Domenica 23 Settembre 2018 - 9:41

Il governatore risponde al ministro: «Sono un pacifico combattente»

NAPOLI. «Sono un uomo di pace, non vedo materiale per polemiche con il ministro Grillo, con il quale ho avuto un incontro cordiale. Sul commissario il problema non si pone. Abbiamo lavorato bene, abbiamo risultati concreti di netto miglioramento, quindi è normale ora la fine del commissariamento che dura dal 2009 e che noi chiederemo ufficialmente già nelle prossime settimane». Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che a margine di una conferenza stampa si definisce così: «Un pacifico combattente». Ieri, il ministro della Sanità, Giulia Grillo, durante il suo tour in Campania aveva parlato del fatto che il governatore De Luca ha anche il ruolo di commissario alla Sanità.

Camorra, stanato latitante dei clan Casalesi in auto nel Casertano

CASERTA. È stato arrestato dai carabinieri di Casal di Principe il latitante Corrado De Luca, 51 anni, affiliato al clan dei Casalesi. L'uomo è stato intercettato e bloccato a San Cipriano d'Aversa, nel casertano, a bordo di una Fiat Panda, guidata da Giovanni Lucariello, 46enne pregiudicato di Villa di Briano, arrestato per favoreggiamento personale. Il latitante era sfuggito il 7 maggio scorso ad un'operazione che ha portato all'arresto di altri sei soggetti, ai quali erano contestati gli stessi reati di De Luca: associazione mafiosa, estorsione e violenza private.

“Gratta e vinci" da 500mila euro nel Casertano

CASERTA. La fortuna passa per la Campania e in particolare a Casal di Principe dove è stata realizzata una vincita da 500 mila euro con il biglietto “Il Miliardario”. Dall’inizio dell’anno in Campania il Gratta e Vinci ha distribuito complessivamente premi per più di 270 milioni di euro, mentre in tutta Italia nello stesso periodo di riferimento ha distribuito vincite per un importo complessivo di oltre 3,5 miliardi di euro con un incremento del 3% rispetto al 2017.

 

 

Ragazzina adescata sui social, scoperta rete di pedofili

SALERNO. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, all’esito di una complessa attività di indagine della Polizia di Stato, ha disposto l’esecuzione di ventuno decreti di perquisizione personale, domiciliare e informatica, nei confronti di diversi soggetti, operanti sul territorio italiano, per i reati di produzione, detenzione di materiale pedopornografico e prostituzione minorile. Le perquisizioni, che hanno interessato prevalentemente le province di Salerno e Napoli, nonché la Sardegna, la Lombardia, la Calabria ed il Trentino Alto Adige, hanno visto impegnati circa 100 operatori della Polizia Postale, coordinati dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia on line del Servizio Polizia delle Comunicazioni di Roma. La complessa attività investigativa è stata svolta dalla Sezione di Salerno della Polizia Postale e delle Comunicazioni a seguito di segnalazione del Tribunale per i minorenni di Salerno relativa alla presenza nel web di un profilo Facebook, in uso ad una minore salernitana, contenente immagini di natura pedopornografica. Le indagini hanno così consentito di disvelare un gruppo di circa venti persone che mediante le chat di Messanger e di WhatsApp hanno adescato la vittima per produrre materiale pedopornografico. Le attività eseguite nei confronti di tredici salernitani, quattro napoletani, un calabrese, un lombardo, un trentino e un sardo hanno confermato quanto ipotizzato durante le indagini, consentendo di denunciarli per il reati di detenzione, produzione di materiale pedopornografico, prostituzione minorile e il sequestro di numerosi supporti informatici.

Controlli anti-roghi, sequestrate quattro aziende

NAPOLI. Operazione di controllo congiunto del territorio dei comuni di Napoli, Giugliano in Campania, Afragola, Nola, Castel Volturno, Maddaloni, Marcianise, Mondragone. In campo 28 equipaggi, per un totale di 72 unità dell’Esercito Italiano e dei Comandi delle Polizie locali dei comuni interessati. Sono state controllate 6 attività imprenditoriali e commerciali operanti nel settore della lavorazione di materiali ferrosi, dello stoccaggio di rifiuti ingombranti e della riparazione di veicoli. Quattro sono state le attività sequestrate per violazioni della normativa ambientale e per mancanza delle previste autorizzazioni amministrative, tra le quali una autocarrozzeria e un’officina per illecita attività di smaltimento e gestione dei rifiuti anche pericolosi, nonché una ditta che utilizzava un terreno agricolo come deposito di veicoli, rifiuti, fusti contenenti oli esausti e carburanti, pneumatici e parti meccaniche. Il titolare di un’altra azienda è stato sanzionato per irregolare combustione di fogliame. Sono stati individuati 4 nuovi siti di sversamento di rifiuti solidi urbani, olio esausto, elettrodomestici, eternit e materiale edile. Sono state controllate 12 persone di cui 5 denunciate all’autorità giudiziaria. Nel complesso sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 14.000 euro. Le operazioni, ancora in corso, sono il frutto dell’attuazione del  piano coordinato e continuativo di controllo del territorio, predisposto dalla  Sezione Operativa della Cabina di Regia, presieduta dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio. Le attività sono svolte su vaste aree della cosiddetta terra dei fuochi e sono coordinate da presidi operativi dedicati, istituiti nei comuni dove maggiormente si registrano abbandoni e  incendi di rifiuti. Alle operazioni partecipano i militari dell’Esercito italiano, congiuntamente al personale della Polizia locale, Metropolitana e Provinciale, in raccordo con le Forze dell’Ordine.

Tesori di culto recuperati dai carabinieri, mostra all'Abbazia di Montevergine

AVELLINO. Questa mattina, presso le Sale del Museo della prestigiosa Abbazia di Montevergine, alla presenza dell'Abate Riccardo Luca Guariglia, del Procuratore della Repubblica di Isernia, Paolo Albano, del Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (Tpc), Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, è stata inaugurata un'esposizione di beni d'arte, promossa dall'Abbazia di Montevergine, in collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ed il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il titolo della mostra è “Fede e Devozione nell’arte minore dimenticata. Tesori di Culto Recuperati dai Carabinieri". Durante l'esposizione sarà possibile ammirare importantissime opere riconducibili alla storia dell'Abbazia ed nel contempo una selezione di beni recuperati, nel corso dell'operazione denominata "Start-Up", condotta dal Nucleo Carabinieri Tpc di Napoli, coordinata dalla Procura della Repubblica di Isernia, finalizzata alla disarticolazione di un sodalizio criminale, operante in varie regioni italiane, dedito al furto ed al traffico illecito di beni culturali di natura ecclesiastica che ha permesso di sequestrare numerosi oggetti di culto asportati da chiese e abitazioni private. Parte di questi manufatti sono già stati restituiti ai legittimi proprietari, mentre per le 130 opere di natura liturgica (reliquiari, ostensori, calici, crocifissi ecc), esposte, non è stata ancora accertata la provenienza. In questo modo l'evento odierno permetterà, altresì, di coadiuvare gli organi investigativi ad appurare la loro originaria collocazione. L'evento, pertanto, avvalora l'importanza dell'opera di sensibilizzazione che le articolazioni di questo Comando quotidianamente compiono con i responsabili degli Uffici Diocesani, anche attraverso la divulgazione, ai Parroci, della pubblicazione "Linee Guida per la Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici", realizzata da questo Comando nel 2014 unitamente alla Conferenza Episcopale Italiana. Il documento oltre a contenere consigli pratici per la difesa dei beni chiesastici da eventi predatori, diffonde e valorizza le iniziative di catalogazione e censimento dei beni delle Diocesi che, con grande impegno, stanno conducendo in ordine al proprio patrimonio culturale. La mostra temporanea, sarà aperta al pubblico dal 7 luglio 2018, ore 09:30-12:30 e 15 - 18 (dal lunedì al venerdì), mentre sabato e domenica l'apertura diurna sarà fino alle 13. 

Consulta boccia la Campania: le case abusive devono essere abbattute

NAPOLI. Gli immobili abusivi, una volta entrati nel patrimonio dei comuni, devono essere demoliti e solo in via eccezionale, attraverso una valutazione caso per caso, possono essere conservati. Alla luce di questo principio fondamentale del "governo del territorio", contenuto nel Testo unico sull'edilizia, la Corte costituzionale, con la sentenza 140 depositata oggi (relatrice Silvana Sciarra), ha dichiarato incostituzionali le disposizioni della legge della Regione Campania n.19/2017 sulla conservazione degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio dei comuni, là dove consentivano ai comuni stessi di non demolire questi immobili - in particolare locandoli o alienandoli anche ai responsabili degli abusi - senza attenersi al principio fondamentale del Testo Unico sull'edilizia. Secondo la Corte, infatti, il legislatore statale, "in considerazione della gravità del pregiudizio recato all'interesse pubblico" dagli abusi urbanistico-edilizi, ne ha imposto la rimozione - con il conseguente ripristino dell'ordinato assetto del territorio - "in modo uniforme in tutte le Regioni".  Quanto alla possibilità di locare o alienare gli immobili acquisiti al patrimonio comunale a seguito dell'inottemperanza all'ordine di demolizione - qualunque sia il soggetto destinatario (occupante per necessità oppure no) -, l'articolo 2, comma 2, della legge Campania n. 19/2017 la rendeva un 'esito normale', ma così facendo violava il principio fondamentale della demolizione nonché quello della conservazione, in via eccezionale, soltanto se, tenuto conto di tutte le circostanze del caso, vi sia uno specifico interesse pubblico prevalente rispetto al ripristino della conformità del territorio alla normativa urbanistico-edilizia, e sempre che la conservazione non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell'assetto idrogeologico. Nella sentenza si legge poi che il 'disallineamento' della disciplina regionale rispetto al principio fondamentale della legislazione statale (che individua nella demolizione "l'esito normale" dell'edificazione di immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale) "finisce con intaccare e al tempo stesso sminuire l'efficacia anche deterrente del regime sanzionatorio dettato dallo Stato all'articolo 31 del Dpr n. 380/2001" incentrato sulla demolizione dell'abuso, "la cui funzione essenzialmente ripristinatoria non ne esclude l'incidenza negativa nella sfera del responsabile". L'effettività delle sanzioni, ha osservato la Corte, risulterebbe "ancora più sminuita nel caso di specie, in cui l'interesse pubblico alla conservazione dell'immobile abusivo potrebbe consistere nella locazione o nell'alienazione dello stesso all'occupante per necessità responsabile dell'abuso". In tal caso, l'illecito urbanistico-edilizio si tradurrebbe in un vantaggio per il trasgressore.

LA REGIONE. «La Consulta ha dichiarato la illegittimità della legge regionale della Campania, laddove consente la locazione o alienazione degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio del Comune e non demoliti a favore dell'occupante di necessità, per contrasto con l'articolo 117 terzo comma della Costituzione, ritenendo che la disciplina regionale sia disallineata dal sistema sanzionatorio previsto dalla normativa nazionale. Come precisa la Consulta, la stessa legge nazionale prevede la facoltà dei Comuni di non demolire le opere abusive». È quanto si legge in una nota della Regione Campania, a commento della sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali le disposizioni della legge della Regione Campania n. 19/2017 sulla conservazione degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio dei Comuni. «La Regione Campania, ritenendo necessaria una disciplina che affronti la problematica, sottoporrà all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni, del Governo e dei gruppi parlamentari, l'adozione di ogni misura all'interno del quadro normativo nazionale, visti gli importanti profili di giustizia sostanziale coinvolti», conclude la nota.

Controlli sulla filiera della pesca, sequestrati oltre mille chili di prodotti: multe per 60mila euro

NAPOLI. Si è conclusa oggi un’operazione complessa che ha visto gli uomini della Direzione marittima della Campania, sotto il coordinamento del contrammiraglio Arturo Faraone, impegnati nel contrasto ad ogni tipologia di illecito sull’intera filiera della pesca, dalla pesca in mare all’utilizzo di attrezzi non consentiti, alle frodi alimentari ad agli illeciti di carattere sanitario. Varie le fattispecie penali ed amministrative rilevate al termine dell’operazione, nel corso della quale sono state sottoposte a controllo numerose attività commerciali e mercati ittici su tutto il territorio della regione: elevati 86 verbali amministrativi per un ammontare complessivo di circa 60.000 euro ed effettuati 53 sequestri di cui 13 penali e 40 amministrativi per oltre 1000 kg di prodotti ittici sequestrati, di cui 3 kg datteri di mare e 40 di pesce spada.

I DENUNCIATI. Nel corso dell’attività sono stati inoltre deferite alla competente autorità giudiziaria 17 persone per le seguenti violazioni: cattivo stato di conservazione del prodotto ittico, frode in commercio, ricettazione, detenzione di datteri di mare, detenzione prodotti ittici sotto misura (anche pesce spada), etichettatura del prodotto ittico non conforme alle disposizioni, inosservanza delle norme sulla tracciabilità dei prodotti.

A CASTELLAMMARE. Tra le operazioni di maggior rilievo si segnala il rinvenimento di un deposito di attrezzature per la pesca del dattero di mare in un garage a Castellamare di Stabia, nel corso del quale sono stati sequestrati tre kg di datteri ed il soggetto responsabile è stato deferito all’autorità giudiziaria. A Praiano, invece, durante un controllo ad un gommone sono stati individuati, occultati nel gavone del natante, 3 pezzi di corallo rosa, posti sotto sequestro dai militari operanti che hanno provveduto a denunciare il prorpietario del mezzo. La delicata attività di tutela della filiera della pesca, obiettivo della guardia costiera, proseguirà, alla luce anche degli illeciti accertati, con assoluta fermezza e meticolosa sistematicità durante tutta la stagione estiva.

Immigrato in cura psichiatrica uccide il vicino di letto in ospedale

SESSA AURUNCA. Questa mattina, a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, presso il Servizio di Prevenzione Diagnosi e Cura (Spdc) del locale ospedale, un paziente di origine africana, ricoverato da ieri sera e non ancora identificato, ha ucciso a mani nude un 77enne paziente italiano di Falciano del Massico. Sul posto sono immediatamente intervenute le pattuglie del radiomobile di Sessa Aurunca e delle Stazioni dei carabinieri di Cellole e Baia Domizia che, con non poche difficoltà, hanno bloccato il soggetto che è stato poi sedato a cura del personale medico. 

Carabinieri, il generale Cinque lascia la Campania: «Ho vissuto un'esperienza irripetibile»

NAPOLI. Questa mattina, nella storica caserma “Salvo D’Acquisto”, alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Vittorio Tomasone, Comandante Interregionale “Ogaden”, il Generale di Brigata Mario Cinque, dopo quasi 2 anni a Napoli, ha ceduto al Generale di Brigata Maurizio Stefanizzi il comando della Legione Carabinieri “Campania”.
Alla cerimonia militare hanno partecipato Autorità civili e militari di Napoli e della Regione, i Comandanti delle Legioni Carabinieri Abruzzo e Molise, Puglia e Basilicata, rappresentanze di militari del Comando Legione e dei Comandi Provinciali della Campania, dei Reparti Speciali della Città di Napoli, del Consiglio di Base di Rappresentanza e dell’Associazione Nazionale Carabinieri. 
Nel discorso di commiato il Generale Cinque ha rivolto in primo luogo un indirizzo di saluto al Signor Comandante Interregionale, con sentimenti di autentica riconoscenza e gratitudine per la saggezza e la competenza con le quali ha orientato il suo operato. Ha quindi ringraziato i Carabinieri della Campania per avergli dato, in questi 2 anni, l’opportunità di vivere un’esperienza irripetibile, resa unica dalla motivazione e dall’impegno con i quali si sono confrontati con i problemi della criminalità organizzata e comune, in un territorio afflitto da problemi di ordine e sicurezza pubblica e da un deficit di legalità che rischiano di offuscare i primati che la Campania può vantare in termini di risorse culturali, bellezze paesaggistiche e anche, ma non per ultimo, di umanità della popolazione.
Il Generale Stefanizzi ha assicurato da subito il massimo impegno e la totale disponibilità, nel solco della continuità.
Il Generale Tomasone, nel ringraziare il Generale Cinque per quanto fatto al Comando dei Carabinieri della Campania, ne ha sottolineato le doti umane e professionali: «una figura di uomo di grande comprensione, in grado di poter affrontare qualsiasi evenienza e problema».
Nel ribadire l’importanza del ruolo del Carabiniere, del comportamento che ciascun appartenente all’Arma deve mantenere, sempre in linea con l’onore militare e il giuramento prestato, il Generale Tomasone ha concluso formulando al Generale Stefanizzi gli auguri di buon lavoro.

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