Domenica 18 Novembre 2018 - 16:17

Giochi, “Il governo blocchi le multinazionale dell’azzardo”

ROMA – “Facciamo appello al governo affinché blocchi le multinazionali dell'azzardo che adesso mirano a sostituirsi a tutte le piccole e medie aziende di gestione di apparecchi di intrattenimento per locali pubblici, dopo essersi ‘impadronite’ di quasi tutte le concessionarie statali ”. Lo ha detto Benedetto Palese, presidente dell’Agcai (Associazione Gestori e Costruttori di Apparecchi da Intrattenimento) annunciando la manifestazione di mercoledì 7 novembre alle ore 11 in via Flavia nei pressi del ministero del Lavoro.

“Dopo aver favorito l'ingresso in Italia delle 'videolottery', le macchine più pericolose al mondo, collocandole in tutti i mini casino aperti in ogni angolo di strada, creando un allarme sociale senza precedenti - ha aggiunto il numero uno dell'Agcai -, adesso stanno costringendo i gestori ad inserire anche nelle slot da bar programmi d'azzardo di loro proprietà, pena la dismissione degli apparecchi e l'appropriazione di quei titoli autorizzatori a totale loro beneficio".

"Il tutto è mirato alla chiusura di migliaia di aziende con il relativo licenziamento di quasi 100 mila lavoratori. Segnaliamo anche l'inerzia dei Monopoli di Stato che invece di controllare l'operato dei concessionari per eventuali sperequazioni, hanno emanato una circolare al solo fine di agevolare i concessionari stessi  ad impadronirsi di tutto il mercato. Ci rivolgiamo al governo - continua Palese -, chiedendo un incontro al ministero dello Sciluppo Economico, affinché attraverso un contratto di filiera nazionale e l'emanazione  di una nuova circolare da parte dei monopoli che riesca a scongiurare la chiusura di oltre 3000 aziende di gestione e relativi dipendenti che da 15 anni operano in questo settore".

"Inoltre da anni chiediamo la sostituzione delle slot da bar con un apparecchio meno invasivo con elementi di più intrattenimento e una perdita oraria ancora più limitata che non sfoci nell’azzardo ,simile a quella di un normale flipper che il vecchio governo non ci ha fatto realizzare .Ci auguriamo di essere ascoltati - ha concluso il presidente dell'Agcai - affinché si debelli il gioco d’azzardo in Italia”.

Quota 100, "statali in pensione dopo 9 mesi"

Per i dipendenti della Pubblica amministrazione che usciranno con quota 100 sarà prevista una norma ad hoc, che conterrà "un preavviso di 9 mesi". Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, nel corso dell'Intervista di Maria Latella su SkyTg24, fornendo ulteriori dettagli sulla possibilità per gli statali di lasciare il lavoro usufruendo della nuova misura previdenziale promossa dal governo giallo-verde. "Voglio anche concorsi più veloci e unici, perché ci vuole omogeneità in preparazione", ha aggiunto il ministro. Quanto al turn over, Bongiorno ha ribadito: "Ho sempre detto che investiremo nella pubblica amministrazione, a differenza dei precedenti governi. Con noi non si taglia. Abbiamo un turn over al 100%, quindi per 100 persone che escono ce ne saranno 100 che entrano. La norma è già finanziata".

Commercialisti, focus su previdenza e welfare il 6 novembre ad Aversa

AVERSA - Martedì 6 novembre 2018 alle ore 15, presso la sala conferenze dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord (via A. Diaz, 89), si terrà un focus di approfondimento su previdenza, welfare e assistenza sanitaria.  

All’incontro, moderato da Guido Rossi, vicepresidente dell’Ordine, interverranno Luigi Pagliuca, presidente nazionale della Cassa di Previdenza dei Ragionieri; Paolo Longoni, consigliere d’amministrazione della Cnpr; Roberto Bianco, delegato territoriale dell’ente previdenziale.

“L’analisi delle strategie adottate dagli enti previdenziali per garantire la sostenibilità dei fondi con l’erogazione della previdenza e dell’assistenza  sarà analizzata nel corso del dibattito” ha sottolineato Antonio Tuccillo, numero uno dell’Odcec Napoli Nord, che introdurrà i lavori. “L’Odcec di Napoli Nord ha previsto, per questa occasione, la presenza dei funzionari della Cassa di Previdenza - ha aggiunto - che potranno informare, esaminando i piani contributivi, anche con apposite simulazioni e proiezioni, per i singoli professionisti”.

Stress test, promosse le banche italiane

Le banche italiane Unicredit, Banco Bpm, Ubi banca e Intesa Sanpaolo, sono state promosse dall'Eba, l'Autorità bancaria europea. Il coefficiente patrimoniale Cet1 delle quattro banche italiane incluse negli stress test vede una "riduzione media ponderata nello scenario avverso pari a 3,9 punti percentuali su base fully loaded, un risultato in linea con quello medio del complesso delle banche" del Sistema unico di vigilanza e del campione preso in considerazione dall'Eba, scrive la Banca d'Italia in una nota. "Nel complesso - spiegano da via Nazionale - le banche europee hanno mostrato una buona capacità di tenuta a fronte delle condizioni di stress ipotizzate nello scenario avverso. I risultati confermano il generale rafforzamento della solidità del sistema bancario europeo".

Mario Quagliariello, direttore del dipartimento Economic Analysis and Statistics dell'Eba, sottolinea che "il risultato dello stress test mostra che gli sforzi delle banche per costruire la propria base di capitale negli ultimi anni hanno contribuito a rafforzare la loro capacità di resistenza agli shock gravi".

Nel dettaglio, nello scenario avverso degli stress test Eba, Unicredit registra nel 2020 un cet1 ratio al 9,34%, 346 punti base in meno rispetto al Cet1 ratio transitional a fine dicembre 2017; Banco Bpm un Cet1 ratio all'8,47%; Ubi banca un Cet1 all'8,32%; il coefficiente patrimoniale Cet1 di Intesa Sanpaolo è pari al 10,40%. Nello scenario base il dato è invece pari al 13,04%.

Flat tax, ecco chi ci guadagna

Le partite Iva con la flat tax, guadagneranno oltre il 30% in più rispetto ad un lavoratore dipendente. E' quanto emerge dalle simulazioni messe a punto dal Centro studi fiscali Eutekne.info, secondo cui il taglio delle tasse sulle partite Iva, a parità di retribuzione lorda, allungherà la distanza tra lo stipendio netto di un autonomo e quello di un lavoratore dipendente. Chi sceglie di lavorare aprendo una partita Iva, infatti, secondo i calcoli di Eutekne, potrà contare a fine mese su una busta paga superiore di oltre il 30% rispetto a un dipendente.

In particolare, con le novità inserite in manovra sulla cosiddetta 'tassa piatta - l'introduzione nel 2019 dell'aliquota al 15% per i lavoratori autonomi che dichiarano un reddito annuo fino a 65 mila euro e, a decorrere dal 2020, e di quella al 20% per le partite Iva con un giro d'affari tra 65 mila e 100 mila euro - l'inquadramento di lavoro come 'autonomo con partita Iva' secondo Eutekne "diventerà estremamente conveniente per tutti coloro che dichiarano una retribuzione compresa tra 35 mila e 80 mila euro", con il 30% in più di reddito disponibile.

Le partite Iva con la flat tax, guadagneranno oltre il 30% in più rispetto ad un lavoratore dipendente. E' quanto emerge dalle simulazioni messe a punto dal Centro studi fiscali Eutekne.info, secondo cui il taglio delle tasse sulle partite Iva, a parità di retribuzione lorda, allungherà la distanza tra lo stipendio netto di un autonomo e quello di un lavoratore dipendente. Chi sceglie di lavorare aprendo una partita Iva, infatti, secondo i calcoli di Eutekne, potrà contare a fine mese su una busta paga superiore di oltre il 30% rispetto a un dipendente.

In particolare, con le novità inserite in manovra sulla cosiddetta 'tassa piatta - l'introduzione nel 2019 dell'aliquota al 15% per i lavoratori autonomi che dichiarano un reddito annuo fino a 65 mila euro e, a decorrere dal 2020, e di quella al 20% per le partite Iva con un giro d'affari tra 65 mila e 100 mila euro - l'inquadramento di lavoro come 'autonomo con partita Iva' secondo Eutekne "diventerà estremamente conveniente per tutti coloro che dichiarano una retribuzione compresa tra 35 mila e 80 mila euro", con il 30% in più di reddito disponibile.

“Il 91% dei comuni italiani a rischio danni per il maltempo”

NAPOLI - "L'Italia si conferma un Paese ad alto rischio calamità naturali ed i danni da essi derivanti hanno raggiunto livelli insostenibili. Se non si provvede a dare avvio ad un circolo virtuoso di risk management, intriso di attività di prevenzione e protezione dei nostri territori, oltre a prevedere una copertura assicurativa misto pubblico-privata, saranno sempre più ridotte le possibilità di ottenere risarcimenti celeri ed adeguati". E' quanto afferma Antonio Coviello, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche-Iriss e professore di marketing assicurativo nell'Università S.O. Benincasa di Napoli.

  "Il  91% dei comuni italiani è in aree soggette a pericolosità da frana o idraulica. In particolare, oltre l'80% della superficie della Valle d'Aosta è a pericolosità da frana, ma fanno riflettere anche il 19,6% della Campania, il 16,1% del Molise e i 1.538 chilometri quadrati della Lombardia, che in termini percentuali rappresentano solo il 6,4% del territorio.

Le alluvioni colpiscono soprattutto le pianure. È per questo che l'Emilia Romagna ha a rischio il 45% del proprio territorio, poi seguono la Toscana con il 12% e la Lombardia con il 10%", commenta Coviello, riportando i dati dell'ultimo studio dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

  "In Italia i danni da calamità naturali sono in media di oltre 3 miliardi l'anno.  In totale, per tutti gli eventi catastrofali del 2017 registrati nel nostro Paese, si stima che il settore assicurativo abbia risarcito circa 385 milioni, una cifra che riflette il grado di diffusione ancora contenuto della copertura. Chi risarcisce i restanti miliardi di danni subìti? In teoria lo Stato, ma purtroppo quasi mai è stato così, per la nota carenza di fondi. La garanzia e la certezza di ristoro dei danni, con una gestione dello Stato, può avvenire solo attraverso un sistema di coperture assicurative, così come avviene con successo già in tanti altri Paesi", ha spiegato il ricercatore del Cnr-Iriss, che coordina un gruppo di lavoro interdisciplinare in seno all'Istituto napoletano che studia da un decennio il fenomeno, pubblicando anche un libro dal titolo "Calamità naturali e coperture assicurative", presentato anni orsono anche in Parlamento, allorquando si dibatteva di prevedere una "assicurazione obbligatoria".

  "Le esposizioni assicurate contro i rischi catastrofali in Italia per l'anno 2018 (riferiti al volume premi incendio), per quanto riguarda i rischi commerciali, sono stimate a circa 650 miliardi per il terremoto (+8% rispetto al 2017) e a 700 miliardi per l'alluvione (+11% rispetto al 2017). In pratica, si contano circa 400.000 rischi commerciali assicurati contro il terremoto, 340.000 contro l'alluvione e si presume che molti di questi ultimi siano assicurati anche contro il terremoto (Fonte PERILS).  Per quanto riguarda i rischi residenziali l'esposizione complessiva è pari a circa 130 miliardi per il terremoto (+14% rispetto al 2017) e a 67 miliardi per l'alluvione (-16% rispetto al 2017), e si contano circa 388.000 rischi residenziali assicurati contro il terremoto, 119.000 contro l'alluvione", spiega l'esperto.

Tenuto conto delle esposizioni a entrambi gli eventi catastrofali rilevati (terremoto e alluvione), le regioni che hanno contribuito più di tutte alla crescita delle esposizioni rispetto al 2017 sono il Piemonte, la Puglia e la Campania.

Specificamente al terremoto, invece, le regioni che hanno maggiormente contribuito alla crescita delle esposizioni  sono la Lombardia e l'Emilia Romagna.

  "Proprio a dimostrazione che i rischi catastrofali sono in aumento soprattutto in Italia, con riferimento al solo rischio alluvionale, l'EIOPA (l'Autorità europea assicurativa) propone la   degli scenari relativamente al rischio alluvionale (c.d. "flood")", riferisce Coviello.

La Legge di bilancio 2018 (commi 768-770) ha introdotto delle importanti novità in tema di incentivi fiscali per quanto riguarda le assicurazioni contro il rischio di eventi calamitosi a copertura delle abitazioni. In particolare, a partire dal 1° gennaio 2018, per tali polizze è stata introdotta una detrazione Irpef del 19% del premio (senza limiti di importo) e l'esenzione dello stesso dall'imposta di cui alla legge n. 1216 del 1961 (che era pari al 22,25%).

 "La misura introdotta potrà rivelarsi un primo passo per contrastare la scarsa propensione dei cittadini italiani ad assicurare la propria casa contro i rischi legati a eventi catastrofali", spiega l'esperto; "se infatti alla fine del 2016 appena il 2% del patrimonio abitativo italiano risultava assicurato contro il terremoto e le alluvioni, tale percentuale a fine marzo 2018 (e quindi in un arco temporale di soli 3 mesi) risultava già in lieve crescita (2,5%) e si ritiene vi abbia contribuito proprio la novità contenuta nella Legge di bilancio", conclude il ricercatore.

Commercialisti, la contabilità digitale può rappresentare un’occasione di crescita

AVERSA - “Il passaggio dalla contabilità analogica a quella digitale rappresenta una opportunità di crescita per gli studi professionali. Tuttavia, rispetto alle difficoltà che si stanno registrando in ordine all’adeguamento dell’assetto amministrativo-contabile di studi professionali ed aziende, occorre stigmatizzare l’atteggiamento del governo e la sua ‘sordità’ alle istanze formulate da imprese e professionisti finalizzate a prorogare la dead-line di un anno per gli operatori in contabilità semplificata.

La impalpabile mitigazione delle sanzioni prevista dal decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio concorre solo a rendere la pillola ancora più amara”. Lo ha detto Angelo Capone, consigliere delegato della Commissione Imposte Dirette e Indirette dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduta da Antonio Tuccillo, in occasione del forum “Fattura elettronica, il passaggio dal cartaceo al digitale” promosso presso la sala delle conferenze della sede di Aversa, in collaborazione con il Gruppo 24 Ore.   

 “Il nuovo obbligo della fatturazione elettronica riguarderà tutti soggetti Iva italiani dal 1° gennaio 2019 e rappresenta un nuovo tassello da aggiungere al processo di digitalizzazione che sta interessando il nostro Paese”, ha evidenziato  Diego Musto, consigliere delegato della Commissione Ict. “Allo stato non sono previste proroghe ma è stato annunciato che le sanzioni non saranno applicate per i primi sei mesi dall’entrata in vigore e ci sarà un’estensione fino a dieci giorni per l’emissioni/ricezione della fattura elettronica.  Nel corso dei lavori - ha aggiunto - è stato realizzato anche un focus sulle novità previste dalla Legge di Bilancio 2019”.

Secondo Sandro Fontana, consigliere delegato della Commissione Ict, la Fatturazione Elettronica rappresenta una grande opportunità per riorganizzarsi, offrire realmente servizi innovativi e vivere l’impresa come mai prima d’ora. Un metodo di lavoro nuovo, alla portata di tutti i professionisti ed apprezzato dalle imprese. In effetti, utilizzando in maniera efficacia ed efficiente la fatturazione elettronica, si avrà un notevole risparmio di tempo che potrà essere impiegato vivendo maggiormente l’impresa dei propri clienti.

All’incontro sono intervenuti Pasquale Licito (componente della Commissione di studio Ict dell’Odcec Napoli Nord), Pierpaolo Ceroli e Luisa Miletta (dottori commercialisti di Milano e collaboratori de “Il Sole 24 Ore”).

Lo spread schizza a 321, Borsa in profondo rosso

MILANO. Torna a salire lo spread: in chiusura di mercati, il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi si attesta a 321 punti base, rispetto ai 313 registrati in apertura. Il rendimento sale al 3,62%. Le Borse europee chiudono in rosso la seduta odierna di scambi, dopo un tentativo di recupero in avvio. La risalita dello spread, arrivato a superare i 320 punti e l'andamento negativo di Wall Street, appesantita dalle tensioni dei fatti di cronaca e dal calo degli indici tecnologici, hanno spinto al ribasso i mercati del Vecchio continente che hanno accumulato perdite dallo 0,28% di Bruxelles allo 0,73% di Francoforte. Unica in controtendenza Londra, che ha chiuso con un progresso dello 0,11%. Piazza Affari è la peggiore tra le consorelle: l'indice Ftse Mib arretra dell'1,69%, l'All Share cede l'1,57%. A soffrire maggiormente, i titoli bancari che accumulano perdite fino ad oltre quattro punti e mezzo percentuali.

Ue boccia la manovra

E' arrivata la bocciatura della manovra italiana da parte dell'Ue. La Commissione Europea ha deciso nel collegio dei commissari di chiedere all'Italia di presentare entro tre settimane a Bruxelles un nuovo documento programmatico di bilancio, come adombrato nella lettera inviata la settimana scorsa al ministro dell'Economia, Giovanni Tria.

"NESSUNA NUOVA BOZZA" - Ma autorevoli fonti di governo M5S fanno sapere che nessuna nuova bozza del documento verrà inviata dal governo italiano a Bruxelles. "Siamo sulla strada giusta e non arretriamo di un centimetro", la convinzione dei 5 Stelle. Così come ribadito da Luigi Di Maio su Facebook: "Non ci arrenderemo. Sappiamo che stiamo percorrendo la strada giusta. E perciò non ci fermeremo". 

Dopo la bocciatura lo spread tra Btp e Bund ha segnato un rialzo. Il differenziale tra i titoli di Stato è salito a 312 punti base con un rendimento del 3,53%. In conferenza stampa a Strasburgo il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, ha spiegato che la Commissione Europea "è estremamente unita" nella decisione di chiedere al nostro Paese un nuovo documento programmatico di bilancio. "Non è un caso borderline: la palla non tocca la linea, è lontana dalla linea" ha detto Moscovici.

“Occorre combattere concretamente le truffe assicurative”

NAPOLI - "Nonostante negli ultimi anni le inchieste giudiziarie si siano moltiplicate e molte attività appaiono realizzate per contrastare il fenomeno, quasi tutto è rimasto uguale a 20 anni fa quando scrivemmo il libro 'Truffa in nome della legge', il questore Maurizio Vallone ed io, su tale emergenza economico-sociale. Se si vogliono davvero ridurre i premi Rca, tra i più cari d'Europa in alcune aree del Paese, bisogna combattere realmente i fenomeni truffaldini ed rendere più efficiente l'intero sistema risarcitorio, ormai obsoleto". È quanto afferma Antonio Coviello, professore di Marketing Assicurativo nell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e ricercatore del Cnr-Iriss, esperto in materia, commentando i dati ufficiali dell'IVASS sul fenomeno e in seguito all'inchiesta sulla truffe a danno di compagnie assicurative, con circa 2800 falsi sinistri stradali smascherati.

   "I dati dell'IVASS non lasciano dubbi: il numero totale di sinistri denunciati nel 2016 è aumentato a 2.844.383 (+2% su scala nazionale rispetto al 2015). Di questi, nel 2016 sono stati identificati a rischio frode 668.341 sinistri, in aumento rispetto al 2015 di 70.484 unità (+12%). I sinistri oggetto di specifica istruttoria per profili di possibile fraudolenza sono stati 339.550 (+14%). I sinistri posti 'senza seguito' per attività antifrode hanno raggiunto le 50.757 unità, con una percentuale in aumento rispetto ai dati 2015 di quasi il 18%. Nel Sud 2.281 sinistri oggetto di denuncia/querela, di cui in Campania 1.516. Troppo poco rispetto al fenomeno registrato", spiega l'esperto.

   "Ma quella rappresentata è solo la punta dell'iceberg - spiega Coviello - alla fine del 2017 l'importo a riserva per le cause civili di primo grado è pari a 5,2 miliardi di euro, di cui il 47% è riferito a cause relative a sinistri con anno di accadimento ultraquinquennale. Tenuto conto che l'ammontare complessivo dei risparmi ottenuti dalle sventate frodi nell'esercizio 2017, è pari ad un importo di 246,8 milioni di

euro (solo l'1,9% sui premi raccolti), se solo si riuscisse a migliorare questo vitale dato, le compagnie risparmierebbero ulteriori centinaia di milioni di euro, a vantaggio della costruzione della tariffa RCA e conseguente riduzione dei premi assicurativi".

   Andando ad analizzare i sinistri per i quali è stata presentata denuncia o querela da parte delle imprese, nel 2016 per tale fattispecie sono stati enumerati 4.578 casi. Rispetto al 2015, in cui erano stati 6.172, si registra una riduzione del -26%.

   "Complessivamente i procedimenti penali avviati dalle imprese tra il 2012 e il 2016 sono 17.513, di cui pervenuti a esiti conclusivi il 20%. E questo dato non appare confortante", sottolinea l'esperto. "Alcuni di questi strumenti, quali l'Archivio Integrato Antifrode dell'IVASS, sono stati creati e attivati solo da poco tempo, ma alcuni dati ufficiali lasciano perplessi sul reale impegno a contrastare il fenomeno

truffaldino: sono state avviate dall'istituto di vigilanza 105 procedure sanzionatorie, di cui 44 nei confronti di imprese che non alimentano correttamente la Banca Dati Sinistri e 61 relative all'alimentazione tardiva della Banca dati degli Attestati di Rischio" conclude Coviello.

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