemplari migliori, ovvero quelli più canterini, hanno un elevato valore di mercato. Alcuni estimatori sono disposti a esborsare anche migliaia di euro per gli esemplari aventi le migliori capacità canore. Persone senza scrupoli arrivano addirittura ad accecare i cardellini per assicurarsi il loro canto sia di giorno che di notte. Gli esemplari in tal modo non riuscendo a distinguere la luce dall’oscurità sono indotti in un canto ininterrotto che li porta a stremarsi. La cattura dei cardellini protetti sia dalla normativa nazionale che dalla Convenzione di Berna è un reato molto grave in quanto la fauna selvatica è dichiarata patrimonio indisponibile dello Stato ed il suo impossessamento costituisce furto venatorio aggravato per i soggetti non provvisti di licenza di caccia. Nei casi più gravi si può procedere all’arresto in flagranza di reato.

Maltempo, da mezzanotte allerta gialla sulla Campania

NAPOLI. La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un avviso di allerta meteo di colore Giallo valevole a partire dalla mezzanotte. Precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale interesseranno tutto il territorio anche con possibili raffiche di vento nei temporali. In particolare, nelle zone 1 (Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana), 3 (Penisola Sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini), 5 (Tusciano e Alto Sele), 6 (Piana del Sele e Alto Cilento) i fenomeni temporaleschi saranno piu' probabili nella prima parte della giornata mentre sulle restanti zone le precipitazioni sono previste piu' probabilmente nella seconda parte della giornata. L'allerta durera', in ogni caso, fino alle 20 di domani sera su tutta la Campania per "fenomeni temporaleschi caratterizzati da una incertezza previsionale e rapidita' di evoluzione, con danni alle coperture e strutture provvisorie dovuti a raffiche di vento e fulminazioni". Tra i principali scenari di evento previsti "Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto materiali, allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno, scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse". La criticita' riguarda il rischio idrogeologico. La Protezione civile della Regione Campania raccomanda alle autorita' competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti.

Minaccia capotreno e lo costringe a barricarsi in cabina di guida

NAPOLI. Nel fine settimana il Compartimento Polizia Ferroviaria di Napoli ha disposto controlli simultanei in tutte le Stazioni della Campania e lungo l’intera rete ferroviaria. Si è dato luogo inoltre alla operazione nazionale “Oro rosso” disposta dal Servizio Centrale Polizia Ferroviaria in tutta Italia e finalizzata a prevenire e contrastare i furti di rame lungo la linea ferrata. Sono stati quindi controllati numerosi depositi di materiale ferroso onde verificare che non fossero coinvolti nello stoccaggio di rame trafugato. Contestualmente ai controlli nelle stazioni effettuati con il dispositivo di restringimento dei varchi finalizzato a controllare tutti gli accessi, sono state svolte numerose scorte sui treni a breve,  media e lunga percorrenza. Nel corso di una di queste è stato denunciato A. A., classe 1971, pluripregiudicato, il quale a bordo del treno regionale 21269 Napoli-Salerno, sul quale era salito sprovvisto di titolo di viaggio per esercitare il mestiere di venditore ambulante abusivo, all’invito da parte del Capotreno di scendere, lo ha minacciato con tale veemenza da indurlo a barricarsi nella cabina di guida fino all’arrivo dei poliziotti. Il pregiudicato, prelevato dal treno e condotto presso gli Uffici Polfer è stato denunciato per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.  Inoltre, sono state deferite alla competente autorità giudiziaria altre 8 persone per reati vari quali: furto aggravato, ricettazione, danneggiamento aggravato, violazione al divieto di ritorno nel Comune di Napoli e violazione alle norme in materia di ingresso e soggiorno sul territorio nazionale. I dispositivi di sicurezza hanno consentito di raggiungere i seguenti risultati: 9 persone denunciate; 1.603 persone identificate; 328 bagagli a seguito di viaggiatori controllati; 10 sequestri amministrativi di merce varia; 14  sanzioni amministrative elevate; 28 depositi di materiale ferroso controllati.

 

 

 

 

 

 

 

Lavoro, Di Scala (Fi): «Formazione in Campania nel caos, il ministro mandi gli ispettori»

NAPOLI. “Da maggio scorso chi ha frequentato e superato i corsi di formazione della Regione Campania non riesce in alcun modo ad ottenere il titolo e, naturalmente, nessuno può avviare l’attività per la quale si è formato. Come avevamo denunciato, l’intero sistema regionale della formazione è praticamente saltato e l’assessore ovviamente si sfila”. Lo denuncia la Presidente della Commissione Sburocratizzazione del Consiglio regionale della Campania, Maria Grazia di Scala (FI).
“Nell’assordante silenzio del governatore De Luca si è scelto di escludere dalle commissioni il personale dell’Ispettorato del Lavoro che, ovviamente, ha presentato ricorso e se dovesse vincerlo migliaia di esami sostenuti e superati negli ultimi sei mesi sarebbero invalidati”, spiega l’esponente di Forza Italia.
“Come se non bastasse – prosegue –, la scelta dei componenti delle commissioni, che dovrebbe avvenire attraverso un software programmato per garantire la rotazione dei componenti, la fa l’assessorato, non sappiamo con quali modalità e criteri”.
“Sono vicende, queste, delle quali più e più volte abbiamo informato le diverse Autorità - aggiunge Di Scala –, ma neppure questo sembrerebbe aver sortito qualche effetto”.
“Per quanto ci riguarda, viste le centinaia di denunce e sollecitazioni arrivate ed atteso il ‘non pervenuto’ del governo regionale, ce n’è abbastanza per un esposto e la richiesta urgente ed immediata di un’ispezione del ministero del Lavoro in Campania”, conclude la Consigliera regionale di Forza Italia.

Rifiuti, controlli e sigilli a cinque attività

NAPOLI. Operazione di controllo congiunto del territorio dei comuni di Napoli, Giugliano, Nola, Afragola, Marcianise, Maddaloni, Mondragone e Castel Volturno. In campo 32 equipaggi, per un totale di 73 unità dell’Esercito Italiano e dei Comandi delle polizie locali. Sono state controllate 8 attività imprenditoriali e commerciali, operanti nel settore edilizio, delle autoriparazioni, tessile e del riciclaggio dei rifiuti. Cinque sono state le attività sequestrate per violazione della normativa ambientale e per mancanza delle previste autorizzazioni amministrative, tra le quali una autorimessa ed una ditta tessile per illecita attività di smaltimento e gestione dei rifiuti anche pericolosi, nonché una ditta operante nel settore del riciclaggio dei rifiuti che svolgeva una attività diversa da quella autorizzata. Sono stati individuati 4 nuovi siti di sversamento di rifiuti solidi urbani, eternit, elettrodomestici, materiale edile e pneumatici usati. Sono state controllate 18 persone di cui 5 denunciate all’autorità giudiziaria. Nel complesso sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 9.000 euro. Ulteriori sanzioni sono in via di definizione da parte delle Autorità competenti. Le operazioni sono il frutto dell’attuazione del  piano coordinato e continuativo di controllo del territorio, predisposto dalla  Sezione Operativa della Cabina di Regia, presieduta dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio. Le attività sono svolte su vaste aree della cosiddetta Terra dei Fuochi e sono coordinate da presidi operativi dedicati, istituiti nei comuni dove maggiormente si registrano abbandoni e  incendi di rifiuti. Alle operazioni  partecipano i militari dell’Esercito italiano, congiuntamente al personale della Polizia locale, Metropolitana e Provinciale, in raccordo con le forze dell'ordine.

Femminicidio, panchina rossa al Cardarelli contro la violenza

NAPOLI. «Installare una panchina rossa potrebbe sembrare una piccola cosa, ma su un tema come quello della violenza sulle donne si comincia anche dalle piccole cose. Si tratta di un problema di questo Paese al quale noi dobbiamo dare risposte sistemiche, culturali e strutturali. È quindi un monito e un’occasione per veicolare il messaggio al maggior numero di persone possibili. Avere una panchina rossa al Cardarelli è un segnale estremamente importante, visto che non molto lontano da dove sarà installata la panchina c’è il Centro Dafne, che accoglie e sostiene le vittime di violenza, grazie alla stretta collaborazione col Cardarelli e alla sensibilità del direttore Ciro Verdoliva. Tante, circa 2.300, sono le donne che ogni anno trovano il coraggio di denunciare, ma molte subiscono ancora in silenzio. E la panchina rossa è un piccolo segnale di attenzione continua al fenomeno». Così l’assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani, che parteciperà domani, venerdì 13 luglio, alle 11.30, all’inaugurazione della panchina rossa contro il femminicidio all’ospedale Cardarelli viale prospiciente padiglione F).

Il Cardarelli, che ha scelto di essere al fianco delle vittime con il Percorso Rosa e il Centro Dafne, installa ora la sua panchina rossa: simbolo di civiltà e invito alla riflessione. Un fenomeno che purtroppo non accenna a diminuire. Basti pensare che dalla sua istituzione (novembre 2016) il Percorso Rosa e il Centro Dafne hanno accolto: (dati riferiti a due mesi di attività) 2016 - Percorso rosa (al Pronto Soccorso), n°19 Centro Dafne, n°11 donne (dati riferiti a dodici mesi di attività) 2017 - Percorso rosa (al Pronto Soccorso), n°191 Centro Dafne, n°113 donne (dati riferiti a sei mesi di attività) 2018 - Percorso rosa (al Pronto Soccorso), n°127 Centro Dafne, n°73 donne «Quando decidemmo di partire con il Centro Dafne e con il Percorso Rosa - spiega il direttore generale Ciro Verdoliva - sapevamo che ci aspettava un percorso molto duro, ma era per noi un obbligo di coscienza. Questi numeri ci hanno dato ragione, anche se è molto penoso dover constatare quanto ancora la violenza di genere sia presente nella nostra società. Per questo abbiamo voluto erigere un piccolo ma importante simbolo di civiltà. La panchina rossa dice a tutti che il Cardarelli c’è ed è pronto a fare la propria battaglia al fianco delle donne». «La panchina rossa - spiega il direttore amministrativo Anna Iervolino - è un luogo dove sedersi a riflettere e dove prendere la forza per imparare o insegnare la potenza del rispetto; un simbolo carico di significato che non ci farà dimenticare le vittime di quella che oggi è a tutti gli effetti una strage e ci rende responsabili della necessità di un pieno cambiamento culturale».

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