Domenica 20 Gennaio 2019 - 5:06

Ponte Morandi, commissione accusa Autostrade

Pubblicata la relazione integrale della Commissione ispettiva del Mit sul Ponte Morandi. Per i tecnici del ministero "le misure adottate da Aspi ai fini della sua prevenzione erano inappropriate e insufficienti considerata la gravità del problema", si legge in un passaggio. 

Dall'analisi delle scelte di Autostrade per l'Italia "emerge una irresponsabile minimizzazione dei necessari interventi, perfino anche di manutenzione ordinaria" è il duro commento contenuto nella relazione della Commissione presieduta dall'ingegner Alfredo Principio Mortellaro, nominata dal ministro Danilo Toninelli dopo il crollo del 14 agosto. "Da ciò la seguente considerazione: non fare oggi semplice manutenzione ordinaria significa voler fare domani molta manutenzione straordinaria a costi certamente più alti, con speculare maggiore remuneratività. Ne discende, come logico corollario, una massimizzazione dei profitti utilizzando a proprio esclusivo tornaconto le clausole contrattuali".

DEGRADO VIADOTTO - Autostrade per l'Italia, "pur a conoscenza di un accentuato degrado del Viadotto e in particolare delle parti orizzontali" che mostravano "deficit strutturali, non ha ritenuto di provvedere come avrebbe dovuto al loro immediato ripristino e per di più non ha adottato alcuna misura precauzionale a tutela della utenza" si legge ancora nella relazione.

Nel documento si analizza in dettaglio il progetto di retrofitting elaborato dall'azienda ma si lamenta come la presentazione dell'intervento sul ponte "fattane da Aspi come di un mero ripristino conservativo dell'opera, al fine di 'allungarne la vita utile', non ha consentito" alla Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali del MIT "di coglierne la complessità tecnica ed organizzativa e quindi l'opportunità di inviarlo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici". 

Inoltre, si segnala come il fatto che siano stati i tecnici stessi di Aspi a presentare - lo scorso 1° febbraio - il progetto di intervento sulla struttura rappresenti una "procedura irrituale ed inopportuna al fine di un esame neutrale del progetto". E comunque, osserva la commissione, "nessuno, né Autostrade, né la Divisione 4, né il CTA del Provveditorato, ha colto la necessità di valutare l'importanza del progetto e la sua coerenza con la particolare e complessa struttura portante" del viadotto.

"Lo stato di ammaloramento del viadotto Polcevera, con ciò intendendo il suo intero sviluppo (dal km 0 al km 1+150) e con particolare riferimento alla corrosione dell'armatura lenta e precompressa, sia degli stralli, sia delle strutture orizzontali, si è evoluto negli ultimi 27 anni. Aspi - riferisce la Commissione - ha monitorato tale stato di ammaloramento periodicamente (con cadenze mono o pluri annuali), effettuando indagini di tipo sostanzialmente qualitativo, documentando anche alcune ispezioni visive, comunque limitate". 

MISURE INAPPROPRIATE - "Era in altri termini - spiega la relazione - in grado di cogliere qualitativamente l'evoluzione temporale dei problemi di ammaloramento ma con enormi incertezze. Tale evoluzione, ormai già da anni, restituiva un quadro preoccupante, e incognito quantitativamente, per quanto concerne la sicurezza strutturale rispetto al crollo. Le misure adottate da Aspi ai fine della sua prevenzione erano inappropriate e insufficienti considerata la gravità del problema".

PROCEDURA INADATTA - "La procedura di controllo della sicurezza strutturale delle opere d'arte documentata da Aspi, basata sulle ispezioni, è stata in passato ed è tuttora inadatta al fine di prevenire i crolli e del tutto insufficiente per la stima della sicurezza nei confronti del collasso" evidenzia la Commissione. "La procedura, in altre parole, è utile - si spiega - per quanto concerne gli stati limite di servizio ma di poco significato per quanto concerne gli stati limite ultimi. Tale procedura era applicata al viadotto Polcevera ed è ancora applicata all'intera rete di opere d'arte di Aspi".

È ufficiale: Versace è americana

Adesso è ufficiale. Versace diventa americana. Michael Kors ha acquistato tutte le azioni in circolazione del gruppo della Medusa per 1,83 miliardi di euro, approssimativamente 2,12 miliardi di dollari. E' il gruppo americano a riferirlo in una nota. "L'accordo definitivo è stato firmato", si legge.

L'acquisizione riguarderà il 100% delle azioni del gruppo della famiglia Versace, che confluiranno in una nuova holding di cui la famiglia avrà una quota di minoranza, l'entità della quale non è specificata nella nota dell'acquisizione. Da Michael Kors, il gruppo cambierà nome in Capri Holdings Limited , un nome, spiegano "ispirato alla leggendaria isola che è stata a lungo riconosciuta come destinazione iconica, di glamour e lusso".

Donatella, Santo e Allegra Versace riceveranno azioni di Capri per 150 milioni. La transazione, che sarà finanziata con una combinazione di denaro cash e un finanziamento bancario, dovrebbe chiudersi nel quarto trimestre. Jonathan Akeroyd resterà amministratore delegato della società, in quanto "partner fondamentale di Dontella nel condurre il brand al successo globale", sottolinea John D. Idol, ceo di Michael Kors. Lui e la stilista sorella del fondatore della maison, Gianni, "sono stati in grado di mettere insieme un management forte e un team di designer che condurrà Versace al suo prossimo capitolo: siamo estremamente fortunati ad acquisire un brand così straordinario e un team così talentuoso".

La stessa Donatella Versace resterà direttore creativo della maison. "Sono emozionato di entrare a far parte di Capri Holding, che sarà d'aiuto ad accelerare la nostra crescita globale", osserva Akeroyd. Tra gli obiettivi dell'acquisizione, l'opportunità di portare i ricavi consolidati di Versace dagli attuali 668 milioni di euro a oltre 2 miliardi di euro e di far crescere i punti vendita a livello globale da 200 a 300. La percentuale di ricavi da calzature e accessori passerà dal 30% al 60%. Con Versace, il gruppo di Michael Kors punta a raggiungere 8 miliardi di ricavi.

"Santo, Allegra e io diventeremo azionisti del nuovo gruppo - sottolinea Donatella Versace-. Questo dimostra la nostra fiducia nel successo a lungo termine di Versace e il nostro impegno per questo nuovo gruppo globale del mondo del lusso". "La mia passione non è mai stata così forte", aggiunge.
"Questo - dice ancora la stilista - è un momento molto entusiasmante per Versace. Sono passati più di 20 anni da quando ho preso le redini dell'azienda insieme a mio fratello Santo e ad Allegra. Sono orgogliosa che Versace rimanga forte". Il gruppo "non è solo sinonimo del suo stile iconico e inconfondibile, ma abbracciando la diversità, spinge le persone a esprimere loro stesse".
Lei, Santo e Allegra riconoscono che questo prossimo passo "permetterà a Versace di raggiungere il suo pieno potenziale. Siamo tutti molto entusiasti di far parte di un gruppo guidato da John Idol, che ho sempre ammirato come visionario oltre che come un leader forte e appassionato. Essere parte di questo gruppo - sottolinea - è essenziale per il successo a lungo termine di Versace. Questo è il momento perfetto per la nostra azienda, che mette la creatività e l'innovazione al centro di tutte le sue azioni, per crescere".

Prospettive marittime per le sfide urbane nelle città portuali

NAPOLI - Le "Shipping Cities" possono svolgere un ruolo fondamentale per la ripresa del nostro Paese se adotteremo nuovi modelli di sviluppo sostenibile basati sull'integrazione mare-terra, sull'identità marittima delle comunità, sull'economia circolare e sulla governance collaborativa al fine di coniugare crescita economica e qualità dell'ambiente urbano nelle città di mare.

Su questi topics è impegnato da lungo tempo l'Iriss-Cnr (Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche) che sui medesimi temi ha recentemente avviato una stretta collaborazione con Rete (Association for the Collaboration between Ports and Cities) e il suo prestigioso network internazionale di saperi e competenze.

Nell'ambito della Naples Shipping Week,Iriss-Cnr e Rete organizzano il convegno internazionale "The Future of Shipping Cities - Maritime Perspective for Urban Challenges in Port Cities" che si aprirà a Napoli domani, mercoledì 26 settembre alle ore 9,00, nella sala conferenze dell'Iriss-Cnr in via Guglielmo Sanfelice, 8.

Apriranno i lavori il direttore dell’Iriss-Cnr Alfonso Morvillo e il presidente di Rete Rinio Bruttomesso.

Nel pomeriggio il forum si sposterà all'Acen (Associazione Costruttori Edili Napoli) in piazza dei Martiri con l'introduzione del presidente Federica Brancaccio, molto attenta all'interrelazione tra economia del mare e industria delle costruzioni.

L'iniziativa prosegue il pluriennale percorso di ricerca-azione del gruppo coordinato da Massimo Clemente, dirigente di ricerca dell'IRISS-CNR e membro del Comitato scientifico di Rete, che si concretizza non solo nella ricerca,ma anche nell’Alta Formazione e sperimentazione di nuovi approcci e modelli di governance collaborativa, per affrontare le sfide poste dalle città portuali, rafforzare la competitività territoriale, migliorare la qualità di vita delle comunità urbane.

Studiosi di fama internazionale s'interrogheranno sul futuro delle 'città dello shipping', spaziando dalla storia all'economia, dall'identità al progetto. Alla tavola rotonda conclusiva, parteciperanno esponenti di rilievo delle istituzioni e delle imprese tra cui l'Assessore all’Urbanistica della Regione Campania Bruno Discepolo, l'Assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli Carmine Piscopo, il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale Pietro Spirito, Confitarma e Unione Industriali. Le conclusioni sono affidate ad Umberto Masucci, presidente del Propellers Club, promotore e attento regista della Naples Shipping Week.

Nel pomeriggio i lavori proseguiranno nella sala conferenze dell’Acen a piazza dei Martiri.

“Finanziamento e realizzazione di infrastrutture per lo sviluppo della Blue Economy”

NAPOLI - Nell’ambito dei lavori della “Naples Shipping Week”, che si svolge a Napoli dal 24 al 29 settembre, l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli, unitamente con l’International Propeller Clubs, ha organizzato un seminario che avrà luogo questa mattina alle ore 10, presso la sede dell’ Ordine in Piazza dei Martiri. L’incontro si colloca nel contesto di una serie di iniziative promosse dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che da oltre un anno ha attivato un gruppo di lavoro sull’economia del mare e promosso la formazione di apposite commissioni di studio sul cluster marittimo presso gli ordini delle principali città a vocazione marittima: Napoli, Genova, Ravenna, Taranto, Palermo e numerose altre.

Il seminario  “Finanziamento e realizzazione di infrastrutture  per lo sviluppo della Blue Economy” intende approfondire il tema del patrimonio infrastrutturale, da incrementare e da ristrutturare, come passaggio obbligato per il rilancio dell’economia del mare.

Nonostante vi sia la piena consapevolezza, a tutti i livelli, della valenza strategica della risorsa mare come volano per la crescita economica, permangono alcuni elementi di criticità per lo sviluppo di una politica infrastrutturale che consenta un adeguato sfruttamento delle opportunità offerte dal cluster marittimo. 

La scarsa disponibilità di risorse pubbliche per la realizzazione, la gestione e la manutenzione di infrastrutture e attrezzature, a tutti i livelli della pubblica amministrazione, condiziona in modo significativo la qualità dei servizi offerti alle imprese a ai cittadini, talvolta con effetti drammatici, come si è verificato recentemente con il crollo del ponte Morandi a Genova. Una delle possibili risposte a questa carenza di risorse è rappresentata dalla possibilità di mobilitare risorse finanziarie e manageriali attraverso gli strumenti maggiormente vocati al finanziamento delle infrastrutture e, in particolare, la Finanza di Progetto e il Partenariato Pubblico-Privato (PPP).  

La concreta attuazione di queste modalità di intervento, nel campo della logistica portuale e più in generale delle attività connesse al cluster marittimo, richiede tuttavia il superamento di una serie di problemi emersi nei primi anni di applicazione di tali strumenti. È necessario, infatti:

intervenire sui tempi di decisione e di attuazione, snellendo le procedure amministrative che spesso portano ad un allungamento dei tempi e ad un incremento dei costi; creare un quadro normativo di efficienza e trasparenza nella regolamentazione dei rapporti con concessionari e partner privati, con controlli orientati meno alla forma e più alla sostanza da parte delle amministrazioni concedenti o partner; favorire la raccolta di capitali istituzionali, nazionali e internazionali, particolarmente vocati a questa tipologia di investimenti.

Dopo i saluti dei  presidenti e dei delegati degli enti organizzatori, il numero uno dei commercialisti partenopei Vincenzo Moretta, il Presidente del Propeller Clubs Umberto Masucci e il  consigliere delegato della commissione economia del mare Liliana Speranza, il programma prevede una tavola rotonda moderata dal segretario nazionale commercialisti italiani, Achille Coppola, da sempre principale sostenitore delle iniziative della categoria professionale in campo marittimo.

Alla tavola rotonda daranno il loro contributo l’Assessore Regionale al Bilancio, Ettore Cinque, il Presidente dell’associazione costruttori di Napoli, Federica Brancaccio, il procuratore presso la Corte dei Conti della Campania, Marco Catalano, Francesco Saverio Lauro, storico primo presidente dell’Autorità Portuale di Napoli, ed in particolare autorevoli rappresentanti del mondo dei Fondi di Investimento e delle Casse di Previdenza, potenziali finanziatori delle iniziative infrastrutturali fra cui:  Raffaella Copper, Managing Director del fondo australiano Macquarie Infrastructure, Sergio Corbello Presidente Assoprevidenza, Fabio Ortolani - presidente Fondo Pensione Eurofer, Salvatore Palma, Consigliere Cassa di previdenza dei Dottori Commercialisti.

Le conclusioni saranno affidate ad Arturo Capasso, presidente della Commissione di studio sull’economia del mare.        

Moretta, puntare sulle startup per lo sviluppo economico

NAPOLI - “Negli ultimi anni, soprattutto nel nostro territorio, si sono moltiplicate le startup, aziende nate dalla creatività degli imprenditori e che possono crescere moltissimo in poco tempo. Proprio per questo motivo, è di fondamentale importanza affiancarsi a professionisti del settore come i commercialisti sin dalle prime fasi della loro creazione, allo scopo di utilizzare al meglio il capitale investito”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presentando il forum “Ecosistema startup e sviluppo del venture capital”, che si terrà lunedì 24 settembre alle ore 15 presso la sede dell’Odcec napoletano (piazza dei Martiri, 30).

"Obiettivo dell'iniziativa è specializzare i colleghi al fine di promuovere nuove imprese ed a diffondere una cultura di sviluppo sostenibile basato sull’innovazione - ha sottolineato Liliana Speranza, consigliere delegata Odcec Commissione Finanza Straordinaria, Private Equity e Venture Capital - con l’intento di generare valore e ricchezza sul territorio attraverso il successo di idee innovative. Una specializzazione diretta a creare opportunità e sviluppo per la professione ,  in un settore in espansione dove sono pochi i colleghi che hanno adeguate competenze.

Interverranno al convegno Maria Caputo, presidente Ugdcec (Unione giovani dottori commercialisti) di Napoli; Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti; Leandro Sansone, responsabile Territorial Relations, CS & Claims Sud di Unicredit; Amedeo Giurazza, presidente della Commissione Odcec Finanza Straordinaria, Private Equity e Venture Capital; Emil Abirascid, direttore Startup Business; Luigi Capello, a.d. LVenture Group e Luiss Enlabs; Marco Gay, a.d. Digital Magics; Massimiliano Magrini, a.d. United Venture SGR; Luigi Tommasini, Senior Partner Fondo Italiano d’Investimento SGR e Gaetano Manfredi, rettore Università Federico II .

Nel corso dell'incontro sarà anche presentato il corso di “Specialist in Start up d’impresa” organizzato dalla commissione finanza straordinaria, private equity e venture capital in collaborazione con l’Ugdcec di Napoli. Previste 9 lezioni e circa  70 relatori da tutta Italia.

Di Maio: «Reddito cittadinanza solo a italiani»

Il reddito di cittadinanza? Sarà solo per i "cittadini italiani". Lo assicura il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, che in un'intervista a Radio Anch'io ha deciso di rispondere così al titolare dell'Economia, Giovanni Tria, che ieri in audizione al Senato aveva specificato come la misura sarebbe stata rivolta anche agli stranieri.

"Noi abbiamo corretto la proposta di legge che avevamo presentato anni fa, nel 2014. E' singolare che ritorni in auge. Già nel 2016 l'abbiamo modificata. Stiamo lavorando sulla platea. E' logico che la devi restringere ai cittadini italiani", ha detto Di Maio, perché per l'assegnazione del reddito "è chiaro che è impossibile, con i flussi migratori irregolari, non restringere la platea e assegnare il reddito di cittadinanza ai cittadini italiani".

''Ormai - ha poi continuato il ministro del Lavoro parlando di deficit nel giorno del vertice di governo sulla manovra - diamo per scontato che la politica non fa quello che promette in campagna elettorale. Noi, invece, faremo quello che abbiamo promesso. Oggi si tiene una riunione sulla legge di bilancio. Il tema non è sforare il deficit, ma invece quante risorse ci servono per fare le cose che abbiamo promesso in campagna elettorale. Lo faremo con tagli agli sprechi, ma anche se facciamo un po' di deficit, poi cresceremo il prossimo anno e rilanciamo l'economia. Questo governo lavora ad una legge di bilancio che mette al centro gli italiani e non le lobby e le banche''.

Santomauro (Unagraco), solidarietà fiscale per una comunità migliore

ANDRIA - " I temi della solidarietà fiscale e della necessità di una morale di condivisione dei doveri fiscali del cittadino nel pagare le tasse sono di grande attualità. Così come il dovere del servizio alla collettività e del perseguimento del bene comune. Se riuscissimo ad uniformare il nostro comportamento a questi principi, potremmo contribuire a costruire una comunità senz’altro migliore”. 

Lo ha detto Fedele Santomauro, presidente dell’Unagraco di Trani  presentando il forum sulla solidarietà fiscale, a margine delle celebrazioni per San Matteo promosse dall’Unagraco Trani, che si terrà ad Andria domani, venerdì 21 settembre alle ore 15.30, presso il Chiostro di San Francesco (via San Francesco, 12).

Al termine della manifestazione, l’Unagraco Trani, in collaborazione con la Compagnia della Guardia di Finanza di Andria, ha organizzato la celebrazione di una Santa Messa in onore di San Matteo, patrono di banchieri, bancari, doganieri, finanzieri, cambiavalute, ragionieri, commercialisti, contabili ed esattori. L’appuntamento è alle ore 19 presso la Parrocchia S. Agostino.

Dieci giovani commercialisti di Napoli Nord in arrivo al Comune di Casoria

CASORIA – Il Comune di Casoria e l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli Nord hanno siglato una convenzione con la quale si promuove un’importante attività di formazione dei giovani commercialisti mediante uno stage presso la struttura comunale, al fine di consentire un approfondimento in ambito tributario, contabile e bilancistico e consentire agli uffici comunali un’interlocuzione sempre più specifica e alla portata di tutti i cittadini.

“Siamo orgogliosi di aver raggiunto con il giovane Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli Nord un importante accordo che darà la possibilità a dieci giovani professionisti di collaborare con l’Ente Comune di Casoria, accrescendo le proprie esperienze nella Pubbliche Amministrazioni e rafforzando l’efficienza degli Uffici comunali”, ha sottolineato il sindaco di Casoria Pasquale Fuccio. “La lungimiranza e la fattiva collaborazione del presidente Tuccillo e dell’Ordine che rappresenta – ha aggiunto - ci hanno consentito di raggiungere questo importante obiettivo”.

“Da oggi in poi i giovani commercialisti potranno comprendere, all’interno della macchina amministrativa, le funzioni e le esigenze dell’Ente Comunale e del cittadino utente, e, quindi, accrescere la loro professionalità nel settore della Pubblica Amministrazione fornendo, altresì ,un importante servizio ai cittadini”, ha sottolineato Antonio Tuccillo, numero uno dell’Odcec Napoli Nord  particolarmente soddisfatto per la sinergia tra l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli nord e il Comune di Casoria per la crescita professionale di giovani iscritti e il miglioramento del servizio offerto alla cittadinanza.

“Un particolare ringraziamento va al primo cittadino di Casoria, Pasquale Fuccio, e all’intera Amministrazione Comunale per aver creduto nelle giovani fasce professionali del territorio, dando loro la possibilità di avviarsi in un’importante attività formativa. Il mio auspicio è  che tale iniziativa, segno tangibile di un’Amministrazione Comunale capace di dialogare e confrontarsi con le categorie professionali nell’interesse dei cittadini, possa essere condivisa e realizzata da tutti i Comuni del Circondario di Napoli nord, fornendo ai giovani commercialisti (tirocinanti e giovani iscritti all’albo) la possibilità di svolgere un’importante attività formativa e un’utile esperienza professionale presso il proprio Comune”.

 

 

Arrivano le nuove banconote da 100 e 200 euro

Nuove banconote da 100 e 200 euro in arrivo. In circolazione a partire dal 28 maggio 2019, i biglietti - che completano la serie 'Europa' - sono il frutto di una stretta collaborazione con persone con problemi visivi mirata a mettere a punto biglietti con caratteristiche che agevolano questi cittadini. Presentate oggi dalla Bce, le nuove banconote riportano infatti grandi cifre in caratteri più marcati con tonalità maggiormente contrastanti per facilitarne il riconoscimento in base al colore. Lungo il bordo vi sono inoltre segni percepibili al tatto diversi per ogni taglio.

Le banconote da 100 e 200 euro sono ampiamente utilizzate sia come mezzo di pagamento sia come riserva di valore. A fine giugno 2018 circolavano 2,7 miliardi di banconote da 100 (13% di tutti i biglietti in euro in circolazione) contro 2,5 miliardi di banconote da 10 euro (12% circa del totale).

In termini di valore la banconota da 100 euro è il secondo taglio più importante dopo quello da 50 euro e rappresenta quasi un quarto (23%) del valore di tutti i biglietti in euro circolanti. Le banconote da 200 euro rappresentano invece l’1% del numero di biglietti in euro in circolazione e il 4% del valore totale.

Manovra, tutte le misure

Lavori in corso nel cantiere della Legge di Bilancio che approderà in Consiglio dei ministri a metà ottobre: dalla flat tax al reddito di cittadinanza, passando per i ritocchi alla Fornero, la riedizione del piano Industria 4.0, la pace fiscale e il parziale riordino della giungla delle detrazioni/deduzioni fiscali, gli interventi che potrebbero entrare nella manovra 2019 sono continuamente oggetto di scrutinio.

Nella prima manovra targata Lega - M5s dovrebbe comunque esserci almeno un avvio di flat tax, reddito di cittadinanza e riordino della Fornero, i tre cavalli di battaglia che hanno caratterizzato la campagna elettorale dei due partiti, poi inseriti nel contratto di governo. L'entità degli interventi dipenderà tuttavia dagli spazi di bilancio che si creano nel negoziato con Bruxelles e dalle risorse della revisione della spesa. Di seguito le misure allo studio:

SGRAVI FISCALI- Sul fronte della tassa piatta, per le partite Iva con ricavi fino a 65mila euro (circa 2 milioni) si dovrebbe introdurre un regime forfettario al 15% (comprende tutti i tributi, anche l’Iva) e il 20% sui ricavi tra i 65mila e i 100mila euro. Sul tavolo anche l’opzione di un taglio delle accise, la cedolare secca sulla locazione degli immobili commerciali, l’Ires al 15% per le società che reinvestono gli utili. Si ragiona anche su un taglio dell’Irpef, dal 23 all 22%, ma i commercialisti mettono in guardia contro i risultati esigui di un simile intervento: in base ai calcoli dell’Consiglio della categoria costerebbe intorno ai 4 miliardi con un vantaggio economico per il contribuente tra i 7 e i 12,5 euro al mese. E' possibile comunque che la riduzione Irpef slitti al 2020.

REDDITO DI CITTADINANZA - Per finanziare il reddito di cittadinanza, servirebbero almeno 10 mld di euro, dei quali 2 mld solo per potenziare i centri per l’impiego. Ma la spesa potrebbe calare includendo in questa misura il Rei, il reddito di inclusione varato dai governi del Pd per gli indigenti e Garanzia Giovani. Per reperire altre risorse si ragiona anche alla possibile abolizione della Naspi, l’assegno di protezione temporanea della disoccupazione, e resta sul tavolo l’ipotesi di cancellare il bouns da 80 euro. La posta in ballo è ghiotta visto che la misura voluta dall’ex premier Matteo Renzi liberebbe circa 9 mld di euro, ma si teme un forte contraccolpo di impopolarità, quindi è una strada che almeno in questo primo anno di bilancio si cercherà di non percorrere.

PENSIONI - Sul fronte previdenziale si lavora a due fascicoli: la quota 100 cara alla Lega e le pensioni di cittadinanza volute dai Cinque stelle. Sul primo versante si stanno valutando i ritocchi alla Fornero riducendo l’età di ritiro dal lavoro con l’introduzione di quota 100:il vicepremier Salvini punta a 62 anni di età e 38 di contributi, mentre al Tesoro si lavora su 64 anni e 36 di contributi. La seconda misura consiste nell'allineamento graduale dell'assegno dei pensionati indigenti (in totale 4,5 milioni) a quota 780 euro mensili, valore appunto che l’Istat considera come soglia di povertà. Per avviare l’intervento si ragiona sul taglio delle pensioni d’oro, quelle superiori ai 4mila euro non giustificati dai versamenti contributivi, che porterebbero però una cifra esigua, circa qualche centinaio di milioni di euro.

CLAUSOLE - Nella manovra il governo dovrebbe anche disinnescare 12,5 mld di rialzi dell'Iva che scattano in automatico in caso di mancato adempimento degli impegni di bilancio.

PACE FISCALE - Il governo studia anche diverse declinazioni di pace fiscale: sul fronte leghista si punta ad un intervento di più ampio respiro sulla falsa riga del tombale di Tremonti del 2002, sul fronte M5S si opta per introdurre uno sconto molto vantaggioso per erodere l'enorme mole di cartelle di difficile riscossione.

DECONTRIBUZIONI - Verso la riconferma le decontribuzioni al 100% per le assunzioni stabili al Sud.

INDUSTRIA 4.0-BIS - La nuova legge di Bilancio dovrebbe inoltre contenere una riedizione del piano Industria 4.0 estendono gli incentivi all'innovazione alle pmi.

RIORDINO DELLE QUASI 800 TAX EXPENDITURES - Anche il governo giallo-verde accarezza l'idea di sfoltire la selva delle 799 agevolazioni-detrazioni fiscali, pari nel 2016 a 313 mld di euro (l'8% del pil, percentuale che fa schizzare l'Italia in cima alla classifica Ue per 'sconti' in relazione al prodotto interno lordo, e al secondo posto nel mondo). Capitolo altamente impopolare al quale mettere mano, nel taglio delle tax expenditures si sono già cimentati senza successo diversi governi del passato.

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