Sabato 21 Gennaio 2017 - 14:22

L'ultima figuraccia di Renzi e Padoan: Dbrs taglia il rating del'Italia a BBB

ROMA. Dbrs ha tagliato il rating sull'Italia a BBB. L'Italia ha perso così l’ultimo giudizio a livello A rimasto finora. L’agenzia di rating ha tagliato il rating a BBB (high, alto) con trend "stabile". Sulla decisione pesa "la bocciatura del referendum sulle riforme costituzionali".

In particolare il taglio del rating per l'Italia, secondo l'agenzia canadese Dbrs, riflette una combinazione di fattori "tra cui l'incertezza sulla capacità politica di proseguire il suo sforzo di riforma e la persistente debolezza del sistema bancario, con l'alto livello di crediti non performing che pesano sugli istituti di credito", si sottolinea.

"Abbiamo visto un ritardo persistente nel ridurre il rapporto debito-Pil" spiega il co-responsabile Dbrs dei rating sovrani Nichola James interpellato dalla Dpa. "Vorremmo vedere - aggiunge - alcuni progressi nel ridurre tale rapporto e il governo impegnato in riforme strutturali per garantire la crescita a lungo termine".

Il debito pubblico italiano è cresciuto a novembre, raggiungendo quota 2.229.412 milioni di euro. Proprio l'alto debito potrebbe voler dire per l'Italia che "dovrà spendere di più per emettere obbligazioni, mentre le sue banche dovranno fornire più garanzie per ottenere rifinanziamenti della Banca centrale europea (Bce)".

Il taglio del rating per l'Italia da parte dell'agenzia Dbrs "non avrà impatti rilevanti sulla spesa per interessi sul debito pubblico. Potrebbero esserci degli effetti sui titoli più a breve ma si potrà dire soltanto nei prossimi mesi". E' quanto si apprende da fonti Mef.

Dieselgate, Marchionne nei guai: accuse dagli Usa

WASHINGTON. L'Epa, l'agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente, accusa Fca di aver violato le norme sulle emissioni. Su 104mila veicoli diesel venduti negli Stati Uniti sarebbe stato inserito un software che permetteva di modificare i livelli di emissioni. È quanto si legge in una nota dell'Epa che oggi ha emesso un avviso di violazione al gruppo Fca per "presunte violazioni del Clean Air Act".

 
I modelli dei veicoli coinvolti, sottolinea Epa, sono quelli del 2014, 2015 e 2016 Jeep Grand Cherokee e i camion Dodge Ram 1500 con motori diesel 3.0 litri venduti negli Stati Uniti in cui "il software non dichiarato evidenziava livelli di emissioni di ossidi di azoto (Nox) inferiori a quelli reali".

Banche, Padoan: «Ai risparmiatori 190 milioni di rimborsi»

ROMA. I risparmiatori dei 4 istituti di credito sottoposti alla procedura di risoluzione riceveranno rimborsi per un totale di 190 milioni di euro. Lo afferma il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione nelle commissioni Finanze di Camera e Senato. Fino al 3 gennaio sono stati rimborsati 37,5 milioni di euro a fronte della liquidazione di 2.854 pratiche, spiega il ministro. Le pratiche pervenute sono poco più di 14.000 e ''il fondo interbancario di tutela dei depositi stima che, quando saranno state tutte esaminate, verranno rimborsati agli obbligazionisti circa 190 mln euro''. Considerando che le obbligazioni emesse dalle 4 banche e distribuite a risparmiatori ammontano 340 mln, secondo Padoan ''le obbligazioni oggetto della procedura forfettaria ammontano a più della metà del totale''.

Raffaele Marcello confermato al consiglio nazionale dei commercialisti

Raffaele Marcello è stato confermato al Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che ha registrato il voto dei 2/3 degli ordini provinciali italiani a favore della lista “La professione verso il futuro – Qualità e partecipazione” del candidato presidente Massimo Miani, che conta tra i suoi candidati appunto il consigliere nazionale uscente  Marcello (con delega alla revisione e alle valutazioni di bilancio e d'azienda) il quale è stato supportato dall'Ordine di Caserta e dalla maggioranza degli Odcec campani.

 

Lavoratore diabetico? Si può chiedere la pensione anticipata

Hai il diabete? C'è la possibilità che tu possa andare prima in pensione. Ebbene sì, anche se i lavoratori affetti da diabete non possono avvalersi della pensione anticipata, esiste la possibilità di lasciare prima il lavoro nel caso in cui la patologia porti all'insorgenza di problemi fisici che compromettano l'abilità al lavoro.

Solo se il diabete determina una riduzione della capacità lavorativa sarà infatti possibile avanzare la richiesta. Insomma, il ricorso alla pensione anticipata non è una possibilità riconosciuta in base alla mera insorgenza di una malattia, ma è necessario che questa determini una percentuale di invalidità medicalmente accertata.

La valutazione di uno specialista in medicina legale - si legge - potrà infatti verificare se la patologia influenzi l'esecuzione di una determinata attività lavorativa. Per fare richiesta bisognerà, dopo aver ottenuto il certificato medico introduttivo da parte del proprio medico curante (che questi provvederà a trasmettere telematicamente all'INPS), inoltrare domanda di invalidità all'INPS che designerà apposita commissione medica per la valutazione correlata al riconoscimento della percentuale di invalidità.

Se dal diabete diagnosticato derivi una percentuale di invalidità, si potranno ottenere diverse misure se sussistano i necessari requisiti contributivi: è riconosciuta la pensione di vecchiaia anticipata, a 55 anni e 7 mesi di età per le donne e 60 anni e 7 mesi per gli uomini, con almeno 20 anni di contributi e se l'invalidità è almeno pari all'80% (ad esclusione dei dipendenti del pubblico impiego).

E ancora. I lavoratori con invalidità superiore al 74% potranno richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, una maggiorazione annua di 2 mesi di contributi figurativi in più. Inoltre - spiegano gli esperti di studiocataldi.it - se il soggetto è impossibilitato a svolgere alcuna attività lavorativa potrà ottenere la c.d. pensione di inabilità. La sua condizione di infermità dovrà essere tale da determinare un'assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa (100% di invalidità); il beneficiario deve vantare almeno 5 anni di anzianità assicurativa e tre anni di contributi dovranno essere versati nell'ultimo quinquennio.

Ai dipendenti pubblici, infine, è riconosciuta la pensione per inabilità (assoluta e permanente) alla mansione (cioè correlata al tipo di attività espletata dal dipendente) o a proficuo lavoro.

Commercialisti, Napoli ha votato per Massimo Miani alla presidenza nazionale

NAPOLI - Il Consiglio dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta, si è riunito per l’elezione del Consiglio Nazionale ed ha espresso il proprio voto a favore della lista “La professione verso il futuro - Qualità e partecipazione” del candidato presidente Massimo Miani, che conta tra i suoi candidati anche il segretario nazionale uscente Achille Coppola.

"L'Ordine di Napoli è stato il primo a sollecitare la nascita di un percorso in grado di proiettare la professione verso il futuro con una autorevolezza sempre maggiore - ha sottolineato Moretta - L'obiettivo è quello di puntare su due capisaldi, professionalità e trasparenza".

 

Aversa, insediato il nuovo consiglio dei commercialisti di Napoli Nord

AVERSA  - Si è insediato il nuovo consiglio dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo. In occasione della prima riunione sono stati assegnati gli incarichi istituzionali: alla vicepresidenza è stato eletto Guido Rossi, consigliere-segretario è stato riconfermato Francesco Corbello, il nuovo consigliere-tesoriere è Vincenzo Natale.
Completano la governance: Angelo Capone, Gennaro Carleo, Sandro Fontana, Bruno Miele, Diego Musto, Stefano Stanzione, Giuseppe Vitagliano.

 

 

Disoccupazione su a novembre, quella giovanile è al 39,4%

ROMA. La stima dei disoccupati a novembre è in aumento (+1,9%, pari a +57mila), dopo il calo dello 0,6% registrato nel mese precedente. Lo rileva l'Istat, spiegando che l’aumento è attribuibile a entrambe le componenti di genere e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione è pari all’11,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali su base mensile.
A novembre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 39,4%, in aumento di 1,8 punti percentuali rispetto al mese precedente, rileva ancora l'Istat.
L'Istat spiega che dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L'incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,6% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza risulta in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto a ottobre.
Il tasso di occupazione dei 15-24enni diminuisce di 0,1 punti percentuali, mentre quello di inattività cala di 0,6 punti. Nelle restanti classi di età il tasso di occupazione a novembre cala tra i 25-34enni (-0,4 punti percentuali), rimane stabile tra i 35-49enni e cresce tra gli ultracinquantenni (+0,5 punti). Il tasso di disoccupazione cresce tra i 25-34enni (+0,8 punti) e i 35-49enni (+0,1 punti), mentre diminuisce nella classe 50-64 anni (-0,5 punti). Il tasso di inattività cala in tutte le classi di età (-0,2 punti tra i 25-34enni e gli ultracinquantenni, -0,1 punti tra i 35-49enni).

Evasione fiscale, boom di scontrini irregolari durante le Feste

ROMA. Scontrino fiscale 'in vacanza' durante le Feste di Natale. A dicembre si registra un incremento in media del 15% dell'evasione quotidiana, quella delle ricevute fiscali mai emesse o irregolari. Arriva a sfiorare il 70% la quota in nero di acquisti nei negozi e dei conti pagati degli italiani, al bar e al ristornate ma anche in case vacanza e bed & breakfast. E' quanto emerge da un'indagine dell'Adnkronos, effettuata con la collaborazione di diverse associazioni di categoria e dei consumatori sul territorio: in un mese di monitoraggio, dal 1 dicembre al 31 dicembre 2016, risultano non in regola con le ricevute fiscali il 67% degli esercizi commerciali. La stessa rilevazione, prima della scorsa estate, aveva fatto registare il 54% di irregolarità. Il dato, quindi, peggiora sensibilmente per le festività natalizie.

A pesare, secondo quanto sostengono le associazioni dei consumatori, è anche la confusione che tradizionalmente accompagna gli acquisti durante il mese di dicembre. In clima di festa, con le code nei negozi, anche i controlli si fanno più difficoltosi e l'aumento dell'afflusso di clienti consente agli esercenti di muoversi con maggiore libertà.

Il fenomeno, diffuso in tutta Italia, assume proporzioni diverse da regione a regione. Si raggiungono punte vicine all'evasione totale in diverse città del Sud: a Napoli lo scontrino non esiste nel 82% dei casi; a Bari si arriva al 68%. Ma anche a Roma si sfiora il 60%, il 59%, di ricevute fiscali irregolari. Va relativamente meglio al Nord: Genova si conferma la città a più alto tasso di lealtà fiscale, con una quota di evasione intorno al 20% (21%); Milano e Torino raggiungono il 37%.

Le sanzioni. Nei casi di mancata emissione dello scontrino o della ricevuta è prevista una specifica sanzione solo per il commerciante e non in capo al cliente. La Guardia di Finanza, nel più ampio contesto della lotta all'evasione fiscale, si avvale dei poteri conferiti dalla legge per contrastare tutti quei comportamenti non conformi alle regole imposte dal legislatore (mancato rilascio, emissione irregolare).

Il ruolo del cliente. E' buona prassi che il cliente chieda sempre l'emissione del regolare documento fiscale. Oltre a richiedere il documento a fronte del pagamento effettuato, dovrebbe controllare anche l'esattezza dei dati fiscali riportati su tali documenti. Importante è verificare che l'importo corrisposto sia lo stesso riportato sul documento fiscale.

Quando non serve. Esistono operazioni per le quali è previsto l'esonero dell'emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, quali, ad esempio, le cessioni di tabacchi, di carburanti per l'autotrazione, di giornali e beni mediante distributori automatici funzionanti a gettone o a moneta. Altri casi di esonero del rilascio dello scontrino o della ricevuta sono previsti per i conducenti di taxi (i quali, tuttavia, in caso di specifica richiesta del cliente, sono tenuti al rilascio della fattura) e per altre attività considerate minori (ciabattini, ombrellai ed arrotini).

Beni-rifugio, i diamanti restano un “porto” sicuro

Nonostante l’“affondo” televisivo messo in atto da una nota trasmissione, scivolata su aspetti lasciati volutamente nel vago, i diamanti restano un cosiddetto bene-rifugio. Ne è convinta la Dpi, Diamond Private Investment, società protagonista del settore che opera con i principali istituti di credito del Paese. Per fare chiarezza sulle ombre lasciate passare in tv, Maurizio Sacchi, presidente e ad della Dpi, entra nello specifico e sottolinea il perché investire in diamanti, con aziende specializzate, mette al riparo da amare sorprese. «I diamanti hanno un valore stabile, sono facilmente ricollocabili sul mercato e sono ben lontani dai cosiddetti mercati speculativi - precisa Sacchi - e poi sono un percorso diversificato per il patrimonio di ognuno, anche dei piccoli risparmiatori. Noi, come Dpi, consigliamo ai nostri clienti di investire non più del 5% del proprio portafoglio, per noi è una scelta etica. Il mercato - prosegue Sacchi - è fiorente e stabile. I numeri parlano da soli: 40mila investitori quest’anno a fronte dei 10mila di quello precedente». 
Esistono delle reali differenze tra acquistare da una società primaria, leader nel settore, ed una fornita gioielleria. Basti pensare che nel primo caso l’acquisto è “all inclusive”, ovvero diamanti certificati per altissima qualità, sigillati, assicurati e anche custoditi laddove richiesto, oltre ovviamente alla ricollocazione possibile grazie ai 12mila sportelli bancari convenzionati. E poi, considerando che la funzione estrattiva dei diamanti non sarà in eterno, non serve fare calcoli per capire che il loro valore sarà sempre crescente nel tempo. Impossibile investire in diamanti illudendosi di acquistare al listino Rapaport, se ciò accade c’è qualcosa che non quadra. Le quotazioni indicate dal Rapaport sono infatti riservate alle società che commercializzano il prodotto all’ingrosso. Ne segue tutta una serie di passaggi che ne determinano il costo al dettaglio, ma sempre in linea con il mercato di genere. Immaginiamo di fare rifornimento per la propria auto pagando al prezzo del “barile”: basterebbero 5 euro per un pieno!
Quando si acquista un diamante in gioielleria e si è nella necessità di rivenderlo, l’esperienza comune insegna che esso verrà quasi certamente svalutato. «Ma rivolgendosi ad aziende specializzate come la nostra, - precisa Maurizio Sacchi - si sa di acquistare ad un determinato prezzo ma anche di poter liquidare l’investimento vedendosi riconoscere il suo valore rivalutato nel tempo. A chi pone dubbi sulla “valutazione oggettiva” del prezzo rispondo che questo c’è, e ci sarà sempre per qualsiasi bene reale soggetto ad una contrattazione. Il nostro servizio risponde a questo problema attraverso la pubblicazione delle quotazioni, che fanno fede per il cliente che acquista e per quello che disinveste, e la certificazione dei beni da parte delle più autorevoli organizzazioni a livello internazionale. Non trascurerei neanche il particolare che la polizza sul furto che accompagna l’investimento riporta il valore assicurato e quindi conferisce una “oggettività” al valore del bene stesso». Più chiaro di così?

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