Martedì 22 Gennaio 2019 - 10:38

Mercato San Severino, cade da una tettoia: 15enne gravissimo

MERCATO SAN SEVERINO. Un ragazzo di 15 anni è rimasto ferito in maniera grave dopo essere caduto da un'altezza di sette metri la scorsa notte a Mercato San Severino durante una festa con dei coetanei in casa di uno di loro. L'incidente è avvenuto intorno alle 2 e - secondo i primi accertamenti - potrebbe essere stato causato dal cedimento strutturale di una tettoia. Il ragazzo è in prognosi riservata all'ospedale di Salerno. Sull'accaduto indagano i carabinieri.

Strage del bus, udienza rinviata: alta tensione

AVELLINO. Rinviata al 24 settembre prossimo l'udienza preliminare per l'incidente del bus turistico precipitato il 28 luglio 2013 in una scarpata dopo sfondato un guard rail dell'autostrada A16 nei pressi di Avellino che provocò 40 le vittime. Lo ha deciso il gup Gianfranco Forte. La decisione del rinvio per alcuni difetti delle notifiche di atti agli imputati. Alla notizia è esplosa la rabbia dei parenti delle vittime che, prima dell'udienza, avevano piantato delle croci davati all'ex carcere borbonico. «Sei un assassino'» ha urlato uno dei familiari a Gennaro Lametta, proprietario del bus precipitato e fratello dell'autista morto nell'incidente. Il giovane ha tentato di scagliarsi contro Lametta ma è stato bloccato dai poliziotti. «Noi siamo morti dentro e lui deve andare e restare in galera», ha detto Giuseppe Bruno presidente dell'associazione “Vittime della strada A16". 

Appicca il fuoco per far parte della protezione civile

CASERTA. Ha appiccato un incendio, probabilmente con l'intento di farsi arruolare tra i volontari della Protezione civile, ma è stato 'incastrato' dalle telecamere di sorveglianza installate nel bosco. Protagonista un uomo di 36 anni, arrestato questa mattina, in esecuzione di un'ordinanza cautelare ai domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, da personale del Nucleo Investigativo del Corpo forestale dello Stato di Caserta (Nipaf) e del Comando Stazione del Corpo Forestale di Castelvolturno, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

Strage di Trentola Ducenta, l'assassino: «Ero stato minacciato»

TRENTOLA DUCENTA.«Ho ucciso i Verde e Pinestro per difendermi da un'aggressione. Sono stato minacciato e avevo paura che potesse accadermi qualcosa». Così il 50enne agente penitenziario Luciano Pezzella ha spiegato ai carabinieri del reparto territoriale di Aversa i motivi che lo hanno portato a uccidere con la sua pistola d'ordinanza, a Trentola Ducenta (CASERTA), tre componenti della famiglia Verde ed un piccolo imprenditore. «Quel furgone mi dava fastidio, faceva rumore». Le vittime sono state il 37enne piccolo imprenditore ortofrutticolo di San Marcellino Franco Pinestro, e i suoi vicini Michele, Enza e Pietro Verde, rispettivamente padre, madre e figlio. Dalla strage si sono salvati miracolosamente il secondo figlio dei Verde, che era al bar a fare colazione, e la convivente di Pietro Verde, Antonella di 23 anni, che dormiva mentre Pezzella sparava.

Caserta: si ribalta un mezzo, operaio gravissimo

CASERTA. È in prognosi riservata all'ospedale di Caserta un operaio di 39 anni rimasto vittima di un infortunio sul lavoro a Teano. L'uomo, residente nel comune casertano di Marzano Appio e dipendente di una ditta edile casertana, era alla guida di un mezzo utilizzato per il trasporto del calcestruzzo, all'interno di un cantiere a ridosso della linea ferroviaria Cassino-Caserta, quando per cause in corso di accertamento, il mezzo si è ribaltato. Il lavoratore ha riportato un grave trauma toracico-addominale. Il cantiere è stato posto sotto sequestro.

Scafati, ferita sorella di affiliato al clan Matrone

SCAFATI. Filomena Desiderio, 58enne sorella di Salvatore Desiderio, detenuto ritenuto vicino locale clan Matrone, è stata ferita a colpi di arma da fuoco a Scafati. Erano le 23.30 quando due persone hanno citofonato all'abitazione della donna convincendola a scendere di casa. Una volta aperto il portone, la donna si è trovata di fronte due persone che hanno sparato alcuni colpi, uno dei quali ha raggiunto il piede destro. Per lei ferite guaribili in 10 giorni. Sulla dinamica indagano i carabinieri del reparto territoriale di Nocera che non escludono alcuna pista. La donna, incensurata, ha dichiarato di non essere riuscita a riconoscere i due uomini dal momento che erano ben camuffati da berretti e tute. I due sono scappati, poi, a bordo di un'auto. Gli inquirenti ritengono che l'episodio abbia i caratteri di un'intimidazione. 

Cancro da fumo passivo, la proposta da Napoli: divieti anche su spiagge, stadi e parchi

NAPOLI. In Campania il tumore del polmone colpisce ogni anno circa 3.820 persone (40.000 in tutta Italia). È la terza neoplasia più frequente ma gli italiani non sembrano essere ben informati sulle cause: 8 cittadini su 10 non sanno che il fumo passivo può provocare la malattia. Una diffusa ignoranza che preoccupa, visto che la metà (il 49%) ammette di accendersi spesso una “bionda” in presenza di bambini. E per il 43% smettere con le sigarette non riduce il rischio di sviluppare questa patologia. Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) su oltre 3.000 cittadini. L’indagine è presentata oggi all’Istituto Nazionale Tumori Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli e fa parte della campagna nazionale di sensibilizzazione sul tumore del polmone. L’iniziativa, promossa dall’AIOM con il patrocinio della Fondazione “Insieme contro il Cancro” e dell’associazione di pazienti “WALCE” (Women Against Lung Cancer in Europe), prevede un tour in otto regioni ed è realizzata con il supporto di Boehringer Ingelheim. «Il cancro del polmone si caratterizza di un forte stigma sociale - afferma il dott. Nicola Normanno, Direttore del Dipartimento di Ricerca dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli -. Il 59% degli intervistati ritiene che chi è colpito dalla malattia, soprattutto se si tratta di un tabagista, sia ‘colpevole’ della sua condizione. In Campania il 22,9% della popolazione fuma regolarmente. Si tratta di un dato superiore alla media nazionale (20,9%). Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei tumori del polmone. E il fumo passivo è un importante fattore di rischio, che aumenta fino al 30% le probabilità di sviluppare la malattia. Ma, come risulta dal sondaggio, troppi ignorano le regole fondamentali della prevenzione. Per questo abbiamo deciso di promuovere un progetto nazionale rivolto a cittadini, oncologi e Istituzioni». L’AIOM ha realizzato anche un’indagine fra i propri soci e in tutti i centri di oncologia della penisola sono stati diffusi due opuscoli informativi: uno sui danni del fumo passivo (e attivo), da distribuire anche negli ambulatori dei medici di medicina generale, l’altro su come affrontare al meglio questa neoplasia, destinato ai pazienti e ai familiari. Il bisogno di informazione è molto alto: l’89% degli intervistati vorrebbe, infatti, ricevere maggiori notizie sulla malattia e per il 72% servono più campagne di prevenzione. Il fumo passivo rappresenta il principale fattore inquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600.000 morti l’anno. «Il 25% della popolazione italiana è esposto ai suoi rischi - afferma il dott. Alessandro Morabito Direttore dell’Oncologia Medica Toraco-Polmonare del Pascale -. Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come le donne in gravidanza e i bambini”». 
 

Tour promozionale Esercito, domani tappa al Magic World di Licola

GIUGLIANO. Prosegue il Tour Promozionale Estivo dell’Esercito Italiano che domani, 10 luglio, farà tappa al Magic World di Licola, il più grande parco acquatico e dei divertimenti del Sud Italia. Giovani militari, di ambo i sessi, in pantaloncini, maglietta e cappellino, affolleranno le piscine del parco per avvicinare direttamente i giovani e prospettare loro le diverse possibilità professionali all’interno della Forza Armata. Il Tour promozionale dell’Esercito è ormai diventato da alcuni anni una costante del periodo estivo e si unisce a numerose altre iniziative che la Forza Armata mette in atto su tutto il territorio nazionale allo scopo di fornire ai giovani approfondimenti sui bandi di Concorso per: l’Accademia Militare di Modena, la Scuola Allievi Marescialli di Viterbo e le Scuole Militari. Analoghe informazioni potranno essere assunte per le nuove figure dei Volontari in Ferma Prefissata ad un anno (VFP1), pedine fondamentali del “Nuovo Esercito”. 

Confindustria Campania, Jannotti Pecci presidente

NAPOLI. Costanzo Jannotti Pecci è stato eletto oggi presidente di Confindustria Campania. Nato a Bacoli il 1° settembre 1952, è stato nominato Cavaliere del Lavoro, il 30 maggio 2008, per l’industria turistico-termale. Laureato in scienze geologiche, dal 1986 è amministratore delegato del Gruppo Minieri Spa (Terme di Telese, Grand Hotel Telese e imbottigliamento dell’acqua minerale “Telese”, produzione di parafarmaci e dermocosmetici), tra i più antichi gruppi del settore e tra i primi cinque in Italia. Nell’ambito della collaborazione a Napoli con Accor è al vertice di alcune società di hotellerie. Opera anche in Basilicata, a Latronico, con Terme Lucane, di cui è presidente. È presidente del Comitato territoriale Campania/Puglia della Bper-Banca Popolare dell'Emilia Romagna; amministratore unico della Palazzo Caracciolo Spa - Napoli, della Gestur Spa - Napoli e della Immobiliare Ponticelli Srl - Napoli. Nell’ambito del Sistema confindustriale è presidente della Federazione italiana delle industrie termali e delle acque minerali curative - Federterme Confindustria - ed è stato componente della giunta e del Consiglio direttivo di Confindustria; presidente di Federturismo Confindustria, dal 2003 al 2007, presidente di Confindustria Benevento dal 2002 al 2006. «Questi nomina - ha dichiarato il neo presidente- si colloca in continuità e in completamento del processo di autoriforma avviato per gli strumenti della rappresentanza del sistema Confindustria e garantirà la partecipazione e gli apporti di tutte le componenti del sistema». E ancora: «Sono consapevole delle aspettative delle imprese per concrete iniziative di consolidamento dei segnali di ripresa economica, che si sono manifestati all’interno del tessuto imprenditoriale della Campania, fatto di poche grandi e medie imprese di reputazione internazionale e di moltissime piccole imprese specializzate ed integrate. C’è anche una forte aspettativa di rilancio che consolidi competitività, esportazioni, creatività, qualità dei prodotti, dei processi e dei servizi e occupazione», ha detto. «Lavorerò con tutti gli stakeholders del tessuto produttivo - ha assicurato Jannotti Pecci - e con le istituzioni per concorrere a rimuovere gli ostacoli alla crescita e alla nascita di condizioni positive di contesto (regole, trasporti e infrastrutture, credito, sostenibilità) indispensabili per favorire la ripresa. E' necessario anche un forte impegno per la cultura d'impresa con le famiglie e con la scuola e in tale quadro vanno motivate e valorizzate le risorse umane da impegnare nei processi produttivi, nella ricerca e nell’alternanza scuola-lavoro».

Sequestro di beni a imprenditori
ritenuti vicini ai Casalesi

NAPOLI. Sequestro preventivo beni eseguito dal Ros dei carabinieri nei confronti di due degli indagati nell’inchiesta che riguarda la metanizzazione dei comuni del Casertano del bacino 30 assegnata a Cpl Conordia. Ad Antonio Piccolo, imprenditore considerato di riferimento di Michele Zagaria, sigilli a beni per 8 milioni di euro, mentre per Claudio Schiavone, affiliato ai Casalesi ma non imparentato con il boss Francesco, i beni sottratti valgono complessivamente 45 milioni di euro circa. Entrambi sono destinatari di una misura cautelare in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso. 

Antonio Piccolo e Claudio Schiavone sono considerati i due imprenditori del clan dei Casalesi ai quali «la cosca si rivolgeva quali referenti per la conduzione dell’attività imprenditoriale nell’interesse della cosca e dei capiclan Schiavone e Zagaria». Questo e' la motivazione per la quale la Dda ha chiesto ed ottenuto dal gip il maxi-sequestro di beni per oltre 45 milioni di euro nell'ambito dell'inchiesta su appalti truccati per la metanizzazione della coop modenese Cpl. «Avevano entrambi il ruolo di curatore degli interessi economici ed imprenditoriali dei capiclan per favorire l'insinuazione nel tessuto economico-imprenditoriale e di interferire nelle scelte politiche-amministrative, nella fattispecie rappresentate dalle operazioni per la gestione dei lavori di metanizzazione nel cosiddettoBacino Campania 30 e dalle successive attività di distribuzione del gas metano», scrive il gip. 

Uno dei pentiti della cosca, Nicola Panaro, parla di Claudio Schiavone come «un imprenditore amico del clan. Lui versava direttamente i soldi a Nicola Schiavone. Che io sappia Claudio prendeva appalti anche nell’Alto casertano e contale espressione intendo riferirmi ai Comuni Dragoni, Alvignano, Caiazzo, Giano Vetusto, Piana di Caiazzo». Antonio Iovine invece parla di Antonio Piccolo e lo indica come «imprenditore di Casapesenna legato a Michele Zagaria il quale ha gestito i subappalti per il clan nei comuni di Villa Briano e Casapesenna». A Piccolo sono stati sequestrate due ville, 14 appartamenti, quattro appezzamenti, un locale adibito ad ufficio, due box, tre società nel settore edilizio. A Schiavone, 88 immobili, due società di capitali, una impresa individuale, tre quote societarie, due automobili, una moto. 

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