Mercoledì 19 Settembre 2018 - 6:01

Aversa, intimidazioni a politici e commercianti: 19 arresto

CASERTA. Un gruppo criminale legato ai Casalesi che praticava estorsioni ed intimidazioni a commercianti ed a politici locali: è quello sgominato dai carabinieri nel Casertano che hanno eseguito 19 arresti. Numerosi i fatti di sangue contestati al gruppo, guidato dal 45enne Nicola Di Martino, già destinatario una settimana fa di un'ordinanza nell'operazione della Dda di Napoli denominata "Spartacus Reset", e da Carmine Lanzetta. Tra gli arrestati nell' operazione di oggi (17 in carcere, 2 ai domiciliari) c'è anche la convivente di Di Martino, Olimpia Del Core, 40 anni, che prendeva parte a tutti i summit di camorra. Nel provvedimento sono segnalate intimidazioni all'attuale sindaco di Teverola Biagio Lusini, risalenti al 2010. La prima con il lancio di una testa di bufala nel cortile della sua abitazione. Lusini, in quell'occasione, non denunciò l'accaduto. La seconda intimidazione avvenne nella notte tra il 17 e 18 aprile, pochi giorni dopo la rielezione a sindaco dello stesso Lusini, e fu realizzata dai fedelissimi del gruppo, Eduardo Rega e Carmine Lanzetta, che spararono alcuni colpi d'arma da fuoco contro il portone dell' abitazione di Lusini, che denunciò il fatto ai carabinieri, dando così il via all'indagine. Il pentito Giustino Improda ha spiegato il motivo delle intimidazioni.

Quindici, minacce per appalti: cinque arresti

NAPOLI. Turbativa d'asta, minacce e incendi dolosi per ottenere appalti e subappalti nell'Avellinese. Cinque persone sono state arrestate (due sottoposte a custodia in carcere e tre ai domiciliari) da personale della Squadra mobile della Questura di Avellino in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. L'inchiesta è scattata due anni fa dopo la denuncia di un imprenditore edile di Quindici impegnato in un lavoro ottenuto a seguito di una gara d'appalto da parte del comune di Domicella. L'imprenditore ha denunciato di aver subito pressioni al fine di cedere in subappalto i lavori a un'altra impresa edile e titolare di una cava per l'estrazione di materiali inerti, gestita da alcuni degli indagati arrestati. Per ottenere la concessione questi ultimi hanno commesso vari atti intimidatori (l'incendio di un escavatore e di materiale edile della ditta) e hanno avvicinato l'imprenditore per ordinargli la cessione dei lavori, vantando rapporti con esponenti della criminalità organizzata locale.

Caserta, l'ex procuratore Lepore incontra gli studenti del liceo Giannone

CASERTA. Domani, 19 marzo, nella giornata della legalità che ogni anno ricorda le vittime della criminalità organizzata in Italia, ed è per la Campania particolarmente legata al ricordo del sacrificio di Don Peppino Diana, il Liceo Classico “Pietro Giannone” ospiterà Giovandomenico Lepore, già Procuratore della Repubblica di Napoli, e magistrato regista di alcune delle indagini più delicate della storia della seconda Repubblica,  nell’ambito del ciclo dei “Concerti letterari” giunto al suo quinto appuntamento. L’incontro sarà introdotto da un brano eseguito dalla “Piccola Camerata del Giannone”, come di consueto, e – dopo i saluti della dirigente scolastica, professoressa Marina Campanile, e una presentazione a cura della professressa Daniela Borrelli, organizzatrice dei Concerti letterari, gli allievi potranno dialogare con il procuratore Lepore e con il giornalista Nico Pirozzi sul recentissimo volume intitolato Chiamatela pure Giustizia (se vi pare), edito da CentoAutori,  nel 2014.

Nico Pirozzi, giornalista professionista, direttore editoriale della collana “Fatti e Misfatti” per la casa editrice CentoAutori, non è nuovo al giornalismo d’inchiesta e alle ricostruzioni attente e critiche della nostra storia recente, ha infatti intervistato Giovandomenico Lepore proprio su una serie di temi caldi, che sono stati al centro dell’impegno del Procuratore nei suoi cinquant’anni di lavoro al servizio dello Stato. In una lunga e articolata intervista l’uomo che ha assicurato alla giustizia Antonio Iovine e Michele Zagaria affronta le questioni più spinose e controverse della giustizia in Italia, non risparmiando critiche e bordate polemiche a una classe politica inefficiente e autoreferenziale. E ancora il capitolo Napoli, a metà strada tra i ricordi e l’attualità: l’ascesa di Cutolo e i veleni della Terra dei fuochi; la politica che si converte al verbo della camorra e la difficile eredità del dopo Cordova. Un racconto senza omissioni o censure, che illumina di una luce totalmente nuova uno spaccato della storia del nostro Paese. Una possibilità davvero eccezionale di confronto non solo per la nostra istituzione scolastica tutta, ma anche per la città di Caserta, che - nella giornata dedicata alla legalità - vedrà la presenza sul territorio di un personaggio eccezionale in cui il rigore professionale si sposa all’humanitas più schietta, e che intende con la sua esperienza pluriennale incitare i più giovani all’amore verso lo Stato e al rispetto della norma intesa quale nòmos che consente all’uomo contemporaneo di essere pienamente cittadino o, per dirla con Aristotele, zoòn politikòn

Legge Severino, Cantone: «Modifica necessaria»

CASERTA. Rivedere la legge Severino, soprattutto in riferimento all'abuso d'ufficio con sentenza di condanna in primo grado, ma sempre e comunque nell'ambito di una riflessione complessiva della legge. Questo, in sintesi, il pensiero del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, che è intervenuto con una video intervista alla seconda e ultima giornata dell'iniziativa di Sel “Human factor" a Caserta. «Sicuramente c'è spazio per fare un tagliando alla legge Severino, ormai in vigore da quasi 2 anni» ha detto Cantone spiegando che il periodo di applicazione della legge «"ha evidenziato su certi aspetti alcune carenze che devono essere modificate. E forse - ha aggiunto - nell'ambito di questa modifica ci può essere uno spazio per una valutazione che riguardi alcuni reati su cui, forse, con la sentenza di primo grado non è opportuno intervenire con la sospensione». Le parole di Cantone sono esplicite ma pongono, nel contempo, paletti alla modifica dell'aspetto specifico che, allo stato, riguarda l'ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alle regionali in Campania, è il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «Diciamolo con chiarezza, forse sull'abuso di ufficio si può fare una riflessione con una sentenza di condanna di primo grado. Però - è il ragionamento di Cantone - deve essere chiaro che questa va inserita in una modifica complessiva della normativa. Modifica assolutamente necessaria».

Pd, Paolucci rientra: «Gesto di responsabilità»

NAPOLI. Massimo Paolucci rientra nel Pd. L'annuncio in una lettera. «Dal 25 febbraio scorso non c’è stata ora e momento di ogni giornata in cui non abbia ricevuto almeno una telefonata, una email, un messaggio, oppure un luogo in cui non abbia incontrato un vecchio amico, un compagno, un conoscente, o anche un mio familiare, che a più riprese non mi abbia chiesto di riconsiderare la scelta di lasciare il Partito democratico», dice. «Non è cancellata l’amarezza e lo sconcerto per il modo, assolutamente incomprensibile, in cui il gruppo dirigente nazionale del Pd ha gestito la vicenda delle primarie in Campania - scrive l'eurodeputato -. Le primarie del 1° marzo sono andate bene. C’è stata un’ottima partecipazione e un risultato chiaro. Tutto questo grazie, in primo luogo, al serio e puntuale lavoro della Commissione organizzatrice, dei presidenti, degli scrutatori e delle centinaia di volontari impegnati, ma anche “un pochino” grazie all’allarme che per tempo ho lanciato. La vittoria di Vincenzo De Luca è stata netta e senza ombre. De Luca è il mio e il nostro candidato. Lasciare il Pd è stato un atto di amore verso il partito che ho contribuito a fondare. Rientrarci adesso è un gesto di responsabilità».

Battipaglia, si finge prete per raccogliere fondi: denunciato

BATTIPAGLIA. I carabinieri hanno denunciato a Battipaglia, nel salernitano, un 58enne pregiudicato napoletano che raccoglieva fondi per fantomatiche missioni in Africa vestito da prete con tanto di croce e messale. Il sedicente prelato è stato fermato questa mattina sulla strada statale 18 a bordo di un furgone privo di assicurazione guidato da un 27enne incensurato di Napoli. L'uomo, vestito da sacerdote, con precedenti per truffa e reati vari, ha tentato di giustificarsi dicendo che era impegnato con il suo autista in attività di raccolta fondi e generi alimentari. Per il 58enne è scattata una denuncia per sostituzione di persona ed il sequestro del furgone privo di assicurazione.

Sanità, Caldoro: «Sblocco turnover grazie a conti in ordine»

NAPOLI. «Se non avessimo messo a posto i conti non ci sarebbero state le 1118 assunzioni, avremmo dovuto aspettare altri due anni. Abbiamo avuto le risorse per l'Ospedale del Mare, aperto ieri, e se non avessimo messo a posto i conti il cantiere sarebbe rimasto fermo per mancanza di nuove risorse. Quando c'è un duro lavoro, quando c'è tenacia e volontà di raggiungere risultati le cose positive arrivano». A dirlo è il governatore Stefano Caldoro a margine della mostra “Untori, epidemie e vaccini" nell'ospedale Incurabili. «Sia chiaro, siamo solo all'inizio, dobbiamo fare altri investimenti. Abbiamo 230 milioni di avanzo; questo significa poter investire sulle strutture sanitarie per migliorarle. Nuovi macchinari, strutture, reparti; e assunzioni, molte di più delle 1118 che ho appena firmato, che sono comunque un buon avvio». 

Regionali, Vendola: «Sel mai con De Luca»

CASERTA. «Escludo che Sel possa convergere sulla candidatura di Vincenzo De Luca», a dirlo è il leader Nichi Vendola. «Un po' ovunque - dice a margine dell'iniziativa 'Human Factor' - sotto l'usbergo delle liste civiche rischia di catalizzarsi il ceto dei traghettatori, le seconde e terze fila dei vecchi ras della politica, dei cosentiniani. E questo abolisce la speranza concreta del cambiamento e la credibilità di una coalizione che è chiamata non a vincere per vincere ma a vincere per trasformare la regione, per renderla una casa di vetro, ente di programmazione utile alla soluzione dei problemi. Il Pd ha commesso molti e gravi errori sulla candidatura di De Luca. Renzi pensava di poter archiviare la 'pratica De Luca' con le primarie che, invece, hanno avuto un esito che oggi rappresenta un motivo di straordinario imbarazzo per quel partito».

Casalesi, maxisequestro di beni
a Schiavone junior

CASERTA. Maxisequestro di deni per un valore di circa un 1,4 milioni di euro a Paolo Schiavone, 33 anni, figlio di Francesco Schiavone, detto “Cicciariello”, boss e cugino omonimo dell’ex capo dell’omonima fazione del clan dei Casalesi, Francesco Schiavone, soprannominato “Sandokan”. Paolo Schiavone finì in manette nel maggio del 2010, nell’ambito di un blitz, denominato “Sud Pontino”, scaturito da indagini sulle infiltrazioni e sui condizionamenti del clan di Casal di Principe nei mercati ortofrutticoli del Centro e sud Italia. Dalle indagini sul figlio del ras è emersa una notevole sproporzione tra il valore dei beni acquisiti durante gli anni e la sua redditività effettiva. Il decreto di confisca concerne una ditta di allevamento di bovini e bufale per la produzione latte di Casal di Principe; quattro terreni, due a Cancello ed Arnone e altrettanti a Santa Maria La Fossa; il 50 per cento di un fabbricato rurale e un appartamento a Caserta, intestato alla moglie di Paolo, Federica Albero, componente di una nota famiglia di commercianti. Paolo, insieme all’altro figlio di “Cicciariello”, Nicola, gestiva per conto del padre la ditta di trasporti su gomma “La Paganese”, formalmente intestata all’imprenditore Costantino Pagano, uomo riconducibile alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi, in particolare ai gruppi guidati da “Sandokan” e dal cugino omonimo. 

Legge Severino, il Governo gela
De Luca: «Prima la Consulta»

ROMA. «Ogni approfondimento chiarificatore e ogni intervento del governo non potrà prescindere dal riconoscimento della natura giuridica dell'istituto e dalla pronuncia della Corte costituzionale». Lo dice il sottosegretario all'Interno, Domenico Manzione, rispondendo, in aula alla Camera, a una interpellanza urgente del Movimento 5 stelle, a prima della deputata salernitana firma Silvia Giordano, sulle intenzioni del governo sulla Legge Severino e il caso di Enzo De Luca, candidato Pd in Campania nonostante una condanna in primo grado per abuso d'ufficio che ha portato alla sospensione da sindaco di Salerno e potrebbe farlo decadere in caso di elezione a governatore. Il sottosegretario ha infatti spiegato che, prima di ogni intervento, occorre capire, ed è ciò che farà la Consulta con il suo pronunciamento, se le sanzioni della Legge Severino sono di «tipo afflittivo o una mera misura sanzionatoria» per capire se vale la retroattività.

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