Giovedì 20 Settembre 2018 - 15:46

Lira turca recupera, Borse positive

Le Borse europee tentano la ripartenza, anche se la tensione sulla Turchia resta alta e si fa sentire sul fronte monetario e dei titoli di Stato. L'euro è in rialzo sul dollaro e torna sopra quota 1,14; la lira turca tenta di stabilizzarsi dopo il doppio crollo: nei primi scambi viaggia a 6,56 sul biglietto verde. La chiusura positiva delle piazze asiatiche (Tokyo +2,28%) segna la strada agli indici del Vecchio Continente: Londra guadagna lo 0,17%, Parigi segna +0,35% e Francoforte registra un progresso dello 0,59% con il Pil tedesco aumentato dello 0,5% nel secondo trimestre.

All'indomani delle parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha accusato di "tradimento" l'alleato americano, e della banca centrale che ha promesso di fare "tutto quello che sarà necessario" per salvare la propria moneta, l'indice Bist 100 della Borsa di Istanbul prova a reagire e segna +2,13%. A Milano l'indice Ftse Mib registra un rialzo dello 0,61% a 21.097 punti, ma l'Italia resta osservata speciale: in attesa dei primi verdetti delle agenzie di rating, lo spread tra Btp decennali e Bund si attesta a 270 punti base con un rendimento del 3,01%.

A Piazza Affari positivo il comparto bancario, guadagna circa mezzo punto percentuale il settore petrolifero che beneficia del rialzo del greggio. Maglia rosa per Saipem +3,05%, in progresso Unipol +2,42% e Azimut +2,34%. Rimbalza Unicredit +1,39%, principale azionista di Yapi Kredi quarta banca privata turca, bene Intesa Sanpaolo +0,84%. Sulla parità Banco Bpm, Ubi Banca, Tenaris e Stm. In rosso Mediaset -3,61% dopo un report; in flessione anche Mediobanca che lascia sul terreno l'1,50% e Buzzi Unicem che arretra dell'1,05%.

Nuovo tonfo per la lira turca

Ancora un tonfo per la lira turca. La valuta è scesa ai minimi storici sui mercati asiatici lunedì, continuando il crollo di venerdì di oltre il 20% rispetto al dollaro. Attualmente ci voglio 7 lire turche contro il dollaro e 8 lire contro l'euro. La lira ha perso quasi il 50 per cento del suo valore dall'inizio dell'anno.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha assicurato che l'economia turca è "solida e forte" e che la lira turca tornerà presto a "livelli ragionevoli". "La Turchia è sotto assedio in campo economico e in altri settori" ha affermato il leader turco alla Conferenza degli ambasciatori in corso ad Ankara.

La Banca centrale turca è intervenuta sui mercati tagliando il coefficiente di riserve obbligatorie in lire per le banche di 250 punti base per tutte le scadenze. L'istituto ha annunciato, in una nota, il taglio dei ratio sulle riserve per le passività FX no-core di 400 punti base. Con le misure complessivamente annunciate, qualcosa come 10 miliardi di lire turche, l'equivalente di 6 miliardi di dollari, e una liquidità in oro per un valore di 3 miliardi di dollari, verranno iniettati nel sistema finanziario della Turchia.

La Banca centrale turca, si legge ancora in una nota nella quale si enunciano i provvedimenti legati alla gestione della liquidità della propria moneta, si è detta pronta a prendere "tutte le misure necessarie" per assicurare la stabilità finanziaria e sostenere l'efficace funzionamento dei mercati dopo il crollo della lira, promettendo di fornire agli istituti di credito "tutta la liquidità necessaria".

"La Banca centrale - conclude il comunicato dell'istituto di Ankara - monitorerà attentamente la profondità del mercato e la formazione dei prezzi e adotterà tutte le misure necessarie per mantenere la stabilità finanziaria, se sarà necessario".

La Turchia ha quindi elaborato un piano di azione economica che inizierà ad attuare già da oggi per allentare le tensioni degli investitori. Lo ha annunciato il ministro delle finanze del Paese, Berat Albayrak. "Da lunedì mattina in avanti le nostre istituzioni prenderanno le misure necessarie e condivideranno gli annunci con il mercato", ha detto in un'intervista al quotidiano online Hurriyet, senza fornire dettagli.

Albayrak ha tuttavia aggiunto che è stato preparato un piano per le banche e per l'economia "reale", comprese le piccole e medie imprese che sono le più colpite dalle fluttuazioni dei cambi. "Faremo i passi necessari con le nostre banche e il sistema di sorveglianza bancaria in maniera rapida", ha affermato, respingendo le voci di interventi sui conti correnti bancari denominati in dollari. Nell'intervista Albayrak ha quindi descritto la debolezza della lira come "un attacco", facendo eco alle valutazioni espresse dal presidente e suocero Recep Tayyip Erdogan.

Ryanair, venerdì nero

Giornata nera, oggi, per Ryanair alle prese con il più grande sciopero della sua storia. A causa dell'astensione dal lavoro di 24 ore dei piloti in Germania, Svezia, Irlanda e Belgio, la compagnia low cost irlandese è stata costretta a cancellare 396 voli, circa un sesto dei 2.400 previsti, che interesseranno circa 55 mila passeggeri. La protesta cade nel momento di picco di traffico estivo. I più colpiti sono i passeggeri in Germania, circa 42 mila, a causa di 250 voli cancellati. Ai clienti Ryanair offre l'opzione di riprogrammare i loro voli o di aver indietro i soldi.

In un post su Twitter, l'azienda ha sottolineato che nonostante lo sciopero in 4 su 37 mercati, tutti i 370 velivoli sono partiti in orario. Oltre 2.000 voli Ryanair, che rappresentano l'85% del programma, stanno operando normalmente, trasportando quasi 400.000 clienti in tutta Europa. A Londra, le azioni Ryanair stamane erano scambiate a 13,16 euro, in calo del 2,41%.

In Germania lo sciopero è cominciato alle 3,01 di oggi e terminerà alle 2,59 di sabato. Il personale navigante chiede nuovi contratti con aumenti retribuzioni e migliori condizioni d'impiego. In un comunicato ieri, Ryanair ha dichiarato di aver messo in campo tutte le misure per limitare i disagi e ha parlato di uno sciopero "ingiustificato e deplorevole" e si è detta disponibile a proseguire le trattative con i sindacati. La compagnia ha riconosciuto le organizzazioni dei piloti soltanto da un anno. Il mese scorso hanno scioperato gli assistenti di volo in Portogallo, Spagna e Belgio per due giorni causando la cancellazione di 600 voli.

Circa 40 piloti Ryanair in Svezia si sono uniti allo sciopero. Ad annunciarlo, il sindacato svedese dei piloti (SPF): "Oggi i nostri membri sono in sciopero per chiedere i loro diritti", ha spiegato Martin Lindgren dell'SPF. Il sindacato ha sottolineato di chiedere il rispetto da parte di Ryanair dei diritti fondamentali in materia di lavoro e il diritto dei piloti di scegliere i propri rappresentanti nelle trattative sindacali. Per quanto riguarda l'impatto dello sciopero in Svezia, Ryanair ha cancellato 22 voli da e per la Svezia. Nei Paesi Bassi, tuttavia, è stata annullata la decisione dei piloti olandesi di scioperare. La compagnia aerea discount ha ingaggiato piloti stranieri come sostituti.

Affonda la lira, Turchia spaventa i mercati

La lira turca affonda, precipita al minimo storico nei confronti del dollaro e, nel mezzo delle tensioni con gli Stati Uniti, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è costretto a intervenire per rassicurare il Paese. Da inizio anno, riporta l'agenzia di stampa Dpa, la lira turca ha perso più del 43% del suo valore sul dollaro e stamani è arrivata a scambiare fino a 6,21 sul biglietto verde e 7,1 sull'euro. Intanto, il Financial Timesriferisce di indiscrezioni secondo le quali la Bce sarebbe preoccupata dalle ripercussioni in particolare sulle banche più esposte verso il mercato turco. In Italia, in questo senso, viene penalizzata Unicredit che cede il 3% alle 10,20.

"Non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro Dio", ha detto ieri sera Erdogan da Rize. In giornata è previsto un annuncio del ministro delle Finanze e genero del presidente, Berat Albayrak, che dovrebbe rivelare i piani per una "nuova economia" nel tentativo di rassicurare gli investitori.

Intanto il leader turco è tornato a denunciare "le varie campagne" portate avanti contro la Turchia e ha ribadito: "Non dategli credito". "Oggi stiamo meglio di ieri e domani staremo ancora meglio - ha promesso - Non ho dubbi su questo". "Noi lavoriamo sodo", ha aggiunto.

L'opposizione turca non risparmia accuse al presidente Erdogan dopo il crollo della lira turca. "La crisi è arrivata!", ha scritto nel primo di una serie di tweet Selin Sayek-Boke, deputata del Chp, il principale partito di opposizione in Turchia. "Il regime - ha incalzato - ci ha trascinato in una crisi valutaria nonostante i nostri avvertimenti". "Abbiamo immediatamente bisogno - ha aggiunto la parlamentare eletta a Izmir (Smirne) - di una banca centrale indipendente, di una politica economica che dia priorità alla produttività e allo stato sociale".

Nelle ultime ore è tornata ad Ankara la delegazione guidata dal neo vice ministro degli Esteri, Sedat Onal, che era in missione a Washington dopo le ultime tensioni esplose con la decisione degli Stati Uniti di imporre sanzioni contro i ministri turchi di Giustizia e Interni in relazione al mancato rilascio del pastore americano Andrew Brunson, arrestato in Turchia nel 2016 con l'accusa di terrorismo e spionaggio e ora agli arresti domiciliari.

I colloqui a Washington con il vice segretario di Stato John Sullivan sembrano non aver dato risultati. Nessun dettaglio sui negoziati tra i due Paesi alleati Nato è stato fatto trapelare dai media turchi. Albayrak ha definito "inaccettabili" le sanzioni americane e ha sostenuto che hanno un "impatto limitato" sull'economia turca.

Ryanair taglia 400 voli

Ryanair ha cancellato quasi 400 voli per venerdì a causa dello sciopero dei piloti in Germania, Svezia, Irlanda e Belgio. Si tratta del più grande sciopero nella storia della compagnia aerea low cost. Sia i piloti che i membri dell'equipaggio chiedono migliori condizioni economiche, che Ryanair ha rifiutato di concedere finora.

Ai piloti di Svezia, Irlanda e Belgio, oggi si sono uniti alla protesta anche i colleghi tedeschi. Il sindacato ha proclamato lo sciopero tra le 3.01 del mattino di venerdì e le 14.59 del sabato. "Ryanair ha categoricamente escluso qualsiasi aumento di stipendio nel corso dei negoziati", ha detto il sindacalista di Vereinigung Cockpit (VC), Martin Locher durante una conferenza stampa aggiungendo che "al tempo stesso, Ryanair non ha dato alcun segnale per trovare una soluzione".

Anche i piloti olandesi potrebbero scioperare nello stesso giorno, rendendo ancor più pesante la protesta.

Sul profilo Twitter, Ryanair scusandosi per i disagi ha fatto sapere che in seguito alla decisione dei piloti tedeschi è stata costretta a cancellare 250 voli da/per la Germania sui 2400 programmati per venerdì. E che tutti i passeggeri coinvolti saranno informati tramite sms o e-mail entro oggi e sarà offerta loro la possibilità di scegliere se usufruire di un altro volo o chiedere un rimborso per quello cancellato. I 250 voli sono andati ad aggiungersi ai 146 già annullati (20 - pari al 7% - dei 300 pianificati da/per l'Irlanda, 104 in Belgio e 22 in Svezia).

 

 

Nuovo sciopero Ryanair

Continuano gli scioperi per Ryanair . I piloti in Svezia, Belgio e Irlanda incroceranno le braccia per 24 ore venerdì 10 agosto, distruggendo i piani di viaggio di circa 25.000 passeggeri per 146 voli scrive l'Indipendent. I passeggeri coinvolti dovrebbero essere già stati informati tramite SMS o e-mail, ma tutti coloro che viaggiano con la compagnia aera irlandese da/verso quei Paesi sono invitati a verificare con la compagnia aerea.

Anche i piloti in Germania e Olanda potrebbero unirsi ai loro colleghi. Un sondaggio dell'Associazione dei piloti olandesi (VNV) ha rilevato che il 99,5% dei membri sarebbe a favore di uno sciopero, mentre in Germania sono in corso colloqui con il sindacato dei piloti Vereinigung Cockpit il quale terrà una conferenza stampa l'8 agosto per discutere i suoi prossimi passi: VC ha detto che il 96% dei piloti Ryanair in Germania ha votato a favore di un'azione in tal senso.

Ryanair, che "si scusa sinceramente con i clienti per queste interruzioni, che abbiamo fatto del nostro meglio per evitare" ha detto il chief marketing officer Kenny Jacobs, giudica questi scioperi "del tutto ingiustificati".

Secondo la compagnia aerea irlandese solo 20 (il 7%) dei nostri 300 voli pianificati da/per l'Irlanda venerdì prossimo sono stati cancellati. E "tutti i 3.500 clienti interessati sono già stati avvisati via e-mail/SMS" e saranno o rimborsati o ricollocati su altri aerei. Nel frattempo gli scioperi in Belgio l'hanno già costretta a cancellare 104 voli e 22 in Svezia.

Quasi 1 milione di giovani via dal Sud in 16 anni

La popolazione diminuisce malgrado aumentino gli stranieri: nel 2017 il calo è stato di 203 mila unità a fronte di un aumento di 97 mila stranieri residenti. Il peso demografico del Sud diminuisce ed è ora pari al 34,2%, anche per una minore incidenza degli stranieri (nel 2017 nel Centro-Nord risiedevano 4.272 mila stranieri rispetto agli 872 mila stranieri nel Mezzogiorno). Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati. E' quanto emerge dalle anticipazioni del Rapporto Svimez 2018, presentate oggi a Roma.

Un calo dovuto, secondo Svimez, al fatto che ancora oggi al cittadino del Sud, nonostante una pressione fiscale pari se non superiore per effetto delle addizionali locali, mancano (o sono carenti) diritti fondamentali: in termini di vivibilità dell’ambiente locale, di sicurezza, di adeguati standard di istruzione, di idoneità di servizi sanitari e di cura per la persona adulta e per l’infanzia. In particolare, nel comparto socio-assistenziale il ritardo delle regioni meridionali riguarda sia i servizi per l’infanzia che quelli per gli anziani e per i non autosufficienti.

Più in generale, l’intero comparto sanitario presenta differenziali in termini di prestazioni che sono al di sotto dello standard minimo nazionale come dimostra la griglia dei Livelli Essenziali di Assistenza nelle regioni sottoposte a Piano di rientro: Molise, Puglia, Sicilia, Calabria e Campania, sia pur con un recupero negli ultimi anni, risultano ancora inadempienti su alcuni obiettivi fissati.

I dati sulla mobilità ospedaliera interregionale testimoniano le carenze del sistema sanitario meridionale, soprattutto in alcuni specifici campi di specializzazione, e la lunghezza dei tempi di attesa per i ricoveri. Le regioni che mostrano i maggiori flussi di emigrazione sono Calabria, Campania e Sicilia, mentre attraggono malati soprattutto la Lombardia e l’Emilia Romagna. I lunghi tempi di attesa per le prestazioni specialistiche e ambulatoriali sono anche alla base della crescita della spesa sostenuta dalle famiglie con il conseguente impatto sui redditi.

Strettamente collegato è il fenomeno della “povertà sanitaria”, secondo il quale sempre più frequentemente l’insorgere di patologie gravi costituisce una delle cause più importanti di impoverimento delle famiglie italiane, soprattutto nel Sud: nelle regioni meridionali sono il 3,8% in Campania, il 2,8% in Calabria, il 2,7% in Sicilia; all’estremo opposto troviamo la Lombardia con lo 0,2% e lo 0,3% della Toscana. I divari si confermano anche per quel che riguarda l’efficienza degli uffici pubblici in termini di tempi di attesa all’anagrafe, alle ASL e agli uffici postali.

Nel Mezzogiorno si delinea una netta cesura tra dinamica economica che, seppur in rallentamento, ha ripreso a muoversi dopo la crisi, e una dinamica sociale che tende ad escludere una quota crescente di cittadini dal mercato del lavoro, ampliando le sacche di povertà e di disagio a nuove fasce della popolazione. Il numero di famiglie meridionali con tutti i componenti in cerca di occupazione è raddoppiato tra il 2010 e il 2018, da 362 mila a 600 mila (nel Centro-Nord sono 470 mila). Il numero di famiglie senza alcun occupato è cresciuto anche nel 2016 e nel 2017, in media del 2% all'anno, nonostante la crescita dell'occupazione complessiva, a conferma del consolidarsi di aree di esclusione all'interno del Mezzogiorno, concentrate prevalentemente nelle grandi periferie urbane.

Si tratta di sacche di crescente emarginazione e degrado sociale, che scontano anche la debolezza dei servizi pubblici nelle aree periferiche. Preoccupante la crescita del fenomeno dei working poors: la crescita del lavoro a bassa retribuzione, dovuto a complessiva dequalificazione delle occupazioni e all'esplosione del part time involontario, è una delle cause, in particolare nel Mezzogiorno, per cui la crescita occupazionale nella ripresa non è stata in grado di incidere su un quadro di emergenza sociale sempre più allarmante.

Turrà, le Apl sono al fianco delle imprese per creare vera occupazione

NAPOLI  "Le politiche di sviluppo, unite ad incentivi, hanno sempre creato vere opportunità di lavoro e di stabilizzazione dei contratti. Se l’azione del governo punterà su azioni di sostegno all’economia, a partire dalle Piccole e medie imprese, si potranno creare le condizioni favorevoli anche allo sviluppo dell’occupazione e le APL (Agenzie per il Lavoro) daranno sicuramente il loro contributo al fianco delle imprese e dei lavoratori".

Lo ha detto Maurizio Turrà, presidente di Federlavoro intervenendo al convegno sul tema "Decreto Dignità e Lavoro",  promosso dall’Associazione Italiana Direttori del Personale (AIDP) Campania, presieduta da Matilde Marandola, in corso di svolgimento all'Hotel Santa Lucia di Napoli.

Il forum ha offerto spunti interessanti e prospettive diverse data la presenza nel board dei relatori di esperti legali, responsabili HR e di rappresentanti delle Agenzie per il lavoro, sono state approfondite le novità normative introdotte dal Decreto ed ipotizzati i possibili scenari derivanti dalla sua attuazione.

Nel corso del suo intervento il numero uno di Federlavoro (l'associazione di APL operanti sul territorio nazionale), ha fatto emergere il punto di vista delle Agenzie che svolgono servizi per il Lavoro e di Somministrazione, ossia degli operatori privati che si affiancano a quelli pubblici nella rete dei servizi per il lavoro, evidenziando gli aspetti del decreto che finiscono con il passare in secondo piano. "Se è vero infatti che il decreto va ad impattare soprattutto il campo di azione delle agenzie di Somministrazione - ha aggiunto Turrà - con considerazioni e timori ben espresse dai relatori, è anche vero che è del tutto da disegnare il destino delle APL e da comprendere il ruolo che svolgeranno nel processo di potenziamento dei servizi per il lavoro che il Ministro Di Maio intende mettere in atto. In merito all’impatto che il decreto avrà sulle aziende - ha concluso il presidente di Federlavoro - per contrastare la precarizzazione del lavoro occorre attrarre incentivi e puntare sulla crescita economica con interventi concreti".

Usura bancaria, indagato Savona. «Atto dovuto»

Il ministro degli Affari europei Paolo Savona è tra gli indagati nell'ambito di un'inchiesta della procura di Campobasso per presunta usura bancaria. Lo riporta la stampa locale del Molise, spiegando che l'inchiesta coinvolge diverse personalità che erano ai vertici di Unicredit tra il 2005 e il 2013. La denuncia è partita dall'avvocato Luigi Iosa, esperto di diritto bancario e finanziario: "La denuncia - conferma all'AdnKronos l'avvocato Iosa - è per conto di una società in liquidazione che ha costruito parchi eolici nel Sud Italia per una presunta applicazione di tassi usurari tra il 2005 e il 2013". Il fatto che Savona sia tra gli indagati, con altri ex vertici di Unicredit, spiega il legale "è un atto dovuto".

"La giurisprudenza della Cassazione - osserva l'avvocato Iosa - impone di indagare i vertici delle banche perché per legge hanno un ruolo di garanzia e controllo. E' un atto dovuto per questa presa di posizione della Cassazione, poi il pm valuterà nello specifico". Al momento è stata chiesta una proroga delle indagini.

Fca, prorogata la cassa integrazione: «Panda a Pomigliano fino al 2022»

POMIGLIANO. È stato firmato l'accordo fra Fca, sindacati e ministero del Lavoro per la proroga di 12 mesi della cassa integrazione per riorganizzazione, nello stabilimento di Pomigliano, in preparazione dell'investimento per la nuova produzione che verrà assegnata allo stabilimento. Lo riferiscono i sindacati. «È un accordo positivo e importante per il futuro di Pomigliano d'Arco e Nola dove abbiamo definito i punti di massima tutela dei lavoratori nella gestione dell'ammortizzatore sociale fino al 10 settembre 2019, che riguarderà tutti i lavoratori con una più equa rotazione, tale da consentire la maturazione dei ratei degli istituti indiretti e differiti», commenta Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl. «La cassa per riorganizzazione è finalizzata al completo recupero occupazionale - ribadisce Uliano - attraverso l'assegnazione produttiva e il relativo investimento di una nuova produzione fra quelle previste dal piano strategico di Fca, aggiuntiva rispetto all'attuale produzione della Panda. All'interno dell'accordo abbiamo previsto anche momenti di verifica per avere la massima garanzia di attuazione dell'investimento». «Grazie a un'interpretazione ministeriale che apprezziamo e che avevamo più volte invocato, si riesce ad andare oltre i limiti draconiani previsti dal Jobs Act e a scongiurare il rischio di esuberi. Ora serve la nuova vettura», afferma Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto. «Nell'accordo - spiegano in una nota congiunta, la Fiom-Cgil nazionale e la Fiom di Napoli - è anche esplicitato il mantenimento della produzione della Panda fino al 2022 ed è stato specificato che quota parte dei 45 miliardi di investimenti complessivi siano destinati agli stabilimenti di Pomigliano e Nola. A ottobre la Fiom verificherà, in un incontro con il Ministero del Lavoro, se si realizzeranno le condizioni per riportare tutti i lavoratori in fabbrica».

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