Lunedì 18 Febbraio 2019 - 10:37

Caserta ostaggio del tunnel della Variante Anas

Caserta (Teresa Gentile). Tunnel della variante chiuso. Ciontoli sbotta e chiama la prefettura: “Anas ‘latitante’. Subito un comitato allargato per l’ordine e la sicurezza allargato alla società delle strade”. E sul caso, scatta l’interrogazione parlamentare della deputata del Pd, Camilla Sgambato. Insomma, la chiusura improvvisa, per evidenti problemi agli aereatori della galleria che collega la città capoluogo con Santa Maria Capua Vetere, ma che serve tutti i comuni viciniori, sta creando caos ed immagini disagi in particolare ai lavoratori che tutti i giorni si servono di questa indispensabile bretella per raggiungere la città di Caserta. Ma anche difficoltà per la viabilità stessa del capoluogo, ormai ingolfata dal traffico veicolare nelle ore di punta. In pratica, accedere in città è divenuta una vera e propria impresa. A tal proposito, si registra una interrogazione parlamentare che la deputata Sgambato presenterà in queste ore alla Camera al fine di denunciare lo stato di cose e di avere chiarimenti sul caso. Bretella, ricordiamo, chiusa improvvisamente senza uno straccio di comunicazione ufficiale da parte dell’Anas e soprattutto senza aggiornamenti costanti circa lo stato dell’arte sugli interventi di verifica e sistemazione degli areatori.Sulla vicenda interviene ancora l’ex consigliere comunale del capoluogo, Antonio Ciontoli, il quale sta seguendo già da tempo la vicenda ‘variante’ in tutte le manifestazioni di difficoltà relative ad una sicura viabilità. Oggi, Ciontoli torna ad alzare il tiro.  “Stamattina ho ‪‎personalmente fatto tutte le verifiche del caso senza purtroppo venire a capo di una questione che rischia di andare ancora per le lunghe – commenta l’ex consigliere Antonio Ciontoli -  

Nella incertezza complessiva sui tempi e sulle caratteristiche degli interventi necessari per dare garanzie sulla riapertura, spero che sia la ‪‎Prefettura, vista la inefficacia della azione amministrativa, nel tentativo di garantire il mantenimento della ‪‎sicurezza complessiva della città, a surrogarsi nelle attività di coordinamento di quella che è divenuta una improcrastinabile emergenza cittadina, convocando un allargato comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica in cui far sedere l'ANAS, che non può continuare ad agire irresponsabilmente, con provvedimenti ad horas e slegati da ogni concertazione con la direzione strategica della città ed i dirigenti del comune chiamati a dare immediato riscontro sulla riapertura della uscita Tredici/SanClemente, il completamento della rotonda di via Marchesiello e la diffusione di informazioni e segnaletica utile a direzionare con maggiore disciplina la pazienza di una cittadinanza già provata dalla chiusura di Via Verdi, dai rallentamenti del muraglione di Largo Amico, dagli informi blocchi posti a copertura degli sprofondamenti di Via Roma.  Insomma coordinare l'incontro e la discesa di un pizzico di raziocinio tra chi preposto alle funzioni vitali (ancora oggi i mezzi di soccorso hanno avuto grosse difficoltà al movimento) e strategiche per la vivibilità cittadina”. 

Clan Belforte, il Riesame annulla
sette ordinanze di custodia

CASERTA. Sono state annullate dal Tribunale del Riesame di Napoli le misure cautelari emesse nei confronti di 7 delle 16 persone considerate vicine al clan camorristico Belforte e arrestate lo scorso 8 ottobre dalla Polizia di Stato di Caserta. Tra i destinatari dell'ordinanza anche 3 poliziotti ai quali, tra gli altri reati, veniva contestato di aver utilizzato l'auto di servizio per "scortare" la vettura del cantante Gigi D'Alessio per consentirgli di giungere in tempo a un concerto. La posizione dei poliziotti è ancora al vaglio del Tribunale del Riesame, che tra oggi e domani dovrebbe pronunciarsi in merito alla posizione degli altri 9 destinatari delle misure cautelari. Secondo i giudici del Riesame, il gip avrebbe "ricopiato" la richiesta del pm "pedissequamente", addirittura "riproducendo la medesima suddivisione in paragrafi".

Gli addetti alle pulizie diffidano l'Asl Caserta

Caserta (Teresa Gentile). “Violazioni delle norme di legge, di contratto e di gara. L’Asl di Caserta annulli l’aggiudicazione del servizio di pulizie e non sottoscriva il contratto”: comincia con questo “atto di invito e diffida” che l’avvocato Orazio Abbamonte ha inviato al commissario dell’Asl casertana, Gaetano Danzi, e per conoscenza al prefetto Arturo De Felice e al presidente dell’Autorità Nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, su mandato dei 400 lavoratori addetti alle pulizie di ospedali e distretti sanitari, la guerra a colpi di carta bollata (che potrebbe trasferirsi in sede giudiziaria) ingaggiata dagli stessi lavoratori con lo scopo di fare desistere Danzi dal fare subentrare l’aggiudicataria Rti (CM Service srl e Gestione servizi integrati srl) nel servizio. Guerra che nasce dalla palese volontà manifestata dal nuovo raggruppamento di imprese di voler dare una consistente sforciata al numero del personale, riducendolo addirittura del 50%. Di qui, una serie di proteste che hanno interessato anche la prefettura di Caserta dove si incontreranno le parti, per un tavolo urgente ed interlocutorio, nella giornata di martedì 27 ottobre, giorno in cui è anche fissata una riunione in Provincia per il passaggio di cantiere e che, come annunciato dalle segreterie sindacali, non vedrà la presenza di questi ultimi. Si prevede un’altra giornata di alta tensione, dunque, dove i lavoratori si sono organizzati in sit in dimostrativi davanti la sede dell’Asl di via Unità Italiana per poi spostarsi davanti il Palazzo di Governo. Nell’atto di diffida, l’avvocato Abbamonte sviscera la questione nelle 5 pagine dove si denunciano diverse irregoralità.  Rti che si è aggiudicata i lavori triennali il complessivo importo triennale di € 12.225.660,01 oltre iva, corrispondenti ad annui 4.075.220,00, pari al 40% di ribasso dell’importo a base d’asta. “-l'importo di aggiudicazione è platealmente anomalo – si legge nell’atto del legale .  è sufficiente anzitutto considerare che la gestione del servizio sino ad oggi appaltato costava, al netto dell'iva, circa € 9.000.000,00, vale a dire più del doppio di quanto è stato offerto dall'aggiudicatario in sede di gara; tale riduzione abnorme del costo non può ritenersi giustificata da una modifica dell'oggetto contrattuale, perché non solo non v'è stata alcuna riduzione delle prestazioni dovute, bensì anche è intervenuto un sensibile aumento delle superfici e delle attività dedotte in obbligazione; la lettera di invito, all’art. 1 pag. 8, prevedeva che “saranno escluse dalla gara tutte quelle offerte nelle quali il costo del lavoro previsto sia inferiore al costo stabilito dal C.C.N.L. di categoria… così come riconosciuta dal ministero del Lavoro e della previdenza sociale”. Peraltro, si scopre che con nota prot. 4488 del 21/10/2014   la ASL chiariva che l’aggiudicatario avrebbe dovuto procedere alla riassunzione del personale attualmente impiegato, stante alle disposizioni del CCNL multiservizi, espresse nell’art.4. Ed ancora, nella diffida, si legge che “il solo costo del personale, agli attuali, doverosi livelli occupazionali, ammonterebbe per il triennio di riferimento, e a stipendi tabellari minimi, a non meno di 20.000.000,00 €, vale a dire poco meno del doppio dell'intero corrispettivo d'appalto, per come aggiudicato; ai sensi degli artt. 82, co. 3 bis e 85, co. 3 bis Dlgs 12 aprile 2006 n° 163 (codice degli appalti), il costo del personale non è ribassabile e le commissioni giudicatrici devono prioritariamente verificarne la congruità, tenuto conto di tabelle periodicamente fissate dal Ministero del lavoro; l'abnormità del divario esistente tra il solo costo del lavoro agli attuali livelli occupazionali – e tenuto conto dell'oggettiva entità del servizio da eseguire – ed il prezzo offerto dal concorrente esclude oggettivamente e platealmente che l'offerta presentata dall'RTI aggiudicatario possa considerarsi congrua; del resto, le giustificazioni addotte dall'aggiudicatario in sede di valutazione dell'anomalia dell'offerta sono visibilmente inconsistenti, avendo questo assunto che «l'RTI potrà godere sia del mantenimento dei livelli occupazionali esistenti, sia dell'incremento del fatturato delle due aziende partecipanti all'RTI, condizione estremamente favorevole per la partecipazione a nuove procedure di gara sotto il punto di vista della soddisfazione dei requisiti economici e tecnici richiesti»; si tratta di motivazione palesemente incongrua ed impotente nel giustificare l'abnorme perdita economica che la gestione dell'appalto agli attuali livelli occupazionali determinerebbe per l'appaltatore, ove questi tenesse fede all'impegno di mantenere i livelli occupazionali esistenti;

- infatti sostenere che l'aumento di fatturato consentirebbe di rendere economicamente vantaggioso l'appalto è un paralogismo, dato che il fatturato aumenterebbe sì per effetto dell'appalto, ma con ciò procurerebbe un'enorme perdita economica, pari a circa il doppio del suo aumento, per le ragioni che si sono dette;

- nemmeno ha fondamento giuridico assumere che il vantaggio che procurerebbe alle aziende l'incremento di fatturato in termini di (incremento dei) requisiti per la partecipazione ad altre gare, compenserebbe la (quindi implicitamente ammessa) perdita derivante dall'appalto in questione, giacché si tratta di mera e generica previsione ed in ogni caso la dimensione economica della perdita non potrebbe essere compensata, secondo ogni ragionevole previsione attraverso l'acquisizione di qualche ulteriore commessa grazie al preteso incremento di fatturato;

- del resto, la giurisprudenza amministrativa – contraddittoriamente citata anche dal seggio di gara – ha sempre affermato che seppure non è possibile determinare rigidamente la soglia minima di utile al di sotto della quale non v'è più congruità dell'offerta, un utile, sia pure modesto deve pur sempre aversi, altrimenti l'appalto non sarebbe più ascrivibile ad attività imprenditoriale e l'offerta risulterebbe anomala (cfr. CdS 963/2015; 4206/2012; 215/2009); nella specie, non è questione di utile a farsi, grande o modesto che sia, perché si tratta piuttosto di calcolare l'entità delle perdite, comunque d'imponente dimensione; Considerato che quanto sopra dedotto rende l'offerta priva di minimale serietà, in termini di possibilità di eseguire gli obblighi assunti; evidentemente, l'unica possibilità che l'esecutore avrà di condurre l'appalto – senza però dire della qualità delle prestazioni che ne deriverebbe – sta nel ridurre drasticamente i livelli occupazionali, in termini di numero di addetti e di ore lavorate; quanto sopra è nella più plateale violazione delle norme di legge, di contratto e di gara che governano il rapporto d'appalto che si è improvvidamente deciso di stabilire; le conseguenze per le maestranze sarebbero d'estrema gravità, perché comporterebbero una riduzione importante dei posti di lavoro e delle retribuzioni in godimento; tutto ciò, come detto, non è giustificato dal mutamento dell'oggetto dell'appalto, che è anzi quantitativamente e qualitativamente incrementato; pertanto l'indicata situazione si riverbererebbe sulla stessa qualità delle prestazioni, smentendo l'incredibile affermazione del seggio di gara, secondo la quale a favore dell'azienda sanitaria si determinerebbe un vantaggio importante, là dove, al contrario, si produrrebbero sicure conseguenze pregiudizievoli sulla qualità delle prestazioni; Invita e diffida l'Asl di Caserta ad annullare d'ufficio l'aggiudicazione disposta e a non procedere alla stipula del contratto che, se già stipulato andrà dichiarato risolto per illiceità del suo oggetto. Invita le Autorità destinataria per conoscenza della presente ad adottare ogni utile iniziativa, finalizzata ad impedire il protrarsi delle illegittimità sopra evidenziate”. 

 

 

 

 

 

 

Traffico impazzito in via Chiatamone: si respira solo smog

NAPOLI. Ancora una volta viene chiuso il tunnel Vittoria per lavori all'interno della galleria senza preavviso agli automobilisti. E il sabato mattina diventa una bolgia sul lungomare: si respirano solo i gas di scarico, proprio quando in via Partenope e via Caracciolo i genitori decidono di portare i propri bambini a respirare aria di mare in una splendida giornata di sole. Incredibile! Via Chiatamone da stamattina è intasata di auto e la strada è coperta da una cappa di smog. I napoletani hanno tentato una timida protesta nei confronti dei pochi vigili urbani che presiedono la zona, ma la risposta è stata  netta: «Non possiamo fare nulla noi. Chiedetelo ai responsabili di Palazzo San Giacomo!». Intanto alle 17 dovrebbe essere riaperto il tunnel, nella speranza che i lavori vengano fatti soltanto nelle ore notturne. Ma è solo una speranza...

Traffico impazzito in via Chiatamone: si respira solo smog

NAPOLI. Ancora una volta viene chiuso il tunnel Vittoria per lavori all'interno della galleria senza preavviso agli automobilisti. E il sabato mattina diventa una bolgia sul lungomare: si respirano solo i gas di scarico, proprio quando in via Partenope e via Caracciolo i genitori decidono di portare i propri bambini a respirare aria di mare in una splendida giornata di sole. Incredibile! Via Chiatamone da stamattina è intasata di auto e la strada è coperta da una cappa di smog. I napoletani hanno tentato una timida protesta nei confronti dei pochi vigili urbani che presiedono la zona, ma la risposta è stata  netta: «Non possiamo fare nulla noi. Chiedetelo ai responsabili di Palazzo San Giacomo!». Intanto alle 17 dovrebbe essere riaperto il tunnel, nella speranza che i lavori vengano fatti soltanto nelle ore notturne. Ma è solo una speranza...

Maltempo, la procura di Benevento indaga per inondazione colposa

BENEVENTO. Non recarsi nell'area bassa della città e mettersi in sicurezza "utilizzando tutte le misure precauzionali a loro disposizione, allontanandosi dall'abitazione o salendo ai piani alti quando possibile" per i residenti di Ponte Valentino, Pantano, Ponticelli, Santa Clementina e via Cosimo Nuzzolo. E' quanto consiglia il Comune di Benevento ai cittadini alla luce della comunicazione, da parte della Protezione civile, della permanenza della "massima allerta meteo" fino alle ore 22 di domani. Personale del Comune, dei Vigili del fuoco e della Protezione civile sta provvedendo ad avvisare i cittadini interessati. Coloro che si sono allontanati dalle proprie case, fa sapere il Comune, possono recarsi presso la Cittadella della carità in via San Pasquale o al Tennis Club "Tc Sannio" in via Pascoli. È ancora "massima allerta meteo" a Benevento, già devastata dall'alluvione dei giorni scorsi. Visto l'annuncio della protezione civile, il Comune, tra l'altro, ha invitato i residenti delle zone già colpite a utilizzare tutte le misure precauzionali a loro disposizione, "allontanandosi dall'abitazione o salendo ai piani alti quando possibile".

INDAGA LA PROCURA. La Procura di Benevento, secondo quanto si apprende, ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di inondazione colposa. Oggi ci sarebbe stato anche un sopralluogo di un consulente della Procura nella zona della diga di Capolattaro. 

Cade da traliccio mentre tenta di ripristinare le linee elettriche, morto operaio dell'Enel

BENEVENTO. Un operaio dell'Enel di 38 anni è morto mentre tentava di ripristinare le linee elettriche danneggiate dal maltempo in zona Ponte Valentino a Benevento. L'operaio è caduto da un traliccio precipitando per circa 6 metri. Inutile il tentativo di rianimarlo da parte del personale del 118 accorso sul posto. 

Maltempo, l'ira del sindaco di Benevento: «Mai avvisati dell'alluvione»

BENEVENTO.  «Bollino arancione? Si, abbiamo ricevuto tutti la comunicazione della Protezione Civile. Ma il colore arancione, tradotto, significa piogge moderate e non certo alluvione, quella che invece ha colpito e distrutto la città di Benevento e la metà dei comuni della provincia». Così il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, sulle indicazioni del bollettino della Protezione Civile pervenuto in comune la sera precedente l'alluvione. «Non credo - aggiunge il sindaco di Benevento - che io e tanti altri sindaci del Sannio non sappiamo leggere i bollettini. Tanto vale allora chiamare gli eventi col loro nome e non a 'colori': nel nostro caso avrebbero dovuto parlare di alluvione», conclude il sindaco.

 

Adescava bambini sul web, arrestato baby-sitter a Positano

POSITANO. Guadagnava la fiducia di genitori e bambini facendo il baby sitter e adescava i bimbi parlando con loro sui social network. Agenti della Polizia di Stato di Salerno e della Guardia di Finanza di Positano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare domiciliare, disposta dal gip del Tribunale di Salerno, nei confronti di un giovane di circa 20 anni residente a Positano, indagato per il reato di atti sessuali consumati in danno di un bambino minore di 8 anni. Le indagini, avviate a seguito della denuncia sporta dalla madre del bambino presso la Brigata di Positano della Guardia di Finanza, sono state svolte con l'intervento decisivo degli specialisti della Sezione di Salerno della Polizia Postale che, mediante l'installazione di telecamere, il monitoraggio di social network e l'analisi del traffico telefonico, hanno consentito di ricostruire il modus operandi del giovane pedofilo. Quest'ultimo adescava i bambini intrattenendosi con loro in lunghe conversazioni sui social network e poi li invitava in un locale preso in fitto con il pretesto di far utilizzare loro videogame, di aiutarli ad aggiustare biciclette o di gonfiare il loro pallone. Gli appostamenti e i riscontri effettuati dal personale della Guardia di Finanza hanno confermato quanto ipotizzato dalla Polizia postale, facendo emergere che il giovane svolgeva attività di baby sitter e godeva della piena fiducia sia dei bambini, sia dei loro genitori. Numerose dichiarazioni sono state rese in tal senso dalle persone ascoltate anche dal pm titolare delle indagini. Ulteriore conferma è arrivata dalla consulenza psichiatrica effettuata sull'indagato e dalla consulenza psicologica sul minore, vittima degli atti sessuali, che ha reso dichiarazioni al pm e al giudice in sede di incidente probatorio, riferendo di essere stato in più occasioni oggetto di attenzioni sessuali.

Maxi-sequestro di olio lubrificante,
denunciato 60enne di Pompei

SALERNO. Le Fiamme Gialle del comando provinciale di Salerno hanno sottoposto a sequestro 7.642 litri di olio lubrificante e denunciato un sessantenne di Pompei. I militari della compagnia di Scafati, nel corso delle quotidiane attività finalizzate al controllo economico del territorio, hanno sottoposto a controllo su strada - nel Comune di Scafati - un’autovettura la quale trasportava talune confezioni di olio lubrificante per motori, opportunamente occultate nel bagagliaio. Il conducente del veicolo non è stato in grado di riferire alcuna notizia circa la provenienza del prodotto, né tantomeno ha esibito la prevista documentazione di trasporto. Attese le circostanze, i finanzieri hanno provveduto a sottoporre a fermo il carico per espletare ulteriori accertamenti presso gli uffici del Reparto. Nella circostanza, avendo sentore che il prodotto trasportato potesse avere una verosimile provenienza illecita, atteso che la quantità dello stesso superava i 350 litri e il soggetto non esercitava alcuna attività imprenditoriale nel settore specifico, i militari hanno eseguito una perquisizione nel domicilio di quest’ultimo a Pompei. All’esito delle attività di polizia giudiziaria, in una struttura in lamiera ubicata nel giardino di casa e utilizzata dal proprietario come deposito, sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di prodotto, peraltro altamente infiammabile e, quindi, pericoloso per l’incolumità pubblica, già confezionato in bottiglie da un litro, due litri, 5 litri e fusti da 20 litri e 208 litri, recanti i marchi di note compagnie produttrici come “Q8”, “Repsol”, “Mannol” e “Chempioil”, per un totale di oltre 7.600 litri di olio di provenienza illecita. Il responsabile è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore per contrabbando e ricettazione. L’attività di servizio è il frutto della quotidiana azione di controllo economico del territorio disposta dal Comando Provinciale di Salerno e finalizzata anche alla prevenzione e repressione di illeciti in materia di prodotti sottoposti ad accisa e imposta di consumo, e conferma l’efficienza del presidio economico/finanziario esercitato dal Corpo finalizzato a tutelare il consumatore finale ed il regolare andamento del mercato.

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